Mario Draghi

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Mario Draghi
Mario Draghi al Forum Economico Mondiale nel 2013

Mario Draghi al Forum Economico Mondiale nel 2013


Presidente della Banca centrale europea
In carica
Inizio mandato 1º novembre 2011
Vice presidente Vítor Constâncio
Predecessore Jean-Claude Trichet

Governatore della Banca d'Italia
Durata mandato 29 dicembre 2005 –
31 ottobre 2011
Predecessore Antonio Fazio
Successore Ignazio Visco

Direttore generale del Tesoro
Durata mandato 12 aprile 1991 –
23 novembre 2001
Successore Domenico Siniscalco

Presidente del Financial Stability Board
Durata mandato 2 aprile 2009 –
4 novembre 2011
Successore Mark Carney

Dati generali
Alma mater Università La Sapienza, Roma Massachusetts Institute of Technology,
Firma Firma di Mario Draghi

Mario Draghi (Roma, 3 settembre 1947) è un economista, banchiere e manager italiano.

È il Presidente della Banca centrale europea dal 1º novembre 2011[1]. Precedentemente è stato Governatore della Banca d'Italia e Presidente del Financial Stability Forum, trasformato nel 2009 in Financial Stability Board, dal 2005 fino al suo insediamento come presidente della BCE[2]. In qualità di Governatore della Banca d'Italia è stato membro del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale della Banca centrale europea e membro del Consiglio di Amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali.

È anche stato Direttore esecutivo per l'Italia nella World Bank e nella Banca Asiatica di Sviluppo. È membro del Gruppo dei Trenta[3].

Nel 2013 è stato inserito tra le 100 persone più influenti del pianeta, importante classifica redatta dal Time, nella categoria Leaders.[4] Secondo la rivista Forbes, risulta essere l'ottavo uomo più potente del mondo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Mario Draghi nasce a Roma nel 1947. Il padre Carlo, padovano, entra in Banca d'Italia nel 1922 per poi passare prima all'IRI di Donato Menichella e infine alla Banca Nazionale del Lavoro. La madre, Gilda Mancini, è farmacista originaria di Monteverde. Draghi è il primo di tre fratelli: Andreina è storica dell'arte e Marcello imprenditore. All'età di quindici anni, a breve distanza l'uno dall'altra, Draghi perde entrambi i genitori. A prendersi cura di lui e dei fratelli sarà una sorella del padre. La sorella Andreina studierà al Liceo Tasso di Roma mentre Draghi e il fratello minore frequenteranno l'Istituto Massimo di Roma retto dai gesuiti[5]. Al Massimo ha per compagni di classe Luca Cordero di Montezemolo e Giancarlo Magalli.[6]

Si laurea nel 1970 presso La Sapienza di Roma con relatore Federico Caffè. La tesi si intitola Integrazione economica e variazione dei tassi di cambio[7] ed è molto critica verso il progetto di una moneta unica europea. Nel 1971 entra al Massachusetts Institute of Technology su segnalazione di Franco Modigliani. Nel 1977 ottiene il PhD con la dissertazione intitolata Essays on Economic Theory and Applications[8] sotto la supervisione dello stesso Modigliani e di Robert Solow. Dal 1975 al 1978 è professore incaricato prima di Politica economica e finanziaria all’Università di Trento, poi di Macroeconomia all’Università di Padova e di Economia matematica all’Università di Venezia, quindi di Economia e politica monetaria all’Università di Firenze ove, dal 1981 al 1991, è Professore ordinario della stessa disciplina. Il Prof. Mario Draghi è membro dal 1998 del Board of Trustees dell’Institute for Advanced Study (Princeton University) e, dal 2003, della Brookings Institution. È stato Visiting Fellow all’Institute of Politics, John F. Kennedy School of Government (Harvard University) nel 2001.

