Giulianova

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Giulianova
comune
Giulianova – Stemma Giulianova – Bandiera
Giulianova – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Abruzzo – stemma Abruzzo
Provincia Teramo – stemma Teramo
Sindaco Francesco Mastromauro (PD) dal 23 giugno 2009
Territorio
Coordinate 42°45′9.06″N 13°57′24.07″E / 42.7525167°N 13.9566861°E / 42.7525167; 13.9566861 (Giulianova)Coordinate: 42°45′9.06″N 13°57′24.07″E / 42.7525167°N 13.9566861°E / 42.7525167; 13.9566861 (Giulianova)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 27,33 km²
Abitanti 23 606[1] (31-12-2010)
Densità 863,74 ab./km²
Frazioni Case di Trento, Colleranesco, Villa Pozzoni, Villa Volpe
Comuni confinanti Mosciano Sant'Angelo, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto
Altre informazioni
Cod. postale 64021
Prefisso 085
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 067025
Cod. catastale E058
Targa TE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti giuliesi
Patrono San Flaviano, Patriarca di Costantinopoli e Martire e Maria santissima dello Splendore
Giorno festivo 22 aprile e 24 novembre
Localizzazione
Giulianova è posizionata in Italia
Giulianova
Posizione del comune di Giulianova all'interno della provincia di Teramo
Posizione del comune di Giulianova all'interno della provincia di Teramo
Sito istituzionale

Giulianova (Gigljie in dialetto giuliese, ['dʒiʎʎə]) è un comune italiano di 23.606 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo. Città storica, possiede una forte vocazione commerciale e turistica e si colloca fra le più frequentate stazioni balneari del medio Adriatico.

Indice

[modifica] Geografia

Il suo territorio si estende per 27,33 km², tra i confini naturali formati dal fiume Salinello, a Nord, e dal Tordino, a Sud. Ad occidente confina con il Comune di Mosciano Sant'Angelo, a mezzogiorno col Comune di Roseto degli Abruzzi, a settentrione con quello di Tortoreto e ad oriente con il Mare Adriatico.

La città si articola in due agglomerazioni principali saldatesi fra di loro negli ultimi decenni: Giulianova propriamente detta (conosciuta anche come Giulianova Paese o Giulianova Alta) e Giulianova Lido (o Giulianova Spiaggia). La prima comprende il centro storico e si estende su una collina di modesta altitudine (68 m s.l.m.) a circa un chilometro dalla linea costiera, mentre il Lido è costituito dalla parte più moderna e turistica, sviluppatasi nel corso del Novecento sulle rive dell'Adriatico. Vi sono poi alcune frazioni degne di nota per il loro sviluppo negli ultimi decenni come Colleranesco e Case di Trento.ma

[modifica] Clima

Il clima di Giulianova è di tipo temperato caldo[2] con inverni relativamente tiepidi ed estati contraddistinte da temperature elevate, ma non torride. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, sono generalmente comprese fra i 6 °C e gli 8 °C mentre quelle di luglio si collocano fra i 24 °C e i 26 °C.[3] A titolo puramente indicativo si riportano qui di seguito le temperature medie mensili di Nereto, la stazione meteorologica di riferimento di Giulianova, situata a circa 15 km di distanza in linea d'aria.[4]

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Tp. md. (°C) 6,6 7,5 10,3 13,9 18,1 22,1 24,9 24,9 21,6 16,8 11,8 8,7 15,6

[modifica] Storia

[modifica] Età romana

Pur se la presenza umana nel territorio di Giulianova è documentata fin da epoca neolitica, le origini della città risalgono al III secolo a.C., allorché i romani crearono presso le foci del Tordino, a meno di due chilometri dall'attuale centro storico, una nuova colonia denominata Castrum Novum (o Castrum Novum Piceni'). Tale colonia si trasformò, col tempo, in un attivo centro commerciale e in nodo di comunicazioni di una certa importanza. Citata da Velleio Patercolo e da Strabone[5], si dotò di bagni termali e forse raggiunse in età imperiale un perimetro di due chilometri.

