Istanbul

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Istanbul
İstanbul
Panorama di Istanbul
Stato: bandiera Turchia
Regione: Mar di Marmara
Provincia: İstanbul
Distretto :
Coordinate: 41°01′″N 28°58′″E / <span class="geo-dec geo" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per Errore nell'espressione: operatore / inatteso Errore nell'espressione: operatore / inatteso">Errore nell'espressione: operatore / inatteso, Errore nell'espressione: operatore / inattesoCoordinate: 41°01′″N 28°58′″E / <span class="geo-dec geo" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per Errore nell'espressione: operatore / inatteso Errore nell'espressione: operatore / inatteso">Errore nell'espressione: operatore / inatteso, Errore nell'espressione: operatore / inatteso
Superficie: 5.538,77 km²
Abitanti : 12.573.836  (2007)
Densità: 2.270,1 ab./km²
CAP: 34010 a 34850 / 80000 ad 81800
Prefisso tel: (+90) 212 (Eur) / 216 (Asia)
Sindaco: Kadir Topbaş
Istanbul (Turchia)
Istanbul
Istanbul

Sito istituzionale

Istanbul (turco: İstanbul, pronuncia "Istànbul"; greco moderno Κωνσταντινούπολη, latino Constantinopolis) in Turchia è il capoluogo della provincia omonima. Con una popolazione di 12.573.836 abitanti[1] è il principale centro industriale e culturale del paese; il centro municipale (città propria) più popolosa in Europa[2] (la terza nel mondo),[3] e la seconda zona metropolitana più popolosa in Europa, dopo Mosca (la nona nel mondo).

Istanbul (Costantinopoli, l'antica Bisanzio) fu la città capitale dell'Impero Romano (330-395), dell'Impero Romano d'Oriente (Impero Bizantino) (395-1204 e 1261-1453), dell'Impero Latino (1204-1261) e dell'Impero Ottomano (1453-1922). Istanbul è stata anche dichiarata una delle capitali europee della cultura per il 2010. Sin dal 1985, i quartieri storici di Istanbul fanno parte della lista UNESCO dei patrimoni dell'umanità.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Visione generale

La sua ricchissima storia, che la vede alle origini città greca dal nome di Bisanzio (greco antico, Βυζάντιον), poi capitale dell'Impero Romano d'Oriente col nome di Costantinopoli (latino, Constantinopolis) e infine capitale dell'Impero Ottomano con il nome turco di İstanbul, ha lasciato notevoli testimonianze archeologiche e architettoniche che la rendono anche un centro turistico di rilevanza mondiale.

[modifica] Origine e varianti del nome (Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul)

Secondo un aneddoto il nome attuale deriva da una circostanza curiosa: quando i turchi alla conquista dell'Anatolia chiedevano ai greci dove fosse "la città" ricevevano come risposta, senza capirne il significato Isten polis, cioè "quella è la città", che finì per diventare il nome equivocato di Costantinopoli. Più probabilmente deriva da un'enfatizzazione della parola "città" per indicarla come la "città" per antonomasia, in analogia con la parola Urbe (o -in latino- "Urbs") con cui si indica Roma. Il nome Istanbul le venne dato ufficialmente solo attorno al 1930.

Il nome dell'odierna Istanbul comunque riflette, nel corso dei secoli, il succedersi delle civiltà che ne hanno segnato la storia. Fondata dai coloni greci di Megara, nel 667 a.C., viene chiamata originariamente Βυζάντιον (Byzántion) in onore del loro re Byzantas. Sarà dunque Byzantium in latino e successivamente Bisanzio in italiano.

Il nome greco di Κωνσταντινούπολις (Konstantinoupolis), da cui il latino Constantinopolis e l'italiano Costantinopoli, significa "Città di Costantino". Tale nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell'impero romano, l'11 maggio dell'anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questa denominazione non entrò mai nell'uso comune, sebbene ancora oggi la denominazione ufficiale secondo la Chiesa ortodossa e il Patriarcato Ecumenico sia "Costantinopoli Nuova Roma". Costantinopoli divenne successivamente la capitale dell'Impero Bizantino fino a quando, nel 1453, venne espugnata dai Turchi Ottomani.

