Cremona

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Cremona
comune
Cremona – Stemma
Panorama cremonese, sullo sfondo il Torrazzo
Panorama cremonese, sullo sfondo il Torrazzo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
Sindaco Gianluca Galimberti (PD) dal 09/06/2014[1]
Territorio
Coordinate 45°08′00″N 10°02′00″E / 45.133333°N 10.033333°E45.133333; 10.033333 (Cremona)Coordinate: 45°08′00″N 10°02′00″E / 45.133333°N 10.033333°E45.133333; 10.033333 (Cremona)
Altitudine 45 m s.l.m.
Superficie 70,49 km²
Abitanti 71 184[2] (31-12-2013)
Densità 1 009,85 ab./km²
Comuni confinanti Bonemerse, Castelverde, Castelvetro Piacentino (PC), Gadesco-Pieve Delmona, Gerre de' Caprioli, Malagnino, Monticelli d'Ongina (PC), Persico Dosimo, Sesto ed Uniti, Spinadesco, Stagno Lombardo
Altre informazioni
Cod. postale 26100
Prefisso 0372
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 019036
Cod. catastale D150
Targa CR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 389 GG[3]
Nome abitanti cremonesi
Patrono sant'Omobono
Giorno festivo 13 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cremona
Posizione del comune di Cremona nell'omonima provincia
Posizione del comune di Cremona nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Cremona (IPA: [kɾeˈmoːna], Cremùna in dialetto cremonese) è un comune italiano di 71.184 abitanti[4], capoluogo della provincia omonima in Lombardia. L'area metropolitana, individuata dalla FUR, conta 153.458 abitanti e 42 comuni, di cui due in Provincia di Piacenza. La città si trova nel cuore della Pianura Padana, poco distante dalle rive del fiume Po.

È nota come la "città delle tre T", turòon, Turàs, tetàs (torrone, Torrazzo, tettone). Altra versione è "turòon, Turàs, Tugnàs", "torrone, Torrazzo, Tognazzi" (vi è nato Ugo Tognazzi).

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Cremona è situata nel sud della Lombardia, a contatto con il fiume Po. Dista circa 30 km da Piacenza in Emilia-Romagna, 65 km da Mantova, 50 km da Lodi, 50 km da Brescia, 56 km da Parma in Emilia-Romagna, 75 km da Bergamo e 85 km da Milano. L'area del territorio comunale è di 70,4 km², l'altitudine media di 45 m s.l.m.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Cremona.

In base alla media del trentennio di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese di gennaio, il più freddo, si attesta a +1,7 °C; quella del mese di luglio, il più caldo, è di +24,3 °C. Le precipitazioni medie annuali si aggirano sui 750 mm, distribuite mediamente in 76 giorni, con un picco nella stagione autunnale e minimi relativi in inverno ed estate.

CREMONA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,3 7,3 12,7 17,4 22,4 26,9 29,3 27,9 24,0 17,3 10,2 5,3 5,6 17,5 28,0 17,2 17,1
T. min. mediaC) -1,0 1,0 4,9 8,6 13,0 16,8 19,2 18,1 15,5 9,9 4,6 0,1 0,0 8,8 18,0 10,0 9,2
Precipitazioni (mm) 64 51 61 61 68 60 46 64 53 91 86 55 170 190 170 230 760
Giorni di pioggia 7 6 7 7 8 6 5 5 4 7 8 6 19 22 16 19 76

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è di origine incerta, ma sembra preromano, forse gallico (dai Cenomani), legato alla variante prelatina "carm" del termine "carra", cioè sasso, roccia, e dal comune suffisso prelatino -ona[5]. Dal libro di Mario Monteverdi La Storia di Cremona edito nel 1955 dal giornale locale La Provincia, secondo Sicardo un certo Brimonio, troiano, scappò dalla patria distrutta e fondò Brimonia, che col tempo divenne Cremona. Per qualcun altro il fondatore fu il presunto compagno di Paride, Cremone.

Periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Fu fortificata dai Romani nel 218 a.C. da 6.000 coloni come castrum avanzato in riva al Po, quando i Romani vennero a conoscenza dell'avanzata di Annibale dalla Spagna verso l'Italia.[6]

La leggenda più conosciuta vuole che la città sia stata fondata da Ercole. In realtà fu da sempre un vitale centro dell'area padana durante il periodo repubblicano, con un anfiteatro per giochi ludici, un foro e monumentali bagni termali. Nel 69 d.C. fu assediata e distrutta dalle truppe di Vespasiano e poi riedificata con l'aiuto dello stesso. Per un lungo periodo la città scompare dalle cronache della storia, citata solo in pochi documenti o nominata per la provenienza di qualche personaggio storico. Era sede di porto fluviale e attraversata dalla via Postumia che collegava Aquileia a Genova attraversando il Po nei pressi dell'antico insediamento. La via nel periodo tardo romano perde progressivamente importanza ma la città mantiene il porto fluviale, attestato sino al periodo tardo antico.

