Oro

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Oro
Aspetto
Aspetto dell'elemento
Oro giallo
Generalità
Nome, simbolo, numero atomico oro, Au, 79
Serie metalli di transizione
Gruppo, periodo, blocco 11, 6, d
Densità 19320 kg/m3
Durezza 2,5
Configurazione elettronica
Configurazione elettronica
Proprietà atomiche
Peso atomico 196,96655 amu
Raggio atomico (calc.) 135 (174) pm
Raggio covalente 144 pm
Raggio di van der Waals 166 pm
Configurazione elettronica [Xe]6s14f145d10
e per livello energetico 2, 8, 18, 32, 18, 1
Stati di ossidazione 3, 1 (anfotero)
Struttura cristallina cubica a facce centrate
Proprietà fisiche
Stato della materia solido
Punto di fusione 1337,33 K (1064,18 °C)[1]
Punto di ebollizione 3081 K (2808 °C)
Volume molare 1,021 × 10-5  m3/mol
Entalpia di vaporizzazione 334,4 kJ/mol
Calore di fusione 12,55 kJ/mol
Tensione di vapore 0,000237 Pa a 1337 K
Velocità del suono 1740 m/s a 293,15 K
Altre proprietà
Numero CAS 7440-57-5
Elettronegatività 2,54
Calore specifico 128 J/(kg K)
Conducibilità elettrica 41 × 106 S/m
Conducibilità termica 317 W/(m K)
Energia di prima ionizzazione 890,1 kJ/mol
Energia di seconda ionizzazione 1980 kJ/mol
Isotopi più stabili
Per approfondire vedi la voce Isotopi dell'oro.
iso NA TD DM DE DP
195Au sintetico 186 giorni ε 0.227 195Pt
197Au 100% Au è stabile con 118 neutroni
iso: isotopo
NA: abbondanza in natura
TD: tempo di dimezzamento
DM: modalità di decadimento
DE: energia di decadimento in MeV
DP: prodotto del decadimento

L'oro è l'elemento chimico di numero atomico 79. Il suo simbolo è Au (dal latino "aurum").

È un metallo di transizione tenero, pesante, duttile, malleabile di colore giallo, dovuto all'assorbimento delle lunghezze d'onda del blu dalla luce incidente.
Inattaccabile dalla maggior parte dei composti chimici, reagisce in pratica solo con l'acqua regia e con lo ione cianuro. Con il mercurio forma un amalgama, ma non un composto chimico.

Si trova allo stato nativo sotto forma di pepite, grani e pagliuzze nelle rocce e nei depositi alluvionali.

Viene usato per coniare monete, ed è uno standard monetario per molte nazioni. Si usa inoltre in gioielleria, odontoiatria e nell'industria elettronica. Il suo codice ISO come valuta è XAU.

L'oro è divenuto nel tempo il simbolo di purezza, valore e lealtà.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La maschera d'oro di Agamennone, XVI secolo a.C.
Moneta d'oro di Settimio Severo, 193 d.C.

L'oro è noto e molto apprezzato dagli umani fin dalla preistoria. Molto probabilmente è stato il primo metallo mai usato dalla specie umana (prima del rame), per la manifattura di ornamenti, gioielli e rituali.

L'oro è citato nei testi egizi (geroglifico nwb/nbw) a partire dal faraone Den,[2] I dinastia egizia, intorno al 3.000 a.C. In epoca più tarda (XIV secolo a.C.) nel cuneiforme accadico tipico delle lettere di Tell el-Amarna, il re assiro Ashur-uballit I e il re Tushratta di Mitanni sostenevano che in Egitto l'oro fosse "comune come la polvere" (EA# 16 e EA# 19[3]). L'Egitto e la Nubia avevano infatti risorse tali da collocarli tra i produttori d'oro più importanti delle civiltà della storia antica.[4] L'oro, specialmente nel periodo di formazione dello stato egizio, ebbe sia un ruolo politico che economico: fu uno degli elementi all'origine della divinizzazione del faraone e della nascita delle città.[5]

L'oro viene spesso citato nell'Antico Testamento. La parte sudorientale del Mar Nero è famosa per le miniere d'oro, sfruttate fin dai tempi di Mida: questo oro fu fondamentale per l'inizio di quella che fu probabilmente la prima emissione di monete metalliche in Lidia, fra il 643 a.C. e il 630 a.C.

L'oro è stato a lungo considerato uno dei metalli più preziosi, e il suo valore è stato usato come base per le valute di molti stati (sistema noto come il Gold standard) in vari periodi storici. Le prime monete d'oro vennero coniate dal re Creso, sovrano della Lidia, nell'Asia Minore occidentale, dal 560 a.C. al 546 a.C.; in particolare l'oro della Lidia proveniva dalle miniere e dalla sabbia del fiume Pattolo (Pactolus).

