Genova

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Genova
comune
Genova – Stemma Genova – Bandiera
(dettagli)
La Superba
La Superba
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Città metropolitana di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Marco Doria (centro-sinistra) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 44°24′40.16″N 8°55′57.58″E / 44.411156°N 8.932661°E44.411156; 8.932661 (Genova)Coordinate: 44°24′40.16″N 8°55′57.58″E / 44.411156°N 8.932661°E44.411156; 8.932661 (Genova)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 240,29 km²
Abitanti 592 995[1] (30-11-2014)
Densità 2 467,83 ab./km²
Frazioni vedi: Quartieri e frazioni di Genova,
Municipi di Genova
Comuni confinanti Arenzano, Bargagli, Bogliasco, Bosio (AL), Campomorone, Ceranesi, Davagna, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Sant'Olcese, Sassello (SV), Serra Riccò, Sori, Tiglieto, Urbe (SV)
Altre informazioni
Cod. postale da 16121 a 16167
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010025
Cod. catastale D969
Targa GE
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 435 GG[2]
Nome abitanti genovesi (in genovese: zeneixi)
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Soprannome La Superba
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Genova
Genova
Posizione del comune di Genova nell'omonima città metropolitana
Posizione del comune di Genova nell'omonima città metropolitana
Sito istituzionale
Genova in una pubblicazione del 1864

Genova (IPA: /ˈʤɛnova/, Zena /ˈzeːna/ in ligure[3], Genua in latino) è un comune italiano di 592.995 abitanti.

È il sesto comune italiano per popolazione, terzo del Nord Italia, quinto per movimento economico e fa parte del triangolo industriale Milano-Torino-Genova, è anche il comune ligure più esteso. La città è il capoluogo[4] di una delle 10 città metropolitane italiane, il cui agglomerato urbano conta quasi 870 000 abitanti[5], mentre la sua area metropolitana, che si estende anche al di fuori dei confini amministrativi della Liguria, conta oltre 1 510 000 abitanti[5][6].

Affacciata sul Mar Ligure, la sua storia è legata alla marineria e al commercio. È nota, tra l'altro, per aver dato i natali a Cristoforo Colombo, a Giuseppe Mazzini e a Goffredo Mameli. Il suo porto è il più importante d'Italia[7][8]. Simbolo "fisico" della città è il suo faro, conosciuto come la Lanterna, mentre viene tradizionalmente rappresentata dalla Croce di San Giorgio, negli stemmi sorretta da due grifoni. Per oltre otto secoli capitale dell'omonima repubblica, Genova è stata citata con gli appellativi di La Superba[9][10][11] e La Dominante.[9][11]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Territorio di Genova e Idrografia di Genova.
Scorcio del porto e del centro storico.
Veduta satellitare del centro cittadino e del porto: a destra si nota la Val Bisagno, a sinistra la Val Polcevera
Un'immagine della periferia nella zona di Molassana

A metà strada tra le frazioni di Vesima e Capolungo, rispettivamente confine occidentale ed orientale della città, si apre l'anfiteatro collinare che fa da corona al centro storico, delimitato un tempo a ponente dalla collina di San Benigno (spianata negli anni trenta del Novecento per l'ampliamento delle aree portuali e per migliorare la viabilità tra il centro e i quartieri del ponente e dove ora sorge il complesso del World Trade Center), a levante dal colle di Carignano. I crinali che risalgono da queste colline, sui quali corrono le mura innalzate nel XVII secolo, si congiungono sul monte Peralto, dove sorge il Forte Sperone.

Il Comune di Genova, con circa 244 k, è il più vasto della Liguria ed è composto da una sottile fascia costiera alle cui spalle si ergono colline e monti anche di notevole altezza (il punto più alto del territorio comunale è la vetta del monte Reixa, posta a 1 183 m s.l.m.). Il territorio comunale, nella sua porzione occidentale, raggiunge ed in alcuni punti oltrepassa lo spartiacque appenninico (in corrispondenza dell'alto corso del torrente Stura), ed arriva a confinare direttamente con la regione geografica del Basso Piemonte (comune di Bosio).

La fascia costiera della città, che si estende dalla zona di Vesima a quella di Capolungo di Nervi, è lunga poco più di 42 km ed è orientata da O-NO verso E-SE. Ad esclusione delle frazioni di Vesima e Crevari, Genova appartiene geograficamente alla Riviera di Levante (considerando come confine convenzionale la foce del torrente Cerusa, nel quartiere di Voltri, che corrisponde al punto più settentrionale del mar Ligure).

L'Istat classifica il comune come appartenente alla zona altimetrica montagna litoranea (zona con presenza di rilievi con altitudini superiori ai 600 m)[12].

All'esterno dei due contrafforti scorrono i due torrenti principali della città: a levante il Bisagno, che termina la sua corsa nel quartiere della Foce; a ponente il Polcevera, che divide Sampierdarena da Cornigliano. Si delineano così cinque zone principali: il centro; la Val Polcevera; la Val Bisagno; il ponente; il levante.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clima di Genova, Stazione meteorologica di Genova Università e Stazione meteorologica di Genova-Sestri Ponente.

Il clima di Genova è, secondo la classificazione dei climi di Köppen, subtropicale umido (Köppen: Cfa) e clima caldo mediterraneo, ma con fortissimi influssi atlantici, (Köppen: Csa), a seconda delle varie zone in cui si estende la vasta superficie territoriale. Si caratterizza per scarse escursioni termiche giornaliere, in media di circa 6/7 °C in tutte le stagioni, ed escursioni termiche annue abbastanza contenute (16 °C di differenza tra mese più freddo e mese più caldo).

Gennaio, con una temperatura media di circa 8,3 °C, è il mese più freddo. In generale le notti possono essere abbastanza fredde nei quartieri più interni dell'area urbana, mentre nella fascia costiera la temperatura è più mite e le gelate risultano piuttosto rare (in media poco più 4 giorni di gelo all'anno e non sono inusuali inverni del tutto privi di gelate); la temperatura più bassa di sempre registrata in città è stata di −8,5 °C (gennaio 1891)[13], mentre nel gennaio del 1985 la minima più bassa fu di −6,8 °C (7 gennaio). Nella prima settimana di febbraio 2012 si sono spesso registrate temperature notturne negative grazie al soffiare del gelido vento Burian proveniente dalla Russia con picchi anche di 85 km/h. Il valore più basso registrato nella settimana in questione varia dai −2,1 delle zone cittadine di levante notoriamente più miti, ai −7,3 °C delle zone colinari di Struppa, Molassana, Righi per assestarsi attorno ai −4,9 °C nella zona del centro cittadino. Le nevicate sono abbastanza inusuali ma non eccezionali; talvolta gli accumuli possono essere abbastanza importanti (il 3 marzo 2005 e il 26 e 27 gennaio 2006 si ebbero accumuli definitivi attorno ai 30 cm nell'area costiera urbana) sebbene la persistenza del manto in genere sia limitata. L'inverno genovese risulta essere ventoso, e piovoso nella sua fase iniziale (soprattutto durante la terza decade di dicembre e le prime due di gennaio), tuttavia le precipitazioni tendono ad attenuarsi nella seconda parte della stagione (febbraio è l'unico mese del semestre freddo ad avere una media pluviometrica inferiore ai 100 mm) per riprendere in marzo e aprile in modo consistente (massimo pluviometrico secondario), a partire dal mese di maggio invece si ha una leggera attenuazione della piovosità, riduzione che si accentuerà nel mese di luglio.

L'estate, a Genova, è solo leggermente meno piovosa rispetto alla primavera e all'inverno; a giugno le precipitazioni tendono a diminuire e a farsi più irregolari (medie pluviometriche quasi ovunque comprese tra i 60 e i 100 mm), ma il mese complessivamente più asciutto è luglio (con una media pluviometrica inferiore ai 60 mm); una notevole ripresa delle precipitazioni si ha invece in agosto (media pluviometrica che sale a 120 mm). Se la prima parte del mese di giugno raramente è interessata da periodi prolungati di calura, questi diventano statisticamente più probabili verso la fine del mese e nel bimestre luglio–agosto; le temperature medie in luglio e agosto sono comunque comprese tra i 20–21 °C della notte e i 27–28 °C del giorno. Le temperature diurne nei mesi centrali dell'estate superano solo saltuariamente i 30 °C, mentre la massima assoluta storica è di 37,8 °C ed è stata registrata il 4 luglio 1952 dalla stazione del Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare (all'epoca ubicata all'idroscalo di Sampierdarena)[14] e il 22 agosto 2011 dalla stazione idrologica dell'ARPAL di Genova Bolzaneto[15], tuttavia, seppure in genere moderato, il caldo estivo tende a essere abbastanza afoso in ragione degli elevati tassi di umidità relativa, ad attenuare la sensazione di calura concorrono comunque le brezze diurne, tipiche dei climi marittimi.

Seppure coincida con il periodo meno piovoso dell'anno l'estate genovese si presenta piuttosto dinamica sotto il profilo meteorologico, a luglio infatti non sono eccezionali né forti temporali né intensi e localizzati rovesci, mentre le precipitazioni medie tendono ad aumentare nel mese di agosto per portarsi attorno ai 150 mm già a settembre (tipico mese di transizione tra estate e autunno).

L'autunno è una stagione molto piovosa, le precipitazioni medie si attestano sui 220 mm a ottobre (mese mediamente più piovoso dell'anno), mantenendosi comunque intorno ai 150 mm anche nei mesi di settembre e novembre. Tra fine agosto e inizio settembre le temperature medie giornaliere cominciano a scendere progressivamente, in autunno il decremento termico si fa consistente (il mese di settembre registra una media giornaliera delle temperature di circa 21 °C, che scende attorno ai 17 °C in ottobre e a circa 12 °C in novembre). Dicembre è già un mese invernale sotto il profilo termico (media giornaliera 1961-1990: +9,2 °C) mentre, per quanto riguarda le configurazioni bariche, presenta aspetti di transizione tra autunno e inverno (prime consistenti avvezioni di aria fredda artico-marittima o continentale, alternate a fasi di tempo più mite dominato da correnti meridionali od occidentali). Genova è una città complessivamente piovosa, che registra accumuli medi annuali che possono variare in maniera consistente anche all'interno dello stesso perimetro urbano (dai 1077 mm/anno dell'Aeroporto C. Colombo di Genova Sestri ai 1800 – 2000 mm della zona di Voltri), la distribuzione delle precipitazioni avviene su un numero notevole di giorni (di norma circa 132 per anno), ma circa 70 sono i giorni con forti precipitazioni, e non sono rari fenomeni particolarmente violenti, soprattutto ad inizio autunno (basti pensare all'alluvione dell'8-9 ottobre 1970 o a quelle del 27 settembre 1992 e 23 settembre 1993) o in primavera, si tratta di nubifragi eccezionalmente violenti per un'area collocata alle medie latitudini, e in cui possono cadere ingentissimi quantitativi di precipitazioni (anche alcune centinaia di millimetri) nell'arco di sole 12 o 24 ore. A determinare questa peculiare pluviometria è infatti la particolare geografia genovese, che vede la città sorgere al centro di un arco montuoso, le cui pendici si insinuano direttamente nel mare e in cui, la completa apertura delle vallate rispetto ai venti meridionali, favorisce la condensazione delle masse d'area provenienti da Sud, masse d'aria già di per sé cariche di umidità, acquisita scorrendo al di sopra delle acque del Mar Mediterraneo.

