Emilio Colombo
| Emilio Colombo | |
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| Presidente del Consiglio dei ministri | |
| Durata mandato | 6 agosto 1970 – 17 febbraio 1972 |
| Presidente | Giuseppe Saragat |
| Predecessore | Mariano Rumor |
| Successore | Giulio Andreotti |
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| Ministro degli Affari Esteri | |
| Durata mandato | 4 aprile 1980 – 4 agosto 1983 |
| Presidente | Arnaldo Forlani Giovanni Spadolini Amintore Fanfani |
| Predecessore | Attilio Ruffini |
| Successore | Giulio Andreotti |
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| Durata mandato | 1º agosto 1992 – 28 aprile 1993 |
| Presidente | Giuliano Amato |
| Predecessore | Vincenzo Scotti |
| Successore | Beniamino Andreatta |
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| Presidente del Parlamento europeo | |
| Durata mandato | 1977 – 1979 |
| Predecessore | Georges Spénale |
| Successore | Simone Veil |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Democrazia Cristiana (Gruppo democratico cristiano) |
| on. Emilio Colombo | |||
|---|---|---|---|
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| Luogo nascita | Potenza | ||
| Data nascita | 11 aprile 1920 | ||
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza | ||
| Professione | Giornalista | ||
| Partito | Democrazia Cristiana | ||
| Legislatura | AC, I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI | ||
| Gruppo | Democratico Cristiano | ||
| Circoscrizione | Basilicata | ||
| Incarichi parlamentari | |||
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| Pagina istituzionale | |||
| on. Emilio Colombo | |
|---|---|
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Unione europea Parlamento europeo |
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| Partito | Democrazia Cristiana |
| Legislatura | I, III |
| Gruppo | PPE |
| Circoscrizione | Italia meridionale |
| Incarichi parlamentari | |
* Membro della commissione politica - I legislatura
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| Pagina istituzionale | |
| sen. Emilio Colombo | |||
|---|---|---|---|
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| Partito | Nessuno | ||
| Legislatura | XIV, XV, XVI, XVII | ||
| Gruppo | Per le Autonomie - PSI (in carica) UDC e autonomie (2008-2013) Gruppo Misto (2003-2008) |
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| Senatore a vita | |||
| Investitura | Nomina presidenziale | ||
| Data | 14 gennaio 2003 | ||
| Incarichi parlamentari | |||
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| Pagina istituzionale | |||
Emilio Colombo (Potenza, 11 aprile 1920) è un politico italiano. Esponente di spicco della Democrazia Cristiana, è stato il 15º presidente del Consiglio, più volte ministro, presidente del Parlamento Europeo ed è senatore a vita dal 2003 e ultimo padre costituente ancora in vita.
Indice |
Biografia [modifica]
Laureato in giurisprudenza, fu eletto per la prima volta deputato all'Assemblea Costituente nel 1946, per poi essere riconfermato in tutte le legislature fino alle dimissioni da deputato nel 1992. Membro storico della Democrazia Cristiana, è stato anche parlamentare europeo dal 1976 al 1980 e dal 1989 al 1992.
Emilio Colombo fu uno dei più giovani Costituenti, eletto nel 1946 a 26 anni; in quel periodo Francesco Saverio Nitti disse su di lui: «È un colombo che volerà».[1] Dopo aver rivestito in numerosi governi l'incarico di sottosegretario all'Agricoltura, è ministro dell'Agricoltura nel I governo Segni e nel governo Zoli, passa quindi al Commercio Estero (Fanfani II) e all'Industria, commercio e artigianato (Segni II, Tambroni, Fanfani III e Fanfani IV). Colombo è uno dei maggiori artefici dell'elezione alla Presidenza della Repubblica di Antonio Segni, del quale fu uno dei principali collaboratori in occasione della Riforma agraria.
