Patù

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Patù
comune
Patù – Stemma
Patù – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Lecce – stemma Lecce
Sindaco Francesco De Nuccio (lista civica Centopietre) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 39°51′0″N 18°20′0″E / 39.85°N 18.33333°E / 39.85; 18.33333 (Patù)Coordinate: 39°51′0″N 18°20′0″E / 39.85°N 18.33333°E / 39.85; 18.33333 (Patù)
Altitudine 124 m s.l.m.
Superficie 8,54 km²
Abitanti 1 738[1] (30-09-2011)
Densità 203,51 ab./km²
Frazioni Felloniche, Marina di San Gregorio
Comuni confinanti Castrignano del Capo, Morciano di Leuca
Altre informazioni
Cod. postale 73053
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075060
Cod. catastale G378
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti patuensi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Localizzazione
Patù è posizionata in Italia
Patù
Posizione del comune di Patù all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Patù all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Patù è un comune italiano di 1.738 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel basso Salento, nell'estremità meridionale del Capo di Leuca, dista 63,5 km dal capoluogo provinciale[3]. Nel territorio comunale rimangono i resti dell'importante città messapica di Vereto.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Territorio

Patù sorge nell'estremo lembo meridionale della penisola salentina su un declivio tufaceo degradante verso sud-ovest a 124 metri sul livello del mare. Il comune occupa una superficie di 8,54 km² e risulta compreso tra gli 0 e i 155 m s.l.m.. Si affaccia sul mare Ionio per circa 3 km con le località di Felloniche e Torre San Gregorio. L'intero territorio comunale è sottoposto a vincolo paesaggistico[4] per la composizione naturale caratterizzata da macchia mediterranea ed essenze locali e per la presenza di antichi monumenti dall'inestimabile valore estetico e tradizionale come le pajare. Importante è la presenza di flora tipica del luogo come l'Alisso di Leuca, il timo, il mirto e varie specie di orchidee selvatiche.

Il territorio comunale confina a nord e a est con il comune di Castrignano del Capo, a ovest con il comune di Morciano di Leuca, a sud con il mare Ionio.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Patù rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[5].


Patù Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia.

Il territorio di Patù è stato abitato sin dall'antichità; ha ospitato l'importante città messapica di Vereto distrutta dai Saraceni nel IX secolo d.C. con lo scopo di guadagnare un punto di riferimento nel Capo di Leuca e invadere così l'intera penisola salentina. L'invasione saracena venne tuttavia sventata dall'imponente esercito mandato dal re di Francia Carlo il Calvo durante la battaglia del 24 giugno 877. Dalle rovine del centro messapico ebbe origine l'agglomerato urbano di Patù fondato, secondo la tradizione, nel 924 da alcuni superstiti veretini che si spostarono più a valle. A ricordo della vittoria sui Saraceni venne edificata la chiesa di San Giovanni Battista, la cui memoria liturgica ricorre proprio il 24 giugno.

Durante il periodo feudale si avvicendarono varie famiglie: nel 1318 erano feudatari i Sambiasi; ad essi succedettero i Capece e i De Electis. Contemporaneamente appartenne alla Curia Vescovile di Alessano e al principe d'Aragona di Cassano, passò poi ai Guarino ed infine ai Granafei.

[modifica] Toponomastica

Si presume che il nome derivi dal termine greco pathos (patimento – dolore), in quanto ricorderebbe le sofferenze della città di Vereto (Veretum), dalla cui distruzione ad opera dei saraceni deriva la nascita del paese. Secondo altre ipotesi, essendo un granaio dove i veretini riponevano le vettovaglie, ebbe il nome del custode: Verduro Pato. Poi, per influenza della dominazione francese, Pato divenne Patù.

[modifica] Simboli

Patù-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« D'oro al gatto seduto, rivoltato di tre quarti, di azzurro, abbocante il pesce posto in sbarra abbassata con la testa all'ingiù, rovesciato d'argento. »

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa Madre di San Michele Arcangelo

