Aldo Rossi
Aldo Rossi (Milano, 3 maggio 1931 - Milano, 4 settembre 1997) è stato un architetto italiano.
È stato il primo italiano a vincere il Premio Pritzker, seguito anni dopo solo da Renzo Piano.
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Biografia [modifica]
La formazione scolastica avviene presso i padri somaschi e nel Collegio Arcivescovile Alessandro Volta di Lecco. Nel 1949 si iscrive alla facoltà di architettura al Politecnico di Milano e si laurea nel 1959, presentando una tesi con Piero Portaluppi come relatore.
Nel 1955 ha cominciato a collaborare come redattore alla rivista di architettura "Casabella-Continuità", diretta da Ernesto Nathan Rogers. La collaborazione è terminata nel 1964 quando la direzione della rivista passa a Gian Antonio Bernasconi. La pratica giornalistica continua però all'interno delle redazioni di "Società" e "Il contemporaneo", che fanno di Rossi uno dei partecipanti più attivi al fervente dibattito culturale.
I primi articoli riguardano architetti come Alessandro Antonelli, Mario Ridolfi, Auguste Perret ed Emil Kaufmann, molti dei quali confluiranno nel suo secondo libro, Scritti scelti sull'architettura e la città 1956-1972. Sposa l’attrice svizzera Sonia Gessner, che lo introduce al mondo del cinema e del teatro, suoi grandi interessi sia come uomo di cultura che come padre: al cinema approderà il figlio Fausto, al teatro la figlia Vera, e nel 1973 lo stesso Rossi si cimenterà dietro la macchina da presa.
La carriera [modifica]
Inizia l'attività professionale presso lo studio di Ignazio Gardella nel 1956, passando poi per lo studio di Marco Zanuso. Nel 1963 inizia anche l'attività didattica: prima è assistente di Ludovico Quaroni (1963) presso la scuola di urbanistica di Arezzo, successivamente di Carlo Aymonino all'Istituto di Architettura di Venezia. Nel 1965 è nominato professore al Politecnico di Milano e l'anno seguente, nel 1966, pubblica L'architettura della città, presto divenuto un classico della letteratura architettonica.
La sua attività professionale, inizialmente dedicata alla teoria architettonica e a piccoli interventi edilizi compie un salto di qualità quando Carlo Aymonino gli fa realizzare parte del complesso "Monte Amiata" nel quartiere Gallaratese a Milano. Nel 1971 vince il concorso di progettazione per l’ampliamento del cimitero San Cataldo a Modena che gli donerà la fama internazionale. La storia dell’architettura, Architettura contemporanea, pubblicata 5 anni più tardi da Manfredo Tafuri e Francesco Dal Co, si chiude proprio con il progetto del giovane architetto milanese.
Dopo la sospensione dall'insegnamento insegna progettazione architettonica presso il Politecnico federale di Zurigo, cattedra che occuperà dal 1971 al 1975.
Nel 1973 dirige la sezione internazionale di architettura alla XV Triennale di Milano, dove presenta, tra gli altri, il suo allievo Arduino Cantafora. Nel 1975 viene reintegrato nella professione didattica, torna a Venezia dove è docente del corso di Composizione architettonica.
Nel 1979 diventa Accademico della prestigiosa Accademia nazionale di San Luca. Intanto l'attività internazionale si fa più intensa: è Direttore del Seminario internazionale di Santiago de Compostela, insegna in diverse università degli Stati Uniti, tra cui la Cooper Union di New York e la Cornell University di Ithaca (New York) e collabora con l'Institute for Architecture and Urban Studies, viaggia in oriente (Cina e Hong Kong) e tiene conferenze in Sud America.
Nel 1981 pubblica Autobiografia scientifica, richiamo all'omonima opera di Max Planck. Nell'opera l'autore, "in discreto disordine", riporta ricordi, oggetti, luoghi, forme, appunti di letteratura, citazioni, luci e cerca di ripercorrere le cose o le impressioni, descrivere, o cercare un modo di descrivere.
Afferma egli stesso: "Pensavo, in questo libro, di analizzare i miei progetti e i miei scritti, il mio lavoro, in una sequenza continua; comprendendoli, spiegandoli e nello stesso tempo riprogettandoli. Ma ancora ho visto come, scrivendo di tutto questo, si crei un altro progetto che ha in sé qualcosa di imprevedibile e di imprevisto". Nello stesso anno ottiene il primo premio al concorso internazionale per il progetto di un isolato, precisamente il n° 10, tra la Kochstrasse e la Friedrichstrasse a Berlino.
Nel 1983 ottiene da Paolo Portoghesi l'incarico di direttore della sezione architettura alla Biennale di Venezia, incarico che manterrà fino al 1984. L'anno successivo vince il concorso per il restauro del Teatro Carlo Felice di Genova. Negli anni seguenti cura le sue personali a Torino, Mosca, York, Londra, Madrid e a villa Farsetti per la Biennale di Venezia.