[modifica] Età medievale

[modifica] Castel San Flaviano

La città, spopolatasi a seguito delle invasioni barbariche, assunse in età altomedievale il nome di Castrum Sancti Flaviani (o Castrum in Sancto Flaviano) in ricordo di San Flaviano, Patriarca di Costantinopoli e Martire, le cui spoglie, secondo una leggenda, sarebbero state portate in Italia nel V secolo. Originariamente dirette a Ravenna, avrebbero raggiunto miracolosamente le coste giuliesi a seguito di una tempesta che costrinse l'imbarcazione che le trasportava a trovare rifugio nel litorale abruzzese. Successivamente, a partire dal XII o XIII secolo, il centro iniziò ad essere conosciuto come Castel San Flaviano.

Il borgo fece parte, in età medievale, del Regno ostrogoto, del Ducato di Spoleto, del Regno di Sicilia e, infine del Regno di Napoli. Nella seconda metà del XIV secolo entrò in possesso della ricca e potente famiglia degli Acquaviva che ne fece una delle sue residenze principali fino alla distruzione avvenuta nel luglio del 1460 a seguito della sanguinosa battaglia di San Fabiano d'Ascoli o San Flaviano d'Ascoli (da taluni definita anche battaglia del Tordino), combattuta nei pressi della città fra aragonesi e angioini capitanati rispettivamente da Alessandro Sforza (coadiuvato da Federico da Montefeltro) e da Jacopo Piccinino

[modifica] Da Castel San Flaviano a Giulianova

Undici anni più tardi (1471), Giulio Antonio Acquaviva (dal 1477 Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona), duca d'Atri e signore del luogo, preferì ricostruire Castel San Flaviano non sulle sue rovine, bensì su un'altura situata a circa settanta metri sul livello del mare, a breve distanza dall'anteriore centro abitato. Il 31 maggio 1471 Ferdinando I di Napoli emise un diploma mediante il quale si autorizzava Giulio Antonio Acquaviva a riedificare San Flaviano sul luogo che egli stesso aveva prescelto. Il nuovo nucleo prese da lui il nome di Giulia o Giulia nova e Julia o Julia nova.[6] Nel corso dell'Ottocento caddero in disuso i termini di Julia e Julia nova, e mentre Giulia diede origine al gentilizio della popolazione (giuliese) il topononimo di Giulia nova o Giulianova si impose definitivamente, anche a livello ufficiale, ed è da oltre un secolo l'unico con cui la città è conosciuta[7].

Il progetto della cittadella fu affidato dal duca all'architetto Francesco di Giorgio Martini che lo portò a compimento nel 1472[8], ispirandosi a quei criteri di razionalità tipici dell'età rinascimentale. I lavori di costruzione si protrassero per alcuni decenni e si configurarono come un'impresa di ampio respiro, fortemente voluta dal duca che talvolta seguì personalmente l'opera, ma che più spesso si avvalse di persone di fiducia, fra cui Giovanni Antonio, suo primogenito e Sulpizio, suo figlio naturale[9]. Va ricordato che Giulio Antonio Acquaviva, oltre ad essere un noto condottiero, fu uomo di cultura, con una conoscenza personale delle più prestigiose corti dell'Italia del tempo e delle nuove tendenze architettoniche che ebbero in Leon Battista Alberti e nello stesso Francesco di Giorgio Martini, autore del progetto di Giulia, due fra i massimi interpreti.

