Ortona

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Ortona
Panorama di Ortona
Ortona - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Abruzzo
Provincia: stemma Chieti
Coordinate: 42°21′0″N 14°24′0″E / 42.35, 14.4Coordinate: 42°21′0″N 14°24′0″E / 42.35, 14.4
Altitudine: 72 m s.l.m.
Superficie: 70,17 km²
Abitanti:
23.801 2008
Densità: 339 ab./km²
Frazioni: Vedi elenco 
Comuni contigui: Crecchio, Francavilla al Mare, Frisa, Miglianico, San Vito Chietino, Tollo
CAP: 66026
Pref. telefonico: 085
Codice ISTAT: 069058
Codice catasto: G141 
Class. sismica: zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti: ortonesi 
Santo patrono: San Tommaso apostolo 
Giorno festivo: prima domenica di maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Ortona è un comune di 23.801 abitanti (dati Istat 31 dicembre 2007) della provincia di Chieti, situato su di un colle sul litorale adriatico a circa 22 km a sud di Pescara.

Indice

[modifica] Storia

È incerta la data di fondazione della città, nota in età antica come Epineion; le prime informazioni risalgono a quei popoli italici, probabilmente frentani, che abitarono la fascia di Abruzzo adriatico compresa tra Ortona, Lanciano e Vasto. Ortona costituiva, quindi, il porto dell'area frentana. Un'altra ipotesi è che la città sia stata fondata da pirati illirici provenienti dalla Dalmazia. Sulla città italica fu costruita la città Romana della quale permangono alcuni tracciati stradali, porzioni di recinto dell'urbs e della quale sono stati rinvenuti diversi reperti. Caduto l'impero romano la città passò sotto la dominazione bizantina durante la quale diventò sia punto strategico della guerra contro i Longobardi che controllavano l'entroterra, sia luogo per lo scambio di merci tra questi. Nell'anno 803 fu conquistata dai Franchi e annessa alla contea di Chieti.

In seguito alla conquista Normanna del 1075 la città venne annessa al Regno di Napoli. Nel 1258 vennero portate ad Ortona le ossa dell'Apostolo Tommaso, provenienti dall'isola greca di Chio, nell'Egeo, dal navigante ortonese Leone Acciaiuoli, di ritorno da una spedizione navale ortonese in appoggio ai Veneziani in lotta contro i Genovesi.

Castello Aragonese

Nella prima metà del XV secolo venne costruita la cinta muraria ancora visibile in parte, ad opera del condottiero Giacomo Caldora. Durante il XV secolo la città ha vissuto una stagione di lotte con la vicina città di Lanciano, terminata nel 1427 con un lodo pacificatore.

Il 30 giugno 1447, a causa delle rivalità tra Alfonso d'Aragona e la Repubblica di Venezia, Ortona fu invasa dai veneziani che distrussero porto, magazzini e arsenale navale senza però riuscire a penetrare nella cinta muraria. A questo periodo risale quindi la costruzione del castello aragonese, in parte franato e in parte distrutto dalle guerre, ma recentemente restaurato. Il progetto del castello aragonese è attribuibile a Francesco di Giorgio Martini che nello stesso periodo ho operato nel vicino Montefeltro. I rapporti con Venezia furono altalenanti, essendo Ortona a volte vicina a questa, a volte preferendo stabilire rapporti con la Repubblica di Ragusa, oggi Dubrovnik in Croazia.

Nel 1582 la città venne acquistata da Margherita d'Austria, figlia di Carlo V, duchessa di Parma e Piacenza. La stessa Margherita decide nel 1584 di costruire un grande palazzo ducale su disegno di Giacomo Della Porta (Palazzo Farnese), mai completato a causa della sua morte.

Dal 1829 al 1854 ci furono timide iniziative antiborboniche grazie ad un gruppo di carbonari. Nel 1848 fu eletto al Parlamento Napoletano il canonico, di idee liberali, Domenico Pugliesi. Il 9 settembre 1860 il Decurionato (Consiglio Comunale) di Ortona all'unanimità delibera l'adesione al Regno d'Italia, o meglio al Governo di Garibaldi, prima della battaglia di Castelfidardo (18 settembre) e di quella del Volturno (1-2 ottobre). Tuttavia, come in tutto l'Abruzzo, il fenomeno del brigantaggio rimase vivo fino al 1863.