Periodo alto medievale[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo comunale

Nel 603 Cremona, baluardo bizantino, fu conquistata dai longobardi che ne smembrarono il territorio forse già in parte conquistato in precedenza. In quest'epoca a Cremona signoreggiarono alcune famiglie longobarde fra cui i Colleoni, i Crotti, i Suardi. La città retta dal vescovo non divenne sede di ducato e anche dopo la conquista carolingia il vescovo conte mantiene ed amplia il suo controllo sulla città e sul contado.

Tra il novecento e il mille la città accresce il suo potere, grazie ad importanti concessioni ai vescovi rettori della città. Tra gli altri si distinguono Liutprando, che fu chiamato alla corte imperiale in Sassonia, pur rimanendo vescovo, e Olderico, che riuscì ad ottenere dall'imperatore Ottone III importanti privilegi per la città.

Furono i vescovi Lamberto e Ubaldo a creare dissidi con la popolazione cremonese per la gestione delle proprietà del Monastero di San Lorenzo. Fu necessaria la mediazione dell'imperatore Corrado II che nel 1037, stabilitosi in città, diede rifugio a papa Benedetto IX, il papa ragazzino.

Periodo medievale[modifica | modifica wikitesto]

Con l'imperatore Enrico IV la città si rifiutò di pagare gli oppressivi balzelli che l'impero richiedeva e che il vescovo conte imponeva ai cittadini. Nacque così la narrazione del leggendario scontro tra il principe Enrico e Giovanni Baldesio (Zanén de la Bàla)[7] gonfaloniere maggiore della città. Tradizione vuole che Zanén riuscì a disarcionare il principe, risparmiando alla città il pagamento della palla d'oro (la "bàla") di circa tre chili che tutti gli anni la città doveva all'imperatore e che per quell'anno fu donata a Berta, la fidanzata del cavaliere, come dote per il suo matrimonio. A questa leggenda si aggiunge una notizia storica di pochi anni dopo. Lo stemma cittadino ricorda questo episodio, col braccio di Baldesio che sorregge la palla d'oro del tributo, con il motto riportante la frase "la mia forza sta nel braccio" in lingua tardo-latina (fortitudo mea in brachio).

Nel 1093 si formò un'alleanza militare anti imperiale capeggiata da Matilde di Canossa, che aveva numerosi possedimenti a cavallo del Po, cui partecipavano Lodi, Milano, Cremona, Piacenza. Il conflitto si risolse con il giuramento di obbedienza dell'imperatore Enrico IV a papa Urbano II e con la donazione nel 1098 dell'Insula Fulcheria (l'area di Crema) alla città di Cremona che con questo atto si costituì in libero comune, diventando una delle più ricche, potenti e popolose città dell'Italia Settentrionale.

Il comune[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo e il Battistero
Dettaglio del rosone del duomo

A partire dal 1093 il comune lottò con i comuni vicini per ampliare e difendere il proprio territorio. Le guerre furono numerose e spesso vittoriose come nel 1107 per il possesso di Tortona o nel 1111 che segnò la sconfitta nei pressi di Bressanoro. In questo periodo la città ebbe forti divisioni interne fra la parte di città legata ai ghibellini, città vecchia, e quella legata a guelfi, città nuova. Il conflitto giunse al punto di creare due palazzi comunali con l'edificazione del Palazzo Cittanova, ancora esistente.

Con la discesa del Barbarossa la città si alleò all'imperatore che appoggiò Cremona contro la rivolta di Crema, aiutata dai milanesi nelle loro rivendicazioni d'indipendenza. La vittoria e la fedeltà all'impero permise al comune di battere moneta e quindi di creare una zecca (autorizzata da una bolla imperiale).

Nel 1160 Cremona riconquistò Crema e, dando appoggio all'imperatore, diede l'assalto a Milano distruggendola (1162). Alla città fu affidata l'area di Porta Romana in Milano.

