Gravina in Puglia

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Gravina in Puglia
comune
Gravina in Puglia – Stemma Gravina in Puglia – Bandiera
Vista panoramica di Gravina.
Vista panoramica di Gravina.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Amministrazione
Sindaco Alesio Valente(PD) dal 21-05-2012
Territorio
Coordinate 40°49′14″N 16°25′24″E / 40.820556°N 16.423333°E40.820556; 16.423333 (Gravina in Puglia)Coordinate: 40°49′14″N 16°25′24″E / 40.820556°N 16.423333°E40.820556; 16.423333 (Gravina in Puglia)
Altitudine 385 m s.l.m.
Superficie 384,73 km²
Abitanti 44 097[1] (dicembre 2013)
Densità 114,62 ab./km²
Frazioni Murgetta, Dolcecanto, Pantanella
Comuni confinanti Altamura, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Spinazzola (BT), Genzano di Lucania (PZ), Grottole (MT), Irsina (MT), Matera
Altre informazioni
Cod. postale 70024
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072023
Cod. catastale E155
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti gravinesi
Patrono San Michele Arcangelo, San Filippo Neri (copatrono)
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gravina in Puglia
Posizione del comune di Gravina in Puglia all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Gravina in Puglia all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale
(LA)
« Grana dat et vina, urbs opulenta Gravina... hortus deliciarum... »
(IT)
« Offre grano e vino, la ricchissima città di Gravina... giardino delle delizie... »
(Federico II di Svevia)

Gravina in Puglia (IPA: [ɡraviˈnainˈpuʎʎa][2], Gravìne o Gravòine in dialetto gravinese[3], [gra'vi:nɘ] o [gra'voi:nɘ], fino al 1863 chiamata Gravina) è un comune italiano di 44.097 abitanti della provincia di Bari, in Puglia. Ospita la sede del Parco Nazionale dell'Alta Murgia.

Il toponimo ha due derivazioni: dal latino grava o dal messapico graba; il primo assume il significato di pozzo o buca, mentre il secondo più propriamente indica l'erosione di una sponda di un fiume[4] Infatti, le gravine altro non sono che delle profonde brecce dovute all'erosione dell'acqua, che divide la terraferma, a tratti con consistente distanza tra una parte e l'altra di terra.

Di recente, con un finanziamento pari a 35.000 euro, il comune è abilitato a far parte della tentative list dell'UNESCO.[5]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Gravina è situato nei contrafforti, tra il pre-appennino lucano e l'altopiano delle Murge. A sud confina con la Basilicata. Ha un'estensione territoriale di 384,74 km2, che ne fanno il 21° comune italiano per estensione territoriale.

Versante Bradanico - territorio gravinese.

Dal punto di vista orografico, è situata tra il pre-Appennino lucano e la Murgia nelle zone terminali, con altitudine media di 360 m. Parte della città si estende sulle sponde di un crepaccio profondo, molto simile ai canyon, scavato nella roccia calcarea da un fiumiciattolo, il torrente Gravina, affluente del Bradano, da cui prendono il nome le famose gravine della Murgia, in un territorio caratterizzato dalla presenza di numerose cavità carsiche, come il profondo Pulicchio di Gravina.

Rocca Garagnone - Murgia.

La vegetazione comprende numerosissime specie (pseudo steppe mediterranea - sulla Murgia) a cui si contrappongono interminabili uliveti e vigneti, ma anche la coltivazione del grano duro è tra le peculiarità del territorio.

Il Bosco comunale Difesa Grande con i suoi 2.000 ettari è uno dei più importanti complessi boscati dell'intera Puglia. Situato a 6 km dal centro abitato di Gravina, nel medio bacino idrografico del fiume Bradano.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è tipicamente mediterraneo: gli inverni sono relativamente miti, con temperature che solitamente non scendono mai sotto gli zero gradi centigradi; le estati sono, invece, calde e secche.

[6] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12 13 15 18 22 26 28 28 25 21 17 14 13 18,3 27,3 21 19,9
T. min. mediaC) 5 5 7 9 13 17 19 19 17 13 9 6 5,3 9,7 18,3 13 11,6
Precipitazioni (mm) 51 57 52 47 37 32 27 39 62 65 54 63 171 136 98 181 586
Umidità relativa media (%) 77 74 72 68 68 65 64 65 68 72 76 78 76,3 69,3 64,7 72 70,6
Vento (direzione-m/s) NNW
16
NNW
16
E
16
E
16
E
16
E
16
E
16
E
16
E
16
NNE
9
S
9
WNW
16
16 16 16 11,3 14,8

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Gravina in Puglia.
« In Italia i sanniti, dopo aver espugnato Sora e Calazia, città alleate ai romani, ne vendettero schiavi gli abitanti; nel frattempo i consoli romani invasero con un numeroso esercito la Iapigia e si accamparono presso la città di Sìlbion. Poiché essa era presidiata dai sanniti, l'assediarono per molti giorni, e dopo averla espugnata con la forza, catturarono più di cinquemila prigionieri e presero anche un'ingente quantità di altro bottino. »
(Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, XX, 80,1)
« Chi navighi da Brindisi lungo la costa adriatica incontra la città di Egnazia, tappa comune per i viaggiatori diretti, per mare o per terra, a Bari: la navigazione si effettua col vento di Noto. Fino a qui si estende lungo il mare il territorio dei Peuceti, nell'entroterra fino a Silvium. Esso è tutto aspro e montagnoso, poiché in gran parte occupato dagli Appennini, e si ritiene abbia accolto coloni arcadi »
(Strabone, Geografia, VI, 3,8)

Grazie alla posizione strategica dei vari abitati, Gravina può vantare una storia antichissima. Il suo territorio risulta essere stato abitato già dal Paleolitico antico, data l'alta presenza di acque nel torrente della Gravina, mentre i resti più consistenti risalgono al Neolitico, sin dal 5950 a.C. (Casa S. Paolo e Ciccotto).

Gli insediamenti più antichi sono stati individuati nelle contrade di Botromagno, S.Paolo, Vagnari, S.Stefano e S.Staso (paleocristiano). I toponimi Sidis (Σίδις), Sìlbion (Σιλβìον), Sidìon, Silvium, Petramagna o Botromagno (nome della collina dove si è sviluppato l'antico abitato) e i nomi degli antichi indigeni, quali Sidini, Silvini, attestano che la città subì la colonizzazione peuceta, prima, e greca, poi. In seguito, la conquista romana, come confermato anche dagli evidenti scavi archeologici, le necropoli e i relativi corredi funerari.

Il percorso della Via Appia che, da Benevento, si diramava nella cosiddetta "Appia antica", in basso, che conduceva a Brindisi passando da Taranto, ed "Appia Traiana", tracciato in alto

Prima influenzata dai Greci, poi occupata da Roma, fu facile preda dei visigoti di Alarico e dei vandali di Genserico nel V secolo a.C. Distrutto il centro abitato, uno sulla pianura di Botromagno e l'altro sul ciglio del burrone, la popolazione si trasferì nel sottostante burrone, dove alle grotte preesistenti aggiunsero altre abitazioni.

