Giulianova

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Giulianova
comune
Giulianova – Stemma Giulianova – Bandiera
Giulianova – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Teramo-Stemma.png Teramo
Sindaco Francesco Mastromauro (PD) dal 23 giugno 2009
Territorio
Coordinate 42°45′09.06″N 13°57′24.07″E / 42.752517°N 13.956686°E42.752517; 13.956686 (Giulianova)Coordinate: 42°45′09.06″N 13°57′24.07″E / 42.752517°N 13.956686°E42.752517; 13.956686 (Giulianova)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 27 km²
Abitanti 23 606[1] (31-12-2010)
Densità 874,3 ab./km²
Frazioni Case di Trento, Colleranesco, Villa Volpe
Comuni confinanti Mosciano Sant'Angelo, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto
Altre informazioni
Cod. postale 64021
Prefisso 085
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 067025
Cod. catastale E058
Targa TE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti giuliesi
Patrono San Flaviano, Patriarca di Costantinopoli e Martire e Maria santissima dello Splendore
Giorno festivo 22 aprile e 24 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Giulianova
Posizione del comune di Giulianova all'interno della provincia di Teramo
Posizione del comune di Giulianova all'interno della provincia di Teramo
Sito istituzionale
« La Posillipo degli Abruzzi »
(Vincenzo Bindi[2])

Giulianova (Gigljië in dialetto giuliese, ['dʒiʎʎə]) è un comune italiano di 23.918 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo. Città storica, possiede una forte vocazione commerciale e turistica, e si colloca fra le più frequentate stazioni balneari del Medio Adriatico. È il centro maggiormente popolato della provincia di appartenenza, se si escludono le frazioni, dopo il capoluogo[3].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il suo territorio si estende per 27 km², tra i confini naturali formati dal fiume Salinello, a Nord, e dal Tordino, a Sud. Ad occidente confina con il Comune di Mosciano Sant'Angelo, a mezzogiorno col Comune di Roseto degli Abruzzi, a settentrione con quello di Tortoreto e ad oriente con il mare Adriatico.

La città è sede di uno dei quattro porti della regione abruzzese. L'abitato si articola in due agglomerazioni principali saldatesi fra di loro negli ultimi decenni: Giulianova propriamente detta, conosciuta anche come Giulianova Paese o Giulianova Alta, e Giulianova Lido o Giulianova Spiaggia. La prima comprende il centro storico e si estende su una collina di modesta altitudine (68 m s.l.m.) a circa un chilometro dalla linea costiera, mentre il Lido è costituito dalla parte più moderna e turistica, sviluppatasi nel corso del Novecento sulle rive dell'Adriatico.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Giulianova è di tipo temperato caldo[4] con inverni relativamente tiepidi ed estati contraddistinte da temperature elevate, ma non torride. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, sono generalmente comprese fra i 6 °C e gli 8 °C mentre quelle di luglio si collocano fra i 24 °C e i 26 °C.[5] (la temperatura estrema minima riscontrata è di -2,5 °C, quella massima di 36 °C) A titolo puramente indicativo si riportano qui di seguito le temperature medie mensili di Nereto, la stazione meteorologica di riferimento di Giulianova, situata a circa 15 km di distanza in linea d'aria.[6]

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Tp. md. (°C) 6,6 7,5 10,3 13,9 18,1 22,1 24,9 24,9 21,6 16,8 11,8 8,7 15,6

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età romana: Castrum Novum[modifica | modifica sorgente]

Pur se la presenza umana nel territorio di Giulianova è documentata fin da epoca neolitica, le origini della città risalgono al III secolo a.C. (290 a.C. circa), allorché i romani crearono presso le foci del Tordino, a meno di due chilometri dall'attuale centro storico, una nuova colonia denominata Castrum Novum (o Castrum Novum Piceni). Tale colonia si trasformò, col tempo, in un attivo centro commerciale e in nodo di comunicazioni di una certa importanza, grazie all'attraversamento della Via Cecilia, un ramo della Via Salaria. Citata da Velleio Patercolo e da Strabone[7], da Plinio e da Tolomeo, si dotò di bagni termali e forse raggiunse in età imperiale un perimetro di due chilometri.

Età medievale: Castrum Sancti Flaviani[modifica | modifica sorgente]

La città, spopolatasi a seguito delle invasioni barbariche, assunse in età altomedievale il nome di Castrum Sancti Flaviani (o Castrum in Sancto Flaviano) in ricordo di San Flaviano, Patriarca di Costantinopoli e Martire, le cui spoglie, secondo una leggenda, sarebbero state portate in Italia nel V secolo. Originariamente dirette a Ravenna, avrebbero raggiunto miracolosamente le coste giuliesi a seguito di una tempesta che costrinse l'imbarcazione che le trasportava a trovare rifugio nel litorale abruzzese. Successivamente, a partire dal XII o XIII secolo, il centro iniziò ad essere conosciuto come Castel San Flaviano.

Il borgo fece parte, in età medievale, del Regno ostrogoto, del Ducato di Spoleto, del Regno di Sicilia e, infine del Regno di Napoli. Nella seconda metà del XIV secolo entrò in possesso della ricca e potente famiglia degli Acquaviva che ne fece una delle sue residenze principali fino alla distruzione avvenuta nel luglio del 1460 a seguito della sanguinosa battaglia di San Fabiano d'Ascoli o San Flaviano d'Ascoli (da taluni definita anche battaglia del Tordino), combattuta nei pressi della città fra aragonesi e angioini capitanati rispettivamente da Alessandro Sforza (coadiuvato da Federico da Montefeltro) e da Jacopo Piccinino.

Età Rinascimentale: Giulia, la "città ideale"[modifica | modifica sorgente]

Giulio Antonio Acquaviva, fondatore di Giulia in un ritratto custodito nella sala consiliare del municipio.

Undici anni più tardi, nel 1471, Giulio Antonio Acquaviva (dal 1477 Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona), duca d'Atri e signore del luogo, preferì ricostruire Castel San Flaviano non sulle sue rovine, bensì su un'altura situata a circa settanta metri sul livello del mare, a breve distanza dall'anteriore centro abitato. Il 31 maggio 1471 Ferdinando I di Napoli emise un diploma mediante il quale si autorizzava Giulio Antonio Acquaviva a riedificare San Flaviano sul luogo che egli stesso aveva prescelto. Il nuovo nucleo prese da lui il nome di Giulia o Giulia nova e Julia o Julia nova.[8] Nel corso dell'Ottocento caddero in disuso i termini di Julia e Julia nova, e mentre Giulia diede origine al gentilizio della popolazione (giuliese) il toponimo di Giulia nova o Giulianova si impose definitivamente, anche a livello ufficiale, ed è da oltre un secolo l'unico con cui la città è conosciuta[9].

Il progetto della cittadella fu affidato dal duca all'architetto Francesco di Giorgio Martini che lo portò a compimento nel 1472[10], ispirandosi a quei criteri di razionalità tipici dell'età rinascimentale. I lavori di costruzione si protrassero per alcuni decenni e si configurarono come un'impresa di ampio respiro, fortemente voluta dal duca che talvolta seguì personalmente l'opera, ma che più spesso si avvalse di persone di fiducia, fra cui Giovanni Antonio, suo primogenito e Sulpizio, suo figlio naturale[11]. Va ricordato che Giulio Antonio Acquaviva, oltre ad essere un noto condottiero, fu uomo di cultura, con una conoscenza personale delle più prestigiose corti dell'Italia del tempo e delle nuove tendenze architettoniche che ebbero in Leon Battista Alberti e nello stesso Francesco di Giorgio Martini, autore del progetto di Giulia, due fra i massimi interpreti.

