Canoa/kayak

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Gara di maratona in kayak
K2 (kayak biposto) sul lago di Osiglia

Con il termine canoa/kayak vengono usualmente indicati vari tipi di imbarcazioni sportive che hanno in comune il fatto di essere spinte e manovrate con pagaie e adoperate da diverse popolazioni mondiali: la canoa ed il kayak.

Per mancanza di un sostantivo (es. *canoismo) che descriva l'utilizzo della canoa come sport o diletto, si è scelto il binomio canoa/kayak per intitolare una pagina dedicata agli sport acquatici in cui si adoperano canoe o kayak.

Si distinguono due stili di spinta:

  • Il kayak prevede la posizione seduta ed una pagaia a doppia pala con cui pagaiare su entrambi i lati.
  • La canoa canadese prevede una posizione in ginocchio ed una pagaia a pala singola con cui pagaiare su un solo lato.

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Verrebbe spontaneo descrivere lo sport della canoa con il termine canottaggio, senonché il termine è già in uso comune per descrivere gli sport dove la barca è sospinta da remi, e non dalla pagaia. Gli inglesi distinguono gli sport del rowing (lett. remaggio) dal canoeing in maniera più naturale. In spagnolo si fa riferimento alla piroga. In italiano ci si riduce all'indicazione dello stile (o imbarcazione), canoa e kayak, designando con il termine canoista il praticante di entrambe.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di usare la canoa per svago e sport è spesso attribuita all'esploratore scozzese John MacGregor (1825-1892), che la incontrò per la prima volta nel 1858, durante un viaggio in Canada e Stati Uniti. Al suo ritorno in Gran Bretagna si fece costruire una canoa, con la quale navigò corsi d'acqua nel Regno Unito, in Europa e nel Medio Oriente, descrivendo in un libro ormai famoso le sue esperienze:"A Thousand Miles in the Rob Roy Canoe" (Mille miglia nella canoa Rob Roy).[1] Nel 1866 fondò a Londra il Royal Canoe Club che nel 1874 organizzò la prima gara di canoa, la "Paddling Challenge Cup".

Nel 1924 le associazioni dei canoisti provenienti dall'Austria, Danimarca, Germania e Svezia costituirono un comitato internazionale, la Internationalen Representation for Kanusport (IRK), predecessore della Federazione Internazionale della Canoa (ICF).

La canoa entrò nel novero degli sport olimpici nel 1936, ai giochi di Berlino. (Vedi Canoa/kayak ai Giochi olimpici).

Specialità[modifica | modifica wikitesto]

Come in molti sport, vi sono specialità individuali, di gruppo e di squadra. In prevalenza l'obiettivo è la velocità, come nel kayak/canoa olimpico, e nella canoa discesa, ma vi sono anche gare dove risalta la capacità di controllare il mezzo, come nella canoa slalom o il gioco di squadra, come nella canoa polo.

Grosse distinzioni tra le specialità sono anche legate al campo di gara, che può essere su acque piatte o calme (lago o bacino d'acqua fermo) o su acque bianche, come torrenti o percorsi artificiali che li simulano, dove la corrente e gli ostacoli sono determinanti.

Al di là delle competizioni e dei regolamenti lo sport della canoa/kayak viene praticato comunemente come attività ricreativa e distensiva, gratificando i canoisti con il miglioramento della propria condizione fisica e il contatto vivo con la natura.

Kayak e canoa olimpica[modifica | modifica wikitesto]

Il Kayak e canoa acque piatte, conosciuto anche come kayak velocità o kayak olimpico, in quanto presente ai Giochi olimpici dall'edizione del 1936, è una delle discipline più conosciute della canoa.

Le imbarcazioni utilizzate per questo sport sono lunghe e strette, con pesi variabili a seconda della distanza di gara.

Il kayak olimpico[modifica | modifica wikitesto]

Nel kayak, il canoista è seduto su un seggiolino fisso, che poggia i piedi su una pedaliera, detta anche (nome tecnico) puntapiedi, tenendo le gambe flesse, in modo tale da assicurare una spinta e un'escursione della gamba sulla pedaliera, ad ogni pagaiata, per migliorare l'avanzamento.

Viene utilizzata una pagaia a due pale sfasate tra di loro (pagaia doppia incrociata), in genere con un angolo che varia dai 70 agli 80 gradi.

È provvisto di un timone, posto sotto lo scafo, in poppa, che viene azionato da un sistema di tiranti che terminano con una "crociera" e una piccola asta che si frappone tra i piedi. Il canoista muove i piedi per azionare il movimento del timone quando necessario.