Il centro abitato originario, in parte conservatosi fino ai giorni nostri, era interamante racchiuso entro una poderosa cinta muraria della forma di un quadrilatero irregolare, difeso da otto torrioni di cui uno integrato nel palazzo ducale.[10] L'impianto della città era di tipo radiocentrico imperniato su un nucleo monumentale costituito dal Palazzo degli Acquaviva, dalla fontana pubblica e, soprattutto, dall'ampio Duomo ottagonale che dominava l'Adriatico. La cittadella, progettata per accogliere un migliaio di residenti, ebbe inizialmente una popolazione esigua, composta in massima parte da immigrati di altri stati italiani o provenienti dall'Europa orientale. Fra questi ultimi vi erano dieci albanesi, quattro slavi non ben identificati e tre greci mentre fra gli italiani si segnala la presenza di ben quindici lombardi oltre ad alcuni veneti e romagnoli, un ragusino, un marchigiano e un solo abruzzese[11]. Raggiunse e superò i mille abitanti solo alla metà del XVI secolo (358 fuochi)[12]. L'abitato era costituito da una via principale, o corso, di otto metri circa di larghezza e che organizzava lo spazio urbano circostante, con vie non anguste su cui si affacciavano edifici di uno o due piani atti ad ospitare nuclei monofamiliari. Pur presentando un carattere eminentemente castrense offriva ai suoi residenti strutture urbane e abitative che per l'epoca erano salubri e funzionali.

[modifica] Età moderna e contemporanea

Nei secoli successivi Giulianova subì alcuni devastanti saccheggi: nel XVI secolo da parte dei Lanzichenecchi, e, in età napoleonica, da parte dei francesi che distrussero l'Archivio ducale. Subito dopo il compimento dell'unità nazionale fu la prima città dello scomparso Regno delle Due Sicilie ad essere visitata dal re Vittorio Emanuele II. Per commemorare l'evento venne eretta successivamente, sulla ottocentesca piazza della Libertà, una bella statua bronzea del sovrano ad opera dello scultore giuliese Raffaello Pagliacetti. Dopo l'abbattimento di parte delle mura (1860) determinato dall'aumento della popolazione e della conseguente richiesta di spazio, la città iniziò ad estendersi sul resto delle collina e in direzione dell'Adriatico dove si costituì, a seguito dell'apertura del tratto ferroviario Ancona-Pescara, l'abitato di Borgo Marina (fine dell'Ottocento) primo nucleo di Giulianova Lido.

Nei primi decenni del Novecento divenne un'elegante stazione balneare della riviera adriatica e sorsero splendide ville liberty che ancora oggi costeggiano il lungomare e il viale dello Splendore, nella parte alta della città. In quegli anni venne edificato anche il lussuoso albergo Kursaal, oggi adibito a congressi e mostre. Durante il ventennio fascista venne realizzato il grande Lungomare Monumentale, su progetto di Giuseppe Meo, che si ispirava al viale della Vittoria di Bengasi, ideato dal celebre Arnaldo Foschini. Nel corso dell'ultima guerra la città fu sconvolta da alcuni bombordamenti aerei: di particolare intensità fu quello effettuato dagli Alleati nel febbraio 1944 che causò numerose vittime e danni materiali di una certa entità.

Nel dopoguerra Giulianova è tornata ad essere una città prospera, fra le tre più popolose ed economicamente importanti della propria provincia di appartenenza.

[modifica] Popolazione e amministrazione

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Struttura della popolazione

Giulianova ha conosciuto, fin dall'immediato secondo dopoguerra, un notevole flusso migratorio proveniente soprattutto dalla propria regione di appartenenza e, in minor misura, dal resto d'Italia. A partire dall'inizio degli anni novanta del Novecento, si è andata sviluppando anche una consistente corrente di immigrati per lo più originari dell'Europa orientale. Gli stranieri residenti in città in situazione regolare erano 1402 al 31 dicembre 2010 e costituivano quasi il 6% della popolazione complessiva del comune. A questi va aggiunto un numero non quantificabile di immigrati presenti sul territorio in situazione irregolare. Qui di seguito sono riportati i dati statistici dei principali gruppi di stranieri residenti in città classificati per paesi di provenienza:[13]