Tuttavia è opportuno ricordare che a causa della diversificata morfologia del territorio, il clima varia da quartiere a quartiere. Ad esempio, restando sul litorale, a gennaio la località di Nervi ha temperature medie prossime ai 10 °C, Quinto e Pegli intorno a 9 °C, mentre la delegazione di Voltri (distante da Pegli solo un paio di chilometri) registra valori medi tra 6 °C e 7 °C. I quartieri più all'interno, come Pontedecimo o Prato presentano temperature medie intorno a 4 °C/5 °C.

Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,3 12,1 14,4 17,0 20,8 24,2 27,2 27,5 24,3 20,3 15,3 12,3 11,9 17,4 26,3 20,0 18,9
T. min. mediaC) 5,4 6,0 8,2 10,7 14,5 18,0 20,8 20,9 17,9 14,2 9,6 6,4 5,9 11,1 19,9 13,9 12,7
T. max. assolutaC) 20,3 22,5 23,5 28,2 32,3 34,0 35,4 35,4 32,9 27,5 22,9 20,8 22,5 32,3 35,4 32,9 35,4
T. min. assolutaC) -8,5 -5,0 -3,6 3,4 6,6 7,3 13,9 10,7 9,0 5,1 1,1 -3,6 -8,5 -3,6 7,3 1,1 -8,5

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Genova.
(LA)

« Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus quantos bellorum superavi Ianua motus. »

(IT)

« Il Meridione ed il Ponente, il Settentrione e l'Oriente sanno su quali enormi bellici fremiti io Genova abbia prevalso. »

(Iscrizione di Porta Soprana)

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

San Giorgio trafigge il drago
San Giorgio che trafigge il drago nell'affresco sulla facciata di Palazzo San Giorgio

L'origine del nome Genova, derivante dal latino Genua, viene fatto risalire ad una radice indoeuropea geneu- ("ginocchio") oppure da genu- ("mascella, bocca"); genu- sarebbe un'allusione alla foce ("bocca") di uno degli antichi corsi d'acqua del sito o la forma dell'insediamento sul mare; a corroborare questa evidenza è il fatto che molti linguisti considerino Genua e Genaua (Ginevra) varianti dello stesso nome[16]. Il ritrovamento di un villaggio dell'età del Bronzo in piazza Brignole, la palafitta del 5000 a.C. in piazza della Vittoria e la necropoli etrusca all'Acquasola hanno confermato che i primi insediamenti di Genova sorsero lungo la sponda destra del Torrente Bisagno, e secondo il soprintendente dei Beni Archeologici della Liguria Filippo Maria Gambari ciò proverebbe l'origine del nome della città da Genaua, termine celtico-ligure dell'età del ferro con il significato di bocca.[17]

Secondo una teoria l'origine del nome potrebbe essere riportata ad una parola etrusca, ritrovata su un coccio di vaso, contenente la scritta Kainua, che in lingua etrusca significherebbe "Città nuova"[18].

« ... Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare ... »
(Francesco Petrarca, 1358, Itinerarium breve de Ianua ad Ierusalem)

Una ulteriore teoria vorrebbe il termine derivante dal greco Xenos (Ξένος), straniero, inteso come luogo di ritrovo di stranieri.[19]

Durante il Medioevo il toponimo fu alterato in Ianua, latino per porta di ingresso, passaggio[16] e ciò ha fatto nascere la leggenda che vuole la città prendere il nome dal dio romano Giano, protettore delle porte,[20] perché, proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, l'altra oltre i monti che la circondano.

La leggenda di Giano è ripresa da una epigrafe situata nella cattedrale di San Lorenzo sotto una testa di Giano, con la scritta Ianus Primus Rex Italiae de progenie Gigantum, qui fundavit Ianuam tempore Abrahami (ossia: Giano, primo re dell’Italia della razza dei Giganti, il quale fondò Genova nel tempo di Abramo) mescolando leggende e antichità di origine diversa.

Il nome della città in lingua genovese ha subito una contrazione: in passato veniva chiamata Zénoa (pronuncia [ˈtsenwa]), mentre oggi viene chiamata Zêna [ˈzeːna]).

Genova e la Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Stampa medioevale raffigurante Genova

La storia di Genova è la storia dei suoi abitanti che furono (o furono definiti), al tempo stesso, signori del mare, mercanti e guerrieri capaci, se del caso, di inaudita ferocia. Seppero dare vita, in epoca di dominanze, ad una propria repubblica, la Repubblica di Genova, nata dal libero comune, che si resse in otto secoli su diverse forme di governo: dalla forma consolare a quella dogale a quella, infine, oligarchica. La sua politica si fondò comunque sempre su di un disegno di dominio regionale, studiato e portato avanti sin dagli albori, basata, soprattutto sull'influenza delle potenti famiglie che traevano la propria potenza dalle disponibilità economiche tratte dall'attività mercantile.[21]

Il dominio sulla riviera ligure e la costruzione di un'imponente flotta, al tempo stesso militare e mercantile fu di vitale importanza per dare impulso alla nascita di uno stato che per oltre quattrocento anni basò la propria esistenza sulla diplomazia e sulla neutralità, oltre che sul commercio.

Il detto - di autore anonimo - "Genuensis, ergo mercator", ossia "Genovese quindi mercante" - fu mirabile sintesi di quel mercanteggiare così famoso nel mondo sul quale i genovesi basarono un impero coloniale fondato su colonie oltremarine che andava dall'Iraq alle Isole Canarie, dall'Inghilterra alla Palestina (raggiunta fin dalla prima crociata), racchiudendo nel proprio pugno tutto il mar Mediterraneo occidentale e il mar Nero, definito il Lago genovese, e tenendo testa quando non ponendo sotto il proprio controllo tre imperi: quello Svevo, quello Bizantino e quello Asburgico, del quale ultimo i genovesi controllavano l'economia ed il commercio. Caffa, Solcati, Tana, Chio, Focea, Mitilene, Pera non sono che alcune fra le tante Genova che i mercanti della Superba fecero risplendere nei commerci.

Perso il proprio potere sui mari, ma non sui mercati del mondo, nel 1797 l'onda lunga della rivoluzione francese investì anche la repubblica che pagò la sua condizione di neutralità con insostenibili pressioni esterne che la portarono all'occupazione nel 1805 ed alla successiva annessione all'impero napoleonico.

Nel 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio, paventando un ritorno allo status quo ante. Nel 1815, invece, le potenze europee, in gran parte debitrici dell'antico Banco di San Giorgio decisero la soppressione della repubblica e l'annessione al Regno di Sardegna, malgrado i disperati tentativi del doge a Vienna per mantenere l'indipendenza.

Nel 1849 le truppe dei Savoia, agli ordini del generale Alfonso La Marmora, dopo aver represso un'insurrezione causata dal malcontento popolare si resero responsabili di assassinii, rapine, stupri nei confronti della cittadinanza inerme[22].

L'area di influenza di Genova, pur non essendo istituzionalizzata ufficialmente, si estende, per ragioni storiche, linguistiche, culturali, economiche ed infrastrutturali, oltre che a tutta la città metropolitana di Genova e a parte di quelle liguri limitrofe della Spezia e Savona, alla pianura alessandrina, alle aree dell'Oltregiogo (Novi Ligure), del Basso Piemonte e al circondario di Bobbio (in provincia di Piacenza).

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stendardo di Genova

La bandiera di Genova è costituita da una croce rossa su campo bianco: è detta anche croce di San Giorgio e nell'antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo e che dopo il 1095, anno di conquista di Gerusalemme da parte dei Turchi selgiuchidi, mossi in gran parte (in un primo momento) da spirito sincero di missione, decisero di prendere la croce ed armarsi per liberare la terra ove nacque e visse Gesù, in risposta ai ripetuti attacchi subiti dai Turchi, decisi - soverchiati gli Arabi - a spingersi alla conquista dell'impero bizantino.

La simbologia del Salvifico vessillo della vera croce - come Jacopo da Varazze indicò la croce di San Giorgio - determinò in epoca contemporanea, per i pellegrinaggi armati, l'appellativo di crociati.

L'uso del vessillo da parte dei Genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l'esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio, prospiciente l'antica piazza del mercato, di origine romana.

Il gonfalone comunale

Nel 1190 Londra e l'Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzare sulle proprie navi la bandiera crociata genovese, per avere la protezione ed il rispetto che godeva la flotta genovese nella zona che controllava, nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero, sottraendosi così ai numerosi attacchi di pirateria; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. L'Inghilterra, la città di Londra e la Royal Navy issano la bandiera di San Giorgio, e l'insegna fa parte dell'Union Jack, la bandiera nazionale britannica[23].

Erroneamente lo storico Francesco Maria Accinelli indica lo stemma milanese come derivazione di quello genovese («E mandati dalla Repubblica 500 balestrieri con la suddetta insegna in soccorso dei Milanesi nel 1247, espugnata col loro valore la città Vittoria nuovamente fabbricata da Federico II vicino a Parma, vollero i Milanesi per maggiore onore assumersi dello stendardo de' Genovesi l'insegna»), che invece risale al 1066[24], quando l'effigie venne consegnata ufficialmente dal papa Alessandro II (il milanese Anselmo da Baggio) ad Erembaldo, capitano del Popolo di Milano in rivolta contro l'Impero.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Genova è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stata insignita della medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Amor di Patria, dolore di popolo oppresso, fiero spirito di ribellione, animarono la sua gente nei venti mesi di dura lotta il cui martirologio è messa fulgida gemma all'aureo serto di gloria della "Superba" Repubblica Marinara, i 1863 caduti il cui sangue non è sparso invano, i 2250 deportati il cui martirio brucia ancora nelle carni dei superstiti, costituiscono il vessillo che alita sulla città martoriata che infervorò i partigiani del massiccio suo Appennino e delle impervie valli, tenute dalla VI zona operativa, a proseguire nell'epica gesta sino al giorno in cui il suo popolo suonò la diana dell'insurrezione generale. Piegata la tracotanza nemica otteneva la resa del forte presidio tedesco, salvando così il porto, le industrie e l'Onore. Il valore, il sacrificio e la volontà dei suoi figli ridettero alla madre sanguinante la concussa libertà e dalle sue fumanti rovine è sorta nuova vita santificata dall'eroismo e dall'olocausto dei suoi martiri[25].»