Porto di Ortona

Attraversato il periodo fascista la città diventa terreno di aspri scontri durante la Seconda guerra mondiale. Nella notte tra il 9 e il 10 settembre 1943, la famiglia reale dei Savoia, dopo aver pernottato nel castello ducale di Crecchio, lascia dal porto di Ortona l'Italia occupata dai nazisti per approdare nella già liberata Brindisi e cosi completare la fuga. Da Ortona passa la linea Gustav, che ha l'altro capo a Cassino: una linea di difesa fortificata apprestata dalle forze germaniche nel punto più stretto della penisola. Infatti è proprio durante la seconda guerra mondiale che Ortona conosce momenti veramente difficili. La maggior parte della popolazione ortonese è costretta a scappare dalle proprie case. A nord, l'esercito tedesco e a sud, quello degli alleati, bombardano ininterrottamente Ortona per circa 6 mesi. La città praticamente rasa al suolo, venne definita da Winston Churchill come "Piccola Stalingrado" per via del fatto che, similmente alla città russa, la battaglia si prolungò lungamente nel corpo della città. Restano in piedi pochissimi edifici e comunque con gravissimi danni strutturali. La città fu liberata soltanto nel dicembre del 1943 quando le forze alleate oltrepassarono la linea Gustav sul versante tirrenico. Per questo motivo la città fu insignita della medaglia d'oro al valor civile.

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor civile

«Nobile Città degli Abruzzi, di antiche tradizioni patriottiche, sopportava coraggiosamente, in occasione dell'ultimo conflitto, spaventosi bombardamenti aerei e terrestri, subendo la perdita di 1314 dei suoi figli e la distruzione della maggior parte del suo patrimonio monumentale e edilizio. Con fierissimo contegno resisteva intrepida ai soprusi degli invasori in armi, mai piegando nella sua purissima fede in un’Italia migliore, libera e democratica. Si prodigava con cuore di madre nel soccorso dei feriti e dei sofferenti affermando, negli orrori della guerra, il più alto spirito di solidarietà umana.»
— Settembre 1943-giugno 1944.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Attualità

In questi giorni è in corso una dura mobilitazione della popolazione della costa e dell'entroterra abruzzese,

Il sito dove dovrebbe sorgere la raffineria ENI

finalizzata ad impedire la costruzione di un enorme impianto (127.000 mq) di deidrosolforazione del petrolio greggio, voluta dall' ENI. Il centro dovrebbe sorgere in contrada Feudo, nel bel mezzo della zona dove vengono prodotte la maggiori quantità e le migliori qualità del vino abruzzese . Le popolazioni temono in particolare le ricadute sulla salute dell'esposizione all'idrogeno solforato, la distruzione della fiorente economia agricola e gli effetti negativi sul turismo. L'impianto dovrebbe sorgere infatti a pochissimi chilometri dalla Costa dei trabocchi.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Nicola Fratino (centrodestra) dal 12/06/2007 (2º mandato)
Centralino del comune: 085 90571
Posta elettronica: sindaco@comuneortona.ch.it

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Le chiese e gli ex conventi

Per approfondire, vedi la voce Chiese ed ex conventi di Ortona a Mare.

[modifica] Architettura civile

Per approfondire, vedi la voce Fontane di Ortona a Mare.
  • Alcune fontane.
Per approfondire, vedi la voce Architetture di Ortona a Mare.
Per approfondire, vedi la voce Palazzi e case di Ortona a Mare.
  • Palazzi e case varie:
    • Casa Berardi
    • Palazzo Corvo
    • Palazzo De Sanctis
    • Palazzo Mancini
    • Palazzo Mignotti
    • Palazzo Pugliesi
    • Palazzo Farnese
    • Vari portali.

[modifica] Architettura militare

Per approfondire, vedi la voce Castello e torri di Ortona a Mare.
  • Il castello aragonese.
  • Varie torri.

[modifica] Musei

[modifica] Personalità legate ad Ortona

Si attribuiscono a San Tommaso Apostolo le reliquie presenti nella Cattedrale della città. Ad esso è anche dedicata la festa patronale detta "festa del Perdono". Di origini ortonesi sono anche il poeta pescarese Gabriele d'Annunzio e il conduttore televisivo Maurizio Costanzo; sono nati e/o han vissuto ad Ortona:

[modifica] Frazioni

Acquabella, Alboreto, Aquilano, Arielli, Bardella, Bavi, Caldari, Caldari Stazione, Cappellini, Casone, Ciampino, Civitarese, Colombo, Cucullo, Feudo, Fontegrande, Fonticelli, Foro, Fossato, Gagliarda Alta, Gagliarda Bassa, Ghiomera, Lazzaretto, Lido Riccio, Madonna delle Grazie, Moro, Morrecine, Peticcio, Postilli, Ranchini, Riccio, Ripari Bardella, Ripari di Giobbe, Rogatti, Ruscitti, San Donato, San Giuliano, San Marco, San Pietro, Santa Lucia, Sant'Andrea, Sant'Elena, Saraceni, Savini, Tamarete, Taverna Nuova, Torre Mucchia, Torre Pizzis, Vaccari, Villa Carlone, Villa Deo, Villa Grande, Villa Iubatti, Villa Iurisci, Villa Panaro, Villa Pincione, Villa San Leonardo, Villa San Nicola, Villa San Tommaso, Villa Sarchese, Villa Torre

[modifica] Galleria fotografica

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