È solo nel 1167 che la città si schierò con gli altri comuni italiani contro l'impero, entrando a far parte della Lega Lombarda, che il 29 maggio 1176 sconfisse le truppe imperiali a Legnano. L'unione durò poco e le città tornarono a scontrarsi nel 1213 a Castelleone dove i cremonesi sconfissero una lega milanese composta dai comuni di Lodi, Piacenza, Crema, Novara, Como e l'appoggio dei bresciani. Nel 1232 iniziò il legame tra Cremona e l'imperatore Federico II chiamato in causa in una disputa di potere interno alla città. La nuova alleanza con l'impero portò alla vittoria nella battaglia di Cortenuova contro la Lega Lombarda. Federico II portò spesso la sua corte nella città e l'unico episodio spiacevole fu la sconfitta ad opera dei parmigiani a Vittoria, città creatura di Federico II, che portò alla cattura di più di duemila cremonesi.

Alcuni anni dopo la ritorsione nei confronti dei parmigiani fu molto dura con una sconfitta militare ad opera di Umberto Pallavicino (o Pelavicino) durante la quale sottrassero il carroccio nemico e i pantaloni, che in segno di profondo scherno e derisione rimasero appesi per secoli alle volte del duomo di Cremona.

Periodo delle signorie[modifica | modifica wikitesto]

Il Torrazzo, simbolo cittadino

Il 1º novembre 1266 Umberto Pallavicino venne cacciato dalla città e con lui cadde il governo ghibellino. Al suo posto prese il potere un altro ghibellino, Buoso da Dovara, che lo cedette al Consorzio di Pace e Fede, che lo gestì sino al 31 dicembre 1270. L'anno seguente fu istituita la figura del Capitano del Popolo che assunse, per parte guelfa, i poteri comunali. Nel 1276 Cremona passò alla signoria del marchese Cavalcabò, che ne diresse le sorti sino al 1305. Il figlio Guglielmo Cavalcabò ne ereditò i poteri sino al 1310.

In questo periodo furono eseguite numerose opere edilizie: la cella campanaria del Torrazzo e la sua ghirlanda ottagonale con cuspide conica, la chiesa romanica di S. Francesco, i transetti della cattedrale e la Loggia dei Militi. Sempre allo stesso periodo datano numerose sistemazioni agrarie tra le quali la realizzazione di canali irrigui nel territorio a vocazione agricola; un esempio per tutti fu la costruzione del Dugale Delmona, databile agli inizi del XIV secolo.

A partire dal 1311 la signoria dei Cavalcabò si alternò con signori esterni alle famiglie cremonesi di partito guelfo. Tra questi vi furono Arrigo VII di Lussemburgo ghibellino, nel 1311, Giberto III da Correggio, nel 1312, e Roberto di Puglia nel 1313. Con la fine della signoria di Giacomo Cavalcabò il 29 novembre 1322 entrò in scena un'altra famiglia lombarda: i Visconti, con Galeazzo I, che influenzeranno la storia della città per centocinquanta anni.

La città fu retta dai Visconti in alternanza con importanti figure politiche del panorama europeo del tempo, come Ludovico il Bavaro, imperatore nel 1327, e Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia nel 1331, sino al 1403. In quell'anno vi fu la riconquista della signoria da parte della famiglia Cavalcabò, che non durò a lungo. Il 25 luglio del 1406 Cabrino Fondulo, capitano delle truppe di Ugolino Cavalcabò, uccise con un inganno i maschi della famiglia Cavalcabò, assumendo la signoria della città. Impossibilitato a gestire il potere si ritirò a Castelleone in cambio di 40.000 fiorini d'oro pagati dalla famiglia Visconti.

Nel 1406 la signoria passò a Filippo Maria Visconti, che la rese ereditaria. Cremona con questo atto entrò nel Ducato di Milano e ne seguì le sorti sino all'unità d'Italia.

Sotto i Visconti prima e gli Sforza poi Cremona ebbe un intenso sviluppo culturale e religioso. Nel 1411 Palazzo Cittanova divenne sede dell'Università dei Mercanti di fustagno. Nel 1441 la città fu scelta per celebrare le nozze tra Francesco I Sforza e Bianca Maria Visconti, il 25 ottobre, nel tempietto eretto dai Benedettini, oggi sostituito dalla chiesa di S. Sigismondo costruita in un periodo di poco successivo. Si racconta che nel banchetto nuziale di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti sia stato servito per la prima volta il torrone, che è ora uno dei prodotti più noti di Cremona; ma non si tratta di verità storica, e neppure di tradizione antica, in quanto è invece una felice trovata pubblicitaria dell'industria dolciaria cremonese del primo Novecento[8]. Anche Ludovico il Moro finanziò importanti opere cittadine per la cattedrale, come il sopralzo del frontone e la realizzazione del porticato denominato la Bertazzola, il battistero, rivestito parzialmente in marmo, il rifacimento della facciata della chiesa di S. Agata e del Palazzo Comunale.

