Giuseppe Medici

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Giuseppe Medici
Giuseppe Medici.jpg

Ministro degli Affari Esteri
Durata mandato 24 giugno 1968 –
12 dicembre 1968
Presidente Giovanni Leone
Predecessore Amintore Fanfani
Successore Pietro Nenni

Durata mandato 26 luglio 1972 –
7 luglio 1973
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Aldo Moro
Successore Aldo Moro

Ministro del Tesoro
Durata mandato 16 febbraio 1956 –
1 luglio 1958
Presidente Antonio Segni
Adone Zoli
Predecessore Ezio Vanoni
Successore Giulio Andreotti

Ministro del Bilancio
Durata mandato 1 luglio 1958 –
15 febbraio 1959
Presidente Amintore Fanfani
Predecessore Adone Zoli
Successore Fernando Tambroni

Durata mandato 21 giugno 1963 –
4 dicembre 1963
Presidente Giovanni Leone
Predecessore Ugo La Malfa
Successore Antonio Giolitti

Ministro dell'Agricoltura e Foreste
Durata mandato 18 gennaio 1954 –
2 luglio 1955
Presidente Amintore Fanfani
Mario Scelba
Predecessore Rocco Salomone
Successore Emilio Colombo

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
sen. Giuseppe Medici
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Sassuolo (MO)
Data nascita 24 ottobre 1907
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura I, II, III, IV, V, VI
Gruppo DC

Giuseppe Medici (Sassuolo, 24 ottobre 1907Roma, 21 agosto 2000) è stato un politico e docente italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'insegnamento[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Sassuolo, in provincia di Modena, da Agostino ed Ersilia Messori, secondo di quattro figli. Il padre, muratore e poi capomastro, aveva creato una piccola impresa edile. Nel 1926, diplomatosi geometra all'Istituto Guarini di Modena, si iscrisse all'Istituto Superiore Agrario di Milano dove si laureò in Scienze Agrarie nel 1929 con una tesi sulla economia della irrigazione nella pianura lombarda. Assolti gli obblighi militari, insegnò per breve tempo nell'Istituto Tecnico per Geometri di Piacenza. Nel 1930 diede alle stampe numerose pubblicazioni e nel 1931 divenne assistente di Giuseppe Tassinari; l'anno successivo fu libero docente di economia e politica agraria presso l'Università di Bologna. A quegli anni risalgono i suoi legami con studiosi quali Felice Vinci, Gustavo del Vecchio, Pier Silverio Leicht e Giuseppe Albini. Nel 1933 vinse il concorso per la cattedra presso l'Università di Perugia e fu poi chiamato ad insegnare presso l'Università di Torino.

Nel 1934 pubblicò la Introduzione all'estimo agrario che prelude ai Principi di estimo del 1948, testo che conoscerà molte edizione e sarà adottato in numerose scuole. I suoi studi nel campo dell'estimo lo fecero conoscere anche all'estero, alcune università straniere lo invitarono a tenere corsi e conferenze. In quello stesso anno aveva sposato Grazia Fiandri, con cui ebbe tre figli. Nel 1940 scrisse numerose voci di agricoltura nel Dizionario di Politica del Partito Nazionale Fascista. Fu capo dell'Ufficio Studi del ministero dell'Agricoltura, partecipò attivamente alla redazione del codice civile del 1942. Le disposizioni del libro V in materia di diritto agrario furono allestite da un sottocomitato all'interno del quale Medici ebbe un ruolo preminente, e gran parte di quelle norme furono redatte da lui in persona.

Contemporaneamente all'insegnamento svolse un'attività scientifica incentrata sui temi dell'agricoltura, della riforma agraria e della bonifica: il suo lavoro Le bonifiche di Santa Eufemia e di Rosarno, che risulta ancora fondamentale per le implicazioni metodologiche tuttora valide; nel 1942 con lo pseudonimo Giuseppe Sassuolo pubblicò alcuni opuscoli sulla questione della riforma agraria che divennero poi La riforma agraria in Italia pubblicato dal Partito liberale italiano.

