Cesenatico

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Cesenatico
comune
Cesenatico – Stemma
Cesenatico – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
Sindaco Roberto Buda (Nuovo Centrodestra) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 44°12′00″N 12°25′00″E / 44.2°N 12.416667°E44.2; 12.416667 (Cesenatico)Coordinate: 44°12′00″N 12°25′00″E / 44.2°N 12.416667°E44.2; 12.416667 (Cesenatico)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 45,13 km²
Abitanti 25 686 (31-12-2012)
Densità 569,16 ab./km²
Frazioni Bagnarola, Borella, Cannucceto, Sala, Valverde, Villalta, Villamarina, Zadina[1]
Comuni confinanti Cervia (RA), Cesena, Gambettola, Gatteo
Altre informazioni
Cod. postale 47042
Prefisso 0547
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040008
Cod. catastale C574
Targa FC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cesenaticensi
Patrono san Giacomo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cesenatico
Posizione del comune di Cesenatico nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Cesenatico nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Cesenatico (Ziznàtic in romagnolo) è un comune italiano di 25.686 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna.

Cesenatico è una stazione balneare e meta turistica situata nella Riviera romagnola, fra Rimini e Ravenna, a circa 15 km a est di Cesena.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Cesenatico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Il territorio attorno a Cesenatico doveva presentarsi circa 18.000 anni fa come un'estesa laguna dove zone salmastre si alternavano a zone paludose di acqua dolce. Il più antico ritrovamento umano nella zona di Cesenatico è stato effettuato nella frazione Montaletto. Molto probabilmente si tratta di un accampamento di pastori dell'Età del bronzo risalente a circa 3.000-1.000 anni prima di Cristo.

Tracce più consistenti dell'opera umana si ritrovano a partire dal V secolo a.C.; le notizie che possiamo ricavare dai reperti (laterizi, tombe, suppellettili) confermano la presenza umana nell'attuale località Borella.
La pianura cispadana allora era terra di conquista. Da essa e in essa venivano, partivano e vivevano numerose popolazioni che davano vita a numerosi traffici e scambi commerciali. Le città marittime di Adria, Ancona, Spina e Ravenna vedevano la presenza di:

  • mercanti provenienti dalla Magna Grecia (la stessa Ancona fu fondata dai siracusani), che smerciavano e commerciavano ceramiche e prodotti del mare;
  • gli Umbri (il cui insediamento più importante era Sarsina), che scendevano fino a valle per commerciare i propri prodotti;
  • gli Etruschi, fondatori dell'emporio di Spina e delle città di Verucchio e Rimini.
  • i Celti, popolo abile nella coltivazione e dedito alla ricerca di nuove terre.

A partire dal III secolo a.C. (battaglia di Sentino) aumentò l'influenza di Roma sui territori cispadani. I romani di fatto rifondarono Rimini e ne fecero una testa di ponte per le loro future campagne per la conquista del nord. Durante il III secolo a.C. sorsero, lungo un percorso che può identificarsi con la futura Via Popilia, numerose ville rustiche, ovvero insediamenti produttivi a carattere artigianale-agreste, che comprendevano una parte abitativa (la residenza del proprietario) e una parte produttiva (opifici per la trasformazione e lavorazione di grano, latte, formaggi, pelle..).[2]

I romani si insediarono stabilmente nella zona alla fine del III secolo a.C., dopo aver sconfitto definitivamente le popolazioni celtiche ed etrusche. Tutta l'area fu quindi sottoposta a un piano di centuriazione. Vennero spianate colline, bonificate vaste aree agricole, abbattuti boschi e costruite strade. La zona tra Cesenatico e Cesena assunse l'aspetto, che conserva tuttora, di territorio votato all'agricoltura e all'allevamento.

Il tratto costiero tra Ravenna e Rimini fu sottoposto a lavori di bonifica. Terminati i lavori, nel 132 a.C. le due città furono collegate dalla Via Popilia. A questo periodo (II-I secolo a.C.) risalgono le più antiche testimonianze dell'insediamento romano antenato di Cesenatico. Il sito, chiamato Tabernae Cossutianae (Taverne di Cossuzio), era probabilmente un luogo di cambio cavalli, un luogo di ristoro dove potersi rifocillare, il che fa pensare che la via Popilia fosse una grande arteria di comunicazione. Il più antico documento in cui appare il toponimo Tabernae Cossutianae è una lettera del 44 a.C. scritta da Quinto Tullio Cicerone, fratello del famoso oratore, che menziona la località in relazione alla designazione annuale di territori ai consoli.

