Bari

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Bari
comune
Bari – Stemma Bari – Bandiera
(dettagli)
Bari – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Amministrazione
Sindaco Antonio Decaro (PD) dal 9/06/2014
Territorio
Coordinate 41°07′31″N 16°52′00″E / 41.125278°N 16.866667°E41.125278; 16.866667 (Bari)Coordinate: 41°07′31″N 16°52′00″E / 41.125278°N 16.866667°E41.125278; 16.866667 (Bari)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 117,39 km²
Abitanti 321 882[1] (30-06-2014)
Densità 2 741,99 ab./km²
Comuni confinanti Adelfia, Bitonto, Bitritto, Casamassima, Capurso, Giovinazzo, Modugno, Mola di Bari, Noicattaro, Triggiano, Valenzano
Altre informazioni
Cod. postale 70121-70132
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072006
Cod. catastale A662
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 185 GG[2]
Nome abitanti barese/i, in barese u barèse, le barìse (plur.)
Patrono San Nicola.

(nelle ex frazioni Madonna Odegitria, San Sabino, San Michele Arcangelo)

Giorno festivo 8 maggio - San Nicola
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bari
Posizione del comune di Bari all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Bari all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Bari ascolta[?·info] (IPA: ['baːri], Bàre IPA: ['baːrə] in barese od anticamente Vàre[3], fino al 1931 Bari delle Puglie[4]) è un comune italiano di 321.882 abitanti[5], capoluogo dell'omonima provincia e della regione Puglia.

È il nono comune italiano per popolazione, terzo del Mezzogiorno dopo Napoli e Palermo e primo[6] della regione.

Indice

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

L'area metropolitana di Bari si estende su una superficie di circa 2.269,74 km² e conta una popolazione di 1 milione di abitanti circa. Dal 23 giugno 2014, l'area entra a far parte della città metropolitana di Bari.

È nota per essere la città nella quale riposano le reliquie di san Nicola. Tale privilegio ha reso Bari e la sua basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente.

Bari ha una solida tradizione mercantile e da sempre è punto nevralgico nell'ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l'Est europeo e il Medio Oriente. Il suo porto è oggi il maggiore scalo passeggeri del mare Adriatico. Dal 1930 si tiene a Bari la Fiera del Levante; più recentemente la città è diventata sede del segretariato per il Corridoio pan-europeo 8.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Porto di Bari

La città si affaccia sul Mare Adriatico per una lunghezza di circa 40 km, fra i comuni di Giovinazzo, a nord, e Mola di Bari, a sud. Si estende in senso latitudinale per circa 13 km, partendo dalla zona portuale fino all'estremo quartiere Loseto a sud-ovest.

Il territorio comunale è al centro di una vasta area pianeggiante e depressa, la conca di Bari. Tuttavia, nella sua porzione centrale, si spinge per alcuni chilometri nell'entroterra, fino ai centri di Capurso, Triggiano, Bitritto, Modugno e Bitonto, incontrando così i primi pendii delle Murge. La città va dai 0 ai 131 metri di altitudine sul livello del mare. La casa comunale si trova a 5 metri di altitudine.

La conformazione della città viene spesso descritta come un'aquila con le ali spiegate, la cui testa è la piccola penisola sulla quale è sorto il primo nucleo urbano, Bari Vecchia.

  • Classificazione sismica[7]: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 aggiornata al 16/01/2006 con le comunicazioni delle regioni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La città è caratterizzata da un clima mediterraneo (o, secondo la classificazione di Köppen, clima temperato delle medie latitudini), con inverni miti continentali (i primi freddi iniziano solitamente a novembre inoltrato) ed estati calde e asciutte. Le escursioni termiche sono contenute dall'azione mitigatrice marina, infatti il capoluogo, trovandosi sulla costa del basso Adriatico, è spesso interessata da venti a regime di brezza. Tuttavia la città nei mesi invernali è spesso influenzata dalle correnti fredde di provenienza nord-orientale balcanica e nord-occidentali provenienti dagli alti monti abruzzesi, che sporadicamente determinano precipitazioni a carattere nevoso anche a bassa quota: da ricordare le nevicate del 1987-1993-1999-2003 e 2007, in cui caddero mediamente sulla città circa 15 cm di neve. Le piogge, concentrate nei mesi invernali, sono caratterizzate da un regime estremamente variabile; nei mesi estivi vi è alternanza tra ondate di caldo torrido provenienti dal nord-Africa alternate da altrettante ondate di caldo umido provenienti dalle regioni ad est del bacino del basso mediterraneo. In contrapposizione alle ondate di caldo, vi sono giorni in cui soffiano venti settentrionali di maestrale, a cui possono associarsi nuclei di bassa pressione transitori che possono dar luogo a fenomeni temporaleschi tipici della stagione estiva, bruschi cali di temperatura e mare agitato.

Il 24 luglio 2007 a Bari Palese si toccarono i 45,6 °C, la più alta temperatura mai registrata presso la stazione meteorologica dell'aeroporto cittadino.[8] La temperatura minima assoluta risale al 3 gennaio 1993, quando si registrarono -6,0 °C[9].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Bari.
Trafugamento e culto delle reliquie di san Nicola di Myra
Un'icona di san Nicola
San Nicola veneratissimo tra cattolici, ortodossi e protestanti, è considerato il protettore delle ragazze e dei naviganti. La vicenda del trafugamento della salma è adombrata da sospetti circa l'attendibilità storica del fatto. La tradizione vuole che quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia, città rivali, entrarono in competizione per il possesso delle reliquie. È noto che la spedizione barese formata da 62 marinai, battendo sul tempo i Veneziani, riuscì ad impadronirsi per prima delle spoglie del Santo, che il 9 maggio 1087, furono depositate in una Chiesa di benedettini sotto la custodia dell'abate Elia. La leggenda narra altresì che le spoglie furono collocate nel luogo in cui si fermarono i buoi che trainavano il corpo del Santo. L'abate (poi vescovo di Bari) iniziò la costruzione di una nuova Chiesa. L'edificazione terminata entro poco, consentì la consacrazione che fu operata nel 1089 da papa Urbano II. Solo dopo fu edificata l'attuale basilica romanica. Ancora oggi sono custodite, sotto l'altare della cripta, le ossa del Santo patrono della città. Proprio da queste ossa i monaci avrebbero estratto un liquido dalle potenzialità taumaturgiche, chiamato manna. A questa vicenda vanno ricondotte le qualità di taumaturgo attribuite a san Nicola.
Basilica di San Nicola
Statua di san Nicola

Età antica e medievale[modifica | modifica wikitesto]

Toponimi: Βαριον in greco, Barium in latino. Non sono chiare le origini di Bari, ma da quanto emerso dagli scavi nell'area della chiesa di San Pietro, nella città vecchia, sembra ipotizzabile l'esistenza di un originario insediamento dell'età del bronzo, appartenente al popolo dei Peucezi. In epoca greca, la città assunse il nome di Barion.

Entrata a far parte del dominio romano, nel III secolo a.C. come municipium, Barium si sviluppò in seguito alla costruzione della via Traiana.

Dal IV secolo fu sede episcopale e dopo la caduta dell'impero romano fu contesa tra Longobardi e Bizantini (l'attuale struttura della "città vecchia" risale a quest'epoca, e si articola intorno alla corte del Catapano).

Successivamente fu in mano dei Berberi (dall'847 all'871 fu sede di un emirato[11]) e quindi dei duchi longobardi di Benevento. Nell'875 tornò ai Bizantini che la crearono capitale del thema di Langobardia, comprendente l'Apulia e la Calabria.

Liberata, dopo sei mesi di assedio dei Saraceni, dalla flotta veneziana, nel 1002 si ribellò sotto la guida di Melo di Bari (nobile barese) al governo fiscale del catapano bizantino, riuscendo nel 1018 ad ottenere la propria autonomia.

Ultimo possedimento bizantino in Italia, nel 1068, la città di Bari fu assediata dai normanni, che la strapparono ai bizantini nel 1071, e nel 1087 vi furono portate le spoglie di san Nicola di Myra. Tra il XII e il XIV secolo fu porto di partenza per le Crociate.

Nel 1098 nella cripta della nuova basilica di san Nicola, si riunì il concilio presieduto da papa Urbano II, al quale intervennero oltre 180 vescovi riunitisi per discutere di problemi dogmatici inerenti ai rapporti tra la Chiesa ortodossa e Chiesa Romana all'indomani del Grande Scisma.

Distrutta da Guglielmo il Malo nel 1156, tornò a rifiorire in epoca sveva, intorno al castello fatto erigere da Federico II su preesistenti fortificazioni normanne.

Un lungo periodo di decadenza (dovuta soprattutto alla politica vessatoria dei governi dominatori) caratterizzò la città sotto le dominazioni di Alduino Filangieri di Candida, Maestro della Regia Corte e Giustiziere di Bari dal 1284, e quelle angioina, aragonese e spagnola, interrotto dallo splendore sotto gli Sforza, con le duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza. Bari subì anche la dominazione veneziana, grazie alla quale si ebbe l'ampliamento del porto e un periodo molto florido, favorito anche dal commercio di prodotti dell'entroterra, molto richiesti sui mercati esteri.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 aprile del 1813, con Gioacchino Murat, fu posta la prima pietra dell'espansione cittadina al di fuori delle mura medioevali ("borgo nuovo", o "borgo gioacchino"), caratterizzato dal tracciato ortogonale delle vie. La popolazione crebbe rapidamente dagli allora 18.000 abitanti ai 94.000 dell'inizio del XX secolo: divenuta capoluogo di provincia, vi trovarono sede edifici e istituzioni pubbliche (Teatro Piccinni, la camera di commercio, l'Acquedotto pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi) e la casa editrice Laterza.

Elogio russo

Durante il ventennio fascista fu costruito il lungomare monumentale ed inaugurata la Fiera del Levante, con la quale prese vita il disegno di "Bari porta d'oriente", consacrato negli anni recenti dal ruolo di "European gateway" assegnato dall'Unione europea.

A metà del XX secolo la città si espanse ulteriormente, in modo disordinato, giungendo a sfiorare i 400.000 abitanti negli anni settanta e ottanta.

La città, fatta metropoli, affronta i fenomeni del pendolarismo e della deurbanizzazione, mentre crescono il terziario e l'area industriale. A causa della sua posizione Bari accoglie un notevole flusso di immigrazione dall'est. L'8 agosto 1991 sbarca nel porto la nave Vlora, carica di oltre ventimila Albanesi.

Alle porte del 2000 la città vecchia viene ristrutturata e restituita a nuova vita, mentre si avvia al termine un profondo rinnovamento infrastrutturale che coinvolge porto, aeroporto, interporto e ferrovia.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Immagine ottocentesca del porto di Bari.