Nel 1987 vince due concorsi internazionali: uno a Parigi per la Villette l'altro a Berlino per il Deutsches Historisches Museum a Berlino. Nel 1989 riceve l'incarico per il Teatro de las lndias da parte della Junta de Andalucia a Siviglia e continua le ricerche nel campo del design industriale per Unifor e Alessi. È del 1989 la caffettiera espresso "Cupola", realizzata per Alessi, che da semplice oggetto da cucina si è trasformata in un complemento d'arredo.
Nel 1990 gli viene assegnato il Premio Pritzker, primo italiano a vincerlo e primo di una lunga serie di riconoscimenti. Vince l'Aia Honor Award e il premio città di Fukuoka grazie al progetto del complesso alberghiero “Il Palazzo”; il premio “Campione d'Italia nel mondo” e il premio “1991 Thomas Jefferson Medal in Architecture”. A questi prestigiosi riconoscimenti seguono le mostre al Centre Georges Pompidou di Parigi, alla Borsa di Amsterdam, alla Berlinische Galerie di Berlino e al Museo di arte contemporanea di Gand.
Nel 1996 diviene membro onorario dell'American Academy of Arts and Letters e l'anno successivo riceve il Premio speciale Cultura per il settore “Architettura e Design” della Presidenza del Consiglio dei ministri. Muore a Milano il 4 settembre 1997, a seguito di un incidente automobilistico. Riceve postumi il premio “Torre Guinigi” per il suo contributo agli studi urbani e il Seaside Architectural Prize del Seaside Institute of Florida dove aveva realizzato una residenza unifamiliare nel 1995.
Postuma è l'aggiudicazione nel 1999 della gara (dopo aver vinto il ricorso) per la ricostruzione del Teatro La Fenice di Venezia inaugurato nel 2004. Nel 1999 viene dato il suo nome alla Facoltà di Architettura dell'Alma Mater Studiorum di Bologna, con sede a Cesena.
Il lavoro di Aldo Rossi rappresenta un superamento delle metodologie del Movimento Moderno, appartenendo inizialmente alla corrente architettonica del Neoliberty, prima reazione al razionalismo con richiami più o meno espliciti all'Art Nouveau. Successivamente è approdato, al Post-Modern nel variato panorama Italiano di questo movimento, che in lui ha assunto una rigorosità esemplare, che taluni hanno definito Neo-Novecento.
Rossi fu uno dei più grande rinnovatori ideologici e plastici dell'architettura contemporanea, con la sua poesia metafisica ed il culto che professò nella stessa misura verso la geometria e la memoria.
Gli archetipi [modifica]
Aldo Rossi ha sviluppato una concezione della città totalmente nuova rispetto all'idea di Le Corbusier, idea che aveva dominato tutto il primo '900: Rossi la vedeva come la somma di tutte le epoche, di tutti gli stili architettonici fino ad allora presenti. Non potendo "rompere" totalmente con il passato come facevano gli architetti dell'International Style, egli pertanto si trovava a dover rendere la sua costruzione "organica" all'interno della città.
La sua soluzione è stato l'utilizzo degli Archetipi. Questi sono delle forme ricorrenti nella storia dell'architettura, forme che vanno a costituire un vero e proprio richiamo alla cittadina esistente, rendendo il proprio risultato nello stesso tempo innovativo e tradizionale. Molti sono stati gli archetipi utilizzati da Rossi nel corso della sua carriera, e la loro bellezza sta nella facile riconoscibilità da parte di tutti, sia dall'esperto che dal ragazzino.