Il Grifo d'Oro, invece, è un'onorificenza concessa dal comune di Genova alle persone che hanno reso famoso il nome di Genova nel mondo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Lanterna, simbolo cittadino

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Genova.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Genova è uno tra i più densamente abitati d'Europa[26], con una struttura urbanistica, nella parte più antica, articolata com'è in un dedalo di piazzette e stretti caruggi. Esso unisce una dimensione medioevale a successivi interventi cinquecenteschi e barocchi (piazza San Matteo e la vecchia via Aurea, poi diventata via Garibaldi).

Resti delle antiche mura sono visibili nei pressi della cattedrale di San Lorenzo, luogo di culto per eccellenza dei genovesi.

Simboli della città sono la Lanterna (alta 117 m) antico e svettante faro visibile in distanza dal mare (oltre 30 km), e la monumentale fontana di piazza De Ferrari, restaurata, cuore pulsante e vera e propria agorà cittadina.

Meta turistica per eccellenza è anche l'antico borgo marinaro di Boccadasse, con le pittoresche barche multicolori, posto come a sigillo della elegante passeggiata che costeggia il Lido d'Albaro, e rinomato per i suoi famosi gelati.

Appena fuori dal centro, ma ancora parte dei trentatré chilometri di costa compresi nel territorio comunale, si trovano Nervi, naturale porta d'accesso alla Riviera di Levante e Pegli, naturale porta d'accesso alla Riviera di Ponente.

La nuova Genova ha basato la sua rinascita soprattutto sul recupero delle aree verdi dell'immediato entroterra (fra cui quella del Parco naturale regionale del Beigua) e sulla realizzazione di opere infrastrutturali come l'Acquario al porto antico - il più grande d'Italia ed uno dei maggiori in Europa - e la relativa Marina (il porticciolo turistico in grado di accogliere centinaia di imbarcazioni da diporto). Tutto questo all'interno della ristrutturata Area Expo predisposta per le Celebrazioni colombiane del 1992.

Il ritrovato orgoglio ha restituito alla città la consapevolezza di essere una città in grado di guardare al futuro senza scordare il proprio passato: la ripresa di numerose e rigogliose attività artigianali, da tempo assenti dai caruggi del centro storico, ne è una testimonianza diretta.

A contribuire a tutto questo sono state anche le opere di restauro compiute fra gli anni ottanta e novanta su numerose chiese e palazzi cittadini, fra cui, sulla collina di Carignano, visibile quasi da ogni parte della città, la rinascimentale Basilica di Santa Maria Assunta.

Il totale recupero del Palazzo Ducale - un tempo sede di dogi e senatori e ora luogo di eventi culturali - e del porto antico e la riedificazione del Teatro Carlo Felice, distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale che risparmiarono solo il pronao neoclassico dell'architetto Carlo Barabino, sono stati altri due punti di forza per la realizzazione di una nuova Genova.

Un altro monumento di rilevante importanza riportato a nuovo splendore è il Cimitero monumentale di Staglieno, nel quale riposano le spoglie di molti personaggi noti, fra i quali Giuseppe Mazzini, Fabrizio De André e la moglie di Oscar Wilde.

Con la sua caratteristica skyline che per chi proviene dal mare la fa apparire come una insormontabile fortezza, contraddistinta com'è dalla sua fitta rete di fortificazioni collinari su ampie mura che in antiche epoche belliche l'hanno resa inespugnabile sia agli attacchi dal mare quanto da quelli via terra - Genova non poteva rinunciare, specialmente a partire dagli anni sessanta, ad un proprio rinnovamento e ammodernamento, che doveva necessariamente passare, al pari di quanto avvenuto in tante altre metropoli, attraverso la realizzazione di grandi complessi abitativi di tipo popolare, la cui qualità, utilità e funzionalità è stata ed è peraltro ancora oggetto di discussione (e talvolta di contestazione) da parte dei cittadini residenti. A tal proposito, si citano ad esempio i casi rappresentato dal cosiddetto "biscione", complesso edilizio a forma, appunto, di lungo serpentone, situato sulle alture del popoloso quartiere di Marassi, e dal gruppo di case dette "Le lavatrici", nel quartiere di Pra'.

Per altre soluzioni architettoniche che l'hanno contraddistinta, Genova è peraltro diventata da qualche decennio una sorta di capitale dell'architettura moderna italiana, se non europea. Questo si deve principalmente all'opera all'architetto Renzo Piano che dalla fine degli anni ottanta si è occupato della ristrutturazione di alcune fra le più conosciute città del mondo.

Il nome di Piano ha acquisito notorietà a partire soprattutto dal 1992, quando Genova accolse per le Celebrazioni colombiane del 1992 (Colombiadi) i visitatori nel porto antico, il waterfront dell'angiporto completamente restaurato per l'occasione e simboleggiato dal Grande Bigo stilizzato (sorta di marchio di fabbrica dell'attività portuale genovese).

Il "Bigo"

Oltre ad un completo restyling dell'area, l'antica zona portuale situata nei pressi del varco del Mandraccio, a Porta Siberia, è stata arricchita scenograficamente dallo stesso Piano con una grande sfera in metallo e vetro installata nelle acque del porto, non lontano dall'Acquario e inaugurata nel 2001 in occasione del Vertice del G8 tenutosi a Genova. La sfera (chiamata dai genovesi anche Bolla di Piano o "Biosfera"), dopo essere stata impiegata per un'esposizione di felci da parte dell'Orto Botanico di Genova, ospita ora al suo interno la ricostruzione di un ambiente tropicale, con numerose piante, piccoli animali e farfalle.

Mura di Genova

Piano ha inoltre progettato per la Superba anche le stazioni della metropolitana e, nella zona collinare della città, progettato e iniziato la costruzione - in collaborazione con l'UNESCO - di Punta Nave, sede del "Renzo Piano Building Workshop".

Soprattutto per chi transita per il centro di Genova lungo la strada sopraelevata, magari per imbarcarsi al vicino terminal traghetti, è visibile nelle vicinanze del porto antico il cosiddetto Matitone, controverso quanto singolare grattacielo a forma di lapis, che affianca il gruppo di torri del WTC, cuore del complesso edilizio di San Benigno, sede anche di parte dell'amministrazione comunale e di numerose aziende.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Forti di Genova e Mura di Genova.

Antichi presidi fortificati, vecchi e nuovi sono posti nei parchi collinari, subito a ridosso della città. Oltre a dare un importante testimonianza della potente storia della "Dominante dei Mari", alcuni di essi vengono utilizzati anche per concerti, feste e ritrovi giovanili, soprattutto per quanto concerne la vita notturna. Viceversa molti altri non sono per nulla valorizzati, soprattutto quando si parla di vestigia dell'ultima guerra: decina di bunker, e batterie sono lasciati incostuditi e al degrado, invece di essere ripristinati e riportati in uno stato decoroso in funzione storico-turistica.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parchi di Genova.

Genova è ricca di parchi e giardini fruibili al pubblico, a picco sul mare o sulle alture su cui si arrampica la città, il più grande complesso naturale di Genova, con 876 ettari è il Parco Urbano delle Mura, che ingloba il Parco del Peralto dove troviamo Forte Sperone, il vertice da cui partivano le Mura di Genova che difendevano la città.

Forte Sperone

I parchi maggiori, oltre al parco delle Mura, sono i Parchi di Nervi, dove tre ville storiche formano con i loro tre parchi collegati l'un l'altro (9 ettari di estensione), un complesso verde di rara bellezza in un ambiente naturale d'eccellenza, raggiungibile dalla bellissima Passeggiata Anita Garibaldi ricavata dagli scogli sul mare.

Nel centro e nel nord della città troviamo numerosi piccoli parchi e giardini storici, come il Parco di Villa Croce, che ospita durante tutto l'anno numerose mostre d'arte contemporanea, Villetta Di Negro, il Parco dell'Acquasola, progettato dall'architetto Nicolò Barabino, i Giardini di Palazzo Bianco e Palazzo Doria-Tursi, Parco del Castello d'Albertis l'antica residenza del Capitano Alberto D’Albertis (1846/1932) navigatore, esploratore e studioso, accoglie il Museo delle Culture del Mondo.

Nel ponente cittadino troviamo il Parco di Villa Duchessa di Galliera, panoramico parco di 25 ettari, collegato al Palazzo Brignole-Sale, il Parco di Villa Durazzo-Pallavicini un parco storico conservatosi nel tempo, che include il Museo di Archeologia Ligure e l’Orto Botanico creato nel 1794 da Clelia Durazzo Pallavicini. Le alture del Ponente urbano sono in parte comprese nel Parco naturale regionale del Beigua[27] dove troviamo il più vasto parco regionale della Liguria che si affaccia sul mare, e in parte nel Parco urbano del Monte Penello e Punta Martin.

Forte Diamante con la mulattiera che porta all'ingresso

A levante oltre i già citati Parchi di Nervi, troviamo altre ville incantevoli, Villa Gambaro, Villa Carrara, che offre un particolare affaccio sul mare, e Villa Guartara. Sulle alture di Quinto al Mare troviamo il Parco Urbano di Monte Fasce e Monte Moro, che ospita le vestigia delle batterie costiere a difesa della città nella Seconda guerra mondiale[28].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tra le 15 città metropolitane d'Italia, il capoluogo ligure è terzo per superficie, sesto per popolazione comunale e della sua agglomerazione, nonché la quinta città del Paese per movimento economico[29]. La sua area metropolitana vasta è invece la settima del Paese per popolazione e la quarta per estensione, determinando così una bassa densità di popolazione, dovuta essenzialmente alla presenza di rilievi appenninici tra la costa ed il retroterra metropolitano. Per sopperire a questa discontinuità urbana, sono stati appositamente creati enti a tutela delle aree verdi appenniniche (ad esempio il Parco Regionale del Beigua), che hanno trasformato lo status di queste aree in parco metropolitano.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2011 il Comune di Genova contava, secondo l'ufficio statistico locale, 606 978 abitanti, di cui 285 337 maschi e 321 641 femmine[30], rappresentando circa il 76% dell'intera area urbana genovese di oltre 800 000 abitanti. La popolazione è prevalentemente di origine italiana, tuttavia è in netta crescita la presenza di immigrati (nel 2003 il numero di immigrati è tornato ad essere maggiore rispetto a quello degli emigrati, mantenendosi tale fino a oggi, con l'eccezione degli anni 2006 e 2007): vi sono infatti (al 31 dicembre 2011) tra i residenti 54 521 stranieri (25 455 maschi e 29 066 femmine), pari al 9,0% del totale dei residenti[30]. Gruppo maggioritario quello degli ecuadoriani, passati dai 3 048 del 2000 ai 17 436 del 2011 (anno in cui rappresentano il 31,98% degli stranieri residenti)[30].

