Ciriaco de Mita

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Ciriaco De Mita)
Bandiera Presidente del
Consiglio dei Ministri
Stemma
Demita.jpg
Ciriaco De Mita
Luogo di nascita Nusco
Data di nascita 2 febbraio 1928
Luogo di morte
Data di morte
Partito politico Democrazia Cristiana
Coalizione Pentapartito
Mandato dal 13 aprile 1988 al 22 luglio 1989
Elezione
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione consulente
Coniuge Anna Maria Scarinzi
Vicepresidente
Predecessore Giovanni Goria
Successore Giulio Andreotti
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Ciriaco de Mita
[[File:|200px|Ciriaco de Mita]]
Luogo nascita Nusco
Data nascita 2 febbraio 1928
Luogo morte {{{luogo_morte}}}
Data morte {{{data_morte}}}
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione consulente
Partito DC, PPI, DL, PD, UdC
Legislatura IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XIII, XIV, XV
Gruppo
Coalizione
Circoscrizione
Regione {{{regione}}}
Collegio Avellino, XIX (Campania 2)
{{{mandato}}}
Elezione {{{elezione}}}
Senatore a vita
Investitura {{{nomina_senatore_a_vita}}}
Data {{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari
[ Pagina istituzionale]

Luigi Ciriaco de Mita (Nusco, 2 febbraio 1928) è un politico italiano, esponente della Democrazia Cristiana, quindi del Partito Popolare Italiano e della Margherita e dal 2008 dell'Unione di Centro. Ha inizialmente aderito al progetto del Partito Democratico, abbandonandolo però dopo poco per aderire al progetto della Costituente di Centro.

Indice

[modifica] Carriera

È stato tra i maggiori esponenti della politica democristiana.

Dopo aver vinto una borsa di studio nel Collegio Augustinianum, si iscrisse all'Università Cattolica di Milano dove si laureò in giurisprudenza.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Democrazia Cristiana.

Nel 1963 venne eletto deputato per la prima volta. Fu tra i fondatori della corrente di "sinistra" della DC, chiamata "sinistra di base", insieme ad Attilio Fierro, segretario provinciale della DC in quegli anni, sostituendosi a Fiorentino Sullo come capocorrente irpino. Fu vicesegretario della DC durante la segreteria di Arnaldo Forlani, ma si dimise da tale carica nel febbraio del 1973 dopo il patto di palazzo Giustinani. Ricoprì poi diverse cariche ministeriali tra il 1973 e il 1982.

Sembra abbia avuto più di una responsabilità nell'affossamento dell'Alfa Romeo, in special modo nelle vicende correlate alla defenestrazione di Giuseppe Luraghi, alla costruzione dello stabilimento Alfasud e al disastroso progetto Alfa Romeo Arna. Secondo i suoi piani Alfa Romeo avrebbe dovuto costruire uno stabilimento ad Avellino.[1] [2]

Fu eletto segretario nazionale della DC nel maggio 1982. Il suo partito subì un grave calo nelle elezioni politiche del 1983; nonostante ciò, De Mita restò in carica, venendo ripetutamente confermato fino al congresso del 1989.

Risale a questo periodo la definizione di De Mita data da Gianni Agnelli: "un intellettuale della Magna Graecia" e la replica di Indro Montanelli:"Dicono che De Mita sia un intellettuale della Magna Grecia. Io però non capisco cosa c`entri la Grecia...".[3] relativa alla questione dei fondi stanziati per il terremoto dell'Irpinia del 1980.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Governo De Mita.

Il 13 aprile 1988 divenne Presidente del Consiglio, ma la sua nomina fu funestata dall'assassinio, avvenuto a Forlì tre giorni dopo e compiuto dalle Brigate Rosse, di Roberto Ruffilli che, senatore della Democrazia Cristiana e consulente di De Mita per le riforme istituzionali, aveva contribuito a varare proprio il governo che stava allora entrando in carica. Le Brigate Rosse definirono Ruffilli, nel volantino di rivendicazione "l'uomo chiave del rinnovamento, vero e proprio cervello politico del progetto demitiano".

Il Governo De Mita, un pentapartito, rimase in carica fino al 22 luglio 1989.

Nel 1989 De Mita fu sostituito alla segreteria della DC da Forlani, assumendo la presidenza del partito, carica mantenuta fino al 1992, eccezion fatta per un breve periodo nel 1990.

Nominato il 9 settembre 1992 Presidente della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, disciplinata con legge costituzionale (n.1,6 agosto 1993), si dimise da tale carica nel marzo del 1993, e gli subentrò Nilde Iotti.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Partito Popolare Italiano.

Nello stesso anno, nel momento di trasformazione della DC entrò a far parte del Partito Popolare Italiano. Uscito indenne dal terremoto giuridico ed istituzionale di Tangentopoli (molti procedimenti giudiziari a suo carico terminarono per prescrizione[senza fonte]), nel dicembre del 1994 si schierò con i Popolari di Gerardo Bianco, corrente di sinistra del partito, contro Rocco Buttiglione che, difformemente alle decisioni congressuali, aveva deciso di allearsi con Forza Italia, partito di centro-destra.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce L'Ulivo.

Nel 1996 sostenne la nascita della coalizione di centro-sinistra, L'Ulivo.