All'epoca di Alessandro il Molosso, divenne polis con diritto di coniare monete (Sidinon) e dopo la terza guerra sannitica (305 a.C.) divenne municipium romano, toccato dal tracciato della via Appia.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, seguì le vicende dell'intera Italia, passata attraverso l'effimero dominio dell'erulo Odoacre, il regno goto e, infine, all'inizio del V secolo, la riconquista dell'Impero ad opera di Giustiniano. Durante lo stesso secolo fu inglobata nel dominio dei nuovi invasori Longobardi, sino all'avvento dei Normanni. Intorno al 1006 fu contea con Accardo, padre di Umfrido. Questi nel 1091 ricostituì la diocesi e consentì la costruzione della cattedrale presso il castello, sul ciglio della "Gravina" tra i rioni, Piaggio e Fondovito.

Le famiglie degli Aleramici e dei De Say la elevarono a Marchesato; Federico II di Svevia, con Gilberto d'Aigle, la mise a capo del Giustizierato di Terra di Bari, ponendola in primo piano tra le città di Puglia per le sue ricchezze e bellezze naturali. Infatti, la sua contea comprendeva gli attuali territori dei comuni di: Altamura, Ruvo, Bitetto e Grumo.

Dal 1267 al 1380 fu feudo degli Angioini ora d'Angiò, ora d'Ungheria. In questo stesso periodo, Gravina divenne città demaniale e feudale. Conobbe il Cristianesimo nel I secolo d.C. e fu evangelizzata da Basiliani, Benedettini, Francescani, Domenicani. Nel XIII secolo giunsero i monaci degli ordini cavallereschi: Templari e Cavalieri Gerosolomitani, che furono possessori di case e territori di grandi estensione. Nel XIV secolo divennero feudatari gli Orsini di Roma. Successivamente si avvicendarono i discendenti delle case Del Balzo e Anguillara, di Taranto e Solofra. Francesco Orsini, prefetto di Roma, elevò il feudo di Gravina in Puglia a ducato.

Gli Orsini furono signori dal 1380 al 1816. In questo lungo arco di tempo la città subì le prepotenze feudali, dell'alto clero e dell'oligarchia locale. La città è molto nota in quanto nel 1649 vi nacque Pietro Francesco Orsini. La situazione si aggravò durante il periodo borbonico, quando aumentarono angherie e violazioni di elementari diritti umani, tanto che Gravina contò molti rivoluzionari e patrioti dal 1789 sino all'Unità d'Italia, con una "vendita" carbonara. Protagonista delle vicende storiche di fine Ottocento ed inizio Novecento, contribuì moltissimo all'Unità d'Italia con patrioti e martiri delle guerre d'indipendenza e della prima guerra mondiale. Infatti, nella villa comunale, è stato dedicato loro un monumento dei caduti. La città fu in parte danneggiata dai bombardamenti degli aerei tedeschi durante il secondo conflitto mondiale. Ancora oggi nella città di Gravina prende luogo la Fiera San Giorgio, che si ripete ogni anno dal 1294, in coincidenza con il Giorno della liberazione (25 aprile)

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La Gravina di Botromagno con il ponte - viadotto Madonna della Stella
Chiesa di S.Lucia Rione Piaggio
  • Basilica Cattedrale S.Maria Assunta (piazza Benedetto XIII): è il duomo e la chiesa principale della città, costruita all'inizio del XI secolo.
  • Chiesa rupestre della Madonna della Stella.
  • Chiesa del Sepolcreto, detta anche chiesa di S.Maria degli Angeli.
  • Chiesa rupestre di San Basilio.
  • Chiesa rupestre di Sant'Andrea.
  • San Michele delle Grotte, risalente al VIII - IX sec.
  • Chiesa di Santa Maria del Suffragio.
  • Chiesa Madonna delle Grazie (XVI sec.) detta anche dell'Aquila.
  • Chiesa di San Sebastiano, eretta nel 1474.
  • Chiesa di S. Maria delle Domenicane (XVI sec.).
  • Chiesa di Santa Teresa (XIV sec.).
  • Chiesa di S. Agostino (XVI sec.).
  • Chiesa di S. Sofia (XVI sec.).
  • Chiesa di S. Francesco (XV sec.).
  • Chiesa di S. Nicola (XVIII sec.).
  • Chiesa di S. Domenico (XVII sec.).
  • Chiesa di Santa Lucia (XVI sec.).
  • Chiesa di Santa Cecilia (XVI sec.).
  • Chiesa dell'Annunciazione (XVI sec.).
  • Chiesa Lamia dei Morti, soccorpo della Cattedrale (XV sec.).
  • Chiesa di San Giorgio (XIII sec.).
  • Chiesa di San Giovanni Battista (XV sec.).
  • Chiesa di San Bartolomeo.
  • Chiesa Mater Gratiae.
  • Chiesa di S. Donato della Selva.
  • Chiesa di S. Felice (XVI sec.).
  • Chiesa del Gesù (XVI sec.).
  • Cripta di S. Marco.
  • Cripta di San Vito Vecchio.
  • Cripta Tota .
  • Cripta di Santa Maria della Neve.
  • Cripta di Santo Stefano.
  • Cripta del Padre Eterno.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Rovine del castello federiciano di Gravina
Sotterraneo del Castello
  • Castello federiciano: Sorto sulla sommità di una piccola collina che domina l'intera cittadina e la maggior parte del territorio circostante, il castello venne fatto edificare attorno al 1231 dall'imperatore Federico II di Svevia. Il castello, a pianta rettangolare con 4 torri, constava di tre piani, di cui oggi restano soltanto parte dei muri perimetrali e del basamento. Curiosa la presenza, sotto il piano di calpestìo, di un enorme vano privo di ingresso con volta a botte e con graffiti sulle pareti. Passò di proprietà ai Baroni Pomarici Santomasi che lo donarono al Comune nel 1917.
Palazzo de Gemmis Pellicciari
  • Palazzo de Gemmis Pellicciari: settecentesco palazzo edificato dai nobili Pellicciari, oggi appartenente ai Baroni de Gemmis di Castel Foce. È un ampio elegante palazzo nobiliare ad archi che presenta a nord e a sud due torri. È sovrastato da una veranda coperta.
  • Complesso di case Pellicciari.
  • Palazzo Pomarici Santomasi.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Bastione medievale.
Rione Fondovito e Civita

Altro[modifica | modifica sorgente]

Ara funeraria di Gravina ed epitaffio, con relativa ricostruzione.
  • Ara funeraria.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Complesso delle Sette Camere.
  • Area archeologica Padre - Eterno

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.343 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Dialetto gravinese[modifica | modifica sorgente]

Dialetto gravinese (Diàlette gravènese)
Parlato in Italia Italia
Regioni Puglia Puglia
Basilicata Basilicata
Persone 45.000 circa
Classifica non in top 100
Filogenesi Indoeuropee
 Italiche
  Romanze
   Gravinese
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Dechiarazìoune uneversèle de le deritte de l'Omene - Art.1

Tutte le crestiène nàscene libère e tènnene la stèssa degneté e le stèsse derìtte. Tènnene sèle e cuscénze é s'àvonne a cumburté accàmme ci fossère frète june pe l'alte.