Nel luglio del 1943 prese parte ai lavori che portarono alla redazione del Codice di Camaldoli.

Nel 1960 venne chiamato a reggere la cattedra di Politica Economica e Finanziaria della facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma e divenne presidente dell'Accademia nazionale di agricoltura; dal 1961 iniziò la pubblicazione dei Quaderni si sociologia rurale alla rivista, diretta da Corrado Barberis, collaborarono, fra gli altri, Manlio Rossi Doria e Umberto Zanotti Bianco.

La politica con il PLI[modifica | modifica sorgente]

Infatti, sebbene avesse studiato con Arrigo Serpieri e Giuseppe Tassinari, storiografi dell'agricoltura, riconosceva come guida Luigi Einaudi: questi già dalla fine degli anni trenta aveva pubblicato alcuni articoli del futuro senatore sulla “Riforma sociale”, lo aveva avvicinato al partito liberale clandestino e al movimento di liberazione dove era entrato in relazione con Manlio Brosio, Leone Cattani, Pietro Campilli ed Ezio Vanoni.

Dal 1945 in poi avrà rapporti sempre più frequenti con gli ambienti politici grazie soprattutto alle competenze in agraria: fu chiamato da Manlio Rossi Doria a dare il suo contributo alla soluzione dei problemi dell'economia agricola in Italia e fu inserito nella delegazione italiana che nel 1947 si recava negli Stati Uniti per discutere del Piano Marshall.

Nel 1946 si svolse in Italia il referendum istituzionale, l'Italia divenne una la Repubblica. Medici non aveva condiviso la scelta del partito liberale, composto in massima parte da monarchici, di lasciare libertà di voto ai suoi elettori. Riteneva che una chiara presa di posizione del partito non avrebbe cambiato l'esito della consultazione ma avrebbe rafforzato il partito grazie all'afflusso dei cittadini che invece andarono in gran parte a costituire il partito monarchico.

L'adesione alla DC[modifica | modifica sorgente]

Giusta o no che fosse questa analisi, fu un motivo in più per ascoltare le incitazioni di Giuseppe Dossetti ad avvicinarsi alla Democrazia Cristiana.

Le condizioni sociali ed economiche dell'Italia del dopoguerra erano quasi drammatiche. La disoccupazione cresceva come i prezzi e con essi il malcontento della popolazione. Le tensioni si sentivano in tutto il paese ma il settore agricolo mostrava le più evidenti difficoltà, al sud come al nord.

Nel 1946 era stato pubblicato a Milano, da Rizzoli, il suo L'Agricoltura e la riforma agraria. Il libro è una descrizione delle condizioni delle campagne italiane determinate dalle diversità di clima, posizione geografica, condizioni socio-economiche e culturali. L'autore proponeva una riforma adeguata alle diverse condizioni locali: la riforma doveva riguardare i contratti agrari, soprattutto nelle zone agricole settentrionali, e la redistribuzione della terra nelle zone centro-meridionali dove ancora dominava il latifondo. La riforma agraria era sentita da Medici, e da Einaudi, come una riforma liberale in quanto creava un mercato della terra, ove non esisteva, e movimenti benefici in un panorama altrimenti stagnante. Le premesse necessarie erano costituite da un ‘colpo di rottura' che sommovesse gli equilibri preesistenti favorendo la formazione di una più diffusa proprietà agricola. La riforma non poteva essere disgiunta da sostanziali interventi di bonifica del suolo e di irrigazione. Il duplice problema dell'irrigazione da cui derivava quello più generale della politica delle acque fu uno dei suoi temi principali.

L'attività al Senato[modifica | modifica sorgente]

Fu nominato presidente dell'INEA; fu candidato al Senato per la Democrazia Cristiana nel collegio di Modena e Sassuolo per le elezioni del 1948. Con le elezioni del 18 luglio fu eletto, e sarebbe rimasto in Parlamento per ventotto anni. La sua attività come parlamentare, ministro e presidente di consorzi di bonifica fu dedicata allo sviluppo dell'agricoltura italiana. Oltre della riforma agraria, promosse una legge per la difesa dei prodotti tipici.