Il centro abitato originario, in parte conservatosi fino ai giorni nostri, era interamante racchiuso entro una poderosa cinta muraria della forma di un quadrilatero irregolare, difeso da otto torrioni di cui uno integrato nel palazzo ducale.[12] L'impianto della città era di tipo radiocentrico imperniato su un nucleo monumentale costituito dal Palazzo degli Acquaviva, dalla fontana pubblica e, soprattutto, dall'ampio Duomo ottagonale che dominava l'Adriatico. La cittadella, progettata per accogliere un migliaio di residenti, ebbe inizialmente una popolazione esigua, composta in massima parte da immigrati di altri stati italiani o provenienti dall'Europa orientale. Fra questi ultimi vi erano dieci albanesi, quattro croati non ben identificati e tre greci mentre fra gli italiani si segnala la presenza di ben quindici lombardi oltre ad alcuni veneti e romagnoli, un ragusino, un marchigiano e un solo abruzzese[13]. Raggiunse e superò i mille abitanti solo alla metà del XVI secolo (358 fuochi)[14]. L'abitato era costituito da una via principale, o corso, di otto metri circa di larghezza e che organizzava lo spazio urbano circostante, con vie non anguste su cui si affacciavano edifici di uno o due piani atti ad ospitare nuclei monofamiliari. Pur presentando un carattere eminentemente castrense offriva ai suoi residenti strutture urbane e abitative che per l'epoca erano salubri e funzionali.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Giulianova Lido
Giulianova Lido
 
Giulianova Alta
Giulianova Alta

Nei secoli successivi Giulianova subì alcuni devastanti saccheggi: nel XVI secolo da parte dei Lanzichenecchi, e, in età napoleonica, da parte dei francesi che distrussero l'Archivio ducale. Subito dopo il compimento dell'unità nazionale fu la prima città dello scomparso Regno delle Due Sicilie ad essere visitata dal re Vittorio Emanuele II. Per commemorare l'evento venne eretta successivamente, sulla ottocentesca piazza della Libertà, una bella statua bronzea del sovrano ad opera dello scultore giuliese Raffaello Pagliacetti. Dopo l'abbattimento di parte delle mura (1860) determinato dall'aumento della popolazione e della conseguente richiesta di spazio, la città iniziò ad estendersi sul resto delle collina e in direzione dell'Adriatico dove si costituì, a seguito dell'apertura del tratto ferroviario Ancona-Pescara, l'abitato di Borgo Marina (fine dell'Ottocento) primo nucleo di Giulianova Lido.

Nei primi decenni del Novecento divenne un'elegante stazione balneare della riviera adriatica e sorsero splendide ville liberty che ancora oggi costeggiano il lungomare e il viale dello Splendore, nella parte alta della città. In quegli anni venne edificato anche il lussuoso albergo Kursaal, oggi adibito a congressi e mostre. Durante il ventennio fascista venne realizzato il grande Lungomare Monumentale, su progetto di Giuseppe Meo, che si ispirava al viale della Vittoria di Bengasi, ideato dal celebre Arnaldo Foschini. Nel corso dell'ultima guerra la città fu sconvolta da alcuni bombordamenti aerei: di particolare intensità fu quello effettuato dagli Alleati nel febbraio 1944 che causò numerose vittime e danni materiali di una certa entità.

Nel dopoguerra Giulianova è tornata ad essere una città prospera, fra le tre più popolose ed economicamente importanti della propria provincia di appartenenza.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Il Duomo dedicato a San Flaviano
Santuario di Maria SS. dello Splendore
Chiesa di Santa Maria a Mare
Cappella De Bartolomei, in Piazza della Libertà
Chiesa di Sant'Antonio
La Chiesa della Misericordia, che affaccia in Piazza Dante
Chiesa della Natività di Maria Vergine
La Chiesa di Sant'Anna
  • Duomo di San Flaviano, superba costruzione rinascimentale dedicata al Santo Patriarca di Costantinopoli, le cui spoglie raggiunsero fortunosamente le coste giuliesi poco prima del 450. Edificato negli anni settanta del XV secolo il Duomo è stilisticamente influenzatato dall'architettura toscana e umbra del tempo. Ha forma ottagonale e possiede mura di straordinaria ampiezza (due metri circa), sormontate da una cupola semisferica rivestita di embrici in cotto. Una cripta posta al di sotto della collegiata contiene i resti di San Flaviano e di alcune personalità giuliesi. In età tardorinascimentale e barocca la chiesa venne adornata con affreschi e ornamenti andati in gran parte perduti (o conservati in altri luoghi) e sostituiti, nella seconda metà del Novecento da pregevoli dipinti e sculture di artisti contemporanei (fra cui spiccano i nomi del giuliese Venanzo Crocetti, di Renato Coccia e di Aligi Sassu).
  • Santuario di Maria Santissima dello Splendore, complesso monumentale che ha come fulcri una chiesa riedificata nel 1907 (al posto di un edificio di culto preesistente, di età barocca) e un monastero dei padri cappuccini del XVI secolo. Il santuario fu ampiamente rimaneggiato a seguito di radicali interventi effettuati durante il ventennio fascista (1937 - 1938). È luogo di devozione e meta di pellegrinaggi fin dalla seconda metà del Cinquecento, in virtù di un'apparizione in loco della Vergine nel 1557, come riportato da una cronaca di epoca barocca redatta da un monaco
  • Chiesa di Santa Maria a Mare, costruzione del X o dell'XI secolo, è situata nei pressi della Giulianova medievale (Castel San Flaviano). Subì numerose e importanti modifiche nel Duecento e nel Trecento e, nel corso della Seconda guerra mondiale, fu gravemente danneggiata da un bombardamento. L'edificio si presenta attualmente in mattoni e presenta un bel portale finemente cesellato con rappresentazioni allegoriche e animali. L'interno, originariamente a tre navate, si è ridotto, a seguito di una serie di interventi e ristrutturazioni, a due. La chiesa fu sede, nei primi decenni del Novecento della Congregazione della Passione di Gesù Cristo.
  • Cappella gentilizia di San Gaetano-De Bartolomei, fatta costruire nella seconda metà dell'Ottocento dall'Ing. Gaetano De Bartolomei a ricordo di suo zio, l'archeologo e storico Angelo Antonio Cosimo De Bartolomei, scomparso nel 1862. Il progetto è dello stesso De Bartolomei e si ispira a un bozzetto dell'artista giuliese Raffaello Pagliaccetti, del quale l'opera contiene sculture e bassorilievi (durante la realizzazione vi furono anche probabili apporti dell'architetto teramano Lupi, che diresse i lavori). L'edificio, dalle eleganti forme neocinquecentesche, venne eretto in piazza della Libertà, cuore della Giulianova ottocentesca. L'antico portone è stato recentemente restaurato (2010-2011).
  • Chiesa di Sant'Antonio, fu eretta negli anni sessanta del Cinquecento in stile tardorinascimentale, ma subì importanti ampliamenti nella prima metà del XVIII secolo. Interamente costruita in laterizi, presenta un portale in pietra e interni sontuosamente decorati agli inizi del Settecento da Girolamo Rizza da Veglio
  • Chiesa della Misericordia, si affaccia su piazza Dante e fu edificata nel XVI secolo. Presenta una forma trapezoidale, del tutto insolita in un'epoca contrassegnata da canoni stilistici basati sulla regolarità delle forme.
  • Chiesa della Natività di Maria Vergine, consacrata il 30 aprile 1911, si trova nella parte bassa della città, in pieno centro.

