Monte Conero

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Monte Conero
Il Monte Conero visto da Sirolo
Il Monte Conero visto da Sirolo
Paese bandiera Italia
Regione Marche
Provincia stemma Ancona
Contea {{{contea}}}
Altezza 572 m s.l.m.
Catena
Cratere {{{diametrocratere}}} m
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Ultima eruzione {{{ultimaeruzione}}}
Coordinate 43°33′07″N 13°36′17″E / 43.5520, 13.6047
Altri nomi e significati Monte d'Ancona
Data prima ascensione
Autore/i prima ascensione
Monte Conero (Italia)
Monte Conero
Monte Conero
SOIUSA
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Coordinate: 43°33′07″N 13°36′17″E / 43.5520, 13.6047 Il monte Conero o monte d'Ancona con i suoi 572 m di altezza è il promontorio più elevato del medio Adriatico e quello che ha le rupi marittime più alte di tutto l'Adriatico italiano (500 metri). Nonostante la sua limitata altitudine, merita appieno il nome di monte per l'aspetto maestoso che mostra a chi lo osserva dal mare, per i suoi sentieri alpestri, per gli strapiombi altissimi con panorami mozzafiato e per le attività che vi si svolgono tipiche della montagna, come l'arrampicata libera. Forma un promontorio il cui territorio costituisce il Parco regionale del Conero. Il nome viene dal greco κόμαρος (pron. kòmaros) che vuol dire letteralmente Ciliegio di mare oggi comunemente chiamato corbezzolo, un albero mediterraneo molto diffuso nei boschi del Conero. Sulle sue pendici settentrionali sorge la città di Ancona, e su quelle meridionali i paesi di Sirolo e di Numana. La parte centrale del promontorio è la più elevata ed è ricoperta di boschi, per la maggior parte costituiti da macchia mediterranea. Il promontorio del Conero, unico tratto di costa rocciosa calcarea da Trieste al Gargano, spezza la lineare e sabbiosa costa adriatica in due tratti con orientamento diverso, meritando per questo motivo l'appellativo di "gomito d'Italia", condiviso anche dalla città di Ancona, che sorge su di esso. Il nome di "Monte d'Ancona" è storicamente il più popolare con il quale è conosciuto il Conero. Da tutta la montagna marchigiana il Monte spicca nel panorama come una cupola color verde scuro che si spinge nel mare.

Dal punto di vista geologico il Monte d'Ancona è una piega dell'Appennino Umbro-Marchigiano, e precisamente quella ce si spinge di più verso oriente, fino, appunto, a toccare il mare. La sua forma a cupola è data dall'essere una anticlinale a vergenza appenninica, ossia con la pendenza dei suoi strati rocciosi più dolce verso l'interno e più aspra verso il mare, in cui, anzi, gli strati sono quasi verticali, in alcuni tratti. Da Ancona a Portonovo la roccia è marna calcarea o argillosa, da Portonovo a Sirolo è costituita da calcare puro, per poi tornare a eserre marna da Sirolo a Numana.

Le spiagge del promontorio del Conero sono quelle tipiche della costa alta: raggiungibili da ripidi e panoramici sentieri (detti "stradelli"), sono separate le une dalle altre da tratti di costa in cui le rocce si immergono direttamnte nel mare; inoltre è caratteristica la presenza di file di scogli bianchi in corrispondenza di ogni spogenza rocciosa.

Mezzavalle dal Monte Conero

Il corbezzolo ha dato nome al Conero, ma l'albero più diffuso è il leccio, un tipo di quercia sempreverde con le foglie piccole e ovali. Tra la fauna del Monte Conero si trovano molti animali. Tra i mammiferi il tasso, la faina, la donnola, tra gli anfibi l'ululone dal ventre giallo, tra gli uccelli il falco pellegrino (ce ne sono due coppie), il martin pescatore, il rondone pallido, tra gli insetti la farfalla del corbezzolo (Charaxes jasius). Per ciò che riguarda la vegetazione si deve ricordare che al Monte Conero vivono più di 1500 tipi di piante diverse e che è l'habitat adatto soprattutto per le piante della macchia mediterranea: alaterno, fillirea, stracciabrache, rosa sempreverde, laurotino, lentisco, terebinto. Nel versante orinetale, affacciato sul mare vivono la violaciocca, il cavolo marittimo, il finocchio marino, l'euforbia arborescente e il ginepro coccolone (queste ultime due molto rare lungo Adriatico) ed infine l'Euforbia characias (rarissima in tutto il Mediterraneo). Tra gli arbusti diffusa è la ginestra.. Il versante sud-occidentale è stato oggetto di rimboschimento negli anni '30, principalemnte usando pini d'Aleppo, ma sono stati usati anche pini marittimi, cedro dell'Atlante e cedro dell'Himalaya, cipresso dell'Arizona, il cipresso mediterraneo e le roverelle.

Questa punta rocciosa rompe l'omogeneità della linea costiera adriatica ed assume un alto valore naturalistico. È una piega appenninica che si protende nel mare e si lega all'entroterra. Già dal miocene segnala la sua presenza come avamposto dell'Appennino. È una forma calcarea, composta di stratificazioni successive inclinate verso il mare, le cui onde hanno libero sfogo nel compiere il proprio operato erosivo: infatti, sono frequenti le frane e i crolli che originano spiagge come quella di Portonovo.

Il monte riveste inoltre un importante punto strategico per il controllo dell'Adriatico, infatti sulla sommità è presente un'imponente stazione radio, sia civile (ripetori televisivi, radiofonici, ecc) che militare (centro operativo della marina militare italiana). Esistono pertanto alcune limitazioni per la sua esplorazione, anzitutto per il fatto che è un parco naturale e alcune aeree sono chiuse al transito di veicoli (sono comunque raggiungibili a piedi o in bicicletta), sia per il fatto che alcune aree sono sottoposte alla legislazione di zona militare (divieto di eseguire fotografie o riprese video). Inoltre sono presenti alcune zone di proprietà del demanio militare (quindi inaccessibili da civili se non scortati) con tanto di vigilanza armata.

[modifica] La base militare

Tra le località Poggio e Massignano, è presente un ingresso di quella che era una delle basi strategiche per l'adriatico della marina. La sua estensione, principalmente sotterranea, è costituita da grandi gallerie scavate nella roccia.

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