Dopo una crescita contenuta nella seconda metà del XIX secolo, periodo in cui moltissimi genovesi emigrarono verso le Americhe, la città ha vissuto per buona parte del XX secolo un'esplosione demografica legata alla crescente espansione del porto e dell'industria metalmeccanica. Ad una prima fase di immigrazione dalle vallate del genovese e del basso Piemonte, seguì, dopo la Prima guerra mondiale, un afflusso considerevole di veneti e friulani.

La Lanterna con la centrale elettrica sottostante e, dietro, la collina di San Benigno, in parte demolita per far spazio all'omonimo quartiere.

Negli anni cinquanta, sessanta e settanta l'esplosione demografica è stata enfatizzata dall'immigrazione interna prevalentemente dal meridione d'Italia (in particolari di residenti della Sicilia e della Sardegna), che ha provocato problemi di natura logistica e soprattutto urbanistica a causa della mancanza di spazi edificabili pianeggianti, con la conseguente urbanizzazione massiccia delle aree collinari alle spalle del centro cittadino e degli sbocchi litoranei.

La crescita demografica si è progressivamente arrestata sino a diventare una vera e propria "implosione". Gli abitanti sono infatti passati dagli oltre 816 000 del 1971 ai circa 610 000 del 2001: Genova ha perso un quarto della popolazione in 30 anni. Complice di tale situazione è anche l'età media dei residenti, che soprattutto in alcuni quartieri è decisamente elevata, il che comporta un numero di morti superiore a quelle delle nascite (nel 2011 si sono registrate 4 411 nascite contro 8 190 decessi[30]).

Confrontando i dati della popolazione del censimento del 1981 con quello del 2001, la popolazione di Genova è variata da 762 895 a 610 307 abitanti, per un decremento di 152 588 unità, pari ad una variazione negativa di circa il 20%. Al contrario della maggior parte delle altre città densamente popolate che hanno avuto una diminuzione dei residenti negli stessi anni, dove ad una perdita di popolazione del capoluogo è corrisposto un aumento medio della popolazione dei comuni della stessa ex provincia, in grado di compensare la prima se non addirittura superarla, nel caso di Genova anche la somma della popolazione degli altri 66 comuni della ex provincia è diminuita, passando dai 282 214 abitanti del 1981 ai 267 775 abitanti del 2001, per un decremento di 14 439 unità, pari ad una variazione negativa di circa il 5,1%[31]. Tuttavia, attraverso il fenomeno della rapallizzazione turistica lungo la costa di levante, e dell'espansione edilizia legata alle attività dei porti industriali di Genova, Savona e Vado Ligure, in collegamento tra loro, la città si è saldata con i comuni costieri in un unico agglomerato urbano di oltre 800 000 abitanti, riconfermando la sua realtà metropolitana al di là dei suoi confini comunali.

L'età media dei genovesi (al 31/12/2010) è di 47,2 anni, con un picco di 48,8 anni nel municipio (ex circoscrizione) Medio Levante[32]. L'indice di vecchiaia (rapporto tra gli over 65 e gli under 15) cittadino è di 233,2 (ovvero vi sono 233,2 persone di 65 anni e oltre per ogni 100 giovani sotto i 15 anni), con estremi nei municipi Val Polcevera (199,1) e Bassa Valbisagno (262,8); nel 2001 l'indice di vecchiaia cittadino era di 245,1[32].

Piazza Dante come appariva negli anni quaranta. La ristrutturazione edile-urbanistica di quello che era l'antico quartiere popolare di Ponticello-Via Madre di Dio (ora "cuore" della moderna city) è caratterizzata dall'edificazione dei nuovi imponenti grattacieli, innalzati a inizio decennio, e dalle costruzioni in marmo tipiche del razionalismo italiano.

A Genova il numero medio di componenti per famiglia al 31/12/2010 si attestava a 1,99 e vi erano 302 656 nuclei familiari[32] Tra le famiglie il 43,9% era composto da un solo componente (132 960 famiglie), il 27,5% da due persone (83 314 famiglie), il 16,9% da tre persone (51 141 famiglie), il 9,4% da quattro persone (28 522 famiglie) e il restante 2,2% (6 719 famiglie) con cinque o più componenti[32].

Nel 2011 sono stati celebrati 1 534 matrimoni (570 con rito religioso e 964 con rito civile)[30], 28 in più rispetto al 2010 (+1,9%); a partire dal 2007 (quando le unioni furono 2 087) vi è stato un forte calo nel numero complessivo di matrimoni, nonostante la popolazione residente nel periodo sia variata di poco. Il numero annuale medio di matrimoni per decennio era comunque in calo da tempo (4380 negli anni settanta, 3075 negli '80, 2551 nei '90 e 1928 nel primo decennio del nuovo secolo[32]), ma questo era in parte attribuibile al calo della popolazione generale. I matrimoni tra divorziati nel 2011 rappresentavano il 42,3% dei riti civili e il 26,5% del totale dei matrimoni[30]. Dal 2004 il numero di matrimoni civili è superiore a quello dei matrimoni religiosi (principalmente per via dell'aumento di matrimoni in cui almeno uno dei due coniugi è divorziato)[33].

Al 31 dicembre 2011, dai dati comunali, il municipio più popoloso risultava essere I Centro Est, con 90 098 residenti ed una densità di popolazione di 127,30 abitanti per ettaro, mentre quello a maggiore densità di popolazione risulta essere II Centro Ovest, con 140,93 abitanti per ettaro, per un totale di 68 378 residenti[30].

Il territorio del comune di Genova assunse l'attuale estensione nel 1926 con l'accorpamento di 19 comuni circonvicini. È da rilevare il fatto che al censimento del 1931 (il primo successivo all'annessione) la popolazione fu calcolata in 590 736 unità, superiore a quella dell'ultimo censimento del 2011, alla presentazione del quale la popolazione è risultata di 586 180 abitanti[34]

Abitanti censiti[35]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat del gennaio 2014, i cittadini stranieri residenti a Genova sono 56 534[36], pari all'9,4% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative:

  1. Ecuador, 17 811
  2. Albania, 6 509
  3. Romania, 4 751
  4. Marocco, 3 780
  5. Perù, 3 032
  6. Cina, 2 491
  7. Ucraina, 1 758
  8. Senegal, 1 530
  9. Sri Lanka, 1 243
  10. India, 959

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale di San Lorenzo

Genova ha sempre avuto un rapporto saldo con la fede cattolica. Sebbene la città sia nota per le sue simpatie socialiste e comuniste e per essere una città "rossa" (fu a Genova che nacque il Partito Socialista Italiano nel 1892), è sempre esistito un gran equilibrio tra poteri locali e Curia che, dal canto suo, ha sempre espresso personalità forti come il cardinale Giuseppe Siri.

La stessa sinistra genovese ha raramente assunto posizioni anticlericali e la convivenza tra queste due anime ha talvolta portato a compromessi e risultati soddisfacenti per entrambe le parti, come nel caso delle mediazioni del cardinale Giuseppe Siri tra i camalli e l'Autorità Portuale Genovese. Verso la fine della seconda guerra mondiale, lo stesso cardinale, quando ancora era vicario generale dell'arcivescovo Boetto, aveva svolto il ruolo di mediatore tra la cittadinanza e l'amministrazione di occupazione tedesca, salvando di fatto il porto di Genova dalla distruzione, prima dell'abbandono delle forze tedesche[senza fonte].

Genovesi erano papa Benedetto XV, il cardinale Siri. Lo è anche il presidente della CEI e attuale arcivescovo Angelo Bagnasco. Molto conosciuti a livello nazionale sono stati don Gianni Baget Bozzo, politologo, per un periodo vicino alla corrente craxiana del Partito Socialista Italiano (per il quale fu europarlamentare dal 1989 al 1994) e tra i fondatori di Forza Italia, e don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto, vicino ai movimenti No global.

Vi sono numerosi santi e beati di nascita genovese o genovesi di adozione, testimoni della fede cristiana a Genova e in Liguria: si ricordano Caterina Fieschi Adorno, Francesco Maria da Camporosso, Agostino Roscelli, Eugenia Ravasco, Tommaso Reggio, Benedetta Cambiagio Frassinello, Gianna Beretta Molla, Luigi Orione, Virginia Centurione Bracelli, Paola Frassinetti.

Il Santuario di Nostra Signora della Guardia - sul monte Figogna, nel vicino comune di Ceranesi - è tradizionale meta di pellegrinaggi, e numerosi sono i santuari mariani presenti sul territorio municipale. Infine va anche menzionato il Santuario di Nostra Signora della Vittoria, eretto dalla Repubblica di Genova nei pressi del Passo del Pertuso, nel comune di Mignanego, in ricordo della vittoria conseguita dai genovesi il 10 maggio 1625 sull'esercito del duca di Savoia Carlo Emanuele I. L'insperata vittoria, ottenuta con il fondamentale apporto di numerosi volontari polceveraschi, fu attribuita all'intercessione della Madonna.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cultura a Genova.

Genova è stata capitale europea della cultura per il 2004, assieme alla città francese di Lilla, ed è sede del Festival della scienza.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Genova è sede di 18 istituti di studi superiori (sia pubblici che privati) e 15 centri linguistici (privati). Tra i principali enti spiccano per eccellenza l'Università degli Studi di Genova, il Conservatorio Niccolò Paganini nonché l'Istituto italiano di tecnologia.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La città dispone di un notevole patrimonio librario, ripartito in numerose raccolte librarie, le più importanti delle quali possono considerarsi la Biblioteca universitaria, la Biblioteca Civica Berio, la Biblioteca Lercari, la Biblioteca musicale del Conservatorio[37] e la Biblioteca De Amicis specializzata per l'infanzia. Esistono inoltre numerose biblioteche di quartiere.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1995, Genova è sede del Festival internazionale di poesia di Genova, uno dei principali festival di poesia e letteratura in Europa. Importante a Genova è anche la tradizione teatrale che ha formato diversi attori, registi e scenografi di fama nazionale ed internazionale. Da alcuni anni la città sta assumendo importanza anche in ambito scientifico. Vi si svolge infatti ogni anno in autunno il Festival della scienza ed è sede dell'Istituto italiano di tecnologia e di un'Area della Ricerca del CNR.

