Giovanni Spadolini
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| Giovanni Spadolini | ||||
| Luogo di nascita | Firenze | |||
| Data di nascita | 21 giugno 1925 | |||
| Luogo di morte | Roma | |||
| Data di morte | 4 agosto 1994 | |||
| Partito politico | Partito Repubblicano Italiano | |||
| Coalizione | Pentapartito | |||
| Mandato | 28 giugno 1981 - 1° dicembre 1982 | |||
| Titolo di studio | laurea in giurisprudenza | |||
| Professione | docente universitario, politico, giornalista | |||
| Predecessore | Arnaldo Forlani | |||
| Successore | Amintore Fanfani | |||
| Parlamento Italiano Senato della Repubblica |
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| Sen. Giovanni Spadolini | |
| Partito | Partito Repubblicano Italiano |
| Legislatura | VI, VII, VIII, IX, X, XI e XII |
| Gruppo | Repubblicano |
| Circoscrizione | Lombardia |
| Senatore a vita | |
| Nomina | Presidenziale |
| Data nomina | 1 giugno 1991 |
| Incarichi parlamentari | |
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| « Il male che mi affligge si chiama Italia. Questo paese ha tanti problemi e io sono qui senza poter far nulla. » | |
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(Giovanni Spadolini)
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| « È morto al momento giusto, perché non era trasferibile in questa Seconda Repubblica. » | |
Giovanni Spadolini (Firenze, 21 giugno 1925 – Roma, 4 agosto 1994) è stato un politico, storico e giornalista italiano.
È stato più volte ministro e, tra il 28 giugno 1981 e il 1° dicembre 1982, Presidente del Consiglio dei Ministri, il primo non democristiano nella storia dell'Italia repubblicana. Infine, fu Presidente del Senato dal 1987 al 1994 e Senatore a vita dal 1991 al 1994.
Indice |
[modifica] Formazione culturale ed attività giornalistica
Nacque in una famiglia borghese: il padre era un pittore macchiaiolo, proprietario di una grande biblioteca nella quale il giovane Giovanni studiò ed iniziò a formare la sua cultura ispirata ai valori laici, liberaldemocratici e repubblicani. Esordì nel 1944 sul periodico fascista vicino al filosofo idealista Giovanni Gentile Italia e civiltà, ma scrisse anche articoli sul giornale La Difesa della Razza di Telesio Interlandi.
Nel secondo dopoguerra Spadolini divenne giornalista, collaborando dal 1947 al romano Il Messaggero, diretto da Mario Missiroli, e, nel 1950, a Il Borghese di Leo Longanesi (che, in quell'anno, gli pubblicò il saggio d'esordio Il Papato socialista), passando poi al concorrente Il Mondo, diretto da Mario Pannunzio, di ispirazione radicale. Nel 1953 venne chiamato al Corriere della Sera da Mario Missiroli, che era passato nel frattempo alla guida del quotidiano milanese. Dopo soli due anni, venne nominato direttore de Il Resto del Carlino, incarico che mantenne per tredici anni (un periodo insolitamente lungo per il quotidiano bolognese), fino al 1968, quando, succedendo ad Alfio Russo, divenne direttore del Corriere della Sera. [1]
Spadolini avvicinò nettamente la linea politica del giornale al centrosinistra. La sua esperienza al Corriere della Sera fu più breve della media (di solito i contratti dei direttori del Corriere duravano cinque anni) poiché si concluse con il licenziamento anticipato, nel marzo 1972.
Nel maggio di quell'anno dovevano tenersi le elezioni politiche anticipate, e Indro Montanelli suggerì a Ugo La Malfa che gli aveva offerto un collegio senatoriale sicuro di candidare Spadolini al suo posto [2]. Spadolini fu eletto nelle liste del Pri come indipendente, iniziando una brillante carriera politica.
[modifica] Attività accademica
Fu chiamato dalla Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze, il cui preside, Giuseppe Maranini, era stato colpito dai suoi scritti. L'ateneo fiorentino istituì appositamente per lui una cattedra in Storia contemporanea alla "Cesare Alfieri". Spadolini fu autore di molteplici, eccellenti, saggi sulla storia italiana tra Otto e Novecento, incentrati sui movimenti cattolici, radicali e repubblicani.