Nel 1446, Cremona fu accerchiata dalle truppe di Francesco Piccinino e di Luigi dal Verme. I Veneziani inviarono in suo soccorso Scaramuccia da Forlì, che riuscì a superare l'assedio, provocando il fallimento dell'impresa dei due condottieri e liberando la città.

Occupazioni straniere[modifica | modifica wikitesto]

La città di Cremona, dipinto del XVII secolo, Museo Civico "Ala Ponzone", Cremona

Con la guerra tra Ludovico il Moro e la Francia di Luigi XII Cremona passò infatti per un breve periodo sotto la Repubblica di Venezia, dal 1499 al 1509. La vittoria della lega a Agnadello riportò Cremona al Ducato di Milano, retto dai francesi di Luigi XII, l'11 maggio del 1509.

Le alterne vicende che vedono opporsi Spagna, Francia, Repubblica di Venezia e, nella persona di Massimiliano Sforza, Ducato di Milano, hanno termine con il Trattato di Noyon del 1516 che sancisce l'esilio del duca di Milano. La conquista della città ad opera degli spagnoli avvenne nel 1524 con la presa del Castello di Santa Croce. La sconfitta finale francese e l'espulsione delle truppe dal Ducato di Milano viene sancita nel gennaio 1526 dal Trattato di Madrid. Contro gli Asburgo la Repubblica di Venezia, nella Lega di Cognac, mosse allora le proprie truppe, capitanate da Michael Gaismair, alla riconquista di Cremona, il 26 settembre 1526. Ma la sconfitta di Giovanni dalle Bande Nere a Governolo aprì la strada che portò i lanzichenecchi a saccheggiare Roma.
Cremona, pur assopita e rassegnata alle scorribande e ai cambiamenti delle truppe vincitrici non perde l'interesse per l'abbellimento artistico della città. Un esempio ne è la costruzione della loggia realizzata, in stile bramantesco, sul porticato posto in facciata al Duomo (Bertazzola) ad opera di Lorenzo Trotti.

Nel 1546 il ducato passa a Filippo II, re di Spagna e futuro erede del titolo imperiale; inizia per Cremona e la Lombardia in generale un lungo periodo di dominazione che tenderà a sottrarre risorse senza reinvestire nelle opere infrastrutturali e produttive del territorio. Le opere artistiche continueranno ad essere commissionate per gli edifici religiosi e per i palazzi della nuova aristocrazia spagnola e della vecchia aristocrazia cremonese. Nel 1550 Lorenzo Trotti termina la loggia sul lato destro della Cattedrale, nel 1614 è ricostruita la chiesa dei Santi Siro e Sepolcro su disegno di Antonio Gialdini.

Alla fine del Seicento l'incapacità spagnola di gestione del territorio, dopo la carestia (1628) e la peste (1630), unita all'interesse della casata d'Austria per l'Italia settentrionale, portò prima alla conquista francese il 9 febbraio 1701, poi alla conquista austriaca del 10 aprile 1707. La dominazione fu sancita nel 1714 dalla Pace di Utrecht.

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

13 novembre - Sant'Omobono (protettore dei sarti) - Patrono della città

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Comune: in primo piano la Loggia dei Militi, a destra il palazzo comunale

Il centro storico di Cremona ha il suo vertice artistico nella medievale Piazza del Comune, spazio urbano assai unitario e suggestivo che può vantare anche alcuni dei maggiori monumenti medievali italiani come:

Non solo la piazza ma l'intera città è disseminata di svariate architetture di pregio che sono:

Palazzo Fodri
Palazzo Cavalcabò
I resti del castello di Santa Croce

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • la chiesa collegiata insigne e mitrata di Sant'Agata (la più importante chiesa di Cremona dopo la Cattedrale)
  • la chiesa di San Michele
  • la chiesa di San Luca
  • la chiesa di San Sigismondo
  • la chiesa di Sant'Abbondio
  • la chiesa di Sant'Agostino[10] che conserva una preziosa tavola del Perugino
  • la chiesa di San Pietro al Po
  • la chiesa dei Santi Donnino e Carlo (sconsacrata)
  • la chiesa di Sant'Omobono
  • la chiesa di San Gregorio
  • la chiesa di Sant'Imerio
  • la chiesa di Sant'Ilario
  • la chiesa dei Santi Marcellino e Pietro (maestosa ma pressoché inutilizzata)
  • la chiesa di Santa Lucia (sempre chiusa)
  • la chiesa di San Gerolamo
  • la chiesa delle Sante Margherita e Pelagia (Santa Rita)
  • la chiesa di San Vincenzo
  • la chiesa di Santa Maria Maddalena
  • la chiesa di San Facio (sconsacrata)
  • la chiesa di San Benedetto (sconsacrata)

