Cremona
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| Cremona | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 45 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 70,4 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 1028 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Bonemerse, Castelverde, Castelvetro Piacentino (PC), Gadesco-Pieve Delmona, Gerre de' Caprioli, Malagnino, Monticelli d'Ongina (PC), Persico Dosimo, Sesto ed Uniti, Spinadesco, Stagno Lombardo | ||||||||
| CAP: | 26100 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0372 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 019036 | ||||||||
| Codice catasto: | D150 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 4 (sismicità irrilevante) | ||||||||
| Class. climatica: | zona E, 2389 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | cremonesi | ||||||||
| Santo patrono: | Sant'Omobono | ||||||||
| Giorno festivo: | 13 novembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Cremona (IPA: [kre'mona], Cremùna in cremonese) è un comune italiano di 72.266 abitanti della Provincia di Cremona in Lombardia. È scherzosamente nota come la "città delle tre T", ossia turòon, Turàs, tetàs (torrone, Torrazzo, tettone). In tempi recenti e con l'intento di onorare un cremonese illustre e conosciutissimo ad un pubblico che si vuole sempre più vasto, la terza "T" viene spesso sostituita con il nome di Tognazzi, il celebre attore cremonese: "Torrone, Torrazzo, Tognazzi ("Tùgnass") - anche in dialetto.
Indice |
[modifica] Geografia
Cremona è situata nel sud della Lombardia a contatto con il fiume Po. Dista circa 30 km da Piacenza in Emilia-Romagna, 65 km da Mantova, 50 km da Lodi, 50 km da Brescia, 50 km da Parma in Emilia-Romagna, 75 km da Bergamo e 90 km da Milano. Il territorio comunale ha una superficie di 70,4 kmq e l'altitudine media è 45 m s.l.m.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Cremona. |
In base alla media del trentennio di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese di gennaio, il più freddo, si attesta a +1,7 °C; quella del mese di luglio, il più caldo, è di +24,3 °C. Le precipitazioni medie annuali si aggirano sui 750 mm, distribuite mediamente in 76 giorni, con un picco nella stagione autunnale e minimi relativi in inverno ed estate.
| CREMONA | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
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| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 4,3 | 7,3 | 12,7 | 17,4 | 22,4 | 26,9 | 29,3 | 27,9 | 24,0 | 17,3 | 10,2 | 5,3 | 5,6 | 17,5 | 28 | 17,2 | 17,1 |
| T. min. media (°C) | -1,0 | 1,0 | 4,9 | 8,6 | 13,0 | 16,8 | 19,2 | 18,1 | 15,5 | 9,9 | 4,6 | 0,1 | 0 | 8,8 | 18 | 10 | 9,2 |
| Precipitazioni (mm) | 64 | 51 | 61 | 61 | 68 | 60 | 46 | 64 | 53 | 91 | 86 | 55 | 170 | 190 | 170 | 230 | 760 |
| Giorni di pioggia (≥ 1 mm) | 7 | 6 | 7 | 7 | 8 | 6 | 5 | 5 | 4 | 7 | 8 | 6 | 19 | 22 | 16 | 19 | 76 |
[modifica] Storia della città
[modifica] Periodo romano
Fondata dai romani nel 218 a.C. come castrum avanzato in riva al Po. L'origine del toponimo è incerta, ma sembra preromano, forse gallico o celtico, e legato alla variante prelatina "carm" del termine "carra", cioè sasso, roccia, e dal comune suffisso pure prelatino -ona.
La leggenda più conosciuta vuole che la città sia stata fondata da Ercole; in realtà fu da sempre un importante e vitale centro dell'area padana durante tutto il periodo repubblicano, con un anfiteatro per giochi ludici, un foro e monumentali bagni termali. Nel 69 d.C. fu assediata e distrutta dalle truppe di Vespasiano e successivamente riedificata con l'aiuto dello stesso imperatore. Per un lungo periodo la città scompare dalle cronache della storia, citata solo in pochi documenti, o nominata per la provenienza di qualche personaggio storico. La città era sede di porto fluviale e attraversata dalla via Postumia che collegava Aquileia a Genova attraversando il Po nei pressi dell'antico insediamento. La via nel periodo tardo romano perde progressivamente importanza ma la città mantiene un importante porto fluviale attestato sino al periodo tardo antico.
