Politecnico di Milano

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Coordinate: 45°28′41.29″N 9°13′39.41″E / 45.478136°N 9.227614°E45.478136; 9.227614

Politecnico di Milano
Logo Politecnico Milano.png
Stato Italia Italia
Città Milano
Altre sedi Como, Lecco, Cremona, Mantova, Piacenza
Soprannome PoliMi
Fondazione 29 novembre 1863
Tipo Pubblica
Dipartimenti Architettura, Design, Ingegneria
Rettore Giovanni Azzone
Studenti 40 743[1] (a.a. 2012/13)
Dipendenti 1 346 professori e ricercatori[2]

1 180 unità di personale tecnico-amministrativo[2] (31 dicembre 2012)

Colori                Ciano, Nero, Bianco
Sport CUS Milano
Sito web www.polimi.it
 

Il Politecnico di Milano (abbreviato PoliMi) è un'università statale italiana a carattere scientifico-tecnologico, fondata il 29 novembre 1863 a Milano con il nome di "Regio Istituto Tecnico superiore". I suoi campi di studio e ricerca scientifica comprendono l'ingegneria, l'architettura e il design. Il Politecnico rilascia i titoli accademici di laurea, laurea magistrale (ex laurea specialistica) e dottorato di ricerca ed è sede di diversi corsi di dottorato di ricerca e master universitari. L'Università conta circa 40740[1] studenti iscritti, di cui 900 allievi di dottorato[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia del Politecnico di Milano

« Voi darete all'Italia Ingegneri, Architetti[4] »
(sen. Carlo Matteucci)

Il Politecnico, fondato il 29 novembre 1863[5] per l'impulso fornito dalla Società di incoraggiamento di arti e mestieri, è il più antico ateneo di Milano (la Statale è del 1923). Originariamente denominato "Istituto Tecnico Superiore", aveva la sua prima sede, con 36 studenti, nel Collegio Elvetico e alla sua guida fu nominato il matematico Francesco Brioschi. Inizialmente offriva solo un corso di ingegneria. Alla fondazione contribuirono le amministrazioni locali (Comune e Provincia di Milano), la Camera di Commercio, la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, associazioni culturali e imprenditori. I suoi primi 25 laureati risalgono al 1865[6]. Nello stesso anno viene anche attivato per la prima volta il corso di architettura presso il Politecnico. La sede venne trasferita, nel 1866, al palazzo della Canonica in piazza Cavour. Successivamente, nel 1913, venne stipulata una convenzione tra lo Stato, il Comune e la Camera di Commercio di Milano, con il concorso della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, per decentrare e accorpare in un unico luogo gli istituti di istruzione superiore sparsi per la città. La scelta dell'ubicazione cadde sull'area periferica delle Cascine Doppie, ossia l'odierna Città Studi. Nel 1915 fu posata la prima pietra del nuovo complesso, che verrà attivato ufficialmente nel 1927: il nuovo polo di piazza Leonardo Da Vinci in Città Studi divenne sede dell'ateneo, all'epoca Regio Politecnico di Milano. Pochi anni dopo, nel 1933, il Politecnico si suddivide in due distinte facoltà: ingegneria e architettura. Nel 1953 inaugura inoltre il primo centro di calcolo dell'Europa continentale, grazie all'impulso di Gino Cassinis ed Ercole Bottani. Non mancano i riconoscimenti: pochi anni dopo, nel 1963, Giulio Natta, professore ordinario di Chimica industriale, viene insignito del Premio Nobel per i suoi studi sulle materie plastiche[7][8]. Un anno dopo viene realizzata la nuova sede di via Bonardi per la Facoltà di Architettura. Nel 1977 viene messo in orbita il satellite Sirio, sviluppato dal Politecnico in collaborazione con Telespazio, Compagnia Industriale Aerospaziale e Telettra. Nel 1989 vengono inaugurate le nuove sedi nel quartiere milanese di Bovisa e nelle città di Como e Lecco. Si avvia la strategia del Politecnico a rete che vedrà l'Ateneo aprire sedi anche a Cremona (1991), Mantova (1994) e Piacenza (1997). Nel 2002 viene creata la Fondazione Politecnico. Tra i principali obiettivi vi è il coinvolgimento delle imprese e le strutture pubbliche nell'università. Nel 2004 viene fondata, in collaborazione con il Politecnico di Torino, l'Alta Scuola Politecnica. L'8 aprile 2011 un team di studenti del corso di Ingegneria Gestionale ha vinto a Omaha in Nebraska (Stati Uniti) la finale mondiale della Global Investment Research Challenge[9] tra 500 università di tutto il mondo, una competizione con finalità formative organizzata da CFA Institute, affermata associazione di professionisti della finanza.