Provenienza Unità (31/12/2010)
Bandiera dell'Albania Albania &&&&&&&&&&&&0423.&&&&&0423
Bandiera della Romania Romania &&&&&&&&&&&&0315.&&&&&0315
Bandiera della Polonia Polonia &&&&&&&&&&&&&095.&&&&&095
Bandiera dell'Ucraina Ucraina &&&&&&&&&&&&&087.&&&&&087
Bandiera del Brasile Brasile &&&&&&&&&&&&&049.&&&&&049
Bandiera della Cina Cina &&&&&&&&&&&&&048.&&&&&048
Bandiera della Macedonia Macedonia &&&&&&&&&&&&&036.&&&&&036
Bandiera della Bulgaria Bulgaria &&&&&&&&&&&&&035.&&&&&035
Bandiera della Tunisia Tunisia &&&&&&&&&&&&&035.&&&&&035
Bandiera del Marocco Marocco &&&&&&&&&&&&&026.&&&&&026

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Francesco Mastromauro (PD) dal 23 giugno 2009 (1º mandato)

Dal settembre 2008, a seguito alle dimissioni della maggioranza dei membri del Consiglio Comunale, fino al giugno 2009, il Comune di Giulianova è stato retto da un Commissario Straordinario, Paola Iaci, vice-prefetto di Teramo.

Nel giugno del 2009 è stato eletto sindaco della città, al ballottaggio, Francesco Mastromauro, candidato del PD e sostenuto da Italia dei Valori, Sinistra e Libertà e Comunisti italiani che ha riportato una netta affermazione (con circa il 62,5% dei voti) sul candidato della coalizione di centro-destra, Giancarlo Cameli (37,5% dei voti circa).

[modifica] Amministrazioni

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
13 giugno 2004 settembre 2008 Claudio Ruffini L'Ulivo Sindaco
settembre 2008 22 giugno 2009 Paola Iaci Commissario
23 giugno 2009 in carica Francesco Mastromauro PD Sindaco



Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Giulianova.

[modifica] Economia

[modifica] Il porto

Foto Panoramica del Porto (dal molo Sud)

Giulianova possiede un porto di III classe articolato in due moli e dotato di due banchine, un pontile, uno scalo di alaggio, due distributori di combustibile, tre officine meccaniche, un ampio magazzino e una decina di colonnine per l'erogazione idrica. Ospita attualmente (2009) circa duecento imbarcazioni, in massima parte destinate alla pesca.

[modifica] Agricoltura, pesca ed industria

Le attività agricole, che un tempo rivestivano una notevole importanza per la città, occupano oggigiorno un peso modesto nella formazione del reddito. Importanza maggiore ha invece la pesca. Per quanto riguarda le attività industriali si segnala la presenza, nel comune di Giulianova, di un certo numero di piccoli centri manifatturieri (molti dei quali legati all'industria dell'abbigliamento) e di alcune attività artigianali, in franco regresso da alcuni decenni.

[modifica] Turismo e commercio

L'economia del territorio si basa in massima parte, fin dagli anni settanta del secolo scorso, sul settore terziario: commercio, servizi e, soprattutto, turismo. Giulianova vanta tradizioni turistiche risalenti agli ultimi anni dell'Ottocento e ai primi del Novecento, allorché si iniziarono ad edificare sul lungomare (la futura Giulianova Lido) ville e residenze destinate all'aristocrazia e alla borghesia non solo locali, ma provenienti anche da altre zone d'Abruzzo e d'Italia. Il movimento turistico si consolidò negli anni venti e trenta del XIX secolo ma riuscì a svilupparsi pienamente e ad esprimere tutte le proprie potenzialità solo nel secondo dopoguerra con la costruzione di molte seconde case, di decine e decine di alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari. La bella spiaggia di fine arena, da oltre un decennio insignita della Bandiera Blu, il porto turistico, la pista ciclabile che attraversa tutto il lungomare, attraggono ogni anno numerosi villeggianti dall'Italia e dall'estero. La ciclabile attualmente in funzione raggiunge a nord la riva destra del Tronto, a sud Cologna spiaggia (per un totale di 25 km) e fa parte della estesa Ciclovia Adriatica, che, una volta completata, dovrebbe svilupparsi lungo l'intera linea costiera adriatica.