Anche in seguito, nel fervore dell'attività politica, l'impegno intellettuale e culturale non venne da lui trascurato: fu per 18 anni (dal 1976 alla morte) presidente del consiglio di amministrazione dell'Università Bocconi di Milano, nel 1980 creò la "Fondazione Nuova Antologia", nel 1990 fu nominato presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici, fondato da Benedetto Croce. È considerato uno dei più grandi studiosi e conoscitori della storia italiana dell'Ottocento, della quale ha scritto anche numerosi saggi e manuali scolastici e universitari.
[modifica] Attività politica
Spadolini passò dal Partito Radicale a quello Repubblicano negli anni cinquanta. Eletto senatore come indipendente nel PRI alle elezioni politiche del 1972 (vedi supra), nel 1974 fu "creatore" e primo ministro dotato di portafoglio dei Beni culturali e ambientali (le competenze del nuovo ministero spettavano precedentemente al Ministero della Pubblica Istruzione e al Ministero dell'Interno) nel governo "bicolore" Dc-Pri presieduto da Aldo Moro (il cosiddetto governo "Moro-La Malfa").
Nel 1979 fu per pochi mesi ministro della Pubblica Istruzione e fu eletto segretario nazionale del Partito Repubblicano.
Nel 1981 fu nominato da Pertini Presidente del Consiglio dei Ministri, il primo non DC della storia dell'Italia repubblicana; l’esperienza terminò traumaticamente nell'estate del 1982, a causa di quella che lui stesso ribattezzò la lite delle comari tra i due ministri finanziari del suo governo, il democristiano Nino Andreatta (Tesoro) e il socialista Rino Formica (Finanze). Nell'agosto di quell'anno ricostituì un governo perfettamente identico al precedente (lo "Spadolini-bis", ribattezzato dai radicali "la minestra riscaldata"), ma in novembre dovette dimettersi a causa del disimpegno del PSI di Bettino Craxi. Grazie al cosiddetto "effetto Spadolini", alle elezioni politiche anticipate del 1983, per la prima volta nella sua storia, il PRI supererà il 5% dei voti alla Camera dei Deputati; in alcune grandi città come Torino diventerà il terzo partito, dietro DC e PCI, ma davanti ai socialisti.
Dal 1983 al 1987 fu Ministro della difesa sia nel primo che nel secondo dei due governi presieduti da Bettino Craxi. In questa veste, fu protagonista nella "crisi di Sigonella", nel 1985, dissentendo dalla politica filo-palestinese del premier Craxi e del Ministro degli Esteri Andreotti. All'indomani della crisi diplomatica tra Italia e USA, che aveva rischiato di degenerare in uno scontro armato, chiese la crisi di governo risoltasi però con il reincarico di Craxi. Quell’episodio riconfermò il suo atlantismo, che in quegli anni andava sempre più assumendo caratteristiche minoritarie nella politica estera italiana: già nel 1982 aveva dovuto subire una presa di posizione italiana di equidistanza tra Londra e Buenos Aires, nel conflitto delle Falkland, in ragione della piega terzomondista presa – una volta tanto unitariamente – dai due principali partiti alleati del suo governo, la DC ed il PSI.
Successivamente schiacciato dal "CAF" (l'alleanza Craxi-Andreotti-Forlani) non partecipò più alle altre compagini governative di Pentapartito.
Dal 1987 al 1994 fu Presidente del Senato della Repubblica con il consenso sia della maggioranza di pentapartito che dell'opposizione comunista.
Il 26 giugno 1989, a seguito della crisi del Governo De Mita, il Presidente Cossiga gli affida un incarico esplorativo per la formazione di un nuovo governo. L'11 luglio Spadolini, non essendo riuscito a trovare una maggioranza, restituirà l'incarico a Cossiga che, dopo aver richiamato De Mita, conferirà l'incarico ad Andreotti.
Nel 1991 venne nominato senatore a vita dal Presidente Cossiga.
Nel 1994 si ricandidò alla presidenza di Palazzo Madama (sostenuto dai poli di centro e sinistra), ma fu sconfitto per un solo voto da Carlo Scognamiglio (candidato del Polo delle libertà). Si spense poco dopo a Roma il 4 agosto 1994.