Altri reperti archeologici, che vanno dal I al IV secolo d.C., offrono la testimonianza di un insediamento urbano del periodo imperiale, denominato Ad Novas Tabernae Cossutianae.

Nei secoli successivi il territorio di Ad Novas fu attraversato dalle guerre tra romani e popoli barbari.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

L'aristocrazia romana esercitava ancora la funzione amministrativa propria dell'Impero romano d'occidente ma militarmente e politicamente erano i barbari a farla da padrone. Un'epidemia di peste diede il colpo di grazia a quello che restava dell'Impero romano, provocando l'arretramento demografico, civile, culturale, economico di tutta l'Italia. Le città si spopolarono, i piccoli centri divennero ammassi di ruderi, così come le ville. La popolazione di Cesenatico, così come quella di tutto il resto della penisola, tornò a praticare un'agricoltura di sussistenza. Il Vescovo di Ravenna, Martino, poteva scrivere nell'818 circa che sostò "ove un tempo v'era una città ora distrutta": Ad Novas.

Intanto il re dei Franchi Pipino il Breve in accordo con la Chiesa, occupò l'Italia settentrionale mettendo le terre tra Ravenna e Rimini al servizio della Chiesa di Ravenna, di fatto sancendo il potere temporale pontificio che durerà fino al 1859.

Ravenna conosce il periodo di massimo splendore sotto i bizantini e le terre attorno alla futura Cesenatico cadono sotto il suo dominio.

Con l'anno Mille si chiude finalmente la lunga parentesi medievale e si assiste ad un nuovo periodo di sviluppo. La popolazione aumenta, le fasi commerciali pure, i Comuni fanno ingresso nella storia ponendo le basi del Rinascimento; questi sono tempi nei quali attraverso accordi, battaglie, matrimoni i Comuni cercano di aumentare i loro possedimenti territoriali. Così fu per Cesena, la quale in cerca di un porto lo trovò in quel di Cervia ma di fatto sotto il dominio di Ravenna non fu possibile strapparlo, si pensò allora di scendere a sud e venne trovata una zona posta proprio al confine coi possedimenti di Rimini.

Nel 1302 i cesenati cominciarono i lavori di costruzione di una fortezza in riva al mare. Rimini cercò di impedirglielo: Federico da Montefeltro attaccò la stessa Cesena, saccheggiando le aree agresti. Una volta arrivati al mare i riminesi assediarono e distrussero la fortezza. I progetti furono rinviati. Nel 1314 vennero ripresi i lavori al porto di Cesena e sotto il governo di Ostansio Capitano e Guido Novello Da Polenta vennero terminati i lavori il 10 agosto dello stesso anno.

Nasce il porto di Cesena che con l'aggiunta del suffisso -atico divenne Cesenatico. Ma come la nascita fu sofferta anche lo sviluppo non fu da meno. Il futuro del porto non fu radioso. Almeno nei primi anni.
Le lotte intestine fra le famiglie nobili insofferenti al papato e la Chiesa che fece di tutto per mantenere il potere portarono in Romagna rappresaglie e soldati che si accanirono contro il porto di Cesena per "punire" la città ribelle. In un primo momento il porto e la fortezza vennero distrutte nel 1328, la fortezza fu riedificata nello stesso anno ma il porto venne riaperto solo 6 anni più tardi quando a Cesena regna Francesco Ordelaffi.

Ma nel 1356 fu inviato il Cardinale Albornoz che ebbe come compito primario di ricondurre (non solo formalmente) le terre di Romagna sotto il diretto domino della Chiesa: Albornoz assieme a Gianciotto Malatesta conquista il porto di Cesena distruggendone ancora le palate e rendendolo inutilizzabile, solo nel 1382 il porto riacquistò la sua funzione primaria ma nel 1415 capitolerà nuovamente sotto i colpi inferti da Braccio da Montone. Per capire quanto fu strategico il porto di Cesenatico dobbiamo tener presente che la vicina città di Cervia fece grosse pressioni sui Veneziani per ottenere l'esclusiva del commercio del sale, preoccupati proprio dalla ingombrante presenza della città rivale, inoltre abbiamo notizia anche della presenza di magazzini adibiti allo stoccaggio della merce di proprietà di commercianti toscani, segno che il porto era conosciuto anche a notevoli distanze.