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • il palazzo Cittanova
  • il palazzo Affaitati-Magio-Ugolani-Dati- ex Ospedale "Fatebenefratelli-Ugolani-Dati", meglio conosciuto come palazzo Affaitati[11], sede del Museo Civico "Ala Ponzone", sito in via Ugolani-Dati
  • il palazzo Raimondi in corso Garibaldi prestigiosa sede della Facoltà di Musicologia (già Scuola Superiore di Paleografia e Filologia Musicale) dell'Università degli Studi di Pavia
  • il palazzo Ala-Ponzone
  • il palazzo Barbò
  • il palazzo Cavalcabò
  • il palazzo Ferrari
  • il palazzo Fodri-poi Monastero delle Monache di Valverde, in corso Matteotti
  • il palazzo del marchese Maggi edificato da Simone Cantoni
  • il palazzo Mina Bolzesi
  • il palazzo Zaccaria-Pallavicino, dove nacque e morì S. Antonio Maria Zaccaria
  • il palazzo Raimondi-Repellini
  • il palazzo Scinchinelli-Martini
  • il palazzo Silva-Persichelli
  • il palazzo Stanga-Rossi di S. Secondo in corso Garibaldi
  • il palazzo Stanga-Trecco in via Palestro
  • il palazzo Stanga-Offredi-Ambrosini meglio noto come palazzo Stanga "alle Punte"
  • il palazzo Vescovile (edificato dal vescovo Omobono Offredi-Ambrosini nel Settecento)
  • il palazzo Vidoni
  • il palazzo Soresina-Vidoni in corso Garibaldi
  • il palazzo Zaccaria già Lodi
  • il palazzo Trecchi
  • il Teatro Ponchielli

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 9.163, ovvero il 12,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[13]:

  1. Romania, 3.679
  2. Albania, 1.352
  3. Marocco, 1.016
  4. Costa d'Avorio, 381
  5. Cina, 314
  6. Tunisia, 308
  7. Serbia, 290
  8. Ucraina, 145
  9. India, 141
  10. Nigeria, 133

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 l'UNESCO ha inserito l'artigianato tradizionale del violino a Cremona tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità[14].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Ricco anche il polo culturale cittadino che si avvale di notevoli istituzioni museali come:

Media[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano principale per diffusione di Cremona è La Provincia. La Cronaca è stata pubblicata dal 1993 al 2012. La Voce di Cremona è stata pubblicata dal 2001 al 2006. Nel 2013 è nato il settimanale "Mondo Padano". Le emittenti televisive di Cremona sono TeleColor, Studio1 e Cremona1 (nata nel 2013). La radio presente è RCN (Radio Cittanova, del centro diocesano).

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Cremona deve molti ingredienti dei suoi piatti tipici alla presenza del Po, importante via fluviale di traffici e commerci. L'uso delle mandorle, della frutta candita, utilizzata nel cremonesissimo miele di trifoglio, il gusto per l'agrodolce esaltato dalla tipica mostarda sono alcuni dei lasciti degli scambi commerciali che, nel corso dei secoli, caratterizzarono la Bassa, lasciando un segno nella cultura culinaria del Cremonese.

Fra i primi piatti, i marubini sono la preparazione più tipica e vanno serviti in brodo, meglio se composto da tre brodi riuniti (gallina, manzo, salame da pentola).

Il dolce tipico di Cremona è il Torrone, un impasto di albume d'uovo, miele e zucchero, farcito con mandorle, noci, arachidi o nocciole e spesso ricoperto da due ostie. Tipico del cremonese è pure la Sbrizulusa, una torta secca di farina di mais e di grano impastata con strutto, scorza di limone e un cucchiaino di liquore. Altrettanto tipico è il "Pan Cremona", torta morbida di farina di mandorle, ricoperta di cioccolato.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Feste e fiere[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente, la "Fiera di San Pietro", amatissima dai cremonesi grandi e piccoli, vede l'installarsi di giochi e attrazioni in un'area vicino al fiume Po durante tutto il mese di giugno; la fiera culmina negli altrettanto tradizionali fuochi d'artificio, la sera del 29 giugno, e nell'allestimento di bancarelle lungo viale Po nei tre giorni precedenti. Negli ultimi anni si assiste, nel mese di novembre, a "Cremona la Dolce - Festa del Torrone", kermesse dedicata al torrone in tutte le sue versioni, con cortei storici e manifestazioni varie legate alla rievocazione storica delle nozze di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, celebrate a Cremona il 25 ottobre 1441, occasione nella quale " sarebbe stato - secondo una fortunata trovata pubblicitaria risalente agli anni trenta - " realizzato per la prima volta il torrone, gloria culinaria cittadina insieme alla mostarda. Il Salone Internazionale del Bovino da Latte, fiera campionaria dedicata al mondo dell'allevamento e della zootecnia, attira ogni anno migliaia di visitatori provenienti da tutta Europa, come pure Mondomusica, in ottobre, esibizione di riferimento mondiale per i liutai e gli appassionati di strumenti antichi.