Sedi e organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della Sede di Milano Leonardo del Politecnico di Milano, in piazza Leonardo da Vinci

Complessivamente il Politecnico può contare su cinque sedi distaccate nel territorio della Lombardia e una in Emilia-Romagna.

La sede centrale si trova a Milano in piazza Leonardo da Vinci (zona Città Studi), dove si trova il Campus Leonardo. La seconda sede milanese è presso il campus Bovisa, nell'omonimo quartiere (via La Masa e Via Lambruschini per ingegneria e via Durando per architettura e design.[10]

Le altre sedi territoriali (o Poli Regionali) sono:[10]

In passato, il Politecnico ha avuto sede a Milano in via del Vecchio Politecnico.[10]

Il Rettore è il professore Giovanni Azzone[11].

Accesso ai corsi di laurea[modifica | modifica wikitesto]

L'accesso ai corsi di laurea è subordinato al passaggio di un test.

Il test di ingegneria (detto TOL, acronimo di Test On Line) comprende domande di inglese, logica matematica e statistica, comprensione verbale e fisica.[12] La condizione necessaria per il superamento di tale test è la realizzazione di un punteggio pari almeno a 60/100.[13]

Il test di design comprende domande di cultura generale, disegno e rappresentazione, storia, storia dell'arte, geometria e logica, comprensione verbale.[14] Tranne alcuni casi particolari, il test è considerato superato da chi ottiene un punteggio maggiore o uguale a 30/100.[15]

Il test di architettura comprende domande di cultura generale e ragionamento logico, storia, disegno e rappresentazione, matematica, fisica e inglese.

Didattica[modifica | modifica wikitesto]

Gli studenti iscritti nell'anno accademico 2008/2009 sono stati circa 35.000, dei quali:

  • 62,1% circa alle facoltà d'ingegneria
  • 28,21% alle facoltà d'architettura
  • 10,26% alle facoltà di design
La sede di Milano Bovisa

A ottobre 2006 risultavano in ruolo 1.271 tra professori e ricercatori di ruolo (445 professori di prima fascia, 384 professori di seconda fascia e 442 tra ricercatori e assistenti) e 927 unità di personale tecnico-amministrativo a tempo indeterminato.

Il Politecnico nel 2001 ha cambiato la sua struttura delle facoltà. Il modello precedente era quello delle Facoltà di sede, legate al luogo in cui si tenevano le lezioni (Facoltà di Ingegneria Milano-Leonardo, Facoltà di Ingegneria Milano-Bovisa, Facoltà di Ingegneria di Como, Facoltà di Ingegneria di Lecco, Facoltà di Architettura Milano-Leonardo, Facoltà di Architettura Milano-Bovisa).

Il modello attuale è quello delle Scuole, 6 in tutto, più affini al lavoro dei dipartimenti[16]:

  • Scuola di Architettura e Società
  • Scuola di Architettura Civile
  • Scuola del Design
  • Scuola di Ingegneria Civile, Ambientale e Territoriale
  • Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione
  • Scuola di Ingegneria Edile-Architettura

Corsi di laurea[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Anno Accademico 2006/2007 risultano attivi 67 corsi di laurea di I e II livello.

Nell'anno accademico 2002/2003, il Politecnico di Milano ha avuto per i corsi delle facoltà di Architettura il 20.6% degli iscritti per la prima volta al sistema universitario a livello nazionale; per i corsi delle facoltà di Ingegneria l'11.1% dei nuovi iscritti. I laureati presso il Politecnico nell'anno 2002 rappresentano rispettivamente il 21.6% dei laureati in Architettura in Italia e il 12.7% dei laureati in Ingegneria[17].

I corsi di studio del Politecnico sono caratterizzati da una forte formazione teorica, considerata indispensabile per produrre innovazione.