Giuseppe Medici intervistato dal Vice direttore del settimanale Terra e Vita

Nel 1951 fu nominato presidente dell'Ente per la riforma fondiaria della Maremma e del Fucino e nel 1954 divenne ministro dell'Agricoltura. Dal 1945 fu Presidente della Commissione Censuaria centrale, organo tecnico giurisdizionale in materia di catasto dei terreni e dei fabbricati. Nel 1956, in seguito alla morte del titolare Ezio Vanoni, fu nominato ministro del Tesoro; l'incarico gli fu confermato nei governi successivi.

L'attività ministeriale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1958 divenne Ministro del Bilancio, e al Ministero incontrò Renata Donadi con la quale collaborò per anni e che diverrà negli anni della vecchiaia la sua compagna.

Nel 1959 come ministro della Pubblica Istruzione elaborò il “Piano per lo sviluppo della scuola”, con cui la scuola media si avviò ad essere indirizzata a tutti gli italiani. Fra le altre cose promosse la costruzione di collegi universitari che riteneva fondamentali per la educazione nelle università.

Nominato nel 1962 ministro per la riforma della Pubblica amministrazione nel Quarto governo Fanfani. Medici si dedicò allo studio di un progetto per l'Efficienza della Pubblica Amministrazione nello Stato Moderno. Dal 1963 fu ministro dell'Industria e del Commercio nel primo e secondo governo Moro, e lavorò alla riorganizzazione del Comitato Nazionale per l'Energia Nucleare. Lasciato il ministero il 5 maggio 1965, nel 1968 fu ministro degli Affari Esteri nel secondo governo Leone. Nel 1967, nominato presidente della Associazione Nazionale delle bonifiche, contribuì alla pubblicazione del volume "Il mondo ha sete" e dal 1969 presiedette la Conferenza Nazionale delle Acque.

Nel 1970 fu designato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti della criminalità in Sardegna. Nello stesso anno Emilio Sereni lo volle, insieme a Corrado Barberis, nel comitato scientifico della Fondazione Cervi, Istituto fondato per iniziativa dello stesso Sereni. Tornò ministro degli Esteri dal luglio 1972 al luglio 1973, nel secondo governo Andreotti.

Nel 1974 fu presidente della Conferenza mondiale dell'ONU per i problemi della fame nel mondo. Restò al Senato fino al 1976.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1977, dopo aver rinunciato a ricandidarsi al Senato, accettò la nomina a presidente della Montedison, carica che rivestirà fino al 1980. Gli anni che seguirono furono anni di studio, riflessioni e impegno: professore emerito all'Università di Roma La Sapienza e presidente di Nomisma[1], il centro di studi economici bolognese e dell'ANBI, Associazione Nazionale delle Bonifiche dove rimase fino al 1996.

Incarichi ministeriali[modifica | modifica sorgente]

Pubblicazioni di Giuseppe Medici[modifica | modifica sorgente]

