Basilica di San Lorenzo (Milano)

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Coordinate: 45°27′28.46″N 9°10′54.99″E / 45.457906°N 9.181941°E45.457906; 9.181941

Basilica di San Lorenzo Maggiore
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Flag of Lombardy.svg Lombardia
Località CoA Città di Milano.svg Milano
Religione Cristiana cattolica di rito ambrosiano
Diocesi Arcidiocesi di Milano
Consacrazione 402
Stile architettonico paleocristiano, rinascimentale, barocco
Inizio costruzione 364
Completamento XVIII secolo

La basilica di San Lorenzo Maggiore è un importante edificio di culto cattolico situato a Milano, all'interno della Cerchia dei Navigli, edificato in età romana e più volte rimaneggiato nel corso dei secoli.

Situata in prossimità della porta Ticinese medievale, è una delle chiese più antiche di Milano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

La basilica fu eretta tra la fine del IV e l'inizio del V secolo. La datazione esatta è dubbia, come lo sono il committente e le circostanze della sua fondazione.


È comunque certo che, alla sua costruzione, la basilica era il più grande edificio a pianta centrale dell'Occidente. La dedica del tempio a San Lorenzo martire è attestata solo dal 590, quando Milano era già sotto dominio longobardo.

Periodo medievale e rinascimentale[modifica | modifica sorgente]

Le colonne di San Lorenzo e la Porta Ticinese Medioevale

I secoli successivi furono per la basilica, così come per Milano e l'Italia, un periodo di decadenza. San Lorenzo mantenne tuttavia un ruolo di primo piano nella liturgia cittadina: in quanto luogo più alto di Milano, veniva a rappresentare il Monte degli Ulivi e nella domenica delle Palme il vescovo benediceva le palme e gli ulivi e guidava una processione, che da qui entrava in città e raggiungeva la basilica di Santa Tecla.

L'XI e il XII secolo furono segnati da numerose calamità: incendi, in primis il terribile "fuoco della Cicogna", che nel 1071 divorò la basilica devastandone le decorazioni interne; e terremoti, che minarono la stabilità del complesso, al punto da rendere necessari nuovi restauri tra il XII e XIII secolo. Verso la metà dell'XI secolo lo spiazzo alle spalle della basilica, denominato Vetra, venne adibito alle esecuzioni capitali: questa prassi durò fino al 1840 ed è stata narrata, tra gli altri, da Alessandro Manzoni nella Storia della colonna infame. Con la costruzione delle mura medievali nel 1167, la basilica venne a trovarsi all'interno della città, presso la nuova Porta Ticinese.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

La basilica in un'incisione di Marc'Antonio Dal Re (1745 circa)

Se per tutto il Medioevo la basilica di San Lorenzo rimase un simbolo dell'eredità imperiale romana a Milano, specie dopo la distruzione degli altri resti nel 1154 da parte del Barbarossa, nel Rinascimento il tempio divenne un simbolo dei canoni classici perduti, ricercati dagli umanisti, e fu studiata, tra gli altri, dal Bramante, Leonardo e Giuliano da Sangallo. Riferimenti pittorici sono reperibili in diversi dipinti dell'epoca.

Il 5 giugno 1573 la cupola della basilica crollò improvvisamente, senza per fortuna causare vittime. I lavori per la costruzione di una nuova cupola, secondo lo stile del tempo, iniziarono immediatamente e furono completati nel 1619. Durante la ricostruzione si verificò un fatto miracoloso, predetto dall'arcivescovo Carlo Borromeo: ad un anno dalla sua morte, nel 1585, un'inferma fu guarita davanti a un dipinto della Madonna del Latte, esposto su Piazza della Vetra. In seguito a quest'evento, le donazioni si moltiplicarono, permettendo un più rapido avanzamento dei lavori di ricostruzione. Nel 1626, al completamento di tutti i progetti, il dipinto della Madonna del Latte venne trasferito sull'altare maggiore, dove rimane tuttora.