Draghi è sposato con Maria Serenella Cappello, esperta di letteratura inglese, e ha due figli: Federica, dirigente di una multinazionale delle biotecnologie, e Giacomo, trader in Morgan Stanley.

Direttore generale del Ministero del Tesoro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983 diviene consigliere di Giovanni Goria, ministro del Tesoro nel Governo Craxi I. Tra 1984 e 1990 è presidente del Comitato economico e finanziario dell’Unione europea.

Dal 1991 al 2001 è direttore generale del Ministero del Tesoro. Viene chiamato da Guido Carli, ministro del Tesoro del Governo Andreotti VII, su suggerimento di Carlo Azeglio Ciampi, all'epoca governatore della Banca d'Italia. È stato confermato da tutti i governi successivi: Amato I, Ciampi, Berlusconi I, Dini, Prodi I, D’Alema I e II, Amato II e Berlusconi II. In questi anni è stato l'artefice delle privatizzazioni delle società partecipate in varia misura dallo Stato italiano.

Il cortile interno del Palazzo delle Finanze, sede storica del Ministero del Tesoro italiano

Nel 1992 prima di dare avvio alla stagione delle privatizzazioni incontra alti rappresentanti della comunità finanziaria internazionale sul panfilo HMY Britannia della regina d'Inghilterra Elisabetta II. Questo episodio scatena un'accesa polemica nel dibattito pubblico italiano. Nel 2008, il Presidente emerito della Repubblica italiana, Francesco Cossiga, ricordando quest'episodio, respinse l'ipotesi di vederlo sostituire Romano Prodi a Palazzo Chigi. Dalla campagna di privatizzazione di società come Iri, Telecom, Eni, Enel, Comit, Credit e varie altre, lo Stato italiano ricavò all'incirca 182 mila miliardi di lire. Secondo alcune stime il debito pubblico italiano scese dal 125 per cento sul Pil del 1991 al 115 del 2001. È inoltre la guida della commissione governativa che scrisse la nuova normativa in materia di diritto societario e per questa ragione viene informalmente chiamata legge Draghi (Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58).

Tra le sue imprese meno note, la ristrutturazione del debito italiano: avendo capito che, con l’inflazione in picchiata, sarebbe finita l’abitudine italiana di mettere tutti i risparmi in Buono Ordinario del Tesoro, volle che si passasse al capitalismo popolare dei fondi d’investimento e dei prodotti finanziari complessi. Nel 1991 il 70 per cento del debito statale era a tasso variabile e a breve termine, nel 2001, quando Draghi lasciò il ministero, il 70 per cento del debito era a tasso fisso e a medio-lungo termine. Il declino dei Bot spinse gli italiani ad assaggiare quel che offriva il mercato propriamente detto, azioni, obbligazioni, bond. Per questo il fronte degli oppositori di Draghi (Fausto Bertinotti, Cirino Pomicino ecc.) gli imputa parte dei danni subiti dai risparmiatori a causa dei crack Cirio, Parmalat ecc.

Goldman Sachs[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 gennaio 2002 è stato nominato Vice Presidente e Managing Director di Goldman Sachs International per guidare le strategie europee dell’istituto dalla sede di Londra e, dal 2004 al 2005, membro del Comitato esecutivo del gruppo Goldman Sachs.[9]

Più tardi quando il nome di Draghi inizia a circolare per la carica di Presidente della BCE, la sua candidatura verrà messa in discussione a causa del periodo trascorso in Goldman Sachs. In particolare, a Draghi viene rimproverato il coinvolgimento nella vendita di derivati alla Grecia che le permetteranno di entrare nell'Euro. Tuttavia questa vicenda venne conclusa nel 2001 quando Draghi non era ancora entrato nella banca d'affari statunitense. Lo stesso Draghi dichiarerà che non era al corrente di quella vicenda e che comunque quel tipo di accordo non rientrava nelle sue responsabilità.[10]

