Piacenza

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Piacenza
comune
Piacenza – Stemma Piacenza – Bandiera
Piacenza – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Sindaco Paolo Dosi (PD) dal 21/05/2012[1]
Territorio
Coordinate 45°03′00″N 9°42′00″E / 45.05°N 9.7°E45.05; 9.7 (Piacenza)Coordinate: 45°03′00″N 9°42′00″E / 45.05°N 9.7°E45.05; 9.7 (Piacenza)
Altitudine 61 m s.l.m.
Superficie 128,46 km²
Abitanti 102 225[2] (30-09-2013)
Densità 795,77 ab./km²
Frazioni Borghetto, Gerbido, I Vaccari, La Verza, Le Mose, Montale, Mortizza, Mucinasso, Pittolo, Roncaglia, San Bonico, Vallera.
Comuni confinanti Calendasco, Caorso, Caselle Landi (LO), Corno Giovine (LO), Gossolengo, Gragnano Trebbiense, Podenzano, Pontenure, Rottofreno, San Rocco al Porto (LO), Santo Stefano Lodigiano (LO)
Altre informazioni
Cod. postale 29121-29122
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033032
Cod. catastale G535
Targa PC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti piacentini
Patrono sant'Antonino di Piacenza, santa Giustina da Padova
Giorno festivo 4 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Piacenza
Posizione del comune di Piacenza nell'omonima provincia
Posizione del comune di Piacenza nell'omonima provincia
Sito istituzionale


« Dunque il Po comincia a Piacenza, e fa benissimo... »
(Giovannino Guareschi[3])
« La Lombardia muore a Piacenza, e ad essa subentra l'Emilia; ma, pure appartenendo alla regione emiliana, Piacenza è ancora una città lombarda. »
(Guido Piovene[4])

Piacenza (Piaṡëinsa [pia'zəjsʌ] in dialetto piacentino) è un comune italiano di 103.487 abitanti[5], capoluogo dell'omonima provincia dell'Emilia-Romagna.

È soprannominata La primogenita perché nel 1848 è stata la prima città italiana a votare con un plebiscito l'annessione al Regno di Sardegna.

Posta al confine fra Emilia e Lombardia, risente dell'influenza economica e culturale di Milano, alla quale ha spesso legato i propri destini.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Piacenza è situata nella Pianura Padana ad un'altitudine di 61 metri sul livello del mare. È posta sulla riva destra del Po, tra le foci del fiume Trebbia a ovest e del torrente Nure ad est. A una quindicina di chilometri in direzione sud compaiono i declivi dei colli piacentini, prime propaggini dell'Appennino ligure. La posizione geografica, al crocevia fra Lombardia, Liguria ed Emilia, ne ha da sempre determinato le sorti strategico-militari e ne ha fatto un importante nodo autostradale e ferroviario.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Piacenza Collegio "Alberoni" e Stazione meteorologica di Piacenza San Damiano.

Piacenza è la città dell'Emilia-Romagna con il clima più continentale, di conseguenza gli inverni sono leggermente più rigidi rispetto alle altre città della regione e le precipitazioni risultano maggiori. Le minime invernali registrate sono inferiori inoltre a quelle delle vicine città lombarde. La vicinanza della città al fiume Po porta come conseguenza che, in tutti i periodi dell'anno, il clima sia caratterizzato da una forte umidità: d'inverno si manifesta con grande frequenza il fenomeno della nebbia, d'estate le condizioni meteorologiche sono spesso di afa opprimente.

Sino alla fine degli anni ottanta sono state registrate nevicate record. Nei giorni della nevicata del secolo del 1985 che colpì il nord Italia si superò il metro e mezzo. La neve a Piacenza è sempre caduta durante il periodo invernale, fenomeno alquanto naturale, ma tra la fine degli anni '90 e il primo decennio degli anni 2000, probabilmente a causa dei cambiamenti climatici, il fenomeno si è rarefatto e la neve fa la sua comparsa solo in occasioni sporadiche, peraltro con precipitazioni di lievi entità. Negli ultimi anni la neve è tornata abbondante e nell'inverno del 2008/2009 si sono registrate precipitazioni nevose record. La temperatura massima media in gennaio è 3-4 gradi mentre in luglio raggiunge i 31-32-33 gradi.

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Piacenza.
I francesi passano il Po a Piacenza il 7 maggio 1796, Giuseppe Pietro Bagetti

Placentia, fondata nel 218 a.C., fu la prima colonia romana nell'Italia settentrionale, insieme a Cremona, come importante avamposto militare contro Annibale che stava conquistando i territori del Ticino e della Trebbia. La città resistette agli attacchi punici e fiorì come centro commerciale sulla via Emilia. La cristianizzazione della città avvenne anche per opera di martiri come sant'Antonino, centurione piacentino ucciso sotto Diocleziano.