Nonostante il suo partito non fosse rimasto immune dalle inchieste sulla corruzione nell'ambito del processo "Mani pulite", fu uno dei politici di area governativa a non essere sfiorato dalle indagini di Tangentopoli.
È considerato uno dei migliori statisti italiani, apprezzato per la sua profonda cultura di intellettuale e la sua passione civica per la storia del paese.
Ateo da sempre, la stampa ha sostenuto che si fosse convertito prima di spegnersi; tuttavia non ci sono le conferme per avallare questa ipotesi.[3] Stupì moltissimo la celebrazione dei funerali di stato nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva officiata dal cardinale Achille Silvestrini, per quello che era stato uno dei più strenui difensori della laicità. Marco Pannella, a tal proposito, protestò fuori dalla chiesa, chiedendo un rito separato.
È sepolto a Firenze nel prato d'onore del cimitero delle Porte Sante della Basilica di San Miniato al Monte, accanto ai concittadini illustri Collodi, Gentile e Salvemini. Sulla lapide, di marmo bianco, oltre ad esservi perennemente un tricolore che sventola, vi è riprodotta la sua firma con scritto sotto: Un italiano (la stessa scritta che appare sulla tomba di Giuseppe Mazzini, l'intellettuale più amato da Spadolini).
La Fondazione Nuova Antologia da lui fondata, attualmente diretta dal professor Cosimo Ceccuti, oggi si chiama anche Fondazione Giovanni Spadolini e si occupa della gestione e promozione della sua figura, della valorizzazione della sua casa-museo in Pian dei Giullari e della conservazione della ricchissima biblioteca.
La biblioteca del Senato, che nel 2003 ha completato il trasferimento nella nuova sede da lui voluta (acquisendo l'edificio che in altra epoca aveva ospitato il Ministero della Pubblica Istruzione) in piazza della Minerva in Roma, ha assunto, in suo onore, la denominazione "Biblioteca Giovanni Spadolini".
[modifica] Onorificenze
[modifica] Opere principali
- Il papato socialista. Milano, Longanesi, 1950.
- L'opposizione cattolica da Porta Pia al '98. Firenze, Le Monnier, 1954.
- Giolitti e i cattolici (1901-1914). Firenze, Le Monnier, 1960.
- Il mondo di Giolitti. Firenze, Le Monnier, 1969.
- Il Tevere più largo. Milano, Longanesi, 1970.
- I Repubblicani dopo l'Unità". Firenze, Le Monnier, 1972.
- Gli uomini che fecero l'Italia. 2 voll., Milano, Longanesi, 1972 (nuova ed. TEA, 1999. ISBN 88-7819-767-X).
- L' Italia della ragione: lotta politica e cultura nel Novecento. Firenze, Le Monnier, 1978.
- Tradizione garibaldina e storia d'Italia. Firenze, Le Monnier, 1982.
- Italia di Minoranza. Firenze, Le Monnier, 1983.
- Cattolicesimo e Risorgimento. Firenze, Le Monnier, 1986.
- A tu per tu, Milano, Tea 1991
- In diretta col passato, Milano, Tea 1994
- Cultura e politica nel Novecento italiano. Firenze, Cassa di Risparmio di Firenze, 1994.
- La mia Firenze - Frammenti dell'età favolosa. Firenze, Le Monnier, 1995. ISBN 88-00-84006-X.
[modifica] Bibliografia
- Ascheri, Giacomo. Giovanni Spadolini : prima presidenza laica. Roma, Editalia, 1988. ISBN 88-7060-212-5.
- Bagnoli, Paolo (a cura di). Bibliografia degli scritti giornalistici di Giovanni Spadolini, 1948-1994. Firenze, Polistampa, 2004. ISBN 88-8304-758-3.
- Ceccuti, Cosimo. Giovanni Spadolini. Roma, La navicella, 1992.
- Ceccuti, Cosimo (a cura di). Spadolini storico e uomo delle istituzioni : bibliografia degli scritti di storia moderna e contemporanea, degli scritti e discorsi politici, 1990-1994 : con un'appendice di scritti postumi, 1995-1999. Firenze, Le Monnier, 2000.
