Mare Adriatico

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Mare Adriatico
Parte di Mare Mediterraneo
Stati bandiera Italia
bandiera Slovenia
bandiera Croazia
bandiera Bosnia-Erzegovina
bandiera Montenegro
bandiera Albania
Coordinate 42°53′08″N 15°30′19″E / 42.885625°N 15.50537°E / 42.885625; 15.50537Coordinate: 42°53′08″N 15°30′19″E / 42.885625°N 15.50537°E / 42.885625; 15.50537
Dimensioni
Superficie 132.000 km²
Lunghezza 800 km
Larghezza 150 km
Profondità massima 1222 m
Idrografia
Immissari principali Po, Adige, Isonzo, Tagliamento, Brenta, Piave, Reno, Narenta, Metauro, Aterno-Pescara
Salinità 3,8%
Mare Adriatico.jpg

Il mare Adriatico (in albanese Deti Adriatik; in bosniaco e croato Jadransko more; in montenegrino Jadransko more o Јадранско море; in sloveno Jadransko morje) è l'articolazione del mar Mediterraneo situata tra la penisola italiana e la penisola balcanica. Bagna sei Paesi: Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Albania.

Nel periodo pre-classico l'Adriatico era considerato un'articolazione dello Ionio; venne considerato un mare a sé stante a partire dal periodo repubblicano romano. Nel Medioevo i Veneziani chiamavano l'intero Adriatico con il nome di golfo di Venezia e, dal momento che la Serenissima era una delle potenze maggiori d'Europa, tale denominazione si diffuse molto, senza poter però mai soppiantare il nome originale, al quale rimasero fedeli i pochi porti adriatici che Venezia non riuscì a sottomettere. Nei codici marittimi veneziani era addirittura chiamato "il nostro canal", quasi fosse la continuazione del Canal Grande.

È lungo circa 800 km e largo mediamente 150 km, ricoprendo una superficie di 132.000 km². La profondità non supera i 300 m nella parte settentrionale e raggiunge i 1222 m più a sud, lungo la direttrice da Bari alle bocche di Cattaro. La salinità media è del 3,8%, con forti differenze tra il nord, meno salino, e il sud. I principali corsi d'acqua che sfociano nel mar Adriatico sono il Po, l'Adige, l'Isonzo, il Tagliamento, il Brenta, il Piave, il Reno, la Narenta, il Metauro, l'Aterno-Pescara. In generale, i fiumi del nord, alimentati dai ghiacciai alpini, hanno un regime più regolare nel corso dell'anno, mentre quelli centro-meridionali presentano un carattere torrentizio. L'ampiezza di marea è abbastanza contenuta (circa 30 cm al sud e non oltre i 90 nell'estremità settentrionali): ciò ha permesso sin dall'antichità la fondazione, lungo la bassa costa settentrionale, di centri abitati come Aquileia, Chioggia, Grado, Venezia, famosa in tutto il mondo per il fenomeno dell'acqua alta che periodicamente ne sommerge di qualche decina di centimetri molte aree, e Ravenna. Porti principali in Italia sono Ravenna, Trieste, Venezia, Pescara, Ancona, Bari e Giulianova; in Slovenia il solo porto di Capodistria; in Croazia Pola, Fiume, Zara, Sebenico, Spalato e Ragusa; la Bosnia-Erzegovina si serve del porto croato di Porto Tolero (in croato: Ploče); in Montenegro Antivari; in Albania Durazzo e Valona.

Indice

[modifica] Etimologia

Il nome Adriatico, secondo alcuni storici[senza fonte], deriva da quello della città di Atri (anticamente Hadria e poi Hatria), trimillenaria città d'arte abruzzese, dato che per i Romani era punto di arrivo di uno dei principali itinerari tra Roma e l'Adriatico. Secondo altri storici, invece, Adriatico deriva da Adria, in provincia di Rovigo, in Veneto. In effetti per i Greci tale città, che i siracusani trasformarono in una loro colonia, era considerata l'estremità settentrionale dell'Adriatico, il cui nome verrebbe così a significare "mare che termina ad Adria". Altra ipotesi vuole che il nome derivi da Jader, antico nome della città di Zara. Secondo la prima ipotesi, i greci diedero il nome di Adrias Kolpos inizialmente alla parte settentrionale del mare, poi gradualmente il nome venne esteso per tutta la sua lunghezza, fino alle isole Ionie. Quando i Romani conquistarono il Nord Italia, alla fine del III secolo a.C., il nome si era già consolidato.

