Alezio

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Alezio
comune
Alezio – Stemma Alezio – Bandiera
Alezio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Romano (Uniti per Alezio) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 40°04′00″N 18°03′00″E / 40.066667°N 18.05°E40.066667; 18.05 (Alezio)Coordinate: 40°04′00″N 18°03′00″E / 40.066667°N 18.05°E40.066667; 18.05 (Alezio)
Altitudine 75 m s.l.m.
Superficie 16,79 km²
Abitanti 5 611[1] (31.12.2011)
Densità 334,19 ab./km²
Comuni confinanti Gallipoli, Matino, Parabita, Sannicola, Tuglie
Altre informazioni
Cod. postale 73011
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075003
Cod. catastale A185
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti aletini
Patrono Madonna della Lizza
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alezio
Posizione del comune di Alezio nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Alezio nella provincia di Lecce
Sito istituzionale

Alezio (Alytia in greco e messapico, Aletium in latino, fino al 1873 chiamata Villapicciotti) è un comune italiano di 5.611 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel versante occidentale del Salento, nell'entroterra di Gallipoli, dista 36,8 km dal capoluogo provinciale[3].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Alezio, che si estende su una superficie di 16,53 km² per una densità abitativa di 307,6 abitanti per chilometro quadrato, si distribuisce su una pianura a est di Gallipoli movimentata da basse colline la cui altimetria massima supera di poco i 100 metri. La casa comunale è situata a 75 m s.l.m.

Confina a nord con i comuni di Sannicola e Tuglie, a est con il comune di Parabita, a sud con il comune di Matino e ad ovest con il comune di Gallipoli.

  • Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa, PGA inferiore a 0,05g.) - Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Alezio rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.

Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].

Alezio Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Le origini messapiche[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo

La città fu fondata dai Messapi che volendo ricordare la propria madrepatria, chiamarono la neocittadina Alytia, come la capitale dell'Acarnania. In epoca romana il nome si trasformò in Aletium.

Alezio ha origini antichissime poiché c'è chi la dice fondata da Lizio Idomeneo (mitico re di Creta), e chi dai Messapi che, per ricordare la loro patria e la loro capitale, la città di Alytia, nell'Acarnania, la chiamarono similmente Alytia.

Plinio descrive la topografia della Japigia è indica la città di Alezio fra le più importanti della Regione. Secondo il noto storico latino gli Aletini discendevano dagli Japigi, derivati questi dagli Osci (popolo italico insediatosi in Campania tra il XI e VIII secolo a.C.), come hanno poi confermato le molte epigrafi rinvenute ad Alezio, scritte con caratteri Osci (Messapici).

È stata rinvenuta e in parte indagata, a pochi metri dal centro urbano, in località Monte d'Elia una necropoli messapica utilizzata tra il VI ed il II secolo a.C. sono state scoperte vari tipi di sepoltura: dalla semplice fossa scavata nella terra o nella roccia, coperta da una pietra appena sbozzata, in uso in età arcaica; all'impiego del sarcofago monolitico ricavato da un unico pezzo di pietra con copertura di lastroni, talvolta con un gradino sul fondo come cuscino; infine la cassa di lastroni, costituita da lastre parallelepipedi unite tra loro attraverso un sistema ad incastro.

Successivamente, ed almeno sino al II secolo a.C., mancano in questo sito tracce di strutture abitative; gli scavi condotti non hanno rilevato nessun dato sicuro sulla presenza di zone di culto ed edifici pubblici. I rinvenimenti tombali riferibili al periodo messapico non offrono indicazioni utili per definire l'estensione del moderno centro abitato, in quanto le tombe sono state rinvenute sia all'interno che all'esterno del territorio aletino; secondo l'uso di seppellire i defunti vicino alle abitazioni proprio delle popolazioni indigene del Salento. Dalle ricerche a tutto oggi effettuate l'insediamento di Alezio nel VI secolo a.C. risulta un centro importante grazie ai contatti e i continui scambi culturali, con la città greca di Taranto spesso alleata e nemica.

Rispetto ad altri insediamenti messapici (Oria, Cavallino, Ugento, Vaste) Alezio non fu caratterizzata dagli stessi fenomeni di urbanizzazione, benché fosse inserita in una rete di traffici commerciali lungo la via Traiana, che metteva in comunicazione i centri più importanti della Messapia.

L'epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

La città conobbe continuità di vita almeno dal VII secolo a.C. al VI secolo d.C.