Il nome "Istanbul" potrebbe derivare dalla frase greca medievale "εἰς τὴν Πόλιν" (da leggersi con la pronuncia "istimˈbolin"), oppure da quella in dialetto ionico "εἰς τὰν Πόλιν" (pron. "istamˈbolin"), che significa "alla Città" o "nella Città" [4]. In questo modo i Greci si riferivano alla Città delle Città, come Costantinopoli era conosciuta durante l'era bizantina e successivamente. Più probabilmente è una semplice corruzione del greco [Kon]stan[inou]pol dove "pol" è diventato "bul" come anche in altri adattamenti di nomi greci contenenti il termine "polis" e con l'aggiunta del prefisso "I-"; esempi sono le città di Smirne e di Nicea, diventate Izmir ed Iznik e Gelibolu, in greco Kallipolis. Il nome Stambul era di uso corrente nell'Ottocento.

La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati altri nomi: Neà Romè o "Nuova Roma" come si è detto, Polis o "La Città" (per eccellenza, come già Roma), Rūmiyya al-Kubrā ("la Maggior Roma" in arabo), Qostantiniyye (Costantinopoli in arabo), e in turco İslambol ("Centro dell'Islam"), perché fu sede, dal 1527 al 1924, del Califfato Islamico, Pây-i taht ("Il piede del trono" in persiano), Mikligardur ("Città grande" dei mercenari Vareghi (o Variaghi), cioè Vichinghi, che parlavano l'antico germanico norreno), Car(i)grad (cioè "Città degli Imperatori", in generale nelle lingue slave), Gostandnubolis (il suo nome in armeno).

Veduta panoramica del Corno d'Oro dalla Torre di Galata, edificato dai genovesi nel 1348

[modifica] Geografia

Panorama del Bosforo

L'attuale area urbana si estende su entrambe le sponde del Bosforo, lo stretto che divide l'Europa dall'Asia e unisce il Mar Nero al Mar di Marmara, e sul Mar di Marmara stesso. Il "Corno d'oro" è il nome del porto naturale su cui si affaccia il centro storico, sulla riva europea del Bosforo.

La città si trova sulla faglia sismica dell'Anatolia settentrionale. Recenti studi [2], prendendo in esame una serie di terremoti iniziata nel 1939 e proseguita nei successivi decenni, ritengono probabile che un evento sismico di notevoli proporzioni possa colpire Istanbul in un prossimo futuro.

La municipalità di Istanbul è divisa nei distretti di Adalar, Avcılar, Bağcılar, Bahçelievler, Bakırköy, Bayrampaşa, Beşiktaş, Beyoğlu, Büyükçekmece, Beykoz, Çatalca, Eminönü, Esenler, Fatih, Gaziosmanpaşa, Güngören, Kadıköy, Kâğıthane, Kartal, Küçükçekmece, Maltepe, Pendik, Sarıyer, Sultanbeyli, Sile, Şişli, Tuzla, Umraniye, Üsküdar e Zeytinburnu.

La città è servita dall'Aeroporto internazionale Atatürk e dall'Aeroporto internazionale Sabiha Gökçen

[modifica] Storia

[modifica] La Bisanzio greco-romana

Per approfondire, vedi la voce Bisanzio.

La fondazione di Bisanzio, da parte dei coloni greci di Megara, risale al 667 a.C. Grazie alla posizione di controllo sul Bosforo, la città si sviluppò in breve tempo tanto da diventare oggetto di contesa durante le guerre del Peloponneso.

Dopo essersi schierata con Pescennio Nigro contro il vittorioso Settimio Severo, la città fu assediata e largamente distrutta fra il 193 e il 195. Nel 196 Bisanzio entrò a far parte dell'impero romano e fu ricostruita dallo stesso Settimio Severo, divenuto Imperatore, riottenendo rapidamente la sua precedente prosperità.