Il dialetto gravinese (/gra'və:nə'sə/) è un dialetto parlato principalmente a Gravina in Puglia e Poggiorsini, con influenze maggiori ad Altamura e, in minor modo, ad Irsina.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Gravina Sotterranea[modifica | modifica sorgente]

La cittadina è nota anche per la cosiddetta “Gravina sotterranea”, ovvero un piccolo mondo sotterraneo che è venuto alla luce grazie ad un appassionato di speleologia, che per anni ha studiato e scoperto, unitamente a volontari, diversi tesori sotterranei; esempi sono: cisterne, cunicoli e cantine.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi
  • Biblioteca Finya

Scuole[modifica | modifica sorgente]

A Gravina vi sono otto scuole dell'infanzia e altrettante scuole primarie, quattro scuole secondarie di 1º grado:

  • Nunzio Ingannamorte;
  • Ettore Pomarici Santomasi;
  • Benedetto XIII;
  • Domenico Eustachio Montemurro

e tre istituti superiori di istruzione e formazione: il Liceo scientifico Giuseppe Tarantino (con indirizzi classico, tecnologico, linguistico, scienze applicate e musicale), l'Istituto tecnico commerciale Vittorio Bachelet e l'Istituto professionale industria e artigianato Galileo Galilei.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Gravina si avvale di quattro musei:

  • Museo della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi
  • Museo Laboratorio della Civiltà Contadina e degli Antichi Mestieri
  • Museo Capitolare di Arte Sacra
  • Museo Civico Archeologico

Media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Nel 1967 è stato girato il film C'era una volta... di Francesco Rosi con Sofia Loren, Omar Sharif. Girato in parte nelle terre della masseria Pellicciari tra Gravina e Irsina.

Nel 1975 è stato girato Qui comincia l'avventura di Carlo Di Palma con Monica Vitti e Claudia Cardinale (alcune scene, come la stireria dove lavora la Cardinale, sono state girate nel rione Giulianello, quartiere periferico di Gravina.

Nel 2007 la RAI ha girato parte della fictionin due puntate su papa Paolo VI a trent'anni dalla morte. Le riprese sono state effettuate nel chiostro di San Sebastiano.

Nel 2008 è stato girato a Gravina il film tedesco Indovina chi sposa mia figlia (Maria! Non gli piace!) con Lino Banfi, storia di un oriundo italiano in Germania che torna in Italia per organizzare le nozze della propria figlia con un uomo tedesco.

Nel 2009 è stata girata gran parte della fictiondi Raiuno Pane e libertà, che racconta la vita del sindacalista e politico e sindacalista Giuseppe Di Vittorio, interpretato da Pierfrancesco Favino.

Nel 2010 è stato girato Appartamento ad Atene Tratto dal romanzo omonimo di Glenway Wascott, con Laura Morante.

Nel 2011 è stato girato Genesi con Alberto Rubini e Roberto Herlitzka. Regia della gravinese Donatella Altieri, con la partecipazione di Francesco Bruno.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

L'agroalimentare gravinese offre pietanze che rappresentano unicità e salubrità nel genere culinario. Cenni storiografici indicano Gravina come città del grano e del vino ("Grana Dat et Vina": "offre grano e vino") come scritto nello stemma araldico cittadino.

Nei manoscritti presenti presso la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, lo scrittore Domenico Nardone citava l'agro di Gravina come uno dei terreni più fertili della provincia che offre in ogni genere di prodotti abbondanza ed eccellenza.

Qui di seguito una lista delle prelibatezze note:

  • Cardoncello (cardungìdde): è un fungo che cresce nella murgia gravinese. Lo si può aggiungere a sughi per accompagnare primi con pasta fatta in casa; ottimo come contorno per carni o anche da mangiare da solo in sott'olio o al forno, gratinato.
  • Pallone[8];
  • Fallone;
  • Verdeca (verdèche): particolare vino bianco prodotto esclusivamente in agro gravinese, con un retrogusto dolce-frizzante. Ha ricevuto anche la DOP;
  • Sasanello gravinese (sasanìdde): biscotto friabile preparato con vino cotto, semola (o farina di grano duro), chiodi di garofano, ammoniaca (per la lievitazione), aromi naturali (quali bucce d'arancia).
  • Tarallo (peccelatìdde o taradde): specialità esclusiva dell'agro gravinese;
  • Focaccia di San Giuseppe: (rucchèle o fecàzze de San Geséppe), viene preparato con l'impasto della focaccia intanto olio extravergine d'oliva e ripieno con acciughe sotto sale, cipolla lunga, uva sultanina. Assieme ad altre pietanze come i calzoni alla ricotta dolce e il pollo ripieno dolce rappresentano il sapore agro-dolce della cucina gravinese nella propria autenticità.
  • Lampascioni (vambascìule): lo si ritrova esclusivamente nella murgia gravinese. È un ottimo contorno se conservato in Olio Extra Vergine di Oliva, può essere cotto a mo' di minestra.
  • Soppressata;
  • pizzintella;
  • Ventresca (vendrésche)
  • Calzoni (calzùne): preparati in maniera simile ai ravioli con ripieno di ricotta zucchero cannella e scorza di limone grattugiato. Vengono serviti come primo piatto con sugo di ragù o semplice, solitamente durante il banchetto domenicale.
  • Calariello (calarìdde): è un commisto di verdure e carne di agnello, che viene fatto rosolare in olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino e una cipolla con una spruzzata di vino bianco. Successivamente vengono aggiunte le verdure murgiane a scelta: senape, cime di rape, bietole selvatiche, finocchietto selvatico, cicoria ed un gambo di sedano.

Fungeva da piatto unico per i pastori della Murgia, che oltre ad agnello utilizzavano verdure, funghi ed erbe spontanee.