Chiesa Madre
Chiesa San Giovanni Battista
Chiesa Madonna di Vereto

La Chiesa Madre di San Michele Arcangelo venne eretta nel 1564 su progetto dell'architetto neretino Francesco Centolanze. Nel corso dei secoli, numerosi sono stati gli interventi di consolidamento e restauro, senza mai però alterare l'impianto originario del sacro edificio.
Presenta un semplice prospetto tardo-rinascimentale, inquadrato da due robuste paraste, costituito da un rosone posto in asse col portale d'ingresso su cui è riportata la discussa iscrizione Terribilis est locus iste, che compare anche in altri edifici religiosi ed è talvolta considerata di origine esoterica. È ad una sola navata: oltre all'altare maggiore, conserva quattro altari laterali dedicati a San Michele Arcangelo, a San Francesco d'Assisi, alla Madonna del Rosario e alla Madonna del Carmine. Alla destra dell'altare maggiore è posta una statua lignea di San Michele, che ogni anno viene portata in processione durante la festa patronale. Del 1723 è l'organo situato sulla volta di un piccolo colonnato costruito al di sopra della porta d'ingresso: recentemente restaurato, ha una facciata con 25 canne e una tastiera non originale con 45 tasti.
Il campanile, di forma quadrata, costruito nel 1940 in adiacenza al prospetto principale della chiesa, arricchito da 5 campane, di cui la più antica del 1752 conserva le immagini di San Michele a cavallo mentre trafigge il drago con la lancia, di San Giovanni Battista e della Madonna, mentre la più recente del 1991 è impreziosita dallo stemma di Patù e ancora una volta dalle immagini di San Michele e di San Giovanni Battista.

[modifica] Chiesa di San Giovanni Battista

L'edificio nella sua struttura architettonica rispecchia lo stile romanico-bizantino. L'interno è a tre navate divise da pilastri, con il tetto a spioventi. Sul frontone troneggia una bifora, mentre sull'abside vi è un rosone. Questo monumento, edificato tra il X e l'XI secolo con lastroni provenienti da edifici dell'antica città di Vereto, custodisce nel suo interno alcune testimonianze monumentali e calcaree di questa città.
L'episodio immortalato della costruzione di tale chiesa, per unanime consenso, si riferisce alla terribile battaglia combattuta tra cristiani e saraceni il 24 giugno dell'877 d.C. alla periferia di Patù, nella vasta piana denominata ancora oggi Campo Re ai piedi di Vereto. Il sacro edificio è stato più volte restaurato nel corso dei secoli. La scrittura, ora poco leggibile, della lapide posta sul frontone della chiesa, ricorda i restauri effettuati. Bisogna riconoscere nella chiesa almeno tre fasi; alla prima fase appartengono oltre che l'impianto essenziale, la bifora e l'arco a tutto sesto della facciata principale. La copertura attuale fu realizzata nel primo decennio del Novecento. Degli antichi affreschi rimane un San Giovanni Battista. Ha svolto anche la funzione di cimitero comunale.
A sinistra di chi entra, è conservato nella sua originaria posizione, un cippo di origine romana, voluto dai genitori a ricordo del figlio morto. La provenienza è ignota. La base è costituita da un alto zoccolo e da un coronamento. Sulla parte superiore del plinto sono gli incavi d'orma per i piedi di una statua; il piede sinistro ha un incavo più lungo, il destro è seguito dietro il tallone da un incavo circolare minore. Grosse mutilazioni hanno asportato degli spigoli e varie abrasioni hanno colpito le superfici. Leggibile è l'incisione latina che recita: M. FADIO M.F. – VALERINO – POST MORTEM – M. FADIUS VALERIANO PATER – ET MINA VALERIANA MATER – L.D.D.D. (Locum Decreto Decurionis Dant) (A Marco Fadio // Valerino // dopo la morte // Marco Valeriano padre // e Mina Valeriana madre // posero con decreto del Decurione).

[modifica] Chiesa della Madonna di Vereto

La Chiesa della Madonna di Vereto venne edificata agli inizi del XVII secolo dal Principe Zunica, Signore di Alessano. Sorge nel punto più alto della Serra di Vereto corrispondente all'acropoli della città messapica. La chiesa presenta una semplice facciata; gli unici elementi decorativi sono rappresentati da una croce e dal piccolo campanile a vela posti sulla sommità. L'interno, a navata unica rettangolare, conserva le tracce degli affreschi seicenteschi che ricoprivano interamente le pareti. Interessante è l'iconografia di San Paolo raffigurato con una spada intorno alla quale sono attorcigliati due serpenti; ai piedi del santo vi è uno scorpione sormontato da due serpenti intrecciati a forma di caduceo.

[modifica] Cripta di Sant'Elia

La Cripta di Sant'Elia, anticamente nota come cripta dei Verginelli, risale ai secoli VIII-IX e venne realizzata dai monaci basiliani. Posizionata fuori dal centro abitato, nel recinto di pertinenza di un calzaturificio dismesso, la cripta si presenta con un ingresso costituito da un varco scavato nella roccia. Mediante tre scalini si accede nell'ipogeo a pianta quadrilatera irregolare sulla cui parete nord-orientale è stato ricavato l'altare. Tra le deboli tracce di affreschi ancora visibili si distingue una figura di un santo benedicente che regge nella mano sinistra un libro con scritte greche e, in prossimità dell'architrave, una figura velata e circondata di angeli che potrebbe raffigurare la Vergine Maria.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Architetture militari

  • Torre del Fortino. È l'ultimo dei quattro torrioni angolari del castello quattrocentesco di Patù andato totalmente distrutto.
  • Torre San Gregorio. Nulla rimane della torre che ha dato il nome all'omonima località. Costruita nel XVI secolo, fu distrutta da un' invasione dei turchi nello stesso periodo. Originariamente il nome della torre era San Ligorio.