[modifica] Periodo alto medievale
Nel 603 d.C. Cremona, baluardo bizantino, fu conquistata dai longobardi che ne smembrano il territorio, forse già in parte conquistato in precedenza. La città retta dal Vescovo non divenne sede di ducato e anche dopo la conquista carolingia il Vescovo Conte manterrà e amplierà il suo controllo sulla città e sul contado.
Tra il novecento e il mille la città accresce il suo potere, grazie ad importanti concessioni ai vescovi rettori della città. Tra gli altri si distinguono Liutprando, che fu chiamato alla corte imperiale in Sassonia, pur rimanendo vescovo, e Olderico, che riuscì ad ottenere importanti privilegi per la città dall'imperatore Ottone III.
Furono i vescovi Lamberto e Ubaldo a creare dissidi con la popolazione cremonese per la gestione delle proprietà del Monastero di S.Lorenzo con la mediazione dell'imperatore Corrado II che nel 1037, stabilitosi in città, diede rifugio a papa Benedetto IX (il papa ragazzino).
[modifica] Periodo medievale
Con l'imperatore Enrico IV la città si rifiutò di pagare gli oppressivi balzelli che l'impero richiedeva e che il vescovo conte imponeva ai cittadini. Nacque cosi la narrazione del leggendario scontro tra il principe Enrico e Giovanni Baldesio (Zanén de la Bàla) gonfaloniere maggiore della città. Zanén disarcionò il principe risparmiando alla città il pagamento della palla d'oro di circa tre chili che tutti gli anni la città doveva all'imperatore e che per quell'anno fu donata a Berta, la fidanzata del cavaliere, come dote per il suo matrimonio. A questa leggenda si aggiunge una notizia storica pochi anni dopo. Lo stemma cittadino ricorda appunto questo episodio, col braccio di Baldesio che sorregge la palla d'oro del tributo, con il motto riportante la frase "la mia forza sta nel braccio" in lingua latina (fortitudo mea in brachio).
Nel 1093 si formò una alleanza militare anti imperiale capeggiata da Matilde di Canossa, che aveva numerosi possedimenti a cavallo del Po, con l'alleanza di Lodi, Milano, Cremona, Piacenza. Il conflitto si risolse con il giuramento di obbedienza dell'imperatore Enrico IV a papa Urbano II e con la donazione nel 1098 dell'Insula Fulcheria (l'area di Crema) alla città di Cremona che con questo atto si costituì in libero comune, diventando una delle più ricche, potenti e popolose città dell'italia Settentrionale.
A partire da questa data il comune lottò con i comuni vicini per ampliare o difendere il proprio territorio. Le guerre furono numerose e spesso vittoriose come nel 1107 per il possesso di Tortona o nel 1111 che segnò la sconfitta nei pressi di Bressanoro. In questo periodo la città ebbe forti divisioni interne fra la parte di città legata ai ghibellini, città vecchia, e quella legata a guelfi, città nuova. Il conflitto giunse al punto di creare due palazzi comunali con l'edificazione del Palazzo Cittanova, ancora esistente.
Con la discesa del Barbarossa la città si alleò all'imperatore che appoggiò Cremona contro la rivolta di Crema aiutata dai milanesi nelle loro rivendicazioni d'indipendenza. La vittoria e la fedeltà all'impero permise al comune di battere moneta e quindi di creare una zecca con la realizzazione di una bolla imperiale.
Nel 1160 Cremona riconquistò Crema e dando appoggio all'imperatore dà l'assalto a Milano distruggendola (1162), alla città fu affidata l'area di Porta Romana in Milano.
È solo nel 1167 che la città si schiera con gli altri comuni italiani contro l'impero entrando a far parte della Lega Lombarda che il 29 maggio 1176 sconfisse le truppe imperiali a Legnano. L'unione durò poco e le città tornarono a scontrarsi nel 1213 a Castelleone dove i cremonesi sconfissero una lega milanese composta dai comuni di Lodi, Piacenza, Crema, Novara, Como e l'appoggio dei bresciani. Nel 1232 inizia il legame tra Cremona e l'imperatore Federico II chiamato in causa in una disputa di potere interno alla città. La nuova alleanza con l'impero portò alla vittoria nella battaglia di Cortenuova contro la Lega Lombarda. Federico II portò spesso la sua corte nella città e l'unico episodio spiacevole fu la sconfitta ad opera dei parmigiani a Vittoria, città creatura di Federico II, che portò alla cattura di più di duemila cremonesi.
