Senigallia

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« La città di Sinigaglia da questa radice de' monti si discosta poco più che il tirare d'uno arco, e da la marina è distante meno d'uno miglio. A canto a questa corre un picciolo fiume, che le bagna quella parte delle mura che in verso Fano riguardano. La strada per tanto che propinqua a Sinigaglia arriva, viene per buono spazio di cammino lungo e monti, e giunta a el fiume che passa lungo Sinigaglia, si volta in su la man sinistra lungo la riva di quello; tanto che, andato per spazio d'una arcata, arriva a un ponte el quale passa quel fiume e quasi attesta con la porta ch'entra in Sinigaglia, non per retta linea ma transversalmente. Avanti a la porta è un borgo di case con una piazza, davanti alla quale l'argine del fiume da l'uno de' lati fa spalle. »
(Niccolò Machiavelli, Descrizione del modo tenuto dal Duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il Signor Pagolo e il duca di Gravina Orsini)
Senigallia
comune
Senigallia – Stemma Senigallia – Bandiera
Senigallia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Amministrazione
Sindaco Maurizio Mangialardi (PD) dal 31/03/2010
Territorio
Coordinate 43°42′47.2″N 13°13′06.06″E / 43.713111°N 13.21835°E43.713111; 13.21835 (Senigallia)Coordinate: 43°42′47.2″N 13°13′06.06″E / 43.713111°N 13.21835°E43.713111; 13.21835 (Senigallia)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 115,77 km²
Abitanti 44 976[1] (31-07-2013)
Densità 388,49 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Belvedere Ostrense, Mondolfo (PU), Monte San Vito, Montemarciano, Morro d'Alba, Ostra, Trecastelli
Altre informazioni
Cod. postale 60019
Prefisso 071
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042045
Cod. catastale I608
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 773 GG[2]
Nome abitanti senigalliesi
Patrono San Paolino di Nola
Giorno festivo 4 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Senigallia
Posizione del comune di Senigallia nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Senigallia nella provincia di Ancona
Sito istituzionale

Senigallia o anche Sinigaglia (Snigaja in dialetto gallo-italico marchigiano[3], appartenente al gruppo linguistico gallo-italico), è un comune italiano di 44.976 abitanti[4] della provincia di Ancona nelle Marche, secondo della provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo, nonché il sesto più popolato della regione.

È una delle principali località turistiche delle Marche, richiamante visitatori da ogni parte d'Italia e d'Europa, anche grazie alla famosa spiaggia detta "di velluto". Dal 1997 Senigallia si fregia ininterrottamente della Bandiera Blu, il riconoscimento che la FEE (Foundation for Environmental Education) rilascia alle località che garantiscono qualità delle acque di balneazione, attenzione alla gestione ambientale, informazione all'utente, servizi e sicurezza in spiaggia.

La zona di Senigallia costituisce il confine linguistico fra i dialetti gallo-italici e quelli italiani mediani.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sorge sulla costa medio-adriatica alla foce del fiume Misa a circa 25 km da Ancona, direzione nord, e a circa 32 km da Pesaro, direzione sud.

Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante ma circondato da colline degradanti verso il mare, il centro storico ricalca l'impostazione urbanistica della città romana che fu fondata su una collina a sud del fiume Misa.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è di tipo sublitoraneo o meno frequentemente di tipo mediterraneo. In inverno il clima è freddo e umido (media gennaio 4,6 °C) d'estate è caldo e afoso (media agosto 24,1). La piovosità media si attesta sui 797 mm periodo primavera e autunno, ma con maggiore probabilità in gennaio e febbraio, gli eventi con nevicate sono o assenti o si restringono solitamente a 3-5 giorni all'anno e gli spessori del manto nevoso al suolo di norma 20 cm.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo preromano[5][modifica | modifica wikitesto]

L'origine e la grafia del nome

Il nome Senigallia ricalca l'antico Sena Gallica, cioè "vecchia Gallia", in riferimento ai galli senoni che nel IV secolo a.C. fondarono il primo nucleo cittadino[6].

Fino agli inizi del XX secolo la grafia più diffusa anche in lingua italiana era Sinigaglia, come attestato da Dante (Paradiso XVI, v. 75)[7], da Carducci (Il canto dell'amore)[8], la Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia[9] e tanta altra produzione minore[10]. Peraltro nella stessa epoca vi erano varianti come Sinigallia attestato non solo in epoca medioevale, ma anche nel 1860[11], ed anche Senigallia[12], che poi ha prevalso.

Cartina dei territori celtici in Italia

Senigallia venne fondata tra il 389 e il 383 a.C.[13] dalla tribù gallica dei Senoni che si erano stanziati nel nord delle Marche fino alla valle del fiume Esino, nell'attuale provincia di Ancona: probabilmente la scelta, fatta secondo la leggenda da Brenno[14], fu dettata dalla presenza di una bassa collina fronteggiante il mare e dominante il guado esistente.
Da qui, definita la "capitale" dei Galli in Italia, alla guida del loro capo Brenno si mossero contro Roma vincendone gli eserciti e ritirandosi solo dopo il pagamento di un pesante tributo.

