Provincia autonoma di Bolzano

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Provincia autonoma di Bolzano
Alto Adige
provincia a statuto speciale
(IT) Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige
(DE) Autonome Provinz Bozen - Südtirol
(LLD) Provinzia Autonoma de Balsan/Bulsan – Südtirol
Provincia autonoma di BolzanoAlto Adige – Stemma Provincia autonoma di BolzanoAlto Adige – Bandiera
Palazzo Widmann, sede della Provincia.
Palazzo Widmann, sede della Provincia.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Capoluogo Bolzano
Presidente Arno Kompatscher (SVP)
Lingue ufficiali Italiano, tedesco, in alcune aree ladino
Data di istituzione 1927 come Provincia di Bolzano
Territorio
Coordinate
del capoluogo
46°30′00″N 11°21′00″E / 46.5°N 11.35°E46.5; 11.35 (Provincia autonoma di Bolzano
Alto Adige
)
Coordinate: 46°30′00″N 11°21′00″E / 46.5°N 11.35°E46.5; 11.35 (Provincia autonoma di Bolzano
Alto Adige
)
Superficie 7 399,97 km²
Abitanti 505 067[1] (09-10-2011)
Densità 68,25 ab./km²
Comuni 116 comuni
Province confinanti Provincia di Sondrio, Provincia autonoma di Trento, Provincia di Belluno, Salisburghese (AT), Tirolo (AT), Grigioni (CH)
Altre informazioni
Cod. postale 39100 Bolzano, 39010-39059 provincia
Prefisso 0471, 0472, 0473, 0474, 0463
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021
Targa BZ
Localizzazione

Provincia autonoma di BolzanoAlto Adige – Localizzazione

Mappa della provincia autonoma di Bolzano.
Mappa della provincia autonoma di Bolzano.
Sito istituzionale

La provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige (Autonome Provinz Bozen — Südtirol in tedesco; provinzia Autonoma de Balsan/Bulsan — Südtirol in ladino) è la più settentrionale delle province della regione Trentino-Alto Adige e d'Italia.

Conta 505 067 abitanti e una superficie di quasi 7 400 km², che ne fanno la provincia più estesa d'Italia. Assieme alla provincia di Trento e al Tirolo, l'Alto Adige costituisce l'euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino, corrispondente (con buona approssimazione) al territorio della regione storica del Tirolo, a cui è legato da motivi linguistici e culturali.

Come provincia del Trentino-Alto Adige, insieme al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia, appartiene inoltre alla macroarea geografica del Triveneto.

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

La denominazione riportata nello statuto di Autonomia del 1972 (legge costituzionale dello Stato) e nelle successive norme statali di attuazione è quella di provincia di Bolzano o di provincia Autonoma di Bolzano, da accompagnarsi con l'omologa traduzione ufficiale in tedesco (Provinz Bozen o Autonome Provinz Bozen). L'articolo 116 della Costituzione della Repubblica Italiana a partire dalla riforma costituzionale del 2001 riporta la dicitura Alto Adige/Südtirol[2]: "La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano". L'ente pertanto utilizza in tutti i suoi atti la doppia denominazione Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige (ufficialmente tradotta in tedesco nella forma Autonome Provinz Bozen – Südtirol). I suoi abitanti sono generalmente detti altoatesini. Si può tuttavia constatare anche in italiano l'utilizzo delle denominazioni "Sud Tirolo", "Sudtirolo" o "Tirolo del sud"[3] per la provincia di Bolzano e "sudtirolesi" per i suoi abitanti di lingua tedesca o ladina.[4][5]

La forma ladina non è riportata nello statuto di autonomia o in altre leggi dello Stato, ma sugli atti viene abitualmente resa dall'ente come Provinzia Autonoma de Balsan – Südtirol (nella variante badioto-marebbana) oppure Provinzia Autonoma de Bulsan – Südtirol (nella variante gardenese).

Durante la dominazione asburgica il territorio dell'odierna provincia di Bolzano era anche conosciuto come Mitteltirol, cioè Tirolo centrale,[6] o Deutschsüdtirol[7], mentre con Welschtirol (Tirolo italiano) o Südtirol (Tirolo meridionale) si designava propriamente l'odierno Trentino o l'intera regione, ove si differenziava fra il Tirolo meridionale italiano (italienisches Südtirol, Welschsüdtirol o Welschtirol, il Trentino) e tedesco (Deutschsüdtirol, l'odierno Alto Adige).

Secondo lo statuto di Autonomia la toponomastica deve essere bilingue. Buona parte dei toponimi italiani dell'Alto Adige sono stati creati da Ettore Tolomei nel prontuario dei nomi locali dell'Alto Adige e vengono affiancati ufficialmente[8] dai corrispettivi toponimi tedeschi e ladini. Soprattutto nella cartellonistica di montagna vengono invece spesso omesse le indicazioni in italiano.[9] L'amministrazione di alcuni comuni a maggioranza di lingua tedesca ha inoltre disposto che il toponimo "Alto Adige", già ufficiale al tempo del napoleonico Regno d'Italia (per indicare la suddivisione amministrativa detta Dipartimento dell'Alto Adige, gravitante però più sul Trentino), non venga più usato negli atti pubblici.[10][11]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Confini[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Bolzano confina a nord e a est con l'Austria (Tirolo e Salisburghese), a ovest con la Svizzera (Canton Grigioni), a sud-est con il Veneto (provincia di Belluno), a sud con la provincia autonoma di Trento (Trentino) e a sud-ovest (presso il passo dello Stelvio) con la Lombardia (provincia di Sondrio). La provincia comprende innumerevoli valli, passi, fiumi e laghi che circondano l'intero territorio altoatesino. La Valle Aurina è la valle più a nord di tutta l'Italia e Predoi il comune più a settentrione, situato nella parte più interna della valle, sotto la Vetta d'Italia, al confine con l'Austria.