Schizzi preparatori [modifica]
Particolarità di Aldo Rossi sono i suoi schizzi preparatori. Da essi si rimane affascinati, concentrato unico di ironia e contemporaneamente di studio profondo. A questo proposito si può citare Paolo Portoghesi, che quando assegnò il progetto del Teatro del Mondo di Venezia a Rossi, vedendolo disegnare ricordò una poesia di Libero de Libero:
| « dal nulla che ero, mi facesti dono d'essere uno che ti guardava » |
Note [modifica]
Opere principali [modifica]
- 1960 Villa ai Ronchi in Versilia
- 1962 Concorso per il Monumento alla Resistenza a Cuneo
- 1964 Concorso per il nuovo teatro Paganini e piazza della Pilotta a Parma
- Ponte della Triennale a Milano
- 1965 Fontana monumentale di Segrate
- 1966 Concorso per il quartiere San Rocco a Monza
- 1967-74 Quartiere Gallaratese, Milano, con Carlo Aymonino
- 1968 Progetto del palazzo comunale a Scandicci
- 1971-84 Ossario e Cimitero di San Cataldo a Modena Foto
- 1972 Progetto per il nuovo Municipio di Muggiò
- 1972 Scuola elementare di Fagnano Olona
- 1973 Realizza il documentario di montaggio Ornamento e delitto per la Triennale di Milano
- 1974 Progetto per il Palazzo della Regione ed il per una Casa dello studente a Trieste
- 1976 Progetto per una casa dello studente a Chieti
- 1977 Progetto per un centro direzionale a Firenze
- 1978 Teatrino scientifico
- 1979 Il Teatro del Mondo ed il portale d’ingresso realizzati per la Biennale di Venezia Disegni e foto
- Appartamenti nella Südliche Friedrichstadt per l'esposizione IBA 84 a Berlino Ovest, Germania
- Centro commerciale Torri a Parma
- Scuola elementare di Broni, con Arduino Cantafora
- Torre Monumentale, Melbourne, Australia
- 1982 Centro Direzionale di Fontivegge a Perugia
- Casa Pocono Pines, Mount Pocono in Pennsylvania, USA
- Cimitero di San Cataldo a Modena
- Cabine dell’isola d'Elba per Bruno Longoni
- 1983 Progetto del municipio comunale di Borgoricco
- 1984-1987 Casa Aurora, sede del Gruppo Finanziario Tessile GFT, Torino
- Allestimento per Pitti-Uomo a Firenze
- 1985 Allestimento per uno stand per il GFT
- 1985 Edificio residenziale in zona Vialba a Milano
- 1986 Palazzo Hotel a Fukuoka, Giappone
- Villette Sud a Parigi
- 1988-91 Hotel Duca di Milano, Milano
- 1988-90 Monumento a Sandro Pertini, Milano
- 1989 Appartamenti De Lamel all’Aja, Paesi Bassi
- Piano urbanistico per l’area Cosmopolitan Pisorno a Tirrenia (Pisa)
- 1990-1992 Edificio residenziale e terziario area ex sogema Città di Castello
- 1990-1993 Club House del Golf Club Cosmopolitan a Tirrenia (Pisa)
- Complesso sociosanitario in via Canova a Firenze
- 1991 Centro di Arte Contemporanea sull'isola di Vassivière a Beaumont-du-Lac, Francia
- Recupero dell'area industriale ex Cotonificio Cantoni a Castellanza quale sede del campus dell'Università Carlo Cattaneo
- Ufficio postale e appartamenti vicino alla Città della Musica a Parigi (19e), Francia
- 1992 Ricostruzione del Teatro Carlo Felice a Genova con Ignazio Gardella
- 1993 Armadio Mobile fiorentino per Bruno Longoni
- 1994 Quartiere Schützenstrasse, Berlino.
- 1995 Bonnefantenmuseum a Maastricht, Paesi Bassi
- Recupero dell’area ex Kursaal a Montecatini
- 1996 Complesso per un periodico a Berlino, Germania
- 1997 Progetto della Manifattura delle Arti a Bologna
- 1997 Centro Commerciale "Terranova", Olbia
I suoi scritti [modifica]
- L'architettura della città, Marsilio, Padova 1966; n. ed. Quodlibet, Macerata 2011
- Scritti scelti sull'architettura e la città 1956 - 1972, a cura di R. Bonicalzi, Clup, Milano 1975; n. ed. Quodlibet, Macerata 2012
- Autobiografia scientifica, Pratiche, Parma, 1990; n. ed. Il Saggiatore, Milano 2009
- Un'educazione palladiana in Annali di architettura n° 13, Vicenza 2001
Bibliografia [modifica]
- Vittorio Savi, L'Architettura di Aldo Rossi, FrancoAngeli Edizioni, Milano, 1975.
- Francesco Moschini, Aldo Rossi Progetti e disegni 1962-1979, Edizioni Centro Di, Firenze settembre 1979. Coedizioni internazionali Rizzoli New York, Academy Edition London, L'equerre Paris, Xarait Madrid.
- Manfredo Tafuri, Storia dell'architettura italiana 1944-1985, Einaudi, Torino, 1982.
- Alberto Ferlenga, Aldo Rossi. Opera completa (1993-1996), Electa, 1996.
- G. Leoni (a cura di), Costruire sul costruito, intervista a Aldo Rossi, "Area" n.32, maggio/giugno 997, pp. 44-47 leggere l'articolo
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Aldo Rossi
Collegamenti esterni [modifica]
- Vari disegni di Aldo Rossi
- Archivio Aldo Rossi presso la DARC
- Da "L'Architettura della Città" al Teatro del Mondo. La dimensione tragica dell'architettura di Aldo Rossi tra razionalità e pathos, di Gina Oliva
- Corpo e architettura. Aldo Rossi e Bernard Tschumi, di Michele Costanzo
- Disegni di Aldo Rossi nella Collezione Francesco Moschini A.A.M. Architettura Arte Moderna
- Aldo Rossi — L’imagination du scientifique et la rigueur du poète, di Sabine Kraus, 2008
Controllo di autorità VIAF: 100223891 LCCN: n79054003