Fu edificata per il bisogno di un degno luogo di culto, in un luogo che da fine '800 stava assistendo ad una improvvisa crescita demografica. All'interno vi è la venerata statua di Maria Vergine, celebrata durante l'importante festa del Portosalvo.

  • Chiesa di Sant'Anna, di modeste dimensioni, è stata recentemente restaurata con la ricostruzione della copertura (crollata negli anni cinquanta del secolo scorso) e riaperta al pubblico il 26 luglio 2008; all'interno, l'altare in stile tardo barocco è ancora da restaurare. La chiesa fu datata come costruzione negli anni settanta e ottanta del Quattrocento, ma dopo il recente restauro, dove si sono potute verificare le caratteristiche costruttive del manufatto, essa può risalire alla fine del Settecento. L'edificio dal punto di vista architettonico presenta delle caratteristiche interessanti e può essere considerato un prodotto dell'architettura vernacolare abruzzese ed ha pertanto un eccezionale valore documentale.[15]
  • Casa Maria Immacolata, in Via Gramsci, immersa nel proprio parco che si estende oltre il muro di cinta, risale al 1596. Nella sua prima parte di vita, l’edificio, sino al 1811 fu sede del convento dei Cappuccini, per poi essere trasformato dal chimico Vincenzo Comi in opificio. Acquistato da Giulio Acquaviva d’Aragona, il complesso continuò fino alla fine dell' '800 ad essere utilizzato come fabbrica di liquirizia. Con il matrimonio tra Vittoria Acquaviva d’Aragona, figlia del duca d’Atri e senatore del Regno Luigi, e il conte Bruno Scarampi di Sangiorgio, vi fu la sua trasformazione in residenza, dotata anche di un teatro interno. Acquisito nel 1932 dalla famiglia Allisio, oggi l’immobile è di proprietà della Curia vescovile di Teramo[16].

Architetture pubbliche[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Kursaal
  • Kursaal. È un pregevole edificio progettato secondo canoni stilistici compositi in cui prevalgono forme di ispirazione neoclassica ed elementi decoratitivi liberty. Iniziò ad essere edificato a Giulianova Lido pochi anni prima dello scoppio della Grande guerra, ma sia il luogo prescelto che il progetto originario, furono successivamente giudicati inappropriati. I lavori, già in parte eseguiti, vennero abbandonati nel 1913 e Il Kursaal fu riedificato, su nuovo progetto e sempre in zona lido, negli anni venti del Novecento. Risulta uno dei primi edifici costruiti in cemento armato, in Italia. Trasformato in albergo (inizialmente con il nome di Abergo Lido e Parco), subì notevoli danni durante il secondo conflitto mondiale, nel corso di un'incursione aerea. Restaurato al termine della guerra, venne acquisito dal Comune che lo utilizza per esposizioni, convegni, incontri e iniziative culturali di vario tipo;
  • Colonia marina (ex Colonia Rosa Maltoni Mussolini), progettata nel 1934 per l'E.N.A.M. (Ente Nazionale di Assistenza Magistrale), cui appartiene tuttora (2009), fu aperta nell'estate del 1936. Fu l'edificio talassoterapico più grande d'Italia. Il complesso, da tempo in stato di abbandono, costituì inoltre, negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, una fra le maggiori colonie italiane destinate alla balneazione.
  • Palazzo Gualandi, attuale sede distaccata dell'Università di Teramo, con corsi di laurea in Scienze del Turismo e dell'organizzazione delle manifestazioni sportive.
  • Edificio Scuola "De Amicis", sito in Piazza della Libertà, fu realizzato nel primo decennio del Novecento,dall' architetto romano Achille Petrignani, nell’area occupata, fino al 1904, dal complesso cinquecentesco dei frati Minori Conventuali.[17]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo De' Bartolomei
  • Villa romana, a sud del cimitero della città, di cui sono stati portati alla luce ampi tratti di pavimento musivo romano oltre a grossi conci in travertino e tracce di ceramica campana[18];
  • Palazzo De' Bartolomei, edificio porticato risalente al 1876. Affaccia in Piazza della Libertà, e fu costruito a scapito di una porzione delle mura quattrocentesche della città, a causa della necessità espansiva extramuraria dell'abitato[19];
  • Palazzo Cerulli, in via Piave, casa del pittore Vincenzo Cerminiani.
  • Villa Ciafardoni, risalente al 1885. Imponente edificio sia nella compattezza del volume esterno che negli ambienti interni, volle sottolineare l'importanza dei proprietari, protagonisti nella vita socioeconomica e politica della città.
  • Villa alla Montagnola lungo l'odierna via Amendola, fu dimora degli Acquaviva. Secondo la tradizione, il complesso era tanto esteso quanto l'allora superficie della città. Qui fu ospitato per un giorno, il 15 ottobre 1860, il re d'Italia Vittorio Emanuele II di Savoia, che visitò Giulia (prima città del Regno di Napoli) diretto a Napoli. Cinque anni prima, Leopoldo di Borbone venne accolto nella dimora[20];
  • Villa Cerulli-Ranzato, in via Amendola;
  • Villa Castelli-Montano, notevole edificio in stile Liberty in viale dello Splendore, sorta tra il 1910 ed il 1918;
  • Villa ex De Santis, su viale dello Splendore, realizzata tra il 1923 ed il 1928. Viene esaltata la decorazione, come frequente nella cultura del periodo, con decorazioni in ferro dell'artista Federico Scioli.
  • Villino Paris-Costantini, nella parte bassa di Giulianova, all'altezza del lungomare Zara, a nord. Progettata da Silvio Gambini nel 1904, rappresenta la maggiore rappresentazione del Liberty nella città. Composta da due volumi, un corpo orizzontale e una torre, alleggeriti da una loggia sommitale, delimitata da una balaustra in pietra bianca di Manoppello;
  • Villa Gasbarrini, posta sull'omonima via, al termine settentrional-e del lungomare monumentale, era la residenza estiva dell'archiatra pontificio di Pio XII e Giovanni XXIII, Antonio Gasbarrini(1882-1963);

Altri monumenti[modifica | modifica sorgente]

Torrione "il Bianco" e Torrione di Porta Napoli Torrione "il Bianco" e Torrione di Porta Napoli
Torrione "il Bianco" e Torrione di Porta Napoli
Torre del Salinello
Torrione di Palazzo Ducale e Torrione di Palazzo Re Torrione di Palazzo Ducale e Torrione di Palazzo Re
Torrione di Palazzo Ducale e Torrione di Palazzo Re
Il Belvedere e la statua di Vittorio Emanuele II, simboli di Piazza della Libertà Il Belvedere e la statua di Vittorio Emanuele II, simboli di Piazza della Libertà
Il Belvedere e la statua di Vittorio Emanuele II, simboli di Piazza della Libertà
Tratto del lungomare monumentale.
  • Resti della cinta muraria di Giulia, fortificazione quattrocentesca che cessò di esistere, integra, negli anni ottanta del 1800. In particolare risalto, cinque degli otto torrioni, torri cilindriche che la ornavano e difendevano agli angoli e nel centro dei lati delle antiche mura, più una torre situata sul litorale:

- Torrione detto "Il Bianco", nel rione "La Rocca", all'angolo nord-occidentale del centro storico. Esso è il più grande dei ruderi conservati, ed era il rifugio del Duca Giuliantonio di Acquaviva in caso di invasione o di rivolta popolare. Ora è sede del Museo Archeologico;

- Torrione di Porta Napoli, al centro del tratto occidentale;

- Torrione Orientale, il più piccolo, situato nel punto mediano del percorso orientale delle mura, parte integrante della residenza ducale degli Acquaviva;

- Torrione nord-est, inglobato nel Palazzo Re;

- Torrione sud-est;

- Torre di difesa costiera, che sorge sulla SS 16, nella parte settentrionale del lido di Giulianova.