Monti[modifica | modifica sorgente]

L'Alto Adige è completamente montuoso. Sul suo territorio si elevano le Alpi Centrali, a cui appartiene l'Ortles, il monte più alto della provincia autonoma di Bolzano (nonché dell'intera regione Trentino-Alto Adige) con i suoi 3.905 m, e le Alpi Orientali. Tra i principali rilievi si contano anche la Palla Bianca, il Similaun, la Cima Altissima, il Gran Pilastro.

Appartiene all'Alto Adige anche una parte delle Dolomiti, dichiarate patrimonio dell'umanità nel 2009. Tra i rilievi dolomitici si annoverano le Dolomiti di Sesto con la Punta Tre Scarperi, la Croda dei Baranci, e le Tre Cime di Lavaredo, le Dolomiti di Gardena (Sassolungo, Sassopiatto, Sella, Piz Boè) e gli altri rilievi dolomitici come Plan de Corones, Latemar, Plose, Catinaccio, Sciliar.

Passi[modifica | modifica sorgente]

Il Passo del Brennero rappresenta il principale valico di frontiera fra l'Italia e l'Austria. Si pone sullo spartiacque fra i bacini del Mare Adriatico e del Mar Nero. Sul lato italiano vi discende la valle dell'Isarco, su quello austriaco il fiume Sill.

Tra gli altri numerosi valichi alpini si ricordano: Passo Gardena, Passo Nigra, Passo Sella, Passo Stalle, Passo del Rombo, Passo della Mendola, Passo delle Erbe, Passo delle Palade, Passo dello Stelvio, Passo di Campolongo, Passo di Costalunga, Passo di Monte Croce di Comelico, Passo di Monte Giovo, Passo di Pampeago, Passo di Pennes, Passo di Resia, Passo di Valparola, Passo San Lugano.

Valli[modifica | modifica sorgente]

La val d'Adige identifica il tratto della valle percorsa dal fiume Adige che va da Merano a Rovereto, in Trentino. La val d'Adige è l'area più densamente popolata della provincia, sorgendovi l'area metropolitana di Bolzano. Segue un elenco delle principali valli e loro tributarie.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Fiumi[modifica | modifica sorgente]

Il territorio è attraversato da diversi corsi d'acqua: Adige, Isarco, Rienza, Passirio, Talvera, le fonti della Drava e altri più piccoli.

Laghi[modifica | modifica sorgente]

Nella provincia di Bolzano vi sono 176 bacini d'acqua naturali con lunghezza maggiore o uguale a 100 metri. Gran parte di tali bacini si trova a quote superiori ai 2000 m. I laghi naturali con una superficie maggiore di cinque ettari sono 13: di questi solo tre (il lago di Caldaro e i due laghi di Monticolo) sono situati al di sotto dei 1000 m. I restanti 10 laghi maggiori sono il lago di Anterselva, lago di Braies, il lago di Carezza, il lago di Costalovara, il lago di Dobbiaco, il lago di Favogna, il lago di Fiè, il Lago di Santa Maria, il lago di San Valentino alla Muta, il lago di Landro e il lago di Varna.

Vi sono anche laghi artificiali, alcuni dei quali di dimensione ragguardevole. Tra i principali ricordiamo il lago di Resia, il lago di Zoccolo, il lago di Fortezza, il lago di Rio di Pusteria e il lago di Valdaora.

Cascate[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cascate in Alto Adige.

Terra di Alpi e Dolomiti, ricca di corsi d'acqua, l'Alto Adige può vantare numerose cascate. Tra le più belle si annoverano: le cascate di Stanghe, a Racines, nei pressi di Vipiteno, le cascate di Riva, a Campo Tures in valle Aurina, la cascata di Parcines, a Parcines in Val Venosta, la più alta dell'Alto Adige.

Natura[modifica | modifica sorgente]

Parchi naturali[modifica | modifica sorgente]

Rientra in territorio altoatesino una parte significativa del parco nazionale dello Stelvio, istituito nel 1935 allo scopo di tutelare la flora, la fauna e le bellezze del paesaggio del gruppo montuoso Ortles-Cevedale e di promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile nelle vallate alpine dell'Alto Adige.

Tra i parchi della provincia si contano anche il parco naturale Dolomiti di Sesto, parco naturale Fanes - Sennes e Braies, parco naturale Gruppo di Tessa, parco naturale Monte Corno, parco naturale Puez-Odle, parco naturale dello Sciliar, parco naturale Vedrette di Ries - Aurina.

Il parco delle Alpi Sarentine è ancora in fase di attivazione.

Monumenti naturali[modifica | modifica sorgente]

L'Alto Adige offre nelle sue montagne e valli innumerevoli monumenti naturali, come le piramidi di terra; le più famose sono le piramidi di Plata e le piramidi di Renon.

