Centro siderurgico
Il centro siderurgico è un centro di lavorazione dove il minerale di ferro viene trasformato in ghisa e successivamente in acciaio. Siderurgia significa appunto lavorazione del ferro (dal greco sìderos=ferro ed ergon=lavoro).
Questi stabilimenti addetti a tale produzione, vengono detti a ciclo integrale, ciò significa che una volta avviata la produzione, il ciclo non si fermerà prima di un tempo molto lungo.
Indice |
Fasi della produzione dell'acciaio [modifica]
Le principali fasi per la produzione dell'acciaio sono:
- Produzione della ghisa madre nell'altoforno;
- Trasformazione della ghisa madre in acciaio;
- Produzione dei semilavorati come bramme, blumi, billette, ecc.
- Produzione dei prodotti finiti laminati come rotaie, profilati, lamiere, ecc.
Altoforno [modifica]
| Per approfondire, vedi Altoforno. |
I minerali(sotto forma di agglomerati e/o pellets) vengono trasportati in un forno che li riscalda(a mezzo di coke e insufflazione di combustibile liquido, insufflando aria calda a 1200°c) e li trasforma in ghisa fusa, che fonde a 1100-1200(a 1450-1550 °C) °C. L'altoforno è fatto in mattoni refrattari rivestiti in acciaio(con cassette di raffreddamento in rame o con piastre di ferro a circolazione d'acqua), resistenti al calore. L'altezza complessiva del forno è di 8 metri(40 metri), mentre l'altezza complessiva di tutto l'altoforno è di 50 metri(100 metri). Certe volte ci sono dei tubi di tiraggio che arrivano fino a 100 metri d'altezza. La funzione di questi tubi di tiraggio è di far uscire il gas e portarlo ad un sistema di depurazione. Oltre alla ghisa fusa, si ottengono anche delle scorie (loppa), che verranno utilizzate per scopi edili. Parte della ghisa viene fatta colare negli stampi per produrre lingotti, che andranno in una fonderia. L'altra parte, più numerosa, viene trasformata in acciaio nell'acciaieria.
Trasporto all'acciaieria [modifica]
La ghisa fusa viene caricata su un carro siluro e trasportata, attraverso una ferrovia, all'acciaieria.
Acciaieria [modifica]
La ghisa fusa viene messa in una siviera, che porta la ghisa fusa al convertitore LD. Il convertitore LD trasforma la ghisa fusa in acciaio fuso ad una temperatura di 1600 °C. L'acciaio viene colato in blumi che vengono trasportati al laminatoio.
Convertitore [modifica]
| Per approfondire, vedi Acciaio#Affinazione della ghisa grezza per la produzione degli acciai. |
Il convertitore è un recipiente quasi cilindrico formato da un involucro metallico rivestito interamente di un materiale refrattario, che può ruotare su 2 perni.
Il convertitore LD è oggi il sistema più utilizzato per trasformare la ghisa in acciaio. Il suo nome deriva da due città austriache, Linz e Donawitz, dove è stato usato per la prima volta. Il convertitore LD è costituito da mattoni refrattari rivestiti da una lamiera d'acciaio. È bucato in cima per consentire di mettere una lancia dove viene soffiato dell'ossigeno che, legandosi con il carbonio, si trasforma in CO2 (anidride carbonica). In questo modo la concentrazione di carbonio presente nel bagno diminuisce e la ghisa diventa acciaio. Sia la ghisa che l'acciaio sono infatti leghe formate da ferro e carbonio. Nella ghisa la percentuale di carbonio si aggira intorno ai 2,06-6,67%, mentre nell'acciaio è inferiore al 2,06%. Per questo procedimento servono all'incirca 15 minuti. Oggi il convertitore LD viene utilizzato spesso per il basso costo delle materie e del processo.
Laminatoio [modifica]
| Per approfondire, vedi Laminatoio. |
Qui i blumi vengono trasformati in lamiere (laminatoio a nastri) e tubi profilati. È formato da diverse sezioni aventi dei cilindri rotanti di distanza sempre più vicina, in modo da assottigliare i blumi e facendoli diventare lamiere. In altri laminatoi si producono anche tubi. I tubi di grosse dimensioni sono ottenuti piegando le lamiere e saldandole, mentre quelli di piccole dimensioni sono ottenuti forando delle barre.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Centro siderurgico nel Nuovo Soggettario della BNCF