[modifica] Cultura

[modifica] Corsi universitari

Da tempo l'Università degli Studi di Teramo ha istituito presso Palazzo Gualandi, a breve distanza dal Centro Storico, corsi specialistici per il conseguimento di lauree triennali in Scienze del Turismo.

[modifica] Istituti vari

  • Istituto Superiore di Studi Musicali "Gaetano Braga", con sede presso il palazzo Kursaal

[modifica] Biblioteche e centri culturali

  • Biblioteca Civica "Vincenzo Bindi"
  • Biblioteca "Padre Candido Donatelli"
  • Biblioteca Universitaria di Scienze del Turismo di Palazzo Gualandi
  • Centro culturale e biblioteca San Francesco-Sala Trevisan
  • Centro Servizi Culturali Regione Abruzzo

[modifica] Musei

  • Casa Museo "Vincenzo Cermignani"
  • Museo d'Arte dello Splendore
  • Pinacoteca Civica "Vincenzo Bindi"
  • Gipsoteca "Raffaello Pagliaccetti"
  • Museo Archeologico Torrione "Il Bianco"
  • Casa Museo Gaetano Braga

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

Il Duomo dedicato a San Flaviano
  • Duomo di San Flaviano, superba costruzione rinascimentale dedicata al Santo Patriarca di Costantinopoli, le cui spoglie raggiunsero fortunosamente le coste giuliesi poco prima del 450. Edificato negli anni settanta del XV secolo il Duomo è stilisticamente influenzatato dall'architettura toscana e umbra del tempo. Ha forma ottagonale e possiede mura di straordinaria ampiezza (due metri circa), sormontate da una cupola semisferica rivestita di embrici in cotto. Una cripta posta al di sotto della collegiata contiene i resti di San Flaviano e di alcune personalità giuliesi. In età tardorinascimentale e barocca la chiesa venne adornata con affreschi e ornamenti andati in gran parte perduti (o conservati in altri luoghi) e sostituiti, nella seconda metà del Novecento da pregevoli dipinti e sculture di artisti contemporanei (fra cui spiccano i nomi del giuliese Venanzo Crocetti, di Renato Coccia, e di Aligi Sassu).
Santuario di Maria Santissima dello Splendore
  • Santuario di Maria Santissima dello Splendore, complesso monumentale che ha come fulcri una chiesa riedificata nel 1907 (al posto di un edificio di culto preesistente, di età barocca) e un monastero dei padri cappuccini del XVI secolo. Il santuario fu ampiamente rimaneggiato a seguito di radicali interventi effettuati durante il ventennio fascista (1937 - 1938). È luogo di devozione e meta di pellegrinaggi fin dalla seconda metà del Cinquecento, in virtù di un'apparizione in loco della Vergine nel 1557, come riportato da una cronaca di epoca barocca redatta da un monaco
La chiesa di Santa Maria a Mare
  • Chiesa di Santa Maria a Mare, costruzione del X o dell'XI secolo, è situata nei pressi della Giulianova medievale (Castel San Flaviano). Subì numerose e importanti modifiche nel Duecento e nel Trecento e, nel corso della Seconda guerra mondiale, fu gravemente danneggiata da un bombardamento. L'edificio si presenta attualmente in mattoni e presenta un bel portale finemente cesellato con rappresentazioni allegoriche e animali. L'interno, originariamente a tre navate, si è ridotto, a seguito di una serie di interventi e ristrutturazioni, a due. La chiesa fu sede, nei primi decenni del Novecento della Congregazione della Passione di Gesù Cristo.
  • Cappella gentilizia di San Gaetano-De Bartolomei, fatta costruire nella seconda metà dell'Ottocento dall'Ing. Gaetano De Bartolomei a ricordo di suo zio, l'archeologo e storico Angelo Antonio Cosimo De Bartolomei, scomparso nel 1862. Il progetto è dello stesso De Bartolomei e si ispira a un bozzetto dell'artista giuliese Raffaello Pagliaccetti (durante la realizzazione vi furono anche probabili apporti dell'architetto teramano Lupi, che diresse i lavori). L'edificio, dalle eleganti forme neocinquecentesche, venne eretto in piazza della Libertà, cuore della Giulianova ottocentesca. L'antico portone è stato recentemente restaurato (2010-2011).