  • Belvedere, nato a seguito della grande espansione urbanistica che mutò Giulianova fra la fine dell' ottocento e gli inizi del novecento, fu la soluzione per la sistemazione dello "spalto" nel Largo Da Piedi, lo spazio che concludeva la Piazza della Libertà verso il mare. Data l'incombenza della scarpata sulla strada sottostante, fu presa la decisione di destinarlo a semplice terrazza, con un robusto muro di contenimento. Un progetto più elaborato fu accantonato per motivi finanziari, esso prevedeva anche una scalinata posta a collegamento del monte con la circonvallazione sottostante[21].
  • Monumento a Vittorio Emanuele II, grande opera bronzea di Raffaello Pagliaccetti, per commemorare la visita in città (ottobre 1861) del primo re d'Italia. Il monumento fu terminato ed esposto al pubblico nell'agosto 1894.
  • Monumento a Raffaello Pagliaccetti, piccolo busto nella parte più alta di Piazza della Libertà realizzato dall'allievo dell'artista, Ulderico Ulzio.
  • Monumento a Gaetano Braga, all'ingresso del centro storico, nella parte conclusiva di via Bindi. L'opera dello scultore Roberto Macellaro fu inaugurata nel 1987.
  • Monumento ai Caduti del Mare, opera del 1976 di Alfonso Tentarelli, posta in Piazza R. Vuillermin, all'apice nord del lungomare monumentale.
  • Lungomare monumentale, progettato nel 1933 dal giuliese Giuseppe Meo, fu realizzato nel 1936 - 1937 lungo il tratto di costa che andava da via Nazario Sauro alla Colonia Marina, per una lunghezza di circa settecento metri. Si ispirava al viale della Vittoria di Bengasi, città all'epoca sotto sovranità italiana, realizzato una decina di anni prima su progetto dell'architetto Arnaldo Foschini. Caratteristiche le demilune e le colonne in travertino di Acquasanta Terme, sormontate dalla triade di luminarie[22].
  • Salita Monte Grappa, percorso recentemente ristrutturato, primo storico collegamento pedonale tra il lido e la parte alta della città, un tempo ospitava la lapide di porta Marina, lastra lapidea risalente alla fondazione rinascimentale di Giulia, recante incisi i versi del Campano, testimonianti la nascita della nuova Giulia, a breve distanza dal luogo in cui poco prima fu distrutta Castel San Flaviano, a seguito della battaglia del Tordino:
        Advena quis quis ad haec surgentia moenia pergis,
        Mutatas cognosce loco sic nomine sedes,
        Turbine bellorum, et Coelo graviore relictas.
        Arva vides, profugis quondam viduata colonis,
        Frugibus indigenas istis explere beatos6.
        (“O forestiero, qual tu sia, che giungi
        a queste aderte mura, ti sia noto
        che ogni casa mutò di luogo e nome
        poscia che fu, per turbinar di guerre,
        abbandonata, e per più avverso Cielo.
        E mira i campi, che un dì furon deserti
        dei fuggiaschi coloni, ed or con queste
        messi fan colma la nativa gioia.”)[23]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[24]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Giulianova ha conosciuto, fin dall'immediato secondo dopoguerra, un notevole flusso migratorio proveniente soprattutto dalla propria regione di appartenenza e, in minor misura, dal resto d'Italia. A partire dall'inizio degli anni novanta del Novecento, si è andata sviluppando anche una consistente corrente di immigrati per lo più originari dell'Europa orientale. Gli stranieri residenti in città in situazione regolare erano 1402 al 31 dicembre 2010 e costituivano quasi il 6% della popolazione complessiva del comune. A questi va aggiunto un numero non quantificabile di immigrati presenti sul territorio in situazione irregolare. Qui di seguito sono riportati i dati statistici dei principali gruppi di stranieri residenti in città classificati per paesi di provenienza:[25]

Provenienza Unità (31/12/2010)
Albania Albania 423
Romania Romania 315
Polonia Polonia 95
Ucraina Ucraina 87
Brasile Brasile 49
Cina Cina 48
Macedonia Macedonia 36
Bulgaria Bulgaria 35
Tunisia Tunisia 35
Marocco Marocco 26

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Scuole dell'infanzia

  • 11 scuole

Scuole primarie

  • 6 scuole

Scuole secondarie di I grado

  • Scuola Media Unificata "V. Bindi - R. Pagliaccetti"
  • Scuola Media, sede dell'Annunziata

Scuole secondarie di II grado

Altre

  • Università della Terza Età e del Tempo Libero

Università[modifica | modifica sorgente]

Da tempo l'Università degli Studi di Teramo ha istituito presso Palazzo Gualandi, a breve distanza dal Centro Storico, corsi specialistici per il conseguimento di lauree triennali in Scienze del Turismo.

Biblioteche e centri culturali[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Civica "Vincenzo Bindi"
  • Biblioteca "Padre Candido Donatelli"
  • Biblioteca Universitaria di Scienze del Turismo di Palazzo Gualandi
  • Centro culturale e biblioteca San Francesco-Sala Trevisan
  • Centro Servizi Culturali Regione Abruzzo

Musei[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

  • Radio G Giulianova[27]

Persone legate a Giulianova[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Presepe vivente[modifica | modifica sorgente]

Esperienza che nasce nel dicembre 1994, quando un gruppo di uomini decide di rappresentare le scene della Natività, nel centro storico di Giulianova. Col passare degli anni ha acquistato sempre più rilevanza, tanto da diventare uno degli eventi natalizi più attesi della costa. Centinaia sono gli attori che, annualmente, vi partecipano.

Presepe subacqueo[modifica | modifica sorgente]

Evento nato ad inizio millennio ed organizzato dalla Lega Navale Italiana e dall'Associazione sportiva sub "Up & Down", che si svolge nel periodo natalizio, all'interno del bacino portuale giuliese.

Festival Internazionale delle Bande Musicali[modifica | modifica sorgente]

Complessi bandistici in costume allineati sulla terrazza del Belvedere.

Il festival, nato nell'anno 2000, è il più prestigioso del suo genere, a livello nazionale. Germogliato dalla passione musicale di Mario Orsini, presidente dell'associazione culturale "Padre Candido Donatelli", colora ogni anno, a primavera inoltrata, la città, portando sulla riviera le più variegate bande musicali da ogni angolo del mondo. Quattro giorni di grande festa, culminanti nella serata conclusiva in piazza Buozzi, nella quale vengono conferite le premiazioni.

Tesori di Fattoria[modifica | modifica sorgente]

Festa dell'agricoltura, organizzata dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) della provincia di Teramo, nata nel 2002 per valorizzare i prodotti tipici teramani. Si svolge nella zona centrale di Giulianova Lido, negli ultimi giorni del mese di luglio.