Il Politecnico aderisce a diversi programmi, europei e non solo, di scambio che permettono a molti studenti di frequentare una università straniera. In particolare partecipa a Unitech, TIME (Top Industrial Managers for Europe), Athens, Socrates azione Erasmus, ENTREE, oltre che a diversi programmi di scambio con gli Stati Uniti d'America (OverSeas e Master UIC) e altri paesi extra-europei.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Il Politecnico di Milano fa ricerca nei campi dell'Ingegneria, dell'Architettura e del Design attraverso i suoi 12 dipartimenti (erano 16 fino al 31 dicembre 2012)[18]:

  • Dipartimento di Architettura e Studi Urbani
  • Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito
  • Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica "Giulio Natta"
  • Dipartimento di Design
  • Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria
  • Dipartimento di Energia
  • Dipartimento di Fisica
  • Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale
  • Dipartimento di Ingegneria Gestionale (DIG)
  • Dipartimento di Matematica
  • Dipartimento di Meccanica
  • Dipartimento Scienze e Tecnologie Aerospaziali (DAST)

MOX[modifica | modifica wikitesto]

Il Laboratorio di Modellistica e Calcolo Scientifico MOX è un laboratorio dedicato allo studio e l'applicazione dell'analisi numerica. Fondato nel 2002, è costituito prevalentemente da ricercatori e professori afferenti al Dipartimento di Matematica[19]. I ricercatori del MOX applicano tecniche e algoritmi di analisi numerica allo studio di problemi di interesse fisico e ingegneristico, quali, ad esempio, l'analisi fluido-struttura, che si concretizza nello studio dell'emodinamica vascolare e delle imbarcazioni da regata (ha collaborato con il team Alinghi, vincitore di due America's Cup), la propagazione elettromagnetica, la propagazione di onde sonore per indagini geologiche.

L-NESS[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di ricerca interuniversitario L-NESS (Laboratory for Epitaxial Nanostructures on Silicon and Spintronics) nasce nel 1999[20] grazie alla determinazione di Pierluigi Della Vigna (poi vice-rettore del Politecnico di Milano, sede di Como), Leo Miglio (professore di Fisica all'università Milano-Bicocca), Alfredo Dupasquier (Professore di Fisica presso il Politecnico di Milano e capo del laboratorio di spettroscopia positronica di Como) e grazie alla collaborazione fra Politecnico di Milano e Università di Milano-Bicocca.

Il centro L-NESS inizia la sua attività nel 2002, quando viene siglato un accordo fra il Politecnico di Milano e l'Università Milano-Bicocca per la partecipazione e il finanziamento delle attività dei nuovi laboratori (Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano e Dipartimento di Scienze dei Materiali per l'Università di Milano-Bicocca). L'approccio multidisciplinare di L-NESS è sottolineato dalla intensa collaborazione fra ricercatori attivi nella crescita dei materiali, nella loro caratterizzazione e nella modellizzazione atomistica.

Il centro L-NESS è attivo sulle seguenti linee di ricerca:

NanoLab[modifica | modifica wikitesto]

Il NanoLab del Politecnico di Milano svolge attività di sintesi e studio di materiali innovativi rivolte alla comprensione di fenomeni fisici fondamentali e finalizzato a future applicazioni tecnologiche[21]. Il Laboratorio nasce presso il Dipartimento di Ingegneria Nucleare nel 1992, dal 2003 NanoLab coordina, insieme ad altri 4 laboratori del Politecnico di Milano, il Centro NEMAS (Center for NanoEngineered MAterials and Surfaces), accreditato dal MIUR come centro di eccellenza del Politecnico di Milano sulle nanotecnologie. Dal 2009 fa parte del nuovo Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano; dal 2010 collabora attivamente con il CNST - Center for Nano Science and Technology fondato da IIT - Istituto Italiano di Tecnologia presso il Politecnico di Milano (IIT@POLIMI) e con IFP - Istituto di Fisica del Plasma del CNR.

Fondandosi su competenze di base di fisica della materia (fisica dei solidi, delle superfici e dei plasmi) Nanolab ha sviluppato un approccio nanotecnologico di tipo bottom-up per la sintesi e caratterizzazione di film e superfici nanostrutturati, cluster e nanostrutture. Le attività sperimentali sono supportate da competenze teorico-modellistiche di scattering anelastico di luce laser, fisica dello stato solido e plasmi.

Reputazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 il Politecnico di Milano si è piazzato al 28º posto tra le migliori università nel mondo in ingegneria e informatica (Engineering and Information Technology) nel QS World University Rankings[22][23] della Quacquarelli Symonds Limited, agenzia specializzata in istruzione superiore che collabora con la Times Higher Education, risultando la 230ª università mondiale[24] oltre a essere la prima e unica università tecnica italiana tra le prime 30 del mondo[25]. Il Politecnico si è inoltre piazzato al 75º posto nella GreenMetric World University Ranking 2011[26], la classifica mondiale delle università più eco-sostenibili redatta dall'Università d'Indonesia, risultando così la prima università italiana. Secondo il rapporto SIR 2013, il Politecnico di Milano riporta un fattore d'impatto normalizzato di tutta la ricerca prodotta tra il 2007 e il 2011, pari a 1,42 (1,4 per la Statale di Milano e 2,03 per il Politecnico di Bari, valore più alto fra i centri di ricerca pubblici in Italia).[27]
A livello italiano, il Politecnico di Milano ha ottenuto degli ottimi risultati in molte classifiche redatte dai maggiori quotidiani nazionali, come quella de Il Sole 24 ORE in cui nel 2012 risulta primo con 856 punti su 1000.[28]

Associazioni studentesche riconosciute dal Politecnico[modifica | modifica wikitesto]

Il Politecnico di Milano riconosce ufficialmente alcune associazioni studentesche[29], tre delle quali (La Terna Sinistrorsa, Lista Aperta, SvoltaStudenti) esprimono una propria rappresentanza negli organi accademici di Ateneo.

Tra queste, vi sono:

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Rettori[11][modifica | modifica wikitesto]