Secondo le varie specifiche della ICF (International Canoe Federation), le imbarcazioni devono rispettare molte regole riguardo al peso, alla costruzione e alla lunghezza.

La canoa canadese[modifica | modifica wikitesto]

Canoeing (flatwater) pictogram.svg
Un C2 (una canoa canadese a 2 posti) imtento in una gara in Sicilia. La posizione allungata in avanti consente un aumento della forza di spinta mentre quella inginocchiata permette un attacco più efficace all'acqua.

Per quanto riguarda la canoa canadese, il canoista assume una posizione alquanto inusuale. Infatti esso poggia con un ginocchio nella canoa sopra un cuscinetto concavo con la forma del ginocchio, e tiene il piede della gamba opposta molto avanti. Il canoista non potendo inginocchiarsi su un piano inclinato che è la canoa, possiede un'impostazione, ovvero una tavola liscia applicabile all'imbarcazione che consentono un maggiore equilibrio e stabilità. Per avanzare utilizza una pagaia a pala singola, dove all'altra estremità si trova "l'oliva", ovvero l'impugnatura. La pagaia può essere composta dal legno, usata dai più giovani, fino ad arrivare alla pagaia di fibra di carbonio, usata per di più dagli atleti più allenati ed esperti.

È una delle discipline più difficili di questo sport. Infatti la posizione, non proprio "naturale", presuppone che si dedichi molto tempo all'apprendimento della stabilità. Il primo problema (tralasciando l'equilibrio già precario) è di natura direzionale. Infatti, potendo pagaiare da un solo lato, l'atleta è costretto a correggere costantemente la rotta per far sì che la canoa non giri dalla parte opposta. La "timonata" è proprio quel particolare movimento della pagaia che, dopo la fase di trazione, ruota leggermente verso l'esterno in modo tale da correggere la direzione della poppa. Oltre alla timonata esistono molte altre manovre: l' aggancio, lo scarto, il debordée, tutte difficili da imparare e utilizzate dai più esperti.

Equipaggi e Imbarcazioni[modifica | modifica wikitesto]

Esistono tipi di imbarcazioni, a seconda del numero di equipaggio e tipo di canoa (canadese o kayak), esse sono:

K1 4.20: kayak monoposto, 4.20m di lunghezza usata principalmente da bambini dai 9 agli 11 anni per imparare. possiede circa 45cm di larghezza

In questi tipi di imbarcazioni sono ammessi equipaggi maschili e femminili.


C1: Canadese monoposto 5,20m di lunghezza 16kg di peso minimo

C2: Canadese biposto 6,50m di lunghezza 20kg di peso minimo

C4: Canadese a quattro posti 9m di lunghezza 30kg di peso minimo

In questi tipi di imbarcazione sono ammessi solo equipaggi maschili, dal 2010 anche femminili solo nel C1.

dragonboat: canadese 20 posti +2, peso circa 250 kg

Materiali e tecniche di costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Questo sport è in continua evoluzione. Negli ultimi anni sono state apportate sostanziali modifiche per quanto riguarda il materiale e la costruzione di pagaie e canoe. Precedentemente, le regole ICF prevedevano una larghezza minima dell'imbarcazione (nel K1 era 52 cm), ma dal 2001 è stata abolita e successivamente le barche hanno subito una consistente evoluzione. Non è raro che alcune tra le più famose case produttrici si avvalgano delle migliori consulenze ingegneristiche navali, per assicurare scafi sempre migliori. Per quanto riguarda i materiali, fino a qualche anno fa il più comune era il vetroresina, diretto sostituto del legno. Al giorno d'oggi, per quanto riguarda imbarcazioni da gara, i materiali più usati sono il carbon/kevlar e la fibra di carbonio pura; a seconda della competizione, viene scelto il materiale più adatto. Di solito le barche da maratona sono composte da un sottile strato di carbonio che permette di raggiungere pesi molto ridotti (7 o 8 kg).

Tipologie di gare[modifica | modifica wikitesto]

Esistono vari tipi di gare svolte in questo sport: gare di velocità, gare di fondo, gare di maratona e gare di discesa.

Nelle gare di velocità gli atleti si suddividono in "corsie" (chiamate in gergo "acqua") distanti l'una dall'altra 9 metri, percorrendo una distanza rettilinea che va dai 200, 500, fino ai 1000 metri. In questa tipologia di gara non è ammesso sfruttare le scie d'acqua prodotte dagli atleti vicini (che costituiscono un notevole vantaggio).