  • Pane cotto (ppène cùtte): è un misto di verdure e pane raffermo. Vengono fatte bollire le verdure quali: bietole, cime di rape e cicorie. In seguito aggiungere un uovo per ogni banchettante e pane raffermo. Tolta l'acqua in eccesso viene aggiunto aglio fritto in olio extravergine di oliva e peperoncino.
  • Composta di peperoni dolci (cumbòste): è una conserva ottenuta da peperoncini dolci tagliati a pezzettini piccoli, che dopo l'asciugatura sotto pressa vengono conservati in vasi di vetro in abbondante olio extra-vergine di oliva, aglio, seme di finocchio. Vengono serviti come contorno o come companatico.
  • Marro ed Involtino (màrre/ 'nvoltéine): Il primo si differenzia dal secondo solo quanto a dimensione, essendo il primo un involtino gigante. È un involtino di animelle di capretto alla brace condito con sale e pepe cotto a fuoco lento alla brace.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Ss. Crocifisso: si svolge l'ultima domenica di maggio o la prima domenica di giugno.
  • Sant'Antonio da Padova: si svolge il 13 giugno presso la chiesa di S. Francesco.
  • San Giuseppe: cade il 19 marzo. Per vecchia consuetudine, all'esterno del comune, presso la zona Paip, si accendono i falò.
  • Santa Lucia: si svolge il 13 dicembre, e solo in tale occasione viene aperta la chiesa, sita nel vecchio rione Piaggio.
  • San Michele Arcangelo e San Filippo Neri: festa del patrono e del compatrono della città. Si svolge il 28, 29 e 30 settembre. Il 29 settembre, giorno del patrono, si svolge una processione che esce dalla cappella cosiddetta di Bruno, sita sul Corso Aldo Moro, per poi procedere verso la piazza comunale, e infine alla chiesa di Sant'Agostino, dove viene pubblicata la statua del patrono.
  • San Michele delle Grotte: si svolge l'8 maggio.
  • Settimana Santa: celebrata tramite la processione del legno sacro.
  • Madonna della Grazia (in dialetto Madònne de le Gràzie): preceduta da una novena, si svolge l'8 settembre, concludendosi portando in processione la statua di Maria con in braccio Gesù, entrambi incoronati da Papa Giovanni Paolo II in Piazza S.Pietro a Roma.
  • Murgia Film Festival: Rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi e mediometraggi.
  • Raduno internazionale del folclore
  • Raduno internazionale dei Cortei Storici Medioevali

Fiera di San Giorgio[modifica | modifica sorgente]

La Fiera Regionale di San Giorgio è un'importante kermesse che si svolge di solito nella quarta settimana di aprile nel nuovo quartiere fieristico in via Spinazzola. Vi è un documento che attesta il ripristino della fiera, concesso da Carlo d'Angiò risalente al 1294. Pertanto si intuisce che la nascita della fiera di S.Giorgio deve risalire ad una data precedente a quella del ripristino e di conseguenza la suddetta fiera è da definirsi come la prima nata su scala mondiale. Questa fiera dà la possibilità ad operatori nel settore dell'agricoltura, artigianato, enogastronomia e, da pochi anni, anche tecnologia di esporre i propri prodotti ad un pubblico che ogni anno va sempre aumentando. Gli operatori, negli ultimi anni, arrivano, oltre che dalla Puglia e dalla Basilicata, anche dalle altre regioni del Centro Sud e alcune addirittura dal Nord Italia. In questi giorni, l'intera città rivive i fasti di questa fiera.

In concomitanza con la secolare fiera, l'associazione "Conte Giovanni di Montfort" rievoca la I° edizione della fiera, con una sfilata di figuranti con abiti dell'epoca e la lettura del Regio Editto con la quale si sanciva l'apertura della stessa fiera.

Nonostante un'imponente struttura, che la porta all'interno delle fiere regionali pugliesi con gli oltre 25 000 m² di area espositiva, non esiste ancora oggi una governance che dia un indirizzo alla gestione delle varie manifestazioni fieristiche. L'organizzazione è stata lasciata a dipendenti comunali prima, ad alcuni consiglieri poi che hanno fatto assumere un assetto di mostra mercato più che una fiera di vera espressione economica, vetrina del territorio murgiano.

Persone legate a Gravina[modifica | modifica sorgente]

Canio Musacchio, primo sindacalista meridionale

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le attività produttive gravinesi sono da sempre state vocate all'agricoltura e ai suoi derivati. La capacità imprenditoriale non è stata nella maggior parte dei casi capace di andare nella direzione di una trasformazione totale della materia prima che non è riuscita a creare alto valore aggiunto, se non quello relativo alla mera manodopera. Oggi, tuttavia, in generale, l'agricoltura risulta soffrire molto nella catena della produzione, rilegata al primo passaggio debole della catena. Pertanto, non è quasi più capace di creare grande ricchezza da distribuire agli individui. La capacità artigianale gravinese è piuttosto ampia soprattutto se legata all'edilizia, al manifatturiero e all'agro-alimentare, ma resta intrapresa da imprese caratterizzate da ridotto numero di operatori e con fatturati tutto sommato modesti in confronto a parigrado in altre aree della regione.

Il mobile imbottito resta una delle vocazioni dell'area, nonostante una crisi sostenuta è ancora capace di creare ancora qualche posto di lavoro, certo non agli stessi livelli dei primi anni 2000.

Il turismo, nonostante l'ampia offerta paga l'incapacità di programmazione. Per tale assenza gli operatori procedono in ordine sparso, spesso improvvisando. Negli ultimi 2 anni (2012/2013) a Gravina sono state registrate circa 20.000 presenze con una forte presenza di stranieri.[9].

Reddito[modifica | modifica sorgente]

I dati sul reddito gravinese diffusi dalla CCIAA di Bari dell'anno 2010 sul reddito delle persone fisiche hanno mostrato un dato di € 14.512,00[10] per abitante, mentre i dati elaborati dal GAL Murgia Più, ed anche sulla base dei dati ANCITEL ed Osservatorio Banche Imprese, hanno mostrato un reddito per abitante (pil per capita nominale) gravinese indiscriminato non superiore ai 14.000 euro, pertanto la città di Gravina appare avere un reddito ben distante anche dalla media del reddito del sud Italia pari a 17.000 euro PIL per capita nominale, a fronte di poco più di 20.000 euro annui per l'intero Paese Italia.[11] Attraverso questi dati è comprensibile che ci sia una grande sofferenza nello stimolo ai consumi soprattutto delle famiglie, molto sottodimensionate rispetto al reddito.

Settore primario[modifica | modifica sorgente]

Il vastissimo territorio di Gravina è solo in una modesta parte caratterizzato dal carsismo, mentre la frazione più significativa dell'agro gravinese si presta in maniera molto efficace all'agricoltura. Per lo più esso è destinato alla cerealicoltura. Estesi sono comunque i vigneti e gli oliveti. Questi ultimi hanno una caratterizzazione mista con le cultivar coratina, nostrana, ecc. In città sono presenti 9 frantoi di macinazione e trasformazione per la produzione dell'olio Extravergine di Oliva DOP Terra di Bari, qualità Castel Del Monte.

Molto spinta la presenza di pastifici per la trasformazione sia del grano duro che di altri cereali. Aziende di produzione dei prodotti da forno come il tarallo all'uovo o il sasanello.

Il territorio di Gravina, dà inoltre, nome alla Verdeca di Gravina, famoso vino bianco. Interessante, è inoltre il comparto della trasformazione del latte, con la presenza di numerose produzioni della tipicità autoctona al cui apice troviamo il formaggio Pallone.

Settore secondario[modifica | modifica sorgente]

È concentrato soprattutto nell'area artigianale P.I.P., molto vasta. Le attività principali sono il manifatturiero legato al mobile imbottito, alle forniture d'arredamento, la trasformazione dei prodotti alimentari nella fattispecie da vite, da latte e da cereali.