Nel corso della seconda guerra mondiale i porti di Bari, Brindisi e Taranto furono fra i più attivi e strategicamente importanti per le forze alleate, che occuparono il meridione italiano in seguito allo sbarco in Sicilia, anche per il cospicuo numero di mezzi e navi che i porti ospitarono per tutta la durata del conflitto. Le città portuali tuttavia furono teatro di disastri navali e consuetudinari scenari bellici che penalizzarono soprattutto la popolazione locale. Bari visse due pesanti catastrofi navali, tra le quali la seconda fra le più disastrose di tutta la guerra.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bombardamento di Bari.

Il primo e più grave disastro ebbe luogo il 2 dicembre 1943, a pochi mesi dalla cacciata dei tedeschi da Bari e dalla battaglia in difesa del porto del 9 settembre. Il porto, in cui erano ormeggiate decine di navi alleate, subì un pesantissimo bombardamento aereo della Luftwaffe. Alle 19.25 una pioggia di ordigni, sganciati da 105 bombardieri Junkers Ju 88, investì le navi del porto battenti bandiera americana, inglese, polacca, norvegese e olandese e che si concentravano compatte presso il nuovo molo foraneo. L'effetto fu amplificato dal forte assembramento di mezzi: le navi affondate o distrutte furono 28 e 12 altre risultarono danneggiate.[12] Il porto rimase chiuso per tre settimane e ritornò pienamente operativo solo nel febbraio 1944,[13] Gli anglo-americani, in difficoltà nell'approvvigionare le proprie truppe, dovettero rallentare l'offensiva, consentendo ai tedeschi di attestarsi sulla linea Gustav.[14]

La contaminazione con l'iprite[modifica | modifica wikitesto]

Tra le navi affondate vi era l'inglese John Harvey carica di bombe all'iprite, un gas asfissiante già usato durante il primo conflitto mondiale e presente a Bari solo per essere utilizzato in caso di necessità bellica.[15] Secondo il giornalista storico Ciro Luongo, l'incidente di Bari, se paragonato in termini del tipo di inquinante rilasciato, poteva avere conseguenze maggiori del disastro di Bhopal tenendo presente che la città aveva una popolazione civile di 250.000 persone.[15] Fortunatamente quando la nave esplose, il vento da terra allontanò verso il largo la nube tossica generata dalle esplosioni. Ciò comunque non impedì all'iprite di disperdersi come miscela oleosa nelle acque del porto, dove contaminò gli indumenti dei marinai, portuali e soccorritori che si erano adoperati per trarre in salvo i superstiti.

Il numero di vittime totale del raid non è mai stato accertato; il totale secondo fonti anglosassoni supererebbe i 680, ma a causa dei moltissimi civili dispersi la stima potrebbe superare il migliaio. Per la gravità delle conseguenze, il "bombardamento di Bari" è conosciuto come uno dei più tragici bombardamenti navali della seconda guerra mondiale, secondo per rilevanza solo all'attacco di Pearl Harbor, in cui le navi affondate furono 17.

Il secondo disastro colpì la città il 9 aprile 1945, ore 11.57, quando il piroscafo americano Charles Henderson esplose a causa di un incidente con il carico di materiale bellico. Le vittime accertate, fra gli abitanti della città vecchia e gli scaricatori del porto, furono 175 e si registrarono 142 dispersi. In totale 317 persone furono travolte e uccise dall'esplosione. Più di 600 rimasero ferite gravemente, migliaia in modo lieve. Un centinaio furono invece le vittime tra gli alleati. L'esplosione, che investì tutta la vecchia città, provocò pesanti danni alla cattedrale, alla basilica di San Nicola e alla Chiesa russa.

Il Congresso antifascista di Bari[modifica | modifica wikitesto]

Durante le operazioni belliche, in seguito all'armistizio di Cassibile stipulato l'8 settembre 1943, e precisamente nei giorni 28-29 gennaio 1944, si tenne a Bari (in quegli anni infatti la città era uno dei centri di maggiore attività politica nell'Italia occupata dagli Alleati), il congresso dei comitati provinciali di liberazione, che volle definire per i partiti antifascisti, escluso il PRI le linee direttive comuni della futura azione politica nazionale: abdicazione di Vittorio Emanuele III e formazione di un governo che fosse espressione politica dei comitati di liberazione, dotato di pieni poteri al fine di intensificare lo sforzo bellico e di preparare la nuova Costituzione. La maggior parte di questi avvenimenti fu commentata e trasmessa da Radio Bari che dal settembre del 1943 era diventata la prima radio dell'Italia libera, anche se operava sotto il controllo degli Alleati.

Gonfalone del comune di Bari

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Bari.

Lo stemma cittadino è uno scudo sannitico "partito d'argento e di rosso timbrato da una corona di città".[16]

Esso risalirebbe al tempo delle crociate: l'argento, che in araldica corrisponde al bianco, simboleggerebbe la purezza della fede, mentre il rosso rappresenterebbe il sangue versato in sua difesa[17].

Lo scudo è accompagnato da un ramo di ulivo (a sinistra) e uno di leccio (a destra) decussati sotto la punta dello scudo e annodati da un nastro con i colori nazionali.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Città di rilevante importanza strategica per il suo porto, durante l'ultimo conflitto mondiale, si rese protagonista di una tenace resistenza al nazifascismo, sopportando la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori e la distruzione di ingente parte del suo patrimonio monumentale ed edilizio. Venti giovani cittadini vennero trucidati in via Nicolò dell'Arca mentre inneggiavano, all'indomani della caduta del fascismo, alla riconquistata libertà. Al culmine dei moti di riscatto, la popolazione tutta, animata da profonda fede negli ideali di democrazia e di giustizia, con eroico coraggio, unendosi ad un nucleo di militari, impedì, dopo ore di violenti scontri, che le truppe tedesche portassero a termine la prevista distruzione del porto. 1940 / 1945»
— 12/04/2007[18]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti e luoghi d'interesse di Bari.
Basilica di San Nicola, esterno
Palazzo Mincuzzi, fotografato da via Sparano
Palazzo Fizzarotti
Palazzo de Gemmis con la lapide intestata a Giuseppe Garibaldi
Cattedrale di San Sabino

La città è ricca possiede una storia articolata, che ha contribuito a donarle, nel corso dei secoli, un cospicuo patrimonio culturale, essenzialmente di tipo architettonico, si ricordano principalmente la grande Basilica o la Cattedrale di San Sabino, ma anche i due stadi, il più nuovo, il San Nicola, e l'altro, lo stadio "dei baresi", il "della Vittoria". Unitamente a questo sono presenti altre importanti architetture:

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica di San Nicola di Bari e Cattedrale di San Sabino.
  • Basilica di San Nicola: uno dei simboli della città di Bari, sorge nel cuore della città vecchia, in una larga piazza, dove, prima della sua costruzione, vi era il palazzo del catapano bizantino (distrutto durante una ribellione popolare). L'edificio fu eretto tra il 1087 ed il 1197, allo scopo di custodire le reliquie di san Nicola, trafugato da Myra da alcuni marinai nel 1087. La sua struttura è uno dei migliori esempi di architettura romanica pugliese.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bari Vecchia.

Palazzo dell'Acquedotto Pugliese[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1924 l'Ente Acquedotto Pugliese si dotò di una sede centrale, affidando a Cesare Vitantonio Brunetti un edificio in Via Cognetti, a poca distanza dal mare. L'imponente candida facciata bugnata che corre attorno ai quattro lati dell'edificio dona l'aspetto inespugnabile di una fortezza. Tuttavia, varcato l'accesso, si possono ammirare gli splendidi interni scaturiti in ogni minimo particolare dalla fantasia liberty di Duilio Cambellotti: il tema dominante è quello dell'acqua, che viene proposto nei grandi affreschi della Sala del Consiglio, nei pavimenti, negli intarsi in legno e madreperla degli oltre 140 mobili originari.

Palazzo Mincuzzi[modifica | modifica wikitesto]

Nel cuore del quartiere Murat, all'angolo tra la pulsante via Sparano e via Putignani, Aldo Forcignanò elaborò nel 1923 un progetto con soluzione d'angolo per l'edificio, che mantiene tuttora chiare destinazioni commerciali. La facciata è un coacervo di colonne, lesene bugnate, capitelli ionici e mascheroni tra i quali si sviluppano le molte finestre. Gli interni, ricchi di decorazioni Liberty, sono dominati da un monumentale scalone e illuminati dalla cupola vetrata che sovrasta l'edificio.

Palazzo Fizzarotti[modifica | modifica wikitesto]

Edificato su Corso Vittorio Emanuele II e radicalmente ampliato negli anni 1905-1907 da Ettore Bernich e Augusto Corradini, si presenta come un imponente edificio in stile eclettico. Molti degli stilemi del romanico pugliese vengono fusi con diverse tradizioni architettoniche. La facciata, composta da tre piani in stile veneziano sui quali si apre un leggero loggione colonnato, è un omaggio alla liberazione della città occupata dai Saraceni compiuta dalla Serenissima nel 1022. Gli interni, accessibili mediante un suggestivo androne marmoreo, ospitano diverse decorazioni che richiamano l'epoca federiciana, allegorie delle attività economiche della Puglia e simboli esoterici. L'edificio oggi è adibito ad uso residenziale, ma ospita anche un centro polifunzionale con sale per esposizioni.

Palazzo de Gemmis[modifica | modifica wikitesto]

Elegante palazzo ottocentesco dei Baroni de Gemmis, neoclassico. Sulla facciata è posta una lapide marmorea in ricordo di Giuseppe Garibaldi, accolto nel suo arrivo a Bari dal Barone patriota Nicola de Gemmis, primo Sindaco di Bari. Il Palazzo ospitò anche la raccolta del bibliofilo ing. Gennaro de Gemmis, fondatore della omonima biblioteca, la più ampia sulla storia della Puglia.[19]. Il Palazzo fu requisito per usi militari durante la Seconda Guerra Mondiale.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello Normanno-Svevo di Bari.
  • Il castello Normanno-Svevo è una fortezza costruita nel 1131 da Ruggero II di Sicilia. Nel 1156 Guglielmo I di Sicilia, lo distrusse quasi interamente e, subito dopo, Guido il Vasto, su commissione di Federico II di Svevia, si occupò della sua ricostruzione. Dopo gli interventi di Federico II, durante il XVI secolo, furono effettuati vari interventi per adeguarlo alle esigenze difensive dell'epoca. Il complesso è caratterizzato dalle torri quadrate che lo sovrastano e da un fossato largo e profondo.
  • Il Fortino di Sant'Antonio Abate fu eretto per scopi difensivi. La data di costruzione non è accertata; tuttavia talune fonti citano il forte a partire dal XIV secolo. Distrutto dai baresi nel 1463, fu ricostruito nel XVI secolo per volere di Isabella d'Aragona.
  • La lunga muraglia che circonda tutta la città vecchia, costruita nel XII secolo, e che un tempo offriva uno spettacolo alquanto suggestivo, presentandosi a strapiombo sul mare.

Inoltre lungo tutto il litorale barese (e pugliese più in generale) sono presenti le caratteristiche torri di avvistamento erette in epoca medievale per segnalare l'arrivo dei pirati saraceni, una delle quali da tuttora il nome al quartiere di "Torre a Mare" nella zona meridionale della città.