Università[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede della prestigiosa Università di Genova, che possiede anche sedi decentrate ad Imperia, Pietra Ligure, Savona, Chiavari e La Spezia. Sono presenti pressoché tutte le facoltà del sistema superiore scolastico italiano. Di una certa rilevanza è il Corso di Laurea di Ingegneria Navale, uno dei pochi presenti in Italia che fonda le sue radici direttamente sulla "Regia Scuola Superiore Navale di Genova" fondata nel 1870, prima del suo genere in tutto il Regno d'Italia.[38]

Musei e teatri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musei di Genova.

Di notevole valore è il complesso museale cittadino articolato in diverse strutture e pinacoteche fra cui le gallerie di Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Reale, il palazzo del Principe, antica residenza di Andrea Doria, e il Palazzo Ducale.

Nel quartiere della Darsena è attivo dal 2004 un nuovo complesso museale edificato su un palazzo preesistente, il Galata − Museo del mare, il maggiore museo dell'area del Mediterraneo nel genere delle comunicazioni marittime.

Il sistema-museo è arricchito, sempre al porto antico, dal Museo dell'Antartide e dai rinnovati Magazzini dell'Abbondanza e Magazzini del Cotone. Un museo a cielo aperto può essere considerato l'incontro delle Tall Ship che si tiene periodicamente alle calate del porto antico (vedi The Tall Ships' Races 2007 Mediterranea) e che raduna i più bei velieri-nave scuola del mondo.

All'interno del complesso monumentale della Cattedrale, dedicata a San Lorenzo, si trovano il Museo del tesoro, posto negli ambienti ipogei del Duomo, e il Museo diocesano, che ha sede nel suo chiostro medievale.

Un Museo delle culture del mondo è allestito al castello d'Albertis mentre sale con strumentazioni scientifiche sono visitabili al castello Mackenzie edificato ad inizio del XX secolo da Gino Coppedè. Numerose sono poi le ulteriori realtà museali dislocate nelle varie delegazioni comprese tra Voltri a Nervi.

Fermata della metro davanti al teatro Carlo Felice

A Villetta Di Negro si trova il Museo d'arte orientale intitolato ad Edoardo Chiossone, dove sono esposte pitture e sculture provenienti dal Giappone e dalla Cina, oltre ad una collezione di tremila stampe create tra il XVII e il XIX secolo.

Il Museo di storia naturale Giacomo Doria, il Museo di Sant'Agostino e il Museo d'arte contemporanea Villa Croce ospitano rispettivamente reperti scientifici e storici e mostre di pittura; altre manifestazioni culturali - fra cui esposizioni e concerti di musica - sono organizzate poi in buona parte dell'anno a Villa Luxoro e a Villa Grimaldi Fassio, sede delle Raccolte Frugone, ai Parchi di Nervi.

Il Museo di archeologia ligure, dove si trovano numerosi reperti del passato genovese (tra cui la Tavola bronzea di Polcevera, che riporta il primo atto giuridico della Liguria di cui si abbia traccia) si trova a Pegli, nella Villa Durazzo-Pallavicini, villa dotata di un vasto parco in stile romantico ottocentesco.

Una istituzione di notevole rilevanza è anche il Civico museo biblioteca dell'attore, che comprende materiali di molti dei più importanti attori teatrali italiani.

Un punto di riferimento per la cultura musicale cittadina è il Teatro Carlo Felice mentre nuovi spazi e nuove strutture sono stati recuperati o sono sorti per soddisfare la richiesta di musica pop da parte di un'utenza prettamente giovanile. Il più importante teatro di prosa genovese è il Teatro Stabile di Genova.

Va ricordato che proprio a Genova nacque uno fra i maggiori violinisti di tutti i tempi, Niccolò Paganini. La città di Genova è proprietaria, per lascito testamentario, anche del suo famoso violino, un Guarneri del Gesù, conosciuto come il Cannone di Paganini. Il violino è conservato presso il Comune, assieme ad un altro strumento, copia del Cannone, fatto costruire da Paganini e regalato al suo unico allievo Camillo Sivori.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Scuola genovese dei cantautori.

Sono scarse le informazioni sull'attività musicale nei primi anni della storia della città. E anche successivamente, la potente Repubblica di Genova, per molti anni, ha sempre rivolto maggiore attenzione ai commerci ed al mantenimento delle proprie colonie.

Una discreta presenza, degna di essere evidenziata, si registra comunque ai tempi dei troubadors e uno dei personaggi più rappresentativi risponde al nome di Lanfranco Cigala (morto nel 1258 circa), uomo di legge, buon conoscitore della lingua occitana a lui familiare per i frequenti viaggi in Provenza quale rappresentante diplomatico della Repubblica di Genova.
È intorno alla sua persona che si riunisce un gruppo di borghesi, anch'essi per la maggior parte giuristi (Bonifacio Calvo, Lucchetto Gattilusio, Percivalle e Simone Doria), che danno vita ad un cenacolo trobadorico tra i più importanti d'Italia. Si incontravano in casa di Lanfranco, loro indiscusso vate, per discutere, leggere e ispirarsi alle rime dei più famosi esponenti della lirica provenzale.

Negli anni successivi, riferimenti sulla vita musicale a Genova sono reperibili solo consultando archivi ecclesiastici in quanto tale attività è sostenuta e favorita dalla Chiesa e dalla nobiltà locale. I musicisti citati però provengono soprattutto da regioni limitrofe: Franchino Gaffurio (Lodi, 1451-1522), sacerdote e teorico musicale al servizio della famiglia Adorno[39]; Vincenzo Ruffo (Verona, 1510-1587), compositore, maestro di cappella nei Duomo di Verona e Milano, a Genova al servizio di Andrea Doria.
Verso la fine del Cinquecento la vita musicale della città registra un grande impulso grazie alle iniziative della Cattedrale di San Lorenzo che si organizza assumendo cantori e strumentisti fino a costituire un imponente organico musicale composto da un coro di 65 elementi e 34 orchestrali.
In questo periodo si distinguono i due maestri di cappella, ambedue genovesi, Giovanni Battista Dalla (Della) Gostena (1558 circa-1593), autore anche di madrigali e opere per liuto e il nipote Simone Molinaro (1565-1615), i cui temi musicali sono stati utilizzati da Ottorino Respighi per una parte delle Antiche Arie e Danze, Suite numero 1. Un altro organista importante della Cattedrale è stato Michelangiolo Rossi (1601/2-1656) uno dei migliori allievi di Frescobaldi.

Non è un caso se Niccolò Paganini (1782-1840), il più illustre musicista genovese, abbia tenuto i suoi primi concerti in diverse chiese della città. Acclamato violinista di eccezionale virtuosismo, Paganini è stato anche un compositore innovativo che ha scritto importantissime opere per il suo strumento (tra cui 24 Capricci, Variazioni, Concerti, 'Moto Perpetuò Sonate à mouvement perpetual 1831-1835). I suoi insegnanti furono Giacomo Costa, e Francesco Gnecco.

La sua prodigiosa tecnica è arrivata sino ai giorni nostri attraverso alcuni musicisti che se la sono tramandata. L'eccezionale catena inizia con Camillo Sivori (1815-1894) suo unico allievo, che a sua volta insegna a Francesco Sfilio (grande didatta fino a poco tempo fa dimenticato) e quest'ultimo a Giuseppe Gaccetta.

Per volontà di Gaccetta, nel 2000, è stata costituita una fondazione intitolata a Francesco Sfilio. Il ricordo di Paganini viene tenuto vivo dall'Istituto di Studi Paganiniani, di cui è stata grande animatrice Alma Brughera Capaldo, editore degli interessanti “Quaderni”. Il Comune di Genova, dal canto suo, organizza ogni due anni il Premio Paganini, concorso internazionale di violino con lo scopo di premiare nuovi giovani talenti. Dalla sua fondazione ha laureato artisti importanti, tra i quali Gyorgy Pauk, Gérard Poulet, Salvatore Accardo, Gidon Kremer, Ilya Grubert e, in tempi più recenti, Massimo Quarta, Giovanni Angeleri, Leonidas Kavakos, Ilya Gringolts e Shoji Sayaka. Nella serata conclusiva il vincitore del Premio ha l'onore di suonare il violino con cui si esibiva Paganini: un Guarneri del Gesù del 1743 detto "il Cannone di Paganini".

Tra i tanti violinisti genovesi degni di citazione ricordiamo Giovanni Antonio Guido che in Francia, dove era emigrato, ottenne un notevole successo con l'opera Scherzi armonici sopra le quattro stagioni dell'anno, op. 3 (ad imitazione di quelle di Vivaldi); Cesare Pugni, oltre che violinista virtuoso anche compositore di opere, musica strumentale e balletti. Non c'è stata grande ballerina del periodo romantico che non si sia esibita in coreografie sulla musica di Pugni.

Genova è sempre stata anche un approdo di molti importanti musicisti. Punto aggregante il Teatro del Falcone (di proprietà della Famiglia Adorno) inaugurato nel 1652. Da questo teatro sono passati: Cavalli, Lotti, Monteverdi, Galuppi, Cimarosa, ecc. Nella seconda metà del Seicento si stabilisce a Genova Alessandro Stradella, figura importante del medio barocco italiano, compositore di melodrammi, personalità estroversa altalenante tra una vita dedita alla composizione e una vita scioperata.

Molti sono gli artisti che, nati a Genova, hanno trovato importanti riconoscimenti nei diversi settori del mondo musicale lavorando soprattutto all'estero: Carlo Emanuele Barbieri, compositore di numerose opere teatrali e balletti, direttore molto considerato nel campo operistico e dal 1862 direttore del Teatro Nazionale di Budapest; Michele Novaro, secondo tenore e maestro dei cori del Teatro Regio di Torino, compositore di numerosi inni tra cui l'inno nazionale italiano su testo di Goffredo Mameli; Margherita Carosio, uno dei più grandi soprani dei suoi tempi con una carriera di quasi cinquant'anni in tutti i più importanti teatri del mondo; Piero Guelfi, baritono operante intorno alla metà del XX secolo; Giuseppe Barzizza, conosciuto come Pippo Barzizza, direttore d'orchestra e compositore, autore anche di un trattato sull'orchestrazione moderna nella musica leggera; Angelo Francesco Lavagnino, ottimo violinista e compositore di musica da camera, sinfonica sacra e teatrale e di numerosissime colonne sonore di film; Natalino Otto, iniziatore del genere swing in Italia, un innovatore nel campo della musica leggera; Giancarlo Acquisti studioso del periodo barocco (direttore dell'“Antologia Monografica dal Barocco ai Tempi Nostri”) e compositore.