Alcuni anni dopo la ritorsione nei confronti dei parmigiani fu molto dura con una sconfitta militare ad opera di Umberto Pallavicino (o Pelavicino) durante la quale sottrassero il carroccio nemico e i pantaloni, che in segno di profondo scherno e derisione rimasero appesi alle volte del duomo di Cremona per secoli.
[modifica] Periodo delle signorie
Il 1º novembre 1266 Umberto Pallavicino venne cacciato dalla città e con lui cadde il governo ghibellino. Al suo posto prese il potere Buoso da Dovara, anch'egli ghibellino, il quale lo cedette al Consorzio di Pace e Fede il quale lo gestì sino al 31 dicembre 1270. L'anno seguente fu istituita la figura del Capitano del Popolo che assunse, per parte guelfa, i poteri comunali. Questa fase durò sino al 1276 quando Cremona passò alla signoria del marchese Cavalcabò, che ne diresse indirettamente le sorti sino al 1305 e il figlio Guglielmo Cavalcabò ne ereditò i poteri sino al 1310.
In questo periodo furono costruite numerose opere edilizie: la cella campanaria del Torrazzo e la ghirlanda ottagonale con cuspide conica, la chiesa romanica di S.Francesco, i transetti della cattedrale e la costruzione della Loggia del Militi. Sempre nello stesso periodo vi furono numerose sistemazione agrarie tra le quali si può menzionare la realizzazione di importanti canali irrigui nel territorio a vocazione agricola; un esempio per tutti fu la costruzione del Dugale Delmona databile agli inizi del XIV secolo.
A partire dal 1311 la signoria dei Cavalcabò si alternò con signori esterni alle famiglie cremonesi di partito guelfo. Tra questi vi furono Arrigo VII di Lussemburgo ghibellino nel 1311, Giberto III da Correggio nel 1312 e Roberto di Puglia nel 1313. Con la fine della signoria di Giacomo Cavacabò il 29 novembre 1322 entrò in scena un'altra influente famiglia lombarda i Visconti, con Galeazzo I, che influenzeranno la storia della città per i successivi centocinquanta anni.
La città fu retta dai Visconti in alternanza con importanti figure politiche nel panorama europeo del tempo, come Ludovico il Bavaro imperatore nel 1327 o Giovanni di Lussemburgo re di Boemia nel 1331, sino al 1403. In quell'anno vi fu la riconquista della signoria da parte della famiglia Cavalcabò che non durò a lungo. Il 25 luglio del 1406 Cabrino Fondulo, capitano delle truppe di Ugolino Cavalcabò, uccise con un inganno i maschi della famiglia Cavalcabò assumendola signoria della città. Impossibilitato a gestire il potere si ritirò a Castelleone in cambio di 40000 fiorini d'oro pagati dalla famiglia Visconti.
Nel 1406 la signoria passò definitivamente Filippo Maria Visconti che la rese ereditaria. Cremona con questo atto entrò definitivamente nel Ducato di Milano e ne seguì le sorti sino all'unità d'Italia.
Sotto i Visconti prima e gli Sforza poi Cremona ebbe un intenso sviluppo culturale e religioso. Nel 1411 Palazzo Cittanova divenne sede dell'Università dei Mercanti di fustagno. Nel 1441 la città fu scelta per celebrare le nozze tra Francesco I Sforza e Bianca Maria Visconti il 25 ottobre nel tempietto eretto dai Benedettini, oggi sostituito dalla chiesa di S. Sigismondo costruita in un periodo di poco successivo. Si racconta che proprio nel banchetto nuziale di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti sia stato servito per la prima volta il torrone, che è ora uno dei prodotti più noti di Cremona; ma non si tratta di verità storica, e neppure di tradizione antica, in quanto si tratta di una felice trovata pubblicitaria dell'industria dolciaria cremonese del primo Novecento. Anche Ludovico il Moro finanziò importanti opere cittadine per la cattedrale, come il sopralzo del frontone e la realizzazione del porticato denominato la Bertazzola, il battistero, rivestito parzialmente in marmo, il rifacimento della facciata della chiesa di S.Agata e del Palazzo Comunale.