  • Il Sacrario Militare dei caduti d'oltremare, inaugurato il 10 dicembre del 1967.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacrario dei caduti d'oltremare di Bari.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il più grande parco pubblico barese è il Parco 2 giugno, nel quartiere Carrassi; vi è la Pineta di San Francesco, polmone verde situato tra i quartieri Marconi - San Girolamo; una pineta sita in Piazza Romita al San Paolo; giardini pubblici di Piazza Garibaldi e Piazza Umberto I entrambi nel centro città, e il grande parco costruito sul lungomare nella zona detta "Punta Perotti" nel luogo precedentemente occupato dall'omonimo "ecomostro", nonché aree verdi e piccoli giardini pubblici in molti quartieri. Tra le spiagge libere spiccano le strutture di Pane e Pomodoro e Torre Quetta, tratti di Lungomare nord nei quartieri Santo Spirito e Palese, mentre nel litorale sud nei quartieri San Giorgio e Torre a Mare.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Come le altre aree metropolitane italiane, anche Bari a partire dagli anni ottanta è stata interessata da una progressiva deurbanizzazione a vantaggio dei comuni dell'hinterland. Negli ultimi 5 anni è stato osservato un incremento della popolazione residente, anche grazie al flusso migratorio, che vede Bari come porta d'ingresso per l'Europa, ma anche località d'insediamento.

Abitanti censiti[20]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2013 risiedono a Bari 10.036 cittadini stranieri[21]. Le comunità più numerose sono:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto barese.
« Puèt'èsse nu baròne
oppùre nu marchèse;
pe mmè sì ppròbbie nudde,
ce tu non zì Barèse. »
(traduzione: "Non importa che tu sia un barone o un marchese; per me non vali nulla se non sei Barese."; Alfredo Giovine, scrittore barese)

Il dialetto barese è un idioma che si è costruito e modificato a seguito delle innumerevoli occupazioni di popolazioni straniere che per secoli la città ha vissuto e che hanno donato alla parlata barese peculiarità diverse ed un'inflessione incomprensibile per molti italiani.

Dal punto di vista filologico, il dialetto barese ha avuto origine dalla comune lingua madre, il latino, prima del siciliano e poi del napoletano; conseguentemente a tale evoluzione si è creato, sotto vari influssi, il tipico idioma barese.

Il barese viene parlato grosso modo in tutta la provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani, ove sono presenti alcune varianti come il barlettano e l'andriese. Ci sono zone di influenza anche più a nord, nella provincia di Foggia, in cui tuttavia è parlato il dialetto foggiano. A ovest la parlata del capoluogo pugliese si diffonde nella provincia di Matera, il cui dialetto non presenta evidentissime differenze con quello barese, mentre a sud il suo influsso raggiunge anche le parti più settentrionali della provincia di Brindisi.

Chiesa Russa Ortodossa di San Nicola

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il Policlinico

La religione più diffusa è il cattolicesimo. Il santo patrono della città è san Nicola, le cui reliquie sono ospitate nella basilica a lui dedicata. Per questa ragione, la città, da sempre capolinea e punto d'incontro di oriente e occidente, è divenuta uno dei principali punti di riferimento della cristianità, nonché luogo d'incontro fra cattolici e ortodossi, oltre ad essere una delle principali mete di pellegrinaggio dei fedeli delle tre principali religioni monoteistiche.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Nella città hanno sede diverse strutture sanitarie, sia pubbliche che private. Tre sono i grandi poli ospedalieri generali: il Policlinico Consorziale[22], sede della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi, il Presidio Ospedaliero Di Venere e il più recente Ospedale San Paolo. Le principali strutture specializzate sono invece l'Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII e l'Istituto Tumori "Giovanni Paolo II", Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico, specializzato nella cura oncologica. Un'altra struttura presente ma da tempo ferma è l'Ospedale Militare.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 la provincia di Bari si è piazzata al 93º posto nell'annuale classifica stilata da Il Sole 24 ORE sulla vivibilità delle 107 province italiane[23], conseguendo un discreto risultato nei parametri "servizi, ambiente e salute" e "tenore di vita", ma piazzandosi male in particolare per l'ordine pubblico.

Alberi d'Acqua sul Lungomare, di notte

In una inchiesta del 2007 di Altroconsumo sulla qualità della vita in 21 città italiane (quasi tutti capoluoghi di regione), Bari si è piazzata al 19º posto[24]. La graduatoria è stata compilata in base alle percezioni e ai pareri degli stessi abitanti, quindi senza considerare dati empirici.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La città è ricca di scuole che si occupano della crescita e della formazione culturale dei suoi abitanti. Fra queste si deve sicuramente ricordare il Convitto Nazionale Domenico Cirillo che è una delle scuole più antiche d'Italia, in quanto risulta essere in attività fin dai tempi dello Stato borbonico[25]. Altre scuole importanti sono: i licei scientifici "E. Fermi", "G. Salvemini" e "A. Scacchi", storico istituto barese collocato nel cuore della città, i licei classici "Orazio Flacco" e "Socrate", il liceo linguistico e Istituto tecnico commerciale "Marco Polo" situato nel quartiere Poggiofranco e l'Istituto di Istruzione Superiore Euclide (comprendente Istiuto Tecnico Aeronautico, Nautico e Geometra), ad oggi il più grande istituto scolastico della provincia.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca nazionale Sagarriga Visconti-Volpi Conserva un patrimonio librario di circa 500.000 unità: 300.000 volumi di monografie; 55 incunaboli; 2.300 cinquecentine; 50.000 volumi antichi a stampa del XVII, XVIII secolo e della prima parte dell'Ottocento; 5000 periodici di cui 450 correnti; 460 manoscritti in volume; 16.400 manoscritti a carte sciolte variamente raccolte; pergamene del XIII e XVIII secolo; manoscritti musicali del XIX secolo; 818 caricature originali di Frate Menotti; epistolari di personaggi illustri di Terra di Bari come Tommaso Fiore, Giovanni Modugno e Nicola Di Cagno Politi; numerose allegazioni giuridiche manoscritte e a stampa; oltre 700 carte geografiche; 200 fotografie; 3.172 titoli di periodici storici e correnti. I fondi donati alla biblioteca da Giuseppe D’Addosio e Giuseppe De Ninno conservano documenti di storia locale [26].

La Biblioteca provinciale de Gemmis, ospitata nella chiesa di Santa Teresa dei Maschi, è frutto della donazione del barone ing. Gennaro de Gemmis e contiene circa 70.000 volumi, per lo più di argomento storico. La sezione archivistica è ricca di circa 100.000 fra carte e pergamene del IX secolo ed è considerata la più ampia raccolta di materiale storico locale della Puglia.[27]

Diplomi e pergamene antiche conferiscono particolare importanza all'archivio della basilica di San Nicola, ma di valore ancor maggiore è il rotulo pergamenaceo miniato dell'Exultet, conservato nell'archivio della cattedrale di San Sabino. Databile tra l'XI e il XIII secolo.

Altri centri bibliotecari sono:

  • la Biblioteca comunale;
  • la Biblioteca "Gaetano Ricchetti";
  • la Biblioteca multimediale del Consiglio regionale "Teca del Mediterraneo";
  • la Biblioteca sportiva regionale del CONI;
  • la Biblioteca della fondazione Gianfranco Dioguardi;
  • le biblioteche dell'Università degli Studi e del Politecnico di Bari.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo del Dipartimento di Informatica della Facoltà di Scienze MM. FF. NN. nel campus dell'Università di Bari

I principali Istituti di ricerca sono dislocati fra il campus universitario e il vicino comune di Valenzano:

È in via di costituzione il Polo Biotecnologico Regionale.

A Bari ha sede dal 1983 il Consorzio delle Università Mediterranee (CUM), al quale aderiscono oltre 160 istituzioni universitarie del bacino del mar Mediterraneo.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Conservatorio[modifica | modifica wikitesto]
Conservatorio di musica "Niccolò Piccinni"
Intitolato al celebre compositore barese Niccolò Piccinni, oltremodo apprezzato in Italia, a Bari ed in Francia, dove svolse la sua attività di musicista, è il Conservatorio massima scuola musicale della città di Bari[28].
Accademia di Belle Arti di Bari
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Accademia di belle arti di Bari.
Ha sede legale in città ma l'attività didattica è tenuta presso il complesso monastico di Santa Chiara nel vicino comune di Mola di Bari[29].
Istituto per l'Istruzione Secondaria Superiore "Guglielmo Marconi"
L'Istituto scolastico, fondato nel 1939 e dedicato a Guglielmo Marconi, rappresenta una delle più antiche e prestigiose scuole secondarie superiori della città di Bari.
Presso la sede storica, ubicata in piazza Carlo Poerio in corrispondenza della fermata ferroviaria Marconi è organizzato in forma di laboratorio didattico un museo della scienza e della tecnica in cui sono conservati antichi prototipi di macchine a fluido.
L'Istituto ha contribuito nell'anno 2011, come scuola capofila, alla fondazione dell'Istituto Tecnico Superiore "Antonio Cuccovillo", quale scuola post-diploma destinata alla formazione superiore di tecnici nel settore meccatronico.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Politecnico di Bari.
Stemma dell'Università degli studi di Bari
Il palazzo dell'Ateneo dell'Università, in piazza Umberto I
Stemma del Politecnico di Bari

Bari ospita due università pubbliche (l'Università di Bari e il Politecnico), e una privata (la LUM Jean Monnet - Libera Università Mediterranea).

L'Università degli Studi di Bari[30] è la più importante università pugliese, nonché fra le più grandi del Meridione in termini di affluenza. Fondata nel 1925, l'università conta 13 facoltà e oltre 60.000 iscritti. La sede centrale si trova nello storico Palazzo Ateneo in piazza Umberto I, nel cuore del centro ottocentesco dove hanno sede diverse facoltà umanistiche. Nelle vicinanze sono dislocate le facoltà di giurisprudenza, scienze politiche e lingue e letterature straniere. Il campus universitario ospita la maggior parte delle facoltà scientifiche. La facoltà di economia ha sede nel quartiere Poggiofranco, quella di medicina all'interno del Policlinico, e quella di veterinaria nel comune di Valenzano.

Nel 1990 per gemmazione dall'Università degli Studi, fu istituita la seconda sede universitaria barese, il Politecnico di Bari[31], che ha sede presso il campus universitario della città. Esso conta 11.000 iscritti e tre facoltà di Ingegneria e Architettura, due delle quali con sede a Bari.

Più recente è la fondazione della Libera Università Mediterranea[32], università privata legalmente riconosciuta nel 2000 che ha sede nel comune di Casamassima, a pochi chilometri da Bari.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo archeologico[modifica | modifica wikitesto]

Il "Museo archeologico" di Bari,[33] fondato nel 1875 come Museo Provinciale, è stato notevolmente ampliato nel tempo grazie a donazioni private e nuove scoperte archeologiche che hanno arricchito le bacheche dell'istituto. Esso infatti comprende la più completa raccolta di materiale archeologico pugliese, soprattutto ceramiche e bronzi. Il museo è fondamentale ai fini di una completa conoscenza della civiltà apula dal VII secolo al III secolo, dell'antica Daunia (attuale provincia di Foggia), della Messapia e soprattutto della Peucezia (attuale provincia di Bari).

