Castri di Lecce

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Castri di Lecce
comune
Castri di Lecce – Stemma Castri di Lecce – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Andrea De Pascali (Lista Civica "Castri Cresce") dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°16′00″N 18°16′00″E / 40.266667°N 18.266667°E40.266667; 18.266667 (Castri di Lecce)Coordinate: 40°16′00″N 18°16′00″E / 40.266667°N 18.266667°E40.266667; 18.266667 (Castri di Lecce)
Altitudine 47 m s.l.m.
Superficie 12,22 km²
Abitanti 3 010[1] (30-11-2011)
Densità 246,32 ab./km²
Comuni confinanti Calimera, Caprarica di Lecce, Lizzanello, Vernole
Altre informazioni
Cod. postale 73020
Prefisso 0832
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075017
Cod. catastale C334
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 161 GG[2]
Nome abitanti castrisani
Patrono san Vito
Giorno festivo 15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castri di Lecce
Posizione del comune di Castri di Lecce all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Castri di Lecce all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Castri di Lecce (comunemente chiamato Castrì di Lecce) è un comune italiano di 3.010 abitanti[3] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nell'entroterra adriatico del Salento, dista 13,4 km dal capoluogo provinciale[4] in direzione sud-est. Castri di Lecce è il risultato dell'unione di due distinti casali (Castriguarino e Castrifrancone), ricongiuntisi alla fine del XIX secolo dando vita all'attuale comune[5].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il centro urbano di Castri di Lecce si estende nella piana della Serra di Galugnano fatta di terreno calcareo-argilloso, con la presenza di acque sorgive. Posto nella parte nord-orientale della provincia, il territorio comunale risulta compreso tra i 33 e i 51 m s.l.m. con una escursione altimetrica complessiva pari a 18 metri. Ha una superficie di 12,22 km² per una densità abitativa di 247 abitanti per chilometro quadrato.

Il comune, distante dal mare Adriatico 13 km, confina a nord con il comune di Lizzanello, a est con il comune di Vernole, a sud con il comune di Calimera e a ovest con il comune di Caprarica di Lecce.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Castri di Lecce rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24,7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana[6].

Castri di Lecce Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,6 13,2 15,0 18,3 22,6 26,8 29,2 29,6 26,2 21,8 17,6 14,2 13,3 18,6 28,5 21,9 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,2 9,5 13,1 17,0 19,5 19,9 17,3 13,7 9,9 7,1 6,2 9,9 18,8 13,6 12,1
Precipitazioni (mm) 71 60 65 40 33 20 16 22 49 80 97 74 205 138 58 226 627
Umidità relativa media (%) 78,7 78,2 77,8 77,3 76,2 72,9 70,9 72,4 76,5 79,2 80,5 80,3 79,1 77,1 72,1 78,7 76,7

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Il toponimo deriva dal latino castrum (rocca, fortezza). Nel XIII secolo il casale fu diviso in due parti separate che assunsero il nome di Castrifrancone e Castriguarino. Con l'abolizione della feudalità l'abitato si unificò e nel 1891 assunse il nome di Castrì, successivamente modificato in quello attuale di Castri di Lecce[8].

Secondo il Vocabolario Greco-Salentino di Paolo Stomeo[9]:

« καστρί (castrì), neutro, barbarismo[10], "piccolo castello, fortino" = Castrì, comune a sud-est di Lecce. Uguali toponimi esistono in Grecia. Plurale: Ta castrìa = i castelli. Così i grichi di Calimera chiamano il comune di Castrì, perché vi sono in realtà due castelli in due distinti siti. »

Il territorio di Castri di Lecce, la cui storia è poco documentata, fu abitato sin dall'età del Bronzo. La presenza di menhir e specchie, testimonianze di epoca megalitica, confermano la presenza umana già dalla preistoria.
Dai pochi documenti storici esistenti si apprende che nel 1190 il casale di Castri fu donato alla Chiesa di Lecce dal conte normanno Tancredi d'Altavilla. Appartenne alla mensa vescovile di Lecce fino al 1262, anno in cui il casale fu frazionato in due parti (Castrifrancone e Castriguarino). Una parte di esso fu ceduto a Olivi De Lettere, un'altra parte andò invece alla famiglia Bonsecolo.