[modifica] Miti e leggende

Le coste del mare Adriatico sono teatro di racconti di storie passate di grande fascino, anche se per alcune di queste non esistono testimonianze documentate e certe. Una delle leggende più conosciute è quella legata agli Argonauti. Ambientata a Pola (Pula) in Croazia, narra della storia della nave dei sudditi del re di Colchide che, partiti alla ricerca del Vello d'oro, si sarebbero fermati sulle coste dell'Adriatico[1] per paura di dover comunicare al sovrano il fallimento della loro missione e la morte di suo figlio Giasone.

Sempre dall'altra parte dell'Adriatico, lungo le coste della Penisola Istriana, si racconta la storia dell'arcipelago delle isole Brioni, dove sono stati ritrovati resti dei dinosauri che hanno abitato queste terre 150 milioni di anni fa. Secondo la leggenda[senza fonte], questo arcipelago nacque per mano degli angeli: le isole sarebbero infatti alcuni pezzi di Paradiso che il Diavolo aveva sparpagliato.

Secondo lo studioso Graves, anche la storia di Circe potrebbe essere ricondotta al mare Adriatico, collocando la casa della maga lungo la foce del Po o in Istria.

Lungo le coste dell'Adriatico avrebbero poi navigato anche i Pelasgi. Naturalmente non ci sono notizie certe al riguardo, ma ad esempio Silio Italico racconta la risalita di questa popolazione di navigatori lungo la costa e il loro insediamento sul colle dell'Annunziata (conosciuto anche con il nome di colle Pelasgico) ad Ascoli Piceno, nelle Marche. Un po' più a nord, nel ravennate, anche Strabone identifica delle colonie pelasgiche, accostandole a quelle di Caere (Cerveteri) e di Pyrgi lungo il Tirreno.

[modifica] Confine con il mar Ionio

Confini convenzionali fra mar Ionio e mar Adriatico.

Il Mar Adriatico è collegato al mar Ionio tramite il Canale d'Otranto, ossia lo stretto di mare fra punta Palascia, nel Salento, e capo Linguetta in Albania (linea A in figura). Questa linea di demarcazione viene spostata più a sud da alcune convenzioni nautiche, che per esigenze di semplicità seguono la linea dei paralleli. In particolare:

L'Organizzazione idrografica internazionale fa sostanzialmente propria quest'ultima definizione, ponendo il limite meridionale dell'Adriatico lungo la linea immaginaria che va da punta Mèliso a capo Cefalo (39°45′7.31″N 19°37′45.5″E / 39.7520306°N 19.629306°E / 39.7520306; 19.629306) sull'isola di Corfù[2]. In questo modo, la costa settentrionale dell'isola di Corfù e le isole Diapontie sarebbero quindi bagnate dal mar Adriatico.

[modifica] Golfi, insenature e promontori

Immagine satellitare dell'Adriatico.

Il mar Adriatico è articolato in numerosi seni, soprattutto nel suo settore orientale e settentrionale. Le principali articolazioni nel settore tra Punta Palascia e Pola sono:

Tra Pola e Capo Linguetta la costa si presenta articolatissima, tra canali, golfi, promontori; segnaliamo i principali:

La costa occidentale si presenta bassa e sabbiosa in quasi tutta la sua lunghezza, eccetto il promontorio del Gargano, il promontorio del Conero e il promontorio del San Bartolo, mentre quella orientale è rocciosa, ricca di insenature, isole e penisole, come l'Istria e la Dalmazia. Le principali isole del mare Adriatico (tutte in territorio croato) sono:

In territorio italiano sono da ricordare le isole Tremiti.

[modifica] Porti

Si affacciano sul mar Adriatico numerose città con rilevanti attività portuali ed economie collegate allo sfruttamento del mare.

