Südtiroler Volkspartei
| Südtiroler Volkspartei | |
|---|---|
| Leader | Luis Durnwalder |
| Segretario | Richard Theiner |
| Vicesegretario | Thomas Widmann Martha Stocker Paola Bioc-Gasser |
| Stato | |
| Fondazione | 8 maggio 1945 |
| Sede | Bolzano, via Brennero 7 |
| Ideologia | Autonomismo, Cristianesimo democratico, Cristianesimo sociale, Socialdemocrazia (corrente minoritaria) |
| Collocazione | Centro |
| Coalizione | Democrazia Cristiana (1946-1992) L'Ulivo (1996, 2001) Uniti nell'Ulivo (2004) L'Unione (2006) PD (2008-2009) |
| Partito europeo | PPE (osservatore) |
| Gruppo parlamentare europeo | Gruppo PPE |
| Seggi Consiglio provinciale |
18 / 35
(2008)
|
| Seggi Camera |
2 / 630
(2008)
|
| Seggi Senato |
3 / 315
(2008)
|
| Testata | mensile ZIS - Zukunft in Südtirol (Futuro in Alto Adige) |
| Iscritti | 60 500 |
| Colori | nero-bianco-rosso |
| Sito web | svpartei.org |
La Südtiroler Volkspartei (SVP, letteralmente "Partito Popolare Sudtirolese") è un partito politico regionale italiano che rappresenta, per statuto, gli interessi delle minoranze tedesca e ladina della Provincia autonoma di Bolzano.
Indice |
[modifica] Storia
Il partito venne fondato l'8 maggio 1945 come continuatore dell'Andreas-Hofer-Bund ("Lega di Andreas Hofer"), un'organizzazione politica nata nel novembre del 1939, e che si era opposta all'emigrazione in Germania durante le opzioni in Alto Adige e si era attivamente battuta contro il nazismo ed il fascismo, venendo duramente perseguitata e decimata, ponendosi così nel solco delle associazioni cattoliche che negli anni precedenti avevano creato le Katakombenschulen (scuole clandestine in lingua tedesca). Tra i fondatori dell'SVP figurano gli antifascisti Hans Egarter, che dal 1943 era stato a capo del Bund, ed Erich Amonn, che fu il primo presidente del nuovo partito.
Un altro filone al quale il partito è riconducibile è il Deutscher Verband (DV, "Lega Tedesca"), unione tra i due principali partiti presenti sul territorio dopo l'annessione del Tirolo cisalpino all'Italia nel 1919.[1] Essi erano la Tiroler Volkspartei (TVP), composta da conservatori e cristiano-sociali e dalla Deutschfreiheitliche Volkspartei, formata da liberali e pangermanisti. Questi due partiti decisero - pur mantenendosi a livello locale indipendenti e distinti - di presentarsi alle elezioni nazionali italiane con un unico simbolo, la stella alpina. I socialdemocratici di lingua tedesca invece si erano presentati autonomamente alle elezioni politiche del 1921, essendosi inseriti come corrente nel Partito Socialista Italiano. [2] Il DV si presentò alle elezioni ancora nel 1924 portando quattro parlamentari a Roma, prima di essere dissolto dal fascismo.
A partire dalla metà degli anni cinquanta la guida del partito passò nelle mani della corrente dei "falchi", formata prevalentemente da optanti, che diversamente dai fondatori avevano scelto l'emigrazione nella Germania nazista.
Dal secondo dopoguerra le vicende della SVP sono strettamente intrecciate con quelle dell'Alto Adige.
La Südtiroler Volkspartei gode della maggioranza assoluta nel Consiglio provinciale senza interruzioni dalle prime elezioni del 1948.
[modifica] Ideologia
La Südtiroler Volkspartei si rifà ai principi dell'autonomismo, riferito alla regione Trentino-Alto Adige e in particolare della provincia di Bolzano, e del cristianesimo democratico, nonché alla tutela della minoranza linguistica tedesca e ladina.