[modifica] Siti archeologici

[modifica] Vereto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Vereto.

Vereto è un'antica città messapica situata a poca distanza dal centro abitato. Situata sull'omonima collina, fu un importante centro per il commercio, sia con la Grecia che con la Magna Grecia. A tale proposito, i cittadini di Vereto costruirono un porto nella vicina baia di San Gregorio i cui resti possono essere visibili sul fondo del mare. Divenne municipio romano e poi fu rasa al suolo nel IX secolo ad opera dei Saraceni. Di tale centro rimangono alcune testimonianze monumentali come le fondamenta delle mura che cingevano la città, diverse sepolture, ecc..
Tutti gli studiosi concordano che il sito occupato attualmente dalla chiesetta della Madonna di Vereto, fosse il centro, l'acropoli, sia della Vereto messapica, che quello della Vereto romana e medievale.

Centopietre

[modifica] Centopietre

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Centopietre.

Centopietre è un antico monumento funerario dichiarato Monumento nazionale di seconda classe nel 1873. Databile al IX secolo, venne edificato come mausoleo sepolcrale del cavaliere Geminiano, messaggero di pace trucidato dai saraceni subito prima della battaglia finale tra cristiani e islamici del 24 giugno 877.
La struttura, di forma rettangolare, è costruita con 100 blocchi di roccia calcarea provenienti dalla città messapica di Vereto. All'interno presenta diversi strati sovrapposti di affreschi a soggetto sacro risalenti al XIV secolo.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2009 a Patù risultano residenti 33 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[7]

Diffusione del dialetto Salentino

[modifica] Dialetto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Patù è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

A Patù hanno sede una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di I° grado.

[modifica] Personalità legate a Patù

[modifica] Eventi

  • Fiera di San Giovanni Battista – 24 giugno
  • Sagra dei Piatti Tipici – 18 luglio
  • Festa di San Michele Arcangelo – 29 settembre

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

Insenatura tra Leuca e Felloniche
  • Marina di San Gregorio è una frazione del comune e centro balneare dello stesso. Ospita resti visibili della città di Vereto, come una scalinata di origine messapica, un pozzo per il rifornimento di acqua fresca e un porto ancora visibile a pochi metri di profondità, situato sulla punta dell'insenatura.
  • Felloniche è una località costiera situata nell'estremo sud del territorio di Patù al confine col comune di Castrignano del Capo. Distante circa 3 km da Santa Maria di Leuca, si presenta con una baia sabbiosa delimitata da una bassa costa rocciosa. Nel mare antistante, è presente un vasto posidonieto il cui habitat naturale è tutelato in quanto interesse comunitario.

[modifica] Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia.

L'economia di Patù è basata principalmente sull' agricoltura e piccole imprese commerciali. Considerevole è la produzione di olio extravergine d'oliva. Lungo la costa è sviluppato il turismo balneare.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: SP74 Patù-Castrignano del Capo, SP192 Torre San Gregorio-Patù-Giuliano di Lecce, SP351 Patù-Morciano di Leuca-Salve.

[modifica] Ferrovie

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Barbarano del Capo, posta sulla linea Novoli-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

[modifica] Aeroporti

Gli aeroporti civili più vicini sono:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Francesco De Nuccio (lista civica Centopietre) dal 16/05/2011 (1º mandato)

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Dato Istat al 30/09/2011
  3. ^ Puglia.indettaglio.it
  4. ^ D.M. 01/09/1970, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 38 del 13/02/1971 (all. 2), in cui si legge: “…. La zona predetta ha notevole interesse pubblico perché, per la sua originaria bellezza e composizione naturale caratterizzata da macchie verdi ed essenze locali, forma un quadro panoramico di grande suggestività, costituendo inoltre per la presenza di antichi monumenti un complesso di cose immobili aventi valore estetico e tradizionale….”
  5. ^ Valori climatici del Salento meridionale
  6. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  7. ^ Dati Istat

[modifica] Bibliografia

  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto – Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici – Edizioni del Grifo, 2008
  • Archeoclub d'Italia di Vereto-Patù, Itinerario storico-archeologico tra Giuliano e Patù. Guida fotografica – Bonfrate, 2002

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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