Persone legate a Cremona[modifica | modifica wikitesto]

I patrono di Cremona, Sant'Omobono Tucenghi
Il famoso liutaio cremonese, Antonio Stradivari che esamina uno strumento
Il celebre attore cremonese "Tugnàss", Ugo Tognazzi, qui nel ruolo del pensionato milanese in Signore e signori, buonanotte (1976).
Mina nella sua casa a Cremona (1959)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Liuteria di fronte al duomo

L'economia della città è legata al sistema produttivo provinciale a prevalenza agricola. Oltre alle aziende agricole sono presenti importanti industrie alimentari italiane: salumi (Negroni), dolciumi (Sperlari, Vergani, Barilla - Mulino Bianco), oli vegetali (Oleificio Zucchi), formaggi (Auricchio).

Vi è inoltre l'industria metalmeccanica (acciaieria Arvedi, Off. Mecc. Feraboli e OCRIM), petrolifera (raffineria Tamoil, sede e deposito Keropetrol), energetica (AEM Cremona), telecomunicazioni (AEMcom).

L'artigianato Cremonese è caratterizzato dalle botteghe di liutai, specializzate nella produzione di strumenti ad arco, riconosciute a livello mondiale per la qualità degli strumenti prodotti e che si riallacciano alle figure di Stradivari, Guarneri e Amati.

Cremona è conosciuta anche come produttrice di dolciumi, con il suo famoso torrone, di materiale in cotto ed altri oggetti.

Il porto canale è utile all'approdo delle chiatte che percorrono il fiume Po. Il canale, che da Cremona avrebbe dovuto raggiungere Milano, si ferma dopo soli 20 km, a Pizzighettone.

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è attraversata a nord dalla Strada statale 10 Padana Inferiore con una tangenziale. A Cremona è presente un'uscita dell'Autostrada A21 Torino - Brescia. La città è dotata di una rete di bus sia per il trasporto urbano che collega il centro città con le frazioni, che per quello interurbano.

Fra il XIX e il XX secolo facevano altresì capo a Cremona due reti tranviarie extraurbane gestite rispettivamente dalle Tramvie Provinciali Cremonesi (linee Cremona-Casalmaggiore con diramazioni Casalmaggiore-Ponte Majocche e Ca' de Soresini-San Giovanni in Croce, Cremona-Ostiano e Cremona-Asola e dalla Società Italiana Ferrovie e Tramvie (linee Cremona-Piacenza e Cremona-Lugagnano).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha due stazioni ferroviarie: la Stazione di Cremona e la Stazione di Cava Tigozzi, sulla linea Pavia-Mantova.

La stazione di Cremona è posta sulla ferrovia Pavia-Mantova ed è capolinea delle linee per per Piacenza, per Fidenza, per Treviglio e per Brescia.

Dal 1926 al 1956 Cremona fu capolinea della linea ferroviaria per Iseo, gestita dalla Società Nazionale Ferrovie e Tramvie, che aveva origine nella stazione di Porta Milano.

Idrovia[modifica | modifica wikitesto]

Grazie al porto sul fiume Po la città è collegata con il mare. Il collegamento idroviario con Milano, aperto alle moderne navi da carico fluviali, è uno degli obiettivi più antichi e ambiziosi della navigazione interna.[senza fonte] Il Consorzio preposto alla costruzione del Canale Milano-Cremona-Po, costituito nel 1941, fu sciolto il 31 dicembre 2000. Fino ad ora[quando?] è stato costruito solo un tratto di canale che arriva fino a Pizzighettone, lungo circa 13 km, con caratteristiche adatte alle navi della V classe CEMT[15].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Cremona.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Gli sport più diffusi sono calcio, pallanuoto, nuoto, pallavolo, ciclismo, pallacanestro e baskin.

Città Europea dello sport 2013[modifica | modifica wikitesto]

La città di Cremona è stata proclamata Città Europea dello Sport per l'anno 2013 dall'ACES (Associazione delle Capitali Europee dello Sport). Oltre alla città lombarda, per quanto riguarda l'Italia, hanno ricevuto il titolo per il 2013 Alba, Modena e Reggio Calabria. Il riconoscimento è stato conferito il 30 novembre 2011 a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo[17].