Dal 1963 al 1968 è ministro del Tesoro. In tale veste, non si discosta dalla linea della Banca d'Italia, e applica una politica di ortodossia finanziaria (opposta alla linea keynesiana promossa da Antonio Giolitti, ministro del Bilancio e della programmazione economica dal 1963 al 1964). Nel gennaio del 1966, Colombo presiede la riunione del Consiglio dei Ministri delle Comunità Europee in cui viene raggiunto il "compromesso di Lussemburgo" che reintegra la Francia al Mercato comune, dopo il periodo detto della "sedia vuota".
È stato Presidente del Consiglio dei ministri nel periodo 6 agosto 1970 - 17 febbraio 1972, primo presidente espresso dalla Basilicata dall'avvento della Repubblica, e secondo dall'Unità di Italia dopo Francesco Saverio Nitti. Prima dell'esperienza alla guida del governo e nel periodo successivo ha guidato a più riprese importanti dicasteri ministeriali quali il Tesoro, le Finanze, il Bilancio e gli Esteri. Dal 1977 al 1979 è Presidente del Parlamento Europeo, l'ultimo nella composizione a suffragio indiretto dell'assemblea comunitaria. Nel 1979 gli viene attribuito il Premio Carlo Magno.
Ministro degli Esteri nel Governo Forlani, nel I e II Governo Spadolini e nel V Governo Fanfani, è fautore di una linea di chiaro orientamento atlantista, anche se non sempre in totale accordo con l'amministrazione americana, come nel caso della cosiddetta "guerra dell'acciaio", quando l'Italia respinge le richieste statunitensi di sanzioni economiche verso l'Urss.[2]
Colombo ha partecipato attivamente alla transizione della Democrazia Cristiana nel nuovo Partito Popolare Italiano (PPI) di Mino Martinazzoli, avvenuta nel 1994. In occasione del primo congresso del partito, nel luglio del 1994, è stato tra i principali sostenitori della segreteria di Rocco Buttiglione.
Tuttavia nel 1995 nella querelle che divise il PPI tra i favorevoli ad un'alleanza di centrodestra con Berlusconi (guidata dal segretario Rocco Buttiglione) e i favorevoli ad un'alleanza col centrosinistra con Prodi (guidata da Gerardo Bianco e dal presidente Giovanni Bianchi), egli aderì alla linea di Gerardo Bianco, prendendo le distanze da Buttiglione.
Pur senza incarichi di partito e uscito dal Parlamento dall'agosto 1992 (le sue dimissioni si resero necessarie perché in quell'occasione la Segreteria della DC stabilì l'incompatibilità tra la carica di ministro e quella di parlamentare), militò nel PPI fino al 2001, quando abbandonò il partito in polemica con la dirigenza che non gli aveva riservato un collegio al Senato per le elezioni politiche del 2001. Passò quindi a Democrazia Europea di Sergio D'Antoni che lo candidò al Senato in un collegio della Basilicata, dove tuttavia non venne eletto. Dal 1986 al 2003 è presidente dell'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ente fondatore della Università Cattolica del Sacro Cuore. Dal 1993 al 1995 è presidente dell'I.D.C. (Internazionale Democratico-Cristiana).
È stato nominato senatore a vita nel 2003 da Carlo Azeglio Ciampi.
Dopo le elezioni politiche del 2006, Colombo sostenne con il suo voto il secondo governo Prodi.
Nella XVI legislatura ha aderito al gruppo dell'UDC-SVP-Autonomie al Senato, insieme ai colleghi senatori a vita Francesco Cossiga e Giulio Andreotti.
Il 7 ottobre 2011 a Losanna viene insignito della medaglia d'oro della Fondazione Jean Monnet in riconoscimento dei suoi meriti nella nascita e nello sviluppo della Comunità Economica Europea e dell'Unione Europea.[3]
Il 15 marzo 2013, nella seduta di apertura della XVII legislatura, e nella seconda seduta del 16 marzo 2013, è presidente provvisorio dell'assemblea in quanto componente anagraficamente più anziano, in sostituzione del senatore a vita Giulio Andreotti (avendo quest'ultimo rinunciato all'ufficio per motivi di salute)[4]. Nel corso della seconda seduta è eletto e proclamato il nuovo presidente del Senato, Pietro Grasso.