Musica ed arte alla sala Trevisan[modifica | modifica sorgente]

Rassegna artistica nata nel 2004, organizzata dal Centro culturale "San Francesco", della "Piccola Opera Charitas".

Caleidoscopio[modifica | modifica sorgente]

Stagione concertistica che si svolge nei mesi di ottobre, novembre e dicembre, nata nel 2005.

Calici e Musica al chiaro di luna[modifica | modifica sorgente]

Voluta dall'associazione di commercianti "Movida". Si svolge ogni giovedì nei mesi di luglio e agosto lungo Viale Orsini e Via Nazario Sauro (le principali vie centrali del Lido). Propone stand enogastronomici, ove degustare le specialità tipiche del territorio, e musica dal vivo, affidata all'Accademia Musicale Progetto Chitarra di Lorenzo Piccioni.

Rassegna artistica "Prometeo"[modifica | modifica sorgente]

Evento nato nel 2005, si propone di interpretare un tema annuale attraverso le 5 forme d'arte, quali: la pittura, la scultura, la poesia, la musica e la fotografia.

AcquaLuceFuoco[modifica | modifica sorgente]

Dal 2011 ha preso vita, a cura del Circolo Culturale "Il nome della rosa" questa iniziativa che punta a creare, per le vie del centro storico della città, una galleria d'arte all'aperto. I grigi sportelli delle utenze acqua, luce e gas, diventano simbolicamente tele, messe a disposizione di artisti pronti a dipingerle.[30]

Feste patronali[modifica | modifica sorgente]

  • 24 novembre: festa di San Flaviano, Patriarca di Costantinopoli e Martire, patrono della città, Centro Storico.
  • 19 marzo: festa di San Giuseppe nella frazione di Colleranesco.
  • Prima domenica di settembre: festa della Beata Vergine Annunziata, quartiere Annunziata.

Festeggiamenti in onore di Maria Santissima dello Splendore[modifica | modifica sorgente]

La statua processionale della Madonna dello Splendore rientra nel Duomo dopo la solenne processione del 22 aprile.

Da almeno cinque secoli, ogni anno, Giulianova tributa alla Madonna dello Splendore, protettrice della città, una solenne festa il 22 aprile, giorno della sua apparizione. La festa è stata oggetto di una dettagliata descrizione fin dal XVII secolo ad opera del celestino Don Pietro Capullo, priore del monastero del santuario tra il 1653 e il 1674. Oggi la festa, una delle più antiche d'Abruzzo, richiama ancora moltissimi fedeli da fuori regione e dura quasi due settimane, aprendosi con la processione che conduce il simulacro della Madonna dal suo santuario al monastero dei Benedettini e, successivamente, da qui al Duomo di San Flaviano, ossequiata dalla folla dei fedeli. Il 21 aprile si svolgeva fino a qualche anno fa, a ricordo di uno dei tre palii che venivano offerti, la "corsa dei cavalli", oggi soppressa, con un fantino che attraversava al galoppo il corso antico per giungere fino al santuario. Il 22 aprile, giorno dei solenni festeggiamenti, il centro storico e la parte alta della città si sveglia addobbata a festa con drappi rossi e dorati e antiche coperte ricamate stese sui balconi, mentre si allestiscono i pranzi cui sono stati invitati parenti e amici. Al mattino, tra le note degli strumenti delle bande e il suono delle campane, escono dal duomo le croci bardate di rosso, celeste e giallo e le bandiere delle confraternite che seguono la statua della Madonna. La solenne processione, cui partecipano centinaia di fedeli, è accompagnata da due complessi bandistici e si snoda per le vie del centro storico e della parte alta per fermarsi prima al santuario dove viene offerto il primo spettacolo pirotecnico, detto "dei marinai", poi nella zona del "campo della fiera" dove si svolge il secondo, e finalmente nella grande piazza Belvedere per la Messa del Vescovo. Prima di rientrare in Duomo, il simulacro viene portato sulla balaustra della piazza da dove si scorge il Lido e l'Adriatico affinché la Madonna benedica tutta la città. Il 21 e 22 aprile sono giornate ricche di eventi con sfilate di gruppi bandistici, sbandieratori, concerti, cabaret, e, alla mezzanotte, il grande spettacolo di fuochi d'artificio. Non mancano la tradizionale fiera e i punti gastronomici. Durante la festa dello Splendore il centro storico è addobbato e illuminato da luminarie artistiche, da sempre tra i segni distintivi dell'evento religioso. Correlata alla manifestazione è la pubblicazione della rivista di approfondimento storico de "La Madonna dello Splendore". I festeggiamenti si chiudono tra la fine di Aprile e gli inizi di Maggio, quando a sera la statua viene riportata in processione, a lume di candela, fino al santuario.

Festa di Maria Santissima del Portosalvo[modifica | modifica sorgente]

Statua processionale di Maria Santissima del Portosalvo

I solenni festeggiamenti in onore della Madonna del Portosalvo si tengono a Giulianova Lido, ogni anno, nella giornata della seconda domenica di agosto.
Questa festa patronale, particolarmente sentita e seguita dagli abitanti della cittadina abruzzese, deve il suo nome all'omonima effigie mariana che è condotta in processione, dapprima per le vie del Lido e poi sul mare. La consuetudine di onorare con una ricorrenza religiosa la protettrice dei marittimi si è consolidata nel tempo, arricchendo le giornate dedicate a questa celebrazione anche con altre manifestazioni, tra le quali: simposi di carattere artistico, concerti, eventi sportivi, una gara velica e la Sagra del pesce.
La storia di questa festa, definita anche più semplicemente dai giuliesi la Festa della Madonna del Porto, affonda le sue radici nell'estate dell'anno 1912, quando il rito religioso cattolico del corteo processionale si è tenuto per la prima volta.
All'inizio del XX secolo, l'area urbana che costeggia il litorale locale, oggi chiamata Giulianova Lido, era individuata con il toponimo di Borgata Marina.[31] Si trattava di una zona in crescente sviluppo e il costante incremento di anime determinò la necessità di dar vita al primo presidio spirituale e alla prima comunità parrocchiale. Fu così che ebbe inizio il lavoro di costruzione della chiesa dedicata alla Natività di Maria Vergine, un edificio religioso consacrato il 30 luglio 1911 ed eretto a parrocchia nel 1927. La piccola chiesa fu corredata dalla prima statua dedicata alla Madonna del Portosalvo, un'effigie conformata in cartapesta, acquistata nel 1912, presso una ditta della città di Campobasso, da un apposito comitato costituito per scegliere il simulacro mariano da esporre e venerare nell'aula sacra. La stessa statua è stata annoverata nell'inventario degli arredi sacri della chiesa giuliese dell'anno 1927 e descritta come Madonna del Porto.[32] Il manufatto è stato restaurato in occasione del centenario della fondazione della chiesa della Natività di Maria dove'è tuttora custodito nel locale della sagrestia. In seguito, nell'anno 1942,[33] a causa delle precarie condizioni di conservazione dell'immagine in cartapesta, la chiesa giuliese si dotò della nuova statua processionale, realizzata in gesso. La scelta iconografica della Vergine, che poggia la mano destra sull'ancora, simbolo di costanza e fermezza, fu ritenuta la più idonea a divenire il riferimento religioso della spiritualità e socialità per accompagnare lo sviluppo della nuova zona urbana che si andava espandendo, e ad essere venerata dalla comunità che, numerosa e operosamente dedita alla pesca, ancora oggi continua a stringere un intenso e confidente dialogo col mare. La prima statua è stata condotta in processione nell'estate del 1912, dopo la messa celebrata nella chiesa della Natività di Maria, ed ha attraversato le attuali via Galileo Galilei e via Nazario Sauro raggiungendo la zona dove oggi si trova il Circolo Nautico in cui ebbe luogo lo spettacolo pirotecnico eseguito e curato dalle ditte di Zuccarini di Corropoli e di Anastasio di Nereto. Da allora si è consolidata e ripetuta, con cadenza annuale, la festa che, probabilmente, sebbene non si abbiano notizie confermate, ha avuto un'interruzione durante la prima guerra mondiale, negli anni compresi tra il 1915 e il 1918. Si hanno notizie certe, supportate da documentazione comprovante, delle celebrazioni avvenute negli anni 1923, 1924, 1926 e 1932 quando, in quest'ultima data, i festeggiamenti si tennero per due giornate. La tradizione di portare in processione sul mare la statua della Madonna del Portosalvo fu introdotta con certezza dall'agostiniano monteluponese don Raffaele Baldassarri, (1877-1965), appartenente al clero aprutino e investito della nomina di parroco di Giulianova Spiaggia dal 1935 al 1959, anno in cui fu avvicendato da monsignor Ennio Lucantoni. Fino ad allora il rito processionale si era svolto solo all'interno della cittadina, seguendo il percorso tra le vie del paese, poiché i natanti della flotta di Giulianova, costituita da barche a vela, lancette e paranze, non ancora motorizzati, non erano idonei a trasportare il peso della statua in mare.