Nelle gare di fondo, dove le distanze percorse sono le più svariate, gli atleti partono allineati ma possono raggrupparsi sfruttando le proprie scie inoltre devono percorrere un tragitto non rettilineo, bensì caratterizzato da diversi giri di boa, a seconda della distanza percorsa. Le distanze variano a seconda dell'età e del tipo di imbarcazione. Per le categorie Under16 (14-16 anni), juniores (16-18 anni) e senior, la distanza è 5000 metri. Inoltre si svolgono gare sulla distanza di 10.000 metri e oltre, fino alla maratona.

Nelle gare di maratona gli atleti percorrono dai 12 ai 36 chilometri, a seconda della categoria di appartenenza. Una caratteristica peculiare sono i trasbordi, in cui gli atleti devono scendere dall'imbarcazione, tirarla fuori dall'acqua e correre per qualche decina di metri prima di rimontare nella canoa. I trasbordi avvengono in media ogni 5 chilometri. A causa del trasbordo e della notevole distanza da percorrere, le imbarcazioni possono pesare fino a 4 kilogrammi in meno rispetto alle normali normative. Gli equipaggi ammessi alle gare sono solo K1, C1, K2 e C2.

Nelle gare di discesa gli atleti navigano lungo un fiume attraverso rapide, pietre e gorghi.

Ultime manifestazioni internazionali in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 si sono svolti all'Idroscalo di Milano, organizzati dall'Idroscalo Club, i Campionati Europei di Canoa e Kayak, validi come qualificazione per le Olimpiadi di Pechino 2008. L'Italia ha complessivamente qualificato 6 barche, tra cui il K1 500 uomini con Michele Zerial, il K4 1000 uomini con Antonio Rossi, Franco Benedini, Alberto Ricchetti e Luca Piemonte, il K1 500 femminile con Josefa Idem, il K2 500 maschile con Antonio Massimiliano Scaduto e Andrea Facchin. Gli ultimi campionati europei di Kayak in Italia si erano svolti nel 2001 in Valsesia, anno in cui erano stati aboliti i limiti di larghezza delle imbarcazioni.

La canoa polo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi canoa polo.

La canoa polo è una specialità della canoa relativamente nuova. Si gioca in due squadre e 5 giocatori ciascuna (oltre ad un massimo di tre riserve) su canoe appositamente costruite, la cui lunghezza deve essere compresa tra 2,1 e 3,1 metri e la cui forma è tesa a massimizzare velocità e rapidità nel cambio di direzione. I materiali con cui possono essere costruite sono kevlar, plastica e carbonio. Ogni giocatore è fissato ermeticamente alla canoa da un giubbottino allacciato in vita, indossa un casco munito di una griglia di protezione per il viso e un giubbotto salvagente con un numero la cui funzione è principalmente quella di attutire gli urti che possono derivare dai contatti con le pagaie e con le altre canoe. La pagaia è quasi sempre in fibra di carbonio e la pala ha una leggera inclinazione su se stessa. Lo spirito della canoa polo è molto simile a quello della pallanuoto, dalla quale sono mutuate anche diverse regole. Anche nella canoa polo si gioca con una palla del tutto simile a quella della pallanuoto, ma le due porte sono rialzate rispetto al pelo dell'acqua. Le porte sono larghe 1,5 metri e alte un metro (misure interne ai pali)ed il bordo inferiore è posto a 2 metri dal pelo dell'acqua. La partenza è fissata dal lancio della palla al centro del campo e le partite durano tipicamente 20 minuti di gioco effettivo, con due tempi di 10 minuti e intervallo di 5.

Kayak Marino[modifica | modifica wikitesto]

Tra i vari kayak esiste anche il kayak marino adatto a brevi o lunghe escursioni o campeggio nautico. La sua diffusione ha consentito lo sviluppo di forme e prestazioni molto diverse tra loro: infatti è usato non solo per scopo agonistico ma anche per escursioni più o meno impegnative. I materiali di costruzione vanno dalla vetroresina al polietilene fino al carbonio e kevlar. Esiste anche il kayak autocostruito, in legno. La differenza più evidente tra il kayak marino e il kayak olimpico sta nella larghezza, che è maggiore per quello marino.

Kayak in legno

Personaggi italiani legati alla canoa/kayak[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Canoisti italiani.
  • Elio Sasso Sant, partecipò alle Olimpiadi del 1936
  • Oreste Perri, campione mondiale negli anni '70
  • Andrea Alessandrini, 8 volte campione italiano, costruttore delle canoe da gara ASA, organizzatore di eventi e gare
  • Marco Previde-Massara, medaglia d'oro ai campionati del mondo
  • Antonio Rossi, campione olimpico
  • Josefa Idem, naturalizzata italiana, campionessa mondiale e olimpica
  • Daniele Molmenti, campione mondiale ed olimpico, specialità K1 Slalom

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ breve storia della canoa a cura di Marco Spada

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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