Il museo si trova all'interno del palazzo Ateneo dell'Università di Bari, in Piazza Umberto I. È attualmente chiuso e attende di essere trasferito in nuova sede (probabilmente l'ex monastero di Santa Scolastica).

Pinacoteca provinciale[modifica | modifica wikitesto]

La Pinacoteca provinciale di Bari, sita nel palazzo della Provincia di Bari, si compone di opere databili dal XV secolo all'attuale, la cui paternità è attribuita ad artisti quali Tintoretto, Giovanni Bellini, Antonio Vivarini e Bartolomeo Vivarini, Paolo Veronese e pittori di scuola napoletana come Luca Giordano e numerosi ottocentisti italiani. La pinacoteca è intitolata al pittore di epoca rococò Corrado Giaquinto, nativo di Molfetta. Il museo ospita inoltre un'importante raccolta (collezione Grieco) di opere dell'Ottocento e Novecento italiano, comprendente dipinti di macchiaioli toscani come Fattori, Lega, Signorini, Banti e di artisti come Morandi, De Chirico, Carrà, De Pisis, Campigli, Casorati, Mafai, Sironi. Sono presenti, inoltre, opere di Pellizza da Volpedo, De Nittis, Netti, Boldini e Toma. La pinacoteca ospita anche opere di autori contemporanei come Pino Pascali. È sede di mostre ed eventi culturali.

Altri musei[modifica | modifica wikitesto]
  • Cittadella mediterranea della scienza
  • Museo etnografico africano
  • Gipsoteca del Castello Normanno Svevo
  • Museo nicolaiano
  • Museo della cattedrale
  • Museo storico civico
  • Museo del Sacrario militare
  • Orto Botanico di Bari[34]
  • Museo di zoologia[35]
  • Museo di scienze della terra[36]
  • Museo raccolta di fisica[37]
  • Museo dell'acqua - Palazzo dell'Acquedotto Pugliese[38]
  • Museo della Fotografia del Politecnico di Bari

Media[modifica | modifica wikitesto]

Bari ospita diversi giornali e reti radiotelevisive a carattere locale, ma conta anche sedi di testate a diffusione nazionale. Fra queste si ricorda, Studio 100, EuroChannel24 e Telenorba, la maggiore emittente privata locale di tutta Italia.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Le testate giornalistiche più importanti sono La Gazzetta del Mezzogiorno[39], il Corriere del Mezzogiorno[40], edizione pugliese, con sede a Napoli, distribuito in abbinamento con il Corriere della Sera e l'edizione barese del quotidiano La Repubblica[41]. ad esse si accompagnano le testate locali Puglia[42], e Barisera[43], che viene distribuito a partire dal pomeriggio, Euro Channel 24.

Ha sede a Bari anche il free press E Polis, ora edizione autonoma, dopo la cessazione dell'edizione principale.[44].

È presente il settimanale a diffusione gratuita Puglia d'oggi.[45]

È presente, altresì, la redazione cittadina del Quotidiano di Bari (edizione di Bari del giornale "Quotidiano di Foggia", entrambi stampati a Foggia.[46] Tra i maggiori quotidiani on line della città segnaliamo "Il Messaggero Italiano" www.ilmessaggeroitaliano.it.

Hanno cessato l'edizione barese gli altri free press City[47] e Leggo[48],

Di portata nazionale è l'attività editoriale, dalle storiche case editrici Laterza e Cacucci alle più giovani Adda, Dedalo, De Donato e Palomar.

Televisioni[modifica | modifica wikitesto]

Bari è sede della redazione regionale per la Puglia della Rai[49], Euro Channel 24, Radio Made in Italy, Norba News ed è stata anche la sede della redazione centrale del telegiornale del gruppo Telenorba[50], con sede a Conversano, che controlla le emittenti TgNorba 24, Telenorba 7 (ex Telenorba) e Telenorba 8 (ex Teledue).

Bari è inoltre sede di altre emittenti televisive locali, quali Antenna Sud[51] (una volta collegata a La Gazzetta del Mezzogiorno), Teleregione Color Telebari[52], RTG Puglia[53].

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Bari è inoltre sede di numerose stazioni radiofoniche, di cui le principali sono:

  • L'AltraRadio Bella da Ascoltare
  • Radiobari
  • Love Fm
  • RadioSound
  • Controradio
  • Radio Bari Città Futura
  • Canale 100
  • Radionorba
  • Euro Channel 24
  • Radio Puglia
  • Radio Made in Italy

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Hanno avuto la città di Bari come sfondo della loro trama i seguenti film:

Nel film statunitense del 1995 I ponti di Madison County, Meryl Streep informa Clint Eastwood delle sue origini italiane, dicendo di aver vissuto in una città, a suo dire sconosciuta, sul mare Adriatico, che si rivela essere Bari. Eastwood risponde tuttavia di conoscere Bari, avendola visitata per qualche giorno prima di salpare da Brindisi per la Grecia.

Bari è sede del Cineporto (situato nel complesso della Fiera del Levante), uno spazio con sale di registrazione e strumentazione cinematografica, aperto dall'Apulia film commission col fine di sviluppare l'industria cinematografica in Puglia.

Dal 2010 la città ospita un proprio festival di cinema: il "Bif&st".

Il Teatro Margherita nel 2011
Il lungomare con il Teatro Margherita sullo sfondo

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

La Fondazione Lirico-Sinfonica "Petruzzelli e Teatri di Bari" gestisce i maggiori teatri cittadini, il Petruzzelli e il Piccinni, e l'Auditorium Nino Rota presso il Conservatorio Musicale.

Oltre al Teatro Margherita chiuso dal 1980 ma riaperto nel 2009 (ma solo per le mostre), gli altri teatri cittadini sono:

  • Teatro dell'Anonima, gestito dall'attore barese Dante Marmone;
  • Teatro Team;
  • Teatro Forma;
  • Teatro Kismet Opera;
  • Teatro Duse;
  • Teatro-Cinema Royal;
  • Teatro Purgatorio;
  • Piccolo Teatro di Bari;
  • Casa di Pulcinella;
  • Teatro Barium;
  • Teatro Di Cagno;
  • Teatro Bravò (ex Salottino);
  • Nuovo Teatro Abeliano (nuova sede).

È chiuso da tempo il Teatro-cinema Kursaal Santalucia, acquistato dalla Regione Puglia, che ha avviato opere di messa in sicurezza.

Teatro Petruzzelli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro Petruzzelli.
Teatro Petruzzelli in una foto d'epoca.

Il Teatro Petruzzelli nacque dall'esigenza della città di possedere un contenitore culturale degno di una città desiderosa di elevarsi al livello delle altre metropoli italiane. La passione di Bari per il teatro era nota, ma i luoghi di rappresentazione non erano ritenuti sufficienti, neanche dopo la costruzione del teatro comunale Piccinni nel 1854.

Interno del Teatro Petruzzelli.

Il Comune decise quindi di sfruttare un piazzale sul mare (Largo della Marina), adibito a ospitare concerti e rappresentazioni di strada, per edificare il teatro. Nel 1896 fu scelto il progetto presentato da due commercianti baresi, Onofrio ed Antonio Petruzzelli, e nel 1898 iniziarono i lavori di edificazione. La struttura esordì la sera del 14 febbraio 1903 con la rappresentazione de Gli Ugonotti di Giacomo Meyerbeer.

Il Teatro Petruzzelli è il quarto teatro italiano per dimensioni e il più grande teatro privato d'Europa.

La notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro venne distrutto da un incendio doloso. L'ultima opera rappresentata fu la Norma di Vincenzo Bellini (che, ironicamente, si chiude con la scena di un rogo).

Nel 2008 si sono conclusi i lavori di ripristino del teatro alla sua funzionalità e il 7 settembre 2009 le chiavi del Politeama sono state consegnate alla Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari che ne ha assunto la gestione.

Teatro Piccinni

Teatro Piccinni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro Piccinni.

Il Teatro Piccinni è il più antico teatro barese esistente. La struttura è in grado di contenere più di ottocento spettatori. Il teatro fu inaugurato il 4 ottobre 1854 con la rappresentazione del Poliuto di Gaetano Donizetti. Un anno dopo, nel 1855, fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccinni, oltremodo apprezzato nella città natale e in Francia, dove svolse la sua attività di compositore.

Interno dell'Auditorium Nino Rota

Auditorium Nino Rota[modifica | modifica wikitesto]

L'auditorium Nino Rota, di proprietà del Conservatorio Niccolò Piccinni, è la più importante sala d'ascolto della città di Bari, sebbene sia in ristrutturazione dal 1991.[54] L'edificazione, promossa dall'amministrazione provinciale negli anni sessanta, fu completata nel 1981.[54] Fu intitolato al compositore milanese Nino Rota, a lungo direttore del conservatorio barese.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Associazione Polifonica barese "Biagio Grimaldi"[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata l'8 dicembre 1926 come "Accademia Polifonica Barese" dal musicista barese Biagio Grimaldi (1897-1986), insieme all'organista Donato Marrone, che di quell'impresa era l'anima intellettuale. L'associazione creò subito un notevole repertorio di polifonia sacra e profana che affiancava ai massimi autori del genere[55] la musica dei compositori pugliesi e le melodie popolari baresi. I concerti della Polifonica conobbero una diffusione ampia attraverso le frequenze di Radio Bari e della Radio italiana. Alla morte del fondatore, l'accademia prese il nome attuale. La Polifonica dispone di un archivio storico-musicale, che nel 1998 è stato riconosciuto di "notevole interesse storico" dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina barese.

La cucina pugliese in generale si basa sui tre prodotti agricoli principali della regione cioè il grano, l'olio e il vino. La cucina barese è arricchita anche da ortaggi e frutta, abbondanti nell'agricoltura locale, e dalla produzione del pane pugliese e delle paste alimentari casalinghe: orecchiette, recchietèdde o strascenàte, la variante tarantina chiancarelle (ossia orecchiette di grandezza varia), cavatelli, lagane, troccoli (ossia fettuccine), fusilli (ossia maccheroni arrotolati), tripoline e megnuìcchie (ossia gnocchetti di semola).

Con la pasta fatta in casa si preparano anche calzoni al forno ripieni di cipolla, acciughe sotto sale[56], capperi e olive; panzerotti fritti ripieni di lardo e ricotta o mozzarella; pettole alla barese; pizze rustiche, la tipica focaccia alla barese, i taralli, le friselle e le sgagliozze, ossia fette di polenta fritta, preparate e vendute per le strade della città vecchia.

Condimenti sovrani sono l'olio d'oliva e l'aglio. Ottime sono le minestre di verdure e quelle a base di pane (pancotto e caponata), ceci, fave intere o schiacciate (con cicorie), cavoli, sedani, cardi e finocchi che compaiono in tavola anche da soli con olio, o salati o con brodo di maiale.