Nella prima epoca romano - imperiale il nome della città ricorre in varie forme:

In tutte le fonti il centro viene definito popoloso e fortunato, collegato com'era al vicino scalo marittimo di Gallipoli e attraversato da importanti vie di comunicazione. Anche durante la dominazione romana sulla Messapia, Alezio conservò il proprio peso economico e culturale, traendo ulteriore vantaggio dalla costruzione della via Traiana che collegava la città ed altri centri salentini a Roma.

Dal Medioevo alla rinascita[modifica | modifica wikitesto]

Intorno all'anno 1000, la civilissima Alezio venne distrutta dai Saraceni e i suoi abitanti si rifugiarono nella vicina isola di Gallipoli. Il sito versò in stato di abbandono sino al XII - XIII secolo, periodo in cui venne edificato il tempio dedicato a Santa Maria della Alizza o Lizza (fastosamente festeggiata il 15 agosto di ogni anno) ad opera di alcuni monaci basiliani. Venne così ricostruito Casal d'Alezio, un vallaggio di modeste dimensioni che restò tale sino al XVII secolo.

Per registrare una ripresa del casale bisogna arrivare al 1714-1715, quando due proprietari terrieri, Antonio Coppola prima e Francesco Alemanno (detto "picciotto") poi, concessero in enfiteusi il terreno ad alcuni contadini. La tradizione vuole che in onore di quest'ultimo, Casal d'Alezio venne chiamato Villa Picciotti. Secondo un'altra ipotesi, il nome sarebbe derivato dalle presenza nel porto di Gallipoli di molti pescatori siciliani che alloggiavano con le loro famiglie in alcuni casolari intorno alla chiesa della Lizza.

Nel 1854 il piccolo centro ottenne l'autonomia amministrativa e dopo l'Unità d'Italia, per R.D. del 1º luglio 1873 il comune ottenne di portare nuovamente il nome di Alezio.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Alezio-Stemma.png

Lo stemma civico raffigura la fenice, mitico uccello sacro. Quando la fenice si accorge di stare per morire prepara un rogo con dei rami di erbe aromatiche e al tramonto, rivolto verso il sole calante, si dà fuoco. Nove giorni dopo risorge dalle sue stesse ceneri. Evidentemente tale simbolo si riferisce metaforicamente alla storia di Alezio che è dovuta rinascere dopo le distruzioni subite nel corso dei secoli. Sullo stemma c'è anche un rotolo spiegato di carta, in cui c'è l'iscrizione post fata resurgo, che significa rinasco dopo gli avversi destini. Sotto la fenice si scorge l'iscrizione Alexias (ΑΛΙΧΙΑC) in lettere messapiche.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di Santa Maria della Lizza
Chiesa dell'Addolorata

Chiesa di Santa Maria della Lizza[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria della Lizza fu edificata tra la seconda metà del XII e la prima metà del XIII secolo. L'edificio presenta una pianta a croce latina, con i bracci del transetto sporgenti. All'esterno, addossato alla facciata nord, Carlo I d'Angiò fece edificare un pronao turrito per scopi difensivi. Gli affreschi conservati all'interno risalgono ad epoche diverse e possono essere raggruppati in tre fasi principali, comprese tra il XII e il XVI secolo. La chiesa conserva alcune tele di pregevole fattura, databili tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, attribuite al gallipolino Gian Domenico Catalano e alla sua scuola. Venne elevata a Santuario nel 1950 dal vescovo Nicola Margiotta.

Chiesa della Madonna Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio della costruzione della parrocchiale, dedicata alla Madonna Addolorata, risale al 1838 su progetto dell'architetto Lorenzo Turco. Fu portata a termine nel 1875 e sorge sulle fondamenta di un'antica costruzione risalente al XII secolo. L'attiguo orologio pubblico fu costruito tra il 1838 e il 1840.

Interno

La chiesa, a pianta a croce greca, presenta una copertura a botte decorata con stucchi; all'altezza del transetto si innalza una cupola circolare recante sui quattro pennacchi le raffigurazioni dei quattro evangelisti. Sulla cantoria, situata sopra la zona d'ingresso, è presente un organo a canne donato nel 1884 da Vincenzo Starace. Nella navata, entro piccole cappelle, sono posizionati i semplici altari di santa Lucia, della Crocifissione di Gesù, di san Giovanni Battista e dell'Immacolata. I due bracci del transetto accolgono gli altari dedicati all'Addolorata, con pala della Deposizione dalla croce, e a san Pietro, con tela raffigurante il Martirio di san Pietro. Nei due bracci si aprono inoltre i cappelloni di san Rocco e del Santissimo Sacramento.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Tafuri[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Tafuri è una dimora signorile del XVIII secolo. Esternamente si presenta con una lunga balconata e con lo stemma della famiglia Tafuri, che rappresenta un albero di quercia con due fulmini, che campeggia sul portone di ingresso. Internamente le stanze sono con copertura a volta una diversa dall'altra, di cui una a croce di Malta. Il palazzo ospita la sede del museo civico messapico. La via in cui si trova il palazzo è chiamata la via dei lacci.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 66 persone.[7]

Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

Pos.