La SVP non è aperta a persone del gruppo linguistico italiano.[3][4] Possono iscriversi al partito tutti i sudtirolesi che hanno superato l'età di 15 anni e che s'impegnano a sostenere i capisaldi del partito.[5] La SVP non ha mai condannato le azioni dei terroristi sudtirolesi.[6][7]
[modifica] Alleanze
Fino al 1992 la SVP è stata sempre alleata alla Democrazia Cristiana; dal 1995 ha scelto di stare nel campo del centro-sinistra: fino al 2005 è stata alleata dell'Ulivo e dal 2005 al 2008 dell'Unione.
[modifica] La SVP nel nuovo millennio
Nell'autunno del 2003, come ininterrottamente dal secondo dopoguerra, l'SVP ha vinto le elezioni provinciali della Provincia autonoma di Bolzano ottenendo la maggioranza assoluta, perdendo tuttavia un numero consistente di voti, soprattutto nelle zone di campagna.
È rappresentata in Parlamento da parlamentari e senatori propri, che aderiscono ai gruppi parlamentari delle minoranze linguistiche alla Camera e "Per le autonomie" al Senato.
Sono espressione della Südtiroler Volkspartei 100 dei 116 sindaci dei comuni dell'Alto Adige ed anche il presidente della provincia e della Giunta regionale del Trentino-Alto Adige, Luis Durnwalder, nonché i presidenti di 2 delle 5 circoscrizioni di Bolzano.
Alle europee del 2004 è stato eletto rappresentante dalla SVP Michl Ebner grazie al collegamento con la lista Uniti nell'Ulivo. Per la prima volta dal dopoguerra, però, la SVP è rimasta al di sotto del 50% dei voti in provincia di Bolzano (46,7%).
Nel 2005 la SVP, alleata del centro-sinistra, è risultato il primo partito a Bolzano ed ha contribuito in maniera decisiva all'elezione del sindaco Luigi Spagnolli, candidato de L'Unione.
Alle elezioni politiche del 2006 ha presentato le sue liste alla Camera dei deputati e nei collegi uninominali del Trentino-Alto Adige, in alleanza con L'Unione. Alla Camera conquista 182 000 voti (il 28,5% a livello regionale, lo 0,5% a livello nazionale) eleggendo 4 deputati grazie alla norma, prevista dalla legge elettorale appena entrata in vigore, sulla tutela delle minoranze linguistiche, in ottemperanza alla quale era necessario superare lo sbarramento del 20%. Risultò eletto alla Camera dei deputati anche Giacomo Bezzi, candidato al quarto posto nella lista SVP ed esponente trentino del Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT).
Al Senato la SVP ha presentato liste autonome in due collegi (Bressanone-Val Pusteria e Merano-Val Venosta) della Provincia autonoma di Bolzano, eleggendo entrambi i senatori; nell'altro collegio della provincia di Bolzano (Bolzano-Bassa Atesina) appoggiava invece un candidato insieme con le altre forze dell'Unione, anche in questo caso con successo. Il simbolo e il nome (L'Unione-SVP) sono stati utilizzati anche nei tre collegi della Provincia autonoma di Trento. Due dei tre candidati appoggiati risultarono eletti.
Alle elezioni politiche del 2008 la SVP si è presentata da sola alla Camera dei deputati e nei due collegi senatoriali di Bressanone-Val Pusteria e Merano-Val Venosta, mentre in alleanza con Partito Democratico, Italia dei Valori, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Partito Socialista e Civica Margherita sotto le insegne della lista SVP - Insieme per le Autonomie nel collegio di Bolzano-Bassa Atesina e nei tre collegi trentini. I risultati sono stati deludenti, in particolare alla Camera: in campo provinciale, la SVP ha ottenuto il 44,3%, peggior risultato elettorale di sempre,[8] eleggendo due soli deputati contro i 4 uscenti. Al Senato sono stati invece confermati i tre senatori uscenti nei collegi della provincia di Bolzano (Helga Thaler Ausserhofer, Manfred Pinzger e Oskar Peterlini, tutti esponenti SVP, quest'ultimo con il simbolo «Insieme per le autonomie») mentre un solo senatore è stato eletto in Trentino (Claudio Molinari, nel collegio di Rovereto, con lo stesso simbolo di Peterlini).
