Lingotto

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Coordinate: 45°01′57″N 7°39′52″E / 45.0325°N 7.664444°E45.0325; 7.664444

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Panoramica aerea del complesso del Lingotto; in basso si scorge anche l'arco olimpico di Torino

Il Lingotto di Torino è il nome di un comprensorio di edifici situato nel quartiere Nizza Millefonti, chiuso tra Via Nizza (dal numero 230 al 294) e un ramo del passante ferroviario, adiacente all'omonimo quartiere Lingotto. Fu uno dei principali stabilimenti di produzione della fabbrica automobilistica FIAT, mentre oggi è un grande centro polifunzionale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo progetto (1915-1922)[modifica | modifica sorgente]

Sui terreni dei ruderi di una ex-villa dei Conti Robilant, un giovane presidente Giovanni Agnelli, per allargarsi decise la costruzione del nuovo stabilimento FIAT, progettato nel 1915 sull'onda dello sviluppo economico-siderurgico dettato dalla prima guerra mondiale, sebbene lo stabilimento venne completato alcuni anni dopo.
Il progetto in generale fu affidato all'ingegner Mattè-Trucco, insieme ad altri progettisti come Francesco Cartasegna e Vittorio Bonadè Bottino, mentre l'architettura strutturale fu realizzata dall'ingegner Porcheddu, concessionario per l'Italia del brevetto per l'utilizzo del metodo Hennebique per la realizzazione di strutture in cemento armato[1], sul modello degli stabilimenti della casa automobilistica statunitense Ford. I lavori di costruzione durarono prevalentemente dal 1916 (quando fu iniziata la costruzione dell'Officina di Smistamento) fino al 1930, anche se l'inaugurazione avvenne già nel 1922, alla presenza del re d'Italia Vittorio Emanuele III, immediatamente seguita l'anno dopo dalla visita ufficiale di un incipiente Mussolini (si nota, infatti, uno imminente stile architettonico già razionalista italiano).

Vista aerea del Lingotto nel 1928

Nell'opera di Le Corbusier Vers une architecture (1923), dove sono esposte le sue teorie sulla nuova architettura, nel capitolo conclusivo del saggio, intitolato Architettura o Rivoluzione, sono riportati alcuni esempi di soluzioni innovativa, fra questi vi sono alcune immagini dell'edificio dove viene evidenziata la soluzione dell'autodromo sul tetto[2].

Gli ampliamenti del 1923-1928[modifica | modifica sorgente]

Con l'augurio di Mussolini, all'ingegnere meccanico Ugo Gobbato, esperto nella razionalizzazione delle attività produttive e chiamato dallo stesso Giovanni Agnelli nel 1918[3], gli venne affidata la responsabilità di accorpare le varie piccole officine Fiat sparse per Torino (in particolare la sede di Corso Dante), e organizzare quindi il trasferimento coordinato di macchinari e impianti al Lingotto, del quale ne assunse altresì la direzione, dimettendosi poi nel 1928, dopo aver raggiunto un pieno regime produttivo[4].

Le officine furono formate da due lunghi corpi longitudinali, destinati alla produzione delle automobili, di oltre cinquecento metri di lunghezza, uniti da cinque traverse multipiano, dedicate a servizi per il personale. Alle estremità dei corpi lunghi furono costruite, tra il 1923 e il 1926, due rampe elicoidali, sempre su progetto di Mattè Trucco. In questo modo le automobili potevano accedere dal piano terra direttamente alla pista di collaudo, costituita da due rettilinei di oltre quattrocento metri di lunghezza, collegati da due curve sopraelevate.
Ispirata ai principi del taylorismo, che aveva come obiettivo principale la funzionalità produttiva, la struttura fu costruita in cemento armato, con cinque piani. La facciata esterna, presentava alcuni elementi decorativi del Razionalismo italiano.
La palazzina uffici fu terminata nel 1926, dedicata a direzione, amministrazione, mensa e altri servizi.

Produzione 1928-1939[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della propria vita, lo stabilimento Lingotto produsse decine di modelli di automobili, come la Torpedo, la Balilla, la Topolino, la Fiat 1100 R e la sportiva X 1/9 con la rivoluzionaria posizione centrale del motore. L'attività produttiva fu parzialmente interrotta nel 1939, in pieno inizio della seconda guerra mondiale, essendo la stessa fabbrica un obiettivo delle incursioni militari aeree su Torino. L'anno successivo infatti, una parte della produzione fu già spostata nel più grande stabilimento torinese, non molto lontano, chiamato Fiat Mirafiori, per lì continuare un lungo e fiorente sviluppo industriale dal dopoguerra fino agli anni ottanta.
Il Lingotto invece, fu ufficialmente spento nel 1982; l'ultimo modello in produzione fu quello della Lancia Delta prima serie del 1979.

La trasformazione (1982-2003)[modifica | modifica sorgente]

La rampa elicoidale che porta alla pista sopraelevata in cima allo stabilimento

Nel 1982 una società a capitale misto, guidata dalla Fiat, promosse una "consultazione" internazionale (il comune chiedeva un concorso di idee) per la ristrutturazione ed il recupero dello stabilimento, appena dismesso; ma tra i 20 progetti presentati non fu individuato un vincitore. Nel 1985 fu incaricato della ristrutturazione l'architetto genovese Renzo Piano.