Secondo il Vangelo secondo Matteo, l'oro fu uno dei doni portati dai Magi al Bambino Gesù. Per i cristiani l'oro simboleggia la regalità di Gesù.

Nel Buddhismo è uno dei sette tesori e viene equiparato alla fede o alla retta convinzione.

Il simbolo alchemico per rappresentare l'oro.

La vicinanza dei numeri atomici ha fatto pensare a scienziati del Novecento di ricavare oro bombardando mercurio (in provetta) con neutroni, per ottenere la trasmutazione degli elementi chimici.
Lo scopo principale degli alchimisti era di produrre l'oro da altre sostanze, come il ferro o il piombo. Il simbolo alchemico dell'oro era un cerchio con un punto nel centro, che è anche il simbolo astrologico, il simbolo geroglifico e il pittogramma cinese del sole (日). In particolare con il termine sole obrizzo gli alchemici indicavano l'oro puro ridotto in polvere.[6] In epoca più recente si hanno diversi tentativi di trasmutazione, tra i quali l'argentaurum di Stephan H. Emmens nel 1897.[7]

L'esplorazione europea delle Americhe (a partire dal 1492) fu incentivata dai resoconti dei primi esploratori, che narravano della gran quantità di monili d'oro indossati dalle popolazioni native, soprattutto in America Centrale, Perù e Colombia.

Nel XIX secolo esplosero tante corse all'oro quanti furono i bacini auriferi scoperti, in particolare: California, Colorado, Otago centrale, Australia, Witwatersrand, Black Hills e Klondike.

Anche se dal punto di vista geologico l'oro nell'antichità era relativamente facile da ottenere, il 75% dell'oro prodotto è stato estratto dopo il 1910.[8] Si stima che se tutto l'oro raffinato del mondo venisse fuso in un cubo, il cubo avrebbe uno spigolo di 20 metri (66 piedi). Grazie al suo valore e alla sua resistenza alla corrosione, gran parte dell'oro estratto nel corso della storia è tuttora in circolazione, in qualche forma.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'oro è un metallo di colore giallo, che può assumere anche una colorazione diversa a seconda delle sue leghe: rossa, violetta e nera quando è finemente suddiviso o in soluzione colloidale, mentre appare verde se ridotto a una lamina finissima. È il metallo noto più duttile e malleabile; un grammo d'oro può essere battuto in una lamina la cui area è un metro quadrato. È un metallo tenero e per questo viene lavorato in lega con altri metalli per conferirgli una maggiore resistenza meccanica.

L'oro non viene intaccato né dall'aria né dalla maggior parte dei reagenti chimici. Da sempre la sua elevata inerzia chimica ne ha fatto un materiale ideale per il conio di monete e per la produzione di ornamenti e gioielli. Non si altera con l'ossigeno, l'umidità, il calore, gli acidi e gli alcali caustici, invece può essere ossidato con acqua regia o con soluzioni acquose contenenti lo ione cianuro in presenza di ossigeno o perossido di idrogeno. A contatto con il mercurio si scioglie e forma amalgami.

Si trova allo stato nativo, spesso accompagnato da una frazione di argento (compresa tra l'8% e il 10%), sotto forma di electron (oro e argento naturale). Al crescere del tenore di argento, il colore del metallo diviene più bianco e la sua densità diminuisce.

L'oro si lega con molti altri metalli: le leghe col rame sono rossastre, con il ferro verdi, con l'alluminio violacee, col platino bianche, col bismuto e l'argento nerastre.

Gli stati di ossidazione più frequenti che l'oro assume nei suoi composti sono +1 (sali aurosi) e +3 (sali aurici). Gli ioni dell'oro vengono facilmente ridotti e precipitati come oro metallico per addizione di praticamente qualsiasi altro metallo. Il metallo aggiunto si ossida e si scioglie facendo precipitare l'oro metallico.

È un eccellente conduttore di elettricità, il migliore tra i metalli dopo l'argento e il rame ma, a differenza di questi ultimi, è poco suscettibile ai fenomeni di ossidazione, perciò viene utilizzato per contatti o conduttori di dimensioni microscopiche (in ragione della sua malleabilità).

Abbondanza e disponibilità[modifica | modifica sorgente]

Un minerale d'oro.

Per via della sua elevata inerzia chimica, l'oro si trova principalmente allo stato nativo o legato ad altri metalli. Spesso si presenta in forma di granelli e pagliuzze, tuttavia a volte si trovano anche agglomerati piuttosto grossi, detti pepite. I granelli appaiono inclusi in minerali o sulle superfici di separazione tra cristalli di minerali.

L'oro si trova associato al quarzo, spesso in filoni, e ai solfuri minerali. I solfuri cui si associa più spesso sono la pirite, la calcopirite, la galena, la sfalerite, l'arsenopirite, la stibnite e la pirrotite. Meno frequentemente è associato a petzite, calaverite, silvanite, muthmannite, nagyágite e krennerite.