Docenti illustri[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Amerio (matematico e ingegnere, 1912-2004; Analisi matematica al Politecnico dal 1949 al 1987), fece ricerche su: le trasformate di Laplace, la teoria delle serie, le equazioni differenziali ordinarie non lineari, le equazioni alle derivate parziali ellittiche e iperboliche, e si sono concentrate soprattutto sulle funzioni quasi periodiche con valori in spazi di Banach e sui problemi iperbolici con vincoli unilaterali, temi nei quali ha ottenuto risultati d'avanguardia.
  • Amedeo Bellini (architetto, 1940-; Restauro a Milano dal 1972 al 2011), è un architetto e storico dell'architettura italiano, teorico della conservazione architettonica.
  • Giuseppina Biggiogero Masotti (matematico, 1894-1977; Geometria al Politecnico dal 1948 al 1969).
  • Camillo Boito (architetto e scrittore, 1836-1914; Architettura e Restauro al Politecnico dal 1865 al 1908).
  • Luciano Caglioti (chimico, 1933-; Chimica organica al Politecnico, precedentemente a Roma, poi anche a Zurigo e Bologna), è stato anche pro-rettore dell'Università La Sapienza di Roma.
  • Antonio Cassi Ramelli (architetto, 1905-1980; Architettura al Politecnico dal 1937 al 1964).
  • Carlo Cercignani (fisico e matematico, 1939-2010; Meccanica razionale al Politecnico).
  • Cesare Chiodi (ingegnere e urbanista, 1885-1969; Costruzione di Ponti e Urbanistica al Politecnico dal 1914 al 1955), fu anche assessore al Comune di Milano e presidente del Touring Club Italiano.
  • Duilio Citrini (ingegnere, 1913-2006; Ingegneria idraulica al Politecnico dal 1958 al 1988, precedentemente a Torino e Cagliari).
  • Giuseppe Colombo (ingegnere, 1836-1921; Meccanica al Politecnico dal 1865 al 1911), fu anche rettore del Politecnico, deputato e presidente della Camera dei Deputati, senatore, ministro delle Finanze, presidente della società Edison e presidente del Credito Italiano.
  • Marco Cugiani (matematico, 1918-2003; Matematica al Politecnico poi all'Università di Milano), fu insignito del titolo di Commendatore.
  • Philippe Daverio (critico d'arte e giornalista televisivo, 1949-; Design al Politecnico, precedentemente a Palermo e allo IULM), è stato anche assessore al Comune di Milano.
  • Luigi Dadda (ingegnere, 1923-2012; Elettrotecnica al Politecnico dal 1962 al 1994), fu anche rettore del Politecnico; nel 1954 installò nell'aula 2^Sud il primo elaboratore elettronico funzionante in Italia e nell'Europa continentale, acquistato dalla California con i fondi del Piano Marshall.
  • Fabrizio de Miranda (ingegnere, 1926-; Tecnica delle costruzioni al Politecnico dal 1965 al 1996).
  • Marco Dezzi Bardeschi (architetto e ingegnere, 1934-; Restauro al Politecnico dal 1976), direttore di 'ANANKE, rivista sul restauro e la conservazione dell'Architettura, facente riferimento al Dipartimento di Progettazione dell'Architettura del Politecnico.
  • Amalia Ercoli-Finzi (ingegnere, 1937-; Meccanica Aerospaziale al Politecnico dal 1980), ha ricevuto la Frank J. Malina Astronautics Medal nel 2012 dall'International Astronautical Federation.[30] È stata anche studentessa al Politecnico dove si è laureata con 100/100 e lode con medaglia d'oro dell'AIDAA. Attualmente è Professore Onorario della Facoltà di Ingegneria Industriale.[31]
  • Giuseppe Ferrario (ingegnere, 1877-1932; Geodesia, Topografia e Cartografia al Politecnico), fu anche vicedirettore del Politecnico, dove diresse il gabinetto di topografia (dal 1915) e l'istituto di geodesia (dal 1922).
  • Leo Finzi (ingegnere, 1924-2002; Scienza delle Costruzioni al Politecnico dal 1954).
  • Jacopo Gardella (architetto, 1935-; Progettazione di Interni al Politecnico fino al 2009).
  • Emilio Gatti (ingegnere, 1922-; Fisica ed Elettronica applicata al Politecnico dal 1951 al 1997).
  • Laura Gotusso (matematico; Calcolo numerico dal 1960).
  • Liliana Grassi (architetto, 1923-1985; Restauro al Politecnico dal 1960 al 1985).
  • Ermanno Marchionna (matematico, 1921-1993; Geometria al Politecnico dal 1969 al 1988, precedentemente a Ferrara e Torino).
  • Giulio Natta (ingegnere chimico, 1903-1979; Chimica industriale al Politecnico dal 1938 al 1973, precedentemente alle Università di Milano, Pavia, Roma e Torino), Nobel prize medal.svg ha ricevuto il Premio Nobel per la chimica nel 1963[7]. È stato anche studente del Politecnico di Milano[8].
  • Roberto Piontelli (Chimica Fisica).
  • Piero Portaluppi (Preside di Architettura fino al 1963)
  • Gio Ponti (architetto, 1891-1979; Architettura al Politecnico dal 1936 al 1961); fra i suoi progetti si ricorda il Grattacielo Pirelli di Milano.
  • Stefano Preda (dirigente d'azienda, 1949-; Istituzioni e Mercati Finanziari al Politecnico dal 1991); è stato presidente di diverse banche.
  • Giovanni Prouse (matematico, 1932-2008; Matematica al Politecnico).
  • Alfio Quarteroni (matematico, 1952-; Matematica al Politecnico dal 2002, precedentemente a Minneapolis), ha ricevuto anche una laurea honoris causa in Ingegneria Navale a Trieste.
  • Adolfo Quilico (ingegnere chimico, 1902-1982; Chimica al Politecnico dal 1943, precedentemente a Cagliari e Firenze).
  • Sergio Rinaldi (ingegnere, 1940-; Teoria dei sistemi al Politecnico dal 1969).
  • Ernesto Nathan Rogers (architetto, 1909-1969; Architettura al Politecnico dal 1964 al 1969); fece parte del gruppo BBPR, fra i cui progetti si ricorda la Torre Velasca di Milano.
  • Aldo Rossi (architetto, 1931-1997; Composizione architettonica al Politecnico dal 1965 al 1971 poi a Zurigo).
  • Marco Somalvico (ingegnere, 1941-2002; Robotica al Politecnico dal 1980 al 2001).
  • Antonio Stoppani (geologo, 1824-1891; Geologia al Politecnico dal 1867), unanimemente riconosciuto come il fondatore della Geologia e della Paleonotologia italiane.
  • Orazio Svelto (ingegnere, 1936-; Fisica della materia al Politecnico).
  • Pier Luigi Torre (ingegnere, 1902-1989; Disegno di macchine al Politecnico), fu generale dell'Aeronautica e progettista della Innocenti Lambretta.
  • Marco Zanuso (architetto e designer, 1916-2001; Architettura al Politecnico dal 1961 al 1991); le sue opere di design ricevettero ben sette Compassi d'oro e sei premi della Triennale di Milano.