Città romana[15][modifica | modifica wikitesto]

Dopo la battaglia di Sentino (295 a.C. circa) i romani ebbero il definitivo controllo sulla Campania, l'Etruria, l'Umbria e appunto il territorio tra il fiume Esino e Ariminum, (Rimini) popolato dai Galli Senoni che fu denominato da quel momento Ager Gallicus.

Nel 284 a.C. prese vita la colonia di Sena Gallica, la prima sull'Adriatico[14], al posto di quella che era la "capitale" dei galli in Italia, per distinguerla dall'altra colonia Sena (ora Siena) situata in Etruria, nell'attuale Toscana.

Nel 207 a.C. la città fu base di partenza delle truppe romane che infersero un duro colpo ai cartaginesi sulle rive del fiume Metauro sconfiggendo in battaglia Asdrubale Barca, fratello di Annibale, a cui stava accorrendo in aiuto.

Non si segnalano ulteriori fatti particolari durante l'epoca repubblicana ed imperiale per la città.

Periodo bizantino e Medioevo[16][modifica | modifica wikitesto]

Egidio Albornoz, il cardinale che ordinò la bonifica della palude di Senigallia e il rinforzo del fortilizio

Dopo essere stata saccheggiata dai visigoti di Alarico I nel 400[17], Senigallia all'epoca dell'invasione longobarda in Italia, rimase sotto dominio bizantino al diretto controllo dell'Esarcato di Ravenna, costituendo assieme con Ancona, Fanum Fortunae (Fano), Pisaurum (Pesaro) e Ariminum (Rimini) la cosiddetta Pentapoli bizantina, seguendone tutte le vicende storiche fino alla donazione della Pentapoli al dominio del Papa di Roma.

Istituiti già da tempo la diocesi e il vescovado, la città conobbe un interessante sviluppo, anche economico (è di questo periodo, circa il XIII secolo, anche l'istituzione della Fiera della Maddalena), durante il Medioevo, scontrandosi però con gli interessi delle città vicine, in particolare Fano, Jesi ed Ancona: a causa delle lotte tra fazioni guelfe e ghibelline in Italia, Senigallia venne distrutta dalle truppe di Manfredi di Sicilia, che ne fece abbattere le mura.

A peggiorare la situazione contribuì la presenza a sud della città di una vecchia salina che, abbandonata a se stessa, divenne una malsana e insalubre palude salmastra: a seguito di tutto ciò la città si ridusse a poco più di un borgo arroccato attorno ad un vecchio fortilizio edificato sui resti di un'antica torre romana.

Senigallia (al tempo nota come Sinigaglia o Sinigallia) sopravvisse all'abbandono fin quando papa Gregorio XI decise durante il suo papato (1370 - 1378) di riportare la sede da Avignone (dove nel frattempo era stata trasferita) a Roma, delegando al cardinale Egidio Albornoz l'incarico di restaurare l'autorità pontificia nel territorio dello Stato Pontificio: quest'ultimo infatti visitò "il borgo" e decise una serie di lavori da realizzare, principalmente l'inizio della bonifica della palude salmastra sorta al posto delle antiche saline ed il rinforzo del fortilizio che era ancora un'utile torre d'avvistamento sul mare.

I Malatesta[18][modifica | modifica wikitesto]

La Rocca Roveresca, ultimata nel 1480 da Baccio Pontelli con l'influenza di Luciano Laurana

Nella prima metà del XV secolo la città, che stava lentamente continuando a riprendersi, finì nell'interesse e dominio della famiglia riminese dei Malatesta, grazie alla sua particolare posizione strategica esattamente equidistante tra Ancona e Fano.

In particolare fu Sigismondo Pandolfo Malatesta che si interessò a Senigallia[14], tanto da essere considerato il "rifondatore" della città: infatti decise la ricostruzione della cinta muraria e dei bastioni difensivi, seguendo in parte il vecchio tracciato delle mura abbattute e realizzando di fatto una città fortificata dalla forma rettangolare, seguendo un progetto che aveva come base il cardo ed il decumano della città romana e duecentesca, inglobando nelle nuove difese il fortilizio fatto realizzare dall'Albornoz, che da questo momento divenne il nucleo su cui successivamente verrà edificata la Rocca Roveresca.

Oltre a rinnovare la città era necessario ripopolarla e darle di che svilupparsi: per questo Sigismondo diede nuovo impulso alla vecchia Fiera della Maddalena e stabilì delle agevolazioni fiscali per chi desiderasse trasferirsi nella "nuova città", attirando così molta gente dalle varie parti d'Italia, tra questi il nucleo della successiva comunità ebraica che aiutò a dare nuova linfa ai commerci della città.

