Seclì

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Seclì
comune
Seclì – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Lecce – stemma Lecce
Sindaco Luigi Fernando Negro (lista civica) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 40°8′0″N 18°6′0″E / 40.13333°N 18.1°E / 40.13333; 18.1 (Seclì)Coordinate: 40°8′0″N 18°6′0″E / 40.13333°N 18.1°E / 40.13333; 18.1 (Seclì)
Altitudine 76 m s.l.m.
Superficie 8,65 km²
Abitanti 1 943[1] (30-09-2011)
Densità 224,62 ab./km²
Comuni confinanti Aradeo, Galatina, Galatone, Neviano
Altre informazioni
Cod. postale 73050
Prefisso 0836
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075074
Cod. catastale I559
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti seclioti
Patrono san Paolo apostolo, san Antonio da Padova
Giorno festivo 25 gennaio, 13 giugno
Localizzazione
Seclì è posizionata in Italia
Seclì
Posizione del comune di Seclì all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Seclì all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Seclì è un comune italiano di 1.943 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

È posto nel versante occidentale del Salento, a circa 28 km dal capoluogo provinciale in direzione sud-ovest e a 12 km dal mare Ionio.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Territorio

Il comune di Seclì, che si estende su una superficie di 8,65 km², sorge sulle propaggini settentrionali delle Serre salentine ed è compreso tra i 62 e i 118 metri sul livello del mare. Il centro è situato tra le Serre di Cutrofiano e le Serre dei Campi Latini a 76 metri s.l.m. L'agro di Seclì è coltivato principalmente ad uliveto e a vigneto.

Confina a nord e a ovest con il comune di Galatone, a nord con il comune di Galatina, a est con il comune di Aradeo, a sud con il comune di Neviano.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Seclì rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[3].


Seclì Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Diverse sono le ipotesi circa la derivazione dell'etimologia. Una tesi ne fa derivare l'etimo dalla parola latina seculum, una moneta di epoca romana. Potrebbe inoltre derivare da Sicli, parola ebraica che indica un'antica unità monetaria in uso già al tempo di Cristo. Questa ipotesi potrebbe essere confermata dalla presenza di una piccola colonia ebraica vissuta a Seclì fin dal XII secolo. Secondo Antonio De Ferrariis (detto il Galateo), Seclì deriverebbe invece dal verbo secludo (separare) o dall'aggettivo seclusus (separato) con riferimento alla vittoria di Galatone sul casale di Fulcignano i cui profughi, separandosi, fondarono nuovi centri urbani.

Sulle origini di Seclì sono state avanzate diverse ipotesi, ma nessuna può essere ritenuta quella certa a causa della mancanza di documentazione. Alcuni studiosi fanno risalire le sue origini ai tempi della guerra tra truppe romane e Pirro. Seclì sarebbe stato in questo caso un luogo di accampamento scelto dai romani. Secondo l'umanista Antonio De Ferrariis, detto il Galateo, il paese è stato fondato da alcuni fuggiaschi del casale di Fulcignano che, persa la battaglia con Galatone, si rifugiarono nelle campagne circostanti fondando nuovi centri.
Il De Rossi crede invece che Seclì avrebbe avuto origine in epoca normanna. A questo periodo risale la prima documentazione storica e da questa si evince che faceva parte della Contea di Lecce, e che nel 1192, re Tancredi d'Altavilla concesse il feudo a Filippo de Ranna (o Filippo de Persona) con il titolo di barone. Nel corso del XIV e XV secolo la proprietà del feudo passò ai Brienne, ai d'Enghien e agli Orsini Del Balzo. Nel 1484, con l'occupazione della flotta veneziana di Gallipoli, Seclì fu invasa dai veneziani. Nella prima metà del Cinquecento si susseguirono i De Persona, i Del Dolce e i Caracciolo. Nel 1550 divenne feudataria di Seclì, con il titolo ducale, la nobile famiglia spagnola dei D'Amato giunta in Italia al seguito degli aragonesi. Nel 1686 passò ai Sanseverino, nel 1796 ai baroni Rossi, signori di Caprarica di Lecce, ed infine nell'Ottocento ai Papaleo.
Nel 1861, con l'Unità d'Italia e con la nascita del Regno d'Italia, Seclì divenne un comune della provincia di Terra d'Otranto. Nel 1930 fu annesso al Comune di Aradeo, divenendone una frazione. Riacquisì l'autonomia amministrativa nel 1948.