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio cittadina è l'Unione Sportiva Cremonese.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Cremonese.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La prima squadra cittadina è la Guerino Vanoli Basket, nota in precedenza come Gruppo Triboldi Basket, nata dopo la stagione 2008/2009 dalla fusione fra la Juvi Cremona Basket, storica società cremonese, che giocava in Serie A Dilettanti, e il Gruppo Triboldi di Soresina, neo-promossa nel campionato nazionale di Serie A. La formazione cremonese è attualmente iscritta alla massima serie del campionato italiano.

Negli anni ottanta fece una breve, ma importante apparizione sul parquet del PalaSomenzi la Corona Cremona, sponsorizzata Saradini prima e Spondilatte e Braga poi. L'apice della Corona Cremona fu raggiunto con il marchio Spondilatte, quando, guidata dall'allenatore Guido Cabrini, partecipò a quattro campionati consecutivi di Serie A2, partecipando, in una edizione, ai play-off per la promozione in Serie A1. Il mancato accordo con uno sponsor provocò prima la retrocessione, poi il ridimensionamento della società e la fusione con il Piadena, che ha scaturito la nascita del Corona Platina di Piadena, che oggi gioca nel campionato di Divisione Nazionale C.

Pallanuoto[modifica | modifica wikitesto]

La Pallanuoto Bissolati milita in Serie C ed ha al suo attivo una Coppa Italia.

Nuoto[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia più o meno recente del nuoto italiano a livello internazionale numerosi sono stati i contributi di atleti cremonesi, militanti in squadre natatorie locali e non. Ne citiamo alcuni. Leonardo Michelotti: Giochi Olimpici di Seoul 1988 (100mt Farfalla e staff.4x100Mista); Campionati Mondiali di Perth 1991 (Staff.4x100 Mista); Campionati Europei di Atene 1991 (100mt. Farfalla); medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo di Atene 1991 (100mt. Farfalla); Giochi Olimpici di Barcellona 1992 (100mt Farfalla e Staff.4x100Mista); Efrem Morelli: Campionati Mondiali di Durban 2006 (100 Rana); Giochi Paralimpici di Pechino 2008 (100mt Rana); Campionati Europei di Berlino 2011 (50mt Farfalla, 200mt Misti, 100mt. Rana); Giochi Paralimpici di Londra 2012 (100mt Rana, 50mt Farfalla, 50mt Stile Libero); Maria Bresciani: medaglia d'oro ai Campionati Mondiali DSISO di Taipei 2010 (Staff.4x50mt Stile Libero); medaglia d'argento ai Campionati Mondiali DSISO di Taipei 2010 (Staff.4x100 Stile Libero); medaglia d'argento ai Campionati Mondiali DSISO di Loano 2012 (50mt Farfalla); medaglia d'oro ai Campionati Mondiali DSISO di Loano 2012 (Staff.4x50 Stile Libero); Lara Consolandi: Campionati Europei di Istanbul 1999 (Staff.4x100 Stile Libero); Campionati Europei di Berlino 2002 (Staff.4x100 Stile Libero)