In senso orario,

In Puglia Otranto, Monopoli, Polignano a Mare, Mola di Bari, Giovinazzo, Molfetta, Bisceglie, Trani, Barletta, Manfredonia.

In Molise: Termoli.

In Abruzzo: Vasto, Ortona, Giulianova.

Nelle Marche: San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche, Senigallia, Fano, Pesaro.

In Emilia-Romagna: Porto Garibaldi, Marina di Ravenna, Cattolica, Rimini,

In Veneto: Chioggia, Jesolo, Caorle.

In Friuli - Venezia Giulia: Lignano Sabbiadoro, Grado, Monfalcone, Sistiana, Muggia.

  • in Slovenia:

Capodistria, Isola d'Istria, Pirano;

  • in Croazia:

Cittanova d'Istria, Parenzo, Rovigno, Pola, Abbazia, Fiume, Porto Re, Nona, Zara, Sebenico, Spalato, Macarsca, Ragusa;

  • in Bosnia Erzegovina:

Neum

  • in Montenegro:

Cattaro, Antivari, Dulcigno;

  • in Albania:

Durazzo, Valona, San Giovanni di Medua, Saranda

[modifica] Relitti subacquei

Alto Adriatico. Relitti Militari e Civili[3]:

  • Cacciatorpediniere "Quintino Sella"
  • Incrociatore "Amalfi"
  • Torpediniera "88S"
  • Torpediniera "5PN"
  • Sommergibile "Medusa"
  • Relitto "Sassi"
  • Mercantile "Vila"
  • Aereo "P-47 Thunderbolth"
  • Mercantile "VRMAC"
  • Matoponte "NIVIA"
  • Mercantile "EVDOKIA II"
  • Peschereccio "Ferreo"

Relitti antichi della laguna di Venezia[4]:

  • Relitto del "Mercure"
  • Rrelitti di San Marco in Boccalama
  • Relitto dei "Cannoni"
  • Relitto del "Vetro"
  • Brigantino
  • Relitto delle "Alghe"
  • Relitto delle "Ceppe"
  • Brigantino Hellmuth
  • Relitto dei mattoni

Relitti lungo la costa di Ravenna e Rimini:

[modifica] Note

  1. ^ Apollodoro, Libro I 9, 24
  2. ^ Limits of Oceans and Seas, 3rd edition. International Hydrographic Organization, 1953. URL consultato il 3 Aprile 2011.
  3. ^ [1]
  4. ^ [2]

[modifica] Bibliografia

  • Claudio Zaccaria (a cura di), Strutture portuali e rotte marittime nell'Adriatico di età romana, Atti della XXIX Settimana di Studi Aquileiesi, 20-23 maggio 1998, Trieste, Centro di Antichità Altoadriatiche, 2001.
  • Eugenio Turri, Daniela Zumiani (a cura di), Adriatico mare d'Europa. L'economia e la storia, Cinisello Balsamo, Pizzi, 2001.
  • Rosario Pavia, Matteo di Venosa, La pianificazione delle aree portuali: i porti delle città adriatiche, in Urbanistica, LII, 2000, n. 115, pp. 60–74.
  • Giovanni Murialdo, Alto-Adriatico e alto-Tirreno nel mondo mediterraneo: due mari a confronto tra VI e X secolo, in La circolazione delle ceramiche nell'Adriatico tra tarda antichità e altomedioevo, a cura di S. Gelichi e C. Negrello, Mantova 2007, pp. 9–29.
  • Camillo Tonini, Sulla rotta dei pellegrini: carte nautiche, portolani e isolari dalle collezioni del Museo Correr, in La Dalmazia nelle relazioni di viaggiatori e pellegrini da Venezia tra Quattro e Seicento, Atti del convegno, Roma Accademia Nazionale dei Lincei, 22-23 maggio 2007, a cura di S. Graciotti, Roma, Bardi, 2009, pp. 21–44.
  • Luigi Tomaz, In Adriatico nel secondo millennio, Presentazione di Arnaldo Mauri, Think ADV, Conselve, 2010.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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