Emilio Colombo

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Bandiera Presidente del
Consiglio dei Ministri
Stemma
Emilio Colombo
Luogo di nascita Potenza
Data di nascita 11 aprile 1920 (1920-04-11) (89 anni)
Luogo di morte
Data di morte
Partito politico Democrazia Cristiana
Coalizione
Mandato 6 agosto 1970 - 17 febbraio 1972
Elezione
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione giornalista
Coniuge
Vicepresidente
Predecessore Mariano Rumor
Successore Giulio Andreotti
Bandiera italiana
Parlamento Italiano
Assemblea costituente
On.
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Luogo nascita Potenza
Data nascita 11 aprile 1920
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Giornalista
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura {{{legislatura}}}
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Regione {{{regione}}}
Collegio Potenza-Matera
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Senatore a vita
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Data nomina {{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari
  • Segretario della 4ª Commissione per l'Esame dei Disegni di Legge dal 3 dicembre 1946 al 31 gennaio 1948
  • Componente della 4ª Commissione per l'Esame dei Disegni di Legge dal 24 settembre 1946 al 31 gennaio 1948
Pagina istituzionale
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Emilio Colombo
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Luogo nascita
Data nascita
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Professione
Partito
Legislatura I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI
Gruppo Democratico Cristiano
Coalizione
Circoscrizione
Regione {{{regione}}}
Collegio Potenza
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Elezione {{{elezione}}}
Senatore a vita
Nomina {{{nomina_senatore_a_vita}}}
Data nomina {{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari
  • Componente della IX Commissione (Agricoltura e alimentazione) - I legislatura
  • Componente della III Commissione (Finanze e Tesoro) - III legislatura
  • Componente della IX Commissione (Lavori Pubblici) - III legislatura
  • Componente della III Commissione (Esteri) - V, VI, VII, VIII, IX, X legislatura
  • Componente della XIII Commissione (Lavoro e Previdenza Sociale) - V legislatura
  • Componente della rappresentanza italiana al Parlamento europeo - VII legislatura
  • Componente della IV Commissione (Giustizia) - VIII legislatura
  • Componente della Commissione d'indagine ex articolo 58 (on. Cristofori)
[ Pagina istituzionale]
Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen. Emilio Colombo
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Professione {{{professione}}}
Partito Democrazia Cristiana; Partito Popolare Italiano; Democrazia Europea; ora nessuno.
Legislatura XIV, XV, XVI
Gruppo Gruppo misto
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Regione {{{regione}}}
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Elezione {{{elezione}}}
Senatore a vita
Nomina Presidenziale
Data nomina 14 gennaio 2003
Incarichi parlamentari
  • Membro 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)
  • Membro 14ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea)
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Emilio Colombo (Potenza, 11 aprile 1920) è un politico italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Laureato in giurisprudenza, fu eletto per la prima volta deputato all'Assemblea Costituente nel 1946, per poi essere riconfermato in tutte le legislature fino alle dimissioni da deputato nel 1992. Esponente storico della Democrazia Cristiana, è stato anche parlamentare europeo dal 1976 al 1980 e dal 1989 al 1992.

Emilio Colombo fu uno dei più giovani Costituenti (eletto nel 1946 a 26 anni). Dopo aver rivestito in numerosi governi l'incarico di sottosegretario all'Agricoltura, è ministro dell'Agricoltura nel I governo Segni e nel governo Zoli, passa quindi al Commercio Estero (Fanfani II, all'Industria, commercio e artigianato Segni II, Tambroni, Fanfani III e Fanfani IV). Colombo è uno dei maggiori artefici dell'elezione alla Presidenza della Repubblica di Antonio Segni, del quale fu uno dei principali collaboratori in occasione della Riforma agraria.

Dal 1963 al 1968 è ministro del Tesoro. In tale veste, non si discosta dalla linea della Banca d'Italia, e applica una politica di ortodossia finanziaria (opposta alla linea keynesiana promossa da Antonio Giolitti), ministro del Bilancio e della programmazione economica dal 1963 al 1964. Nel gennaio del 1966, Colombo presiede la riunione in cui viene realizzato il "compromesso di Lussemburgo" che reintegra la Francia al Mercato comune, dopo il periodo detto della "sedia vuota".

È stato Presidente del Consiglio dei Ministri nel periodo 6 agosto 1970 - 17 febbraio 1972, primo presidente espresso dalla Basilicata dall'avvento della Repubblica. Prima dell'esperienza alla guida del governo e nel periodo successivo ha guidato a più riprese importanti dicasteri ministeriali quali il Tesoro, le Finanze, il Bilancio e gli Esteri. Dal 1977 al 1979 è Presidente del Parlamento Europeo, l'ultimo nella composizione a suffragio indiretto dell'assemblea comunitaria. Nel 1979 gli viene attribuito il Premio Carlo Magno.