Nel 1446, Cremona fu accerchiata dalle truppe di Francesco Piccinino e di Luigi dal Verme. I Veneziani inviarono in suo soccorso Scaramuccia da Forlì, che riuscì a superare l'assedio, provocando il fallimento dell'impresa dei due condottieri e portando alla liberazione della città.
[modifica] Occupazioni straniere
Con la guerra tra Ludovico il Moro e la Francia di Luigi XII Cremona passò per un breve periodo sotto la Repubblica di Venezia, dal 1499 al 1509. La vittoria della lega a Agnadello riportò Cremona al Ducato di Milano retto dai francesi di Luigi XII l'11 maggio del 1509.
Le alterne vicende che vedono opporsi Spagna, Francia, Repubblica di Venezia e Ducato di Milano, nella persona di Massimiliano Sforza, hanno termine con il Trattato di Noyon del 1516 che sancisce l'esilio del duca di Milano. La conquista definitiva della città ad opera degli spagnoli avvenne nel 1524 con la presa del Castello di Santa Croce. La sconfitta francese e l'espulsione delle truppe dal Ducato di Milano viene sancita nel 1526 dal Trattato di Madrid. La città assopita e rassegnata alle continue scorribande e ai cambiamenti delle truppe vincitrici non interrompe, anche in questo periodo, l'interesse per l'abbellimento artistico della città. Un esempio ne è la costruzione della loggia realizzata, in stile bramantesco, sul porticato posto in facciata al Duomo (Bertazzola) ad opera di Lorenzo Trotti.
Nel 1546 il ducato passa a Filippo II re di Spagna e futuro erede del titolo imperiale inizia per Cremona e la Lombardia in generale un lungo periodo di dominazione che tenderà a sottrarre risorse senza reinvestire nelle opere infrastrutturali e produttive del territorio. Le opere artistiche continueranno ad essere commissionate sia per gli edifici religiosi che per i palazzi della nuova aristocrazia spagnola, oltre che per la vecchia aristocrazia cremonese. Nel 1550 Lorenzo Trotti termina la loggia sul lato destro della Cattedrale, nel 1614 fu ricostruita la chiesa dei Santi Siro e Sepolcro su disegno di Antonio Gialdini.
Alla fine del seicento l'incapacità spagnola di gestione del territorio, dopo la carestia (1628) e la peste (1630) unito all'interesse della casata d'Austria per l'Italia settentrionale portò prima alla conquista francese il 9 febbraio 1701 e successivamente alla conquista austriaca del 10 aprile 1707. La conquista fu sancita dalla Pace di Utrecht nel 1714.
[modifica] Economia
L'economia della città è legata al sistema produttivo provinciale a prevalenza agricola (Feraboli). Oltre alle aziende agricole sono presenti industrie alimentari: salumi (Negroni), dolciumi (Sperlari, Vergani, Barilla - Mulino Bianco ), oli vegetali (Oleificio Zucchi), formaggi (Auricchio). Vi è inoltre la presenza di un'industria metalmeccanica (acciaieria Arvedi), petrolifera (raffineria Tamoil), energetica (AEM Cremona), telecomunicazioni (AEMcom). L'artigianato è rinomato per la produzione di strumenti ad arco ed in particolare di violini, di dolciumi con il torrone, materiale in cotto ed altri oggetti. Altrettanto famosa è la mostarda Cremonese composta da frutta candita in bagni di senape. La presenza del porto canale è utile all'approdo delle chiatte che percorrono il fiume Po. Il canale, che da Cremona avrebbe dovuto raggiungere Milano, si ferma a Pizzighettone dopo soli 20 km.
[modifica] Trasporti
[modifica] Trasporto stradale
La città è attraversa a nord dalla Strada Statale 10 Padana Inferiore con una tangenziale. Inoltre a Cremona c'è un'uscita dell' Autostrada A21 Torino - Brescia. La città è inoltre dotata di una fitta rete di bus sia per il trasporto urbano, sia per quello interurbano, che collega il centro città con le frazioni e con i comuni limitrofi.
[modifica] Trasporto ferroviario
La stazione ferroviaria di Cremona è un nodo ferroviario fra le linee ferroviarie Piacenza-Cremona, Codogno-Mantova, Cremona-Fidenza, Treviglio-Cremona e Brescia-Cremona.
[modifica] Trasporto idrico
Grazie al porto sul fiume Po la città è collegata con il mare.