La ricostruzione era però così costosa da costringere il Malatesta a contrarre debiti con il papa Pio II, che per questo gli tolse il possesso della città per passarla ad Antonio Piccolomini. La nomina a Papa di Sisto IV farà trasferire il controllo di Senigallia a Giovanni della Rovere, nipote del pontefice, che assunse il titolo di Duca[14]: di questo passaggio rimane ancora segno nelle scritte IO DVX IO PRE [Giovanni, duca (di Sora ed Arce) e prefetto (di Roma)] incise nelle pietre all'interno della Rocca detta appunto "roveresca".

Negli anni successivi Giovanni della Rovere sposerà Giovanna da Montefeltro, figlia di Federico, capo dell'antica e prestigiosa famiglia che dominava sulla città di Urbino e tutto il nord delle Marche. Giovanni morirà nel 1501 dopo 27 anni di dominio della città, lasciandola ammodernata, creando un Catasto, allargando le mura e dando vita alla Rocca per difendersi dal lato del mare, perfezionando i lavori di bonifica della palude, aumentando gli spazi verdi e pavimentando le strade.
Della Rocca si occupano gli architetti Gentile Veterani (che progettò il rivellino), Luciano Laurana (autore di varie modifiche agli interni) e Baccio Pontelli (ideatore dei quattro torrioni posti agli angoli della struttura). Quest'ultimo si impegnò anche nel progettare un nuovo convento e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, iniziata nel 1491[14].

Il governo di Cesare Borgia e il ritorno dei Della Rovere[19][modifica | modifica wikitesto]

Targa che commemora la strage di Senigallia in cui furono uccisi Oliverotto da Fermo e Vitellozzo Vitelli

A cavallo tra XV e XVI secolo Senigallia cadde brevemente sotto il dominio di Cesare Borgia, passato alla storia come il duca Valentino, descritto come esempio di homo novus ne Il Principe di Machiavelli: egli in pochi anni, assecondato da suo padre papa Alessandro VI, riuscì a creare un dominio personale che andava dall'attuale Romagna fino a parte del nord delle Marche, diventando di fatto una potenza locale.

Divenne celebre in questo contesto, passando alle cronache storiche (Machiavelli), un incontro offerto dal duca Valentino ai suoi antichi alleati, ma poi traditori e avversari in possesso della zona, i quali, finalmente ravvedutisi e concilianti, furono invitati cortesemente in città al fine di giungere ad un accomodamento stabile e pacifico. La vicenda si concluse, invece, con una spietata vendetta nota come strage di Senigallia, in cui il duca fece proditoriamente arrestare e quindi uccidere i suoi ospiti dal suo séguito di armigeri.

L'esperienza del Valentino si concluse nel 1503, quando una semplice malattia gli impedì di partecipare agli intrighi per l'elezione del nuovo papa, successore del suo defunto padre. Al soglio di Pietro salì infatti Giulio II della Rovere, il quale gli tolse i domini fin qui ottenuti restituendoli ai propri parenti.
Infatti, dal matrimonio di Giovanni Della Rovere e Giovanna da Montefeltro era nato nel frattempo (1490) Francesco Maria I Della Rovere, che verrà adottato dall'ultimo duca del Montefeltro, Guidobaldo, e unirà i domini delle due famiglie diventando Duca di Urbino nel 1508, assumendo quindi anche il controllo di Senigallia.

Da questo momento i Della Rovere governarono sul Ducato di Urbino (con Pesaro) e su Senigallia, fino alla morte dell'ultimo discendente maschio della dinastia, avvenuta nel 1626: in base alla legge salica, con la mancanza di un erede maschio il ducato fu reintegrato nei domini diretti del papato. Fu costruito il palazzo ducale, il palazzo comunale, la Chiesa della Croce e si incluse nella cinta muraria pentagonale parte della riva sinistra del fiume Misa, cioè il quartiere del porto.

Nel frattempo la Fiera della Maddalena, poi divenuta Fiera franca (in quanto non si pagavano dazi doganali), si era imposta come una delle fiere più importanti del paese, con scambi di merci provenienti da ogni angolo del Mediterraneo[17].

Settecento[20][modifica | modifica wikitesto]

I portici fatti costruire dal cardinale Ercolani

Nel Settecento la Fiera aveva preso così il sopravvento nelle attività commerciali cittadine (erano presenti 14 consolati esteri per proteggere gli interessi dei mercanti[14]) che si dovette provvedere ad un primo ampliamento della città, abbattendo il tratto delle mura che costeggiavano la riva destra del fiume Misa, per realizzare i primi portici, poi dedicati al cardinale Luigi Ercolani che seguì i lavori.

Portici Ercolani Senigallia

A questo primo ampliamento, ritenuto non sufficiente, sempre nel Settecento ne seguì uno successivo che comportò l'edificazione dell'ultima parte del centro storico attuale che va da via Pisacane fino al fiume allargandosi a sinistra fino all'attuale caserma della Polizia di Stato, e dai portici costeggianti il fiume (che vennero proseguiti fino al ponte vicino alla Cattedrale di San Pietro apostolo, iniziata nel 1762) fino all'attuale viale Leopardi: il progetto, nelle intenzioni, prevedeva pure la realizzazione di un ulteriore porticato lungo tutta la sponda sinistra del Misa e l'allungamento delle mura, ma dato l'eccessivo costo di tutti questi interventi si decise per un loro ridimensionamento.