Banca d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 dicembre 2005 è stato nominato Governatore della Banca d'Italia, succedendo ad Antonio Fazio. Nell'aprile del 2006 è stato nominato Presidente del Financial Stability Forum. Tale organismo, divenuto Financial Stability Board nell'aprile 2009 su mandato del G20, riunisce rappresentanti dei governi, delle banche centrali e delle autorità nazionali di vigilanza sulle istituzioni e sui mercati finanziari, di istituzioni finanziarie internazionali, di associazioni internazionali di autorità di regolamentazione e supervisione e di comitati di esperti di banche centrali. Esso si propone di promuovere la stabilità finanziaria a livello internazionale, migliorare il funzionamento dei mercati e ridurre il rischio sistemico attraverso lo scambio di informazioni e la cooperazione internazionale tra le autorità di vigilanza.

In un documento sulle dichiarazioni patrimoniali e reddituali rese dai titolari di cariche elettive e direttive di alcuni enti, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'art. 12 della legge 5 luglio 1982 n. 441,[11] risulta che il manager vanti per il 2010, redditi annui pari a 1,021 milioni di €.[12]

Il 5 agosto 2011 ha scritto, insieme col presidente uscente della BCE, Jean Claude Trichet, una lettera al governo italiano per sollecitare una serie di misure economiche, che l'Italia avrebbe dovuto al più presto attuare.

Presidente della Banca centrale europea[modifica | modifica wikitesto]

Mario Draghi al Forum Economico Mondiale nel 2012

Il 16 maggio 2011, l'Eurogruppo ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Banca centrale europea[13]. Il vertice di Bruxelles del 16 maggio ha trovato l'accordo fra i ministri della zona euro sulla candidatura di Draghi alla presidenza della Banca centrale europea, però la nomina definitiva è avvenuta solo dopo la decisione dei leader al vertice Ue del 24 giugno[14]. In questa data Mario Draghi è stato scelto come successivo Governatore della Banca centrale europea,[15], entrando in carica il successivo 1° novembre. Al suo posto quale Governatore della Banca d'Italia, dopo una complessa scelta da parte del Governo Berlusconi IV, è stato nominato Ignazio Visco il 20 ottobre 2011[16].

Ad un mese dal suo insediamento, nell'intervento davanti all'Europarlamento ha chiesto ai Paesi dell'UE di recuperare in affidabilità, dichiarando che serve un segnale forte per i mercati, anche "un cambiamento dei trattati non va escluso" per andare verso una politica di bilancio omogenea[17].

Il 31 dicembre 2012 è stato nominato uomo dell'anno dai quotidiani inglesi Financial Times e The Times, per aver ben gestito la crisi del debito sovrano europeo in un momento molto delicato come l’estate di quell'anno quando la crisi finanziaria stava per contagiare grandi economie, quali Spagna e Italia.[18]

Lauree honoris causa[modifica | modifica wikitesto]

Laurea honoris causa in “Scienze statistiche”[19] - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in “Scienze statistiche”[19]
— Università degli studi di Padova, 18 dicembre 2009
Master honoris causa in “Business Administration” - nastrino per uniforme ordinaria Master honoris causa in “Business Administration”
«per le sue competenze professionali, le qualità manageriali, la concretezza operativa e per la capacità, l’equilibrio e la rettitudine dimostrati in tutta la sua vita professionale. Doti, queste, poste costantemente al servizio della collettività, nazionale e internazionale[20][21]»
— Fondazione CUOA, 18 giugno 2010
Laurea honoris causa in “Scienze Politiche e Relazioni Internazionali” - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in “Scienze Politiche e Relazioni Internazionali”
«per la straordinaria capacità di affrontare e risolvere complessi e cruciali problemi di policy mediante strumenti che vanno al di là della teoria e della politica economica[22][23]»
— LUISS Guido Carli, 6 maggio 2013

