Lingua messapica

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Messapico
Parlato in Apulia
Periodo V-I secolo a.C.
Classifica estinta
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Illirico
  Messapico
Codici di classificazione
ISO 639-3 cms  (EN)

La lingua messapica era la lingua parlata dai Messapi, un'antica popolazione illirica od anatolica stanziata nell'Apulia meridionale.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

La lingua, di origine indoeuropea, era utilizzata nell'Italia sud-orientale oltre che dai Messapi, anche dagli Iapigi e dai Peucezi[senza fonte]. Dell'idioma rimangono oggi circa oltre cinquecento iscrizioni (la maggior parte nomi di località o di persona) databili dal VI al I secolo a.C.

Il messapico potrebbe avere affinità con la lingua illirica, tipica della sponda opposta del Mar Adriatico. L'ipotesi del legame tra messapico ed illirico è basata principalmente su nomi di persone trovati su iscrizioni tombali o su riferimenti di scrittori classici.

La lingua messapica decadde sino ad estinguersi dopo che il Salento fu conquistato dai Romani, che vi introdussero il latino.

Alfabeto[modifica | modifica wikitesto]

I messapi utilizzavano per le loro iscrizioni un alfabeto greco, più propriamente laconico, certamente importato dai vicini greci di Taranto. Tra le caratteristiche di questo alfabeto si registra la totale assenza della vocale "u" e la presenza del segno del tridente che "indica il suono di passaggio (non fonema) fricativo tra la vocale e lo jod successivo" [1].

Alcune caratteristiche fonetiche[modifica | modifica wikitesto]

Alcune caratteristiche fonetiche del linguaggio possono essere considerate quasi certe:

  • il cambio del Proto-Indo-Europeo PIE o breve -ǒ- in -ǎ- (come nell'ultima sillaba del genitivo kalatoras)
  • del finale -m in -n (come in aran)
  • di -ni- in -nn- (come nel nome messapico Dazohonnes verso l'illirico Dazonius; il genitivo Messapico Dazohonnihi verso il genitivo illirico Dasonii, etc.)
  • di -ti- in -tth- (come nel prenome messapico Dazetthes verso l'illirico Dazetius; il genitivo Messapico Dazetthihi verso il genitivo illirico Dazetii; da una radice comune Dazet- sia in Illirico che in Messapico)
  • di -si- in -ss- (come nel Messapico Vallasso invece di Vallasio, derivato dal nome breve Valla)
  • la perdita della finale d (come in tepise), e probabilmente del finale t (come in -des, che forse significa "mettere", dal PIE *dhe-, "mettere")
  • il cambio delle aspirate in PIE nelle consonanti: PIE *dh- o *-dh- in d- o -d- (messapico anda PIE *en-dha- PIE *en-, "in"; confronta il Greco entha) e PIE *bh- o *-bh- in b- o -b- (messapico beran PIE *bher-, "tenere")
  • -au- prima (di alcune) consonanti diventa -ā-: Bāsta, da Bausta
  • la forma penkaheh deriva dal Proto-Indo-Europeo numerico *penkwe-, "cinque".
Iscrizioni

Pochissime iscrizioni messapiche sono state decifrate. In particolare il Corpus Inscriptionum Messapicarum 149 è stata trovata a Vaste e ha avuto la seguente interpretazione da parte di Ciro Santoro[2]:

(messapico)

« Klohi Zis Thotoria Marta pido vastei Basta veinan aran

  • in daranthoa vasti Staboos Xohedonas Daxtassi Vaanetos
  • inthi trigonoxoa Staboos Xohetthihi Dazimaihi beiliihi
  • inthi rexxorixoa Kazareihi Xohetthihi Toeihithi Dazohonnihi
  • inthi vastima Daxtas Kratheheihi
  • inthi ardannoa Poxxonnihi Aimarnaihi »
(IT)

« Ascolta Zeus! Io, Thotoria Marta cedo alla città di Vaste il mio terreno con garanzia (data)