I piatti di carne sono per lo più a base di agnello (tacche al forno, cottarello, involtini in barese "ghiemmerìidde"), di maiale (capocolli e salsicce varie, soprattutto condite con peperoncino), coniglio e cacciagione. Una raffinatezza è quella dei tordi in salsa conservati nel vino bianco.

Specialità: Tiella alla barese di patate riso e cozze, piatto ereditato dall'occupazione spagnola e detto anche "tièdde" (tiella), nome che suggerisce l'uso della paella spagnola in passato, nonché le linguine al sugo di seppia e le "cazzavùne", alla barese, ossia lumache raccolte dal vicino altopiano delle Murge, cotte o lessate e condite in vario modo.

In quanto città di mare, Bari è famosa per i numerosi piatti di pesce: il dentice alle olive, l'orata alla san Nicola, le alici arraganàte e i polpetti "che ll'àcqua lòre", in casseruola.

Tra i dolciumi tipici, molti legati a periodi di festività, si ricordano le "carteddàte" cartellate e i bocconotti (tipiche ricette natalizie), le paste reali, le castagnèdde, le sassanìidde, le zeppole (tipiche del giorno di san Giuseppe), le "scarcelle" (dolce pasquale) e u sanguinàcce, ossia sanguinaccio dolce.

Tra i vini pregiati di Bari e della provincia si ricordano: il Castel del Monte, il Moscato di Trani, il Primitivo di Manduria molto conosciuto anche nel resto dell'Italia, il Primitivo di Gioia, il Negroamaro Salentino, bianchi di Alberobello e Locorotondo, l'Aleatico e varietà di Cerasuolo e di Sangiovese. È abbondante la produzione di vini da taglio tra cui il Barletta.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso monumentale al quartiere fieristico

Fiera del Levante[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiera del Levante.

La Fiera del Levante[57] è una delle principali fiere del bacino del Mediterraneo, nata nel 1929 per iniziativa del Comune, dell'Amministrazione Provinciale e della Camera del Commercio di Bari e operativa continuativamente dal 1930 con la sola esclusione degli anni della seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1946.

Complessivamente gli espositori che partecipano annualmente alle manifestazioni sono cinquemila tra nazionali ed esteri. I visitatori ammontano a circa due milioni.

La rassegna storica, nonché la più nota al grande pubblico, è la fiera campionaria, la più grande d'Europa, che ha luogo ogni settembre con oltre settecentomila visitatori e più di duemila espositori, in un'apposita vasta area, ampia circa 300 000 metri quadrati, situata a nord-ovest della città, in vicinanza della punta di San Cataldo, al limite occidentale del porto nuovo.

La fiera è inoltre volta a favorire gli scambi tra Oriente e Occidente, di cui Bari costituisce, per tradizione millenaria, il più favorevole punto d'incontro.

Festa di san Nicola patrono di Bari[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di San Nicola nella cripta della basilica

Dal 7 al 9 maggio si svolgono i festeggiamenti in onore del patrono della città, san Nicola. Già alla vigilia delle festività religiose affluiscono in città molti " ziazì" ossia pellegrini devoti al Santo. Una delle usanze tradizionali è l'offerta del pane alla basilica. A rievocare l'antico arrivo delle reliquie di san Nicola, la sera della vigilia si tiene il Corteo storico san Nicola[58].

Il giorno della festa si svolge la solenne processione in cui la statua del Santo viene portata fino al Molo san Nicola dove si tiene una celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Bari; la statua viene poi trasportata in mare da un corteo di imbarcazioni. Verso sera avviene il raduno delle imbarcazioni presso il molo in cui si saluta il ritorno del Santo nella basilica, attraverso una nuova sontuosa processione al culmine della quale avviene "l'artefìzzie" ossia scoppio di fuochi pirotecnici.

Il giorno dopo, in seguito alla celebrazione eucaristica di saluto che si tiene in Piazza del Ferrarese, nella cripta della basilica si procede ufficialmente al prelievo della santa manna (che i monaci benedettini trassero dalle ossa del santo) alla presenza di fedeli e autorità religiose e civili. Tutta la ritualità religiosa è immersa in una cornice profana di luci e abbellimenti e di concerti bandistici, che contribuiscono a creare un'atmosfera suggestiva.

Il 10 maggio, ultimo giorno di festa, dopo la messa celebrata in Piazza del Ferrarese la statua di san Nicola, prelevata "da la màghene", solennemente trasportata in processione, viene riportata In Basilica.

San Nicola è inoltre festeggiato a Bari anche il 6 dicembre, anniversario della sua morte. Evento importante è l'atmosfera che si crea nella città vecchia, alle prime luci dell'alba, per assistere alla prima messa delle 5.00, celebrata dall'Arcivescovo di Bari-Bitonto e la consegna delle chiavi della città al Santo, e prosegue con una lunga processione della statua per le vie della città vecchia. Quella del 6 dicembre è festa sentita in tutto il mondo cristiano e particolarmente nei paesi del nord Europa, Russia compresa.

A tale proposito, Bari, nel marzo 2007 è stata visitata dall'allora presidente russo Vladimir Putin, il quale durante il meeting italo-russo si è recato nella basilica di San Nicola per rendere omaggio alle reliquie del santo. In quell'occasione Putin definì Bari, secondo il sentimento religioso del popolo russo legato alla figura di san Nicola, "la città più importante del mondo dopo Gerusalemme". Al momento in cui la chiesa russa è stata consegnata ai legittimi proprietari, ufficialmente nell'aprile del 2008, il primo cittadino della città Michele Emiliano ha donato la cittadinanza barese al primo ministro russo Vladimir Putin recandosi direttamente a Mosca. Il successore di Putin, Dmitrij Anatol'evič Medvedev, tornò a Bari il 1º marzo del 2009 per riprendere possesso della Chiesa russa.

L'incontro fra papa Benedetto XVI e il patriarca di Mosca Cirillo I a Bari ha suggellato la funzione della città quale punto di incontro fra il mondo cattolico e quello ortodosso.

Una delle tradizioni ancora vive è quella per cui le ragazze che desiderano sposarsi scrivono le proprie aspirazioni matrimoniali su bigliettini che sono poi inseriti nella teca di vetro che accoglie la statua del santo. Essa si rifà a una delle leggende più diffuse su san Nicola, secondo cui il santo abbia consentito a tre fanciulle povere di sposarsi donando loro tre sacchetti colmi di monete d'oro. Da allora è rappresentato, nella tradizionale iconografia, con tre palle d'oro in mano.

Persone legate a Bari[modifica | modifica wikitesto]

(in ordine alfabetico di cognome)

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Una strada del centro storico con la Cattedrale di San Sabino, duomo della città di Bari

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Punta Perotti.

Per la lettura di questo paragrafo, può essere di supporto vedere la voce Quartieri di Bari ed il paragrafo "Storia" (più sopra).

« Per me, la trovo attraente questa città nuova, con le sue vie larghe, ad angoli retti, che consentono di veder sempre in fondo ad esse il mare, come si vedono a Torino le Alpi »
(Paul Bourget, Sensations d'Italie, 1891)

Il “centro” della città è costituito dalla città vecchia (come usano chiamarla i baresi) e dal Borgo murattiano. La città vecchia, sita su un’appendice di roccia calcarea affacciata sul mare (luogo corrispondente al nucleo primordiale di Bari), ha il tipico impianto urbanistico medioevale (caratterizzato da strade strette che formano una raggiera irregolare, con al centro le due chiese principali), risalente all’epoca bizantina ed ospita i principali monumenti della città, quali la basilica, la cattedrale ed il castello Normanno-Svevo. Il Borgo murattiano è invece in tipico stile ottocentesco (fu costruito infatti nei primi decenni del XIX secolo), con isolati “a scacchiera” e strade larghe. Nel murattiano si trovano molti negozi di grandi marche (degni di nota quelli d’abbigliamento), ristoranti e bar raffinati. Attorno al centro si sviluppano i rioni centro-periferici della città. Madonnella, grande quartiere innalzato durante il fascismo, sito a Sud-Est del centro, è il tipico esempio di architettura ed urbanistica fascista. Quasi tutta la zona centrale del lungomare (ad eccezione del centro storico) è dello stesso periodo (anni venti e trenta del '900) ed è caratterizzata da palazzi pubblici (scuole, caserme, palazzi per uffici, ecc.) in "stile littorio" (proprio del fascismo). Gli altri rioni centro-periferici, dovuti allo sviluppo demografico ed economico del dopoguerra, sono caratterizzati da una maglia quadrilatera meno regolare del murattiano ed hanno arredi urbani propri del razionalismo novecentesco (sono -da Nord-Ovest a Sud- San Girolamo, Fesca, Libertà, Marconi, Carrassi, San Pasquale, Picone, Japigia, Poggiofranco); tra essi si distingue Poggiofranco, il quartiere tra i più ricchi e moderni di Bari. A corona del centro-città e più distanziate da esso, nell'ordine di 5–10 km ci sono poi, nelle direzioni Nord-Ovest, Sud e Sud-Est le cosiddette ex-frazioni, altri sei quartieri con fisionomia urbanistica più autonoma rispetto a Bari città (si tratta di –da Nord a Sud ed Est- Santo Spirito, Palese, Carbonara, Ceglie del Campo, Loseto, Torre a Mare). In direzione Ovest e in una posizione intermedia fra il centro-periferia e le ex-frazioni c'è il quartiere San Paolo, un grande agglomerato urbano, edificato a partire dagli anni cinquanta del '900 nell'ambito dell'edilizia economica e popolare; esso viene considerato a tutti gli effetti un'appendice del centro di Bari, in quanto fin dal principio fu abitato da molti baresi. La zona industriale è posta più ad Ovest, al confine fra il territorio comunale di Bari e quello di Modugno ed è condivisa dai due comuni. Osservando Bari dall'alto, si nota come sia stata urbanizzata in blocco da Nord a Sud e più distaccata verso Est ed Ovest (ci sono grandi spazi vuoti fra Japigia e San Pasquale e fra Picone ed i quartieri a Nord-Ovest).

Bari perotti

La Ferrovia Adriatica separa il centro dai quartieri centro-periferici meridionali; affiancata a questa corre via Capruzzi (importante strada urbana di scorrimento), da cui si diramano altre importanti strade (tra queste le vie De Gasperi e Giulio Petroni, che dopo aver attraversato Carrassi e S. Pasquale raggiungono infine Carbonara). L’elegante e centralissimo corso Vittorio Emanuele II (nato nel 1813 grazie all’abbattimento delle vecchie mura urbiche) è la strada divisoria fra il centro storico e il murattiano; su esso s’affacciano le sedi delle principali istituzioni comunali (Municipio, Palazzo della Prefettura), il Teatro Piccinni ed altri storici palazzi. Corso Cavour, dall'incrocio con C.so Vitt. Em.le (nei pressi del centro storico), fiancheggia ad est tutto il centro e attraversando con un ponte la Ferrovia, s'innesta in viale Unità d'Italia (grande via del quartiere San Pasquale). Il lungomare (opera completata durante il fascismo, compresa l'aggiunta della fascia di terreno tra il borgo antico ed il mare, prima non carrabile) attraversa buona parte della città, connettendo le zone San Girolamo e San Giorgio. Viale Japigia-Gentile, a Est, è un prolungamento di via Capruzzi e attraversa tutto il quartiere Japigia, per poi immettersi nella statale 16. Proprio la 16 svolge un importantissimo ruolo di collegamento e smistamento del traffico, favorendo l’ingresso nelle diverse zone periferiche della città e nei comuni contermini (fungendo quindi da "Tangenziale di Bari").[59]

I quattro grandi ospedali pubblici sono il Policlinico (costruito durante il Fascismo) a Picone, il presidio ospedaliero del quartiere San Paolo, l’ospedale Di Venere a Carbonara e l’istituto pediatrico Giovanni XXIII a San Pasquale, adiacente alla via Amendola.