Su uno dei bastioni verso sud, ampliati dai lavori di ingrandimento, venne realizzato il teatro cittadino che poi divenne successivamente famoso come teatro "La Fenice", omonimo del più famoso teatro veneziano. C'è da segnalare che in un primo tempo si prese in considerazione l'ipotesi di estendere invece la città "allungandola" verso Ancona: l'idea, poi scartata, avrà comunque una messa in opera dopo il terremoto del 1930.

Ottocento e l'Unità d'Italia[21][modifica | modifica wikitesto]

La casa natale di Papa Pio IX

Gli anni tra Settecento e Ottocento videro il dominio napoleonico in Italia e la successiva restaurazione del potere papale, ma videro pure la nascita del rampollo della nobile famiglia locale Mastai Ferretti, il giovane Giovanni Maria: questi passò alla storia come papa Pio IX, l'ultimo papa-re, salito al soglio pontificio nel 1846 e destinato a concludere il pontificato più lungo della storia dopo quello che tradizionalmente viene riconosciuto a Pietro apostolo, quasi 32 anni.

Proprio negli anni tra Settecento e Ottocento ha inizio la crisi della "Fiera franca", causata da molteplici fattori: lo spostamento sempre maggiore dei principali commerci nell'Atlantico, con conseguente notevole calo dell'interscambio (fu anche operante il blocco continentale economico istituito da Napoleone per "sconfiggere" economicamente l'Impero britannico), il passaggio di epidemie ed il continuo progressivo interramento dell'alveo fluviale.
Per rendersi conto di quanto quest'ultimo incidesse, basti pensare che al tempo il molo era vicino all'attuale Foro Annonario, che venne realizzato proprio in quegli anni, cioè circa 500 metri dalla punta del molo attuale.

L'importanza della fiera per Senigallia, e per i senigalliesi, è dimostrata dalla stagione teatrale di quel tempo, che veniva fatta coincidere con il periodo fieristico per promuoverlo e "incoraggiarlo". Difatti la stagione del teatro "La Fenice" era molto nota e molti illustri artisti hanno presentato altrettanto note opere.
Si può quasi affermare che anche il turismo è nato a sostegno della fiera, finché non ha incominciato a vivere di vita propria.[senza fonte]

Con l'Unità d'Italia Senigallia (insieme a Monterado, Castel Colonna e Ripe) non venne fatta rientrare nella neoformata Provincia di Pesaro e Urbino (come la quasi totalità della Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro di cui faceva parte) bensì nella Provincia di Ancona. Ma per Senigallia l'unità nazionale comportò anche la perdita definitiva della Fiera Franca (ufficialmente nel 1869, ma come detto già in declino da molti anni), soppiantata dal turismo come attività economica prevalente: Senigallia fu tra le prime città a promuoversi a livello nazionale ed internazionale come luogo di svago e di riposo, approfittando della spiaggia che di lì a pochi anni verrà soprannominata spiaggia di velluto, e che tuttora ne è il simbolo turistico. Particolare è il panorama dalla riva: diversamente da altre località adriatiche, con un litorale rettilineo, da Senigallia il panorama è costituito dal Golfo di Ancona.

Nel 1853 venne realizzato il primo stabilimento balneare che, di fatto, dette l'avvio alla storia turistica della città di Senigallia, a cui si associava la stagione teatrale.

Novecento[modifica | modifica wikitesto]

La Rotonda a Mare, ultimata nel 1933, qui fotografata nel 2005 durante una rara nevicata

A cavallo tra il XIX e XX secolo Senigallia aveva dunque già un'importante valenza turistica che incrementò negli anni successivi: simbolo di questo fenomeno (oltre all'attività del teatro "La Fenice", dotato di un palcoscenico di dimensioni simili a quello della Scala) furono lo Stabilimento Bagni (ora edificio vuoto) e la Rotonda a Mare, un tempo palafitta posta davanti allo Stabilimento Bagni a proprio uso e riedificata in cemento armato nel 1933 dopo il terremoto del 1930 nella posizione attuale.

A conferma dell'importante ruolo che la città aveva assunto in campo turistico, nel 1928 Senigallia - insieme a Cortina d'Ampezzo - venne riconosciuta sede della prima Azienda autonoma di soggiorno e cura d'Italia.

Nel frattempo la città continuava a svilupparsi urbanisticamente con i primi quartieri popolari fuori le mura[22] e, segno dei tempi di pace, si decise per l'interramento del vecchio fossato esterno tutto attorno alla città e anche del canale Penna, situato là dove oggi passa viale IV novembre e che fino ad allora era servito a regolare il flusso delle fiumane che costantemente allagavano la città: ora queste si erano notevolmente ridotte con l'allargamento e l'arginamento del fiume come lo vediamo oggi, avvenuto agli inizi del Novecento.