Dal 6 maggio 2013, giorno della scomparsa di Giulio Andreotti, è il più anziano senatore in carica e l'unico padre costituente ancora in vita.
Uffici di governo [modifica]
- Sottosegretario di Stato all'Agricoltura e Foreste nel quinto e sesto Governo De Gasperi
- Sottosegretario di Stato ai Lavori Pubblici nell'ottavo Governo De Gasperi, nel Governo Pella, nel I Governo Fanfani, nel Governo Scelba
- Ministro dell'Agricoltura e Foreste ed Alto Commissario per l'alimentazione nel primo Governo Segni e nel Governo Zoli.
- Ministro del Commercio con l'Estero nel secondo Governo Fanfani.
- Ministro dell'Industria e Commercio nel secondo Governo Segni, nel Governo Tambroni, nel terzo e quarto Governo Fanfani
- Ministro del Tesoro nel primo Governo Leone, nel primo, secondo e terzo Governo Moro, nel secondo Governo Leone, nel primo, secondo e terzo Governo Rumor, e nel primo Governo Andreotti, nel quinto Governo Rumor, nel quarto e quinto Governo Moro
- Ministro del Bilancio e Programmazione Economica nel secondo Governo Leone e nel Governo Goria
- Presidente del Consiglio dei ministri dal 6 agosto 1970 al 17 febbraio 1972
- Ministro della Giustizia ad interim nel Governo Colombo 1 al 17 febbraio 1972
- Ministro senza portafoglio con delega per i compiti politici particolari e di coordinamento, con speciale riguardo alla Presidenza della delegazione italiana all'ONU nel secondo Governo Andreotti
- Ministro delle Finanze nel quarto Governo Rumor e nel Governo De Mita
- Ministro degli Affari Esteri nel secondo Governo Cossiga, nel Governo Forlani, nel primo e secondo Governo Spadolini, nel quinto Governo Fanfani (nell'assumere questi incarichi si dimise dal Parlamento europeo), nel I Governo Amato (nell'assumere questo incarico si dimise dal Parlamento italiano).
Inchieste giudiziarie [modifica]
Il 24 novembre 2003, Emilio Colombo fu coinvolto nell'inchiesta sul giro di droga e prostituzione detta "operazione Cleopatra" e ammise davanti ai magistrati d'essere consumatore di cocaina, sostenendo che il suo consumo avveniva per fini terapeutici[5].
Riferimenti nell'arte [modifica]
Nel 1972 Lucio Fulci diresse il film Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia... All'onorevole piacciono le donne, commedia satirica in cui vi sono dei chiari riferimenti a Colombo, allora presidente del Consiglio.[6] Lando Buzzanca fu infatti truccato appositamente per somigliare al politico,[7][8] anche se Fulci ha sempre dichiarato che la somiglianza era del tutto casuale.[6]
Onorificenze [modifica]
| Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| — 6 maggio 1993[9] |
| Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| — 6 aprile 1961[10] |
| Cavaliere di Gran Croce del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Napoli) | |
| Grand'ufficiale dell'ordine della Legion d'onore (Francia) | |
Note [modifica]
- ^ L'espresso, Volume 47, Edizioni 6-10, p.21
- ^ Giuseppe Mammarella, Paolo Cacace, La politica estera dell'Italia. Dallo stato unitario ai giorni nostri, Bari, Laterza, 2008.
- ^ Les Présidents Colombo et Solana reçoivent la Médaille d’or de la Fondation. URL consultato in data 27 ottobre 2011.