L'oro è distribuito ampiamente in tutta la crosta terrestre, con una concentrazione media di 0,03 ppm (0,03 grammi per tonnellata). Giacimenti di minerali d'oro si trovano nelle rocce metamorfiche e nelle rocce ignee, da cui si formano per dilavamento i giacimenti di oro alluvionale. In quest'ultimo caso è possibile l'estrazione con procedimenti che non impiegano agenti chimici, come il cianuro o il mercurio, e che consentono l'uso della definizione di oro etico.

Pepita d'oro nativo.

Le principali fonti dell'oro sono le rocce ignee ed i depositi alluvionali. Un giacimento generalmente necessita di qualche processo di arricchimento per poter diventare sfruttabile: un processo chimico o fisico (quali l'erosione o lo scioglimento) o un più generale metamorfismo, con cui si concentra l'oro disperso nei solfuri o nel quarzo.

I più comuni giacimenti primari sono detti "filoni" o "vene". I giacimenti primari vengono erosi e dilavati dalle intemperie; l'oro viene trascinato a valle formando depositi alluvionali. Un altro tipo di giacimento è associato a scisti e rocce calcaree sedimentarie, che contengono tracce d'oro e di altri metalli del gruppo del platino, finemente disperse.

Nell'acqua marina, l'oro è presente in concentrazioni variabili tra 0,1 e 2 milligrammi per tonnellata (0,1÷2 ppb), per un totale stimabile in 270.000.000 tonnellate, contro le circa 50.000 tonnellate che si ritiene contenga ancora la crosta terrestre.[senza fonte] La bassissima concentrazione rende per il momento antieconomica l'estrazione dall'acqua.

Nel 2001, si calcola che ci fosse in circolazione una quantità totale di oro pari a 140.000 tonnellate,[senza fonte] una quantità che può essere rappresentata, in volume, come un cubo di lato pari a circa 20 metri.

Estrazione[modifica | modifica sorgente]

Estrazione mondiale di oro, dal 1900.

L'estrazione dell'oro dai suoi minerali diventa economicamente conveniente quando la concentrazione del metallo è superiore a 0,5 ppm (0,5 grammi per tonnellata); nelle grandi miniere a cielo aperto la concentrazione tipica è compresa tra 1 e 5 ppm; per i minerali scavati in miniere sotterranee, la concentrazione media è circa 3 ppm. Per essere visibile a occhio nudo in un suo minerale l'oro deve avere una concentrazione di circa 30 ppm; questo spiega perché perfino nelle miniere d'oro è poco frequente vederlo.

L'oro è estratto dai depositi alluvionali per dilavamento, e dai minerali rocciosi per metallurgia estrattiva. Spesso la raffinazione del metallo si accompagna alla clorurazione o all'elettrolisi.

Sin dal 1880 il Sudafrica è stato la fonte di circa due terzi dell'oro estratto nel mondo. La città di Johannesburg è stata costruita alla sommità di uno dei più grandi giacimenti del mondo. I giacimenti negli stati sudafricani dell'Orange e del Transvaal sono invece tra le miniere più profonde del mondo. La guerra Boera del 1899-1901 tra i boeri e i britannici fu in parte dovuta ai diritti di sfruttamento e ai contenziosi aperti sulle proprietà delle miniere sudafricane.

Tuttavia, a partire dal 2007, la posizione di predominio del Sudafrica è stata superata dalla Cina, la cui produzione nel 2008 è giunta fino a 260 tonnellate di oro, con un incremento del 59% a partire dal 2001.[9]

Tra gli altri maggiori produttori figurano gli Stati Uniti (principalmente nel Dakota del Sud e in Nevada) l'Australia (principalmente nello stato dell'Australia Occidentale), il Perù e la Russia[9][10].

In Italia, l'oro, in piccole quantità, si trova nei fiumi, quali il Po e il Ticino. Nelle viscere del Monte Rosa si trova un giacimento superiore a quelli attualmente più produttivi (presenti in Sudafrica). Tuttavia, a causa di problemi ambientali, di sicurezza e di costi, tale oro non è attualmente sfruttato. Tale giacimento fu invece attivamente coltivato fin da epoche antiche (con estrazione di oro da pirite e arsenopirite aurifera) scavando progressivamente oltre 60 km di miniere in galleria (secondo alcune fonti circa 100 km) in Piemonte a Macugnaga, in Valle Anzasca. Tra queste la miniera d'oro della Guia nella frazione Borca, oggi accessibile a visite guidate. L'ultima miniera attiva di Macugnaga, nella frazione Pestarena (in attività probabilmente dall'epoca romana), fu chiusa nel 1961 anche a seguito di un incidente in cui persero la vita 4 lavoratori. Anche in Valsesia fu estratto l'oro del Monte Rosa. Altri piccoli giacimenti sono stati quelli in Val d'Aosta (Arbaz, Challand-Saint-Anselme) e l'ultimo giacimento di oro oggetto di coltivazione in Italia fu quello di Furtei nella provincia del Medio Campidano, chiuso nel 2008. Prospezioni di tipo geofisico hanno dimostrato che l'oro è abbastanza frequente, in bassissime concentrazioni, in varie zone della Toscana, della Sardegna e di altre regioni.