Cittadinanza

Popolazione

1 Romania Romania 15
2 Albania Albania 14
3 Polonia Polonia 9
4 India India 6
5 Bulgaria Bulgaria 4
6 Tunisia Tunisia 4
7 Germania Germania 3
8 Francia Francia 2

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto salentino.

Ad Alezio si parla il dialetto salentino con influenze del dialetto della vicina Gallipoli. A Gallipoli infatti, si parla il dialetto gallipolino, una variante del salentino. A causa della vocazione marinaresca e commerciale della città ionica questo dialetto è stato maggiormente influenzato dagli altri dialetti meridionali.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La Lizza[modifica | modifica wikitesto]

Patrona di Alezio è la Madonna dell'Assunta che si festeggia il 15 agosto. Nello stesso periodo attualmente si svolge un'importante e secolare fiera, alla quale nel 1484 re Ferdinando I di Aragona concesse il privilegio dell'esenzione da ogni dazio e gabella. Concessione che venne a decadere il 25 luglio 1810, quando Gioacchino Napoleone Murat, "autorizzando" il comune di Gallipoli a tenere la fiera nella Parrocchia della Lizza nei giorni nei giorni 13, 14 e 15 del mese di agosto, riassoggettò la stessa al nuovo regime fiscale del Regno di Napoli. Un tempo era diffuso tra le donne che rendevano omaggio alla Vergine l'usanza di giungere a piedi camminando sulle ginocchia dall'ingresso del paese fino alla chiesa. Ancora si rinnova la consuetudine di annunciare per tutta la novena l'avvicinarsi della festa con il suono di un fischietto e di un tamburo. Una tradizione antichissima vuole che, in passato sino alla fine dell'Ottocento, si accompagnasse cantando "la tiara" canto popolare religioso in onore dell'Assunta.

La Lizziceddra[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla festa del 15 agosto vi è una celebrazione minore ma non meno importante per gli aletini la cosiddetta Lizziceddra che si svolge il 27 dello stesso mese per ricordare, secondo la tradizione popolare, la patrona che fu artefice di un miracoloso evento, accaduto il 27 agosto 1886. La sera di quel giorno Alezio venne colpita da un terremoto di tale intensità e durata da far temere la distruzione del paese; nonostante fosse stato così impetuoso non ci furono danni alle costruzioni e neppure nessuna vittima e i danni furono di lieve entità. Tra la popolazione avvenne il riconoscimento che il miracolo dello scampato pericolo fosse avvenuto per intercessione dell'Assunta patrona del paese.

In segno di ringraziamento si organizzarono solenni festeggiamenti, divenuti da quell'anno una tradizione molto sentita, appunto la Lizziceddra. Inoltre si racconta che la stessa vergine Assunta mentre lasciava Alezio, dopo averla liberata dal terremoto, giunta sulla strada per Gallipoli, si fermò in un podere a riposare, chiamato appunto "Croce te la Lizza", che era probabilmente un segnale di confine di proprietà. Da questo episodio, realmente avvenuto, la leggenda ha tramandato che quella stele fu eretta proprio a ricordo della sosta della Vergine ed in seguito nelle vicinanze fu costruita una cappelletta a Lei dedicata, dove il 27 agosto i fedeli si recano in processione.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Insistono ad Alezio una scuola dell'infanzia; due scuole primarie; una scuola secondaria di I grado; l'Istituto d'Arte "Giannelli".

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo civico messapico

Il museo civico messapico è ubicato in via Kennedy, nel palazzo settecentesco della nobile famiglia Tafuri di Gallipoli. Voluto dall'Amministrazione Comunale in seguito ai rinvenimenti casuali nel moderno centro abitato e dopo gli scavi della necropoli messapica, è stato dichiarato monumento nazionale nel 1981 e inaugurato nel 1982, evitando così la dispersione dei preziosi oggetti.