[modifica] Simboli

Seclì-Stemma.png

Profilo araldico dello stemma:

« D'argento, caricato da ventiquattro olive di nero ordinate in fascia 2,4,6,6,6, accompagnate in punta da una biscia di colore verde. Ornamenti esteriori da Comune. »
(DPR 25 maggio 1977)

Profilo araldico del gonfalone:

« Drappo partito di bianco e di verde riccamente ornato d'argento e caricato dello stemma sopra descritto, con la iscrizione centrata in argento "COMUNE DI SECLI'" Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta verticale sara' ricoperta di velluto dei colori del drappo alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sara' rappresentato lo stemma del comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. »

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

L'edificio attuale, composto da navata principale e navatella laterale, sorge sull'antica chiesa dell'XI-XII secolo. Della primitiva costruzione si conservano ancora due archi contigui al muro esterno del coro e, all'interno alcune volte a vela con capitelli in stile romanico a foglie stilizzate.
L'edificio fu ricostruito nel XVI secolo, come si evince dalla facciata di stampo rinascimentale, caratterizzata da un semplice schema geometrico, che concentra tutta la sua ricchezza ornamentale nell'asse centrale portale-rosone e nel sovrapposto cornicione a beccatelli, da cui si sviluppa il fastigio superiore mistilineo, che inquadra al centro un arco a tutto sesto. Nel corso del XVIII secolo, l'edificio ha subito nuove modifiche: a quest'epoca risalgono la realizzazione delle decorazioni in stucco di stile barocco che decorano l'interno e la trasformazione dell'altare maggiore e di quello dedicato a San Paolo (1791), nella seconda cappella a sinistra. Altri interventi si sono avuti, infine, nel corso del XIX secolo: al 1855 risale la demolizione dell'antico soffitto in legno, decorato al centro da un quadro della Madonna delle Grazie e la sua sostituzione con un solaio in muratura; al 1885 la trasformazione del preesistente altare della Madonna del Rosario, nella prima cappella a sinistra, con un nuovo altare decorato con intarsi di marmi policromi. Un tempo l'altare custodiva un dipinto con la Madonna del Rosario, realizzato dal pittore gallipolino Catalano prima del 1578. Altri due altari custodivano pregevoli dipinti, datati anch'essi al XVI secolo: sul primo altare a destra della navata principale era collocato un Cristo in Gloria; sul secondo altare a destra si trovava quello della Madonna con Bambino e anime purganti. Tutti e tre i dipinti sono attualmente collocati nella nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie. Al 1573 risale il fonte battesimale in pietra scolpita. Attualmente la chiesa è chiusa al culto.

[modifica] Chiesa e convento di Sant'Antonio da Padova

Chiesa di Sant'Antonio da Padova

La chiesa e il convento di Sant'Antonio da Padova furono edificati a partire dal 1587 per volontà dei duchi Guido D'Amato e Giulia Spinelli. La chiesa, originariamente intitolata a Santa Maria degli Angeli, venne officiata, fino alla soppressione degli ordini religiosi (1866), dai Frati Minori Osservanti che abitavano l'attiguo convento.
La chiesa fu pesantemente ristrutturata intorno al 1960 e in quell'occasione furono abbattuti sei dei nove altari presenti, fu rifatto l'altare maggiore e sostituito il pavimento maiolicato. Inoltre per completare il pagamento dei lavori furono venduti molti arredi e alcune antiche tele.
Il convento, costituito da due piani, si distribuisce attorno al chiostro quadrangolare che custodisce una cisterna ottagonale al centro. Il chiostro è circondato da un portico con volte a crociera nel quale sono raffigurate scene di vita francescana. Al piano terra si trovano gli ambienti destinati all'uso diurno mentre al primo piano sono ubicate le celle, la foresteria e una grande sala utilizzata per le riunioni comunitarie. Il convento, dopo l'allontanamento dei frati, fu acquistato dal signor Vito Anghelè e trasformato in frantoio e deposito. Oggi è di proprietà del Comune.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Palazzo Ducale

Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale venne edificato nella seconda metà del XVI secolo dalla famiglia feudataria dei D'Amato sul luogo di un preesistente fortilizio difensivo. Fu ristrutturato nel corso del Settecento in seguito ai danni subiti a causa del terremoto del 20 febbraio 1743.
La dimora gentilizia si sviluppa su due piani con un piccolo cortile interno. Il piano inferiore è caratterizzato da ampi locali utilizzati come magazzini, stalle e dispense per la conservazione dei prodotti. È presente anche una piccola cappella. Da una scalinata settecentesca posta nel cortile si accede al piano superiore, adibito a residenza dei feudatari. Le stanze del piano nobile sono interessate da pregevoli affreschi. Di particolare rilievo è la cosiddetta stanza degli uomini illustri nella quale sono conservati i busti di alcuni imperatori romani: Giulio Cesare, Ottaviano, Tiberio, Nerone, Tito e Vespasiano. Fra gli imperatori romani vi è anche la figura di Carlo II d'Angiò, la cui presenza si giustifica col fatto che la famiglia D'Amato, di origine spagnola, era giunta in Italia al suo seguito. Nella sala con volta a schifo lunettata, sono rappresentati i cinque duchi D'Amato che si sono succeduti nel possesso del piccolo feudo; Sigismondo, Guido, Ottavio, Francesco e Antonio. Esternamente, caratterizza l'edificio, una singolare loggia angolare costituita da due arcate ogivali, oggi murate.
Il palazzo, acquistato nel 1998, è di proprietà dalla locale amministrazione comunale.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2009 a Seclì risultano residenti 5 cittadini stranieri. Le nazionalità presenti sono:[5]

Diffusione del dialetto Salentino

[modifica] Lingue e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Seclì è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

Nel comune di Seclì hanno sede una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di 1º grado appartenenti all'Istituto Comprensivo Statale di Aradeo.

[modifica] Personalità legate a Seclì

[modifica] Eventi

  • Festa di San Paolo - 25 gennaio (in ricordo della festa della Conversione)
  • Festa di Sant'Antonio da Padova - 13 giugno (festa liturgica) e 30/31 luglio, 1 agosto (festa civile)
  • Sagra te la carne te cavaddhu - agosto

[modifica] Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia.

La realtà economica di Seclì è stata caratterizzata, da secoli, dalla commercializzazione e dal consumo delle carni di cavallo. Importante è per l'economia locale l'agricoltura e l'allevamento, ai quali si affiancano attività commerciali del settore dell'arredamento e dell'edilizia. Nell'area al confine con il comune di Neviano si sviluppa la zona industriale del paese.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: SP42 Seclì-Neviano-Collepasso, SP50 Sannicola-Aradeo intersezione con SP42, SP363 Galatone-Seclì-Aradeo.

[modifica] Ferrovie

Nel comune è presenta una stazione ferroviaria Seclì-Neviano-Aradeo posta lungo la linea Novoli-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

[modifica] Aeroporti

Gli aeroporti civili più vicini sono:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Luigi Fernando Negro (lista civica) dal 08/06/2009

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Dato Istat al 30/09/2011
  3. ^ Valori climatici del Salento meridionale
  4. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  5. ^ Dati Istat
  6. ^ Suor Chiara D'Amato

[modifica] Bibliografia

  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto - Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008
  • Dal castello al palazzo baronale. Residenze nobiliari del Salento dal XVI al XVIII secolo - Congedo, 2008
  • Rossana Carpentieri, Il Palazzo Ducale D'Amato - Amministrazione Comunale di Seclì, 2003

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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