L'Italia è un modesto produttore di oro. In compenso, dal 1998, è stata il maggiore trasformatore di oro al mondo, con una media di 450-500 tonnellate lavorate ogni anno.

Leghe di oro[modifica | modifica sorgente]

Diagramma di fase ternario rappresentativo delle colorazioni assunte dalle leghe Ag-Au-Cu. Le scale numeriche scritte ai lati del triangolo si riferiscono alla frazione massica di oro, argento e rame.

L'oro da gioielleria, cioè quello legato a uno o più metalli per aumentarne la rigidità, ha colorazione bianca o rossa, a seconda del tipo di lega (con argento o rame).

  • L'oro verde è composto al 75% d'oro, al 12,5% d'argento e al 12,5% di rame.
  • L'oro giallo è composto al 75% d'oro, al 12-7% d'argento e al 13-18% da rame.
  • L'oro rosa è normalmente composto dal 75% d'oro, al 6,5-5% d'argento e al 18,5-20% da rame.
  • L'oro rosso è composto al 75% d'oro, al 4,5% d'argento e al 20,5% di rame.[11]
  • L'oro blu è una lega di oro e di ferro. Un trattamento termico ossida gli atomi di ferro sulla superficie dell'oro, e gli dona la colorazione azzurra.
  • L'oro bianco da gioielleria è composto al 75% da oro, e al 25% da nichel, argento o palladio.
    Bisogna notare che il termine "oro bianco" è spesso utilizzato per designare l'oro grigio in bigiotteria. Con la rodiatura, l'oro bianco è ricoperto da un fine strato di rodio, che sparisce per usura, con il tempo, ridando un colore giallo all'oro. È una lega inventata dopo la prima guerra mondiale.

Per la doratura tramite fogli sottili di oro, la lega deve essere il più possibile duttile e malleabile.

  • L'oro giallo da doratura è composto dal 98,0% d'oro, dall'1,0% d'argento e dall'1,0% da rame. Può anche essere puro.
  • L'oro rosso da doratura è composto dal 94,5% d'oro e dal 5,5% di rame.
  • L'oro ½ giallo da doratura è composto dal 91,5% d'oro, dal 6,0% d'argento e dal 2,5% di rame.
  • L'oro limone da doratura è composto dal 94,5% d'oro e dal 5,5% d'argento.
  • L'oro grigio da doratura è composto dal 75,5% d'oro, 14,5% di palladio e dal 10,0% d'argento
  • L'oro bianco francese da doratura ha composizione 20,0% oro e 80,0% argento, altrove in Europa 50,0% oro e 50,0% argento.

Tuttavia ogni gioielliere e battitore d'oro ha le sue leghe, che si scostano leggermente dai valori standard.

La tabella seguente presenta dei valori tipici di concentrazione in peso:[12][13][14]

Lega Au Ag Cu Al Fe In Co Ni Zn Pd
1N-14 (14K) 58,5 26,5 15,0 0 0 0 0 0 0 0
2N-18 (18K) 75,0 16,0 9,0 0 0 0 0 0 0 0
3N (18K) 75,0 12,5 12,5 0 0 0 0 0 0 0
4N (18K) 75,0 9,0 16,0 0 0 0 0 0 0 0
0N (14K) 58,5 34,0 7,5 0 0 0 0 0 0 0
Oro rosso 50,0 0 50,0 0 0 0 0 0 0 0
Oro blu 75,0 0 0 0 25,0 0 0 0 0 0
Oro blu 46,0 0 0 0 0 54,0 0 0 0 0
Oro porpora 80,0 0 0 20,0 0 0 0 0 0 0
Oro nero 75,0 0 0 0 0 0 25,0 0 0 0
Oro bianco al nichel 18K[15] 75,0 0 2,2 0 0 0 0 17,3 5,5 0
Oro bianco al nichel 18K[15] 75,0 0 8,5 0 0 0 0 13,5 3,0 0
Oro bianco al nichel 18K[15] 75,0 0 13,0 0 0 0 0 8,5 3,5 0
Oro bianco al nichel 14K[15] 58,5 0 22,0 0 0 0 0 12,0 7,4 0
Oro bianco al nichel 10K[15] 41,7 0 32,8 0 0 0 0 17,1 8,4 0
Oro bianco al nichel 9K[15] 37,5 0 40,0 0 0 0 0 10,5 12,0 0
Oro bianco al palladio 18K 75 5 0 0 0 0 0 0 0 20
Oro bianco al palladio 18K 75 10 0 0 0 0 0 0 0 15
Oro bianco al palladio 18K 75 15 0 0 0 0 0 0 0 10
Oro bianco al palladio 18K[15] 75 10,5 3,5 0 0 0 0 0,9 0,1 10
Oro bianco al palladio 18K[15] 75 9,9 5,1 0 0 0 0 1,1 3,5 6,4
Oro bianco al palladio 18K[15] 75 6 3,0 0 0 0 0 7,0 0 15
Oro bianco al palladio 14K 58,3 32,5 14,5 0 0 0 0 0 1 20
Oro bianco al palladio 14K 58,5 8,4 3 0 0 0 0 0 1 5
Oro bianco al palladio 10K 41,7 52 20,5 0 0 0 0 0 1,4 28
Oro bianco 9K[15] 37,5 0 4,9 0 0 0 0 1,4 4,2 0