Fu in questa situazione che Senigallia venne colpita da un fortissimo terremoto il 30 ottobre 1930, i cui danni furono ingenti in tutta la provincia, ma in particolare nella città: il teatro subì gravi danni, il vecchio seminario vescovile dovette essere demolito e trasferito fuori città, la caserma del Regio Esercito (ora della Polizia di Stato) venne seriamente danneggiata, un convento di monache di clausura (dove storicamente avvenne la famosa strage del duca Valentino) fu completamente demolito e fece posto all'attuale scuola elementare G. Pascoli, Porta Saffi (situata all'inizio del Corso II giugno) fu demolita. In generale tutta la città soffrì danni tali da rendere necessaria la riduzione di altezza di quasi tutti gli edifici dell'attuale centro storico e un drastico cambiamento della sua morfologia.

L'evento sismico ebbe come ulteriore conseguenza l'apertura della città all'esterno, con l'urbanizzazione dell'area a sud delle mura storiche fino alla nuova chiesa di Santa Maria della Neve, la costruzione dei quartieri popolari lungo la Strada statale 16 Adriatica e dell'attuale I.A.C.P. e in generale la costruzione di ulteriori villini nella zona fronteggiante il mare, nello stile Art Nouveau che andava di voga in quegli anni.
L'apertura della città all'esterno rese ancora più chiara la voga turistica che stava prendendo la città, e purtuttavia manteneva una zona portuale dedita alla pesca, assieme al cementificio.

Il passaggio del fronte della prima e seconda guerra mondiale ha lasciato nella città fortunatamente pochi segni: i fori di proiettili che si trovano al Foro Annonario, la demolizione e ricostruzione dei principali ponti cittadini.

Successivamente la città attraversò un forte periodo di crescita e segnale della ripresa fu di nuovo e soprattutto il turismo: fu per facilitare ed incentivare la funzione turistica che ci si dotò del Piano Regolatore, che stabilì la vincinanza dell'autostrada alla città (per permettere la vista sul mare agli attraversatori, si disse) e ancora per tutti gli anni cinquanta e sessanta Senigallia rivaleggiava con Rimini come principale centro balneare nazionale, cui si associava la stagione motoristica e di spettacoli.

La città nel frattempo continuava la sua espansione verso nord e verso sud, seguendo la linea di costa, e verso l'entroterra fino a superare la linea dell'Autostrada.

Il nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Gli ultimi anni hanno visto eventi "urbanisticamente storici" per la città: l'ingrandimento del porto turistico verso il mare, la sua definitiva separazione dall'alveo fluviale che, fin dalla fondazione della città, è stato "il porto" e la demolizione dell'immenso complesso di edifici dell'ex cementificio "Italcementi", sempre nella zona del porto cittadino.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

È presente un ospedale situato a pochi passi dal centro.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo del Governo, oggi sede degli uffici comunali, e la fontana del Nettuno in Piazza Roma

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[23]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Paese 31 dicembre 2009 31 dicembre 2010
Albania Albania 532 1,19% 536 1,19%
Romania Romania 454 1,02% 510 1,13%

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera era di 3 113 persone. Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera era di 3 396 persone.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti marchigiani.

Il dialetto di Senigallia (e dei comuni limitrofi come Monterado, Castelcolonna o Ripe) differisce dai dialetti del resto della Provincia di Ancona: possiede, infatti, molteplici caratteristiche che lo accomunano più ai dialetti parlati nella vicina Provincia di Pesaro e Urbino. Il dialetto senigalliese appartiene, infatti, al gruppo di dialetti gallo-italici del Nord Italia.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi biblioteca comunale Antonelliana.

Nella città sono presenti quattro biblioteche: la biblioteca comunale Antonelliana (la più grande e importante), la biblioteca del Seminario vescovile, la biblioteca Mastai Ferretti[24] e la biblioteca "Luca Orciari", quest'ultima unica a non essere nel centro storico ma in periferia, infatti ha sede nella frazione "Marzocca"[25].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nella città si trovano 3 asili nido, 11 scuole dell'infanzia, 3 scuole secondarie di primo grado e 8 di secondo grado (un liceo scientifico, un classico, un socio-psicopedagogico, un linguistico, un istituto tecnico per geometri, uno commerciale, uno per il turismo e un Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato).

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

"SenigalliaNotizie.it" e "Viveresenigallia.it" sono i due principali giornali on-line in tempo reale e gratuiti che informano su tutto ciò che accade a Senigallia e nei paesi della valle del Misa. Lo fanno pubblicando quotidianamente notizie ed inviando una newsletter riepilogativa ai suoi iscritti. Gli indirizzi sono www.senigallianotizie.it[26] e www.viveresenigallia.it[27]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Radio Velluto Senigallia trasmette sulla frequenza 99.600 MHz e si può ascoltare nella provincia nord di Ancona e parte della provincia di Pesaro e Urbino (fino a Fano). Radio Velluto trasmette ogni 30 minuti informazione su tutto il territorio regionale. C'è poi la radio diocesana, Radio Duomo Senigallia in Blu (95.200 MHz) che copre l'intero territorio della provincia di Ancona, con copertura di parte di quella pesarese. La radio trasmette in diretta gli eventi più importanti del territorio, il consiglio comunale e le trasferte della Goldengas basket. Oltre a trasmissioni autoprodotte, dedicate soprattutto alla vita sociale e culturale del territorio, trasmette programmi del circuito nazionale In Blu.