- Masoni, Franco. Giovanni Spadolini : storico giornalista statista. Collezione: Quaderni europei. Bellinzona, Casagrande, 1988.
- Mazzuca, Giancarlo e Patuelli, Antonio. I tredici anni di Spadolini al Resto del Carlino. Estr. da Nuova Antologia, n. 2239 (lug-set 2006), pp. 272-277. Firenze, Le Monnier, 2006.
- Palladino, Francesco. Se il PCI va al governo : interviste con Giorgio Amendola, Giovanni Spadolini, Umberto Agnelli. Milano, Sperling & Kupfer, 1978. ISBN 88-200-0014-8.
- Valiani, Leo. Spadolini e la storia dell'Italia contemporanea : quarant'anni di insegnamento e di studi. Grassina, Bagno a Ripoli, Le Monnier, 1994. ISBN 88-008-5693-4.
[modifica] Note
- ^ In verità Spadolini era stato in predicato per la direzione del Corriere della Sera già nel 1961, essendo considerato il pupillo del direttore uscente Missiroli, ma l'opposizione manifestata dagli elementi più autorevoli della redazione e una frattura insorta in seno alla famiglia Crespi mandò a monte il progetto e, al posto di Spadolini, fu designato Alfio Russo.
- ^ Indro Montanelli: I conti con me stesso, 2009. Secondo Franco Di Bella, Corriere segreto, 1983, pagg. 111, a Spadolini pervennero offerte di candidatura da parte del PLI, del PSDI e del PRI, finendo per accettare quest'ultima.
- ^ Luca Cardinalini, Giuseppe Cardoni, STTL. La terra ti sia lieve, DeriveApprodi, 2006, (ISBN 9788888738918)
- ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte Prof. Giovanni Spadolini
- ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Dott. Giovanni Spadolini
[modifica] Voci correlate
- Governo Spadolini I
- Governo Spadolini II
- Crisi di Sigonella
- Lite delle comari
- Fondazione Spadolini Nuova Antologia
- Casa di Giovanni Spadolini
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Giovanni Spadolini
[modifica] Collegamenti esterni
- La crisi di Sigonella. Video da La storia siamo noi - Rai Educational
- Scalfaro: Spadolini resta con noi. Articolo di Corrado Ruggeri, dall'Archivio storico del Corriere della Sera
| Predecessore: | Direttore del Corriere della Sera | Successore: |
|---|---|---|
| Alfio Russo | 1968 - 1972 | Piero Ottone |
| Predecessore: | Ministro per i Beni e le Attività Culturali | Successore: | |
|---|---|---|---|
| non istituito | 14 dicembre 1974 - 12 febbraio 1976 | Mario Pedini |
| Predecessore: | Ministro della Pubblica Istruzione | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Mario Pedini | 20 marzo 1979 - 4 agosto 1979 | Salvatore Valitutti |
| Predecessore: | Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano | Successore: | ||
|---|---|---|---|---|
| Arnaldo Forlani | giugno 1981 - dicembre 1982 (Governo Spadolini I e II) | Amintore Fanfani | I | |
| Presidenti del Consiglio dei Ministri | ||||
| Alcide De Gasperi | Giuseppe Pella | Amintore Fanfani | Mario Scelba | Antonio Segni | Adone Zoli | Fernando Tambroni | Giovanni Leone | Aldo Moro | Mariano Rumor | Emilio Colombo | Giulio Andreotti | Francesco Cossiga | Arnaldo Forlani | Giovanni Spadolini | Bettino Craxi | Giovanni Goria | Ciriaco De Mita | Giuliano Amato | Carlo Azeglio Ciampi | Silvio Berlusconi | Lamberto Dini | Romano Prodi | Massimo D'Alema | ||||
| Predecessore: | Ministro della Difesa della Repubblica Italiana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Lelio Lagorio | 1983 - 1987 | Remo Gaspari |
| Predecessore: | Presidente del Senato della Repubblica | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giovanni Francesco Malagodi | 1987 - 1994 | Carlo Scognamiglio |
| Predecessore: | Presidente supplente della Repubblica Italiana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Francesco Cossiga | 28 aprile 1992 - 28 maggio 1992 | Oscar Luigi Scalfaro |