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Del tutto scomparsa a certi livelli nel settore maschile. Bisogna tornare agli anni ottanta (anni d'oro per tutto lo sport cremonese) quando la Pallavolo Cremona, targata Oleificio Zucchi, era riuscita nell'impresa di partecipare ad un campionato di Serie A1, in quei tempi dominato dalle compagini di Parma e Modena. Tra tutti i giocatori che hanno partecipato a quell'esperienza si ricorda Gilberto Passani, vincitore poi di scudetti con Parma e Treviso e campione d'Europa con la nazionale di Velasco. Di particolare importanza, negli anni ottanta, anche il settore giovanile della Zucchi Cremona dal quale sono emersi buoni giocatori, tra i quali Lorenzo Bonini, Cristian Ghisleri, Andrea Resemini, Filippo Siboni, Andrea Bini, i fratelli Caraffini Fabio Galli e tanti altri che hanno militato in categorie tra la serie A e la serie C. Da segnalare, sempre in quel periodo anche il G. S.Ariete di Bonemerse che partecipava ai campionati di serie B1 e B2. Nell'anno 2011 la Società Dinamo Zaist categoria amatori ha conquistato quello che fino ad ora è l'unico scudetto della pallavolo cremonese, tra i protagonisti: Bertazzoli Luca, Persiconi Antonio, Andrea Resemini, Ottorino Balconi, Stefano Pini, Cristian Cernuzzi, Gabriele Frosi. Ad oggi è l'Unione Sportiva Esperia l'unica rappresentante della pallavolo femminile a Cremona che partecipa al campionato di serie D. Il 1961 è l'anno della fondazione ufficiale dell'Unione Sportiva Esperia, anche se per qualche anno la squadra femminile di volley assume la denominazione di "Scoiattoli". Da allora tanti risultati, oltre che nella pallavolo maschile e femminile, anche nel calcio; ma soprattutto oltre 3.500 atleti che hanno vestito la maglia gialloblu, seguiti da un esercito di volontari le cui "potenti armi" sono da sempre: la passione, l'impegno, la volontà, la gratuita disponibilità, il coraggio, armi che hanno consentito di mantenere sempre fertile la terra Esperia, e favorire così la crescita di tanti giovani, di vivere tantissime e belle esperienze di amicizia e di sport tra le quali quella di riuscire, nel 2005, a portare la serie A di pallavolo femminile a Cremona, rimanendoci fino al 2009, anno in cui cede i diritti sportivi di serie A2 per ripartire dalle serie minori. In precedenza, nel 1989, la pallavolo femminile ha conquistato la promozione in serie B, allora unica. L'evoluzione delle attività ha portato nel tempo la necessità di rivedere struttura e assetto societario. Dalla "vecchia" Esperia quindi, attraverso varie tappe, sono nate l'Esperia Calcio a.s.d. e l'U. S. Esperia s.s.d. a r.l. L'Unione Sportiva Esperia s.s.d. a r.l. Promuove la disciplina sportiva della pallavolo, con particolare attenzione alle più giovani atlete. Attenzione che si è mantenuta anche nell'ambito della formazione di punta della società, che si è fregiata del titolo di formazione più giovane della serie A2.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Per quattro volte Cremona è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1935, l'ultima nel 2006:

Ha inoltre ospitato l'ultima tappa del Giro d'Italia femminile 2013[18].

A Cremona ha sede il CCC 1891, il Circolo Ciclistico Cremonese che organizza la corsa Circuito del Porto-Trofeo Internazionale Arvedi.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Sono molto seguiti anche il canottaggio e la canoa con le gloriose società canottieri lungo il Po (Baldesio, Bissolati e Flora) che hanno allevato numerosi campioni mondiali e olimpionici come il medagliato olimpico nel canottaggio Nicola Sartori, bronzo a Sidney nel 2000 nella specialità doppio - su tutti torreggia il nome del canoista Oreste Perri dal 22/06/2009 eletto sindaco della città; le bocce - celebre è la "notturna" Fanino Alquati, che si svolge a luglio presso la Canottieri Bissolati, società di appartenenza della pluricampionessa mondiale Germana Cantarini; l'equitazione. Vi sono inoltre appassionati di paracadutismo, come Barbara Brighetti, che ha fatto di questo sport la sua vita professionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Risultati elezioni amministrative 2014. URL consultato il 09-06-2014.
  2. ^ [1]
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Dato Istat al 31/12/2011
  5. ^ Etimologia di Cremona. URL consultato il 16-07-2009.
  6. ^ Polibio, III, 40, 4-5.
  7. ^ Una versione della leggenda di Giovanni Baldesio
  8. ^ Origine del torrone. URL consultato il 16-07-2009.
  9. ^ Scheda su Palazzo del Comune in Lombardia Beni Culturali
  10. ^ Scheda su Chiesa Sant'Agostino in Lombardia Beni Culturali
  11. ^ Scheda su Palazzo Affaitati in Lombardia Beni Culturali
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 21 agosto 2013.
  14. ^ http://www.unesco.org/culture/ich/RL/00719
  15. ^ Sito dell'Arni. URL consultato il 16-07-2009.
  16. ^ Gemellaggio. URL consultato il 17-07-2009.
  17. ^ Sito ufficiale di Cremona Città Europea dello sport 2013. URL consultato il 1º dicembre 2013.
  18. ^ Ciclismo: 8ª e ultima tappa del 24º Giro d’Italia femminile. URL consultato il 30 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Magnoli, Gli ebrei a Cremona. La Giuntina, 2002. ISBN 88-8057-168-0
  • Ettore Signori, Cremona. Istituto Italiano di Arti Grafiche, 1928.
  • Luisa Rossi, Ceramiche apule nel Museo di Cremona. Dedalo, 1981. ISBN 88-220-1775-7
  • Carla Bertinelli, Cremona, città imperiale: nell'VIII centenario della nascita di Federico II. Linograf, 1999.
  • Carla Bertinelli Spotti, Maria Teresa Mantovani, " Cremona, momenti di storia cittadina". Turris editrice, 1996.
  • Francesco Robolotti, Storia di Cremona e sua provincia, 1859 - ristampato da Fausto Sardini, Bornato in Franciacorta, 1974

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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