  • Chiesa di Sant'Antonio, fu eretta negli anni sessanta del Cinquecento in stile tardorinascimentale, ma subì importanti ampliamenti nella prima metà del XVIII secolo. Interamente costruita in laterizi, presenta un portale in pietra e interni sontuosamente decorati agli inizi del Settecento da Girolamo Rizza da Veglio
  • Chiesa della Misericordia, si affaccia su piazza Dante e fu edificata nel XVI secolo. Presenta una forma trapezoidale, del tutto insolita in un'epoca contrassegnata da canoni stilistici basati sulla regolarità delle forme
  • Chiesa di Sant'Anna, di modeste dimensioni, è stata recentemente restaurata con la ricostruzione della copertura (crollata negli anni '50 del secolo scorso) e riaperta al pubblico il 26 luglio 2008; all'interno, l'altare in stile tardo barocco è ancora da restaurare. La chiesa fu datata come costruzione negli anni settanta e ottanta del Quattrocento, ma dopo il recente restauro, dove si sono potute verificare le caratteristiche costruttive del manufatto, essa può risalire alla fine del Settecento. L'edificio dal punto di vista architettonico presenta delle caratteristiche interessanti e può essere considerato un prodotto dell'architettura vernacolare abruzzese ed ha pertanto un eccezionale valore documentale[14]
  • Monumento a Vittorio Emanuele II, grande opera bronzea di Raffaello Pagliaccetti, per commemorare la visita in città (ottobre 1861) del primo re d'Italia. Il monumento fu terminato ed esposto al pubblico nell'agosto 1894
  • Kursaal. È un pregevole edificio progettato secondo canoni stilistici compositi in cui prevalgono forme di ispirazione neoclassica ed elementi decoratitivi liberty. Iniziò ad essere edificato a Giulianova Lido pochi anni prima dello scoppio della Grande guerra, ma sia il luogo prescelto che il progetto originario, furono successivamente giudicati inappropriati. I lavori, già in parte eseguiti, vennero abbandonati nel 1913 e Il Kursaal fu riedificato, su nuovo progetto e sempre in zona lido, negli anni venti del Novecento. Trasformato in albergo (inizialmente con il nome di Abergo Lido e Parco), subì notevoli danni durante il secondo conflitto mondiale, nel corso di un'incursione aerea. Restaurato al termine della guerra, venne acquisito dal Comune che lo utilizza per esposizioni, convegni, incontri e iniziative culturali di vario tipo
  • Colonia marina (ex Colonia Rosa Maltoni Mussolini), progettata nel 1934 per l'E.N.A.M. (Ente Nazionale di Assistenza Magistrale), cui appartiene tuttora (2009), fu aperta nell'estate del 1936. Il complesso di edifici, da tempo in stato di abbandono, costituì, negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, una fra le maggiori colonie italiane destinate alla balneazione.
  • Lungomare monumentale, progettato nel 1933 dal giuliese Giuseppe Meo, fu realizzato nel 1936 - 1937 lungo il tratto di costa che andava da via Nazzario Sauro alla Colonia Marina, per una lunghezza di circa settecento metri. Si ispirava al viale della Vittoria di Bengasi, città all'epoca sotto sovranità italiana, realizzato una decina di anni prima su progetto dell'architetto Arnaldo Foschini

[modifica] Sport

[modifica] Impianti sportivi

[modifica] Calcio

È lo sport di gran lunga più seguito in città. Il Giulianova Calcio, ex-Società Polisportiva Giulianova, è stato fondato nel 1924. Il campo di gioco è sempre stato il Rubens Fadini (in via Migliori, nella parte alta della città), intitolato al noto calciatore del Torino scomparso nella tragedia di Superga. Per effetto dei numerosi lavori di ristrutturazione e ampliamento succedutisi nel corso degli anni, tale stadio ha attualmente una capienza di 4.347 spettatori.