Altri monumenti naturali presenti in provincia sono il canyon di Bletterbach, la gola Rastenbachklamm e la fossa di Bronzolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Alto Adige.
Castel Tirolo, presso il comune di Tirolo
Uno dei 37 tralicci che furono fatti saltare nel giugno 1961

Il territorio dell'odierno Alto Adige, già abitato da Reti, popolazione di probabile etnia etrusca,[12] divenne parte dell'Impero Romano ed il Cristianesimo vi si diffuse durante l'alto medioevo. Successivamente venne colonizzato da popoli germanici, in particolare dai Baiuvari. Dal 1004 fece parte del Principato vescovile di Trento (Val Venosta e Val d'Adige) e del Principato vescovile di Bressanone (la parte est dell'attuale provincia di Bolzano) e sul suo territorio venne costituita la contea del Tirolo. Dal 1363 i possedimenti dei conti di Tirolo passarono agli Asburgo, anche se i principi vescovi di Bressanone (solo formalmente per la parte est) e Trento (con un po' più di autonomia per la parte sud ed ovest) mantennero le loro prerogative sull'Alto Adige sino al 1801, quando i principati vescovili vennero aboliti da Napoleone. Tra il 1810 e il 1814 fecero parte del Regno d'Italia napoleonico il territorio a sud della chiusa di Bressanone, tra cui Bolzano e la Bassa Atesina (Dipartimento dell'Alto Adige), nonché le valli orientali, in particolare Dobbiaco (Dipartimento della Piave). Dopo la Restaurazione l'Alto Adige appartenne all'Impero Austriaco (dal 1814) e in ultimo all'Impero Austro-Ungarico (dal 1867).[13]

In seguito alla vittoria italiana nella prima guerra mondiale il territorio dell'attuale provincia, quasi completamente germanofono, venne scorporato dal dissolto Impero austro-ungarico e annesso al Regno d'Italia, senza però che venisse sentita la popolazione altoatesina.[14] Dopo l'avvento del fascismo, la popolazione di lingua tedesca fu sottoposta a un intenso tentativo di snazionalizzazione e italianizzazione (divieto della lingua tedesca), mentre fu promossa l'immigrazione di molte decine di migliaia di italiani che si stabilirono principalmente nelle aree urbane di Bolzano e Merano. In un primo tempo l'Alto Adige venne incluso in un'unica Provincia di Trento al fine di diluire l'influenza dell'elemento etnico tedesco, ma tale esigenza venne meno quando il regime abolì la democrazia locale e al contrario emerse la necessità di un controllo più particolareggiato del territorio: la Provincia di Bolzano fu istituita con Regio decreto 2 gennaio 1927, nº 1, sul territorio degli ex circondari di Bolzano, di Bressanone e di Merano.[15]

Dal settembre del 1943 al maggio del 1945 la provincià subì inoltre l'occupazione nazista e fu per molti aspetti incorporata al Terzo Reich all'interno della Zona d'operazioni delle Prealpi. Con l'arrivo degli Alleati la provincia conobbe una nuova occupazione, stavolta ad opera dell'Allied Military Government of Occupied Territories e fu tenuta in stallo in attesa delle decisioni della conferenza di pace interalleata, tanto che ai bolzanini non fu permesso di partecipare alle elezioni per la Costituente della Repubblica Italiana.

Alla fine della seconda guerra mondiale l'accordo De Gasperi-Gruber prevedeva per la provincia un certo livello di autonomia per tutelare le minoranza di lingua tedesca. Il primo statuto di autonomia del 1948 ripristinava il bilinguismo e dava ampie competenze alla regione Trentino-Alto Adige, dove però gli italiani erano in maggioranza. Ciò fu considerato insoddisfacente dalla popolazione di lingua tedesca, guidata dalla Südtiroler Volkspartei, fautrice di una politica contraria all'immigrazione italiana, all'industrializzazione e ai matrimoni misti.[16] Negli anni successivi si registrarono una serie di azioni terroristiche contro la popolazione e le istituzioni italiane per opera del Befreiungsausschuss Südtirol. Nel 1972 fu approvato il secondo statuto di autonomia, che trasferì buona parte delle competenze direttamente alle province di Trento e Bolzano.

L'Alto Adige è oggi un esempio di pacifica convivenza fra gruppi etnici. Le tensioni non sono state però definitivamente sopite[17]: da un lato il disagio della popolazione di lingua italiana, che dagli anni settanta ha visto progressivamente calare la propria consistenza numerica, con la radicalizzazione del voto a favore del Movimento sociale italiano negli anni ottanta e successivamente in misura minore di Unitalia; dall'altro lato la crescente insofferenza della popolazione di lingua tedesca con il consolidato successo dei partiti, come i Freiheitlichen, che propagandano l'annessione all'Austria o la creazione di un Alto Adige stato indipendente.[18]

Monumenti storici

L'odierna provincia di Bolzano nel corso della storia è passata sotto diverse dominazioni, ciascuna delle quali ha lasciato le proprie tracce.[19] La più duratura risulta la dominazione asburgica, che durò più di cinque secoli, prendendo avvio nel 1363 e terminando nel 1918, e segnò profondamente sia le popolazioni sia le espressioni storico-artistiche della regione.[20]

Del periodo medievale sono testimonianza numerosi castelli,[21] tra i quali il più importante è castel Tirolo: dai suoi signori, i conti di Tirolo, ha preso il nome l'intera regione. A castel Roncolo si trovano affreschi di soggetto cavalleresco, castel Coira alloggia un'importante collezione di armature. Sotto l'impero austro-ungarico furono costruiti diversi forti, tra cui il forte di Fortezza.