Divenuta sede di un ducato longobardo, quindi conquistata dai Franchi, la città acquista maggiore importanza attorno all'anno Mille, trovandosi sulla Via Francigena. Dal 1126 fu libero comune e combatté con la Lega lombarda contro il Barbarossa a Legnano. Nel 1336 fu nelle mani dei Visconti e rimase in loro dominio fino al 1447. Piacenza passa, nella prima metà del Cinquecento, prima alla Francia, poi allo Stato Pontificio, infine diventa capitale del Ducato di Parma e Piacenza sotto i Farnese (1545). Dal 1732 al 1859 vi fu il dominio borbonico, dal 1802 quello napoleonico, quindi quello di Maria Luigia d'Austria, che apportò alla città importanti ammodernamenti.

Con un plebiscito del 10 maggio 1848 Piacenza chiese l'annessione al nascente Regno d'Italia, allora ancora Regno di Sardegna, guadagnandosi il soprannome di città primogenita d'Italia. Pesantemente colpita nelle Guerre Mondiali, ha poi avuto uno sviluppo agricolo e industriale. Nominata città d'arte, oggi Piacenza ha una forte vocazione turistica.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone in uso

Lo stemma di Piacenza, secondo il regio decreto del 27 settembre 1938, è uno scudo partito, il primo di rosso a un quadrato d'argento; il secondo d'argento a una lupa d'azzurro lampassata di rosso. In realtà nello stemma in uso la lupa è di colore nero.

La parte rossa in cui è raffigurato un quadrato bianco o argenteo costituisce anche lo stemma della Provincia di Piacenza. Sull'origine di questo partito gli studiosi si dividono: per alcuni questa metà rimanderebbe alle insegne della Legione Tebea o Tebana, ai tempi di Diocleziano, nella quale era arruolato il martire cristiano e patrono Antonino. Nella tradizionale iconografia, infatti, il santo protettore è ritratto mentre regge il vessillo militare. La placca quadrata probabilmente rappresenta il tipico accampamento romano, il castrum. Altri mettono in dubbio sia l'appartenenza di Antonino alla Legione Tebea sia la storicità di questa legione così come è tramandata e sostengono che il quadrato sia la stilizzazione di un dado, da ricollegarsi al passaggio di Cesare e alla sua famosa frase all'attraversamento del Rubicone, "il dado è tratto". A generare l'incertezza sono gli stessi piacentini che lo chiamano comunemente "il dado".

Nella parte bianca viene raffigurata la lupa capitolina, emblema di Roma. Ciò simboleggia lo stato di "civitas romana" (e il conseguente dono delle insegne con la lupa) di cui la città, la prima colonia fondata dai romani insieme alla gemella Cremona nel 218 a.C., fu omaggiata.

La bandiera è rossa e bianca (colori presenti anche nello stemma) con al centro la lupa capitolina di colore nero, simbolo della città.

Il gonfalone, rosso con al centro un rettangolo di tessuto bianco recante lo stemma cittadino, recita: Città di Piacenza, Primogenita d'Italia. Secondo la blasonatura del decreto esso dovrebbe essere interamente bianco. L'appellativo "Primogenita" sta a significare il fatto che la città nel 1848 è stata la prima a chiedere l'annessione al nascente Regno d'Italia, allora Regno di Sardegna.

Onorificenze conferite alla città[modifica | modifica sorgente]

La città di Piacenza è tra le 27 Città decorate con medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918. Inoltre è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stata insignita della medaglia d'oro al valor militare il 9 aprile 1949.[6]

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Prima fra le città italiane, il 10 maggio 1848, con plebiscito pressoché unanime, votava la sua annessione al Piemonte, meritando dal Re Carlo Alberto l'appellativo di Primogenita.»
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Sant'Antonino, patrono di Piacenza.

Piacenza è città d'arte e dispone di un ragguardevole patrimonio artistico, frutto della storia millenaria che l'ha caratterizzata.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