Tra i momenti più significativi nella storia del calcio giuliese ricordiamo la promozione in serie C del 1971, al termine della storica, ultima partita-spareggio col Bellaria vinta per 2-1, e il campionato di serie C 1972-1973, quando i giallorossi, allenati da Giovan Battista Fabbri, arrivarono secondi dietro la Spal sfiorando la promozione in serie B.

Fiore all'occhiello del Giulianova Calcio è sempre stato il settore giovanile, che può fregiarsi di ben 10 titoli di Campione d'Italia vinti a livello di campionati Allievi, Juniores e Berretti.

Tra i calciatori cresciuti nel Giulianova e arrivati ai massimi vertici del calcio nazionale: Franco Tancredi, Renato Curi, Giuseppe Lelj, Pasquale Jachini, Federico Giampaolo, Federico e Cristiano Del Grosso.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Personalità legate a Giulianova

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Cfr. la mappa relativa alle regioni climatiche in: AA. VV. Grande Atlante d'Italia De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1987, pag. 235
  3. ^ Cfr. le mappe relative agli elementi climatologici, Ibidem, pag. 234
  4. ^ I dati riportati in tabella sono estratti dal sito di ENEA (Centro ricerche Casaccia)
  5. ^ Strabone, Geografia (ΓΕΩΓΡΑΦΙΚΑ), libro V, 4, 2
  6. ^ Il toponimo di Giulia nova veniva usato soprattutto nella lingua scritta e in cartografia. Fu con tale denominazione che apparve nella Carta del Regno di Napoli di Giordano Ziletti (Venezia, 1557), nella Carta d'Abruzzo Ultra, di Natale Bongiorno (Roma, 1587) e in altre note mappe di epoche successive. Le carte indicate sono citate in: Mario Bevilacqua, Giulianova. La Costruzione di una città ideale del Rinascimento, Napoli, Electa Napoli (del Gruppo Mondadori Electa SpA), 2002, ISBN 88-510-0085-9
  7. ^ Nel dialetto locale tuttavia, il toponimo di Gigljie (Giulia) continua a coesistere insieme a quello di Giulianova
  8. ^ Cfr. Massimo Costantini e Costantino Felice (a cura di), AA.VV. Storia d'Italia, le Regioni dall'Unità ad oggi. L'Abruzzo, Torino, Giulio Einaudi Ed., 2000, p. 123, ISBN 88-06-15123-1
  9. ^ Cfr. Mario Bevilacqua, Op. cit., p. 33
  10. ^ Cfr. Mario Bevilacqua, op. cit., p. 41
  11. ^ Cfr. Mario Bevilacqua, Op. cit., p. 36
  12. ^ Cfr. Mario Bevilacqua, Op. cit., p. 48
  13. ^ Numero degli immigrati a Giulianova per provenienza. URL consultato il 24-09-2011.
  14. ^ Cfr. il sito ufficiale del Comune di Giulianova
  15. ^ Cfr. il sito della Regione Abruzzo

[modifica] Bibliografia

  • Mario Bevilacqua, Giulianova. La costruzione di una città ideale del Rinascimento, Napoli, Electa Napoli (del gruppo Mondadori Electa SpA), 2002, ISBN 88-510-0085-9
  • Mario Bevilacqua, Impianto vitruviano ed echi albertiani nel disegno urbano di Giulianova, in Quasar - Quaderni di Storia dell'Architettura e del Restauro, 22, 1999.
  • Vincenzo Bindi, Giulianova. La Posillipo degli Abruzzi, in: Le Cento Città d'Italia Illustrate, Sonzogno, Milano, 1927
  • Mario Montebello, Francesco di Giorgio Martini e Giulianova, Padova, Bottega d'Erasmo, 1994
  • Egidio De Maulo, Fu discepolo del Carelli, suocero di Vincenzo Bindi, http://www.giulianovaweb.it/Illustri_Giuliesi/egisto-demaulo.htm

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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