Il porto conosce un periodo di relativa prosperità durante il regno dei Malatesta, ma i problemi non tardano ad arrivare, prima la nuova distruzione nel 1415, poi il progressivo insabbiamento che non permetteva alle navi di entrare in porto. A quest'ultimo problema venne finalmente posta risoluzione con la costruzione di due moli che limitarono l'insabbiamento del canale di entrata in porto.

L'età moderna[modifica | modifica sorgente]

Con l'avvento al potere di Cesare Borgia la Romagna entrò in una fase di progressiva ristrutturazione. Egli infatti fu il primo a mettere al soldo Leonardo da Vinci che lavorò a Rimini, Imola, Faenza, Cesena e si occupò del progetto al porto di Cesenatico. Il progetto rimase solo sulla carta in quanto la fortuna del Valentino si esaurì in fretta, avendo perso i favori papali con la morte di Alessandro VI (1503) e, dal canto suo, Leonardo prese altre strade.

Negli anni successivi un nuovo pericolo si affacciò sulla cittadina romagnola, proveniente dal mare: si trattava di pirati. I primi ad attaccare la città furono predoni di origine veneta che, avendo fallito l'assedio a Rimini in quanto ben munita di cannoni e munizioni, trovarono facile vittoria a Cesenatico. La cittadina fu depredata di ogni suo bene. Poi fu la volta degli Uscocchi, popoli di origine slava che razziavano le coste romagnole e marchigiane e infine i Saraceni, che proprio in queste zone facevano incetta di schiavi cristiani da deportare in Nord Africa. Per questi avvenimenti alla fine del Cinquecento vennero costruite numerose torri d'avvistamento.

Nel Settecento Cesenatico cominciò a divenire una cittadina piena di commercio e la nuova ventata di ricchezza spinse la popolazione cesenaticense a rivendicare piena autonomia dalla città di Cesena. Queste prime avvisaglie furono bloccate dalla Chiesa che cercava di mantenere l'ordine prestabilito anche in un'ottica di risparmio. L'arrivo delle truppe napoleoniche a Cesenatico rese possibile la svolta: nel 1798 Cesenatico si staccò da Cesena divenendo comune autonomo; con l'arrivo degli austriaci nel 1799 venne riportato l'antico ordine, ma nel luglio del 1800 i francesi ritornarono in Cesenatico che divenne nuovamente autonoma. A questo punto anche lo Stato Pontificio dichiarò la cittadina comune autonomo nel 1827.

Ne nacquero numerose dispute sui confini con Cesena. L'annosa lite si concluse solo il 3 giugno del 1842. Negli anni seguenti Cesenatico visse la fase dell'indipendenza italiana. Il 16 giugno del 1849 Garibaldi entrò in città fra il giubilo della popolazione. Col plebiscito del marzo del 1860 Cesenatico venne annessa al Regno di Sardegna, che l'anno seguente divenne il Regno d'Italia.

Dal 1860 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

La vocazione repubblicana di Cesenatico è evidente nelle elezioni degli anni successivi, ma ciò non le impedì naturalmente di sottrarsi al fascismo. I danni di guerra furono ingentissimi tanto che si dovette ricostruirla quasi per intero. Il palazzo comunale, la torre dell'acquedotto, il faro, il molo e tutte le barche, il mercato del pesce, la scuole nonché le frazioni di Villalta, Sala, Cannucceto, Villamarina, Bagnarola praticamente rase al suolo. L'incubo svanì il 20 ottobre 1944 con l'ingresso degli alleati neozelandesi.

Immediatamente vennero riavviati i lavori di restauro e di ricostruzione. Nel 1945 venne fondata la cooperativa dei pescatori e venne dato un nuovo impulso al turismo che porterà Cesenatico a primeggiare in questo campo. Molte delle antiche "ville" vennero convertite in alberghi, vennero avviate nuove colonie (una delle prime fu la Colonia 12 Stelle, rivolta a bambini provenienti dalla provincia autonoma di Bolzano, senza distinzioni di lingua), e la costruzione del famoso grattacielo diede l'avvio ad una nuova era incentrata sul turismo di massa.