Simbolo dell'archeologia industriale, la fabbrica è stata divisa attraverso un lungo processo di ristrutturazione tra diverse funzioni: terziario, abitazioni e alberghi, con la precedenza all'uso culturale. All'esterno la struttura è rimasta inalterata, ma all'interno le strutture sono state profondamente modificate per venire incontro alle nuove esigenze. Nel corso degli anni sono stati ricavati negli spazi del Lingotto un centro esposizioni (nel 1992), un centro congressi e un auditorium (nel 1994), due hotel (nel 1995), un centro servizi, vari uffici direzionali, un'area dedicata interamente allo shopping, con decine di negozi, bar e ristoranti (nel 2002), una pista di atterraggio per elicotteri. A partire dal 1997 la sede manageriale del gruppo Fiat è tornata nella palazzina uffici. Nel 2002 è stata inaugurata la pinacoteca e si attiva un corso di laurea in ingegneria dell'autoveicolo. Piano dice di aver voluto ricreare nel Lingotto "un genuino pezzo di città".

La pista per il collaudo delle automobili è stata ristrutturata ed è tuttora usata per le presentazioni di nuove automobili, ma è attualmente aperta al pubblico.

La prima manifestazione organizzata nella fabbrica ristrutturata è stata il Salone dell'automobile, nel 1992. In pochi anni il centro esposizioni ha acquisito importanza: ospita oggi la Fiera Internazionale del Libro, il Salone del gusto, il Salone del vino, Artissima-fiera d'arte moderna e contemporanea, e molte altre manifestazioni di livello nazionale e internazionale.

All'interno dell'hotel Le Meridien è stato creato un giardino tropicale, mentre lo stesso hotel è stato collegato al centro congressi tramite un percorso pedonale sopraelevato dedicato allo shopping, chiamata "8 Gallery" (dalla parola "otto" contenuta nel nome "Lingotto"). Sopra la Torre Sud è stata costruita, sempre da Renzo Piano, la cosiddetta Bolla, una sala riunioni attrezzata e panoramica da 25 posti, realizzata in acciaio e cristallo, con vista sulle Alpi e sulla pista parabolica del Lingotto.

Nel Lingotto si trova oggi anche un cinema multisala con 11 sale, l'UCI Cinemas Lingotto, che per alcuni anni ha ospitato il Torino Film Festival.

Nella palazzina uffici, infine, restaurata da Roberto Gabetti e Aimaro Isola, sono stati insediati, infine, gli uffici direzionali di alcune aziende, tra cui la FIAT, tornata al Lingotto nel 1997. Sono stati collocati qui anche alcuni uffici del TOROC, il comitato organizzatore dei XX Giochi olimpici invernali.

A seguito dell’ampliamento della linea 1 della metropolitana di Torino, che prevede la realizzazione di una fermata di tale servizio in via Nizza denominata stazione Lingotto, nel 2010 è stato oggetto di restauro il muro perimetrale (diviso in due importanti parti: muraria e le cancellate) in prossimità del centro direzionale FIAT, con lo scopo di inserirlo nel contesto del progetto di miglioramento urbano dopo le lavorazioni in interrato della stazione Lingotto localizzata in prossimità dell’area. Il tratto in esame, già negli anni ’90 aveva subito un intervento di restauro ma nonostante ciò esso presentava delle cadute del tono del colore, alcune lesioni e in alcune zone l’intonaco era decoeso dalla sottostante muratura. Per quanto concerne la parte delle cancellate la superficie metallica si presentava in buone condizioni, pertanto il principale intervento di recupero si è concentrato nella parte del basamento lapideo, che presentava fenomeni di patina, di croste nere dovute allo smog e alla presenza ferrosa dei residui delle frenate dei tram.

Le strutture attuali[modifica | modifica sorgente]

Primo piano della Bolla e dell'eliporto

Al suo interno sono ospitati:

  • il centro direzionale FIAT, nella palazzina prospiciente il complesso;
  • al primo piano, il centro commerciale 8 Gallery;
  • ai piani alti, uffici di diverse società;
  • la fiera di Torino;
  • l'auditorium Giovanni Agnelli;
  • la pinacoteca;
  • un centro congressi
  • l'albergo NH Hotel Lingotto (4 stelle);
  • l'albergo NH Hotel Tech Lingotto (5 stelle);
  • una multisala cinematografica della catena UCI CINEMAS;
  • un ristorante panoramico sulla pista di prova (Ristorante La Pista del Lingotto);
  • la clinica odontoiatrica universitaria distaccata delle Molinette (Dental School);
  • la sede nazionale dell'autorità di regolazione dei trasporti;[5]
  • la sede distaccata del Politecnico di Torino (corsi di Ingegneria dell'Autoveicolo);
  • la storica pista di prova per autovetture della fabbrica, realizzata sul tetto del complesso.
  • la Bolla, struttura in vetro posizionata in sospeso sul tetto dell'edificio, creata per ospitare meeting da 16 partecipanti;
  • un eliporto.