Nella città di Senigallia è attivo ed opera un nutrito gruppo di Radioamatori e da diversi lustri è presente una sezione dell'Associazione Radioamatori Italiani (ARI); nel 2011 si sono infatti celebrati i primi 60 anni di attività (vedi www.senigallianotizie.it/1315403997/i-radioamatori-di-senigallia-in-festa). Tra le varie attività di ricerca e di sperimentazione dei Radioamatori dell'ARI - Sezione di Senigallia vi è anche quella di promozione - attraverso contatti con altri Radioamatori - del territorio e delle bellezze di Senigallia; sono infatti numerose le edizioni del "Diploma Senigallia Spiaggia di Velluto", conosciuto in tutto il mondo.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune distribuisce tramite posta, con cadenza bimestrale, un periodico riguardante le novità, gli eventi e gli interventi più importanti effettuati dall'amministrazione pubblica nel territorio senigalliese[28].

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi teatro La Fenice (Senigallia).

In città è situato, nel centro storico, il teatro La Fenice, sorto nel 1830 e che acquistò l'attuale denominazione quando venne ricostruito dopo che nel 1838 un incendio lo distrusse completamente.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Come accade in altre località marinare marchigiane, anche la grigliata e la frittura di pesce sono tipiche di Senigallia. Più associato alla città è il "brodetto alla senigalliese", la cui ricetta implica la cottura a fuoco lento di 13 diversi tipi di pesce con del soffritto di cipolla, pomodoro e aceto[29].

Altri piatti tradizionali sono la porchetta cotta nel forno a legna e insaporita con del finocchio selvatico e la pizza al formaggio pecorino. Diffuso è anche l'olio Raggia e il salame di frattula (prodotto nelle frazioni di Scapezzano e Roncitelli)[29].

I vini prodotti nelle colline prospicienti la città sono il Verdicchio DOC e DOCG, il Bianchello del Metauro e la Lacrima di Morro d'Alba.

Persone legate a Senigallia[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Una delle auto d'epoca esposte in piazza Simoncelli in occasione del Summer Jamboree del 2005
  • Dal 21 giugno 2002 Senigallia celebra la Festa della musica.
  • Dal giugno 2006 Senigallia ospita il CaterRaduno, l'annuale incontro degli ascoltatori di Caterpillar, la popolare trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 condotta da Massimo Cirri e Filippo Solibello. Una settimana di dirette radiofoniche dalla "Spiaggia di velluto" con numerosi appuntamenti musicali e teatrali.
  • "La notte della Rotonda" è il nome dato alla notte bianca senigalliese, celebrata solitamente a metà luglio per ricordare la riapertura della Rotonda a Mare avvenuta nel 2006. Gli spettacoli, diretti finora da Valerio Festi, prevedono fuochi d'artificio, musica e spettacoli vari.[30]
  • In due serate di luglio hanno luogo le "Notti tinte", che prevedono spettacoli di musica, arte e danza.
  • "Destate la festa", festa organizzata dai giovani dei vari gruppi cattolici della città, coordinati dalla Pastorale Giovanile Diocesana. Da oltre 20 anni anima il Ferragosto (generalmente 11 - 15 agosto) in città (piazza del Duca e giardini della Rocca Roveresca) con serate di musica, sport, animazione e riflessione.
  • Il Summer Jamboree, il festival internazionale della musica e della cultura anni cinquanta, si svolge ogni anno ad agosto e dura una settimana.
  • Ogni anno, alla fine di agosto, si tiene uno spettacolo pirotecnico per festeggiare la fine della stagione estiva.
  • La fiera di Senigallia, detta anche fiera di Sant'Agostino, è ospitata dalla città ogni anno dal 27 al 30 di agosto.
  • Pane Nostrum, festa internazionale del pane, si svolge ogni anno a settembre.
  • Il 30 aprile e il 1º maggio 2011 si è svolto il IX Campionato italiano a squadre di società di tiro con l'arco al Foro Annonario[31].
  • Il 19/20 ottobre si svolgerà l'International Self Publishing Festival presso il foro Annonario.
  • Sotto il periodo Natalizio, in centro viene allestita la casa di Babbo Natale, dove i bambini possono consegnare di persona le loro letterine.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bettolelle
  • Borgo Bicchia
  • Borgo Catena
  • Borgo Passera
  • Cesano
  • Ciarnin
  • Filetto
  • Gabriella
  • Roncitelli
  • Sant'Angelo
  • San Silvestro
  • Scapezzano
  • Vallone

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente tra le principali risorse vi è il settore turistico legato all'attività balneare, Senigallia è infatti famosa per il fine litorale sabbioso, per cui viene definita anche "Spiaggia di Velluto".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città si può raggiungere con qualsiasi mezzo di trasporto tranne che con l'aereo perché non è presente un aeroporto nella città (il più vicino è quello di Ancona-Falconara).