Oggi Cesenatico possiede circa 22.000 posti letto con 3 milioni di presenze a stagione. Nel 1966 venne fondata la biblioteca comunale; nello stesso anno la città rivierasca fu uno dei primi comuni d'Europa ad avviare progetti di gemellaggio con altre città. Nel 1977 venne dato alla luce un progetto di recupero storico-archeologico e negli anni ottanta vennero introdotte le linee guida che hanno lanciato Cesenatico in un'ottica globale ed Europea.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.349, ovvero il 9,2% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[4]:

1. Albania Albania, 749
2. Romania Romania, 531
3. Marocco Marocco, 185
4. Cina Cina, 113
5. Ucraina Ucraina, 93
6. Bulgaria Bulgaria e Polonia Polonia 89
8. Tunisia Tunisia, 78
9. Senegal Senegal, 41
10. Moldavia Moldavia e Brasile Brasile, 39

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il Grand Hotel (1929)

Cesenatico vanta un pregevole porto-canale realizzato nel 1500 da un progetto originale di Leonardo da Vinci. Secondo le intenzioni di Leonardo e dell'amministrazione cittadina dell'epoca, questo canale avrebbe dovuto raggiungere la città di Cesena, situata nell'entroterra a circa 15 km da Cesenatico.

In Piazza Ciceruacchio un profilo di piastrelle di diverso colore evidenzia la pianta di una torre di avvistamento, distrutta durante le Guerre Napoleoniche.

Lungo il Corso Garibaldi sorge ancora la casa che diede un pernottamento a Giuseppe e Anita Garibaldi in fuga da Roma alla volta di Venezia all'inizio di agosto del 1849.

Per lunghi secoli, il pescato fu conservato nelle ghiacciaie o "conserve", le antenate del frigorifero. A Cesenatico si possono tuttora osservare le ultime tre conserve ancora esistenti di tutto il Nord Italia[5]. Erano costituite essenzialmente da una struttura in muratura, un capannone, sotto la quale si trova la cella del ghiaccio, cioè una stanza in gran parte interrata a forma di imbuto. Riempite di ghiaccio, le conserve erano attive tutto l'anno e permettevano di mantenere al loro interno una temperatura di -5° anche in estate. Le conserve del porto di Cesenatico sono state costruite intorno al 1820 e furono attive fino alle soglie del XX secolo.

A ridosso del porto, nell'area di una piccola rocca d'avvistamento, sorge un percorso archeologico che testimonia l'impiego di materiale da riporto dagli insediamenti agresti dell'entroterra nell'edificazione della rocca stessa.

Se il porto-canale rappresenta la Cesenatico storica, il Grattacielo di Cesenatico, edificato negli anni Cinquanta sul lungomare, nella zona nuova della città di fronte al preesistente Grand Hotel, è senza dubbio il simbolo della Cesenatico moderna e turistica.

La parte nuova della città, che si sviluppa intorno al Viale Carducci, asse parallelo al lungo mare, è stata dedicata pressoché interamente al turismo, con alberghi, negozi, ristoranti, sale giochi, bar e pub. Sul lungo mare si possono ancora ammirare dei villini storici costruiti nei primi anni del Novecento (primo di questi Villino Beatrice situato a levante del porto), e la ex colonia Veronese.

Infine, per quanto non siano menzionabili come veri e propri monumenti, non si può di certo negare il valore iconografico assunto nel tempo dagli stabilimenti balneari di Cesenatico, veri e propri centri di ricreazione estiva e motore economico della città.

Il Presepe sulle barche del Museo della Marineria nel Porto canale

A Cesenatico si trova inoltre il Museo della marineria, di cui fanno parte alcune imbarcazioni che sono ormeggiate al porto-canale, più importante fra tutte il Trabaccolo da trasporto, sul quale è possibile salire. Nel periodo natalizio su queste barche viene allestito un presepe molto suggestivo: il Presepe della Marineria, ideato da Guerrino Gardini, con le figure a grandezza d'uomo.