La festa religiosa contemporanea si articola in più giornate, cadenzate da diversi momenti dedicati alla venerazione della Vergine del Portosalvo.

  • Peregrinatio Mariae - Primo evento che avvia la festa giuliese. Ha luogo il primo sabato del mese di agosto ed è costituito dalla fastosa e sempre molto partecipata cerimonia del cammino che l'effigie della Madonna compie dalla chiesa della Natività di Maria, dov'è custodita durante l'anno, per raggiungere la nuova chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo il giorno successivo (prima domenica di agosto). La statua è condotta attraverso le vie cittadine seguendo un percorso itinerante, che si rinnova ogni volta, scandito dalla sosta dedicata alla celebrazione della santa messa e alla veglia di preghiera che ha luogo presso aree e spazi privati appartenenti ai fedeli, luoghi dove l'immagine mariana resta nella notte tra il sabato e la domenica, prima di giungere nella chiesa di San Pietro.
  • Triduo di preghiera - Nei tre giorni che precedono la solenne processione, nella chiesa di San Pietro Apostolo, dopo il tramonto, si recitano le preghiere del triduo seguito dalla messa.
  • Processione sul mare o Processione a mare – Il corteo processionale, seguito dalle locali autorità religiose, civili e militari, da una banda musicale e da fedeli e turisti, inizia a comporsi all'uscita della chiesa di San Pietro Apostolo e percorre: via Orsini, via Nazario Sauro, piazza Dalmazia ed arriva al Molo Nord dove avviene l'imbarco della statua che è ospitata dal peschereccio scelto, mediante un sorteggio, dalla Guardia Costiera. La motonave, tra il suono delle sirene di tutti i natanti addobbati a festa che la scortano, esce dal porto, prende il largo in direzione nord e, costeggiando il mare antistante alla città, giunge fino all'altezza del fiume Salinello dove si ferma ed avviene la cerimonia di commemorazione dei caduti in mare con il lancio di una corona di alloro, mentre le altre imbarcazioni si dispongono in cerchio in segno di omaggio. Da qui il corteo riprende la via del ritorno per poi attraccare alla Banchina di Riva Mariani d'Italia dove ha luogo la messa solenne all'aperto. A conclusione della celebrazione la statua della Madonna del Portosalvo percorre via terra un segmento del Lungomare Zara, via Thaon di Revel e torna nella chiesa della Natività di Maria.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura, pesca ed industria[modifica | modifica sorgente]

Le attività agricole, che un tempo rivestivano una notevole importanza per la città, occupano oggigiorno un peso modesto nella formazione del reddito. Importanza maggiore ha invece la pesca. Per quanto riguarda le attività industriali si segnala la presenza, nel comune di Giulianova, di un certo numero di piccoli centri manifatturieri (molti dei quali legati all'industria dell'abbigliamento) e di alcune attività artigianali, in franco regresso da alcuni decenni.

Turismo e commercio[modifica | modifica sorgente]

L'economia del territorio si basa in massima parte, fin dagli anni settanta del secolo scorso, sul settore terziario: commercio, servizi e, soprattutto, turismo. Giulianova vanta tradizioni turistiche risalenti agli ultimi anni dell'Ottocento e ai primi del Novecento, allorché si iniziarono ad edificare sul lungomare (la futura Giulianova Lido) ville e residenze destinate all'aristocrazia e alla borghesia non solo locali, ma provenienti anche da altre zone d'Abruzzo e d'Italia. Il movimento turistico si consolidò negli anni venti e trenta del XIX secolo ma riuscì a svilupparsi pienamente e ad esprimere tutte le proprie potenzialità solo nel secondo dopoguerra con la costruzione di molte seconde case, di decine e decine di alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari. La bella spiaggia di fine arena, da oltre un decennio insignita della Bandiera Blu, il porto turistico, la pista ciclabile che attraversa tutto il lungomare, attraggono ogni anno numerosi villeggianti dall'Italia e dall'estero. La ciclabile attualmente in funzione raggiunge a nord la riva destra del Tronto, a sud Cologna spiaggia (per un totale di 25 km) e fa parte della estesa Ciclovia Adriatica, che, una volta completata, dovrebbe svilupparsi lungo l'intera linea costiera adriatica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

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Foto panoramica del Porto di Giulianova

Porto di Giulianova[modifica | modifica sorgente]

Giulianova possiede un porto di III classe articolato in due moli e dotato di due banchine, un pontile, uno scalo di alaggio, due distributori di combustibile, tre officine meccaniche, un ampio magazzino e una decina di colonnine per l'erogazione idrica. Durante il 2009 ospitava contemporaneamente non più di duecentocinquanta imbarcazioni, in massima parte destinate alla pesca.

Trasporto ferroviario[modifica | modifica sorgente]

Stazione di Giulianova dal lato binari. Inquadratura sulla pensilina realizzata dalla celebre ditta "Ferrari".

La città possiede la principale stazione provinciale, nonché una delle più importanti dell'intera regione, risultando quindi ottimamente collegata con i maggiori centri d'Italia. È una stazione di scambio, in quanto vi convergono due linee ferroviarie: l'Adriatica e la Giulianova-Teramo.

Trasporto urbano ed extraurbano[modifica | modifica sorgente]

A livello urbano, la Gaspari Bus si occupa del collegamento dell'intero territorio comunale e non solo, arrivando fino a Mosciano Sant'Angelo. Inoltre fornisce un servizio di linee verso gli aeroporti romani di Ciampino e Fiumicino.

I collegamenti extraurbani sono affidati all'A.R.P.A., mentre il Gruppo Baltour serve la città con linee nazionali.

A Giulianova è presente anche il servizio taxi.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Dal settembre 2008, a seguito alle dimissioni della maggioranza dei membri del Consiglio Comunale dovute alla candidatura del Sindaco Ruffini al Consiglio regionale dell'Abruzzo, fino al giugno 2009, il Comune di Giulianova è stato retto da un Commissario Straordinario, Paola Iaci, vice-prefetto di Teramo.