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Nella città nella zona tra Borgo Mulino e Borgo Bicchia c'è un'uscita dell'autostrada A14 e dista circa due o tre km dal centro di Senigallia.

La Strada statale 16 Adriatica passa nella parte est della città affiancando per buona parte del percorso la ferrovia. Verso nord collega la città a Fano, verso sud ad Ancona; inoltre la strada provinciale 360 si dirama verso ovest raggiungendo le città di Ripe e Ostra. La provinciale corinaldese che si dirama anche essa verso ovest raggiunge la città di Corinaldo, città medievale ben tenuta e conosciuta per i natali di S. Maria Goretti.

Pista ciclabile[modifica | modifica wikitesto]

Sul lungomare esistono già dei tratti di pista ciclabile facenti parte della costruenda Ciclovia Adriatica che una volta completata collegherà tutte le località della costa adriatica.

Ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Senigallia si sviluppa su tre binari, un sottopassaggio pedonale ne permette l'accesso sia dal lato mare che dal lato città[32].

La linea che la percorre è la Bologna-Ancona.

Porto[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Senigallia è costituito dalla foce del fiume Misa prolungata da due moli: la diga di ponente e la diga di levante. Sulla sponda ovest del canale, lungo 595 m e largo 24 m, a circa 350 m dall'imboccatura, si trova l'entrata a tre darsene collegate tra loro da canalette: la prima larga 15 m e lunga 67 m; la seconda larga 16 m e lunga 55 m, e la terza lunga 54 m e larga 12 m. Attualmente il porto è in stato quasi definitivo di ampliamento del molo di ponente e di ristrutturazione.

Caratteristica anche la "Penelope", statua realizzata dallo scultore Gianni Guerra nel 2004. Per qualche tempo c'è stata la consuetudine per i giovani innamorati di mettere un lucchetto sulla statua e gettare le chiavi in mare.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

A Senigallia è attivo un servizio di autobus che serve tutti i quartieri della città e le maggiori frazioni collegandole con la ferrovia e il centro storico, oltre che con Ancona.

I taxi sono disponibili 24 ore su 24 e dal 2007 è attivo un servizio, gestito dal comune, di bike sharing[32].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 1998 Graziano Mariani centro-sinistra Sindaco
1998 1999 Fabrizio Marcantoni centro-destra Sindaco
1999 2000 Carmine Rotondi - Commissario
2000 2 aprile 2005 Luana Angeloni centro-sinistra Sindaco
3 aprile 2005 31 marzo 2010 Luana Angeloni centro-sinistra Sindaco
31 marzo 2010 in carica Maurizio Mangialardi centro-sinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S. Vigor Senigallia A.S.D., che ha avuto il suo massimo splendore negli anni ottanta quando disputò diversi campionati di C2. Attualmente milita nell'Eccellenza Marche.

Da segnalare il titolo regionale ottenuto nella stagione 2009/10 dalla squadra Juniores.

Le altre squadre di calcio della città sono: Olympia Marzocca (squadra della frazione Marzocca) che gioca in Promozione marchigiana girone A, F.C. Miciulli Senigallia che milita in 1ª Categoria marchigiana e Senigallia Calcio che milita in 3ª Categoria marchigiana. Ampiamente diffuso anche il calcio a 5 con società affiliate sia alla FIGC che al CSI, le cui squadre più importanti sono rispettivamente l'Audax 1970 S.Angelo che milita nel campionato di serie C1 e l'Atletico Ciarnin, quest'ultima vincitrice del campionato provinciale Juniores per due anni di seguito e classificatasi in quarta posizione ai campionati Nazionali di Calcio a 5 categoria Juniores CSI del 2009.

Per quello che riguarda la pallacanestro la città è rappresentata dalla Goldengas Senigallia che milita nella Serie A Dilettanti.

Senigallia è molto conosciuta nel tennistavolo per il valore ed i risultati raggiunti dalla scuola del maestro Enzo Pettinelli. Il club (Tennistavolo Senigallia) è stato insignito dell'onorificenza del CONI della Stella d'oro al merito sportivo nel 2009.

Tra le altre attività sportive troviamo quella del trial 4 x 4 con diversi club: ricordiamo il Monkey Club, il WRS e il No Fear.
Due campioni in questa disciplina sono:

  • Silvi Fabio con un Land Rover Defender 90 nella categoria Superserie; vincitore di due titoli italiani (2004 e 2007) e di un titolo europeo (2003);
  • Cognini Simone con un Land Rover Defender 90 nella categoria Serie; vincitore di due titoli italiani (2005 e 2007).[33]

Tra i vari sport acquatici che si svolgono a Senigallia (vela, subacquea, windsurf, kitesurfing e sci nautico[34]) sta prendendo piede il surf. Da qualche anno oramai si svolgono contest regionali e locali che radunano surfer, turisti e sempre più persone pronte a cimentarsi in questa disciplina che è cresciuta notevolmente nel territorio italiano, come dimostra il crescente numero di associazioni e scuole di surf sorte nel territorio del comune.