Anche alle successive Provinciali del 2008, l'SVP - pur recuperando alcuni punti percentuali rispetto alle politiche - non è riuscita ad ottenere la maggioranza dei voti (48,1%), anche se ha mantenuto la maggioranza assoluta in consiglio provinciale con 18 consiglieri su 35.
In vista del congresso 2009, l'Obmann uscente Elmar Pichler Rolle ha rinunciato ad un secondo mandato[9], lasciando la carica all'unico candidato, Richard Theiner, eletto effettivamente il 18 aprile.
Alle elezioni europee del 2009 la SVP ha presentato una lista in alleanza con il Partito Autonomista Trentino Tirolese e lo Slovenska Skupnost raggiungendo il 52,1% dei voti in provincia di Bolzano e ottenendo un seggio al Parlamento europeo per il capolista Herbert Dorfmann grazie al collegamento con il Partito Democratico (PD).
La SVP si è astenuta in occasione del voto di fiducia al Governo Berlusconi IV, il 14 dicembre 2010,[10] citando gli esempi di collaborazione con l'esecutivo, quali l'introduzione della segnaletica turistica montana bilingue. Il PD e gli ambientalisti hanno accusato la SVP di essersi astenuta in cambio del via libera della maggioranza parlamentare alla suddivisione della gestione del Parco nazionale dello Stelvio tra enti regionali anziché a livello statale (approvata al Consiglio dei ministri del 22 dicembre). La SVP ha negato le accuse.[11][12]
[modifica] Risultati elettorali
[modifica] Elezioni provinciali
| Risultati elettorali | ||||
|---|---|---|---|---|
| Elezione | Parlamento | Voti | % | Seggi |
| 1948 1952 1956 1960 1964 1968 1973 1978 1983 1988 1993 1998 2003 2008 |
Consiglio provinciale di Bolzano | 107.249 112.602 124.165 132.351 134.188 137.982 132.186 163.502 170.125 184.717 160.186 171.820 167.353 146.545 |
67,60 64,76 64,40 63,86 61,27 60,69 56,42 61,3 59,4 60,4 52,0 56,6 55,6 48,1 |
13 / 20 15 / 22 15 / 22 15 / 22 16 / 25 16 / 25 20 / 34 21 / 34 22 / 35 22 / 35 19 / 35 21 / 35 21 / 35 18 / 35 |
[modifica] Elezioni politiche
| Risultati elettorali | ||||
|---|---|---|---|---|
| Elezione | Parlamento | Voti | % | Seggi |
| 1948 1953 1958 1963 1968 1972 1976 1979 1983 1987 1992 1994 1996 2001 2006 2008 |
Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato Camera Senato |
124.385 95.406 122.792 107.139 135.495 120.086 135.458 112.023 152.954 131.080 153.764 102.018 184.390 158.659 204.899 172.577 184.940 157.478 202.022 171.539 198.447 168.153 231.842 217.250 col PPI 178.425 200.059 nell'Ulivo 182.703 nell'Unione 147.666 desistenza col PD |
0,47 0,42 0,45 0,44 0,46 0,46 0,44 0,41 0,48 0,46 0,46 0,34 0,50 0,51 0,56 0,55 0,50 0,51 0,52 0,53 0,51 0,51 0,60 0,66 - 0,55 0,54 - 0,48 - 0,41 - |
3 2 3 2 3 2 3 2 3 2 3 2 3 2 3 2 3 2 3 2 3 3 3 3 3 2 4 3 4 3 2 3 |
[modifica] Elezioni europee
| Risultati elettorali | ||||
|---|---|---|---|---|
| Elezione | Parlamento | Voti | % | Seggi |
| 1979 1984 1989 1994 1999 2004 2009 |
Parl. europeo Parl. europeo Parl. europeo Parl. europeo Parl. europeo Parl. europeo Parl. europeo |
196.277 198.168 172.488 197.972 156.005 146.357 143.027 |
0,56 0,56 0,50 0,60 0,50 0,45 0,46 |
1 1 1 1 1 1 1 |
[modifica] Congressi
Tradizionalmente, i congressi annuali del partito vengono svolti a Merano, nella Kursaal, presenti come ospiti i leader di altri partiti autonomistici e cristiano-sociali italiani, austriaci e tedeschi. L'intervento d'ospite spesso viene affidato a un politico estero, come già Helmut Kohl, Horst Seehofer, Wolfgang Schüssel.