Oltre a castelli e fortezze nella provincia di Bolzano si trovano innumerevoli chiese, abbazie e monasteri, di stile romanico, gotico e barocco: tra questi l'abbazia di Monte Maria, l'abbazia di Novacella, il monastero di Sabiona, la collegiata di San Candido, il duomo di Bressanone e il duomo di Bolzano.[22] Durante il Ventennio furono eretti numerosi monumenti in sintonia con l'iconografia e ideologia del regime fascista, tra essi il monumento alla Vittoria di Bolzano e il monumento all'Alpino di Brunico.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 2011 si contavano 510.851 abitanti, di cui 41.597 stranieri (8,14 %, sopra la media nazionale ma sotto quella dell'Italia settentrionale).[23]

Le più grandi comunità di stranieri oltre le 1.500 persone sono:[24]

  • Albania Albanesi: 5.138 persone
  • Germania Tedeschi: 4.560 persone
  • Marocco Marocchini: 3.174 persone
  • Pakistan Pachistani: 2.543 persone
  • Macedonia Macedoni: 2.185 persone
  • Serbia Serbi: 2.026
  • Slovacchia Slovacchi: 1.893 persone
  • Romania Romeni: 1.681 persone
  • Austria Austriaci: 1.556 persone

Lingue e gruppi linguistici[modifica | modifica sorgente]

Censimento 2011
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto sudtirolese e Proporzionale etnica.

La provincia autonoma di Bolzano è un'area trilingue. L'italiano e il tedesco sono lingue ufficiali della provincia, a cui si aggiunge il ladino in due valli orientali.

Poco più di due terzi degli abitanti sono di madrelingua tedesca. Nella vita privata e pubblica all'interno della componente germanofona predomina un dialetto austrobavarese alpino (il dialetto sudtirolese), caratterizzato da una certa presenza di vocaboli di origine italiana. Il tedesco standard nella sua variante austriaca rimane l'idioma insegnato a scuola, usato nella comunicazione scritta e nelle occasioni ufficiali. Il gruppo tedescofono è maggioritario in 102 comuni su 116 (con una punta del 100% a Martello), di questi in ben 77 comuni il gruppo linguistico tedesco costituisce più del 90% dei residenti. Gli italofoni, circa un quarto della popolazione provinciale, sono maggioritari in cinque comuni: Bolzano (73,80%), Laives (71,50%), Bronzolo (62,01%), Salorno (61,85%) e Vadena (61,50%). Il comune di Merano, la seconda città più popolosa della provincia, è per circa metà di madrelingua italiana (49,06%), a Fortezza il 38,51% della cittadinanza appartiene al gruppo italiano ed a Bressanone, terzo comune della provincia, gli italofoni sono il 25,84%.[25] I madrelingua italiani vengono ricorrentemente definiti Walsche e la lingua italiana Walsch, entrambi termini che derivano dal germanico antico (Walh, straniero[26], cfr. Valacchi) e hanno acquisito connotazione negativa.[27][28][29][30]

Gli italofoni, provenienti da regioni diverse, nella vita quotidiana usano per lo più l'italiano standard, mentre nella Bassa Atesina è diffuso anche il dialetto trentino.[31]

Oltre il 4% degli altoatesini è di madrelingua ladina dolomitica. I ladinofoni sono concentrati soprattutto nella val Gardena e in val Badia e costituiscono la maggioranza in otto comuni: La Valle (punta del 97,66%), San Martino in Badia, Badia, Marebbe, Santa Cristina Valgardena, Selva di Val Gardena, Ortisei, Corvara in Badia.

In occasione del censimento decennale della popolazione, ogni cittadino maggiore di 14 anni è chiamato a dichiarare la propria appartenenza a uno dei tre gruppi linguistici. In base ai risultati si procede all'assegnazione dei posti negli impieghi pubblici, delle case popolari, dei contributi per enti e associazioni, secondo il sistema della proporzionale etnica.[32] L'autonomia altoatesina si basa infatti sul principio del separatismo linguistico. Asili, scuole, case di riposo sono distinti per gruppo linguistico. Anche alcune associazioni attirano soci prevalentemente di un solo gruppo linguistico, come il Club Alpino Italiano e l'Alpenverein Südtirol, e anche la Caritas intrattiene sezioni separate.

Per quanto riguarda in particolare la scuola, l'insegnamento viene impartito esclusivamente in lingua italiana o tedesca, secondo l'appartenenza linguistica, da insegnanti di madrelingua. Elemento di attenuazione risulta l'apprendimento dell'altra lingua a partire dalla prima o seconda elementare (a mo' di lingua straniera). A livello della giunta provinciale vi sono due distinti assessorati, uno per l'intendenza scolastica tedesca e uno per quella italiana.

Tra il 1971 e il 2011 il gruppo linguistico italiano, in costante crescita dal primo dopoguerra fino agli anni sessanta, è calato da 137.759 a 118.120 residenti.