I lingotti d'oro talvolta sono oggetto di falsificazione aggiungendo rame alla lega e quindi abbassandone il titolo oppure producendo lingotti totalmente falsi composti da tungsteno ricoperto di un sottile strato d'oro, il tungsteno è un materiale con rapporto peso/volume simile e non distinguibile dall'oro e dal costo nettamente inferiore (circa 40-50 $ al kg)[16]

Composti e isotopi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Isotopi dell'oro.
Soluzione acquosa concentrata di cloruro aurico.

Benché sia considerato un metallo nobile,[17] perché resistente a molti agenti corrosivi e relativamente inerte dal punto di vista chimico, l'oro può formare diversi composti. Il cloruro aurico (AuCl3) e l'acido cloroaurico (HAuCl4) sono i più comuni tra essi.

Il numero di ossidazione dell'oro nei suoi composti può essere +1 (composti di oro (I)) o +3 (composti di oro (III)). In condizioni drastiche e con reattivi energici, l'oro può anche assumere numero di ossidazione +5 (il pentafluoruro di oro (V) AuF5) e l'insolito (per un metallo) -1. Questi ultimi composti, che contengono l'anione Au- sono detti aururi; sono noti l'aururo di cesio, CsAu, di rubidio, RbAu, e di tetrametilammonio (CH3)4N+Au-.

Altri composti dell'oro noti sono:

  • gli alogenuri d'oro (fluoruri, cloruri, bromuri e ioduri)
  • i calcogenuri d'oro (ossidi, solfuri, selenuri, tellururi)
  • l'idrazide aurosa, AuN2H4, una polvere esplosiva color verde scuro, nota nell'antichità come aurum fulminans.

Gli atomi di oro possono aggregarsi in cluster.

Presente in natura in ben 30 isotopi (da 175Au a 204Au), solo 197Au è stabile. Gli altri sono tutti radioattivi e il più stabile di essi è 195Au, la cui emivita è di 186 giorni.

Applicazioni[modifica | modifica sorgente]

L'oro puro è troppo tenero, quindi non può essere lavorato normalmente, è indurito legandolo ad altri metalli, in genere rame e argento. L'oro e le sue leghe sono usati in gioielleria, nel coniare monete e sono uno standard di cambio valutario per molte nazioni. Grazie alla sua resistenza alla corrosione e alle sue notevoli proprietà elettriche, ha trovato sempre più spazio in applicazioni industriali. Sono in corso studi sull'utilizzo dell'oro come catalizzatore, infatti, l'oro in forma di nano-particelle disperse su adeguati supporti mostra grande attività catalitica.[18][19][20]

I catalizzatori supportati a base di oro ricoprono un ruolo fondamentale in diverse reazioni, tra cui:

  • ossidazione di monossido di carbonio (CO);[21]
  • ossidazione completa di idrocarburi;
  • ossidazioni selettive;
  • reazioni di water-gas shift.

L'attività di questi catalizzatori dipende notevolmente dal metodo di preparazione e dal tipo di supporto utilizzato.


Tra gli altri usi:

  • nella componentistica elettronica:
    • svolge funzioni critiche in molti computer, apparecchi per telecomunicazioni, motori jet e numerose applicazioni industriali;
    • trova ampio uso come materiale di rivestimento delle superfici di contatti elettrici, per garantirne la resistenza alla corrosione nel tempo;
  • in ambito astronautico:
    • l'oro è usato come rivestimento protettivo di molti satelliti artificiali, data la sua capacità di riflettere la luce visibile e l'infrarossa;
  • a scopo medico e diagnostico:
    • l'oro colloidale viene utilizzato in un particolare tipo di elettroforesi, una metodica di diagnostica medica.
    • realizzazione di otturazioni e ponti in odontoiatria;
    • in sospensione colloidale, trova impiego nella pittura delle ceramiche ed è oggetto di studio per applicazioni biologiche e mediche;
    • l'aurotiomaleato di disodio è un farmaco per la cura dell'artrite reumatoide;
    • l'isotopo radioattivo 198Au (emivita: 2,7 giorni) è usato in alcune terapie anti-tumorali;
  • a scopo ornamentale:
    • l'oro può essere tirato in fili e inserito in tessuti ed ornamenti;
    • l'oro bianco – una lega con platino, palladio, nichel o zinco – funge da sostituivo del platino in alcune applicazioni e in gioielleria, inoltre tale lega ha un basso coefficiente di dilatazione termica;
    • l'oro verde (in lega con l'argento) e l'oro rosso (in lega col rame) sono usati in gioielleria;
  • nelle premiazioni:
    • una medaglia d'oro è assegnata al vincitore di moltissime competizioni, tra cui le Olimpiadi e il Premio Nobel;
  • nella cucina:
    • l'oro metallico può essere usato anche a scopo decorativo (solitamente in sottilissime lamine) in alcune ricette d'alta cucina, perché, non avendo praticamente alcuna reattività, lascia inalterate le proprietà organolettiche dei cibi e delle bevande che lo contengono.

Precauzioni[modifica | modifica sorgente]

Il corpo umano non assorbe l'oro in quantità rilevanti, per cui i suoi composti non sono normalmente considerati molto tossici. Sono stati tuttavia riscontrati danni al fegato e ai reni di malati di artrite curati con farmaci a base di oro (sali d'oro).

L'oro è ampiamente usato in Odontoiatria e in odontotecnica per la realizzazione di: ponti, corone, cappe radicolari, scheletrati per protesi amovo-rimovibili, per ricostruzioni parziali della parte occlusale del dente (intarsi OMD; Inlay ed Onlay). Era considerato uno dei materiali per otturazione più sicuri. L'intarsio in oro veniva confezionato in laboratorio e successivamente posizionato, dall'odontoiatra, nella cavità del dente, specificatamente, per otturazioni molto estese grazie alla sua malleabilità, duttilità ed elasticità; garantiva una lunga durata rispetto all'amalgama, utilizzata solo per otturazioni poco estese. Negli ultimi decenni l'oro e l'amalgama sono stati sostituiti da compositi fotopolimerizzanti sia per un fattore estetico, sia per resistenza all'abrasione (paragonabile a quella del dente naturale). L'oro nel cavo orale può assumere delle colorazioni grigio-scuro per la presenza di altre leghe metalliche, stellite, leghe nichel-cromo, leghe al palladio, amalgama. Tale fenomeno viene definito "bimetallismo"; generato per elettrolisi. Nel merito non si riscontrano intollerabilità, riconducibile all'oro, da parte del paziente: è la combinazione di più leghe a determinare quanto detto.

L'utilizzo di oro come agente terapeutico ("crisoterapia"[22]) per la cura dell'artrite reumatoide[23] può causare dei segni e sintomi specifici, chiamati crisiasi. Tra gli effetti di rilievo derivati dall'assunzione di composti farmaceutici a base d'oro sono da annoverare i segni dermatologici, in particolare un colorito grigio-bluastro della cute, più accentuato nelle zone esposte al sole e nell'area periorbitaria;[24][25][26] a volte l'oro può accumularsi selettivamente nelle unghie, dando un colore giallo alle stesse.[27]

Le aree cutanee delle persone che hanno assunto oro, esposte a Q-switched laser manifestano un colorito grigio-bluastro.[28]

L'oro, come altri metalli (es. rame nella Malattia di Wilson), può andare in accumulo in strutture oculari, visibile con una lampada a fessura.[29]

Interessante notare che, dopo somministrazione per via iniettiva di oro radioattivo, questo tende ad accumularsi nella zona pettorale.[30]

Valore commerciale[modifica | modifica sorgente]

Lingotti d'oro in una banca svizzera.

Come gli altri metalli preziosi, l'oro viene quotato al grammo o all'oncia troy.[31] Quando è in lega con altri metalli, si misura la sua purezza. L'unità è chiamata carati: 24 carati è l'oro puro. Un altro modo di indicarne la purezza è una grandezza di valore compreso tra zero e uno, con tre cifre decimali, o una frazione in millesimi (18 carati ≡ 1824 ≡ 0,750 ≡ 7501000 ≡ 75%).[32] L'oro utilizzato in gioielleria ha una purezza non superiore a 18k, in quanto una proporzione maggiore ne renderebbe impossibile la lavorazione. Per questo motivo il valore dell'oggetto deve essere stimato tenendo conto del metallo con cui l'oro è legato. Un gioiello con 14k d'oro e 8k di platino è più prezioso di uno a 18k d'oro e 6k di rame.