Il collegamento idroviario con Milano, aperto alle moderne navi da carico fluviali, è uno degli obiettivi più antichi e ambiziosi della navigazione interna.
Il Consorzio preposto alla costruzione del canale Milano Cremona Po, costituito nel 1941 è stato sciolto il 31.12.2000.
Sinora è stato costruito solo un tratto di canale che arriva a Pizzighettone, lungo circa 13 km, con caratteristiche adatte alle navi della V classe CEMT.
[modifica] Musei e monumenti
Il centro storico di Cremona ha il suo vertice artistico nella medievale Piazza del Comune, spazio urbano assai unitario e suggestivo che può vantare anche alcuni dei maggiori monumenti medievali italiani come:
- il Duomo di Cremona
- il Torrazzo di Cremona
- la Loggia dei Militi
- il Palazzo del Comune
- il Battistero di Cremona
Non solo la piazza ma l'intera città è disseminata di svariate architetture di pregio che sono:
- il Palazzo Cittanova
- il Palazzo Affaitati
- il Palazzo Ala-Ponzone
- il Palazzo Barbò
- il Palazzo Cavalcabò
- il Palazzo Fodri
- il Palazzo Mina Bolzesi
- il Palazzo Zaccaria-Pallavicino
- il Palazzo Raimondi-Repellini
- il Palazzo Scinchinelli-Martini
- il Palazzo Silva-Persichelli
- il Palazzo Stanga-Rossi S. Secondo
- il Palazzo Stanga-Trecco
- il Palazzo Vescovile
- il Palazzo Vidoni
- il Palazzo Zaccaria già Lodi
- il Palazzo Eliseo Raimondi
- il Palazzo Trecchi
- il Teatro Ponchielli
- la Chiesa di San Michele
- la Chiesa di San Luca
- la Chiesa di San Sigismondo
- la Chiesa di Sant'Abbondio
- la Chiesa di Sant'Agostino
- la Chiesa di Sant'Agata
- la Chiesa di Sant'Imerio
- la Chiesa di Sant' Ilario
- la Chiesa di San Marcellino
- la Chiesa di Santa Lucia
- la Chiesa di Santa Rita
Ricco anche il polo culturale cittadino che si avvale di notevoli istituzioni museali come:
- il Museo Civico Ala Ponzone
- il Museo Stradivariano
- il Museo della Civiltà Contadina
- il Museo Berenziano
- la Pinacoteca del Museo Civico
- il Museo di Storia Naturale
[modifica] Media
Il quotidiano principale per diffusione di Cremona è La Provincia, seguita da La Cronaca di Cremona, nata nel 1993. La Voce di Cremona è stata pubblicata dal 2001 al 2006. L'emittente televisiva di Cremona è Telecolor. Le radio presenti sono RCN (Radio Cittanova, del centro diocesano) e Radio 883. Sul web: www.cremona24ore.org[1]; www.cronaca.it; www.cremona24ore.it; www.vascellocr.it; www.welfarecremona.it.
[modifica] Feste e fiere
Tradizionalmente, la "Fiera di San Pietro", amatissima dai cremonesi grandi e piccoli, vede l'installarsi di giochi e attrazioni in un'area vicino al fiume Po durante tutto il mese di giugno; la fiera culmina negli altrettanto tradizionali fuochi d'artificio, la sera del 29 giugno, e nell'allestimento di bancarelle lungo viale Po nei tre giorni precedenti.
Negli ultimi anni si assiste, nel mese di novembre, a "Cremona la Dolce - Festa del Torrone", kermesse dedicata al torrone in tutte le sue versioni, con cortei storici e manifestazioni varie legate alla rievocazione storica delle nozze di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, celebrate a Cremona il 25 ottobre 1441, occasione nella quale " sarebbe stato - secondo una fortunata trovata pubblicitaria risalente agli anni Trenta - " realizzato per la prima volta il torrone, gloria culinaria cittadina insieme alla mostarda.
La sesta edizione della Festa del Torrone è in programma il 17 e il 18 novembre 2007: il tema di questa edizione della Festa del Torrone sarà il Dolce Vivere, sinonimo di festa, celebrazione, raffinatezza gastronomica e cultura del vivere bene.
Il Salone Internazionale del Bovino da Latte, fiera campionaria dedicata al mondo dell'allevamento e della zootecnia, attira ogni anno migliaia di visitatori provenienti da tutta Europa, come pure Mondomusica, in ottobre, esibizione di riferimento mondiale per i liutai e gli appassionati di strumenti antichi .