Dalla primavera del 2006 è aperto al pubblico lo Spazio Pantani vicino alla stazione ferroviaria. Un museo che riporta cimeli, biciclette e oggetti appartenuti al campione del ciclismo Marco Pantani.

Sempre a Cesenatico sorge l'edificio eretto in epoca fascista - opera dell'architetto bolognese Giuseppe Vaccaro - conosciuto come Colonia Agip di Cesenatico. La Colonia Agip è oggi presa in considerazione nel Progetto Europeo ATRIUM.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo. Risalente al 1324, la struttura attuale fu definita nel 1763, su progetto di Pietro Bastoni. All'interno, si conservano alcune opere interessanti, tra gli altri di Guido Cagnacci.
  • Chiesa di San Giuseppe.
  • Chiesa di San Pietro pescatore.
  • Chiesa dei frati cappuccini, o Chiesa dei Santi Nicola di Mira e Francesco d'Assisi. Risale al 1611, mentre il convento è di tre anni successivo. All'interno, si segnala un San Michele del pittore di scuola forlivese Gian Francesco Modigliani.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cesenatico è sede universitaria (Università degli studi di Bologna, Polo universitario di Cesena) per il corso di laurea triennale in Acquacoltura e Ittiopatologia.

Cesenatico è fra l'altro la terra natale del celebre poeta Marino Moretti, del quale è possibile visitare la sua casa museo, situata sul porto canale nella via a lui dedicata. In suo onore è stato istituito il Premio Biennale Marino Moretti per la filologia, la storia e la critica nell'ambito della letteratura italiana dell'Otto e Novecento.[6]

A Cesenatico si svolgono annualmente:

  • dal 1971, la Nove Colli[7], una tra le più conosciute granfondo ciclistiche, che nell'ultima edizione ha contato circa 12.000 iscritti;
  • dal 1989, la fase nazionale delle Olimpiadi della matematica, precedentemente assegnata a Viareggio. L'evento ha luogo nel corso del primo o del secondo fine settimana del mese di maggio;
  • dal 1986 sulle barche del Museo della marineria viene allestito nel periodo natalizio il Presepe della Marineria[8]. Nel periodo di Natale, dalla prima domenica di dicembre sino all'Epifania, le barche della Sezione Galleggiante del Museo della marineria diventano il palcoscenico del Presepe della Marineria. Il presepe è nato nel 1986 ed è opera degli artisti Tinin Mantegazza, Maurizio Bertoni e Mino Savadori, da un'originale idea di Guerrino Gardini. La prima statua scolpita è stata quella di San Giacomo, patrono di Cesenatico a cui nel corso degli anni se ne sono aggiunte molte altre. Non si tratta solo di statue tradizionali che si vedono nei presepi, ma di scorci ispirati dalla vita della gente comune di un borgo di pescatori, che racconta attraverso di essi, la vita di una città: pescatori, falegnami, burattinai, pescivendola, donna con le piadine, bambini e musicisti. Insieme alla Sacra Famiglia, e ai tradizionali pastori, possiamo vedere chi salpa o rammenda le reti, chi conduce le imbarcazioni, chi vende il pesce; senza tralasciare particolari singolari come la presenza di un gruppo di delfini che si affacciano dall'acqua con curiosità. Le statue sono a grandezza naturale: i volti, le mani, i piedi e tutte le parti esposte sono scolpite in legno di cirmolo, gli abiti drappeggiati sono realizzati in tela irrigidita dalla cera pennellata a caldo su strutture di legno rese voluminose dalla rete metallica modellata nella forma voluta. Il risultato è di grande effetto, reso ancora più suggestivo dalle illuminazioni delle barche che si riflettono sull'acqua del canale. Ogni anno il Presepe si arricchisce di una nuova statua e un nuovo personaggio. Dalle 7 figure con cui esordirono nel 1986 oggi il patrimonio scultoreo è di una cinquantina di statue. Si va così realizzando il progetto degli artisti Bertoni e Savadori di dotare nel corso degli anni ognuna delle imbarcazioni di un timoniere e di un prodiere. Le figure sono pensate come elementi di una rappresentazione, da vedere dalle sponde del Porto canale leonardesco come da una platea; illuminate, perché nel Presepe sono le luci che danno vita alle figure e scandiscono il racconto. Ed è proprio al calare della sera che il Presepe della Marineria si accende, come se si aprisse un sipario.
  • Cesenatico ospita le rassegne gastronomiche dedicate al “pesce povero” dell'Adriatico “Azzurro come il Pesce”, nella terza settimana di marzo e "Il Pesce fa Festa” che si svolge durante la festività di Ognissanti. In occasione di questi eventi le strade del centro cittadino e la storica Colonia Agip si popolano di punti di degustazione dove si potranno assaggiare i piatti della tradizione marinara preparati con pesce fresco
  • dal 1976 nello specchio di mare adiacente a Cesenatico, nel periodo di Pasqua, si svolge la “Regata Internazionale Vele di Pasqua” riservata alle diverse classi di catamarani[9]. Equipaggi provenienti da tutta Europa si sfidano, a mezzo miglio dalla costa, su due campi di battaglia, a Levante e a Ponente
  • dal 2006 tutta la Riviera Romagnola festeggia a luglio il capodanno dell'estate: la Notte Rosa[10]. Cesenatico si veste di rosa e si anima con spettacoli e musica dedicati al grande pubblico.