Interessante è l'indotto dell'edilizia, che gravita attorno alle cave per l'estrazione della pietra calcarea gravinese: il tufo. Numerose sono le aziende che oparano nel comparto.

Ad ogni modo, gli artigiani che gravitano attorno al settore dell'edilizia apportano un contributo importante al reddito cittadino, con ampia specializzazione nei vari settori: elettrico, idraulico, del parquet, e dell'impiantistica in genere.

Il metalmeccanico e il siderurgico vedono la presenza di alcune aziende con fatturati superiori ai 30 milioni annui, con mercato transnazionale.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Le attività nella ristorazione sono piuttosto sviluppate, le quali fanno di Gravina un'importante attrattore per il turismo eno-gastronomico e legato ai prodotti tipici della Murgia.

Le attività bancarie e finanziarie gravitano soprattutto per la presenza di una realtà bancaria coopertativa che nata in loco, ha saputo darsi una struttura trans-regionale prima e nazionale poi. È presente, inoltre, a Gravina un'azione nel campo della tecnologia avanzata nei sistemi di comunicazione e geolocalizzazione che ha sviluppato un indotto con prospettive interessanti grazie alla sua posizione di leadership nazionale nel comparto specifico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti ferroviari sono assicurati sia con Bari che con Potenza attraverso le FAL (ferrovie Appulo-Lucane).

È anche servita da una stazione gestita dalLe Ferrovie dello Stato situata sulla linea Ferrovia Rocchetta Sant'Antonio-Gioia del Colle

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1861 1862 Francesco Antonio Calderoni Sindaco
1862 1863 Giuseppe Abbruzzese Sindaco
1864 1865 Girolamo Spalluti Sindaco
1865 1867 Pasquale Pellicciari Sindaco
1868 1869 Francesco Antonio Calderoni Sindaco
1870 1876 Michele Gramegna Sindaco
1877 1878 Giuseppe Abbruzzese Sindaco
1878 1883 Antonio Polini Sindaco
1884 1886 Pasquale Pellicciari Sindaco
1887 1889 Giuseppe D'Alonzo Sindaco
1890 1891 Pasquale Calderoni-Martini Sindaco
1891 1892 Michele Bruno Sindaco
1892 1894 Giuseppe Gramegna Sindaco
1895 1896 Tommaso Alati Commissario regio
1896 1899 Giuseppe Abbruzzese Sindaco
1900 1902 Michele Bruno Sindaco
1902 1903 Canio Musacchio Sindaco
1903 1904 E. Melloni Commissario regio
1904 1905 Giuseppe Pellicciari Sindaco
1905 Francesco Venuto Commissario regio
1905 1907 Giuseppe Pellicciari Sindaco
1907 1908 Sergio Marvulli Sindaco
1909 1910 Beniamino Angelastro Sindaco
1910 1916 Giuseppe Musacchio Sindaco
1917 1919 Pietro Ianora Sindaco
1920 1922 Giuseppe Musacchio Sindaco
1922 Pasquale Andriani Commissario prefettizio
1922 1923 Dionigi Mangiacasale Sindaco
1923 1924 Vito Martellotta Commissario prefettizio
1924 1925 Angelo Susca Sindaco
1925 Giuseppe Rutigliano Sindaco
1925 1927 Giuseppe Vito Pellicciari Podestà
1927 1928 Vincenzo Tota Commissario prefettizio
1928 1929 Giuseppe Vito Pellicciari Podestà
1929 1930 Vito Desiante Podestà
1930 Giacinto Perrone Commissario prefettizio
1930 1932 Domenico Nardone Commissario prefettizio e Podestà
1932 1933 Pietro Scardinale Commissario prefettizio
1933 1934 Domenico Nardone Podestà
1934 1936 Pietro Scardinale Commissario prefettizio e Podestà
1936 1938 Vincenzo Tota Podestà
1938 Domenico Capone-Spalluti Commissario prefettizio
1938 1939 Vincenzo Tota Podestà
1939 1940 Michele Capone-Spalluti Podestà
1940 1941 Giuseppe Buttiglione Commissario prefettizio
1941 1943 Francesco Mercadante Commissario prefettizio e Podestà
1943 1944 Francesco Buono Commissario prefettizio
1944 Fedele Lasaponara Commissario prefettizio e
1944 1945 Nicola Barbone Commissario prefettizio e
1945 1946 Giovanni Lorusso Commissario prefettizio
1946 1947 Salvatore Vicino Partito Comunista Italiano Sindaco
1947 Giacinto Nitri Commissario prefettizio
1947 1950 Luca Lagreca Partito Comunista Italiano Sindaco
1950 Francesco Stefanelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1950 1951 Michele Conca Partito Comunista Italiano Sindaco
1951 1952 Giacinto Nitri Commissario prefettizio
1952 1955 Giovanni Conticchio Partito Comunista Italiano Sindaco
1955 1956 Gustavo Prezzolini Commissario prefettizio
1956 1959 Francesco Stefanelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1959 1960 Domenico Acquaviva Partito Comunista Italiano Sindaco
1960 1964 Antonio Patimo Democrazia Cristiana Sindaco
1964 1977 Onofrio Petrara Partito Comunista Italiano Sindaco
1977 1980 Vito Laddaga Partito Comunista Italiano Sindaco
1980 1983 Angelo Peragina Partito Socialista Italiano Sindaco
1983 Vito Laddaga Consigliere Anziano
1983 Stefano Cilifrese Partito Socialista Italiano Sindaco
1983 Vito Laddaga Consigliere Anziano
1983 1984 Giuseppe Maiullari Commissario prefettizio
1984 1985 Luigi Laddaga Partito Comunista Italiano Sindaco
1985 1989 Giuseppe Carulli Partito Comunista Italiano Sindaco
1989 1992 Giuseppe Giovanniello Democrazia Cristiana Sindaco
1992 Giovanni Damiani Democrazia Cristiana Sindaco
1992 1993 Giuseppe Giovanniello Democrazia Cristiana Sindaco
1993 Giovanni Damiani Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1994 Giuseppe Maiullari Commissario prefettizio
1994 1995 Francesco Laiso Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1995 Salvatore Diciao Commissario prefettizio
1995 2004 Remo Barbi Partito Popolare Italiano Sindaco
2004 2005 Donato Cafagna Commissario prefettizio
2005 2008 Onofrio Vendola Democratici di Sinistra Sindaco
2008 2009 Domenico Di Gioia Commissario prefettizio
2009 2011 Giovanni Divella Popolo delle libertà Sindaco
Ottobre 2011 Maggio 2012 Ciro Trotta Commissario prefettizio
22 maggio 2012 in carica Alesio Valente Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

La principale attività sportiva della città è il calcio, rappresentato da numerose società:

  • Football Club Gravina, antica realtà calcistica gravinese degli anni ottanta, nel luglio 2013 è ritornata alla ribalta dopo l'acquisto, da parte di una cordata di imprenditori locali, del titolo sportivo del Real Gioia. Disputerà il campionato di Promozione (calcio), inserita nel Girone B.
  • Polisportiva Dilettantistica Gravina Calcio, militante nel girone B di Prima Categoria, giocando le partite interne al Campo Sportivo Comunale;
  • Settore Giovanile: A.S.D. Silvium Gravina (ex Polisportiva), A.S.D Stelle Del Calcio e Scuola Calcio Milan partecipano ai Campionati Regionali di Categoria Allievi e Giovanissimi;
  • Promotion Gravina, Olimpia Gravina e Terra dello Sport
  • Pallavolo: Tree Gravina, partecipa al Campionato di Serie C Sez. Puglia;
  • Basket: New Basket Gravina, con un passato anche in serie B;
  • Calcio a 5: Tris Gravina, partecipa al Campionato di Serie C1;

Le principali strutture sportive cittadine includono:

  • Campo Sportivo Comunale in via Spinazzola, presso l'area fieristica.
  • Campo Sportivo Grottesolagne, via Giuseppe Di Vittorio.
  • Palestra Comunale di via Dante, nei pressi del quartiere fieristico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat aggiornato a febbraio 2014
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 23 maggio 2013.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  4. ^ http://www.boegan.it/fileadmin/user_upload/upload/pdf/ATTI_E_MEMORIE_PDF/VOLUME41/07_-_Pericolosita_geomorfologica_in_ambiente_carsico.pdf
  5. ^ http://www.gravinalife.it/notizie/unesco-al-via-i-lavori-per-la-relazione-definitiva/
  6. ^ Fonte tabella: ilmeteo.it
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Pallone di Gravina
  9. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno, 14 aprile 2011 pag. 26 "SPECIALE GRAVINA" a cura di M. Pizzillo
  10. ^ Gravina Produttiva
  11. ^ World Economic Outlook Database October 2010

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Domenico Nardone, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'unità italiana (455 - 1870).
  • Calderoni Martini Gravina e l'antica Silvio Gravina 1920
  • Ciancio Angela, Silbion. Una città tra greci e indigeni: La documentazione archeologica dal territorio di Gravina in Puglia dall'ottavo al quinto secolo a.C. Levante Editori, Bari, 1997. 282 p.: ill. + 4 tav.; 30 cm.
  • Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi", Archeologia del paesaggio . Conoscenza del patrimonio storico archeologico e ambientale di Gravina ai fini dell'insegnamento scolastico. Matera. Modulex, 2000. Opera in tre volumi.
  • Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi", Gravina e il Cinquecento. Edizioni a stampa e manoscritti del XVI secolo: Catalogo delle Edizioni del XVI secolo. Le Capitulazioni (1560) ed altri documenti (1559 - 1637). a cura di Mina Cacciapaglia e Nicola di Noia - Tobia Granieri. Taranto: Brizio, 2000.
  • Small Alastair, Il contesto economico e sociale di Vagnari dal I sec. a.C. al V sec. d.C. : I risultati di due anni di ricerca. Altamura (Bari): Tipografia Castellano, 2001.
  • Small Alastair, Il Grano dell'Apulia Gravina 2004
  • S.P.Vinson Scavi a Casa S.Paolo Altamura 1980
  • Ciancio A., La Peucezia in età romana: Il quadro archeologico e topografico. Bari: Progedit, 2002.
  • Franco Amodio (a cura di) Apprezzo della Città di Gravina di Virgilio De Marino Palo del Colle 1979
  • Franco Amodio Santa Dunella vestita di nero...Nascita, matrimonio e morte in un paese del Sud Venosa 1994
  • Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi" - Comune di Gravina in Puglia, Canti popolari della città di Gravina in Puglia: ricerca etnomusicologica. a cura di Emilia Marvulli. Gravina in Puglia (Bari): Xerostampa Carbone, 2002.
  • Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi" - Gravina in Puglia, Alcune terrecotte figurate della Collezione “Ettore Pomarici Santomasi”. A cura di Maria Turturo. Altamura (Bari): [s.n.], 2003 (Altamura: Tipografia Castellano).
  • Di Mattia Vincenzo, La lunga guerra col pane. Ristampa a cura della Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi” di Gravina in Puglia (Bari). Bari: ZEMA, 2004.
  • De Simone Samantha, Gli Orsini di Solofra e la pittura a Gravina fra XVII e XVIII secolo.Bari: Mario Adda Editore, 2005.
  • Ciancio A., Il Museo Civico Archeologico. Gravina (Bari): [s.n.], 2003. (Gravina. Xerostampa).
  • Boraccesi Giovanni, Gli Argenti del Museo Capitolare d'Arte Sacra di Gravina in Puglia. Bari: Uniongrafica Corcelli, 2003.
  • Carmen Morra Alla Scuola di Angelo Solimena in Gravina:Francesco Santulli Gravina 2003
  • AAVV,Quattro Fiabe Gravinesi Raccolte da Felice Altieri Tip. Mare Bari 1983
  • Giuseppe Schinco,Gravina tra tardo neolitico e tardo romano Centro Ricerche di storia religiosa in Puglia Bari 2011
  • Giuseppe Schinco,in Itinerari in Puglia tra arte e spiritualitàM. Pasculli Ferrara (a cura di) Centro Ricerche di storia religiosa in Puglia Bari 15 luglio 2000
  • Carmen Morra ,in Itinerari in Puglia tra arte e spiritualitàM. Pasculli Ferrara (a cura di) Centro Ricerche di storia religiosa in Puglia Bari 15 luglio 2000
  • Carmen Morra Giuseppe Schinco,in Angeli stemmi confraternite arte». Studi per il ventennale del Centro ricerche di storia religiosa in PugliaM. Pasculli Ferrara - Dora Donofrio Delvecchio (a cura di) Schena Editore 2007
  • Carmen Morra Giuseppe Schinco,in "Il Re non vale soldati” in La Puglia dall’esperienza giacobina alla seconda Restaurazione borbonica 1799-1815».Dora Donofrio Delvecchio (a cura di) C. Grenzi, 2011
  • Fedele Raguso, Archivio Capitolare di Gravina, in «Archivio Storico Pugliese», a XXVIII (1975), pp. 383–462. Il lavoro è costituito da: brevi note storiche sulla costituzione e composizione del fondo archivistico; i regesti di 210 pergamene (1091-1792); l'inventario analitico e completo di tutti i volumi e documenti cartacei del consistente patrimonio archivistico del Capitolo della chiesa cattedrale di Gravina.
  • Bibliografia generale su Gravina, in D. Nardone, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'Unità italiana (455-1870), III ediz. a cura di G. Coniglio, F.Raguso e M. D'Agostino, Ed. Liantono, Palo del Colle (BA) 1979, pp. . È una completa bibliografia di e su Gravina comprensiva di articoli di giornali (emeroteca), testate di giornali, di tesi di lauree su Gravina, di fonti storiche.
  • Fedele Raguso, La Fondazione "E. Pomarici-Santomasi" di Gravina. Ente per l'elevazione culturale e sociale, in AA.VV, La Fondazione E.Pomarici-Santomasi e i giacimenti culturali di Gravina.
  • Gravina Itinerario I°, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Bari 1984, pp. 12–34.
  • Aspetti naturali ed umani del territorio di Pietramagna-Gravina, in AA.VV., Geologia e geomorfolgia della Gravina.
  • Gravina Itinerario II°. A cura di F. Raguso e M.D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Bari 1986, pp. 35–110.
  • Fedele Raguso, Fonti e storiografia sul popolamento a Pietramagna-Gravina, in AA.VV., Il Popolamento a Gravina.
  • Gravina Itinerario III°, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Bari 1987, pp. 7–18.
  • Fedele Raguso, Il bancone nella sagrestia della cattedrale di Gravina. Storia dell'arte lignea sacra, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1988.
  • Fedele Raguso, Indagine per una storia dell'istruzione, Gravina XIV-XX secolo, in AA. VV., Istituzioni uomini e cultura, Vedi Gravina Itinerario IV°, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1989, pp. 149–178.
  • Fedele Raguso, La Biblioteca capitolare Finia (XVI-XX sec.), in AA. VV., Istituzioni uomini e cultura, Vedi Gravina Itinerario IV°, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1989, pp. 195–208.
  • Fedele Raguso, Il culto di San Michele Arcangelo a Gravina. La grotta del mistero e della speranza. Il mito, la storia, la confraternita, in Otranto G.-RagusoF.-D'Agostino M., San Michele Arcangelo dal Gargano ai confini apulo-lucani, n.1 di «Gravine e Murge» Collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F. Raguso e M. D'Agostino Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp. 13–64.
  • Fedele Raguso, Storia di un Seminario.Gravina 1595-1990, Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990.