Contribuì, nel 2002, all'ingresso del Partito Popolare ne La Margherita ed alla nascita del nuovo partito centrista. Ribadì, in più occasioni, la propria contrarietà al progetto di "Uniti nell'Ulivo" (lista unitaria con DS, SDI e Repubblicani europei), tanto da convincere, con Franco Marini, il partito a presentarsi, alle elezioni politiche del 2006, nella coalizione di centro-sinistra L'Unione, con la propria lista al Senato e non con la lista unitaria.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Partito Democratico (Italia).

Al secondo Congresso della Margherita De Mita ha comunicato nella sua lunga relazione la sua adesione al nuovo Partito Democratico raccogliendo moltissimi applausi dalla platea diellina. Durante l'assemblea costituente del PD è stato nominato membro della commissione statuto del nuovo partito. Questa decisione ha suscitato qualche contestazione da parte della platea.[4] In quanto ex Presidente del consiglio iscritto al partito, è stato nominato componente di diritto del coordinamento nazionale del Partito Democratico.

Il 20 febbraio 2008 annuncia il suo ritiro dal PD, in polemica con lo statuto del partito, che prevede un tetto massimo di tre legislature complete, in base al quale sarebbe stato escluso dalle candidature alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008.[5] Il giorno prima Tino Iannuzzi, segretario regionale campano del PD, aveva sostenuto la candidatura di De Mita nelle liste presentate dalla formazione politica democratica in Campania.[6]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Unione di Centro (2008).

Alle elezioni del 13 e 14 aprile 2008, si è candidato capolista al Senato in Campania per l'Unione di Centro, ma non è stato eletto.

In totale, è stato deputato ininterrottamente dalla IV alla XI legislatura, e dalla XIII alla XV. Per gli ultimi 12 anni di mandato parlamentare ha ottenuto 112.344 euro di TFR e percepisce un vitalizio di 9947 euro mensili.[7] In occasione delle elezioni Europee 2009 ha ripresentato la sua candidatura con l'Udc alla circoscrizione Sud risultando eletto con 56.442 preferenze

Alle elezioni europee del 2009 è stato eletto al Parlamento Europeo nell'UDC.[8]

[modifica] Aspetti controversi: la ricostruzione in Irpinia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Terremoto dell'Irpinia.

La ricostruzione dell'Irpinia, dopo il tragico terremoto del 1980, fu caratterizzata da una eccezionale mobilitazione, anche finanziaria (60000 miliardi di lire). La destinazione dei fondi stanziati per la ricostruzione è stata oggetto di innumerevoli inchieste; essendo l'Irpinia la terra di origine di De Mita, in cui egli ha sempre goduto di grande influenza, il nome del politico democristiano ricorse spesso in queste inchieste.

Nel 1987 i giornali rivelarono che la Banca popolare dell'Irpinia aveva visto aumentare considerevolmente di valore grazie al flusso di fondi per la ricostruzione. Tra i soci che beneficiavano della situazione c'era la famiglia di De Mita, con Ciriaco proprietario di un cospicuo pacchetto di azioni, altri titoli erano posseduti anche da parenti. Il 3 dicembre 1988 il quotidiano del Partito Comunista Italiano, l'Unità, allora diretto da Massimo D'Alema, pubblicò un articolo in prima pagina dal titolo: «De Mita si è arricchito con il terremoto». De Mita rispose con una querela che, però, non ebbe seguito in quanto venne accettata la spiegazione di D'Alema che sostenne la mancanza del punto di domanda finale alla frase, dovuto ad un errore tipografico[9]. Recentemente, Massimo D'Alema si è scusato direttamente con De Mita ammettendo che i suoi sospetti erano sbagliati.[10]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ [1] Archivio di Repubblica
  2. ^ [2] Così hanno distrutto un mito,Repubblica 12 Ottobre 2002
  3. ^ ^http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=28937391.
  4. ^ Si veda l'articolo pubblicato dal Corriere della Sera.
  5. ^ Si vedano, a tal proposito, l'articolo pubblicato dal Corriere della Sera e l'intervista rilasciata a CorriereTv.
  6. ^ Si veda l'articolo pubblicato dal Quotidiano nazionale.
  7. ^ Francesca Schianchi, L'espresso n. 17 del 1 maggio 2008, pag. 65
  8. ^ Europee, il premier il più votato Eletti De Mita e Mastella
  9. ^ http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=28937391 Articolo di Piero Sansonetti su "Liberazione", 22 febbraio 2008, sul sito del Governo italiano
  10. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/11/Mita_ora_rilancero_mia_Alema_co_9_080411121.shtml

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Emblema della Repubblica Italiana Predecessore: Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano Successore: Stendardo del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana
Giovanni Goria 13 aprile 1988 - 22 luglio 1989 Giulio Andreotti I
Presidenti del Consiglio dei Ministri
Alcide De Gasperi | Giuseppe Pella | Amintore Fanfani | Mario Scelba | Antonio Segni | Adone Zoli | Fernando Tambroni | Giovanni Leone | Aldo Moro | Mariano Rumor | Emilio Colombo | Giulio Andreotti | Francesco Cossiga | Arnaldo Forlani | Giovanni Spadolini | Bettino Craxi | Giovanni Goria | Ciriaco De Mita | Giuliano Amato | Carlo Azeglio Ciampi | Silvio Berlusconi | Lamberto Dini | Romano Prodi | Massimo D'Alema
MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
1999 - 2001 PPE-DE PPI PPI - -
Strumenti personali