Studenti illustri[modifica | modifica wikitesto]

[modifica | modifica wikitesto]

Il logo del Politecnico di Milano riprende un particolare dell'affresco vaticano di Raffaello, La scuola di Atene, che ritrae Euclide (con i tratti del Bramante) circondato da alcuni allievi, mentre illustra loro un teorema con l'ausilio di un compasso. L'ultima versione è del 2000, riprende i tratti dei loghi precedenti in modo stilizzato. La scritta Politecnico di Milano è realizzata con il carattere Futura.[35]

Il reattore nucleare[modifica | modifica wikitesto]

In una costruzione sita all'angolo tra Via Ponzio e Via Bassini, denominata "Centro Studi Nucleari Enrico Fermi", dal 1959 al 1979 era in funzione il reattore nucleare sperimentale LM54 con potenza 50 kW ai fini di didattica[36]. Il combustibile è stato in parte rimosso e parte della tubature sono state sezionate, ma il resto dell'impianto non è stato smantellato[37].

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un marchio creato dall'università denominato Polimi since 1863[38], con una linea di articoli che comprende cancelleria, accessori e abbigliamento, i quali sono venduti al pubblico solo in negozi adiacenti ad alcuni campus.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Anagrafe Nazionale Studenti, anagrafe.miur.it. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  2. ^ a b Struttura e numeri, polimi.it. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  3. ^ a b Numeri - Politecnico di Milano
  4. ^ Scritta riportata nella targa al "Solarium" della sede di Milano Leonardo
  5. ^ Le origini, polimi.it. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  6. ^ fonte: Politecnico di Milano, Breve storia del Politecnico di Milano con illustrazioni di Emilio Giannelli, Milano, polipress, 2005, ISBN 88-7398-014-7.
  7. ^ a b Cinquantenario del premio Nobel a Giulio Natta, polimi.it. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  8. ^ a b Giulio Natta sull'enciclopedia Treccani, treccani.it. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  9. ^ Past Champions
  10. ^ a b c Poli territoriali, polimi.it. URL consultato il 3 gennaio 2014.
  11. ^ a b Politecnico di Milano: i Rettori nella storia. URL consultato il 13 aprile 2013.
  12. ^ In che cosa consiste il TOL, poliorientami.polimi.it. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  13. ^ I punteggi per superare il TOL, poliorientami.polimi.it. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  14. ^ In cosa consiste il test di Design, poliorientami.polimi.it. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  15. ^ I punteggi per superare il test, poliorientami.polimi.it. URL consultato il 14 gennaio 2014.
  16. ^ Scuole, polimi.it. URL consultato il 1º giugno 2013.
  17. ^ fonte: sito del Politecnico di Milano
  18. ^ Dipartimenti di ricerca, polimi.it. URL consultato il 15 marzo 2013.
  19. ^ (EN) MOX, mox.polimi.it. URL consultato il 3 gennaio 2014.
  20. ^ Vedi il Sito ufficiale e la storia del centro di ricerca (nel sito ufficiale)
  21. ^ Laboratorio Materiali Micro-Nanostrutturati
  22. ^ (EN) QS World University Rankings by Faculty 2013 - Engineering and Technology, topuniversities.com. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  23. ^ Il Politecnico di Milano al 28º posto fra le università tecnologiche del mondo, affaritaliani.it. URL consultato il 10 settembre 2013.
  24. ^ Piccoli passi per gli atenei italiani, ilsole24ore.com. URL consultato il 10 settembre 2013.
  25. ^ Università, 26 italiane nel ranking mondiale. Il Politecnico tra le migliori«tecnologiche», corriere.it. URL consultato il 10 settembre 2013.
  26. ^ UI GreenMetric World University Ranking
  27. ^ (EN) SIR Global 2013 (PDF), scimagoir.com. URL consultato il 16 gennaio 2014.
  28. ^ La classifica generale (PDF), ilsole24ore.com. URL consultato il 16 gennaio 2014.
  29. ^ Associazioni Iscritte all'albo del Politecnico di Milano
  30. ^ Recipient of Frank J. Malina Astronautics Medal 2012.
  31. ^ Curriculum Vitae Amalia Ercoli-Finzi.
  32. ^ Mi Presento: Giancarlo De Carlo, areeweb.polito.it. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  33. ^ Elogio della costruzione, repubblica.it. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  34. ^ a b Premio Pritzker, a Toyo Ito il Nobel dell'architettura, ilsole24ore.com. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  35. ^ Politecnico di Milano - il logo e la sua storia. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  36. ^ Batte il cuore atomico del Politecnico | Milano la Repubblica.it
  37. ^ capitolo3_reattore
  38. ^ Merchandising, polimi.it. URL consultato il 10 settembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]