[modifica] Ricorrenze
13 novembre - Sant'Omobono (protettore dei sarti) - Patrono della città
[modifica] Personalità legate a Cremona
- Giovanni Antonio Amadeo
- Andrea Amati
- Sofonisba Anguissola
- Carlo Bergonzi
- Napoleone Bonaparte
- Antonio Cabrini
- Giulio Campi
- Antonio Campi
- Vincenzo Campi
- Sandrone Dazieri
- Francesco e Giuseppe Dattaro
- Giampaolo Dossena
- Roberto Farinacci
- Luigi Guido Grandi
- Andrea Guarneri (liutaio)
- Pietro Giovanni Guarnieri
- Giovanni Battista Guarnieri
- Arcangelo Ghisleri
- Giuseppe Guarneri del Gesù
- Papa Gregorio XIV (Nicolò Sfondrati)
- Roberta Lanfranchi
- Italico Maffini
- Mina Mazzini
- don Primo Mazzolari
- Claudio Monteverdi
- Francesco Novati
- Sant'Omobono
- Oreste Perri
- Alfredo Pizzoni
- Amilcare Ponchielli
- Aldo Protti
- Elio Pollaro
- Baldassarre Poli
- Marchesino Stanga
- Antonio Stradivari
- Sergio Tarquinio
- Sicardo
- Ugo Tognazzi
- Tullio Visioli
- Gianluca Vialli
- Antonio Maria Viani
- Luigi Voghera
- Publio Quintilio Varo
- Sant'Antonio Maria Zaccaria
[modifica] Sport
Lo sport più diffuso è il calcio, pallanuoto, pallavolo, ciclismo e la pallacanestro. Da poco nella scuola Virgilio di Cremona in via Trebbia si è sviluppato anche un tipo pallacanestro per tutti i ragazzi, anche quelli con problemi, chiamato "baskin".
[modifica] Calcio
La squadra di calcio cittadina è l'Unione Sportiva Cremonese.
| Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Cremonese. |
[modifica] Pallacanestro
È uno sport molto seguito ed amato a Cremona. La prima squadra cittadina è la Ju-Vi Cremona basket, nata nel 2007 dalla fusione fra la storica Ju-Vi Sorini '96 e la Warriors Cremona Basket. La Ju-Vi Cremona Basket milita nel campionato nazionale di serie A dilettanti, dopo avere vinto nella stagione 2007/08 il campionato nazionale di Serie B2 (http://www.juvicremona.it). A Cremona gioca anche la Gruppo Triboldi Basket, squadra di Soresina che milita in Legadue. Negli anni 80 fece una breve ma importante apparizione sul parquet del palasomenzi l'U.S.Corona, sponsorizzata Saradini prima e Spondilatte poi. L'apice dell'U.S.Corona fu raggiunto con il marchio Spondilatte, quando partecipo' a tre campionati consecutivi di Serie A2, partecipando, in una edizione, ai play-off per la promozione in Serie A1. Poi, come spesso succede per le squadre di basket, il mancato accordo con uno sponsor provocò prima la retrocessione, poi il ridimensionamento della società e la fusione con il Piadena, che ha scaturito la nascita del Corona Platina di Piadena, che oggi gioca nel campionato di C/1.
[modifica] Pallanuoto
La storica Pallanuoto Bissolati milita in Serie A1 ed ha al suo attivo una Coppa Italia.
[modifica] Pallavolo
Del tutto scomparsa a certi livelli nel settore maschile. Bisogna tornare agli anni 80 (anni d'oro per tutto lo sport cremonese) quando la Pallavolo Cremona, targata Oleificio Zucchi, era riuscita nell'impresa di partecipare ad un campionato di Serie A1, in quei tempi dominato dalle compagini di Parma e Modena. Tra tutti i giocatori che hanno partecipato a quell'esperienza si ricorda Gilberto Passani, vincitore poi di scudetti con Parma e Treviso e campione d'Europa con la nazionale di Velasco. Da segnalare, sempre in quel periodo anche il G.S.Ariete di Bonemerse che partecipava ai campionati di serie B1 e B2.