Negli anni sessanta a Genova nasce un movimento che, seppur in altri termini, forme e consistenza musicale, sembra ricalcare la filosofia del cenacolo trobadorico di Lanfranco Cigala: un gruppo di giovani, di provenienze ed esperienze diverse nel campo poetico e musicale, trova a Genova un ideale punto d'incontro. L'influsso degli chansonnier d'oltralpe, in alcuni di loro, è evidente. Nell'immaginario collettivo vengono definiti cantautori. I genovesi di nascita sono due: Umberto Bindi e Fabrizio De André.
Bindi, musicalmente il meglio preparato, si propone con una melodia raffinata e articolata. Il suo Arrivederci (1959) ha un notevole connotato di rinnovamento della canzone italiana. De Andrè primeggia per la sua vena poetica e la grande attenzione che pone nella scelta delle storie ed argomenti che affronta. Il suo melodiare semplice ed efficace lo rende facilmente comprensibile al popolo. Dopo un inizio stentato, tanto da fargli meditare l'abbandono, ottiene un improvviso, inatteso successo con La canzone di Marinella che segna la svolta alla sua carriera.

Ivano Fossati, uno dei più colti artisti della scena musicale italiana, più musicista che cantautore, autore di memorabili canzoni scritte anche per altri, nasce e vive nella città ligure. Gli altri cantautori hanno provenienze diverse come diverse sono le loro attività iniziali. Gino Paoli è nato a Monfalcone: originariamente pittore grafico, senza specifiche conoscenze musicali, si dedica alla canzone in modo casuale, ma ciò non gli impedisce di inanellare una lunga serie di successi da Il cielo in una stanza a Sapore di sale, Senza fine, ecc.

Luigi Tenco è nato a Cassine ma la famiglia si trasferisce a Genova quando lui ha circa dieci anni. In lui, più che in altri, si avverte l'influsso degli chansonnier: Prévert, Kosma (la loro Feuilles mortes aleggia in Mi sono innamorato di te), Brassens, Brel. Infine Bruno Lauzi, nato ad Asmara ma cresciuto a Genova, autore, fra i tanti brani, di quel Il Poeta che potrebbe essere considerato il "manifesto" di questo gruppo di creativi. Ironico, malinconico, realista, nonostante le numerose canzoni di successo, sconta una certa indifferenza da parte dei critici e dei discografici.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Trenette al pesto
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina ligure.

Fu a Genova che nel 1574 si costituì la prima Corporazione dei Pastai con un proprio statuto (Capitoli dell'arte dei Fidelari). Oltre alla rivendicata paternità del pesto, della focaccia genovese, dei blue-jeans e del gioco del lotto, Genova lega il suo nome anche alla nascita, insieme ad altre città, dell'usanza dell'aperitivo.

Persone legate a Genova[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Genova vista da illustri viaggiatori.
« Per i vichi marini nell'ambigua
sera cacciava il vento tra i fanali
preludii dal groviglio delle navi
i palazzi marini avevan bianchi
arabeschi nell'ombra illanguidita
ed andavamo io e la sera ambigua »
(Dino Campana, Genova
Canti Orfici, 1914
)

Dante non fu certo benevolo verso questa città, pure tanto ammirata ed amata da molti illustri viaggiatori, tanto che finì per mandare i suoi abitanti all'Inferno. Qui, esattamente, al trentatreesimo canto dell'Inferno della sua Comedia, il sommo poeta lancia un'invettiva che sembra non lasciare scampo:

« Ahi genovesi, uomini diversi / d'ogne costume e pien d'ogne magagna, / perché non siete voi del mondo spersi? »

Eppure sono molti i personaggi storici ai quali la città vanta di aver dato i natali o il cui nome è ad essa sono strettamente legato per uno specifico motivo: fra essi sono da ricordare - oltre agli augusti dogi - ammiragli, esploratori e navigatori (su tutti il principe-ammiraglio Andrea Doria e soprattutto Cristoforo Colombo).

Fra i patrioti il cui nome è legato a Genova per nascita o per storia si ricordano, oltre a Giuseppe Garibaldi, Goffredo Mameli, autore dell'inno nazionale italiano, Giuseppe Mazzini e Giovan Battista Perasso (il balilla icona dell'orgoglio cittadino); mentre fra gli artisti si annoverano i nomi del compositore e violinista Niccolò Paganini, del musicista Alessandro Stradella, ucciso da due sicari nel 1682, dei pittori Luca Cambiaso, iniziatore della scuola genovese, Bernardo Castello, Cesare Viazzi, Rubaldo Merello e il pittore di corte Giovanni Maria delle Piane (dalla famiglia Delle Piane), dell'architetto Renzo Piano, degli attori Vittorio Gassman e Lina Volonghi, dei poeti Camillo Sbarbaro (che nacque a Santa Margherita Ligure), Piero Jahier, Edoardo Sanguineti, Ceccardo Roccatagliata Ceccardi ed Eugenio Montale, senza dimenticare tra gli scrittori Fernanda Pivano e Minnie Alzona.

« Genova, dove si entra dai tetti delle case e si esce giù per le strade ripide, labirintica come un bosco, è la mia migliore musa. Tutte le volte che esco dall'ascensore del quartiere di Castelletto e guardo fuori mi stupisco, perché vedo sempre qualcosa di nuovo »
(Emanuele Luzzati)

Genova ha ospitato nel tempo varie personalità del mondo dell'arte e della cultura, come ad esempio gli scrittori Oscar Wilde (la cui moglie, Constance Lloyd, è sepolta nel cimitero monumentale di Staglieno), Paul Valéry (francese di nascita, ma di madre genovese, del quale si conserva una targa in un palazzo di via San Francesco) e il filosofo Nietzsche che dimorò in salita delle Battistine.

La città ha avuto anche un proprio cantore storico medioevale (sorta di cronista ante litteram) nella persona di Caffaro di Rustico da Caschifellone (o semplicemente Caffaro), con i suoi Annali, memoria storica di un'epoca di grande fulgore per la città.

Sempre nell'ambito dello spettacolo, sono da ricordare l'attore teatrale Gilberto Govi, che ha portato il repertorio dialettale genovese e la maschera del Baciccia in tutto il mondo, i cantanti Natalino Otto e Joe Sentieri, i cantautori Fabrizio De André, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Gino Paoli ed Umberto Bindi.

A Genova è nato anche il premio Nobel per la fisica Riccardo Giacconi.

Paranormale e leggende[modifica | modifica wikitesto]

Genova, città che ha avuto da sempre una certa confidenza con la scienza e con la tecnica, non si è mai distinta per particolari affinità con l'occulto o con il paranormale, salvo alla fine anni settanta, il presunto "avvistamento" di UFO a Marzano presso Torriglia raccontato da un metronotte, Fortunato Zanfretta[40]. Le esperienze di Zanfretta furono riprese nel film commedia surreale InvaXön - Alieni in Liguria.

La leggenda metropolitana più famosa è quella che riguarda la cosiddetta vecchina di vico dei Librai, un'anziana donna che rimase uccisa durante i bombardamenti sulla città della seconda guerra mondiale mentre si recava a fare la spesa. Vico dei Librai non esiste più, ma lo spirito della vecchina compare per chiedere ai passanti che incontra la direzione per tornare casa, scomparendo poi nel nulla. Altra versione della leggenda narra che un giovane chiese alla vecchina degli spiccioli in elemosina, trovandosi fra le mani una banconota da 1 000 lire, fuori corso da decenni[41].

Tra le principali figure leggendarie cittadine occorre segnalare quelle di Pacciûgo e Pacciûga, risalenti probabilmente all'XI secolo.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Municipi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Municipi di Genova e Quartieri di Genova.
I nove municipi

La città di Genova è suddivisa in nove grandi aree, denominate Municipi (all'incirca corrispondenti alle vecchie Circoscrizioni), approvate nel 2007 dal Consiglio Comunale di Genova[42] Ogni Municipio conta in media 67 500 abitanti, ed i due più popolosi sono il Centro-Est (oltre 90 000) e la Bassa Val Bisagno (quasi 78 000).

Municipio Pop. al 31/12/10[32] (% sul totale) Quartieri inclusi
Centro-Est 90 161 (14,8%) Pré, Molo, Maddalena, Oregina, Lagaccio, San Nicola, Castelletto, Manin, San Vincenzo, Carignano
Centro-Ovest 68 313 (11,2%) Sampierdarena, San Benigno, Campasso, San Teodoro, San Bartolomeo
Bassa Val Bisagno 77 721 (12,8%) San Fruttuoso, Marassi, Quezzi
Media Val Bisagno 58 034 (9,5%) Staglieno, Sant'Eusebio, San Gottardo, Molassana, Doria, Struppa, Prato
Valpolcevera 63 176 (10,4%) Borzoli, Certosa, Rivarolo, Teglia, Begato, Bolzaneto, Morego, San Quirico, Pontedecimo
Medio Ponente 61 950 (10,2%) Sestri Ponente, Cornigliano, Campi
Ponente 62 257 (10,2%) Vesima, Crevari, Voltri, Palmaro, Prà, Pegli, Multedo
Medio Levante 61 087 (10,0%) Foce, Brignole, Boccadasse, Albaro, San Martino, San Giuliano, Lido, Puggia
Levante 65 238 (10,7%) Sturla, Quarto dei Mille, Quinto al Mare, Nervi, Bavari, San Desiderio, Borgoratti

Distribuzione della popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo fascista i confini delle città vennero ridisegnati ed ampliati, inglobando diversi comuni (ad ovest sino a Voltri, ad est sino a Nervi, a nord sino a Pontedecimo e Struppa), raggiungendo una notevole estensione con la creazione della cosiddetta Grande Genova.

Le delegazioni che fanno parte del comune di Genova, suddiviso in nove municipi, conservano la struttura di piccole città, con propri centri e periferie, culture e tradizioni.

Durante il boom economico degli anni sessanta vennero ampliati tutti i quartieri con nuove costruzioni e costruiti nuovi quartieri popolari come il Cep ed il Biscione.

Non è difficile osservare come gli abitanti dei rioni periferici guardino al centro cittadino come ad un'altra città, usando la locuzione andare a Genova per riferire l'intenzione di recarsi al centro città. Tale insieme di località diverse, fuse in un'unica realtà urbana e suburbana, rende - per molti versi - la città affascinante e unica, simile per certi versi a certi agglomerati urbani industriali dell'Inghilterra.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Genova dal porto

Nel Medioevo Genova vantava il primato di essere la prima città a reintrodurre in chiave moderna l'oro nella monetazione occidentale, coniando il Genovino, subito copiato da Firenze nel peso e nel titolo e, ancor più tardi da Venezia. Il primato economico genovese ha il suo apogeo sul finire del secolo XIII, quando Pisa è sconfitta e i commerci sono al massimo splendore.