  • (Castrifrancone) Nel 1353 il casale dai De Lettere venne acquistato dalla famiglia napoletana dei Frantone. Nel corso dei secoli, il feudo passò, per motivi di eredità, sotto il controllo di varie famiglie della nobiltà leccese quali i Dell'Acaya, i Valentini, i Grimaldi, i Mattei e i Cicala.
  • (Castriguarino) La parte della famiglia dei Bonsecolo passò, nel 1302, ad Agostino Guarino da cui derivò il nome di Castriguarino. In seguito, dopo varie vicissitudini feudali, venne acquistata nel 1709 dalla famiglia genovese dei Vernazza.

Dal 1709 entrambi i casali appartennero ai Vernazza; tuttavia continuarono ad esistere due distinte realtà.

In seguito alla delibera consiliare del 12 novembre 1891, per regio decreto, la divisione fu annullata e si procedette all'unificazione dei due casali[11].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Castri di Lecce-Stemma.png
Castri di Lecce-Gonfalone.png

Profilo araldico dello stemma:

« Di argento, all'ulivo fruttato, con un tralcio di vite attorcigliato al fusto da cui pende a destra un pampino ed a sinistra un grappolo di uva nera; il tutto nutrito su pianura di verde, e sormontato da una stella (6) d'azzurro. Ornamenti esteriori del Comune »
(D.P.R. 24 maggio 1957)

Profilo araldico del gonfalone:

« Drappo partito di bianco e di verde. »
(Statuto del Comune)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Maria della Visitazione

Chiesa di Santa Maria della Visitazione[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria della Visitazione venne ricostruita nella metà del XVII secolo sulle fondamenta di una struttura cinquecentesca. Originariamente era la chiesa madre di Castriguarino.
La facciata venne rifatta in stile barocco nella seconda metà del XVIII secolo e rimase incompiuta nel secondo ordine. Scandita da lesene con capitelli corinzi e decorata con festoncini, putti e motivi floreali, accoglie al centro il portale d'ingresso e una finestra polilobata. L'interno, a navata unica a croce latina, possiede una copertura con volta a botte unghiata. Nell'incrocio tra transetto e navata la copertura è a spigolo. Lungo il perimentro della navata si aprono quattro cappelle per lato nelle quali sono presenti gli altari ottocenteschi dedicati a San Vito, a San Luigi, alla Pietà, alla Madonna del Rosario, a Sant'Antonio da Padova e alla Madonna del Buon Consiglio. Il transetto ospita gli altari della Visitazione e delle Anime del Purgatorio. Di particolare interesse artistico è l'esuberante altare maggiore in pietra leccese e il settecentesco pulpito in legno.

Chiesa di San Vito

Chiesa di San Vito[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Vito, dedicata al protettore del paese, fu totalmente ricostruita nel 1734 e il 1772 seguendo lo stile del Borromini. Come la chiesa della Visitazione, anche questa chiesa sorge sulle fondamenta di un edificio cinquecentesco. In origine costituiva la chiesa madre di Castrifrancone.
La svettante facciata, di stile tipicamente barocco, è costituita da due ordini e da un sobrio frontone. L'interno, a croce latina, ospita pregevoli altari in pietra leccese sormontati da tele di modesto pregio artistico, tra le quali si distinguono quelle del Martirio di San Vito e della Madonna del Rosario. Nel presbiterio, arricchito da un settecentesco organo a canne, di rilievo è il grande altare maggiore barocco, notevole per le dimensioni e per la ricchezza delle decorazioni. La chiesa conserva inoltre una statua di san Vito laccata in oro.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria delle Grazie fu costruita nella metà del XVII secolo. La facciata, di schema geometrico rinascimentale con decorazioni barocche, è caratterizzata dal portale sovrastato da un baldacchino di grande effetto scenografico, dalle nicchie nell'ordine inferiore e dalla finestra con transenne in pietra nell'ordine superiore. L'interno, a pianta rettangolare ed aula unica con cappelle incorporate, conserva un pregevole altare maggiore del 1652, opera di Donato Chiarello da Copertino. Sull'altare è conservata l'immagine bizantina di una Madonna che allatta il Bambino. Originariamente la chiesa ospitava cinque altari, molti dei quali sventrati dopo il 1907 quando l'edificio fu affidato al Comune che lo utilizzò come cappella mortuaria del vicino cimitero.