Nel giugno del 2009 è stato eletto sindaco della città, al ballottaggio, l'ex Vicesindaco della Giunta Ruffini Francesco Mastromauro, candidato del PD e sostenuto da Italia dei Valori, Sinistra e Libertà e Comunisti italiani che ha riportato una netta affermazione (con circa il 62,5% dei voti) sul candidato della coalizione di centro-destra, l'ex Sindaco di centrodestra dal 1999 al 2003 Giancarlo Cameli (37,5% dei voti circa).

Segue un elenco delle amministrazioni locali con il Sindaco eletto direttamente dai cittadini.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 maggio 1995 13 giugno 1999 Giancarlo Cameli CDU Sindaco
14 giugno 1999 19 novembre 2003 Giancarlo Cameli CDU Sindaco
20 novembre 2003 16 giugno 2004 Dott. Salvatore Marino Commissario
13 giugno 2004 28 luglio 2008 Claudio Ruffini DS Sindaco
29 luglio 2008 17 agosto 2008 Francesco Mastromauro DS Vicesindaco f.f.
18 agosto 2008 22 giugno 2009 Dott.ssa Paola Iaci Commissario
23 giugno 2009 24 gennaio 2014 Francesco Mastromauro PD Sindaco
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Giulianova.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giulianova Calcio.

È lo sport di gran lunga più seguito in città. Il Giulianova Calcio, ex-Società Polisportiva Giulianova, che attualmente milita nel campionato di Serie D, a causa della mancata iscrizione in Lega pro per la stagione 2012/2013, è stato fondato nel 1924. Il campo di gioco è sempre stato lo Stadio Rubens Fadini (in via Migliori, nella parte alta della città), intitolato al noto calciatore del Torino scomparso nella tragedia di Superga. Per effetto dei numerosi lavori di ristrutturazione e ampliamento succedutisi nel corso degli anni, tale stadio ha attualmente una capienza di 4.347 spettatori.

Tra i momenti più significativi nella storia del calcio giuliese ricordiamo la promozione in serie C del 1971, al termine della storica, ultima partita-spareggio col Bellaria vinta per 2-1, il campionato di serie C 1972-1973, quando i giallorossi, allenati da Giovan Battista Fabbri, arrivarono secondi dietro la Spal sfiorando la promozione in serie B, e in tempi più recenti, il ritorno in C1 nel 1996, e i due spareggi play-off per la cadetteria, nel 1997 e nel 1999. Vanta oltre 40 anni di professionismo, ed è la squadra d'Abruzzo con maggiori partecipazioni alla Serie C1. Fiore all'occhiello del Giulianova Calcio è sempre stato il settore giovanile, che può fregiarsi di ben 10 titoli di Campione d'Italia vinti a livello di campionati Allievi, Juniores e Berretti. Tra i calciatori cresciuti nel Giulianova e arrivati ai massimi vertici del calcio nazionale: Franco Tancredi, Renato Curi, Giuseppe Lelj, Pasquale Jachini, Federico Giampaolo, Federico e Cristiano Del Grosso.

Altre squadre della città sono il Colleranesco Calcio e l' Annunziata Giulianova.

Basket in carrozzina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Polisportiva Amicacci.

Nata nel 1982, la Polisportiva Amicacci Giulianova, milita nel campionato di Serie A1 di Handibasket.

Nella stagione 2010/2011, alza il suo primo trofeo internazionale, la Challenge Cup, battendo i padroni di casa del Getafe. Altro storico successo arriva l'anno seguente, che vede l'Amicacci portarsi a casa la Coppa Vergauwen(il secondo trofeo internazionale per importanza), ancora in Spagna, stavolta a Valladolid, contro gli olandesi del Verkerk.

L'Edizione 2012/2013 della Coppa Vergauwen(o Eurolega 2) è stata organizzata dalla Polisportiva Amicacci nelle sedi di Giulianova e Roseto Degli Abruzzi[35].

La classifica stilata dall'IWBF, aggiornata al 9 maggio 2013, vede l'Amicacci al 9º posto nel renking europeo[36].

Roster dell'Amicacci Giulianova nella stagione 2012/2013:

Cognome Nome Ruolo Nazionalità
Simone De Maggi Ala Italia Italia
Eric Aubry Guardia/Play Francia Francia
Francesco Minella Guardia Italia Italia
Ozcan Gemi Play/Guardia Italia Italia
Galliano Marchionni Play/Ala Italia Italia
Simone Turlo Pivot Italia Italia
Andrea Accorsi Guardia Italia Italia
Houcine Belaid Ala forte/Play Francia Francia
Janet McLachlan Pivot Canada Canada
Andrzej Macek Guardia Polonia Polonia
Domenico Miceli Play/Guardia Italia Italia
Krzysztof Bandura Pivot Polonia Polonia
Flaviano Di Massimantonio Ala forte Italia Italia
Luca Biondi Guardia Italia Italia

Coach: Claudio De Luca

Assistente: Gino Rosa

Preparatore atletico: Gregory Recinelli

Il capitano della squadra Galliano Marchionni, ha partecipato, con la Nazionale italiana di handibasket, alle Paralimpiadi di Londra 2012.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

La città di Giulianova fu sede, fra metà degli anni settanta e novanta, del gruppo sportivo professionistico Gis Gelati, fondato dal commendator Pietro Scibilia, il quale annoverò fra le sue fila, numerosi campioni, tra cui Marino Basso e Francesco Moser, entrati nella storia del Giro d'Italia.

Tre volte Giulianova fu partenza di una tappa del Giro d'Italia:

Data Tappa Arrivo km Vincitore Nazionalità
1966 (28 maggio) 11ª Cesenatico 229 Rudi Altig bandiera Germania Ovest
1987 (1º giugno) 11ª Osimo 245 Robert Forest Francia Francia
2001 (20 maggio) Francavilla al Mare 208 Ellis Rastelli Italia Italia

Vela[modifica | modifica sorgente]

Tre associazioni sportive si occupano di vela a Giulianova: il Circolo Velico "42º Parallelo", la Lega Navale ed il Circolo Nautico "Vincenzo Migliori".

Il Circolo Nautico "Vincenzo Migliori", nato nel 1958, è sede della Lega Navale locale. Ha ospitato competizioni di livello nazionale, quali la Venezia-Montecarlo e, per due anni consecutivi, il Campionato Italiano di pesca d'Altura, ed è stato per sei volte tappa del Giro d'Italia a Vela.

« La tappa di Giulianova è per me "obbligata" in quanto, per tutti i concorrenti ed il seguito, è diventata istituzionale »
(Cino Ricci)

Il 15 luglio 2012 con una prova d'anticipo rispetto al programma, vince, a Trieste, il Mittel Europa Criterium, con il quale si fregia del titolo di "Campione del Centro Europa di vela". Altra vittoria prestigiosa arriva sul finire del settembre dello stesso anno. Sempre nelle acque triestine, il Circolo Nautico V. Migliori, porta a casa con due vittorie e due secondi posti la 51ma edizione della Settimana Velica Internazionale. Il 14 ottobre 2012 ha partecipato alla 44ma Barcolana, la principale competizione nazionale della vela.