Da annotare la presenza dei quattro, storici mercati popolari della città: "Nicolai" (q.re Libertà), "Montegrappa" (Carrassi), "Japigia", "Mazzini" (Marconi), che prendono nome dalle vie o dalle zone (come nel caso del mercato di Japigia) in cui fino a circa dieci anni fa venivano allestiti un giorno alla settimana (con conseguente chiusura di quelle strade al traffico automobilistico). Ora hanno sede in spazi coperti, costruiti o adeguati a tale uso, nelle vicinanze delle locazioni precedenti.

I comuni della provincia Valenzano, Triggiano e Modugno, confinanti con il capoluogo, vengono spesso considerati, orientativamente, parte integrante di esso (anche considerando i molteplici rapporti, soprattutto economici, che stringono con Bari). Ad oggi l'area metropolitana di Bari si estende su una superficie territoriale di 2.269,74 km² e conta circa 1 milione di abitanti[60].

In questi anni il Comune di Bari si sta dotando di un nuovo Piano Urbanistico Generale, il cui "Documento Programmatico Preliminare" (DPP) è stato approvato dalla Giunta Comunale nel 2009 e dal Consiglio Comunale nel 2011; questo Piano sostituirà il precedente P.R.G., realizzato dall'architetto Ludovico Quaroni nel 1965 (a riprendere il precedente piano Calzabini-Piacentini, del 1952) e attuato a partire dal 1979.[61] Il nuovo Piano Urbanistico mira a riqualificare il territorio comunale soprattutto nelle periferie, nel settore ambientale, nella razionalizzazione del settore dei trasporti e nella riconnessione delle "smagliature" venutesi a creare nel tempo nel tessuto urbano.[61][62][63]

I cinque municipi di Bari

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quartieri di Bari.

Il Comune di Bari è stato suddiviso sino al 2014 in nove circoscrizioni territoriali dotate di un consiglio (con un numero di rappresentanti compreso fra 14 e 18) e di un presidente democraticamente eletto.

Tranne la circoscrizione Madonnella, tutte le altre sono nate dalla fusione di due o più quartieri e zone.

Circoscrizione Superficie
(km²)
Abitanti
(2001)
Abitanti
(2005)
Densità
(ab/km²) (2001)
Suddivisioni
I Palese-Santo Spirito 18,62 28.757 29.210 1.544 Palese-Macchie, Santo Spirito-Catino-San Pio
II San Paolo-Stanic-Villaggio del Lavoratore 20,14 35.516 35.580 1.764 San Paolo, Stanic-Villaggio del Lavoratore
III Picone-Poggiofranco 7,47 43.724 42.304 5.853 Picone, Poggiofranco
IV Carbonara-Ceglie-Loseto 35,03 39.910 39.898 1.139 Carbonara di Bari, Ceglie del Campo, Loseto, Santa Rita
V Japigia-Torre a Mare 18,77 35.891 35.495 1.912 Japigia, Torre a Mare, San Giorgio, Sant'Anna
VI Carrassi-San Pasquale 7,70 60.775 59.124 7.893 Carrassi, San Pasquale, Mungivacca
VII Madonnella 0,95 17.601 17.094 18.527 Madonnella
VIII Libertà-Marconi-San Girolamo-Fesca 6,30 65.317 65.122 10.368 Libertà, Marconi-San Girolamo-Fesca
IX Murat-San Nicola 1,05 16.978 16.523 16.170 Murat, San Nicola
Totale Comune 116,03 344.014 340.355 2.969

Con l'intento di favorire il decentramento amministrativo e dar vita alla città metropolitana, è stata approvata la riorganizzazione del Comune delle nove circoscrizioni amministrative in cinque municipi[64].

Municipio Superficie
(km²)
Abitanti
(2001)
Abitanti
(2005)
Densità
(ab/km²) (2001)
Suddivisioni
I Municipio del mare Murat, San Nicola, Libertà, Madonnella, Japigia, Torre a Mare, San Giorgio, Sant'Anna
II Picone - Poggiofranco - San Pasquale - Carrassi - Mungivacca 15,17 104.499 101.428 13.746 Picone, Poggiofranco, Carrassi, San Pasquale, Mungivacca
III San Paolo - Stanic - Villaggio del Lavoratore - San Girolamo - Fesca San Paolo, Stanic-Villaggio del Lavoratore, Marconi-San Girolamo-Fesca
IV Carbonara - Ceglie - Loseto Carbonara di Bari, Ceglie del Campo, Loseto
V Palese - Santo Spirito Palese-Macchie, Santo Spirito-Catino-San Pio
Totale Comune 116,03 344.014 340.355 2.969

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Faro di Punta San Cataldo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

Antico centro marinaro, Bari ha sempre avuto una spiccata vocazione mercantile che l'ha resa un importante centro di commerci, oggi il secondo del meridione. Proprio i commercianti hanno decretato la fortuna della città moderna: a loro è dovuta la costruzione dell'imponente edificio della Camera di Commercio, del teatro Petruzzelli e di molti dei principali edifici storici del centro murattiano.

Nel 2003 la disoccupazione si è attestata sotto l'11%: un dato significativamente inferiore alla media del sud Italia.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Ben sviluppata è anche l'agricoltura: vigneti, oliveti, mandorleti e frutteti sono le principali colture, a complemento delle quali sono sorti oleifici e stabilimenti enologici e conservieri. Attivissimo il commercio di prodotti agricoli, favorito dalla specializzazione delle colture (pomodori, carciofi, cetrioli, uva da tavola, pere, ciliegie e fichi), che determina una forte corrente di esportazione.

Molto sviluppato è anche il commercio del pesce per il quale è attivo un mercato ittico all'ingrosso.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'industria è da sempre trainante e si sviluppa nei comparti alimentare, chimico, petrolchimico, tessile, del legno e, soprattutto, meccanico. Nella meccanica operano aziende come Magneti Marelli, Bosch e Getrag: Bari ospita il principale distretto industriale tedesco in Italia[65]. Alla fine degli anni ottanta nel centro Elasis fu sviluppato per la FIAT il noto sistema common rail, ceduto poi alla Bosch. L'area industriale si è progressivamente spostata all'esterno della città, ed è oggi ospitata fra i comuni di Bari e Modugno, con propaggini verso i comuni di Palo e Bitonto. L'avvio alla saturazione dell'area ha inoltre favorito, nell'ultimo decennio, la crescita del comparto industriale di Molfetta.

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 la congestione del centro cittadino ha spinto un imprenditore locale, Giuseppe Degennaro, a costruire nei pressi della città un centro integrato direzionale e commerciale all'ingrosso: oggi il Baricentro, alle porte del comune di [[Casamassima]], è ancora uno dei più grandi centri commerciali d'Europa.

I servizi costituiscono uno dei settori più vivaci dell'economia, con aziende come Getronics, EDS, Olivetti e IBM. Rimane tuttavia bassa la spesa per ricerca e sviluppo.

Centrale per tutte le attività commerciali è la Fiera del Levante.

A garantire e promuovere lo sviluppo economico di Bari e provincia c'è Camera di Commercio di Bari[66], un ente autonomo che svolge funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese promuovendo e curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Bari.

Bari è servita dalle autostrade l'A14 e l'A16, che la collegano rispettivamente con Napoli e Bologna verso nord e con Taranto verso sud. Gli accessi avvengono ai caselli di Bari Nord, presso Modugno, e Bari Sud, presso Bitritto.

Da Bari passa anche la Strada statale 16 Adriatica, che tra le uscite di Bari Japigia e Fiera del Levante-Porto di Bari acquista le caratteristiche di superstrada, con tre corsie per senso di marcia, e funge da tangenziale: questa serve sia il traffico di transito che di distribuzione, e l'ANAS investe ogni anno cifre notevoli per la manutenzione dell'arteria, che è fondamentale per i collegamenti con il porto. Verso sud la SS 16 raggiunge Brindisi e Lecce, e verso nord costituisce una valida alternativa all'A14 fino a Foggia.

Da Bari si dipartono altre cinque arterie stradali con tratti di superstrada: la SS 100 in direzione Taranto, la strada provinciale 236 in direzione Bitritto-Matera, la strada provinciale 54 in direzione Modugno, la SS 96 in direzione Altamura-Matera e la strada provinciale 231 in direzione Bitonto-Andria.

Per il decongestionamento del traffico è prevista la realizzazione del terminale dell'asse di collegamento Nord-Sud (dal porto alla tangenziale), dell'asse Est-Ovest (dalla strada provinciale 236 a via Giulio Petroni) e il completamento della strada di scorrimento Terza Mediana Bis, una sorta di tangenziale interna, tra lo svincolo autostradale Bari Nord e corso Trieste. L'asse viario di progetto dovrà assorbire e drenare una considerevole parte di traffico a differente provenienza e viabilità e precisamente: traffico extraurbano riveniente dall'A14, dall'A16, dalla Strada statale 16 Adriatica, dalla Strada statale 379 Egnazia e delle Terme di Torre Canne, dalla Strada statale 613 Brindisi-Lecce, dalla SS 100, dalla SP 231, dalla SS 96, dalla SP 236 e dalle ulteriori strade provinciali a sud, dirette nella fascia urbana compresa fra la rete ferroviaria e la tangenziale.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Bari centrale

La città di Bari è servita da numerose stazioni ferroviarie la principale delle quali è la stazione di Bari Centrale; vi confluiscono, oltre alle linee Adriatica e Bari-Taranto), le Ferrovie del Sud Est (linee Bari-Martina Franca-Taranto e la Bari-Casamassima-Putignano). Le Ferrovie Appulo Lucane e la Ferrotramviaria hanno proprie e distinte stazioni ferroviarie; quest'ultima, che esercisce le Ferrovie del Nord Barese, rilevò alla sua costituzione l'esercizio della tranvia Bari-Barletta, in seguito sostituita dall'attuale ferrovia.

Fermata urbana San Gabriele

Nell'area urbana i servizi ferroviari sono organizzati su sei linee convergenti nella stazione di Bari Centrale, gestite da quattro diversi operatori, che costituiscono il servizio ferroviario metropolitano.