Cappella Madonna della Luce[modifica | modifica sorgente]

La cappella della Madonna della Luce fu edificata da maestranze locali nel 1570. L'interno con copertura a botte, spoglio di qualsiasi elemento decorativo, ospita un modesto altare, realizzato nel 1702, che conserva un affresco della Vergine col Bambino databile al XIII secolo. In origine l'edificio delimitava il confine del comune.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Cappella della Madonna Immacolata, costruita nel 1858
  • Cappella della Trinità, riedificata nel XVIII secolo.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Municipale

Fino 1878 per Casa Comunale e stato usato un locale sito in piazza angolo via Lecce. Nello stesso anno in considerazione dell'indecenza del locale formato da una piccola stanza a primo piano, nocivo alla salute e non più adatto e sufficiente neanche alla conservazione dei carteggi vari, il consiglio Comunale, con delibera del 20 settembre, in attesa di per costruire un apposito locale decideva di affittare, per cinque anni, il locale situato in via V. Emanuele 8, di proprietà del Sig. Arcangelo Calò, per un canone annuo di L. 70. Nel 1890, con delibera del 23 marzo, il Consiglio Comunale decise di intraprendere l'iter per la costruzione del Palazzo Municipale. Il 12 aprile dell'anno successivo venne incaricato un ingegnere perché elaborasse il progetto, che fu approvato il 27 ottobre del 1891. L'edificio doveva essere costruito in contrada San Nicola. Per la realizzazione dell'opera che avrebbe ospitato anche due sezioni della scuola elementare ed un pubblico orologio, il Comune decise, in data 24 marzo 1892, di contrarre un prestito privato di L. 10.000. Due anni dopo, il 27 novembre 1894, la Civica Amministrazione approvò il conto finale del costo dell'opera. per un periodo gli uffici comunali abbiano cominciato a funzionare nel nuovo stabile, che è poi quello esistente, ma successivamente ampliato.

Palazzo Vernazza[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Vernazza

Palazzo Vernazza fu edificato nella prima metà del XVII secolo ma venne radicalmente trasformato nel 1724. La sfarzosa e lunga facciata è caratterizzata da un ampio portale bugnato, ornato da festoni floreali e sovrastato da un balcone barocco decorato con putti e maschere di leoni. Le stanze interne, ricche di motivi architettonici di gusto settecentesco, si distribuiscono intorno al cortile centrale.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Menhir[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti megalitici della provincia di Lecce e Menhir.
  • Menhir della Luce, posto a lato della cappella della Madonna della Luce da cui prende il nome, il megalite è alto 2,80 metri e misura alla base 35x20 cm. Orientato con le facce più larghe secondo l'asse Est-Ovest, è stato molto probabilmente troncato in modo irregolare nella parte superiore.
  • Menhir della Croce, è situato lungo la provinciale che collega il paese a Pisignano. La sua altezza è inferiore a 250 cm in quanto manca la parte superiore.
  • Menhir Aja, alto 2,25 metri fu distrutto nel 1937.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 a Castri di Lecce risultano residenti 43 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[13]

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Castri di Lecce è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Castri di Lecce hanno sede una Scuola Materna privata Vernazza, una Scuola dell'infanzia, una Scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado, appartenenti al locale Istituto Comprensivo Statale[14].

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Fiera delle Palme - Domenica delle Palme
  • Festa patronale di San Vito - 14 e 15 giugno
  • Marangiane in Festa - dal 23 al 26 luglio
  • Festa della Madonna della Visitazione - 2 luglio
  • Festa e fiera dell'Immacolata - 8 dicembre

Persone legate a Castri di Lecce[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali che interessano il comune sono:

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat relativo al 30/11/2011
  4. ^ Puglia in dettaglio
  5. ^ Delibera consiliare del 12.11.1891
  6. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  7. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  8. ^ Sito ufficiale del comune di Castri di Lecce
  9. ^ Centro Studi Salentini, Lecce 1992
  10. ^ Il barbarismo di cui parla il dizionario è la forma tipica della lingua grika, che originariamente coinvolgeva gran parte del Salento, per denominare i luoghi (presenza dell'accento sulla vocale finale). L'accentazione sull'ultima vocale è anche presente in numerosi toponimi usati per designare territori agricoli della zona.
  11. ^ Castri di Lecce, De Marco Mario
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Dati Istat
  14. ^ Sito ufficiale dell'Istituto Comprensivo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario De Marco, Castri di Lecce, Ed. Capone L., collana "Storie municipali" (1985)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]