Atletica[modifica | modifica sorgente]

Ecologica "G"

L’Associazione Polisportiva Dilettantistica Ecologica “G” fondata nel 1979, rappresenta oggi una delle più interessanti associazioni cittadine non solo nel campo dello sport. Nei suoi 31 anni di attività hanno fatto parte dell’Associazione quasi 4.000 tra adulti e bambini indifferentemente da età, ceto sociale o nazionalità con l’obiettivo comune di fare sport.

Negli anni ottanta l’Ecologica “G“ si è fatta conoscere a livello nazionale fregiandosi per 7 anni consecutivi del titolo nazionale di corsa su strada e staffetta con il settore femminile. Al 1980 risale una corsa che attraversò un periodo di grande rilevanza nel panorama atletico italiano: la "Su e giù per Giulianova" (nata originariamente come “Pnnzi’ e pnngnò a Giglie”, traduzione dialettale). La V edizione del 1985 fu valida come gara di Campionato Italiano di Mezza Maratona e vide la partecipazione di oltre 1500 atleti.[37]

Uno dei fondatori dell'Ecologica "G" fu Mario Bollini, il quale, il 14 dicembre 2010, ha ricevuto dal Comune di Giulianova una targa di riconoscimento come unico atleta al mondo ad aver partecipato per 25 volte consecutivamente alla maratona di New York.[38]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Rubens Fadini
  • Campo comunale "Castrum"
  • Palacastrum
  • Campo d'atletica "G. Massi"
  • Pista di pattinaggio "G. Massi"
  • Pista di pattinaggio "Piazza Ex Golf Bar"
  • Complesso sportivo comunale
    • Circolo tennis
    • Bocciodromo
    • Piscina comunale
    • Sala voga
    • Impianti per calcio a 5
  • Complesso sportivo[39]
  • Palestra di lotta Greco Romana[40]
  • Pista Gialla (karting)
  • Pista dell'Adriatico (minimoto)
  • Palestra privata di arti marziali
  • Impianti sportivi privati

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Storici e scrittori di Giulianova. Titolo del libro: Giulianova - La posillipo degli abruzzi - Le cento Citta' d'Italia illustrate (ristampa). Autore: Vincenzo Bindi
  3. ^ Cfr. il
  4. ^ Cfr. la mappa relativa alle regioni climatiche in: AA. VV. Grande Atlante d'Italia De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1987, pag. 235.
  5. ^ Cfr. le mappe relative agli elementi climatologici, Ibidem, pag. 234.
  6. ^ I dati riportati in tabella sono estratti dal sito di ENEA (Centro ricerche Casaccia)
  7. ^ S, Geografia (ΓΕΩΓΡΑΦΙΚΑ), libro V, 4, 2.
  8. ^ Il toponimo di Giulia nova veniva usato soprattutto nella lingua scritta e in cartografia. Fu con tale denominazione che apparve nella Carta del Regno di Napoli di Giordano Ziletti (Venezia, 1557), nella Carta d'Abruzzo Ultra, di Natale Bongiorno (Roma, 1587) e in altre note mappe di epoche successive. Le carte indicate sono citate in: Mario Bevilacqua, Giulianova. La Costruzione di una città ideale del Rinascimento, Napoli, Electa Napoli (del Gruppo Mondadori Electa SpA), 2002, ISBN 88-510-0085-9.
  9. ^ Nel dialetto locale tuttavia, il toponimo di Gigljie (Giulia) continua a coesistere insieme a quello di Giulianova.
  10. ^ Massimo Costantini e Costantino Felice (a cura di), AA.VV. Storia d'Italia, le Regioni dall'Unità ad oggi. L'Abruzzo, Torino, Giulio Einaudi Ed., 2000, p. 123, ISBN 88-06-15123-1.
  11. ^ Mario Bevilacqua, Op. cit., pag. 33.
  12. ^ Mario Bevilacqua, op. cit., pag. 41.
  13. ^ Mario Bevilacqua, Op. cit., pag. 36.
  14. ^ Mario Bevilacqua, Op. cit., pag. 48.
  15. ^ Cfr. il sito ufficiale del Comune di Giulianova
  16. ^ http://www.giulianovaweb.it/guida/43.htm
  17. ^ http://www.giulianovaweb.it/guida/43.htm
  18. ^ http://turismo.provincia.teramo.it/arte-e-cultura/siti-archeologici/castrum-novum
  19. ^ http://www.giulianovaweb.it/guida/43.htm
  20. ^ http://www.giulianovaweb.it/guida/43.htm
  21. ^ http://www.giulianovaweb.it/Cenni_storici_su_Giulianova/Il_Belvedere.htm
  22. ^ http://www.giulianovaturismo.it/index.php/eventi/percorsi-ciclo-pedonali/via-per-giulia/21-guide
  23. ^ http://www.giulianovaweb.it/Cenni_storici_su_Giulianova/La_lapide_porta_marina.htm
  24. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  25. ^ Numero degli immigrati a Giulianova per provenienza. URL consultato il 24-09-2011.
  26. ^ Sede distaccata di Giulianova presso il Palazzo Kursaal
  27. ^ Radio G Giulianova URL consultato il 7 settembre 2012.
  28. ^ Cfr. il sito della Regione Abruzzo
  29. ^ Egidio De Maulo, discepolo del Carelli e suocero di Vincenzo Bindi. Scheda di Egidio De Maulo, in Giuliesi illustri - Sito giulianovaweb.it URL consultato il 7 ottobre 2012.
  30. ^ Acqua, luce e fuoco. Sito provinciaditeramo.it URL consultato il 23 agosto 2012.
  31. ^ O. Di Stanislao, Op. cit., p. 7.
  32. ^ O. Di Stanislao, Op. cit., p. 77.
  33. ^ O. Di Stanislao, Op. cit., p. 76.
  34. ^ Giulianova e Mantova firmano il gemellaggio in il Centro. URL consultato il 25-07-2012.
  35. ^ Polisportiva Amicacci | Handibasket
  36. ^ Ranking clubs
  37. ^ http://www.ecologicag.it/la-societa.html
  38. ^ http://www.cityrumors.it/sport/altri-sport/giulianova-record-di-presenze-alla-maratona-di-new-york-mastromauro-premia-mario-bollini-25810.html#.UH1RisUxrNp
  39. ^ in frazione Colleranesco
  40. ^ In frazione Case di Trento

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ottavio Di Stanisalo, Le modifiche ottocentesche alla città acquaviviana. Mura, bastioni, porte, viabilità, Teramo, Banca di Tereamo, 2012.
  • Mario Bevilacqua, Giulianova. La costruzione di una città ideale del Rinascimento, Napoli, Electa Napoli (del gruppo Mondadori Electa SpA), 2002, ISBN 88-510-0085-9.
  • Mario Bevilacqua, Impianto vitruviano ed echi albertiani nel disegno urbano di Giulianova, in Quasar - Quaderni di Storia dell'Architettura e del Restauro, 22, 1999.
  • Vincenzo Bindi, Giulianova. La Posillipo degli Abruzzi, in: Le Cento Città d'Italia Illustrate, Sonzogno, Milano, 1927.
  • Mario Montebello, Francesco di Giorgio Martini e Giulianova, Padova, Bottega d'Erasmo, 1994.
  • Ottavio Di Stanislao, (a cura di), La spiaggia di Giulianova e la sua chiesa, 1911-2011, centenario della consacrazione della chiesa della Natività di Maria Vergine nella marina di Giulianova, Tipografia Braga, Giulianova (TE), luglio 2011, pp. 4–8, 76-77, 81, 85, 110-111.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]