  • nel Senato della città da Stabuas Xonedon (e) Dazet Vaanet
  • nel collegio dei mercanti da Stabuas Xonetves figlio di Dazimas
  • nel governo da Kazares Xonetves (e) Otves Dazohonnes
  • nell'assemblea cittadina da Dastas Kravehenes
  • ed in quella dei contadini da Poxxonnes Aimarnas »
(Corpus Inscriptionum Messapicarum 149)

Di un'altra iscrizione Messapica ritrovata nella Grotta della Poesia, Melendugno, una traduzione è stata tentata dalla Cornell University:

(messapico)

« Klauhi Zis

  • Dekias Artahias
  • Thautouri andirahho
  • daus apistathi vinaihi »
(IT)

« Ascolta Zeus,

  • Dekias Artahias
  • che va al dio degli inferi Thaotor
  • ... ... »
(Iscrizione della Grotta della Poesia)

Infatti “Klauhi” come “Klohi” in altre iscrizioni simili significherebbe “ascolta” (da *kleu- ascoltare) e “Zis” è l’equivalente messapico di Zeus. Dekias è il nome (come il latino Decio) mentre Artahias è un genitivo patronimico con il suffisso –as. Thautori è il dio degli inferi con l’aggettivo andirahho (da *ndher- sotto).

Una dedica in lingua messapica da Ceglie Messapica (C. De Simone, Gli studi recenti sulla lingua messapica, in Italia omnium terrarum parens, Milano 1989, p. 657)

(messapico)

« Ana Aprodita Lahona Theoto-

  • ridda Hipaka Theotoridda Th
  • aotoras Keosorrihi biliva »
(IT)

« Alla dea Afrodite Lahona da parte di

  • Theotoridda e di Hipaka. Theotoridda
  • figlia di Thaotor Keosorres. »
(Iscrizione votiva da Ceglie M.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De Simone 1964
  2. ^ Vittorio Zacchino, Lecce e Terra d'Otranto - De situ Iapigiae

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Ribezzo, La lingua degli antichi Messapii, A. Tessitore e C., Napoli 1907; (rist. anastatica a cura di Maria Teresa Laporta con prefazione di Ciro Santoro, Congedo, Galatina 1994. ISBN 88-8086-069-0)
  • Francesco Ribezzo, Nuove ricerche per il Corpus inscriptionum Messapicarum, Reale Accademia d'Italia, Roma 1944
  • Vittore Pisani, Le lingue dell'Italia antica oltre il Latino (= Manuale storico della lingua latina, 4), Rosenberg & Sellier, Torino 1953
  • Oronzo Parlangeli, Studi messapici: iscrizioni, lessico, glosse e indici, Milano 1960
  • Oronzo Parlangeli, Le iscrizioni messapiche, Messina 1960
  • Otto Haas, Messapische Studien: Inschriften mit Kommentar, Skizze einer Laut- und Formenlehre, Carl Winter Universitatsverlag, Heidelberg 1962
  • Hans Krahe, Die Sprache der Illyrier, vol.1: Die Quellen, vol.2: Die messapischen Inscriften (con Carlo De Simone e Jürgen Untermann), Wiesbaden 1964.
  • Francesco Ribezzo, Corpus Inscriptionum Messapicarum, a cura e con introduzione di Ciro Santoro; premessa di Mauro Spagnoletti, Bari 1978
  • Roberto Giacomelli, I grecismi del messapico, Brescia 1979
  • Ciro Santoro, Nuovi studi messapici. 2 voll.: 1. Epigrafi; 2. Lessico, Congedo, Galatina 1982-1983
  • Carlo De Simone, Iscrizioni messapiche della Grotta della Poesia (Melendugno, Lecce), in «Annali della Scuola Normale Sup. di Pisa», serie III, vol. XVIII, 2, 1988, pp. 325-414.
  • Carlo De Simone, La lingua messapica, in Salento Porta d'Italia, Atti del Convegno Internazionale (Lecce 27-30 novembre 1986), Galatina 1989.
  • Carlo De Simone, Gli studi recenti sulla lingua messapica, in Italia omnium terrarum parens, Milano 1989, pp. 650-660

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