[modifica] La Costantinopoli romano-bizantina

Per approfondire, vedi la voce Costantinopoli.

La posizione strategica di Bisanzio attrasse anche l'imperatore Costantino I che, l'11 maggio 330, la rifondò come "Nova Roma" (ma presto prese invece il nome di Costantinopoli), secondo la leggenda dopo un sogno profetico nel quale gli veniva indicato il posto dove stabilire la città. Costantino costruì un numero impressionante di palazzi, chiese, luoghi di divertimento, tra cui il famoso circo dove si svolgevano anche cerimonie e che vedrà sommosse e assemblee popolari. La città continuò a crescere anche dopo Costantino, nell'arco di un secolo furono costruite nuove mura che quasi raddoppiarono la superficie della città.
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la posizione strategica di Costantinopoli avrebbe continuato a giocare un ruolo importante come punto di passaggio fra due continenti (Europa e Asia), e successivamente un polo d'attrazione per l'Africa ed altri paesi dal punto di vista commerciale, culturale e diplomatico. Costantinopoli controllò per lungo tempo le rotte fra Asia ed Europa, così come il passaggio dal Mar Mediterraneo al Mar Nero.

A Costantinopoli nasce ciò che è considerato il fondamento del diritto romano, il Corpus Iuris Civilis, voluto da Giustiniano tra il 528 e il 565.

Durante il medioevo, Costantinopoli fu la più grande e ricca città d'Europa: si pensa che nel X secolo potesse avere fino a un milione di abitanti. La maggior basilica costantiniana,Hagia Sophia (Divina Sapienza), monumento di estrema rilevanza architettonica dedicato alla Divina Sapienza, da sempre centro religioso della città, diventa il centro della cristianità greco-ortodossa. Nonostante le aspre lotte interne per il potere e la scarsa autorità individuale dell'imperatore, l'oligarchia bizantina mantenne una stabile struttura politica durante i quasi mille anni dell'impero.

Dotata di un notevole impianto di fortificazioni, la città rimase per secoli inespugnata, fino al 1204, quando venne saccheggiata dagli eserciti della quarta crociata che instaurò per circa un secolo "L' impero latino". Per Costantinopoli era iniziato il suo declino. Il 29 maggio 1453, la città cadde in mano ai Turchi ottomani guidati da Maometto II il Conquistatore ( Fatih ), che ne fece la capitale dell'Impero Ottomano. La caduta di Costantinopoli, e quindi la fine dell'Impero Romano d'Oriente, è indicata talvolta come l'evento che convenzionalmente chiude il medioevo e inizia l'evo moderno.

[modifica] L'Istanbul ottomana e turca

Ponte del Bosforo (1973)

Sotto i sultani ottomani, Costantinopoli ritrovò un nuovo periodo di splendore, diventando sede de facto del califfato nel 1517, ma mantenendo la sede del Patriarcato Greco-Ortodosso (nonostante la forzata conversione della Basilica di Santa Sofia in moschea) e in generale il carattere cosmopolita che la caratterizzò nei secoli precedenti. Il XVI secolo segnò l'apice del potere ottomano. A questo secolo risale la costruzione delle più importanti moschee della città: Beyazit, Suleymaniye (la più grande moschea di Istanbul), Sultan Ahmet e Fatih.

L'impero ottomano, sconfitto durante la prima guerra mondiale, finì ufficialmente il 1° novembre 1922. Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara. In un primo tempo trascurata in favore della nuova capitale, Istanbul passò attraverso un periodo di grande trasformazione negli anni '50 e '60. Prima degli anni '60, in particolare, il governo di Adnan Menderes perseguì lo sviluppo economico del paese attraverso la costruzione di nuove strade e industrie. Anche nel centro storico, moderne pavimentazioni stradali rimpiazzarono l'acciottolato e una larga parte dei quartieri vecchi venne demolita.