Genova è stata sede dei primi movimenti operai e sindacali del Novecento e della cooperativa di lavoratori portuali dei camalli (diretta derivazione della Caravana).

La sua economia e il suo mondo del lavoro hanno subito negli ultimi decenni notevoli mutamenti, passando da una connotazione prettamente industriale fondata sull'industria principale, quella del porto, ad una più moderna basata sui servizi (terziario avanzato, turismo, commercio, ecc.).

In questo senso vanno considerati i recuperi di aree degradate nelle valli dei due principali torrenti cittadini, Bisagno e Polcevera. Genova è anche sede del Salone nautico, che si svolge nella zona fieristica della città, la principale esposizione europea di nautica da diporto.

L'attività portuale è in netta ripresa, sebbene sia sempre frenata da un'insufficiente rete infrastrutturale di supporto, soprattutto ferroviaria. In questo senso si ritiene che la progettata linea ferroviaria ad Alta Velocità-Alta Capacità Tortona/Novi Ligure-Genova ("terzo valico dei Giovi"), che unirà Genova a Rotterdam), possa risolvere, se portato a compimento, parte di tali problemi.

Un altro fattore nuovo di Genova è la ricerca tecnologica. A fianco dei già presenti centri di ricerca (tra cui spicca l'ospedale pediatrico Gaslini) si è affiancato da poco l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Inoltre sulla collina degli Erzelli sono in corso i lavori per la costruzione del progetto Leonardo che prevede il trasferimento sulla collina della Facoltà di Ingegneria oltre che alla costruzione di un villaggio high-tech.

Genova è città industriale in chiave moderna con importanti aziende e multinazionali quali "Porto di Genova" (che comprende al suo interno una ventina di aziende-terminal tra cui la "VTE"), "Finmeccanica", "Ansaldo", "Cantiere Navale di Genova Sestri Ponente", città di sviluppo scientifico e tecnologico, e città d'arte, cultura e turismo (Centro Storico ricco di monumenti, Porto Antico, Palazzo Imperiale, Palazzo Reale, Palazzo Ducale, Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Acquario, Fiera Internazionale, oltre a moltissimi musei, castelli, ville e palazzi nobiliari, parchi, borghi storici come Boccadasse e i Litorali balneari dell'estremo Ponente e del Levante cittadino).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema viario di Genova.

Il comune è interessato dalle seguenti direttrici autostradali: Autostrada A7 Milano – Genova; Autostrada A10 Genova – Ventimiglia; Autostrada A12 Genova – Roma; Autostrada A26 dei Trafori Alpini.[43]

Per Genova passano inoltre diverse strade statali e provinciali:

Importanti arterie urbane sono: la Strada sopraelevata, Via XX Settembre, Corso Italia e Corso Europa.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Passante ferroviario di Genova e Ferrovia Genova-Casella.
La stazione di Genova Brignole

La città è servita da due importanti stazioni nazionali, quella centrale è Genova Piazza Principe mentre la seconda nell'ordine dell'importanza è Genova Brignole, che fanno parte del circuito Grandi Stazioni e sono situate in centro alla città; ha inoltre rilevanza per il traffico pendolare la stazione di Genova Sampierdarena, inserita nel progetto Centostazioni, la terza per ordine d'importanza. Nell'ambito del territorio comunale, oltre alle tre stazioni principali sono comprese anche 19 stazioni ferroviarie locali, classificate nelle categorie silver e bronze, che servono capillarmente i quartieri genovesi (per un totale di 22 stazioni RFI).[44]

Da Genova si sviluppano cinque direttrici ferroviarie, la linea costiera verso ponente Genova-Ventimiglia, la linea costiera verso levante Pisa-Genova, la linea Genova-Ovada-Acqui Terme (parte della storica Genova-Asti) verso l'Ovadese e l'Acquese, la succursale e storica per Torino. Le due direttrici verso il Nord Italia, entrambe realizzate nella seconda metà dell'Ottocento, sono vitali per lo smaltimento delle merci del porto di Genova. Per ottimizzare lo smistamento delle merci in arrivo al porto di Genova e velocizzarne il trasferimento verso le loro destinazioni nel nord Italia e nell'Europa centro-meridionale, è in fase di realizzazione la linea ad Alta Velocità-Alta Capacità Tortona/Novi Ligure-Genova ("terzo valico dei Giovi").

Sono allo studio alcuni raddoppi di linea al fine di separare il traffico dei treni a lunga percorrenza da quello dei treni regionali che servono la città e le località limitrofe, con la prospettiva futura di istituire sulla linea a mare tra Voltri e Nervi, anche grazie alla creazione di nuove fermate, un efficiente servizio ferroviario metropolitano.

Genova è collegata con la località di Casella (sul versante padano degli Appennini) con una ferrovia a scartamento ridotto metrico, fruibile per turismo, ma utilizzata anche come mezzo di locomozione corrente nell'area sub-metropolitana collinare. La ferrovia partendo dalla parte medio alta della città ha un percorso extra urbano, e congiunge piccoli borghi nella campagna, superando infine di poco il crinale spartiacque tra il versante del Mar Ligure e la Pianura Padana.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

L'aeroporto di Genova

L'Aeroporto internazionale "Cristoforo Colombo" è situato su una penisola artificiale realizzata nello specchio d’acqua antistante Sestri Ponente, È il principale della Liguria e il traffico generato in termini di passeggeri, seppur non particolarmente rilevante rispetto ad altri aeroporti regionali, porta comunque ad oltre un milione di passeggeri all’anno. Marginale risulta invece la movimentazione annuale di merci, con totale di circa 6,5 mila tonnellate fra merci e posta.[45]

Mobilità metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Servizio ferroviario urbano di Genova, Sistemi ettometrici di Genova e rete tranviaria di Genova.
Sistema integrato delle linee metropolitane e ferroviarie della città di Genova

Complessivamente il Sistema Metropolitano del Comune di Genova, costituito dalla metropolitana, dal servizio ferroviario urbano, dalle due ferrovie a scartamento ridotto e dalle due funicolari, conta, nel solo territorio comunale, 8 linee, 57 stazioni e 95 km di percorso sottorraneo e in superficie (75 km di ferrovia urbana ed altri 10 km nel tratto compreso tra Manin e Pino sulla Genova-Casella, 7 km di metropolitana e 3 km di funicolari). A questa rete si aggiungono le estensioni verso l'area metropolitana su ferro e via mare.

  • S.F.U. Vesima/Voltri-Nervi
  • S.F.U. Brignole-Pontedecimo
  • S.F.U. Brignole-Acquasanta
  • Ferrovia Genova-Casella (gestito AMT)
  • Metropolitana (gestito da AMT)
  • Ferrovia a cremagliera "Principe-Granarolo" (gestito da AMT)
  • Funicolare "Zecca-Righi" (gestito da AMT)
  • Funicolare "Sant'Anna" (gestito da AMT)
  • Navebus "Pegli-Porto Antico" (gestito da AMT)[46]
  • Navetta "Genova-Camogli" (gestito da Alimar e Golfo Paradiso Trasporti Marittimi)
  • Navetta "Genova-Portofino" (gestito da Alimar e Golfo Paradiso Trasporti Marittimi)

La società di gestione dei servizi pubblici della città è l'Azienda Mobilità e Trasporti S.p.A., AMT. Dagli anni novanta del Novecento l'offerta tariffaria è contraddistinta dalla integrazione tra mezzi gestiti da AMT e dai treni che circolano nelle stazioni in ambito cittadino[47] ciò permette l'utilizzo dei bus e dei treni del trasporto regionale utilizzando il medesimo biglietto. L'azienda gestisce oltre alla linea metropolitana M1, le funicolari e la navebus, anche 161 autolinee urbane tradizionali, 1 linea filoviaria, 11 ascensori, 3 linee di bus a chiamata e 1 servizio a chiamata riservato ai disabili.

La stazione della metropolitana a Piazza Principe (sullo sfondo il Grand Hotel Miramare).

Dal 1990 è attiva nel capoluogo ligure una linea di metropolitana leggera in prevalenza sotterranea. La linea è stata progressivamente allungata con grandi ritardi e vari aumenti della spesa preventivata. La Metropolitana di Genova conta 8 stazioni e collega il centro cittadino con il quartiere periferico di Certosa (stazione Brin).

Gli ampliamenti hanno comunque portato ad un progressivo e significativo aumento di passeggeri utenti della linea. Con l'apertura del tratto De Ferrari-Brignole, sabato 22 dicembre 2012, la metropolitana è in grado di collegare il centro città, una parte di periferia (Val Polcevera) e le due stazioni ferroviarie principali di Piazza Principe e Brignole.

La progettazione di ulteriori prosecuzioni della linea, previste in un primo tempo verso la Valpolcevera nel quartiere di Rivarolo (stazioni di Canepari con parcheggio di interscambio nell'area dell'ex-Fillea e Rivarolo interscambio con la Stazione di Genova Rivarolo), verso ponente nel quartiere di Sampierdarena, verso la Val Bisagno nei quartieri di Marassi-Staglieno e verso levante per raggiungere l'Ospedale San Martino è, al momento, ferma a causa della mancanza di finanziamenti. Tuttavia il prolungamento verso la zona di San Martino e successivamente verso la Valbisagno, è quello che ha le maggiori possibilità di essere realizzato nel prossimo futuro.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Genova.
Palazzo Doria-Tursi, sede del Municipio

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Genova ha stretto accordi bilaterali con le città di: Guayaquil, L'Avana, Barcellona, Dalian, Marsiglia, Belém, Atene, Lille, San Pietroburgo, Ekaterinburg, Acqui Terme, Mosca, Mantova, Cremona, Ovada, Constanta, Torino, Deva, Siena, Odessa, Kiev, Nizza, La Paz, Azuchi, Valparaiso, Buenos Aires, Capo di Ponte, Castelsardo, Santo Domingo, Tursi, Pointe Noire, Kaolack, Lattakia, Galata, Hebron, El Mina, Pizzo Calabro, Polokwane, Sousse, Lione, Fiume[48][49]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Genova è tra le capitali italiane del calcio: qui si radicarono e si affermarono le prime espressioni pionieristiche di tale disciplina, diretta filiazione del football sbarcato dall'Inghilterra. A Genova ha sede la squadra più antica d'Italia: il Genoa, fondato nel 1893, che vinse il primo campionato italiano del 1898, aggiudicandosi complessivamente nove campionati nazionali tra il 1898 e il 1924 e una coppa Italia nel 1937. Nel 2011 il Genoa è stato inserito nell'International Bureau of Cultural Capitals - una sorta di patrimonio sportivo storico dell'umanità, in linea con quello dell'Unesco - sotto richiesta del presidente Xavier Tudela[50][51][52]. Nel 2013 inoltre il Genoa Cricket è stato ammesso nel Club of Pioneers, associazione che raggruppa i club di calcio più antichi del mondo.[53]. L'altra squadra cittadina è la Sampdoria, fondata nel 1946 dalla fusione delle storiche società Sampierdarenese (1899) e Andrea Doria (1895), che vanta tra le squadre liguri il record di presenze in massima serie e nelle competizioni europee, ha vinto uno Scudetto nel 1991 e l'edizione di Coppa delle Coppe 1989-1990. Sia Genoa che Sampdoria militano nella massima serie, dove si affrontano nel Derby della Lanterna. Numerose altre squadre cittadine militano in campionati a livello dilettantistico, tra le più antiche, con militanze in passato in categorie di rilievo, vanno annoverate la Sestrese e la Rivarolese.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Canottaggio

Nel 2002 si svolsero a Prà i campionati mondiali di canottaggio giovanile, per l'occasione venne costruito il rowing center antistante la stazione di Genova Prà, primo polo federale periferico del canottaggio italiano[54]

Tennis

Dal settembre 2003 a Genova si disputa annualmente il Genoa Open Challenger, torneo tennistico internazionale.