L'organo progettato da Padre Davide da Bergamo
  • La rinascimentale basilica di Santa Maria di Campagna si trova in piazzale delle Crociate, così chiamato perché in questo luogo papa Urbano II bandì la prima crociata nel 1095. Fu edificata tra il 1522 ed il 1528 per poter conservare più degnamente una Madonna lignea policroma, detta "della Campagnola" venerata come miracolosa. La pianta era inizialmente a croce greca, ma in seguito assunse una forma a croce latina rovesciata in seguito all'allungamento del presbiterio. La chiesa è facilmente riconoscibile grazie all'imponente tiburio ottagonale e alla lanterna. Splendidi gli affreschi opera di Giovanni Antonio Sacchi detto il Pordenone che abbelliscono la cupola e due cappelle poste sul lato sinistro. Altre opere sono di Galeazzo, Antonio, Giulio e Bernardino Campi, Camillo Procaccini, Guercino, il Malosso, De Longe, Bibbiena, Stern e Avanzini. La chiesa rappresenta forse il maggior capolavoro raggiunto dall'architetto piacentino Alessio Tramello. Contiene inoltre due pregevoli organi a canne fabbricati dai Serassi di Bergamo. Quello più grande è collocato in cornu Epistolae, costruito tra nel 1825 e nel 1838, consta di due tastiere, ciascuna di 69 tasti (Do-1/Do6) corrispondenti la prima all'Organo Eco e la seconda al Garnd'Organo. Le sue particolarità lo rendono quasi unico in Italia perché possiede il meccanismo della Banda Turca (piatti, grancassa, campanelli, rullante, sistro, ecc), il registro dei campanelli, delle campane d'armonia ai tasti e delle campana al pedale. Lo strumento è stato progettato del famoso organista e compositore dell'Ottocento musicale organistico Italiano Padre Davide da Bergamo il quale compose moltissime sonate, sinfonie, elevazioni su quest'organo. Invece l'organo più piccolo, collocato nella navata sul pavimento, è stato costruito nel 1836 ed era in origine strumento di "casa" dei Serassi collocato nella basilica nel 1991 dal Teatro Municipale.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Organo della basilica di Santa Maria in Campagna a Piacenza.
La chiesa di San Sisto
  • La chiesa di San Sisto è un'altra basilica rinascimentale che vanta un prezioso coro ligneo del 1514. I lavori iniziarono intorno al XIV secolo dove antecedentemente si trovava un tempio edificato nell'874 per volere dell'imperatrice Angilberga, moglie di Ludovico II il Giovane ed è la prima opera religiosa dell'architetto Alessio Tramello nella sua maturità. Ospita la copia del capolavoro di Raffaello Sanzio, la Madonna Sistina: l'originale, eseguito per la chiesa piacentina, venne venduto dai benedettini nel 1754 ad Augusto III re di Polonia ed elettore di Sassonia. Ancora oggi la Madonna Sistina", con i suoi angioletti, è l'ambasciatrice più conosciuta della Gemäldegalerie di Dresda ove rappresenta uno dei pezzi più pregiati. La basilica di San Sisto, per secoli il principale monastero benedettino della città prima che le soppressioni decretassero l'allontanamento definitivo dei religiosi, sta tornando ad appropriarsi di capitoli importanti della sua storia, trascurati in passato a causa delle traversie, prima napoleoniche e poi post-unitarie, dalle quali il monumentale complesso ne è uscito separato in due. La quasi totalità del monastero risulta oggi occupata dai militari del Secondo Reggimento Genio Pontieri e gli spazi in uso a San Sisto, trasformata in parrocchia, comprendono la chiesa e una piccola parte dell'edificio un tempo dimora dei benedettini. In quest'ala si stanno concentrando i restauri. Ingresso gratuito.
  • San Sepolcro, è un'altra importante basilica realizzata da Alessio Tramello tra il XV e il XVI secolo. La verticalità della facciata è accentuata dalla presenza di contrafforti, mentre un portale barocco contribuisce ad arricchirla. Il nome forse deriva da un pellegrino piacentino che, tornato dalla visita del Santo Sepolcro a Gerusalemme, nel 938 fece edificare un luogo di culto che poi andò distrutto. In epoca napoleonica fu riadattata come ospedale militare e solo nel 1903 fu nuovamente riconsacrata alla preghiera.
  • Del XVI secolo è la basilica di Sant'Agostino; sconsacrata, ora ospita varie mostre. La facciata granitica è in stile neoclassico, realizzata da Camillo Morigia. È l'unica chiesa della città i cui interni, ampi ed armoniosi, presentano cinque navate. Frammenti di affreschi del Malosso sono visibili sulle pareti del transetto.
  • La chiesa delle Benedettine fu opera di Domenico Valmagini. Un convento è annesso all'edificio.
  • La chiesa di San Lorenzo del XIV secolo. Al suo interno si potevano ammirare gli affreschi del Ciclo di Santa Caterina, oggi conservati nel Museo Civico.
  • La chiesa di San Donnino in stile romanico ha la facciata rifatta nel 1889 da Camillo Guidotti che tra il 1924 e il 1925 restaurò anche
  • La chiesa di Sant'Anna, originaria del XII secolo e ricostruita nel 1334, che conserva la statua lignea di San Rocco, opera di Giovanni Angelo Del Maino del 1534.
  • La basilica di Sant'Eufemia, anch'essa in stile romanico. In questa chiesa sono state sepolte le spoglie del vescovo Aldo Gabrielli da Gubbio, colui che consacrò l'edificio che conserva una figura femminile, scultura lignea del 1516 circa, opera di Giovanni Angelo Del Maino.
  • La chiesa di San Pietro, già dei gesuiti.
  • La chiesa di Santa Brigida d'Irlanda, dedicata alla patrona d'Irlanda Santa Brigida, venne fondata fra l'826 e l'850 dall'irlandese San Donato vescovo di Fiesole per ospitare i pellegrini irlandesi. La chiesa, assieme all'annesso xenodochio, ospedale ed ospizio dei pellegrini, in onore alla Santa Risurrezione, con vari possedimenti e beni venne donata il 20 agosto dell'850 all'Abbazia di San Colombano di Bobbio.[7] Donazione confermata con un inventario dei beni bobbiesi in Piacenza, arricchito di altre proprietà, beni e mezzi nell'anno 862 da parte dell'imperatore Ludovico II.[8]
  • La chiesa di San Paolo è un edificio in stile barocco ma, come altre chiese piacentine, in periodi antecedenti al 1600 vi era un altro luogo di culto. Documentato con certezza è un edificio religioso trecentesco ed ancora un'altra chiesa antecedente al Mille. La chiesa ha una facciata molto semplice e l'interno è ad unica navata con sei cappelle laterali. Le opere conservate all'interno di San Paolo sono San Biagio guarisce un fanciullo e San Biagio accolto in paradiso dal Redentore di Giovanni Evangelista Draghi. Di Robert de Longe sono Martirio di San Biagio. Di un pittore trecentesco anonimo è la Madonna con Bambino in trono. Di Pietro e Bartolomeo Baderna sono gli Episodi della sacra scrittura e l'affresco con la Caduta di San Paolo sulla via di Damasco. Gli affreschi raffiguranti le Beatitudini sono di Luciano Ricchetti mentre le decorazioni della volta sono di Angelo Capelli. Il pergamo di Giovanni Leoni è un progetto del piacentino Andrea Guidotti.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Numerosi sono i palazzi di origine aristocratica e borghese, di notevole pregio caratterizzati da bellissimi giardini. Piacenza risulta appunto "città di palazzi" come nessun altro centro della Val Padana. Mancando una corte fissa (il Palazzo Farnese non fu sempre sede della famiglia dal momento che dopo un certo periodo la capitale ducale fu trasferita a Parma), i nobili ebbero la possibilità di ostentare il proprio rango con lussuose opere architettoniche. Tra i vari, si ricordano:

  • Palazzo Mulazzani;
  • Palazzo Mandelli, eretto verso la metà del XVIII secolo odierna sede della Banca d'Italia;
  • Palazzo Scotti da Fombio (noto anche come Collegio Morigi) opera di Giuseppe Marione del 1780 con fronte posteriore a loggiato aperto a "U". Stucchi, tempere e affreschi pregiati adornano lo scalone e il salone d'onore;
  • Palazzo Landi si trova all'angolo di via Roma con via Giordano Bruno e fu edificato nel Medio Evo, ma la sua ricostruzione, da parte di maestri lombardi, è di fine XV secolo. Il pregevole portale rinascimentale, in marmo, è di Giovan Pietro da Rho. Oggigiorno è sede del Tribunale:
  • Palazzo Costa;
  • Palazzo Rota Pisaroni;
  • Palazzo Somaglia.

Splendidi sono, inoltre, i giardini pubblici e privati del centro storico, racchiusi fra i palazzi ai quali donano ulteriore bellezza, quasi nascosti alla vista dei passanti i secondi visibili attraverso raffinate cancellate in ferro battuto, conferendo particolare suggestione alla città.

  • Palazzo Farnese, importante edificio la cui costruzione venne iniziata nel 1568 su desiderio di Ottavio Farnese (secondo duca di Parma e Piacenza) e di sua moglie, Margherita d'Austria, figlia di Carlo I di Spagna. Il progetto iniziale venne elaborato da Francesco Paciotto da Urbino e il cantiere fu affidato ai maestri murari Giovanni Bernardo Dalla Valle, Giovanni Lavezzari e Bernardo Panizzari detto il Caramosino. Il progetto venne poi modificato nel 1589, quando l'architetto Jacopo Barozzi detto Il Vignola, ne prese parte, modificandone l'alzata. Il palazzo non venne terminato poiché i lavori subirono una lunga pausa nel 1568 per mancanza di fondi e per assenza di una direzione competente ma anche per il disinteressamento di Margherita d'Austria. Soltanto nel 1588 riaprirono i cantieri su interesse di Alessandro Farnese e dei figli Ranuccio I Farnese (1670), e Ranuccio II Farnese (1690) che si adoperarono ad ornare sale con splendide decorazioni e arredamenti preziosi. Dal 1731, anno di decesso dell'ultimo duca della dinastia Farnese, inizia un lungo periodo di decadenza che terminerà solo nel 1909 quando iniziarono le prime opere di restauro. Oggi ospita varie rassegne culturali ed è sede del Museo Civico.

Altri da menzionare sono:

  • Palazzo del Governatore, edificio del XVIII secolo, in stile neoclassico opera di Lotario Tomba. Sulla facciata presenta un orologio ai cui lati sono posti una meridiana solare e un calendario perpetuo. È inoltre la sede della Camera di Commercio
  • Palazzo dei Mercanti, di origine seicentesca, attuale sede del comune.

Il Palazzo Comunale, il Palazzo del Governatore e il Palazzo dei Mercanti sono ubicati ai lati della Piazza denominata dei Cavalli, (Piasa Caväi o, più semplicemente, la Piasa per i piacentini), da sempre il centro della città e della sua vita, ricalca, probabilmente, l'originario impianto dell'accampamento romano nella fattispecie il foro con le vie che si dipartono rettilinee e con incroci ad angolo retto. Prende il nome dalle due statue equestri raffiguranti Ranuccio e Alessandro Farnese, realizzate da Francesco Mochi da Montevarchi tra il 1612 e il 1628.