Consistenza demografica in Alto Adige per gruppo linguistico (1880-2011) - Dati assoluti e percentuali[33]
Anni
Italofoni
Tedescofoni
Ladinofoni
Altri
Totale
6.884 (3,4%)
186.087 (90,6%)
8.822 (4,3%)
3.513 (1,7%)
205.306
9.369 (4,5%)
187.100 (89,0%)
8.954 (4,3%)
4.862 (2,3%)
210.285
8.916 (4,0%)
197.822 (88,8%)
8.907 (4,0%)
7.149 (3,2%)
222.794
7.339 (2,9%)
223.913 (89,0%)
9.429 (3,8%)
10.770 (4,3%)
251.451
27.048 (10,6%)
193.271 (75,9%)
9.910 (3,9%)
24.506 (9,6%)
254.735
65.503 (23,2%)[34]
195.177 (69,2%)[34]
n.d.
21.478 (7,6%)
282.158[35]
114.568 (33,1%)
214.257 (61,9%)
12.696 (3,7%)
4.251 (1,3%)
345.772[36]
128.271 (34,3%)
232.717 (62,2%)
12.594 (3,4%)
281 (0,1%)
373.863
137.759 (33,3%)
260.351 (62,9%)
15.456 (3,7%)
475 (0,1%)
414.041
123.695 (28,7%)
279.544 (64,9%)
17.736 (4,1%)
9.593 (2,2%)
430.568
116.914 (26,5%)
287.503 (65,3%)
18.434 (4,2%)
17.657 (4,0%)
440.508
113.494 (24,5%)
296.461 (64,0%)
18.736 (4,0%)
34.308 (7,4%)
462.999
118.120 (23,3%)
314.604 (62,2%)
20.548 (4,0%)
51.795 (10,5%)
505.067[37]

Ai fini della proporzionale etnica, in vigore dal 1981, calcolata invece sui soli cittadini italiani (senza gli altri), i rilevamenti sono stati i seguenti:

Gruppo linguistico 1981 1991 2001 2011
Tedesco 66,40 % 67,99 % 69,15 % 69,41 %
Italiano 29,38 % 27,65 % 26,47 % 26,06 %
Ladino 4,21 % 4,36 % 4,37 % 4,53 %

Uso della lingua tedesca[modifica | modifica sorgente]

Carta d'identità bilingue italiano-tedesco

Lo statuto del Trentino-Alto Adige sancisce che la lingua tedesca è parificata a quella italiana, ma quest'ultima fa testo negli atti aventi carattere legislativo (art. 99).

I cittadini di lingua tedesca della provincia di Bolzano hanno facoltà di usare la loro lingua nei rapporti cogli uffici giudiziari e con gli organi e uffici della pubblica amministrazione, nonché con i concessionari di servizi di pubblico interesse. Le carte d'identità dei residenti in Alto Adige sono espresse in italiano e tedesco, oltre ad essere di colore verde.

Nelle adunanze degli organi collegiali della regione Trentino-Alto Adige, della provincia di Bolzano e degli enti locali può essere usata la lingua italiana o la lingua tedesca.

Nella corrispondenza e nelle comunicazioni orali deve essere usata la lingua del richiedente; quando viene avviata d'ufficio, la corrispondenza si svolge nella lingua presunta del cittadino cui è destinata.

« [...] Rimane salvo l'uso della sola lingua italiana all'interno degli ordinamenti di tipo militare. »
(art. 100)

Le amministrazioni pubbliche devono usare, nei riguardi dei cittadini di lingua tedesca, anche la toponomastica tedesca, se la legge provinciale ne abbia accertata l'esistenza ed approvata la dizione (art. 101). Una tale legge non è stata ancora approvata dal consiglio provinciale.

Uso della lingua ladina[modifica | modifica sorgente]

Scuola ladina a Santa Cristina Valgardena

La lingua ladina è usata nelle scuole materne ed è insegnata nelle scuole delle località ladine. Tale lingua è altresì usata quale strumento di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado delle località stesse. In tali scuole l'insegnamento è impartito su base paritetica di ore in italiano e tedesco.

Esiste un assessorato alla scuola in lingua ladina distinto da quelli in lingua italiana e tedesca.

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Appartengono alla provincia autonoma di Bolzano i seguenti 116 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

I comuni più popolosi sono:

(dati 31/07/2011[38]):

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
% italiano
% tedesco
% ladino
Bolzano-Stemma.png
Bolzano 104.483 52,34 1.996 262 73,80 25,52 0,68
Merano-Stemma.png
Merano 38.693 26,33 1.469 325 49,06 50,47 0,47
Bressanone-Stemma.png
Bressanone 20.747 84,86 244 560 25,84 72,82 1,34
Laives-Stemma.png
Laives 17.278 24,25 712 258 71,50 27,99 0,51
Brunico-Stemma.png
Brunico 15.609 45,06 346 838 15,24 82,47 2,29
Appiano sulla strada del vino-Stemma.png
Appiano sulla Strada del Vino 14.307 59,7 240 416 13,29 86,23 0,48
Lana-Stemma.png
Lana 11.265 36,08 312 310 7,90 91,84 0,26
Caldaro sulla Strada del Vino-Stemma.png
Caldaro sulla Strada del Vino 7.684 47,95 160 425 7,03 92,61 0,36
Renon-Stemma.png
Renon 7.646 111,48 69 1000 4,55 95,20 0,25
10º
Sarentino-Stemma.png
Sarentino 6.903 302,49 23 900 1,82 98,07 0,10

Comunità comprensoriali[modifica | modifica sorgente]

Comunità comprensoriali dell'Alto Adige
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità comprensoriale.