Sabaino Migliara Teodolinda, Interno della basilica di San Lorenzo a Milano

Negli anni Trenta del XIX secolo il governo austriaco avviò una riqualificazione della Vetra: le case addossate alla basilica, abitate da conciatori di pelle, vennero abbattute; il canale della Vetra venne coperto e le esecuzioni furono abolite. Dopo i bombardamenti del 1944-1945, le case distrutte non vennero ricostruite e venne creato il parco delle Basiliche, dal quale si ha un'eccellente vista del complesso. Nel 1934 erano state, invece, abbattute le case sorte nella corte, con la creazione di una piazza pubblica antistante la basilica.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Arte e architettura[modifica | modifica sorgente]

Veduta esterna dal parco delle Basiliche. Sono evidenti le strutture paleocristiane e romaniche.

La basilica, forse per sfuggire al terreno instabile e paludoso, venne edificata su una collina artificiale, non lontano dalle mura, lungo la Via Ticinensis, principale via d'accesso alla città, e non lontano dal palazzo Imperiale e dall'anfiteatro, da cui fu prelevata una parte dei materiali per la costruzione del tempio stesso. Il complesso era circondato da varie vie d'acqua, che si univano a formare la Vettabbia, canale di sfogo delle acque di Milano, che fluisce tutt'oggi verso le zone agricole a sud della città.

L'edificio si sviluppava attorno a una pianta centrale, preceduta da un quadriportico e circondata da due corpi collegati. L'accesso al quadriportico avveniva attraverso un colonnato, che a sua volta dava accesso a tre portali che conducevano al corpo principale. Questo era costituito da un'aula quadrata inscritta in un tetraconco, le cui esedre erano scandite al loro interno da quattro colonne. Attorno a tale vano correva il deambulatorio, sormontato da uno spazio usato in seguito come matroneo. Ai quattro angoli dell'edificio sorgevano altrettante torri a pianta quadrata. Il tutto era sormontato da una cupola di cui sappiamo poco, essendo andata perduta. L'interno era illuminato da ampie finestre, e probabilmente decorato con marmo nella parte bassa e con mosaici nelle volte e negli archi. Dei due corpi laterali, il più piccolo era ad est, opposto all'entrata: una cappella a croce greca, in seguito ottagonale, dedicata a sant'Ippolito. Il corpo più grosso era a sud, con la funzione di mausoleo imperiale: la tradizione ne attribuisce la fondazione a Galla Placidia, ragion per cui il sacello assunse il nome di cappella della Reginetta.

L'interno.

Tra il 489 e il 511 il vescovo Lorenzo fece edificare un terzo corpo a nord, una cappella dedicata a san Sisto, destinata alla sepoltura dei metropoliti. Forse in questo periodo, dopo che l'autorità romana era venuta meno in Italia, il mausoleo a sud della basilica venne trasformato in una cappella dedicata a san Genesio martire. Verso il VI secolo, sulla parete orientale, opposta all'entrata, vennero aperti due portali che davano accesso a due locali absidati.

Nel X secolo, probabilmente in età ottoniana, furono eseguite delle ristrutturazioni, forse con la partecipazione di maestranze bizantine che conservavano la conoscenza delle tecniche classiche di costruzione e decorazione. Poco si sa di questi restauri, ma si ipotizza che la cupola sia stata ricostruita con tubi fittili, rendendola più leggera di quella precedente, forse già danneggiata al punto da giustificare una ricostruzione. Dopo le calamità dell'XI secolo, i restauri del XII e XIII si concentrarono sul conferire stabilità al complesso, ricostruendo i pilastri che reggevano la cupola ed effettuando altri interventi sulle strutture portanti (colonne, torri). In questo periodo venne aggiunto un tiburio, sorretto da archi rampanti appoggiati alle torri, sopra la cupola. Nel XV secolo, nell'aula absidata di sud-est, già rimaneggiata nell'XI secolo, venne creata la cappella Cittadini.