Trenitalia gestisce il servizio sulle tratte RFI per Modugno, Enziteto e Torre a Mare-Monopoli, collegando nove stazioni urbane.

Nel 2008 è stata attivata la Ferrovia Bari-San Paolo, che collega la periferia ovest della città[67].

Il 20 luglio 2013 è entrato in servizio il passante ferroviario che collega l'aeroporto alla stazione centrale ed alla rete ferroviaria nazionale[68].

Porto[modifica | modifica wikitesto]

Porto passeggeri - Terminal crociere
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Bari.

Il porto di Bari è tradizionalmente considerato porta tra l'Europa, la penisola balcanica e il Medio Oriente. È uno scalo polivalente in grado di rispondere a tutte le esigenze operative. Fra i principali del mare Adriatico, il porto di Bari nel 2007 ha movimentato 1,8 milioni di passeggeri, dei quali circa 350.000 croceristi.

Aeroporto[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporto Internazionale Karol Wojtyła - Piano partenze

L'aeroporto internazionale civile di Bari-Palese Karol Wojtyła sorge nella periferia nord della città, al confine fra i quartieri Palese-Macchie e San Paolo. Nel 2005 è stato inaugurato il nuovo terminal. Dal 2013 è attiva la linea metro che collega l'aeroporto alla stazione centrale.

Interporto[modifica | modifica wikitesto]

L'Interporto Regionale della Puglia è situato alla periferia nord-ovest della città, a breve distanza dallo svincolo autostradale e dall'aeroporto, ed è collegato con l'area portuale, mediante il passante nord-sud, e con la rete ferroviaria, mediante un attrezzato terminal ferroviario. Costituisce il più importante centro logistico multimodale di scambi commerciali della Regione Puglia, e tra la regione stessa ed i vicini paesi del bacino mediterraneo, e quelli del Nord-Europa per via marittima.[69]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La città dispone di una rete di 42 linee urbane, gestita dalla società AMTAB,[70] più alcune linee complementari, quali quelle scolastiche e riservate ai disabili.

L'amministrazione comunale ha inoltre deliberato la ricostruzione di una linea filoviaria lunga 14 km per la quale è previsto l'impiego di quattro filobus prodotti acquistati alla fine degli anni novanta e altri tre di nuova costruzione.

Sino al 1987 la città disponeva di quattro linee filoviarie per un totale di 15,4 km. La reintroduzione dei filobus era prevista nel 1992. L'appalto venne vinto ma si aprì un contenzioso tra l'azienda e il comune e i lavori non vennero portati a termine. Inoltre una nuova normativa europea impose un sistema di alimentazione per le linee filoviarie diverso da quello realizzato a Bari e i lavori furono definitivamente bloccati.[71]

È inoltre attivo un servizio di bike sharing con diverse postazioni per il noleggio di biciclette in tutta l'area urbana.

Fra il 1909 e il 1948 era attiva in città una rete tranviaria, gestita dalla SAER, con una linea per Carbonara e Ceglie, fino al 1928 comuni autonomi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Bari.

Consolati[modifica | modifica wikitesto]

A Bari sono presenti i seguenti consolati:[72]

Albania, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Gabon, Germania, Regno Unito, Grecia, Indonesia, Lettonia, Lituania, Messico, Moldavia, Monaco, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Serbia, Senegal, Svezia, Spagna, Svizzera, Sud Africa, Turchia, Ucraina, Ungheria.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le varie discipline sono elencate in ordine alfabetico.

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Per nove edizioni si svolse il Gran Premio di Bari con partecipazione di campioni memorabili, che correvano su percorsi stradali nell'area abitata davanti un pubblico sempre numeroso. Nel 2013 una rievocazione storica della gara ha attirato 50.000 spettatori.[77] [78]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Football Club Bari 1908.

A Bari hanno sede diverse società calcistiche: la più antica ed importante società calcistica è il Football Club Bari 1908, fondata il 15 gennaio 1908 e chiamata A.S. Bari[79] fino al fallimento del marzo del 2014. L'attuale presidente è Gianluca Paparesta. Il Bari ha giocato per 30 stagioni in Serie A (e 33 stagioni complessive nella massima serie calcistica italiana), risultando così la prima formazione della Puglia e la terza dell'Italia meridionale, dopo Napoli e Cagliari, per numero di partecipazioni al massimo campionato italiano.

Nell'attuale stagione 2014-2015 la squadra milita in Serie B.

Altre squadre sono:

Canottaggio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bari Vogatori 1894.
Bari Vogatori 1894

La ultracentenaria tradizione di voga a fini sportivi nasce alla fine del XIX secolo (6 novembre 1894) dall'iniziativa di un dottore milanese, Igino Pampana, venuto a Bari in veste di medico provinciale, che dopo esser riuscito a raccogliere un centinaio di adesioni fonda un'associazione sportiva inizialmente chiamata Circolo Canottieri Sport.

La Bari Vogatori 1894[83] è annualmente impegnata in una manifestazione estiva di regate su lance storiche (Trofeo dell'Adriatico) dove partecipano molte marinerie storiche come Giovinazzo, Brindisi, Molfetta, Ortona, Pescara e Vasto.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Bari è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Football[modifica | modifica wikitesto]

Il football americano ha un'importanza storica per i baresi poiché ricorda la fine della seconda guerra mondiale: infatti questo gioco fu mostrato per la prima volta da militari statunitensi nello Stadio della Vittoria. La prima squadra fu chiamata Roosters Bari, alla quale seguirono vecchi sodalizi come Gasshoppers e Trucks, poi molte altre squadre sono state organizzate e tante partite si sono svolte proprio nello stesso stadio della prima storica partita disputata da militari statunitensi. Attualmente la squadra barese si chiama Patriots Bari.

Nuoto e pallanuoto[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º luglio 1976 prende l'avvio a Bari la Scuola Nazionale di Nuoto e Pallanuoto, nota come Payton, iscritta al nº39 dell'Albo Federale della FINA. È stata una delle prime Scuole Nuoto in Italia riconosciute dalla FINA e il settore agonistico di nuoto può vantare numerosi successi sia in ambito regionale che nazionale. La squadra di pallanuoto partecipa nella serie A2 nel campionato 2010/2011, massimo risultato mai raggiunto da una squadra pugliese. Il palmarès della squadra giovanile di pallanuoto può vantare un titolo di vice campione d'Italia nel 2009 e numerosi titoli regionali.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

A Bari hanno sede varie squadre di pallacanestro. La più importante è quella del CUS Bari, che ha partecipato in tutte le serie nazionali, inclusa la serie A.[84]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Nella pallavolo il sodalizio più titolato è Amatori Volley Bari: infatti vinse il campionato femminile nel 1978-79.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Sportiva Rugby Bari è stata fondata nel 1980 da un piccolo gruppo di appassionati. Lo stemma rappresentativo è costituito da un tigrotto con la divisa ufficiale della squadra, una maglia bianco-azzurra assieme a pantaloncini bianchi. Alle spalle del tigrotto un sole a raggi biancorossi ricorda i colori della città.[85] La squadra, chiamata Tigri Bari, disputa le partite in casa nell'Arena della Vittoria.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

Il Circolo Tennis Bari fu sede di Hypo Group Tennis International, Bari Challenger e campionati italiani assoluti di tennis.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio San Nicola.

Lo stadio San Nicola, di proprietà del comune e dedicato al patrono della città, è il più grande impianto sportivo di Bari ed è situato alla periferia sud-ovest, nel quartiere Carbonara di Bari. Progettato dall'architetto Renzo Piano, fu costruito tra il 1987 e il 1990 per la quattordicesima edizione del Campionato mondiale di calcio 1990, della quale ospitò la finale per il terzo posto Italia-Inghilterra. Nel 1991 fu sede dell'ultima finale di Coppa dei Campioni, prima che il nome fosse cambiato in Champions League. Mentre nel 1997 ha ospitato i XIII Giochi del Mediterraneo, oggi lo stadio è utilizzato per le partite casalinghe di calcio dell'A.S. Bari, e occasionalmente è stato impiegato per gare di atletica leggera, eventi religiosi o concerti di musica leggera.

Arena della Vittoria[modifica | modifica wikitesto]

Foto storica dello Stadio della Vittoria.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arena della Vittoria.

Lo stadio (o arena) della Vittoria è l'impianto sportivo storico della città di Bari. Progettato nel 1930 e inaugurato il 16 dicembre 1934 ai margini del quartiere fieristico, è rimasto la maggiore infrastruttura per lo sport della città fino alla costruzione dello Stadio San Nicola nel 1990. Il 23 novembre 1944 alcuni militari statunitensi vi disputarono la prima partita di football americano-touch football in Italia, chiamata bambino bowl, davanti 5000 spettatori.[86] La fisionomia dell'impianto, originariamente simile a quella di altri stadi coevi, venne alterata nel 1972 con l'abbattimento della Torre Maratona, simbolo storico dell'impianto.

Nell'estate del 1991 fu utilizzato per raccogliere gli oltre 20.000 profughi albanesi giunti su una nave nel vicino porto. Tra il 1996 e il 1997 la struttura venne ristrutturata per essere adibita principalmente a teatro e sede di attività espositive e musicali, e solo sporadicamente viene adoperata nell'originaria funzione di impianto sportivo. Dal luglio 2007 l'Arena della Vittoria ospita gli uffici del Coni regionale, provinciale e di diverse federazioni sportive oltre alla sede di medicina dello sport. Dallo stesso anno è sede delle partite casalinge della rifondata formazione del a.s.d. Liberty Bari che milita nel campionato regionale di Eccellenza.

Palaflorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palaflorio.

Il PalaFlorio è una struttura polifunzionale situata nel quartiere Japigia e costruita negli anni ottanta per sopperire alle esigenze di impianti sportivi. Il nome del palazzetto è stato assegnato per onorare la memoria di Pietro Florio, presidente di origini baresi della Federvolley dal 1977 al 1988.

Dopo sette anni di chiusura, il palazzetto è stato recentemente ristrutturato e possiede attualmente una capienza di 5.000 posti circa. Rappresenta uno dei più grandi palasport della regione, nonostante non sia impiegato a dovere, quarto impianto nel sud Italia dopo quello di Reggio Calabria, di Caserta e di Avellino. È sempre stato usato in prevalenza per concerti, eventi, congressi, e poche volte per manifestazioni sportive, a causa degli scarsi investimenti locali da parti imprenditori interessati a sport di squadra come basket e pallavolo. Grazie agli accordi tra comune e F. I.P.(Federazione Italiana Pallacanestro) nell'agosto del 2010 il palazzetto ospita le gare interne di qualificazione agli europei 2011 della nazionale italiana di pallacanestro maschile.

CUS Bari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi CUS Bari.