Durante gli anni '70, la popolazione di Istanbul subì una rapida crescita in seguito alla forte immigrazione dall'Anatolia. Nuovi quartieri e zone industriali sorsero alla periferia della città e molti dei villaggi limitrofi vennero incorporati alla grande area metropolitana.

Istanbul è tuttora sede del Patriarcato di Costantinopoli, una delle antiche sedi apostoliche.

Ponte del Bosforo e lo skyline della parte europea di Istanbul, veduta dalla Collina di Çamlıca nella parte anatolica

[modifica] Religioni

[modifica] panorama generale

La città di Istanbul è abitata da diverse comunità religiose.La religione con più fedeli è l'Islam.Le minoranze includono:i greco - ortodossi,gli armeno - cattolici,i cattolici - levantini e gli ebrei sefarditi.Secondo un censimento del 2000,a Istanbul sono attive:2691 moschee,123 chiese,26 sinagoghe,109 cimiteri islamici e 57 non islamici.Alcuni distretti presentano un notevole concentramento di questi gruppi;Kumpaki è abitato da molti armeni,il distretto Balat ha una notevole popolazione ebraica,a Fener vi sono molti greci e alcuni quartieri nel Nisantasi e nel distretto Beyoglu hanno molti abitanti levantini.In alcuni quartieri,come nel Kuzguncuk,una chiesa armena è posta di fianco ad una sinagoga e dall'altra parte della strada una chiesa Greco - ortodossa è di fianco ad una moschea.

La sede del patriarcato di Costantinopoli,il leader spirituale dei greco - ortodossi,è localizzato nel distretto di Fener (Phanar).Istanbul è anche sede degli arcivescovadi della comunità Turco-Ortodossa e di quella armena e del Gran Rabbinato di Turchia.Numerosi posti riflettono il passaggio di antiche comunità,in particolare:Arnavutkloy (vilaggio albanese),Polonezkoy (villaggio polacco) e Yenibosna (Nuova Bosnia)

[modifica] islamici

interno della moschea di Sinan Pasha

I mussulmani sono il più grande gruppo religioso di Istanbul.In questa comunità i sunniti sono la maggioranza mentre un parte sono alevitici.Nel 2007 a Istanbul erano attive ben 2944 moschee.

Istanbul era anche la sede del Califfato Islamico tra il 1517 e il 1924,fino a quando il califfato venne sciolto e i poteri passati al parlamento turco.Il 2 settembre 1924 i Tekkes e i Tariktas furono banditi e le loro attività dichiarate incompatibili con la laicità della nuova repubblica di Turchia;in particolare con l'educazione laica e con il controllo laico dello stato sugli affari religiosi attraverso la Direzione degli Affari Religiosi.Molti fedeli del sufismo e di altre forme di Islam mistico praticarono clandestinamente la loro religione,reclutando ancora molti fedeli.Per superare questi divieti,che esistono ancora,i praticanti si presentano come "associazioni culturali".


[modifica] cristiani

interno della chiesa di san Giorgio sede del patriarca

La città è stata la sede del patriarcato ecumenico fin dal IV secolo d.c;e continua a essere la sede di altra chiese ortodosse come la Chiesa Turco-Ortodossa e il Patriarcato Armeno.Istanbul fu anche la sede della Chiesa Ortodossa Bulgara prima che venisse riconosciuta dalle altre chiese ortodosse.