Persone legate a Cesenatico[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il capoluogo[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Cesenatico comprende Cesenatico "capoluogo", che viene diviso nei quattro quartieri cittadini: Levante, Ponente, Boschetto e Madonnina-Santa Teresa. Questa suddivisione riguarda la città per la sua interezza, tanto che anche il Centro Storico viene talvolta diviso in "Centro Storico Levante" e "Centro Storico Ponente".

Le frazioni[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai quartieri cittadini, il comune di Cesenatico comprende le seguenti frazioni:

  • Bagnarola: situata al confine col Comune di Cesena, a sua volta divisa dai residenti in Bagnarola di sopra e Bagnarola di sotto. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli.
  • Borella: piccolo centro situato sulla SS304 (Via Cesenatico), si tratta della più piccola frazione e quella più vicina al Centro cittadino.
  • Cannucceto: situata nella parte occidentale della città. Si tratta di un antico centro rurale, che negli ultimi anni ha visto una radicale trasformazione urbanistica. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale di San Luigi Gonzaga.
  • Sala: si tratta di un centro di discrete dimensioni, in cui vi risiedono più di 3.000 abitanti. Si tratta di una frazione molto "autonoma" rispetto alla città, dotata di numerosi negozi, servizi e di un proprio cimitero. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria del Rosario.
  • Valverde: situata sulla costa, a sud rispetto alla città. Località balneare in cui sono presenti numerosi alberghi e stabilimenti balneari.
  • Villalta: centro abitato che ha il suo sviluppo sulla SS304 (Via Cesenatico), nel quale è possibile trovare varie attività commerciali/artigianali e servizi. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria Ausiliatrice.
  • Villamarina: situata sulla costa a sud di Valverde. Vi sono presenti numerose strutture alberghiere e balneari. Nella frazione si trova la chiesa parrocchiale dell'Annunciazione, situata al confine con Gatteo Mare.
  • Zadina: località balneare situata a Nord rispetto alla città. Si tratta di un'area verde, in cui è presente l'unico pezzo di pineta rimanente nel territorio del comune di Cesenatico. Confina a nord col comune di Cervia.

Anche la frazione di Capannaguzzo, centro rurale di cui la maggior parte è territorio di competenza del Comune di Cesena, va considerata come frazione di Cesenatico: infatti una piccola parte della frazione è competenza del Comune di Cesenatico.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Cesenatico, nota località balneare, è famosa per le strutture alberghiere che ospitano migliaia di vacanzieri nel periodo estivo.

Fino all'inizio del XX secolo la principale attività economica fu invece la pesca. Il porto di Cesenatico fu il terzo per importanza dopo quelli di Ravenna e Rimini.

Oggi l'azienda più importante di Cesenatico è la «Gesturist», attiva nel settore turistico.[11]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade e Autostrade[modifica | modifica sorgente]

Cesenatico è attraversata dalla Strada statale 16 Adriatica, dalla quale è raggiungibile l'autostrada A14, caselli di Valle del Rubicone (9 Km), Cesena (15 km) e Rimini Nord (17 km) e collegata dalla Strada Provinciale 8 a Cesena.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria di Cesenatico si trova sulla linea ferroviaria che collega Rimini e Ravenna ed è servita da treni regionali.