Fino al 1798 esisteva il Teatro della Cittadella che venne distrutto da un incendio e fu successivamente sostituito con il Teatro Municipale, inaugurato nel 1804. Progettato dall'architetto Lotario Tomba, ha una facciata ispirata a quella del Teatro alla Scala di Milano. Alessandro Sanquirico, scenografo presso il teatro milanese, fu appunto il decoratore degli interni. I lavori di ristrutturazione degli ultimi decenni hanno, fra l'altro, trasformato l'ex Sala degli Scenografi (posizionata al di sopra della Sala Grande) in un piccolo teatro di 320 posti.

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Viale pubblico passeggio, o Facsal, Faxhall, è la passeggiata nel verde del centro storico. Il Facsal è il percorso su una parte di ciò che è rimasto delle vecchie mura. Ombreggiato da platani secolari e in posizione di rilievo (essendo appunto posto sulle mura cittadine rinascimentali), è luogo di passeggiate o riposo sulle numerose panchine di cui è disseminato. Parte dal centro storico (corso Vittorio Emanuele II) e arriva fino al piazzale della Libertà, non lontano dalla stazione ferroviaria. Il nome Facsal è una storpiatura di quello dei Vauxhall Gardens di Londra, giardini la cui popolarità agli inizi del XIX secolo lo rese un termine generico per indicare anche altri giardini alberati.
  • Via Taverna (la Strä Lvä o Strä Alvä) con la vicina via Campagna era una delle zone più popolari del centro storico. Tuttora sono considerate residenza di chi è piacentino da innumerevoli generazioni (localmente piasintëin dal sass) e nell'immaginario è tuttora luogo delle specificità piacentine per antonomasia. Era detta Strada Levata poiché si trova in una posizione più alta rispetto ad altre vie limitrofe come via Campagna.
  • Piazza Cavalli (Piasa Caväi) è la piazza duecentesca su cui sorgono il palazzo Gotico, il palazzo del Governatore e la chiesa di San Francesco e da cui parte via XX settembre. Le due statue equestri poste ai lati opposti della piazza sono diventati uno dei simboli della città insieme alla piazza stessa e al palazzo Gotico.
  • Via XX Settembre (la Strä Drita), nota per i suoi balconi in ferro battuto, collega piazza Duomo e piazza Cavalli in quanto era uso nel medioevo collegare con una strada dritta il simbolo del potere politico con quello religioso. Fu rinominata via XX settembre per forgiare la memoria popolare sul ricordo della conquista di Roma da parte del re d'Italia nel 1870. È attualmente la via dello shopping per eccellenza, insieme al corso Vittorio Emanuele (San Raimond o, più recentemente, al Curs). In alcuni periodi storici era chiamata anche la Strä di Urévas (la Strada degli Orefici) perché vi si trovavano diverse botteghe di oreficeria.
  • La muntä di rat è la caratteristica scalinata che collega via Mazzini alla più bassa via San Bartolomeo (San Burtlamé). Secondo la tradizione popolare, era detta "montata dei topi" perché questi roditori l'avrebbero percorsa al fine di lasciare le zone cittadine più basse e adiacenti al Po durante le alluvioni e le piene del fiume. In realtà è più probabile che l'etimologia sia riconducibile a "montata ratta", espressione che stava ad indicare una ripida salita.
  • Porta Galera un tempo era un quartiere popolare del centro storico. I piacentini chiamavano così le parti terminali di via Scalabrini e via Roma, con relative adiacenze, comprese nella parrocchia di Sant'Anna. Oggi la zona è popolata da numerosi stranieri, specialmente da comunità arabe e sudamericane
  • Piazzale Roma anche detta la Lupa è la vecchia porta nelle mura che volgeva in direzione di Roma. Il suo soprannome deriva dalla colonna monumentale posta al centro della piazza sull'apice della quale è scolpita la lupa, simbolo di Roma, con gli infanti Romolo e Remo. È situata alla conclusione a sud di via Roma e via Scalabrini e segna l'inizio della via Emilia.
  • Sant'Agnese (Sant'Agnesa) quartiere, un tempo popolare, al limitare del centro storico che porta il nome della patrona dei barcaioli, essendo un tempo la zona in cui i canali costruiti dai pescatori confluivano nel fiume Po.
  • Piazza Borgo era il limite a ovest della vecchia città romana. Si formò quando nell'XI secolo con il fenomeno dell'inurbamento arrivarono delle masse contadine dalla campagna sperando di trovare fortuna. Non trovando posto in città, ancora delimitata dalle vecchie mura romane, costruirono le loro case al di fuori del territorio urbano, case che furono poi inglobate dal comune in seguito. Da questa piazza si diramano via del Castello, via Campagna e via Taverna, tre delle strade considerate storiche dai piacentini.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 17.165 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  1. Albania, 2646
  2. Macedonia, 2003
  3. Ecuador, 1672
  4. Marocco, 1599
  5. Romania, 1593
  6. Bosnia-Erzegovina, 801
  7. Ucraina, 765
  8. Tunisia, 495
  9. Egitto, 469
  10. Senegal, 400