La vita dei cristiani,soprattutto quella dei greci e degli armeni,cambiò in maniera molto significativa seguendo gli sviluppi della guerra che scoppiò tra loro e i turchi nel 1820 e che continuò per un secolo.Il conflitto raggiunse il culmine tra il 1912 e il 1922;durante le guerre balcaniche,la prima guerra mondiale e la Guerra d'indipendenza turca.Le comunità greche della città furono esentate dallo scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia del 1923.Furono comunque approvate una serie di restrizioni e di tasse speciali durante la seconda guerra mondiale e il Pogrom d'Istanbul causò la morte di 15 greci e l'incriminazione per altri 32;questo fece aumentare notevolmente l'emigrazione da Istanbul per la Grecia.Nel 1964 tutti i greci senza cittadinanza turca (circa 12.000)[5] furono deportati.Oggi le minoranze greche e armene vivono a Istanbul o nei suoi dintorni.Oggi i turchi armeni che vivono a Istanbul sono circa 45.000 [6] (senza includere i 40.000 lavoratori armeni che arrivarono dall'armenia dopo il 1991 e lavorano e vivono a Istanbul)[7].La comunità greca,che contava 150.000 persone nel 1924,si attesta sui 4000 cittadini.Vi sono anche 60.000 greci che vivono in grecia ma che continuano a mantenere la cittadinanza turca.I rapporti tra turchi e armeni non rimangono comunque facili,soprattutto perchè il governo turco non riconosce il genocidio degli armeni.Insieme ai cattolici levantini,che sono i discendenti degli europei (genovesi veneziani e francesi) che stabilirono degli avamposti a Istanbul durante il periodo bizantino e ottomano,esiste un piccolo numero di tedeschi del bosforo e di polacchi.

Per approfondire, vedi la voce Pogrom d'Istanbul.
Per approfondire, vedi la voce Scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia.
Per approfondire, vedi la voce Genocidio armeno.

[modifica] ebrei

sinagoga Neve Shalom
sinagoga ashkenazita

Gli ebrei sefarditi hanno vissuto nella città per oltre 500 anni.Essi lasciarono la penisola iberica durante l'inquisizione spagnola del 1492,quando dopo la caduta del Regno moresco di Andalusia furono costretti a convertirsi al cristianesimo oppure morire.Il sultano ottomano Bayezid II (1481 - 1512) inviò una flotta di notevole dimensioni comandata da Kemal Reis con l'ordine di salvare gli ebrei sefarditi.Più di 200.000 ebrei si diressero prima verso Tangeri,l'Algeria,Genova e Marsiglia per poi proseguire verso Salonicco e infine ad Istanbul.Il sultano diede la possibilità di rifugiarsi nell'impero ottomano a più di 93.000 ebrei spagnoli.Un'altra grande ondata di ebrei arrivò dal sud Italia che era sotto controllo spagnolo e quindi soggetto alle stesse leggi.La sinagoga italiana di Galata è frequentata dai discendenti di questi ebrei italiani.Vennero fondate delle sinagoghe che riportavano i nomi delle zone o delle città da cui gli ebrei italiani vennero cacciati,come Sicilia,Calabria,Otranto.Più di 20.000 ebrei sefarditi vivono ancora a Istanbul,20 sinagoghe sono attive,di queste la più importante è la Neve Shalom inaugurata nel 1951 nel quartiere Beyglou.Il Gran Rabbino Turco di Istanbul (adesso Ishak Haleva) dirige gli affari della comunità.Gli ebrei sefarditi e quelli italiani contribuirono molto ad aumentare la potenza dell'impero ottomano,introducendo nuove idee,tecniche e attività.La prima stampante Gutenberg fù introdotta dagli ebrei sefarditi nel 1493 che dimostrarono eccelenti qualità nella medicina,nel commercio e nelle attività bancarie.Accanto agli ebrei sefarditi esiste anche una comunità più piccola di Ashkenaziti che vivono in citta dal 19 secolo.Istanbul accolse anche gli ebrei ashkenaziti del centro ed est europeo perseguitati dai nazisti durante gli anni 30 e 40 del 900.

[modifica] Turismo

[modifica] Monumenti

[modifica] Chiese ed ex chiese

Porta dell'imperatore bizantino all'interno della Basilica di Santa Sofia

[modifica] Moschee

[modifica] Palazzi

Il Palazzo del Topkapı (1478) fu la residenza principale dei sultani ottomani fino al 19. secolo, quando il Palazzo Dolmabahçe, di stile eclettico (barocco, rococo e neoclassico) è diventato la nuova sede
Porta della Felicità nel Palazzo Topkapı

[modifica] Sport

A Istanbul lo sport più seguito è il calcio, le squadre più note della città sono Galatasaray, Beşiktaş e Fenerbahçe. A Istanbul è presente l'autodromo Otodrom che ospita i GP di Formula 1 e Moto GP. Anche la pallacanestro è molto seguita, le squadre di punta sono il Fenerbahçe Ülker, l'Efes Pilsen e il Galatasaray.