Ministro degli Esteri nel I e II Governo Spadolini, è fautore di una linea di chiaro orientamento atlantista, anche se non sempre in totale accordo con l'amministrazione americana, come nel caso della cosiddetta "guerra dell'acciaio", quando l'Italia respinge le richieste Usa di sanzioni economiche verso l'Urss.[1]

Colombo ha partecipato attivamente alla transizione della Democrazia Cristiana nel nuovo Partito Popolare Italiano di Mino Martinazzoli, avvenuta nel 1994. In occasione del primo congresso del partito, nel luglio del 1994, è stato tra i principali sostenitori della segreteria di Rocco Buttiglione.

Tuttavia nel 1995 nella querelle che divise il PPI tra i favorevoli ad un'alleanza di centrodestra con Berlusconi (guidata dal segretario Rocco Buttiglione) e i favorevoli ad un'alleanza col centrosinistra con Prodi (guidata da Gerardo Bianco e dal presidente Giovanni Bianchi), egli aderì alla linea di Gerardo Bianco, prendendo le distanze da Buttiglione.

Pur senza incarichi di partito e uscito dal Parlamento dall'agosto 1992 (le sue dimissioni si resero necessarie perché in quell'occasione la Segreteria della DC stabilì l'incompatibilità tra membro del governo e mandato parlamentare), militò nel PPI fino al 2001, quando abbandonò il partito in polemica con la dirigenza che non gli aveva riservato un collegio al Senato per le elezioni politiche del 2001. Passò quindi a Democrazia Europea di Sergio D'Antoni che lo candidò al Senato in un collegio della Basilicata, dove tuttavia non venne eletto. Dal 1986 al 2003 è presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ente fondatore della Università Cattolica del Sacro Cuore. Dal 1993 al 1995 è presidente dell’I.D.C. (Internazionale Democratico-Cristiana).

È stato nominato senatore a vita nel 2003 da Carlo Azeglio Ciampi. Il 24 novembre dello stesso anno, è finito nell'inchiesta sul giro di droga e prostituzione detta "operazione Cleopatra" e ha ammesso davanti ai magistrati d'essere consumatore di cocaina, sostenendo che il suo consumo avveniva per fini "terapeutici"[2].

Dopo le elezioni politiche del 2006, Colombo sostenne con il suo voto il secondo governo Prodi.

Nella XVI legislatura ha aderito al gruppo dell'UDC-SVP-Autonomie al Senato, insieme ai colleghi senatori a vita Cossiga ed Andreotti.

[modifica] Curiosità

Nel 1972 Lucio Fulci diresse il film Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia... All'onorevole piacciono le donne, commedia satirica in cui vi sono dei chiari riferimenti a Colombo, allora presidente del Consiglio.[3] Buzzanca fu infatti truccato appositamente per somigliare al politico,[4][5] anche se Fulci ha sempre dichiarato che la somiglianza era del tutto casuale.[3]

[modifica] Uffici di governo

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere di Gran Croce

Grand-officier della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria

Grand-officier della Legion d'Onore

[modifica] Note

  1. ^ Giuseppe Mammarella, Paolo Cacace, La politica estera dell'Italia. Dallo stato unitario ai giorni nostri, Bari, Laterza, 2008.
  2. ^ Colombo, diffusi i verbali "La cocaina era per me". Repubblica.it. URL consultato il 19-02-2009.
  3. ^ a b Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Agli onorevoli non piacque il film, ovvero Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia... All'onorevole piacciono le donne, in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004. pag. 116 ISBN 8890062967
  4. ^ Intervista a Lando Buzzanca presente nei contenuti speciali del DVD inglese, edito dalla Severin.
  5. ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Intervista al truccatore del film Giannetto De Rossi presente in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004. pp. 355 ISBN 8890062967

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Emblema della Repubblica Italiana Predecessore: Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano Successore: Stendardo del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana
Mariano Rumor agosto 1970 - febbraio 1972 Giulio Andreotti I
Presidenti del Consiglio dei Ministri
Alcide De Gasperi | Giuseppe Pella | Amintore Fanfani | Mario Scelba | Antonio Segni | Adone Zoli | Fernando Tambroni | Giovanni Leone | Aldo Moro | Mariano Rumor | Emilio Colombo | Giulio Andreotti | Francesco Cossiga | Arnaldo Forlani | Giovanni Spadolini | Bettino Craxi | Giovanni Goria | Ciriaco De Mita | Giuliano Amato | Carlo Azeglio Ciampi | Silvio Berlusconi | Lamberto Dini | Romano Prodi | Massimo D'Alema
Predecessore: Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore:
Attilio Ruffini 1980 - 1983 Giulio Andreotti I
Giuliano Amato 1992 - 1993 Beniamino Andreatta II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Attilio Ruffini {{{data}}} Giulio Andreotti
Predecessore: Ministro di Grazia e Giustizia della Repubblica Italiana Successore:
Oronzo Reale dal 6 marzo 1971 al 17 febbraio 1972

ad interim

Guido Gonella I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Oronzo Reale {{{data}}} Guido Gonella
Predecessore: Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Successore:
Giuseppe Medici 6 luglio 1955 - 1 luglio 1958 Mario Ferrari Aggradi I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Giuseppe Medici {{{data}}} Mario Ferrari Aggradi
MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
giugno 1979 -
aprile 1980

giugno 1989 -
agosto 1992

PPE

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