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Comune Riciclone 2011 - Premio Co.Re.Va.: un importante riconoscimento del Consorzio Recupero Vetro che premia Piacenza come primo comune del nord Italia per il livello qualitativo di eccellenza grazie all'adozione di modalità di raccolta differenziata monomateriale[11].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

In città si trovano una sede dell'Università Cattolica del Sacro Cuore con quattro facoltà (Agraria, Economia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione), da Ottobre 2010 è stata creata una nuova Interfacoltà di Diritto ed Economia delle banche e dei mercati finanziari, sempre presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, esclusiva della Sede di Piacenza. È presente una sede del Politecnico di Milano (Architettura e Ingegneria) e il Conservatorio di Musica "Giuseppe Nicolini". Sono inoltre presenti le sedi del corso di laurea in Infermieristica e di quello in Fisioterapia, distaccate dall'Università degli Studi di Parma.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Farnese oggi ospita i Musei Civici di Palazzo Farnese, divisi in sezioni dedicate al Medioevo, al Rinascimento, ai Fasti Farnesiani, ai Vetri e alle Ceramiche, oltre alla Pinacoteca, all'Armeria, al Museo delle Carrozze, al Museo Archeologico e al Museo del Risorgimento.Qui è conservato il famoso fegato etrusco, l'unico esemplare al mondo realizzato in bronzo.

Il Museo di Storia Naturale ha cambiato sede e da Palazzo Scotti è stato trasferito allo Urban Center (area nata dalla riqualificazione dell'ex macello cittadino che ospita anche una sede del Politecnico di Milano). È suddiviso nelle sezioni Botanica, Zoologia e Scienze della Terra. Importanti sono l'erbario ottocentesco e la collezione ornitologica.

In città è presente anche la Galleria d'arte moderna Ricci Oddi che raccoglie più di settecento opere dall'Ottocento ai giorni nostri.

Importanti sono anche la Biblioteca Comunale Passerini-Landi e il Collegio Alberoni. Quest'ultimo, un vasto complesso architettonico, è dotato di una pinacoteca, un osservatorio astronomico, un museo di scienze naturali, una biblioteca e la chiesa di San Lazzaro.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Venerdì Piacentini[modifica | modifica sorgente]

La principale kermesse estiva della città, prevede l'apertura serale degli esercizi commerciali del centro storico e la collocazione di eventi musicali, artistici e culturali in tutte le piazze e le strade interne alle mura antiche. Di norma la manifestazione si svolge nei mesi di giugno e luglio di ogni anno, ed ha una durata variabile.

Cena Bianca[modifica | modifica sorgente]

In occasione del solstizio d'estate, il 21 giugno 2006, circa 250 persone hanno partecipato alla prima "Cena Bianca" d'Italia. I partecipanti, ritrovatisi attorno alla basilica di Sant'Antonino e tutti vestiti di bianco, portavano un mazzo di fiori e una candela ciascuno, dello stesso colore. L'evento si ispira al "dîner en blanc" che si tiene ogni anno, lo stesso giorno, a Parigi nei pressi della cattedrale di Notre Dame. Da allora viene organizzato ogni anno.

Festa del patrono[modifica | modifica sorgente]

Il 4 luglio si festeggia il patrono della città, Sant'Antonino. In questa occasione si incontrano l'autorità politica rappresentata dal sindaco, e quella religiosa rappresentata dal vescovo cattolico, con il tradizionale dono del cero. Si tiene anche una fiera costituita da un imponente numero di bancarelle che occupano il Viale del Pubblico Passeggio e altre vie del centro storico dalle prime luci dell'alba sino a notte.

Festa di Santa Rita da Cascia[modifica | modifica sorgente]

Il 22 maggio è celebrata la festa di Santa Rita da Cascia. L'importante evento per i piacentini devoti alla "Santa della Rosa", è caratterizzato da una Messa nella "Chiesa dei Cappuccini" (sul cui sagrato vengono distribuite ai fedeli rose benedette e gagliardetti raffiguranti la Santa in preghiera) e da una lunga processione di auto per la benedizione, che inizia al mattino e termina la sera tardi.

Festival del Diritto[modifica | modifica sorgente]

Dal 2008 nel mese di settembre in città si svolge il Festival del diritto, rassegna che ambisce a raccogliere la partecipazione di alcune cariche dello stato nonché di alcune personalità italiane operanti nell'ambito del diritto e della società civile.

Grande Festa della Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Dal 2009, nel mese di settembre, si svolge la Grande Festa della Famiglia, evento socio-culturale che prevede convegni su temi strettamente attuali attorno alla famiglia nelle sue diverse dimensioni (la sfera educativa, sociale, economica, il ruolo della donna) e vede intervenire importanti personalità accademiche, del mondo economico nonché intellettuali e membri della società civile.

Piacenza Jazz Fest[modifica | modifica sorgente]

Dal 2003 si svolge in città e in provincia (e occasionalmente con puntate fuori provincia) un festival dedicato alla musica jazz, nel corso delle cui edizioni hanno partecipato diversi artisti di fama internazionale, tra i quali Brad Mehldau, Javier Girotto, Paolo Fresu, Uri Caine, Franco Ambrosetti, Enrico Rava, Franco D'Andrea.