  • Atti del congresso internazionale per la conservazione e la distribuzione degli ortofrutticoli (2 vv.) (1963
  • Atti della conferenza nazionale per l'ortoflorofrutticoltura (7 vv.)(1966-68)
  • Modelli di azienda per l'aggiornamento della nostra agricoltura (5 vv.) (1974)
  • Valutazione economica nell'impiego irriguo dell'acqua (3 vv.) 1974. 1975
  • Proposta di modelli e di guida zonale per l'ammodernamento delle aziende (3 vv.) 1975
  • La questione forestale in Italia 1976
  • Modelli di azienda a base cooperativa (6 vv.) 1977
  • Corsi di aggiornamento sulla difesa antiparassitaria e il diserbo alla luce dei nuovi orientamenti di lotta guidata (3 vv.) 1978-1980
  • Corso di aggiornamento sulla difesa antiparassitaria e il diserbo chimico della vite, dell'olivo, degli agrumi e delle piante orticole in serra 1979
  • Miglioramenti dei cedui italiani 1979
  • Produttività e valorizzazione dei castagneti da frutto e dei cedui di castagno 1979
  • Atti degli incontri di studio sui problemi della collina italiana 1980
  • Corso di aggiornamento sulla difesa antiparassitaria e il diserbo chimico del grano, della barbabietola, dell'olivo e dei fiori 1980
  • La valorizzazione delle risorse forestali italiane (4 vv.) 1980
  • Calendari di lavoro per la barbabietola da zucchero e l'olivo 1980
  • Produzione zootecnica nazionale e industriale farmaceutica veterinaria 1980
  • Analisi dell'efficienza strutturale delle produzioni animali (2 vv.) 1983
  • Le voci della collina 1983
  • Indagine sul recupero produttivo e sistemazione dei terreni marginali degradati (3 vv.) 1983-1987
  • Indicazioni per l'ammodernamento dell'olivicoltura italiana1984
  • Modalità di formazione di aziende di tipo estensivo in zone di abbandono 1985
  • Problemi e prospettive degli allevamenti in Italia1986
  • Agricoltura e ambiente 1987-1988
  • Arboricoltura da legno in collina e in montagna 1988
  • Il sistema produttivo del latte e dei suoi derivati 1988
  • Programma di studio sull'uso dell'alcool etilico da biomassa come carburante 1988
  • Il sistema produttivo delle carni e dei prodotti carnei 1990
  • Utilizzo di biomasse vegetali per la produzione di carburante 1993
  • Le quote latte nel mondo 1994
  • Economia dell'alimentazione animale 1997
  • Inventario dell'archivio storico dell'Accademia Nazionale di Agricoltura 2001

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Antonio Saltini a Bologna il forum Nomisma Tutte le agricolture futuribili Terra e Vita n. 38 27 settembre 1986

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Saltini Giuseppe Medici, Lo statista lo studioso e l'amministratore in Giuseppe Medici, pensieri e opere per l'agricoltura italiana Bologna 2001
  • Giulio Leone (a cura di), Scritti di Giuseppe Medici, Roma 2002
  • Marco Zaganella, Dal fascismo alla Dc. Tassinari, Medici e la bonifica nell'Italia tra gli anni Trenta e Cinquanta, Cantagalli, Siena 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro dell'Agricoltura e Foreste Successore Emblem of Italy.svg
Rocco Salomone 18 gennaio 1954 - 8 febbraio 1954 (Governo Fanfani I) Giuseppe Medici I
Giuseppe Medici 8 febbraio 1954 - 2 luglio 1955 (Governo Scelba) Emilio Colombo II
Predecessore Ministro del Tesoro Successore Emblem of Italy.svg
Ezio Vanoni 16 febbraio 1956 - 15 maggio 1957 (Governo Segni I) Giuseppe Medici I
Giuseppe Medici 19 maggio 1957 - 1º luglio 1958 (Governo Zoli) Giulio Andreotti II
Predecessore Ministro del Bilancio Successore Emblem of Italy.svg
Adone Zoli 1º luglio 1958 - 15 febbraio 1959 (Governo Fanfani II) Fernando Tambroni I
Ugo La Malfa 21 giugno 1963 - 4 dicembre 1963 (Governo Leone I) Antonio Giolitti II
Predecessore Ministro della Pubblica Istruzione Successore Emblem of Italy.svg
Aldo Moro 15 febbraio 1959 - 23 marzo 1960 (Governo Segni I) Giuseppe Medici I
Giuseppe Medici 25 marzo 1960 - 26 luglio 1960 (Governo Tambroni) Giacinto Bosco II
Predecessore Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Amintore Fanfani 24 giugno 1968 - 12 dicembre 1968 (Governo Leone II) Pietro Nenni I
Aldo Moro 26 luglio 1972 - 7 luglio 1973 (Governo Andreotti II) Aldo Moro II

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