Ad oggi è l'Unione Sportiva Esperia l'unica rappresentante della pallavolo femminile a Cremona che partecipa al campionato Findomestic di serie A2. Il 1961 è l'anno della fondazione ufficiale dell'Unione Sportiva Esperia, anche se per qualche anno la squadra femminile di volley assume la denominazione di "Scoiattoli". Da allora tanti risultati, oltre che nella pallavolo maschile e femminile, anche nel calcio; ma sopratutto oltre 3.500 atleti che hanno vestito la maglia giallo blù, seguiti da un esercito di volontari le cui "potenti armi" sono da sempre: la passione, l'impegno, la volontà, la gratuita disponibilità, il coraggio, armi che hanno consentito di mantenere sempre fertile la terra Esperia, e favorire così la crescita di tanti giovani, di vivere tantissime e belle esperienze di amicizia e di sport tra le quali quella di riuscire, nel 2005, a portare la serie A di pallavolo femminile a Cremona. In precedenza, da ricordare in modo particolare, è l'anno 1989, quando la pallavolo femminile è entrata per la prima volta nel gotha nazionale, conquistando la promozione in serie B, allora unica. L'evoluzione delle attività ha portato nel tempo la necessità di rivedere struttura e assetto societario. Dalla "vecchia" Esperia quindi, attraverso varie tappe, sono nate l'Esperia Calcio a.s.d. e l'U.S. Esperia s.s.d. a r.l. L'Unione Sportiva Esperia s.s.d. a r.l. Promuove la disciplina sportiva della pallavolo, con particolare attenzione alle più giovani atlete. Attenzione che si è mantenuta anche nell'ambito della formazione di punta della società, che si fregia ancora del titolo di formazione più giovane della serie A2.
[modifica] Ciclismo
Il 18 maggio 1935 Cremona ha ospitato l'arrivo della 1^ tappa del Giro d'Italia 1935, vinta da Vasco Bergamaschi.
Il 1 giugno 1963 Cremona ha ospitato l'arrivo della 14^ tappa del Giro d'Italia 1963, vinta da Marino Vigna.
Il 30 maggio 1986 Cremona ha ospitato l'arrivo della 18^ tappa del Giro d'Italia 1986, una cronometro vinta da Francesco Moser.
L' 11 maggio 2006 Cremona ha ospitato l'arrivo della 5^ tappa del Giro d'Italia 2006, una cronometro a squadre che mancava al giro dal 1989, e che è stata vinta dal Team CSC di Ivan Basso.
A Cremona ha sede il CCC 1891, il Circolo Ciclistico Cremonese che organizza la corsa Circuito Internazionale del Porto.
[modifica] Altri sport
Sono molto seguiti anche il canottaggio e la canoa con le gloriose società canottieri lungo il Po (Baldesio, Bissolati e Flora) che hanno allevato numerosi campioni mondiali e olimpionici - su tutti torreggia il nome del canoista Oreste Perri; le bocce - celebre è la "notturna" Fanino Alquati, che si svolge a luglio presso la Canottieri Bissolati,società di appartenenza della pluricampionessa mondiale Germana Cantarini; l'equitazione. Vi sono inoltre appassionati di paracadutismo, come Barbara Brighetti, che ha fatto di questo sport la sua vita professionale.
[modifica] Collezionismo
È presente il circolo Circolo filatelico numismatico cremonese
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Oreste Perri (centrodestra) dal 22/06/2009
Centralino del comune: 0372 4071
Posta elettronica: urp@comune.cremona.it
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Bibliografia
- (IT) Giovanni Magnoli, Gli ebrei a Cremona. La Giuntina, 2002. ISBN 8880571680
- (IT) Ettore Signori, Cremona. Istituto Italiano di Arti Grafiche, 1928.
- (IT) Luisa Rossi, Ceramiche apule nel Museo di Cremona. Dedalo, 1981. ISBN 8822017757
- (IT) Carla Bertinelli, Cremona, città imperiale: nell'VIII centenario della nascita di Federico II. Linograf, 1999.
- (IT) Carla Bertinelli Spotti, Maria Teresa Mantovani, " Cremona, momenti di storia cittadina". Turris editrice, 1996.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Cremona
[modifica] Collegamenti esterni
- (IT) Provincia di Cremona URL consultato il 26-01-2008
- (IT) Varie informazioni sulla città URL consultato il 26-01-2008
- Cremona su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Cremona")
| Stati italiani nel Medioevo | |
|---|---|
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