[modifica] Altro

[modifica] Musei

Tra i musei più importanti si segnala:

  • Museo Archeologico
  • Museo Atatürk
  • Museo Asiyan
  • Museo dei Tappeti e dei Kilim
  • Museo del Mosaico
  • Museo Militare
  • Museo di Arte Turca e Islamica
  • Museo della Letteratura Divan
  • Museo del Palazzo Topkapı
  • Museo Navale
  • Museo del Palazzo di Yıldız
  • Museo della Città

[modifica] Altri luoghi di interesse turistico

Fra i quartieri più noti di Istanbul vi sono:

  • Galata (il cui nome si dice derivi dalla parola greca "galà-ktòs", che vuol dire latte), l'antica colonia genovese sul Corno d'Oro, da cui prende il nome la squadra di calcio del Galatasaray;
  • Fener, uno dei quartieri più popolari dentro le mura, dove si concentrano i musulmani più osservanti, sede del Patriarcato Greco, e uno dei pochi luoghi dove si è conservata la vecchia Istanbul;
  • Beyoĝlu, al di là del Corno d'Oro, l'antica Pera, il cui tessuto urbanistico è prevalentemente Liberty;
  • Nişantaşı, anch'esso risalente alla fine dell'Ottocento, e che oggi è il quartiere più glamour della città;
  • Etiler, centro direzionale e residenziale di lusso;

Da non perdere una visita all'antico rito del hammam in uno dei diffusissimi bagni turchi della città.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Città gemellate

Europa

Americhe

[modifica] Cucina

Famoso in tutto il mondo è il Lokum, pasticcino creato a Istanbul a fine 1700.

[modifica] Note

  1. ^ [1] Censimento 2007, Dati del Tüik, Sito Ufficiale Turco
  2. ^ Wikipedia: Largest cities and metropolitan areas in Europe
  3. ^ Wikipedia: List of cities proper by population
  4. ^ "Dünden bugüne İstanbul ansiklopedisi" ("I Nomi di Istanbul"), volume 5, Ciltli, 1994
  5. ^ euborderconf.bham.ac.uk
  6. ^ todayszaman.com
  7. ^ armeni in Turchia
  8. ^ Città partner

[modifica] Bibliografia

  • Edmondo De Amicis, Costantinopoli, Torino 2007, ISBN 978-88-06-19047-7. Sei capitoli degli originali 17 pubblicati nel 1878, con un saggio introduttivo di Umberto Eco (Istanbul, Una e Trina) e uno di Luca Scarlini (Costantinopoli: un viaggio per libri e per mare).
  • Alexander P. Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, traduzione di Giovanna Arcetri, Bari: Laterza, 1995. Saggio sulla cultura bizantina tra il X e il XII secolo.
  • Philip Mansel, Costantinopoli - Splendore e declino della capitale dell'impero ottomano - 1453-1924, Mondadori, 1997
  • Orhan Pamuk, İstanbul: Hatıralar ve Şehir, Istanbul: Yapi Kredi Yayinlari, 2003. Tradotto in italiano Istanbul. I ricordi e la città, Torino: Einaudi, 2006. Una sorta di "guida" alla storia culturale e sociale della città attraverso le memorie di uno dei maggiori scrittori turchi contemporanei.
  • Cristobal de Villalon, Dal viaggio in Turchia, selezione e introduzione di Antonio Gasparetti, Bari: Edizioni Paoline, 1962. Selezione dal resoconto Viaje de Turquia pubblicato dal viaggiatore spagnolo Cristobal de Villalon nel 1557.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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