Interno della cappella di Sant'Aquilino.

Dopo il crollo del 1573 la costruzione di una nuova cupola fu affidata all'arch. Martino Bassi, con cui collaborarono anche Rinaldi, Meda e Trezzi, causando numerosi cambiamenti del progetto, che si concluse solo nel 1619. Su iniziativa dell'arcivescovo Carlo Borromeo, la cappella di San Genesio fu ridedicata a sant'Aquilino, le cui reliquie furono poste nel sacello; ai suoi lati furono inoltre aggiunte due cappelle, dedicate a san Giovanni Battista e alla Sacra Famiglia. Nel 1623, per volere dell'arcivescovo Federico Borromeo, si iniziò la costruzione di canoniche ai lati del cortile, su progetto dell'arch. Aurelio Trezzi e Francesco Maria Richino; la costruzione venne completata nel 1626.

Nel 1713 venne edificata, su iniziativa di Francesco Croce, la cappella del Riscatto, tra Sant'Aquilino e la Sacra Famiglia (ora convertita in sacrestia).

Nel 1894 venne completato, su progetto dell'ingegnere e architetto Cesare Nava, un pronao antistante la chiesa, composto da tre arcate ioniche in cemento simil-pietra. Nel 1934 le case che erano sorte nella corte vennero abbattute e, al loro posto, l'anno successivo fu collocata la statua bronzea di Costantino il Grande, copia di un originale tardo antico conservato a Roma in San Giovanni in Laterano; la corte fu aperta a formare una piazza pubblica.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cappella di Sant'Aquilino.

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

Sull'affaccio del matroneo alla destra dell'abside, si trova l'organo a canne, costruito dall'organaro varesino Pietro Bernasconi riutilizzando parte del materiale fonico dell'organo costruito nel 1840 da Felice Bossi, che a sua volta riutilizzò parti di un organo precedente, restaurato nel 1820 da Antonio II Brunelli e probabilmente proveniente dalla chiesa di San Giovanni in Conca.

Lo strumento, a trasmissione integralmente meccanica, ha la consolle a finestra, con due tastiere di 61 tas ciascuna (Grand'Organo, prima tastiera; Organo Secondo, seconda tastiera) con prima ottava cromatica estesa ed una pedaliera dritta di 24 note. La cassa, con prospetto a serliana, presenta una mostra composta da 29 canne di Principale 8' , disposte in tre cuspidi, una per ognuno dei tre campi della serliana, con bocche a mitria allineate. Di seguito, la disposizione fonica dell'organo in base alla posizione delle manette che comandano i vari registri nelle colonne della registriera (alla sinistra della consolle, Organo Secondo; alla destra, Grand'Organo e Pedale):

Colonna alla sinistra della consolle - Organo Secondo
Tromba dolce 8'
Voce tremula 8' Soprani
Viola I 4' Bassi
Violino I 4' Soprani
Viola II 4' Bassi
Violino II 4' Soprani
Voce flebile Soprani
Flauto in VIII 4'
Colonna di sinistra della registriera - Concerto
Fagotto Bassi
Tromba Soprani
Clarone Bassi
Clarinetto Soprani
Tromba Bassi
Corno Inglese Soprani
Controboe Soprani
Controboe Bassi
Flutta Soprani
Viola Bassi
Flauto in VIII Bassi
Flauto in VIII Soprani
Ottavino Soprani
Duodecima Soprani
Principale cornetto Soprani
Voce umana Soprani
Violone 8' (al Pedale)
Timballi (al Pedale)
Bombarda 16' (al Pedale)
Colonna di destra della registriera - Ripieno
Principale 16' Bassi
Principale 16' Soprani
Principale I 8' Bassi
Principale I 8' Soprani
Principale II 8' Bassi
Principale II 8' Soprani
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
Duodecima 2.2/3' Bassi
Duodecima 2.2/3' Soprani
Quintadecima 2'
Decimanona 1.1/2'
Vigesimaseconda 1'
Due di Ripieno
Due di Ripieno
Due di Ripieno
Contrabbassi e ottave 16'+8' (al Pedale)
Contrabbassi II 16' (al Pedale)
Unione I-P
Unione II-I
Terza mano