Il prezzo dell'oro è fissato dai mercati; tuttavia, dal 1919, la Borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento (il cosiddetto fixing dell'oro) alle 10.30 e alle 15.00 (ora di Londra). I cinque mercanti più rilevanti del mondo per lo scambio di oro fisico (in inglese "the Club of Five"[33]) sono: Bank of Nova Scotia Mocatta, Barclays Bank., Deutsche Bank, HSBC Bank USA e Societe Generale.[34][35][36]

Storicamente l'oro è stato impiegato per supportare le valute in un sistema economico basato sul gold standard, in cui il valore di ogni valuta è stabilito equivalente a una certa quantità di oro. Come parte di questo sistema, i governi e le banche centrali tentarono di controllare il prezzo dell'oro, fissandone le parità con le valute. Per un lungo periodo (dal 1789 al 1933) gli Stati Uniti fissarono il prezzo dell'oro a 20,67 dollari/oncia (pari a 0,66456 $/g) - salvo lievi oscillazioni in tempo di guerra - che poi elevarono a 35 dollari/oncia (pari a 1,12527 $/g) nel 1934. Nel 1961 mantenere questo prezzo era diventato arduo; le banche centrali degli Stati Uniti d'America e dell'Europa iniziarono a coordinare le loro azioni per mantenere il prezzo stabile contro le forze di mercato.

Andamento del prezzo dell'oro tra il 1968 e il 2008.

Il 17 marzo 1968 le circostanze economiche causarono il fallimento di questi sforzi congiunti; venne introdotto un doppio regime, che fissava il prezzo dell'oro a 35 dollari/oncia per le transazioni valutarie internazionali, lasciandolo però libero di fluttuare per quanto concerneva gli scambi tra privati. Questo doppio regime fu abbandonato nel 1971, quando il prezzo dell'oro fu lasciato libero di variare in accordo alle leggi di mercato. Le banche centrali possiedono ancora oggi riserve auree a garanzia del valore delle proprie valute, anche se il volume globale di queste riserve è andato via via calando (causa la progressiva coniazione di moneta in assenza di controvalore aureo o di qualunque altro metallo).

Dal 1968 il prezzo dell'oro sui mercati ha subito ampie oscillazioni, con un record di oltre 1900 dollari/oncia (oltre 60 $/g) nell'agosto 2011[37], ed un minimo di 252,90 dollari/oncia (8,131 $/g) il 21 giugno 1999 (fixing di Londra). Il prezzo è salito a 420 $/oncia (13,503 $/g) nel 2004 a causa della svalutazione del dollaro statunitense; il prezzo dell'oro in altre valute (ad esempio l'euro) ha subito nello stesso periodo un aumento inferiore, comunque consistente, al 10% dalla quota di 330 euro/oncia (10,6 €/g).

L'oro costituisce a volte parte di un investimento finanziario difensivo (bene rifugio per la tutela del capitale), data la stabilità a lungo termine del suo valore commerciale e la sua sostanziale scorrelazione rispetto all'andamento del mercato azionario ed obbligazionario; per questa sua stabilità, la speculazione sull'oro diventa particolarmente appetibile quando viene meno la fiducia in una valuta e quando il valore di una valuta è soggetto ad iperinflazione. Il prezzo dell'oro è anche alla base di futures con cui si specula sul suo ipotizzato valore futuro. Dall'elezione di Bush a presidente degli Stati Uniti d'America il prezzo di un'oncia è salito da 200 dollari a 540 dollari. Il valore dell'oro è fortemente influenzato dall'offerta, per cui la sua estrazione è ponderata attentamente: incrementarne la produzione potrebbe significare farne crollare il prezzo.

Il prezzo massimo raggiunto dall'oro, tenuto conto dell'inflazione, può essere considerato quello raggiunto il 21 gennaio 1980 (circa 850 dollari/oncia), corrispondenti a quasi 2.000 dollari/oncia col potere d'acquisto del 2008.

Possesso di oro[modifica | modifica sorgente]

Per via del suo uso come riserva valutaria, a volte, nella storia, il possesso privato dell'oro è stato regolamentato o bandito.

Ad esempio:

  • In Italia, poteva essere detenuto solo oro lavorato, monete auree o lingottini semilavorati con peso massimo di 100 grammi. Con il Decreto n. 7 del 2000, in recepimento della Direttiva 98/80/CE, è stato aperto in tutta Europa (anche ai privati) il possesso di oro fino.[38]