1990 Pietramagna-Gravina: Preistoria e storia, Municipium-Universitas-Comune, in D. Nardone, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'Unità italiana (455-1870), con Note di aggiornamento, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, 4ª ed., n.2 di «Gravine e Murge» Collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F. Raguso e M. D'Agostino Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp. LXXI-LXXXVI.

  • Note ed appunti demografici per Gravina, in D. Nardone, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'Unità italiana (455-1870), con Note di aggiornamento, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, 4ª ed., n. 2 di «Gravine e Murge» Collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F: Raguso e m: D'Agostino Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp. XCV-CVII.
  • Bibliografia di e su Gravina, in D. Nardone, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'Unità italiana (455-1870), con Note di aggiornamento, a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, 4ª ed., n.2 di «Gravine e Murge» Collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F: Raguso e m: D'Agostino Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp. CXC.
  • Aspetti e problemi di "un" Mezzogiorno d'Italia. Confraternite, opere pie e attività socio-sanitarie (Gravina secc. XV.XVIII), in, F. Raguso - M. D'Agostino, Confraternite. Statuti. Attività socio assistenziali secc. XV-XVIII, n. 3 di «Gravine e Murge» collana di Fonti, ricerche e studi territoriali, diretta da F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1990, pp. 53–81.
  • Alle radici del Socialismo in terra apulo-lucana. Canio Musacchio (1866-1900), a cura di F. Raguso-M.D'Agostino, n. 5 della Collana di Fonti Ricerche e Studi "Gravine e Murge" diretta da F. Raguso e M. D'Agostino, editrice Seleservice, Modugno (BA), 1992.
  • Formazione ed impegno sociale di Canio Musacchio; Canio Musacchio nella storiografia, in, Alle radici del Socialismo in terra apulo-lucana. Canio Musacchio (1866-1900), a cura di F. Raguso-M. D'Agostino, n. 5 della Collana di fonti richerche e studi "Gravine e Murge" diretta da F. Raguso e M.D'Agostino, editrice Sleservice, Modugno (BA), 1992, pp. 30–43.
  • Gravina da locus Botromagno-Pietramagna a Comune, in, Archivio comunale di Gravina. Testimonianze e curiosità (1799-1930), Catalogo della mostra su.., a cura di F. Raguso e M. D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA), 1992, pp. 16–25.
  • Arcangelo Scacchi, pietra miliare della cristallografia, mineralogia, vulcanologia con Antologia delle opere di Scacchi, a cura di F. Raguso-M.D'Agostino, n. 6 della Collana di fonti ricerche e studi "Gravine e Murge" diretta da F: Raguso e M.D'Agostino, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA), 1993.
  • Archivio Diocesano di Gravina in Puglia, in, Guida degli archivi diocesani d'Italia, a cura di V. Monachino-E.Boaga-L.Osbat-S.Palese, Ministero dei Beni Culturali, Roma 1994, pp: 114-118.
  • Testimonianze catastali negli Archivi di Gravina, in, P. Perfido, Paesaggio agrario e architettura. Gravina in Puglia secc. XVIII-XIX. Dal catasto onciario del 1754 al catasto provvisorio del 1815,
  • Gravina Itinerario V, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA) 1994, pp. XIII-XIX. Aspetti urbanistici, Appendice di documenti, in, M. D'Agostino-A.J.Di Palo-V.Mazzotta-S.Picerno-F. Raguso V. A. Sirago, Poggiorsini. Dal Poggio Macchia Vetrana a Comune d'Europa, Ed. Pubblicità e Stampa, Modugno (BA), Poggiorsini 1995, pp. 47–82; 97-160.
  • La presenza dei Templari ai confini apulo-lucani, in, «Atti del XIV Convegno di Ricerche Templari», a cura della L.A.R.T. I., Edizioni Penne e Papiri, Latina 1997, pp. 55–68.
  • Privilegi e storia della Fiera San Giorgio di Gravina in Puglia, Ragioni e valenze della Fiera.. Le fonti delle Nundinae San Giorgio, in F.Raguso-M.D'Agostino-T.A.Galiani, La Fiera San Giorgio di Gravina in Puglia, Mario Adda Editore, bari 1997, pp. 39–78, 89-130.
  • I Templari a Picciano e Gravina in Puglia, in, Fasci di luci sulla storia di Picciano (MT), a cura della Comunità dei Benedettini del Santuario di Picciano, Ed. BMG., Matera 1998, pp. 23–61.
  • San Basilio al Piaggio - Chiesa-grotta, storia, in F. RAGUSO- M. D’AGOSTINO, Gravina in Puglia. San Basilio Magno al Piaggio: Habitat rupestre, Chiesa, Beneficio, Eremitismo, Tip. Tragni Altamura, Gravina anno giubilare 1999-2000, pp. 16–23.i.
  • La memoria storica di una Chiesa particolare: L'Archivio Storico Diocesano di Gravina in Puglia, in «Rivista di Scienze Religiose, a. XIV (2000) n. 2/2000, Edizioni Vivere in Monopoli 2000, pp.391-404.
  • Archivio Capitolare di Gravina di Puglia, (Scheda in collaborazione con M. D'Agostino), in BOAGA E. DE LUCA F. - INGROSSO L.- PALESE S., Guida degli Archivi capitolari d'Italia, a cura di..., Pubblicazioni Archivi di Stato, Città del Vaticano 2000, pp. 179-186.
  • Fonti per la storia di Altamura nell’Archivio Storico Diocesano di Gravina, in “Altamura” Rivista Storica dell’A.B.M.C., n. 42, pp. 257–281.
  • Alla Scuola di Max Pfister. Nuove esperienze per ricerche linguistiche nell’area dell’alta Murgia barese, in Miscellanea sociorum operis in honorem magisteri conscripta Max Pfister septuagenari oblata, “Beiträge zur Romanistik” band 7 (2002), Ed. Gűnter Holtus/Johannes Kramer, vol. II, pp. 117–133.