[modifica] Cariche del partito
Alla guida del partito c'è l'Obmann, coadiuvato da tre vice (Obmannstellvertreter), uno dei quali di lingua ladina. Viene eletto dal congresso, e resta in carica cinque anni.
Il segretario provinciale (Landessekretär) ha funzioni di coordinamento, e viene eletto ogni quattro anni dall'assemblea dei delegati (Parteiausschuss).
- Obmänner dal 1945
- Erich Amonn (1945–1948)
- Josef Menz (1948–1951)
- Toni Ebner (1951–1952)
- Otto Guggenberg (1952–1954)
- Karl Tinzl (1954–1956)
- Toni Ebner (1956–1957)
- Silvius Magnago (1957–1991)
- Roland Riz (1991–1992)
- Siegfried Brugger (1992–2004)
- Elmar Pichler Rolle (17 aprile 2004–18 aprile 2009)
- Richard Theiner (18 aprile 2009–in carica)
[modifica] Note
- ^ "Trattato di Londra del 1915" «Dans le traitè de paix l'Italie obtiendra le Trentin, le Tyrol cisalpin avec sa frontière géographique et naturelle (la frontière du Brenner)...»
- ^ Cfr. Karl von Grabmayr, La passione del Tirolo innanzi all'annessione - con l'aggiunta del progetto d'autonomia presentato al governo italiano dalla Lega Tedesca (Deutscher Verband), Milano, Vallardi, 1920.
- ^ http://www.svpartei.org/de/presse/mitteilungen/20081212%7C324.html Keine Öffnung für Italiener – Bekenntnis zur Minderheitenpartei ("Niente apertura agli italiani - confermato il ruolo di partito delle minoranze").
- ^ Bolzano, riparte la campagna anti-italiani Corriere della Sera, 7 maggio 2009: SVP solo candidati tedeschi.
- ^ Estratto dallo statuto del partito: "Jede/r Südtiroler/in hat mit Eintritt in das 15. Lebensjahr das Recht, Mitglied der SVP zu werden und soll zum Beitritt aufgefordert werden, sofern er/sie die Grundsätze und das Programm der SVP teilt.", per approfondire:programma e statuto
- ^ Bolzano elogia i terroristi altoatesini, Corriere della Sera, 7 maggio 2009
- ^ Grazia, dopo il sì Repetto-Svp Tommasini duro: "Sbagliano", Alto Adige, 8 maggio 2009
- ^ (DE) Schlechtestes Wahlergebnis für SVP seit 1945 - Amhof gescheitert. 15-03-2008. URL consultato il 15-03-2008.
- ^ Pichler Rolle si ritira a sorpresa. Theiner sarà l'Obmann Svp. 12-04-2009. URL consultato il 17-06-2009.
- ^ http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2010/12/08/visualizza_new.html_1672505682.html
- ^ La Repubblica, 22 dicembre 2010
- ^ Corriere della Sera, 8 dicembre 2010
[modifica] Bibliografia
- Franco Boiardi, La Südtiroler Volkspartei 1945-1994 (Grande enciclopedia della politica, 3, n. 10), Roma, Ebe editore, 1994. ISBN 88-7977-030-6
- (DE) Anton Holzer, Die Südtiroler Volkspartei, Thaur/Tirol, Kulturverlag, 1991. ISBN 3-85395-157-0.
- (EN) Günther Pallaver, The Südtiroler Volkspartei and its ethno-populism, in Challenges to consensual politics: democracy, identity, and populist protest in the alpine region (Regionalism & federalism, 6), a cura di Daniele Caramani, Bruxelles et al., Peter Lang, 2005, pp. 187–208. ISBN 90-5201-250-4
- (DE) Joachim Goller, Die Brixner Richtungen. Die Südtiroler Volkspartei, das katholische Lager und der Klerus, Innsbruck-Vienna-Bolzano, Studienverlag, 2007. ISBN 3-7065-4230-7.