Industria litica

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Bifacciale di selce di Venerque (Francia).

In archeologia preistorica, l'espressione industria litica (dal greco antico lithos, «pietra») indica l'insieme degli oggetti di pietra realizzati dall'uomo, a partire da ciottoli intenzionalmente modificati. Nella pratica questa espressione indica gli utensili finiti, le armi e il complesso dei sottoprodotti legati alla loro fabbricazione.

Le industrie litiche sono state utilizzate per definire i differenti periodi che hanno scandito la preistoria. Per i periodi più antichi (Paleolitico inferiore e medio) i manufatti litici costituiscono gli elementi di definizione essenziali per la posizione cronologica delle varie periodizzazioni e per eventuali datazioni, mentre per periodi più recenti le realizzazioni dell'industria della pietra si affiancano a partire dal Paleolitico superiore ai manufatti ossei e dal Neolitico a quelli ceramici.

Per gli evidenti problemi di conservazione dei materiali organici (quale ossa, legno, cuoio) i manufatti litici sono spesso l'unica testimonianza della cultura materiale preistorica ad essere sopravvissuta fino ai tempi nostri.

Paleolitico[modifica | modifica sorgente]

Il paleolitico è caratterizzato dalla realizzazione degli strumenti litici con la tecnica della pietra scheggiata. Questa tecnica fu ancora utilizzata nei periodi successivi, ma mescolata ad altre di più recente introduzione.

La classificazione dei manufatti può seguire le liste tipologiche di Bordes (suddivisa in strumenti su scheggia, nuclei e bifacciali), di Broglio-Kozlowski (suddivisa in pre-nuclei e nuclei, strumenti e armature), di de Sonneville Bordes-Perrot e di Tixier. In Italia è assai diffusa fra gli studiosi la lista di Laplace, conosciuta anche come "tipologia analitica" e fondata sul polimorfismo dei tipi primari.

Le tecniche di scheggiatura possono essere: "a percussione diretta", "a percussione indiretta", "a percussione bipolare" (su incudine), "a pressione".

Paleolitico inferiore[modifica | modifica sorgente]

Nel paleolitico inferiore gli utensili erano realizzati con ciottoli scheggiati (cultura dei ciottoli, o "Pebble Culture") o manufatti a forma di mandorla (bifacciali o amigdale).

Abbiamo testimonianza di manufatti su ciottoli appena scheggiati ("choppers" e "chopping tools") associati a diversi strumenti ricavati da schegge (raschiatoi e punte), manufatti litici derivati da grandi schegge con piano di percussione obliquo e manufatti di tipo clactoniano associati ad altri di tipo musteriano.

Paleolitico medio[modifica | modifica sorgente]

Nel paleolitico medio si assiste ad una crescita della varietà dei manufatti che sono in questa fase caratterizzati da un perfezionamento delle tecniche di lavorazione (scheggiatura "levalloisiana" o tecnica Levallois, dal sito di Levallois, differenziazione degli strumenti su scheggia, aumento degli strumenti derivati da lama).

Una campagna di scavi iniziata nel 1999 nella caverna «PP13B» di Pinnacle Point (Sudafrica) ha fatto rinvenire numerosi piccoli strumenti di silcrete risalenti anche a 164 000 anni fa; poiché la lavorazione della silcrete richiede il suo riscaldamento per lungo tempo alla temperatura di 350 °C, queste scoperte hanno fatto anticipare una tecnica che fino a poco tempo fa si riteneva avesse avuto origine in Francia in epoca molto più recente[1].

Paleolitico superiore[modifica | modifica sorgente]

In questo periodo, caratterizzato dalla diffusione in Europa dell'Homo sapiens sapiens, si perfeziona la tecnica di scheggiatura a pressione, che consente di ottenere manufatti di grande raffinatezza. I manufatti litici sono ricavati soprattutto da lame e microlamine, mentre ha inizio la diffusione dei manufatti in osso e la lavorazione dell'avorio. Tra le realizzazioni caratteristiche del periodo troviamo bulini, punte ritoccate (punte gravettiane), manufatti di piccole dimensioni (microliti).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Kyle S. Brown, Curtis W. Marean, Andy I. R. Herries, et al., «Fire As an Engineering Tool of Early Modern Humans». Science 325(5942): 859 - 862 (14 August 2009) DOI: 10.1126/science.1175028

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Inizan, M-L., Reduron-Ballinger, M., Roche, H. et Tixier, J. (1995) - Préhistoire de la Pierre Taillée - t. 4 : Technologie de la pierre taillée, Meudon, CREP, 199 p.

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