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 1991[24]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 5 aprile 2000[25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Draghi, via libera alla presidenza della BCE. in Agenzia Giornalistica Italia, 24 giugno 2011. URL consultato il 29 giugno 2011.
  2. ^ (EN) Storia del Financial Stability Board sul sito ufficiale
  3. ^ (EN) Group of Thirty - Mario Draghi. URL consultato il 5 giugno 2014.
  4. ^ Full List | TIME 100: The 100 Most Influential People in the World | TIME.com
  5. ^ Ivana Picariello, «Mi chiamo Mario Draghi e mia madre era di Monteverde» in Corriere dell'Irpinia, 16 gennaio 2006. URL consultato il 4 settembre 2014.
  6. ^ I compagni di classe, da Montezemolo a Magalli: «Snider il più bravo, ma Mario ci faceva copiare»
  7. ^ Laurea a Mario Draghi in Scienze Statistiche - Università di Padova
  8. ^ (EN) Mario Draghi, Essays on Economic Theory and Applications in mit.edu, Massachusetts Institute of Technology, novembre 1976. URL consultato il 5 settembre 2014.
  9. ^ Professor Mario Draghi Joins Goldman Sachs
  10. ^ (EN) Liz Alderman e Jack Ewing, Hoping to Lead Bank, Italian Faces Hurdles in The New York Times (New York), 24 febbraio 2011, p. B1. URL consultato il 4 settembre 2014.
  11. ^ Governo, Redditi cariche elettive: pubblicato bollettino (html), Sicilianews24.it, 16 luglio 2012.
  12. ^ Paperoni di Stato, ecco le dichiarazioni dei redditi dei manager pubblici (html), Il Fatto Quotidiano, 21 luglio 2012.
  13. ^ Elena Polidori, "Draghi al vertice della Bce" - L'Eurogruppo incorona il governatore in La Repubblica, 16 maggio 2011. URL consultato il 29 giugno 2011.
  14. ^ Mario Draghi nominato presidente della Bce dal vertice Ue. Berlusconi: un successo italiano e del governo in Il Sole 24 ORE, 24 maggio 2011, 24 giugno 2011. URL consultato il 29 giugno 2011.
  15. ^ Draghi ufficialmente presidente Napolitano: "Guida forte e sicura". in La Repubblica, 24 giugno 2011. URL consultato il 29 giugno 2011.
  16. ^ Redazione Online, Banca d'Italia, Ignazio Visco è il nuovo Governatore in Corriere della Sera, 20 ottobre 2011. URL consultato il 31 ottobre 2011.
  17. ^ Draghi, i governi recuperino credibilità serve un bilancio unico per l'Eurozona in La Repubblica, 1° dicembre 2011. URL consultato il 1º dicembre 2011.
  18. ^ "Ha salvato l'euro" e il Times nomina Draghi "persona dell'anno"
  19. ^ Laurea honoris causa al prof. Mario Draghi in bancaditalia.it, 18 dicembre 2009. URL consultato il 29 giugno 2011.
  20. ^ Cerimonia di conferimento Master Honoris Causa of Business Administration Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, Fondazione CUOA. URL consultato il 9 agosto 2013.
  21. ^ I Master CUOA Honoris Causa, Fondazione CUOA. URL consultato il 29 giugno 2011.
  22. ^ La Luiss laurea Mario Draghi in Scienze politiche, rivistauniversitas.it, 9 maggio 2013. URL consultato il 9 agosto 2013.
  23. ^ Laurea honoris causa a Mario Draghi in luiss.it, 3 maggio 2013. URL consultato il 6 maggio 2013.
  24. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. URL consultato il 29 giugno 2011.
  25. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. URL consultato il 29 giugno 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore generale del Tesoro Successore Dipartimentotesoro.gif
- 12 aprile 1991 - 23 novembre 2001 Domenico Siniscalco
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Antonio Fazio 16 gennaio 2006 - 1º novembre 2011 Ignazio Visco
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- 2009 - 2011 Mark Carney
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Jean-Claude Trichet 1º novembre 2011 -

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