Lettera di corsa

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Una lettera di corsa

Una lettera di corsa, detta anche lettera di marca o patente di corsa, era una garanzia (o commissione) emessa da un governo nazionale che autorizzava l'agente designato a cercare, catturare o distruggere, beni o personale appartenenti ad una parte che aveva commesso una qualche offesa alle leggi od ai beni od ai cittadini della nazione che rilasciava la patente. Questa veniva di norma usata per autorizzare dei gruppi di privati ad assalire e catturare bastimenti mercantili di una nazione nemica.

Una nave privata, armata e dotata di capitano ed equipaggio, che operasse con una lettera di corsa (talvolta intestata all'armatore, che restava a terra), era chiamata una nave corsara. Circa gli uomini coinvolti, alcuni studiosi li hanno espressivamente definiti "mercenari di marina".

Indice

[modifica] Il documento

Il contenuto formale della garanzia era in realtà un'autorizzazione rilasciata all'agente ad oltrepassare i confini nazionali ("marca", sta per frontiera) perché una volta oltre confine potesse legittimamente cercare, catturare o distruggere beni o personale della fazione ostile ("rappresaglia"), non necessariamente una nazione, in modo e con un'entità che fosse proporzionata all'offesa originale, obiettivo da raggiungersi, originariamente, in una sola "corsa".

[modifica] La guerra di corsa come pirateria regolamentata

Veniva considerata una misura di vendetta, una ritorsione ai limiti della dichiarazione di guerra, ed il mantenimento di una almeno approssimativa proporzionalità era inteso a giustificare l'azione davanti alle altre nazioni, che avrebbero altrimenti potuto considerarla come un vero e proprio atto di guerra o di pirateria.

Va detto, però, che stante la concreta indizione di vere e proprie campagne belliche, molti studiosi chiamano le operazioni così autorizzate con la locuzione guerra di corsa. La distinzione formale, spesso solo teorica, di questa dalla pirateria consiste nella precisa determinazione degli obiettivi da colpire, mentre la pirateria colpisce evidentemente chiunque le riesca con costanza di illegittimità.

Come per le garanzie interne (giudiziarie e di polizia) di ricerca, arresto, cattura o morte, la lettera di corsa doveva infatti godere di un certo grado di specificità per essere considerata legittima, onde assicurarsi che l'agente non abusasse della sua autorità e non superasse gli intenti di mandato dell'autorità emittente.

La differenza, invero, tra un corsaro ed un pirata era nei fatti sottile, spesso impercettibile, ma concretamente si tradusse spesso in una sorta di "licenza di predazione a fini istituzionali". Delle note e discusse figure, ad esempio, di celebri corsari come gli inglesi (sir) Francis Drake e Walter Raleigh, si hanno sia ritratti calorosamente ed orgogliosamente patriottici, sia anche, contemporaneamente, inquietanti elenchi di assai elastiche interpretazioni dei limiti connessi alla patente.

[modifica] Le ragioni storiche

Secondo buona parte degli storici, la maggioranza delle imprese corsare aveva il solo reale scopo di compiere azioni di pirateria o di predoneria per conto del proprio governo, poiché i bottini ottenibili erano cospicui, talvolta rilevanti sul bilancio della nazione.

Le guerre di corsa, del resto, rappresentano una quasi logica evoluzione della conclusione della stagione delle grandi scoperte (dopo che l'America e l'Oceano Indiano erano stati ormai ben individuati e colonizzati), quando per l'esaurimento di nuove terre ricche da scoprire e colonizzare non restò che aggredire le terre già colonizzate, spostando su questi mari il naviglio precedentemente impiegato in esplorazioni (anch'esso composto di navi armate - in senso militare). In proposito, il pressoché scoperto conflitto fra Inghilterra ed Olanda (cui si deve buona parte della nota letteratura d'avventura) molto si nutrì delle azioni dei corsari.

[modifica] Il divieto di assoldare corsari

L'emissione di lettere di corsa a privati venne vietata dapprima con il trattato di Utrecht (1713) e fu poi definitivamente bandita per i firmatari della Dichiarazione di Parigi del 1856.

Gli Stati Uniti non furono tra i firmatari ed a tutt'oggi ancora non sono vincolati da quella dichiarazione, tant'è che tuttora la Costituzione degli Stati Uniti (Art.1 Sez.8) affida al Congresso il potere di concedere le lettere di corsa. Gli USA emisero in seguito delle dichiarazioni, durante la guerra di secessione americana (1861-65) e durante la guerra contro la Spagna (1898), con le quali s'impegnarono ad attenersi ai principi della Dichiarazione di Parigi per tutta la durata delle ostilità. Durante la guerra di secessione comunque, gli Stati Confederati d'America emisero delle lettere di corsa.

[modifica] Bibliografia

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