Cronotassi dei prevosti[modifica | modifica sorgente]

Il sacerdote parroco di San Lorenzo ha per lungo tempo avuto la carica di prevosto. La lista completa dei prevosti non è nota, i seguenti appartengono ad una lista derivata dallo studio del sacerdote A. Baruffaldi, scolpita in marmo e posta nella basilica stessa. Tra di essi vi sono stati due arcivescovi e un papa.

  • Anselmo da Bovisio (?-1097), nominato arcivescovo di Milano
  • ...
  • Ambrogio (1116-1119)
  • ...
  • Belengerio (1137-?)
  • ...
  • Guifredo (1146-1152)
  • ...
  • Corvo (1158-1176)
  • ...
  • Giacomo (1187-1203)
  • Anizone (1208-1225)
  • Guglielmo (1228-1251)
  • Ardizone del Conte (1254-85)
  • Filippo del Conte (1285-1312)
  • Bonifacio Pusterla (1313-1314)
  • Ardizone del Conte (1321-1338)
  • Antonio del Conte (1340-1347)
  • Francesco da S. Zenone (1350-1359)
  • Francesco da Legnano (1363-1371)
  • Giovanni da Mandello (1376-1385)
  • Giovanni di Sommariva (1392-1399)
  • Martino di Canale (1406-1436)
  • Enea Silvio Piccolomini (1436-1440), nel 1458 eletto papa come Pio II
  • Leonardo da Vercelli (1441-1444)
  • Filippo da Gallarate (1448-1460)
  • Nicolò da Appiano (1461-1496)
  • Bernardino Lanterio (1500-1505)
  • Francesco Cazzaniga (1510-1519)
  • Giacomo de Spaldis (1522-1525)
  • Francesco Accursio (1528-1545)
  • Ottaviano Arcimboldo (1546-?)
  • Giovan Battista della Chiesa (1551-?)
  • Giovan Andrea Pionnio (1569-1579)
  • Giovan Battista Recalcato (1579-1589)
  • Giulio Cesare Negri (1589-1594)
  • Massimiliano Pusterla (1594-1607)
  • Giovan Stefano Caimi (1607-1608)
  • Andrea Bassi (1609-1629)
  • Tullo Piantanida (1629-1630)
  • Giulio Maschera (1630-1650)
  • Giovan Ambrogio Torriani (1650-1666)
  • Orazio Baruverio (1667-1688)
  • Giovan Antonio Gallo (1688-1717)
  • Carlo Ambrogio Curioni (1717-1728)
  • Settimio Lodi (1728-1733)
  • Pier Antonio Valmaginio (1733-1747)
  • Carlo Antonio Belvisi (1748-1770)
  • Antonio Airoldi (1771-1795)
  • Giovan Battista Aloardi (1795-1819)
  • Giovanni dell'Oro (1820-1830)
  • Giovan Battista Redaelli (1830-1854)
  • Giovan Battista Gadola (1855-1865), già parroco di Legnano
  • Achille Achino (1867-1876)
  • Giovan Battista Thomas (1877-1895)
  • Luigi Bignami (1896-1905), nominato arcivescovo di Siracusa
  • Carlo Rigogliosi (1906-1932)
  • Giovanni Maria Stoppani (1932-1960)
  • Anselmo Redaelli (1960-?)
  • Carlo del Corno (1968-1984)
  • Angelo Manzoni (1984-1986)
  • Riccardo Busnelli (1986-1996)
  • Augusto Casolo (1996-tuttora in carica)

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]