Altre discipline praticate nella città sono la camminata nordica, la pallavolo, il tennis, il tiro con l'arco[35], il rugby, il pattinaggio in linea e le bocce[34].

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi stadio Goffredo Bianchelli.

Lo stadio principale di Senigallia è stato inaugurato il 16 settembre 2006 intitolandolo a Goffredo Bianchelli, ex calciatore e dirigente della Vigor Senigallia, ma ve ne sono altri otto sparsi per la zona centrale della città[34].

La "cittadella dello sport" senigalliese però è il quartiere delle "Saline". In questa zona infatti sorge una delle due piscine comunali (l'altra è nel quartiere "Molinello 2"), uno skatepark, un pattinodromo (nati sotto la spinta del campione Mauro Guenci e del fratello Andrea), una pista di atletica leggera a 8 corsie con tribuna e un Palazzetto dello sport usato principalmente per la pallacanestro[34].

Per il tennistavolo è stato realizzato un centro olimpico (vincitore nel 1987 del premio CONI per Impianti Sportivi) sede numerose volte dei giochi FAO, mentre per gli sport estivi (beach tennis, beach volley, beach basket e sepak takraw) quasi tutti gli stabilimenti balneari hanno almeno un campo per far praticare una di queste quattro attività[34].

Personalità sportive legate a Senigallia[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 617.
  4. ^ Dato Istat al 31 luglio 2013.
  5. ^ Da "Senigallia nella storia - VOL1", autore mons. Alberto Polverari
  6. ^ AA.VV., Nomi d'Italia, 2004, Pioltello, Istituto geografico DeAgostini
  7. ^ Dante, Paradiso XVI, v.75 in books.google.it. URL consultato il 18 gennaio 2011.
  8. ^ Carducci, Rime Nuove in classicitaliani.it. URL consultato il 18 gennaio 2011.
  9. ^ Raccolta degli atti ufficiali delle leggi, dei decreti, delle circolari ecc. ecc. pubblicate nel Regno d'Italia nel primo semestre 1864 in books.google.it. URL consultato il 18 gennaio 2011.
  10. ^ Istoria della cittla di Sinigaglia in books.google.it. URL consultato il 18 gennaio 2011.
  11. ^ Gazzetta di Perugia del 23 ottobre 1860 in docs.google.com. URL consultato il 18 gennaio 2011.
  12. ^ Regno temporale de Pio Nono: storia in books.google.it. URL consultato il 18 gennaio 2011.
  13. ^ AA.VV. 2001, p. 18
  14. ^ a b c d e f La storia di Senigallia in comune.senigallia.an.it. URL consultato il 7 giugno 2010.
  15. ^ Da "Senigallia nella storia - VOL1", autore mons. Alberto Polverari
  16. ^ Da "Senigallia nella storia - VOL2", autore mons. Alberto Polverari
  17. ^ a b Senigallia - Storia in senigallia.org. URL consultato il 12 ottobre 2010.
  18. ^ Da "Senigallia nella storia - VOL2", autore mons. Alberto Polverari
  19. ^ Da "Senigallia nella storia - VOL2", autore mons. Alberto Polverari
  20. ^ Da "Senigallia nella storia - VOL2", autore mons. Alberto Polverari
  21. ^ Da "Senigallia nella storia - VOL3", autore mons. Alberto Polverari
  22. ^ AA.VV. 2001, p. 20
  23. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ Elenco delle biblioteche della provincia di Ancona in cultura.marche.it. URL consultato il 14 giugno 2010.
  25. ^ Biblioteca Comunale "Luca Orciari" in comune.senigallia.an.it. URL consultato il 14 giugno 2010.
  26. ^ SenigalliaNotizie.it in senigallianotizie.it. URL consultato il 25 maggio 2012.
  27. ^ viveresenigallia.it.
  28. ^ Periodico comunale in comune.senigallia.an.it. URL consultato il 15 giugno 2010.
  29. ^ a b I nostri prodotti tipici in comune.senigallia.an.it. URL consultato il 16 giugno 2010.
  30. ^ La Notte della Rotonda in comune.senigallia.an.it. URL consultato il 16 giugno 2010.
  31. ^ Calendario della Fitarco, Federazione italiana tiro con l'arco.
  32. ^ a b Come spostarsi in comune.senigallia.an.it. URL consultato il 16 giugno 2010.
  33. ^ Club Monkey 4WD in monkeyclub4wd.it. URL consultato il 3 febbraio 2011.
  34. ^ a b c d e f Guida agli impianti sportivi senigalliesi in comune.senigallia.an.it. URL consultato il 16 giugno 2010.
  35. ^ Le associazioni in comune.senigallia.an.it. URL consultato il 15 giugno 2010.
  36. ^ Jsfnet Italia - edizione 1973
  37. ^ Senigallia: prima città QRCity in laprimaweb.it. URL consultato il 4 agosto 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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