I corredi funerari esposti provengono da rinvenimenti occasionali sotto la città e dalla zona di Monte d'Elia, collocabili tra gli inizi del IV e gli inizi del III secolo a.C. Si tratta per lo più di oggetti in ceramica acroma o decorata a fasce brune di produzione locale, tra cui è in vetrina una trozzella, degli unguentari, un cratere, delle fibule in bronzo, coppe di tipo ionico, un Guttus a vernice nera, resti di guscio d'uovo, Skyphos a vernice nera, un vaso antropomorfo e altri oggetti utilizzati nell'ambito funerario. Di notevole importanza è la documentazione epigrafica risalente allo stesso periodo e limitata alle iscrizioni funerarie. Interessante è l'epigrafe messapica, esposta in museo, con andamento bustrofedico; una delle poche databili VI secolo a.C. Merita grande attenzione la vetrina degli ori, splendidi gioielli del I secolo a.C. appartenenti ad una fanciulla. Senza trascurare il plastico che riproduce in scala la necropoli di Monte D'Elia, posto al centro della sala ottagonale, circondato da vetrine espositive e da pannelli informativi che offrono approfondimenti didattici alla visita. Antistante il Museo è il parco archeologico all'aperto. Il parco espone diverse tipologie di tombe messapiche databili tra il VI ed il II secolo a.C., rinvenute durante gli scavi alla necropoli e occasionalmente nel centro abitato.

Persone legate ad Alezio[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia di Alezio è legata principalmente ad attività di tipo agricolo e alla produzione di ottimo olio d'oliva e vino di alta qualità e al turismo, il cui sviluppo è stato favorito nel tempo dall'attraente e vicina città di Gallipoli.

Produzione vinicola[modifica | modifica wikitesto]

Ad Alezio si produce l'Alezio Doc che si distingue in due tipologie: il Rosso, di sapore caldo e amarognolo, e il Rosato, di sapore asciutto e vellutato, entrambi prodotti con il vitigno Negroamaro.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La strada provinciale 361 Gallipoli-Maglie attraversa Alezio lungo la direttrice est-ovest e ne garantisce il collegamento alla statale 101 per Lecce e alla 274 per Santa Maria di Leuca. Il comune è servito inoltre, da nord e in senso orario, dalla SP 53 per Sannicola, dalla SP 43 Alezio-Tuglie-Collepasso, dalla SP 54 per Taviano e dalla SP 282 per la contrada gallipolina di Scalelle.

La stazione ferroviaria di Alezio sorge lungo la linea Zollino - Gallipoli, inaugurata nel 1885 e dal 1933 gestita delle Ferrovie Sud Est.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S.D. Alezio che milita nel girone C pugliese di 1ª Categoria.

Tiro a segno[modifica | modifica wikitesto]

Ad Alezio è presente dal gennaio 1997 una Sezione del Tiro a Segno Nazionale istituita dall'Unione Italiana Tiro a Segno di Roma (Ente Pubblico e Federazione Sportiva Nazionale del C.O.N.I.), che cura i corsi di idoneità al maneggio delle armi per coloro che sono obbligati per legge a svolgere servizio armato presso Enti Pubblici e/o Privati (Guardie Giurate, Portavalori, Polizie Locali, ecc.) e per coloro che richiedono un porto d'armi, con rilascio di apposita certificazione di idoneità in bollo; detta Sezione del T.S.N. pratica anche l'attività sportiva del tiro a segno, partecipando ai vari campionati provinciali, regionali e nazionali. La sede sociale è ubicata nel piano seminterrato della Scuola Materna Comunale, in Via San Pancrazio 39 (tel./fax 0833/282099 - cell. 328/3658931), dove è stato allestito un poligono di tiro per armi sportive ad aria compressa con n. 6 linee di tiro a 10 metri, omologato dall'U.I.T.S..

Tiro con l'arco[modifica | modifica wikitesto]

Importante è anche la presenza di una società sportiva di tiro con l'arco che partecipa al campionato nazionale.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 è nata la Volley Alezio con squadre maschili e femminili di tutte le età.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Dato Istat al 31/03/2012
  3. ^ Puglia.indettaglio.it
  4. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dati Istat

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Maria Cataldi, Aletio illustrata 1841 - ristampa del 2007
  • Salvatore Bolognese, Alezio, note di toponomastica, Lorenzo Capone Editore, 1978
  • Lecce e il Salento, Touring, 2010
  • Zacchino V. Berger M. Paesi e figure del vecchio Salento vol.secondo, Congedo editore, Galatina, 1980
  • Ivan Ferrari, La fiera della Lizza. Oltre 500 anni di storia, Edizioni Esperidi, San Cesario di Lecce 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]