Pirateria

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La tipica bandiera pirata del XVIII secolo con sfondo nero, teschio e tibie incrociate è chiamata Jolly Roger. Prima di un abbordaggio veniva nascosta ed al suo posto issata una bandiera di identificazione diversa, sfruttando così l'effetto sorpresa.

Pirateria è il termine che indica l'attività di quei marinai denominati pirati che, abbandonando per scelta o per costrizione la precedente vita sui vascelli mercantili, abbordano, depredano o affondano le altre navi in alto mare, nei porti, sui fiumi e nelle insenature.

Diversi sono i termini con i quali sono indicati i pirati nel corso del tempo. Tra questi, bucanieri, derivato da Boucan, e filibustieri, derivato dal francese filibustirs (in inglese freebooter). Benché spesso accomunati ai pirati, i corsari erano invece combattenti al servizio di un governo che, in cambio di un'autorizzazione a rapinare navi mercantili nemiche (lettera di corsa, da qui corsari), incamerava parte del bottino. La differenza più evidente fra pirati e corsari era che questi ultimi, se catturati, soggiacevano alle norme previste dal diritto bellico marittimo, venendo imprigionati, al pari di un qualsiasi prigioniero di guerra, mentre i pirati catturati erano sommariamente giustiziati, in genere per impiccagione alla varea (estremità, parte terminale) del pennone di un fuso maggiore, al fine di fornire una tangibile prova della potenza della giustizia umana e fungere al contempo da salutare ammonimento per chi fosse tentato d'intraprendere una simile attività. Anche i marinai barbareschi, ossia delle regioni "barbaresche" (cioè a maggioranza berbera che si affacciano sul Mar Mediterraneo), che operarono tra il XIV e il XIX secolo dalle coste marocchine, algerine, tunisine o libiche, non erano pirati; ciò è dimostrato dal fatto che i barbareschi non aggredivano navigli musulmani ma rapinavano solo imbarcazioni cristiane.

Indice

[modifica] Storia

Una triremi romana

Il fenomeno della pirateria è antichissimo. Vi sono esempi di pirati nel mondo classico tra i Greci e i Romani, quando ad esempio gli Etruschi erano conosciuti con l'epiteto greco Thyrrenoi, (da cui poi deriva Mar Tirreno) e avevano la fama di pirati efferati; altri esempi furono nell'Alto Medioevo i vichinghi e i danesi, nel Basso Medioevo e nel Rinascimento i pirati saraceni.

La pirateria moderna inizia nel XVII secolo nel Mar delle Antille ed in meno di mezzo secolo si estende in tutti i continenti; il Mar delle Antille rimane ad ogni modo il centro della pirateria, sia perché là i pirati riescono a godere di una serie di appoggi e favori sulla terraferma, sia perché le numerose isole presenti sono ricche di cibo e i fondali bassi impediscono inseguimenti da parte delle già lente navi da guerra. Tra le cause dello sviluppo della moderna pirateria vi fu l'azione di Francia ed Inghilterra che, per contrastare la Spagna nel Mare dei Caraibi, finanziarono vascelli corsari che saccheggiassero i mercantili spagnoli. Successivamente, sia per il venir meno dell'appoggio anglo-francese, sia per una acquisita abitudine allo stile di vita libero ed indipendente, molti corsari divennero pirati.

Tipico pirata del XVIII secolo

Nel 1717 e 1718 Re Giorgio I d'Inghilterra offrì il perdono ai pirati nella speranza di indurli ad abbandonare la pirateria, ma il provvedimento si dimostra di nessuna efficacia. Per rendere i mari più sicuri si organizza allora una sistematica "caccia ai pirati" da parte di navi corsare, specificamente autorizzate dai governi per combattere i pirati. Infatti, sebbene nel momento della sua massima espansione, attorno al 1720, i pirati dell'Atlantico non superassero il numero di 4 000, essi furono in grado di porre una pesante minaccia sullo sviluppo capitalistico dei commerci tra Inghilterra e colonie. Ciò fu reso possibile, oltre che dalla oggettiva difficoltà di opporsi alla pirateria, da alcune cause più generali. Con la pace di Utrecht, la fine della guerra di successione spagnola ed il nuovo equilibrio tra potenze che si venne a creare a partire dal 1714, le marinerie militari di Francia, Spagna e Inghilterra furono molto ridotte e da quel momento fino al 1730 circa vi fu anche un certa diminuzione dei commerci internazionali. La disoccupazione che colpì i marinai, la drastica diminuzione dei salari che ad essa si accompagnò, ed il contemporaneo peggioramento delle condizioni di vita a bordo di vascelli spinse un gran numero di marinai verso la pirateria che prometteva loro guadagni più facili e condizioni di vita più umane.