  • Fedele Raguso, Gravina in Puglia. Il problema idrico: Aspetti idrografici e politica idrica; Falde acquifere di superficie; Testimonianze ed uso delle acque; Ponte acquedotto-viadotto e fontane “la Stella”; Vertenza fontane, in F. Raguso – M. D’Agostino, Gravina in Puglia. Quando non c’era l’acqua del Sele. Sorgenti, acquedotti, fontane, Grafischena, Fasano 2003, pp. 9–46, 48-53.
  • Poemi per Gravina. Artisti insieme per una città: Dotoli, Perrini, Viti. Note critiche, in G. Dotoli, Poemi per Gravina, a cura Associazione Amici della Fondazione"E. Pomarici-Santomasi", Gravina 2003, pp. 9–12.
  • Rione Piaggio o Spiaggia, in I Premio di arte bizantina 2005. Santa Maria della Neve, Gravina 2006, pp. 5–9.
  • Una castriota nel ducato di Gravina del XVI secolo, in P. Bruni, Scanderbeg tra letteratura e radici mediterranee. La sua presenza a Gravina in Puglia, a cura di…, Cosenza 2006, pp. 49–65.
  • Fedele Raguso, I de Toucy a Gravina tra ‘500 e ‘600, in M.D’Agostino-P. A. Susca, Don Vincenzo De Tutiis da Gravina e la musica sacra del Seicento, Atti del Seminario internazionale di Studi, Gravina in Puglia (BA), Noci 2006, pp. 259-264.
  • Poggiorsini. Signoria della Murgia, coautori Raguso F. - D’Agostino M, Modugno BA 2007.
  • Storia sociale, politica, economica. Gravina in Puglia tra ‘800 e ‘900, in Società, costumi, moda. Gravina 1835-1935, di F. Raguso – M- D’Agostino – M. P. Pettinau-Vescina – M. Rizzi, Fasano 2007, pp. 13-60.
  • Candelabrum – Voce - in Lei - Lessico Etimologico Italiano, vol. IX , Saarbrücken (Germania) 2007, 790-792..
  • Fedele Raguso, Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, in Le diocesi d’Italia, Dizionari San Paolo, Torino 2008, diretto da L. Mezzadri, M. Tagliaferro, E. Guerriero, vol. II, pp. 58-67. Id., in Storia delle diocesi di Puglia, a cura di S. Palese, L. M. de Palma, Ecumenica Editrice, Bari 2008, pp. 51-69.
  • R. Licinio, Masserie medievali. Masserie, massari e carestie da Federico II alla Dogana delle pecore, presentazione di C.D.Fonseca, Mario Adda Editore, Bari 1998, pp. 306, fig. n. 43, in «Bari Economica» Rivista della Camera di Commercio.. di Bari, a.XXXIII, n. 2 marzo-aprile 1999, pp. 160–162.
  • Domenico Nardone: un concittadino da ricordare ed emulare (Podestà e storico gravinese), in «PROPOSTA» Periodico Parrocchia S. Giovanni Battista Gravina, autunno 1979, pp. 20–21.
  • Biblioteca capitolare Finya di Gravina: Un bene culturale atrofizzato, poco conosciuto e poco vitalizzato, in «Gazzetta Gravinese» Periodico d'informazione, numero unico 9 agosto 1981, p. 2, 6 settembre 1981, p. 3, 1 novembre 1981, p. 6.
  • Le Locuste non si scomunicano: il Medioevo continua, in «Il Giornale della Murgia», periodico d'informazione e cultura, 30/10-30/11 1987, pp. 30–31.
  • Legni in cerca d'autore: armadio e coro della cattedrale di Gravina, in « Proposta», Periodico Parrocchia S. Giovanni Battista Gravina, febbraio 1988, pp. 6–9.
  • Edicole mariane: uomini, santi, pietà popolare, in « Proposta» Periodico Parrocchia S. Giovanni Battista Gravina, febbraio 1988, pp. 19–22.
  • "Nemo Propheta in patria" - Fra Giuseppe da Gravina pittore frescante: ignorato, abbandonato e preda di scempio, in «Il Giornale Della Murgia» Periodico di informazione e cultura del comprensorio murgiano, aprile 1988, p. 29.
  • La fiera San Giorgio a Gravina, in «Puglia», Quotidiano della Puglia, 10 aprile 1988, p. 13.
  • Gravina e il suo habitat rupestre, in «Murgia», Periodico del territorio, n. 0 (dicembre 1999) p. 25.
  • Le chiese-grotte di Gravina in Puglia - San Basilio e San Michele alle grotte, in «Murgia», Periodico del Territorio, (gennaio 2000.), p. 18.
  • Collina "Pietramagna" e vallata "Botromagno-gravina": Museo a cielo aperto, in «Murgia», Periodico del Territorio a. 1 n. 1 (gennaio 2000), p. 15.
  • Fuori dalla clausura: Il convento e chiostro di San Sebastiano. Un restauro tanto atteso, in « Murgia » Periodico del Territorio a.1 n. 3 (18 marzo 2000), p. 16.
  • Capuzzi, Lilia Gravina : un paese del sud : dalle origini al borgo di Gravina / \Lilia Capuzzi! ; fotografie a cura di Giuseppe Ardito stampa 1981 (Bari : Pubblicita e Stampa)
  • Capuzzi, Lilia 2 - Dal Borgo di Gravina a Gravina capoluogo del Ducato - quaderno di storia urbanistica 1988
  • Navedoro Giuseppe “Le chiese rupestri di Gravina in Puglia. Considerazioni preliminari su alcuni ambienti conosciuti o ancora inediti”, Grillo editore 2006
  • Navedoro Giuseppe "“Giovanna Frangipane Della Tolfa. Da Madre di Papa Benedetto XIII a Suora di clausura” (2006).
  • D. Porcaro Massafra - R. Silvestri - G.B. L’Abbate, Quaderni della Soprintendenza Archivistica per la Puglia, in «Bari Economica» Rivista della Camera di Commercio.. di Bari, a.XXXIII, n. 5 settembre-ottobre 1999, pp. 171–173.
  • A Gravina: azienda agricola modello (azienda M. Pepe), in «Puglia», Quotidiano di Puglia, mercoledì 1 aprile 1987, p13.
  • La fiera San Giorgio a Gravina, in «Puglia», Quotidiano della Puglia, 10 aprile 1988, p. 13.
  • I De Toucy e la Santa Sindone, in «Roma» Speciale Gravina, 14 giugno 1998, p. 23.

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