Pallanuoto

Il Genoa Cricket and Football Club Waterpolo è stata la sezione pallanuotistica della polisportiva Genoa Cricket and Football Club, che nella sua storia si è aggiudicata i primi quattro campionati italiani maschili di pallanuoto.[55] Gli altri due sodalizi genovesi che hanno vinto il massimo campionato italiano sono: la Società Ginnastica Andrea Doria per otto volte e la Sportiva Sturla una volta. Da citare inoltre: la Società Sportiva Nicola Mameli, la Società Sportiva Libertas e la Società Sportiva Nervi.

Ciclismo

Genova è stata molte volte arrivo di tappa del Giro d'Italia di ciclismo. Le ultime tre:

Nella delegazione di Pontedecimo, viene inoltre organizzato dal 1934 il Giro dell'Appennino, una delle classiche italiane.

Rugby

Hanno sede nel comune il CUS Genova Rugby che milita in Serie A e l'Amatori Rugby Genova.

Pallavolo

L'Igo Genova Volley è stata una squadra di pallavolo maschile fondata nel 1979 e sciolta nel 2010, le attività pallavolistiche da tale data vengono svolte dalla società Pallavolo Genova che ne ha acquisito i diritti.

Hockey

Nell'hockey su prato Genova vanta un'ottima tradizione, tra le squadre locali si citano: CUS Genova, Hockey Club Genova e Hockey Club Superba. È presente inoltre una squadra di hockey su ghiaccio.[56]

Atletica leggera

Tra le società che hanno sede nel comune si ricordano: il CUS Genova, e il Trionfo Ligure.[57]

Savate

Genova è presente una forte e tradizione nella pratica della Boxe Francese-Savate, testimoniata dalla presenza di numerose associazioni sportive di livello nazionale e internazionale. La città ha dato anche il suo contributo nell'evoluzione della disciplina, tanto che alcuni colpi, benché poco usati, vengono chiamati in "stile genovese".[58]

Tamburello

Il gioco del Tamburello era molto seguito nel passato. Il Campionato italiano di tamburello è stato più volte vinto da squadre genovesi: dodici volte dalla società Barabino-Sampierdarenese, quattro dalla Sestrese, mentre la Rivarolese e la società Palazzo Genovese hanno vinto il titolo una volta.

Vela

Genova è un'importante attrattiva per velisti a livello internazionale, dal nome della città deriva Genoa jib cioè il fiocco di Genova, unica vera invenzione italiana nella storia della vela da diporto. Una vela triangolare simile al fiocco usato per la prima volta in regata da Raimondo Panario nel 1926.[59] È sede dello Yacht Club Italiano, il più antico club velico del Mediterraneo, fondato nel 1879. Nel 2004 fu candidata ad ospitare l'edizione dell'America's Cup 2007, poi svoltasi a Valencia.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Palafiera
  • Stadio Luigi Ferraris, capienza: 36 599 spettatori + 144 posti in tribuna stampa.[60]
  • Stadio La Sciorba, capienza: 7 000 posti;
  • Stadio Giacomo Carlini, capienza: 5 700 spettatori;
  • Stadio Croce, con una capienza 1 920, principale stadio da tennis della città;
  • Stadio di Albaro, principale stadio del nuoto cittadino;
  • Palasport Palafiera, con capienza fino a 20 000 posti;
  • Palasport PalaMandraccio;
  • Palaghiaccio Piazza delle Feste;
  • 105 Stadium, capienza a seconda delle configurazioni da 5000 a 6000 posti;
  • Piscina-Teatro, area porto antico;
  • Campo da canottaggio nel di Prà;
  • Campo-Scuola di Atletica Leggera di Villa Gentile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ demo.istat.it
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Statuto Città Metropolitana di Genova/art.2
  5. ^ a b Powered by Google Documenti
  6. ^ http://www.universityrooms.com/it/city/genova/information
  7. ^ Maggiori porti del Sud Europa
  8. ^ GENOVA, DA POLMONE D' EUROPA A PORTO DI SECONDO RANGO
  9. ^ a b Musei di Genova - Museo Navale
  10. ^ http://callegari.altervista.org/index2.htm
  11. ^ a b [La Marineria Genovese,dal Medioevo all'Unità d'Italia,Fabbri Editori]
  12. ^ [1] Elenco comuni italiani al 30 giugno 2010, dal sito web dell'Istituto nazionale di statistica
  13. ^ Annuario Statistico Italiano 1905-1907: pag. 23-24
  14. ^ Genova +37,8 °C il 4 luglio 1952
  15. ^ 22 agosto 2011: Temperatura massima dell'aria a Genova Bolzaneto
  16. ^ a b Giulia Petracco Sicardi. Genova, in AA. VV. Dizionario di toponomastica. Torino, UTET, 1990, p. 355. ISBN 88-02-07228-0.
  17. ^ Genova, scoperto il segreto del nome, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 22 maggio 2015.
  18. ^ Piera Melli. Genova Preromana. Genova, Fratelli Frilli Editori, 2007, ISBN 978-88-7563-336-3.
  19. ^ Storia della città di Genovadalle sue origini alla fine della Repubblica Marinara, giustiniani.info. URL consultato il 22 maggio 2015.
  20. ^ Teofilo Ossian De Negri. Storia di Genova. Firenze, Giunti, 2003, p. 13. ISBN 88-09-02932-1.
  21. ^ Petti Balbi Governare la città. Pratiche sociali e linguaggi politici a Genova in età medievale
  22. ^ Si veda qui per le relazioni originali dell'epoca.
  23. ^ Franco Bampi, Benvenuti al Padiglione Britannico!, Francobampi.it. URL consultato il 29 agosto 2010.
  24. ^ Approfondimento sul vessillo cittadino
  25. ^ Sito istituzionale del Quirinale
  26. ^ "Il centro storico: da freno a opportunità", approfondimento di Bruno Gabrielli, assessore alla qualità urbana, dal sito del Comune di Genova
  27. ^ Sito del Parco del Beigua
  28. ^ Sito del comune sui parchi e ville
  29. ^ http://web.archive.org/web/20040318203933/http://www.regione.basilicata.it/dipattivitaproduttive/default.cfm?fuseaction=linkdoc&doc=519&link=527
  30. ^ a b c d e f g Notiziario statistico della città di Genova 4/2011. URL consultato l'11 marzo 2013.
  31. ^ Il profilo insediativo della Provincia di Roma, Le dinamiche strutturali negli assetti residenziali dell'area 1981-1991-2001, tabella 1 pagina 6 e tabella 2 pagina 7, documento dell'Ufficio Studi della Provincia di Roma, marzo 2004. Dati della popolazione relativi ai censimenti del 1981 e del 2001
  32. ^ a b c d e f Notiziario statistico della città di Genova - Andamento della popolazione al 31 dicembre 2010. URL consultato il 30 marzo 2012.
  33. ^ Fonte: Atlante demografico della città 2007, pubblicazione dell'Unità Organizzativa Statistica del Comune di Genova
  34. ^ L’Italia del censimento - Struttura demografica e processo di rilevazione - Liguria
  35. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  36. ^ Dato Istat al 31/12/2013
  37. ^ [2]
  38. ^ http://www.duilioship.it/index.php?it/104/regia-scuola-superiore-navale-di-genova
  39. ^ importante famiglia patrizia che diede numerosi Dogi alla Repubblica
  40. ^ Il caso Zanfretta
  41. ^ Approfondimento bibliografico: Stefano Beverini, Fantasmi a Genova, Centro Studi Parapsicologia, 2007
  42. ^ .Testo del Regolamento sul sito del Comune di Genova
  43. ^ Piano Urbanistico 2015
  44. ^ Elenco delle stazioni ferroviarie della Liguria sul sito di RFI
  45. ^ Piano Urbanistico 2015 estratto/533
  46. ^ Attiva dal 1º agosto 2007, per maggiori dettaglia vedi: Amt.genova.it.
  47. ^ Le stazioni entro cui è compresa l'area ferroviaria urbana sono Genova Nervi, Genova Voltri, Genova Pontedecimo e Genova Acquasanta.
  48. ^ a b c d e f g h >[3] città gemellate
  49. ^ >[4]
  50. ^ Il Genoa, un patrimonio storico dell'umanit? - Pianeta Genoa 1893
  51. ^ Il Genoa, un patrimonio storico dell'umanit?? - Genoa - TUTTO MERCATO WEB [collegamento interrotto]
  52. ^ Il Genoa inserito nel patrimonio storico-sportivo dell???umanit?? | Grifoni in Rete
  53. ^ Il Genoa nel “club dei pionieri”
  54. ^ Nasce a Prà il primo Polo federale periferico del canottaggio italiano
  55. ^ Aldo Padovano, Accadde domani... un anno con il Genoa, Genova, De Ferrari, 2005, p. 291, ISBN 88-7172-689-8.
  56. ^ ice club genova
  57. ^ Trionfo Ligure
  58. ^ Savate: la Boxe Francese: di Giorgio Messina
  59. ^ La Repubblica/Archivio
  60. ^ Stadio Luigi Ferraris su stadiodi.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Genova.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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