La pirateria è un fenomeno ancora attuale. I pirati d'oggi hanno armi sofisticate, ma usano le stesse tecniche di abbordaggio. Attaccano navi mercantili disarmate e inoffensive; in alcuni casi uccidono i marinai e s'impossessano del carico. Si calcola che le perdite annue ammontino tuttora a una cifra compresa tra 13 e 16 miliardi di dollari[1][2], in particolare a causa degli abbordaggi nelle acque degli Oceani Pacifico e Indiano e negli stretti di Malacca e di Singapore, dove transitano annualmente più di 50 000 carghi commerciali. I più pericolosi sono gli indonesiani, che nel 2000 si sono meritati il nome di "feroci pirati" per aver depredato 86 mercanti. Mentre il problema si presenta saltuariamente anche sulle coste del Mediterraneo e del Sud America, la pirateria nei Caraibi e in America del Nord è stata debellata dalla Guardia costiera degli Stati Uniti. La pirateria si annida nel Golfo di Aden e Corno d'Africa.

[modifica] Diffusione

Le aree considerate ad alto rischio perché infestate dai pirati erano diverse. Tra queste, il Mar dei Caraibi, la zona dello stretto di Gibilterra, il Madagascar, il Mar Rosso, il Golfo Persico, la costa indiana di Malabar e tutta l'area tra le Filippine e l'Indonesia, dove spadroneggiavano i pirati filippini. Il Mar Cinese Meridionale ospitava la più numerosa comunità di pirati, circa 40.000 all'inizio dell'Ottocento, e la più temuta per le atrocità di cui si rendevano responsabili.

[modifica] Vita da pirata

Pirati combattono per un tesoro in un'illustrazione di Howard Pyle tratta da Howard Pyle's Book of Pirates

La vita a bordo di una nave pirata era piena di contrasti. Sulle navi non mancava il lavoro per l'equipaggio impegnato in una costante manutenzione della nave. Le regole che la ciurma doveva rispettare erano poche ma molto dure. Tra queste:

  • Ognuno ha il diritto di voto, a provviste fresche e alla razione di liquore
  • Nessuno deve giocare a carte o a dadi per denaro
  • I lumini delle candele devono essere spenti alle otto
  • Tenere sempre le proprie armi pronte e pulite
  • Ognuno deve lavare la propria biancheria
  • Donne e fanciulle non possono salire a bordo
  • Chi diserta in battaglia viene punito con la morte o con l'abbandono in mare aperto

I pirati prendevano le loro decisioni in maniera collettiva. Non esisteva un leader assoluto; il capitano veniva eletto da tutta la ciurma riunita (dall'ultimo mozzo al timoniere) per effettuare le scelte relative alla conduzione del vascello. Il bottino veniva diviso in quote uguali assegnando in certi casi due quote al capitano e una e mezzo al nostromo.

Ogni capitano aveva un proprio codice (o regolamento) che modificava in alcuni punti quello base.

I pirati, commettendo attività illecite, si riunivano in covi. Il covo dei pirati più famoso fu un'isola a forma di tartaruga detta San Cristoforo, che si trova nei pressi dell'isola di Hispaniola.

[modifica] Tesori

Attualmente, i tesori dei pirati più ricercati del mondo sono il tesoro degli Incas e il tesoro sepolto nell'Isola del Cocco (al largo delle costa pacifica costaricense). I tesori dei pirati comprendevano collane, anelli e altri gioielli, ma il tesoro preferito dai pirati erano i dobloni (d'oro e argento).

[modifica] I pirati dell'antica Grecia

Il Mar mediterraneo vide sorgere e consolidarsi alcune fra le più antiche civiltà del mondo.Ma,nello stesso tempo le sue acque erano percorse anche da predoni del mare.L'Egeo,un golfo orientale del Mediteraneo e culla della civiltà Greca,era un luogo ideale per i pirati,che si nascondevano perfettamente tra le migliaia di isole e insenature,dalle quali potevano avvistare e depredare le navi mercantili di passaggio.Le azioni di pirateria erano inoltre rese meno difficoltose dal fatto che le navi mercantili navigavano vicino alla costa e non si avventuravano mai in mare aperto.L'attesa dei pirati,su una rotta battuta da navi cariche di mercanzie,era sempre ricompensata da un bottino favoloso.I pirati attaccavano spesso anche i villaggi e ne catturavano gli abitanti per chiedere un riscatto o per rivenderli come schiavi.Man mano che le città-stato della Grecia crebbero in potenza,attrezzarono delle navi scorta per difendersi dalle azioni di pirateria.

[modifica] Pirati celebri

[modifica] Note

  1. ^ (EN) Foreign Affairs - Terrorism Goes to Sea. URL consultato il 08-12-2007.
  2. ^ (EN) Piracy in Asia: A Growing Barrier to Maritime Trade. URL consultato il 18-12-2007.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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