Il Centro Universitario Sportivo di Bari è una struttura polivalente adibita a vari sport, come l'atletica leggera, il canottaggio, la canoa, il tennis, il calcio, la pallacanestro, il nuoto e il karate.[87]

Palamartino[modifica | modifica wikitesto]

Il Palamartino è una struttura coperta polivalente nella quale si praticano varie discipline atletiche. È stato periodicamente ristrutturato e costituisce l'impianto sportivo più antico della città. Diverse gare vi furono disputate durante i Giochi del Mediterraneo 1997. Le tribune possono ospitare 500 spettatori.[88] Il nome dell'impianto onora e ricorda Francesco Martino (ginnasta), che vinse due medaglie d'oro nei Giochi della VIII Olimpiade: una targa in marmo è sistemata sull'ingresso con dedica al campione barese.

Stadio del nuoto[modifica | modifica wikitesto]

Le piscine comunali comprendono lo stadio del nuoto e altre piscine per didattica o allenamenti. Tale struttura fu totalmente restaurata per i Giochi del Mediterraneo 1997: lo stadio è costituito da piscina olimpica e tribune per spettatori.[89]

Polisportiva Angiulli[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione ufficiale della polisportiva è Società Ginnastica Angiulli poiché la prima attività atletica praticata da tale sodalizio fu la ginnastica, alla quale poi si sono aggiunte tante altre discipline sportive. La società fu fondata nel 1908 e dispone di una vasta area con molti campi sportivi per le varie specialità atletiche.[90] Il nome della polisportiva ricorda e onora Andrea Angiulli, che fu filosofo e pedagogista.

Palaghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

Il Palaghiaccio è una struttura coperta riservata alla pratica del pattinaggio su ghiaccio per atleti agonisti e dilettanti. Esiste pure una squadra giovanile di hockey su ghiaccio ma la pista non è omologabile per partite ufficiali quindi gli hockeisti vi si allenano soltanto. Le tribune possono ospitare 2.000 spettatori.[91] Tale edificio è ubicato in una vasta area con altri impianti sportivi come piscine, campi da tennis, pallacanestro, ecc.[92]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Così come lo riporta Francesco Saverio Abbrescia
  4. ^ R.D. 30 marzo 1931, n. 392
  5. ^ Dato Istat a gennaio 2013
  6. ^ Comuni pugliesi per popolazione
  7. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani, Dipartimento della Protezione Civile. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  8. ^ Record meteo estremi. URL consultato il 25 settembre 2010.
  9. ^ Temperature di gennaio 1993. URL consultato il 25 settembre 2010.
  10. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani. URL consultato il 25 marzo 2007.
  11. ^ da L'emirato di Bari 847-871 di Giosuè Musca
  12. ^ Bollsta (+ 1943), Wrecksite. URL consultato il 28 luglio 2011.
  13. ^ Orange, p. 176.
  14. ^ (EN) Rick Atkinson, The Day of Battle: The War in Sicily and Italy, 1943–1944, New York, Henry Holt, 2007, ISBN 0-8050-6289-0., pp. 275–276.
  15. ^ a b Bari 2 dicembre 1943, inferno velenoso. Una storia tragica e segreta. URL consultato il 7 aprile 2014.
  16. ^ Stemma della città di Bari, Araldicacivica.it. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  17. ^ Comuni Italiani.it, Comuni-italiani.it. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  18. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=311612
  19. ^ Polo Bibliotecario Terra di Bari
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Dati Istat stranieri 2013.
  22. ^ Sito del Policlinico di Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  23. ^ Qualità della vita 2010, Il Sole 24 ore. URL consultato il 5 febbraio 2011.
  24. ^ Inchiesta sulla qualità della vita in 21 città italiane. Cittadini soddisfatti al nord Palermo e Napoli fanalini di coda, Altroconsumo. URL consultato il 5 febbraio 2011.
  25. ^ Storia - Liceo Classico Statale "Q. Orazio Flacco" - Bari
  26. ^ Ministero per i beni e le attività culturali, Archivi di biblioteche: per la storia delle biblioteche pubbliche statali, Roma, Ed. di Storia e Letteratura, 2002, pp. 15-20.
  27. ^ Sito ufficiale della Biblioteca provinciale De Gemmis.
  28. ^ Sito del Conservatorio di musica "Niccolò Piccinni". URL consultato il 4 febbraio 2011.
  29. ^ Sito dell'Accademia di Belle Arti di Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  30. ^ Sito dell'Università degli Studi di Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  31. ^ Sito del Politecnico di Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  32. ^ Sito della Libera Università Mediterranea. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  33. ^ [1]
  34. ^ [2]
  35. ^ ZOOLOGIA
  36. ^ SCIENZE DELLA TERRA
  37. ^ FISICA
  38. ^ http://www.aqp.it/portal/page/portal/MYAQP/PIANETA_ACQUA/Il Palazzo dellacqua
  39. ^ Sito de La Gazzetta del Mezzogiorno. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  40. ^ Sito del Corriere del Mezzogiorno. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  41. ^ Sito dell'edizione barese de La Repubblica. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  42. ^ Sito del Quotidiano Puglia. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  43. ^ Sito di Barisera. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  44. ^ Sito di E Polis Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  45. ^ Sito di Puglia d'oggi.
  46. ^ Sito del Quotidiano di Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  47. ^ Sito di City Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  48. ^ Sito di Leggo. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  49. ^ Coordinamento sedi regionali della Rai. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  50. ^ Sito di Telenorba. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  51. ^ Sito di Antenna Sud. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  52. ^ Sito di Tele Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  53. ^ Sito di RTG Puglia. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  54. ^ a b Antonio Di Giacomo, Auditorium, viaggio nel cantiere infinito: "L'apertura rinviata a data da destinarsi", La Repubblica, 11 ottobre 2011.
  55. ^ Alla Polifonica si deve la prima esecuzione in Italia, nel 1930, al teatro Piccinni di Bari, della Fantasia per pianoforte, coro e orchestra di Beethoven.
  56. ^ Calzone barese. Barilla.
  57. ^ Sito della Fiera del Levante. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  58. ^ Corteo storico in onore di san Nicola. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  59. ^ per sintesi non vengono citate tutte le più importanti arterie urbane di scorrimento
  60. ^ Dati BA2015 Metropoli Terra di Bari. URL consultato il 1º luglio 2009.
  61. ^ a b Documento Programmatico Preliminare (DPP) Portale Comune di Bari - Casa Edilizia e Territorio - URL consultato il 14 ottobre 2014 -
  62. ^ Bari, un nuovo piano urbanistico all'insegna della edilizia ecoefficiente e della mobilità sostenibile Eco dalle Città (Giuseppe Miccoli, 17 ottobre 2011) - URL consultato il 14 ottobre 2014 -
  63. ^ Bari: affidata la redazione del nuovo P.U.G. puglia d'oggi (14 febbraio 2013) - URL consultato il 14 ottobre 2014 -
  64. ^ Municipi dimezzati, battaglia in aula ma nella notte passa la riforma - Repubblica.it
  65. ^ La rinascita di Bari capitale mediterranea in La Repubblica.it, 11 settembre 2000. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  66. ^ Sito della Camera di Commercio di Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  67. ^ Inaugurazione linea 1 Metropolitana di Bari- Atsp.it. URL consultato il 12 luglio 2009.
  68. ^ Aeroporti, boom di passeggeri. E il passante ferroviario di Bari entrerà in esercizio entro il 2012 in La Gazzetta del Mezzogiorno, 9 ottobre 2010.
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  77. ^ 50.000 volte....
  78. ^ Rievocazione storica GP di Bari - Video.
  79. ^ Sito dell'AS Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
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  81. ^ Con il premio arriva l’addio all’Asd Palese barisera (Gaetano Macina, 26 maggio 2010) - URL consultato il 21 ottobre 2012 -
  82. ^ Anche i ragazzi dell'Ideale Bari vengono dal mondo ultras e, anche loro per "disintossicarsi dal calcio moderno", hanno scelto la via dell'azionariato popolare Repubblica Inchieste
  83. ^ Sito del Bari Vogatori dal 1894. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  84. ^ Fonte: Sito del CUS Bari - Basket.
  85. ^ Sito dell'AS Rugby Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  86. ^ storia del football
  87. ^ Sito del CUS Bari. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  88. ^ sito ufficiale
  89. ^ sito dello stadio del nuoto
  90. ^ sito dell'Angiulli
  91. ^ sito ufficiale
  92. ^ sito ufficiale del sodalizio polisportivo

Per approfondire[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Vito Masellis, Storia di Bari dalle origini ai nostri giorni, Bari, Italstampa, 1966.
  • Città e paesi d'Italia, volume IV, Novara, Istituto geografico De Agostini, 1968.
  • Guida d'Italia - Puglia, Touring Club Italiano, 1978.
  • Nino Lavermicocca, Conoscere la città: Bari: guide alle case ed alle chiese della città vecchia, Bari, Edipuglia, 1981.
  • Giuseppe Grande, 2 dicembre 1943; bombe tedesche sul porto di Bari, Albertelli Ed. Speciali Storia Militare n.176, maggio 2008, ISSN 1122-5289.
  • Marcello Petrignani, Bari, il borgo murattiano, Dedalo, 1981, ISBN 88-220-0606-2.
  • Giorgio Saponaro, Bari segreta, Adda, 1981, ISBN 88-8082-096-6.
  • Vito A. Melchiorre, Bari nel tempo, Bari, Adda, 1982, ISBN 88-8082-040-0.
  • Giosuè Musca, L'emirato di Bari (847-871), Dedalo, 1992, ISBN 88-220-6138-1.
  • Antonio Rossano, 1943: «Qui radio Bari», Dedalo, 1993, ISBN 88-220-6147-0.
  • Dino Borri, Francesco Tateo; Gioia Bertelli; Pina D'Elia Belli, Storia di Bari, Bari, Laterza, 1994.
  • Luciana Bozzo, Bari, città frontiera. La transizione oltre il margine, Progedit, 2003, ISBN 88-88550-29-1.
  • Alfredo Giovine, Il dialetto di Bari. Guida alla grammatica, Laterza Giuseppe Edizioni, 2005, ISBN 88-8231-361-1.
  • Nino Lavermicocca, Bari. Le Chiese della città vecchia, Adda, 2005, ISBN 88-8082-611-5.
  • Nino Lavermicocca, Bari bizantina. 1071-1156 il declino, Edizioni di Pagina, 2006, ISBN 88-7470-029-6.
  • G. Di Benedetto (a cura di), Gli archivi di Stato di Terra di Bari (Bari, Trani, Barletta), Grafisystem, 2007, ISBN 88-89979-05-4.
  • Francesco S. Colantuono, I dialetti di Terra di Bari. Storia, fonematica e folklore, Levante, 2007, ISBN 88-7949-366-3.
  • Francesca Radina, M. Rosaria Depalo, Bari, sotto la città. Luoghi della memoria, Adda, 2008, ISBN 88-8082-714-6.
  • Ernesto Bosna, Storia dell'Università di Bari, Bari, 1994.
  • Pietro Mazzeo, Storia di Bari dalle origini alla conquista normanna (1071), Adriatica Editrice, Bari, 2008
  • Filippo La Porta, Uno sguardo sulla città: gli scrittori contemporanei e i loro luoghi, Roma, Donzelli, 2010.

Altre fonti[modifica | modifica wikitesto]

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