I 116 comuni sono raggruppati in otto comunità comprensoriali (ted. Bezirksgemeinschaften), unità amministrative poste tra la provincia autonoma e i comuni. Svolgono funzioni delegate dalla provincia stessa, in particolare coordinano le attività dei comuni. Sono rette da una giunta comprensoriale (Bezirksausschuss), presieduta da un presidente comprensoriale (Bezirkspräsident), entrambi eletti dal consiglio comprensoriale (Bezirksrat), i cui membri sono scelti dai comuni con un complesso sistema di voto, per la rappresentanza di tutti i gruppi linguistici e politici.

Comunità comprensoriale Capoluogo Superficie Popolazione
Bolzano
Bozen
Bolzano 52,34 km² 99.229
Burgraviato
Burggrafenamt
Merano 1.101 km² 88.300
Oltradige-Bassa Atesina
Überetsch-Unterland
Egna 424 km² 63.000
Salto-Sciliar
Salten-Schlern
Bolzano 1.037 km² 44.400
Valle Isarco
Eisacktal
Bressanone 624 km² 44.500
Val Pusteria
Pustertal
Brunico 2.071 km² 73.000
Val Venosta
Vinschgau
Silandro 1.441,68 km² 34.307
Alta Valle Isarco
Wipptal
Vipiteno 650 km² 18.220

Politica[modifica | modifica sorgente]

Sin dal dopoguerra la provincia autonoma di Bolzano è governata dalla Südtiroler Volkspartei (letteralmente "Partito popolare Sud Tirolese"), il partito di raccolta (Sammelpartei) dei cittadini di lingua tedesca e ladina, che ha mantenuto ininterrottamente la maggioranza assoluta dei seggi nel consiglio provinciale fino alle elezioni provinciali del 27 ottobre 2013.

A livello locale, nei centri a maggiore presenza italofona, la SVP si è presentata a lungo in alleanza con la Democrazia Cristiana; dagli anni novanta ha preferito associarsi con il centrosinistra, attualmente con il Partito Democratico (mantenendo però sempre autonomia decisionale). Attualmente la provincia stessa, il capoluogo provinciale e altri importanti centri sono governati da tale coalizione. In ben 107 comuni della provincia il sindaco è espresso dalla SVP.

Il secondo partito della provincia sono Die Freiheitlichen ("I Libertari"), movimento espressamente favorevole alla secessione dall'Italia, sia pure in una prospettiva di maggior collaboratività rispetto ai più radicali Süd-Tiroler Freiheit ("Libertà sudtirolese"), il partito di Eva Klotz (considerata la leader più rappresentativa dell'irredentismo sudtirolese), e Bürger Union für Südtirol ("Unione civica per l'Alto Adige"). Alle ultime elezioni provinciali del 2013 questi partiti hanno totalizzato il 27,2% dei voti.

Nel gruppo linguistico italiano hanno a lungo raccolto forti consensi la Democrazia Cristiana e il Movimento Sociale Italiano, fino al loro scioglimento. Alle elezioni provinciali del 2003 il partito più forte è stato Alleanza Nazionale, a quelle del 2008 Il Popolo della libertà (che però ha raccolto meno voti di Alleanza Nazionale e Forza Italia insieme). Le elezioni provinciali del 2013 hanno segnato il crollo del centrodestra italiano (presentatosi diviso in più liste) e il Partito Democratico si è affermato come il primo partito del gruppo linguistico italiano, nonché quinta forza della provincia.

I partiti più rappresentativi del gruppo ladino sono la Südtiroler Volkspartei (SVP) e i Ladins (che nel 2013 si sono associati alla Bürger Union für Südtirol).

Partito trasversale, non legato all'appartenenza a gruppi linguistici, sono i Verdi del Sudtirolo, che sono la terza forza politica della provincia.

Consiglio provinciale[modifica | modifica sorgente]

Il gonfalone della provincia autonoma di Bolzano
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano.

Il consiglio della provincia autonoma di Bolzano[39] è l'organo legislativo dell'Alto Adige e consta di 35 membri. Esso esercita inoltre la funzione di controllo nei confronti della giunta provinciale. Spetta al consiglio anche decidere il sistema di voto: si tratta attualmente di un proporzionale, senza elezione diretta del presidente della provincia.

Partito Voti 2013 Seggi 2013
Südtiroler Volkspartei (SVP) 45,7 % 17
Die Freiheitlichen 17,9 % 6
Verdi - Grüne - Verc - Sel 8,7 % 3
Süd-Tiroler Freiheit 7,2 % 3
Partito Democratico - Demokratische Partei (PD) 6,7 % 2
Forza Alto Adige - Lega Nord - Team Autonomie 2,5 % 1
Movimento Cinque Stelle 2,5 % 1
Bündnis BürgerUnion - Ladins Dolomites - Wir Südtiroler 2,1 % 1
L'Alto Adige nel cuore 2,1 % 1

Giunta provinciale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti della Provincia autonoma di Bolzano.

Il governo provinciale è caratterizzato da una forte continuità personale. Silvius Magnago (SVP) ha governato l'Alto Adige per quasi trent'anni (dal 1960 al 1989), il suo successore, Luis Durnwalder (SVP), è stato presidente dal 1989 al 2013. Dall'8 gennaio del 2014 il presidente della provincia (Landeshauptmann) è Arno Kompatscher (anch'egli SVP).