86ª Adunata Nazionale Alpini (A.N.A.)[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 2013 Piacenza ha ospitato la 86ª Adunata nazionale degli Alpini.

Persone legate a Piacenza[modifica | modifica sorgente]

La città ha dato alla luce numerose persone illustri e di grande spessore. Tra i più importanti nativi del capoluogo e nella provincia o legati ad essi si ricordano:

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Piacenza è stato suddiviso in quattro circoscrizione di decentramento comunale, soppresse nel 2012 come previsto dalla legge n. 42 del 2010[12]). La Circoscrizione 1 comprendeva il centro storico, la 2 i quartieri occidentali e le frazioni sudoccidentali, la 3 i quartieri e le frazioni meridionali e la 4 i quartieri e le frazioni orientali.

Sono conosciuti come quartieri cittadini

  • Centro storico
  • Borgotrebbia
  • Veggioletta
  • Sant'Antonio
  • Belvedere
  • zona viale Dante
  • Duemila
  • Galleana
  • Besurica
  • Capitolo
  • San Lazzaro
  • Montale
  • Peep/Farnesiana

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Grazie alla posizione geografica favorevole, hanno trovato sede moltissime attività legate alla logistica. Si inserisce in questa ottica il nuovo padiglione fieristico di Piacenza, il settore è suscettibile di notevole espansione considerata la sua favorevole ubicazione.

Per merito della vicinanza strategica con le aree industriali della Pianura padana e le vie di comunicazione che a Piacenza si intersecano, negli ultimi anni si è sviluppato l'insediamento di numerosi centri logistici nella zona est della città e presso la frazione Le Mose.

Forte è anche la presenza di aziende metalmeccaniche del settore petrolchimico, vi troviamo aziende leader come ad esempio: Vanessa (valvole), Biffi (attuatori), Orton (valvole), il gruppo Douglas (con prodotti che spaziano dalla raccorderia, alle valvole, ecc) solo per citare le più importanti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Vi si intersecano le autostrade A1 (Milano - Napoli) e A21 (Torino - Piacenza - Brescia). Le uscite autostradali cittadine e i relativi caselli sono stati quattro fino al 2008: due lungo l'A1 (Piacenza Nord presso Guardamiglio -LO- e Piacenza Sud) e due lungo l'A21 (Piacenza Ovest e Piacenza Est). La quarta, Piacenza Est sull’A21, è stata rinominata Piacenza Sud, a causa della sua vicinanza con l’omonima uscita sull’A1 dopo che è stato costruito un raccordo che le collega.

Il ponte della SS9 Via Emilia sul fiume Po che collega la città alla Lombardia ha subito il cedimento di un'arcata il 30 aprile 2009, rendendo necessario il transito obbligatorio sull'autostrada. Il 16 novembre 2009 è stato inaugurato un ponte provvisorio poggiante su elementi galleggianti, utilizzato fino al 18 dicembre 2010, data di apertura al traffico del nuovo ponte in acciaio[13].

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Essendo posta lungo la linea ferroviaria Milano - Bologna ed essendo capolinea della linea per Alessandria e Torino e della Piacenza-Cremona (di interesse locale), Piacenza si rivela uno snodo ferroviario strategico in cui transitano anche i treni diretti a Genova.
La stazione ferroviaria è interessata da un forte flusso pendolaristico diretto prevalentemente a Milano, i cui viaggiatori provengono non solo dalla città, ma anche dalle medie e basse valli della Trebbia, del Nure e da parte di quella del Tidone (che già si avvale della stazione di Castel San Giovanni). Nei pressi della città passa inoltre la linea ad alta velocità Milano - Bologna.

Dal 1933 al 1967 Piacenza fu capolinea della linea ferroviaria per Bettola, gestita dalla Società Italiana di Ferrovie e Tramvie (SIFT), la cui stazione capolinea si trovava davanti alla stazione FS.

Tranvie[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1881 e il 1938 da Piacenza si diramava una vasta rete tranviaria interurbana a vapore, gestita a partire dal 1908 dalla SIFT, che comprendeva le linee per:

Inoltre, dal 1908 Piacenza fu servita da una rete tranviaria urbana a trazione elettrica, che nel 1924 raggiunse San Rocco al Porto. Le tranvie urbane furono soppresse nel 1955 e sostituite da autobus delle Auto Guidovie Italiane[14].