Citazioni letterarie[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Allo stato liquido l’oro emette un bagliore verde
  2. ^ Museo del Cairo JE 72581
  3. ^ Moran, William L. (1992). The Amarna Letters. Baltimore: Johns Hopkins University Press. pp. p.xiv. ISBN 0-8018-4251-4.
  4. ^ Il termine "Nubia" deriva dall'egizio nwb\nub\nebu, che vuol dire "oro".
  5. ^ Vercoutter (1994) “Or et politique dans l'Egypte des origines” in Hommages à Jean Leclant, IFAO, p. 410
  6. ^ D'Aquino, op. cit., pp. 44-45, 80
  7. ^ Adept Alchemy by Robert A. Nelson. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  8. ^ Goldsheet - Yearly And Cumulative World Gold Production Charts
  9. ^ a b Gold production in the World
  10. ^ Paesi maggiori produttori d'oro nel 2012
  11. ^ Oreficeria moderna, Luigi Vitiello, Hoepli editore
  12. ^ WOR/7736 Coloured Gold 2
  13. ^ http://www.utilisegold.com/assets/file/discover/sci_indu/GTech/1999_27/Italia/Leghe.pdf
  14. ^ Lo zero dopo la virgola sta a significare una precisione rispetto al valore dell'1 per mille.
  15. ^ a b c d e f g h i j La norma europea EN1811:1998 e le successive modifi che introdotte dalla Direttiva Europea EU 2004/96/EC, definiscono valori soglia per il rilascio del nichel per oggetti a diretto e prolungato contatto con il corpo e per oggetti da inserire in parti perforate del corpo rispettivamente a 0.5 e 0.2 µg/cm²/settimana. Cioè vietano l'utilizzo dell'Oro bianco al nichel.
  16. ^ Valutazione tungsteno. URL consultato il 12 luglio 2014.
  17. ^ Esistono due definizioni di "metallo nobile": un metallo è detto nobile se appartiene al gruppo 11 della tavola periodica oppure se è posto in cima alla scala di nobiltà dei metalli (definita in termini di facilità alla corrosione). L'oro soddisfa entrambi i criteri.
  18. ^ Catalizzatori nanoparticellari a base di oro. Elettrosintesi e caratterizzazione spettroscopico/morfologica
  19. ^ Nanoparticelle d'oro funzionalizzate come catalizzatori biomimetici multivalenti
  20. ^ Le nanoparticelle di oro-palladio potrebbero rivoluzionare la produzione di perossido di idrogeno?
  21. ^ Scientists Peel Away Mystery Behind Gold's Catalytic Prowess
  22. ^ Il termine deriva dal greco χρυσός (chrysós), che vuol dire appunto "oro".
  23. ^ Guida uso farmaci AIFA 2008 Sali d'oro http://www.guidausofarmaci.it /classe.asp?livello_nuovo=11.02.04.01&idsez=725
  24. ^ Gary D Wright Unusual and memorable. Chrysiasis secondary to sodium aurothiomalate treatment. Ann Rheum Dis. 1999 Jan;58(1):68 http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1752759&blobtype=pdf
  25. ^ Smith RW, Cawley MI. Chrysiasis. Br J Rheumatol. 1997 Jan;36(1):3-5. http://rheumatology.oxfordjournals.org/cgi/reprint/36/1/3?maxtoshow=&HITS=10&hits=10&RESULTFORMAT=1&andorexacttitle=and&andorexacttitleabs=and&fulltext=chrysiasis&andorexactfulltext=and&searchid=1&FIRSTINDEX=0&sortspec=relevance&resourcetype=HWCIT
  26. ^ Albert G.Kochs Zur Kenntnis der Chrysiasis [German] Journal Archives of Dermatological Research Volume 178, Number 3 / December, 1938 Pages 323-330 http://www.springerlink.com/content/l4x8474143lh8646/fulltext.pdf
  27. ^ Roest MA, Ratnavel R. Yellow nails associated with gold therapy for rheumatoid arthritis. Br J Dermatol. 2001 Nov;145(5):855-6 http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/fulltext/120697438/PDFSTART
  28. ^ Yun PL, Arndt KA, Anderson RR. Q-switched laser-induced chrysiasis treated with long-pulsed laser. Arch Dermatol. 2002 Aug;138(8):1012-4 http://archderm.ama-assn.org/cgi/reprint/138/8/1012.pdf
  29. ^ E. Zamir, R. Read, J. Affeldt, D. Ramaswamy, N. Rao, Gold induced interstitial keratitis, Br J Ophthalmol. 2001 November; 85(11): 1384.
  30. ^ J. S. Lawrence Studies with Radioactive Gold Ann Rheum Dis. 1961 December;20(4): 341–352. fig. 1-6
  31. ^ L'oncia troy è l'unità di misura del sistema imperiale britannico destinata ai metalli preziosi. Un'oncia equivale a 31,1035 g, circa il 10% in più dell'oncia di utilizzo generico (oncia avoirdupois).
  32. ^ Ci si riferisce alla frazione massica dell'oro, ossia il rapporto tra massa dell'oro e massa del pezzo.
  33. ^ Eustace Mullins, The World Order
  34. ^ L'oro di oggi
  35. ^ :: Radicali.it ::
  36. ^ Storia del fixing dell’oro
  37. ^ Il prezzo dell'oro vola al di sopra di $1.700
  38. ^ Si definisce "fino" l'oro di titolo minimo 9951000, quindi con 5 grammi di impurezze per ogni chilo.
  39. ^ King Henry IV, Part 2 by William Shakespeare - Project Gutenberg

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]