Il governatore dell'Alto Adige, Arno Kompatscher
Giunte provinciali dal 1948
Legislatura provinciale Presidente della giunta Giunta Partiti in giunta
1948–1952 Karl Erckert Erckert I SVP, DC, PRI
1952–1956 Karl Erckert, Alois Pupp Erckert II SVP, DC
1956–1960 Alois Pupp Pupp I SVP, DC
1960–1964 Silvius Magnago Magnago I SVP, DC
1964–1968 Silvius Magnago Magnago II SVP, DC, PSDI
1968–1973 Silvius Magnago Magnago III SVP, DC
1973–1978 Silvius Magnago Magnago IV SVP, DC, PSI
1978–1983 Silvius Magnago Magnago V SVP, DC, PSDI
1983–1988 Silvius Magnago Magnago VI SVP, DC, PSI
1988–1993 Luis Durnwalder Durnwalder I SVP, DC, PSI
1993–1998 Luis Durnwalder Durnwalder II SVP, Partito Popolare Altoatesino, PDS
1998–2003 Luis Durnwalder Durnwalder III SVP, Unione Democratica Altoatesina, DS
2003–2008 Luis Durnwalder Durnwalder IV SVP, Unione Autonomista, DS
2008–2014 Luis Durnwalder Durnwalder V SVP, PD
2014– Arno Kompatscher Kompatscher SVP, PD

Autonomia[modifica | modifica sorgente]

Dopo la riforma dello statuto regionale del Trentino-Alto Adige, risalente al 1972, la provincia è stata investita di un ampio potere di legiferare (nello statuto del 1948 questo potere era marginale).

Mentre tutte le altre province italiane hanno mere funzioni amministrative, la provincia autonoma di Bolzano, così come quella di Trento, ha potere legislativo in molte materie normalmente di competenza statale o regionale. Particolarmente importanti sono le competenze in materia di sanità, scuola, formazione, lavoro, trasporti e viabilità.

Molto ampia è anche l'autonomia finanziaria, per cui il 90% dei tributi riscossi in ambito provinciale resta nel territorio. La provincia autonoma dispone di 9.000 euro di risorse all'anno per ognuno dei suoi oltre 500.000 abitanti (contro i 2.000 della Lombardia, superati però dai 12.000 della Valle d'Aosta). Complessivamente il bilancio dell'Alto Adige si aggira sui 5 miliardi di euro all'anno.

Autonomia legislativa[modifica | modifica sorgente]

La provincia possiede la competenza esclusiva a legiferare nelle seguenti materie: ordinamento degli uffici provinciali e del personale ad essi addetto; toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della provincia di Bolzano; tutela e conservazione del patrimonio storico, artistico e popolare; usi e costumi locali ed istituzioni culturali (biblioteche, accademie, istituti, musei) aventi carattere provinciale; manifestazioni ed attività artistiche, culturali ed educative locali, e anche con i mezzi radiotelevisivi, esclusa la facoltà di impiantare stazioni radiotelevisive; urbanistica e piani regolatori; tutela del paesaggio; usi civici; ordinamento delle minime proprietà colturali, anche agli effetti dell'art. 847 del codice civile; ordinamento dei "masi chiusi" (Erbhof) e delle comunità familiari rette da antichi statuti o consuetudini; artigianato; edilizia comunque sovvenzionata, totalmente o parzialmente, da finanziamenti a carattere pubblico, comprese le agevolazioni per la costruzione di case popolari in località colpite da calamità e le attività che enti a carattere extra provinciale, esercitano nella provincia con finanziamenti pubblici; porti lacuali; fiere e mercati; opere di prevenzione e di pronto soccorso per calamità pubbliche; miniere, comprese le acque minerali e termali, cave e torbiere; caccia e pesca; alpicoltura e parchi per la protezione della flora e della fauna; viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale; comunicazioni e trasporti di interesse provinciale, compresi la regolamentazione tecnica e l'esercizio degli impianti di funivia; assunzione diretta di servizi pubblici e loro gestione a mezzo di aziende speciali; turismo e industria alberghiera, compresi le guide, i portatori alpini, i maestri e le scuole di sci; agricoltura, foreste e corpo forestale, patrimonio zootecnico e ittico, istituti fitopatologici, consorzi agrari e stazioni agrarie sperimentali, servizi antigrandine, bonifica; espropriazione per pubblica utilità per tutte le materie di competenza provinciale; costituzione e funzionamento di commissioni comunali e provinciali per l'assistenza e l'orientamento dei lavoratori nel collocamento; opere idrauliche della terza, quarta e quinta categoria; assistenza e beneficenza pubblica; scuola materna; assistenza scolastica per i settori di istruzione in cui la provincia ha competenza legislativa; edilizia scolastica; addestramento e formazione professionale.

Nei seguenti ambiti l'Alto Adige dispone di una competenza legislativa concorrente con lo Stato centrale: polizia locale urbana e rurale; istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica, professionale e artistica); commercio; apprendistato; libretti di lavoro; categorie e qualifiche dei lavoratori; costituzione e funzionamento di commissioni comunali e provinciali di controllo sul collocamento; spettacoli pubblici per quanto attiene alla pubblica sicurezza; esercizi pubblici, fermi restando i requisiti soggettivi richiesti dalle leggi dello Stato per ottenere le licenze, i poteri di vigilanza dello Stato, ai fini della pubblica sicurezza, la facoltà del Ministero dell'interno di annullare d'ufficio, ai sensi della legislazione statale, i provvedimenti adottati nella materia, anche se definitivi. La disciplina dei ricorsi ordinari avverso i provvedimenti stessi è attuata nell'ambito dell'autonomia provinciale; incremento della produzione industriale; utilizzazione delle acque pubbliche, escluse le grandi derivazioni a scopo idroelettrico; igiene e sanità, ivi compresa l'assistenza sanitaria e ospedaliera; attività sportive e ricreative con i relativi impianti e attrezzature.