Il centro fiere[modifica | modifica sorgente]

La struttura di Lingotto Fiere ha una superficie allestibile di oltre 70.000 metri quadrati, organizzata in maniera modulare.

Lo spazio coperto è suddiviso in cinque padiglioni complanari, collegati tra loro, che comprendono anche sale conferenze e un sistema di parcheggi da oltre cinquemila posti.
Il centro fiere ospita circa venti grandi manifestazioni all'anno (tra cui la Fiera Internazionale del Libro, il Salone internazionale del gusto di Slow Food, il Salone del vino, Club to club, ARTissima e Torino comics), con centinaia di migliaia visitatori.

Nel 2007 la proprietà è passata dall'imprenditore Alfredo Cazzola (proprietario anche del Motor Show di Bologna) al gruppo francese "GL events".

La pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli.
La pinacoteca del Lingotto

Inaugurata nel 2002 all'ultimo piano del complesso del Lingotto, la pinacoteca Gianni e Marella Agnelli raccoglie una selezione di opere tratte dalla loro collezione personale.

Lo "scrigno" è stato disegnato sempre dall'architetto Renzo Piano per contenere una sorta di "tesoro" artistico: lo stile architettonico rappresenta un'astronave di cristalli che riprende simbolicamente lo stile futurista della fabbrica originaria.

La collezione comprende 25 opere d'arte scelte da Giovanni e Marella Agnelli, più alcune esposizioni temporanee. Sono presenti tra gli altri dipinti di Canaletto, Matisse, Balla, Picasso, Bellotto e due opere scultoree del Canova.

L'Auditorium Gianni Agnelli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Auditorium Gianni Agnelli.
L'interno dell'auditorium

Insieme all'Auditorium Rai di Via Rossini, l'Auditorium Gianni Agnelli, è la principale struttura dove si suole rappresentare concerti di musica classica a Torino. Progettato da Renzo Piano nel contesto di ristrutturazione dell'intero complesso del Lingotto, è parzialmente scavato fino a circa 10 metri di profondità, ha un sistema automatico di parti in movimento che può variare la capienza da meno di cinquecento posti a circa duemila.

Anche l'acustica è variabile: da un tempo di riverberazione di circa due secondi per la musica sinfonica è possibile ottenere una rifrangenza acustica di un secondo e mezzo, ideale per i congressi.

È stato inaugurato nel 1994 con un concerto dei Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado.

Il centro congressi[modifica | modifica sorgente]

Il centro congressi del Lingotto comprende 12 sale permanenti di varie capienze, collegate tra di loro, per una disponibilità totale di 3500 posti, più altre sale temporanee negli adiacenti padiglioni del centro fiere.

8 Gallery[modifica | modifica sorgente]

Visuale della palazzina del Lingotto (a destra), con accanto l'8 Gallery (a sinistra).

L'8 Gallery è un centro commerciale che occupa tutto il primo piano dello stabilimento. Ospita diversi negozi tra cui Saturn e il supermercato PAM e il cinema multisala UCI Cinemas con 14 sale.

Nel centro ad oggi ci sono 90 negozi di vario genere, una galleria della ristorazione con 14 ristoranti di varia caratterizzazione (Italiano tipico, pizzerie, tipico Viennese, steak-house Western, Giapponese, Take-Away, paninoteche, ecc...). Dalla galleria dei negozi si può accedere ai piani superiori dove sono collocati uffici di diverse aziende e banche.

Nella parte centrale sono inoltre situati parecchi giochi per bambini, uno spazio ampio dedicato alle manifestazioni che di norma quando vuoto è usato dai bambini per pattinare, andare sul monopattino o rincorrere un pallone. Completano poi le tipologie, negozi di abbigliamento, profumerie, di giocattoli, tabaccherie, fotografi. Entrando all'8 Gallery dall'ingresso di via Nizza 262 (al centro del complesso e situato esattamente dietro la paliazina che ospita il centro direzionale Fiat) il primo negozio che si incontra è uno Juventus Store.

La pista automobilistica[modifica | modifica sorgente]

Una delle due curve sopraelevate dell'anello di prova

Viene progettata la pista ad anello con due curve studiate in tal modo da poter essere effettuate ad una velocità di 90 km/h, quando al tempo la velocità di punta delle automobili era di 70 km/h.

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Il Lingotto è raggiungibile dalla stazione Lingotto della metropolitana di Torino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Avvento ed evoluzione del calcestruzzo armato in Italia: il sistema Hennebique", Riccardo Nelva e Bruno Signorelli
  2. ^ Pierluigi Cerri e Pierluigi Nicolin (a cura di) Verso un’architettura, Milano, Longanesi, 1984, p.242
  3. ^ Ugo Gobbato, treccani.it.
  4. ^ Franco Amadori, Fiat e Finsider 1920-1960, Edizioni VP, 2002
  5. ^ Autorità Trasporti, le ultime novità in trasportonotizie.com, 28 novembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]