Corsaro

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Il corsaro era una persona al servizio di un governo, cui cedeva parte degli utili, ottenendo in cambio lo status di combattente (lettera di corsa) e la bandiera (il che lo autorizzava a rapinare solo navi mercantili nemiche, e ad uccidere persone ma solo in combattimento).

Una nave privata, armata e dotata di capitano ed equipaggio, che operasse con una lettera di corsa (talvolta intestata all'armatore, che restava a terra), era chiamata una nave corsara. Circa gli uomini coinvolti, alcuni studiosi li hanno espressivamente definiti "mercenari di marina".[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante le due guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Sia durante la prima che la seconda guerra mondiale navi militari tedesche compirono azioni contro il naviglio mercantile delle nazioni considerate nemiche. Pur essendo attività inquadrate nella marina ufficiale, venne usato il termine di corsaro.

In alcuni casi si trattava sia di navi originariamente mercantili, poi armate, che potevano passare per la loro sagoma inosservate, sia di navi dall'origine militari: particolarmente famose furono la SMS Emden e la SMS Möwe e, nelle prime fasi della seconda guerra mondiale, si distinse la corazzata tascabile Admiral Graf Spee.

Nel parlare comune, un corsaro agisce al di fuori delle regole, ma non solo per il proprio interesse, in quanto opera per conto di chi rappresenta un'autorità e quindi con una legittimazione da parte di una autorità sovrana (differentemente dal pirata)

Autorizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lettera di corsa.

In origine la "lettera di corsa" era un'autorizzazione del sovrano, concessa al proprietario di un mercantile, con la quale si prevedeva che, nel caso in cui la nave o il carico andassero rubati o distrutti, il mercante potesse reagire attaccando a sua volta il nemico per rifarsi delle perdite.

In un secondo momento i governi si resero conto che questo poteva essere un mezzo efficace per contrastare i commerci delle potenze rivali in tempo di guerra. Molte navi corsare furono armate da società private.

Corsari famosi[modifica | modifica wikitesto]

Famosi furono i corsari inglesi (sir) Francis Drake ed Henry Morgan che, rispettivamente, sul finire dei secoli XVI e XVII, assaltavano i porti spagnoli nelle Americhe e attaccavano i galeoni carichi di oro ed argento diretti verso la Spagna.

In Francia, sono famosi i corsari della città bretone di Saint-Malo come René Duguay-Trouin o Robert Surcouf che catturavano navi inglesi e olandesi più grandi con le loro piccole e agili imbarcazioni. Saint-Malo diventò, dal Seicento in poi, un vero e proprio bastione corsaro, il che fece la ricchezza della città e suscitò vari attacchi infruttuosi al porto da parte della marina britannicha. I corsari di Saint-Malo erano protetti dal re di Francia e spesso finivano la loro carriera come ammiragli nella marina reale.

Corsari italiani furono, propriamente Giuseppe Bavastro, mentre anche l'ammiraglio Andrea Doria fu considerato tale, e soprannominato appunto "il Corsaro", esattamente come gli ottomani Khayr al-Din Barbarossa o Kurtoğlu Muslihiddin Reis, malgrado fossero diventati regolari ammiragli della marina da guerra d'Istanbul.

Durante la Guerra dei Farrapos anche Giuseppe Garibaldi praticò la "guerra di corsa", ottenendo regolare "lettera patente di corsa" da parte della Repubblica Riograndense.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]