Aeroporti più vicini[modifica | modifica sorgente]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Cesenatico è servita dal trasporto pubblico delle Autolinee ATR (Azienda Trasporti Romagnoli), la principale azienda di trasporto pubblico che opera nella Provincia di Forlì-Cesena, e nel periodo estivo è collegata alle principali città del Centro e Nord Italia con autolinee che collegano le città alla Riviera romagnola.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaci dalla Liberazione[modifica | modifica sorgente]

  • 1944-46 Antonio Sintoni
  • 1946-50 Spartaco Ghezzi
  • 1950-51 Edgardo Gusella
  • 1951-56 Viterbo Benagli
  • 1956-57 Primo Grassi
  • 1957-61 Agostino Spadarelli
  • 1961 (febbraio-settembre) Edgardo Gusella
  • 1961-62 Comune commissariato
  • 1962-68 Marcello Bartoli (due mandati)
  • 1968 (gennaio-febbraio) Alvaro Lumini
  • 1968-71 Giorgio Calisesi
  • 1971-77 Giancarlo Urbini
  • 1977-79 Giovanni Bissoni
  • 1979-83 Giancarlo Urbini
  • 1983-90 Giovanni Bissoni
  • 1990-97 Luciano Natali
  • 1997-2005 Damiano Zoffoli (due mandati)
  • 2005-06 Maurizio Menghi
  • 2006-2011 Nivardo Panzavolta
  • 2011-oggi Roberto Buda

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Per sette volte Cesenatico è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1935, l'ultima nel 2010.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Cesenatico
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1935 Rovigo 140 Italia Learco Guerra Italia Walter Fantini
1936 13ª Firenze 139 Italia Giuseppe Olmo Italia Gino Bartali
1947 13ª Pescara 267 Italia Giovanni Corrieri Italia Gino Bartali
1954 10ª Firenze 211 Italia Pietro Giudici Svizzera Carlo Clerici
1966 11ª Giulianova 229 Germania Ovest Rudi Altig Spagna Julio Jiménez
1999 11ª Sansepolcro 125 Italia Ivan Quaranta Francia Laurent Jalabert
2010 13ª Porto Recanati 223 Italia Manuel Belletti Australia Richie Porte

Nella seconda metà del mese di maggio, ogni anno, ricorre la Nove Colli, la granfondo ciclistica più antica d'Europa. Data di svolgimento penultima domenica di maggio

Dal 2011 il giorno di Pasquetta si tiene la nota manifestazione ciclistica "Pantanissima" granfondo internazionale dedicata allo scomparso ciclista cesenaticense Marco Pantani.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

L'«A. S. Cesenatico Chimicart» (1945-2011) è stata la storica società calcistica della città. Durante la sua esistenza ha militato per quattro anni in Serie C2.

Attualmente la principale squadra di calcio della città è l'«A .S. D. Bakia Cesenatico», che milita nel girone D di Promozione Emilia-Romagna.

Personalità sportive legate a Cesenatico[modifica | modifica sorgente]

Fra i personaggi sportivi di Cesenatico, menzione particolare meritano:

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Cesenatico - Statuto.
  2. ^ Nel 2004 gli archeologi hanno anche ritrovato delle fornaci, in località Ca' Turci, nel podere Fornari, a sinistra del canale di Bonificazione.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 2 settembre 2013.
  5. ^ Stefano Biagioli, «Conservazione cibi: il caso esemplare di Cesenatico», Corriere Romagna, 5 gennaio 2009.
  6. ^ Sito della Casa Museo del poeta Marino Moretti
  7. ^ Sito della Gronfondo Ciclistica Nove Colli
  8. ^ Sito Presepe della Marineria
  9. ^ Sito della Congrega Velisti Cesenatico
  10. ^ Sito La Notte Rosa
  11. ^ TOP aziende. Sintesi dei bilanci delle principali aziende 2012. URL consultato il 9/6/2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vittorio Bassetti, Cervia e porto di Cesenatico. Momenti storici vissuti sotto la dominazione pontificia (sec. XIV), <<Studi Romagnoli>>, LXI (2010), pp. 45-57.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]