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Per il trasporto aereo, gli scali più vicini sono l'aeroporto di Parma e i tre aeroporti dell'area milanese: Milano-Malpensa, Milano-Linate e Bergamo-Orio al Serio.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

I trasporti pubblici in città e provincia sono gestiti da SETA.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Piacenza.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Piacenza è gemellata con le seguenti città d'Europa:

Sport[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra calcistica della città è stato il Piacenza Football Club, che ha militato per 8 stagioni in Serie A. Attualmente, la squadra cittadina con maggior seguito e ritenuta l'erede del defunto Piacenza FC è il Piacenza Calcio 1919 (in passato denominata LibertasSpes e, solo per la stagione 2012-2013, Lupa Piacenza), che ne ha acquisito in affitto i colori sociali e lo stemma dalla associazione Salva Piace e partecipa al campionato di Serie D 2013-2014. La formazione, inoltre, disputa le partite interne allo Stadio Garilli, come in precedenza il Piacenza FC. Tra le società calcistiche cittadine vi è anche il Pro Piacenza 1919 (in passato denominata BettolaPonte e, per due stagioni, Atletico BP Pro Piacenza), che milita anch'esso in Serie D.

Per quanto riguarda la pallavolo, Piacenza è rappresentata dalla squadra maschile Pallavolo Piacenza (attualmente in serie A1) e dalla squadra femminile Rebecchi Lupa Piacenza.

Nella pallacanestro, l'Unione Cestistica Piacentina ha disputato il campionato di Legadue nella stagione 2011-2012, mentre nella stagione successiva è stata la Pallacanestro Piacentina a militare nel campionato di Divisione Nazionale B.

Sono presenti inoltre diverse squadre di rugby, tra cui Piacenza Rugby Club e Rugby Lyons Piacenza.

Nel baseball è rappresentata dal Piacenza Baseball e dai Red Devils Piacenza, mentre nella pallanuoto dalla Everest Piacenza Pallanuoto, e dalla A.S.D. Pallanuoto Farnese.

La vicinanza del fiume Po ha favorito il sorgere di numerose associazioni per la pratica della motonautica agonistica. Motonautica Associazione Piacenza e G. S. Esercito presso il Genio Pontieri annoverano tra i loro piloti un nutrito numero di campioni e primatisti mondiali. Sempre in riva al fiume, le due ultracentenarie società piacentine "Vittorino da Feltre" e "Nino Bixio" mantengono viva la tradizione piacentina del canottaggio e del nuoto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Piacenza24 - Notizie di Piacenza e Provincia - Politica > Il ballottaggio minuto per minutoI commenti, le immagini, le voci
  2. ^ [1]
  3. ^ Giovanni Guareschi: Mondo Piccolo-Don Camillo (Introduzione) - Rizzoli 1948
  4. ^ Guido Piovene: Viaggio in Italia - Baldini Castoldi Dalai Editori
  5. ^ Dato Istat al 31/05/2011
  6. ^ Il sito istituzionale del Quirinale alla pagina relativa.
  7. ^ San Donato di Fiesole in Santi e Beati
  8. ^ Codice Dipl. di S. Colombano di Bobbio, Vol. I, n. LXIII, pag. 211
  9. ^ Palazzo Gotico Comune.piacenza.it
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Dossier comuni ricicloni 2011
  12. ^ Le ex circoscrizioni comunali, Comune di Piacenza. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  13. ^ Po ha nuovo ponte Piacenza, lo inaugurano Matteoli e La Russa
  14. ^ Francesco Ogliari, Franco Sapi, Ritmi di ruote. Storia dei trasporti italiani volume 10°. Emilia-Romagna, a cura degli autori, Milano, 1969, pagg. 395-397

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV. Storia di Piacenza, 6 volumi, Piacenza 1980-2002
  • Antonio Saltini, Maria Teresa Salomoni, Stefano Rossi Cescati, Via Emilia. Percorsi inconsueti fra i comuni dell'antica strada consolare, Edagricole-Sole 24 Ore, Bologna 2003, ISBN 88-506-4958-4.
  • Mario G. Genesi, Teatri d'opera a Piacenza dal 1770 al 1803, Borgonovo V.T., Tipografia Orione, 1999, 320.
  • Raffaele Casciaro, Dispersione e recupero. Appunti per la storia delle ancone lignee lombarde, in Scultori e intagliatori del legno in Lombardia nel Rinascimento, Electa, Milano 2002.
  • Gianni Romano, Desiderata per la scultura lignea, in Marco Bascapè, Francesca Tasso (a cura di), Atti della giornata di studio, Milano Castello Sforzesco 17 marzo 2005, Cinisello Balsamo 2005.
  • Marco Albertario, Intorno a Giovanni Angelo Del Maino, in Gianni Romano, Claudio Salsi (a cura di), «Maestri della scultura in legno nel ducato degli Sforza», catalogo della omonima mostra, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2005.
  • Raffaele Casciaro, Maestri e botteghe del secondo Quattrocento, in Giovanni Romano e Claudio Salsi (a cura di), Maestri della Scultura in Legno nel ducato degli Sforza, Silvana Editoriale, 2005.
  • Marco Albetario, Giovanni Angelo del Maino e Gaudenzio Ferrari, alle soglie della maniera moderna, in «Sacri Monti. Rivista di arte, conservazione, paesaggio e spiritualità dei Sacri Monti piemontesi e lombardi», I, 2007, 339-364.
  • Tito Menzani, Matteo Troilo, Piacenza tra crescita economica e modernizzazione. Prime ricerche sul secondo Novecento (1945-1990), in «Studi Piacentini», n. 38, 2007, 47-59.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

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