- ^ Apre il Parlamento, subito il nodo presidenze. URL consultato in data 15 marzo 2013.
- ^ Colombo, diffusi i verbali "La cocaina era per me". Repubblica.it. URL consultato in data 19 febbraio 2009.
- ^ a b Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Agli onorevoli non piacque il film, ovvero Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia... All'onorevole piacciono le donne, in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004, pag. 116. ISBN 88-900629-6-7
- ^ Intervista a Lando Buzzanca presente nei contenuti speciali del DVD inglese, edito dalla Severin.
- ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Intervista al truccatore del film Giannetto De Rossi presente in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004, pp. 355. ISBN 88-900629-6-7
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Emilio Colombo
Collegamenti esterni [modifica]
| Predecessore | Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Mariano Rumor | 6 agosto 1970 - 17 febbraio 1972 | Giulio Andreotti |
| Predecessore | Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Attilio Ruffini | 4 aprile 1980 - 4 agosto 1983 | Giulio Andreotti | I |
| Vincenzo Scotti | 1 agosto 1992 - 28 aprile 1993 | Beniamino Andreatta | II |
| Predecessore | Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Oronzo Reale | 6 marzo 1971 - 17 febbraio 1972
ad interim come Presidente del Consiglio |
Guido Gonella |
| Predecessore | Ministro delle Finanze della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Athos Valsecchi | 7 luglio 1973 - 14 marzo 1974 | Mario Tanassi | I |
| Antonio Gava | 13 aprile 1988 - 22 luglio 1989 | Rino Formica | II |
| Predecessore | Ministro del Bilancio della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Giovanni Pieraccini | 24 giugno 1968 - 12 dicembre 1968 | Luigi Preti | I |
| Giovanni Goria | 28 luglio 1987 - 13 aprile 1988 | Amintore Fanfani | II |
| Predecessore | Ministro dell'Agricoltura della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Medici | 6 luglio 1955 - 1º luglio 1958 | Mario Ferrari Aggradi |
| Predecessore | Ministro dell'Industria della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Giorgio Bo | 15 febbraio 1959 - 21 giugno 1963 | Giuseppe Togni |
| Predecessore | Ministro del Commercio con l'Estero della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Guido Carli | 1º luglio 1958 - 15 febbraio 1959 | Rinaldo Del Bo |
| Predecessore | Ministro senza portafoglio | Successore | |
|---|---|---|---|
| ruolo condiviso | 26 giugno 1972 - 7 luglio 1973 con delega al coordinamento della delegazione italiana all'ONU |
ruolo condiviso |
Controllo di autorità VIAF: 118028207 LCCN: n83049460
- Politici italiani del XX secolo
- Politici italiani del XXI secolo
- Nati nel 1920
- Nati l'11 aprile
- Nati a Potenza (Italia)
- Cavalieri di gran croce OMRI
- Decorati con la Legion d'Onore
- Deputati dell'Assemblea Costituente
- Grandi Ufficiali OMRI
- Ministri degli Affari Esteri della Repubblica Italiana
- Ministri del Tesoro della Repubblica Italiana
- Ministri delle Finanze della Repubblica Italiana
- Ministri del Bilancio e della Programmazione Economica della Repubblica Italiana
- Ministri di Grazia e Giustizia della Repubblica Italiana
- Ministri dell'Agricoltura e delle Foreste della Repubblica Italiana
- Ministri dell'Industria e del Commercio della Repubblica Italiana
- Ministri del Commercio con l'Estero della Repubblica Italiana
- Politici della Democrazia Cristiana
- Politici del Partito Popolare Italiano
- Presidenti del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana
- Presidenti del Parlamento europeo
- Senatori a vita italiani
- Deputati della I Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della II Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della III Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della IV Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della V Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della VI Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della VII Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati dell'VIII Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della IX Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della X Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati dell'XI Legislatura della Repubblica Italiana
- Europarlamentari italiani della I Legislatura
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