Autonomia finanziaria[modifica | modifica sorgente]

In base all'articolo 75 dello statuto del 1972, spettano alla Provincia di Bolzano:

  1. i nove decimi delle imposte di registro e di bollo, nonché delle tasse di concessione governativa;
  2. i nove decimi delle tasse di circolazione relative ai veicoli immatricolati;
  3. i nove decimi dell'imposta sul consumo dei tabacchi ;
  4. i sette decimi dell'imposta sul valore aggiunto, esclusa quella relativa all'importazione;
  5. i quattro decimi dell'imposta sul valore aggiunto relativa all'importazione riscossa nel territorio regionale, da ripartire nella proporzione del 53% alla Provincia di Bolzano (e del 47% alla Provincia di Trento);
  6. i nove decimi del gettito dell'imposta di fabbricazione sulla benzina;
  7. i nove decimi di tutte le altre entrate tributarie erariali, dirette o indirette, comunque denominate, inclusa l'imposta locale sui redditi (quindi IRPEF, IRES e via discorrendo), ad eccezione di quelle di spettanza regionale o di altri enti pubblici (comuni in primis).

Economia[modifica | modifica sorgente]

Un esempio di bottiglia di birra Forst
Alcuni prodotti Loacker

L'economia altoatesina è fortemente diversificata ed è considerata all'avanguardia in Italia per aver puntato molto sulla Green economy delle sue imprese e l'essere cerniera con il mondo germanico ed europeo.[40]

Molto sviluppata è la frutticultura: Il 10% delle mele dell'Unione Europea, ovvero il 2% della produzione mondiale, si coltiva in Alto Adige, su una superficie di 18.000 ettari. Grazie al clima mite, soprattutto lungo la Strada del Vino, la vite cresce particolarmente bene. Numerosi vini portano il contrassegno D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata). Tra i più conosciuti ricordiamo il Gewürztraminer dell'Alto Adige, il Kalterersee Auslese (vino di Caldaro), il St. Magdalener, il Weissburgunder e il Blauburgunder dell'Alto Adige. Da non dimenticare lo Schiava (o Vernatsch) e il Lagrein, vino autoctono. L'area coltivata a vite non supera i 5.100 ettari, cioè appena l'1% dell'intera superficie vitivinicola italiana. Ciò non impedisce ai vini altoatesini di essere universalmente apprezzati e di ben figurare nei concorsi internazionali di qualità. È altoatesina anche la birra Forst.

Anche l'industria ha conosciuto un importante sviluppo. Tra i gruppi più importanti ricordiamo Fercam (autotrasporti), Leitner (funivie), Loacker e Senfter (alimentari), Salewa (abbigliamento da montagna). Pure la Zuegg (alimentari) è un'impresa di origine altoatesina. Molti sforzi vengono fatti per coniugare la crescita con la sostenibilità ambientale. La provincia punta in particolare sulle fonti di energia alternativa: biomasse, energia idrica, energia solare, e nei prossimi anni sull'idrogeno.

Ma il settore economico di gran lunga più importante è il turismo: rinomate stazioni sciistiche (Plan de Corones, Sellaronda, Plose), le terme a Merano, l'offerta culturale di Bolzano (con il famoso Ötzi), la bellezza del paesaggio e l'ottima cucina altoatesina attirano ogni anno milioni di turisti. La provincia di Bolzano è la prima in Italia quanto a pernottamenti, davanti a Rimini e Venezia.

Tutto ciò ha creato un notevole benessere. Con un tasso di disoccupazione al 2,7% nel primo trimestre 2007, l'Alto Adige può vantare una piena occupazione. Con un PIL pro capite oltre i 31.000 € l'Alto Adige si colloca al secondo posto dopo la Lombardia in Italia.

La provincia autonoma di Bolzano controlla il 93,88% di SEL Spa, società che partecipa in Delmi S.p.A. (10%). Il resto del capitale di SEL (6,12%) è detenuto da SELFIN Srl, una società formata da 102 comuni dell'Alto Adige e quattro comunità comprensoriali.

Delmi partecipa pariteticamente con Électricité de France in Transalpina di Energia Srl, la società che controlla il 61,282% di Edison.

Società e cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione e ricerca[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio della provincia di Bolzano tutte le scuole (asili, elementari, medie e superiori) sono suddivise a seconda della lingua di insegnamento. Fanno eccezione le valli ladine, dove vige l'insegnamento paritetico in italiano e in tedesco. Le scuole di lingua italiana della provincia e parte della pubblica amministrazione sono passate dal 2005 al software libero[41] eliminando i costi legati all'acquisto di licenze software di software proprietario (come ad esempio Microsoft Windows e Microsoft Office).

Nel campo dell'istruzione ai più alti livelli e della ricerca spiccano la Libera Università di Bolzano, fondata nel 1997, l'Accademia Europea (EURAC), il Techno Innovation Park South Tyrol (TIS) e la Fraunhofer Italia Research.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione, sia italofona che germanofona, è di religione cattolica romana. La messa viene di norma celebrata in lingua italiana o tedesca, ma talora si tende ad alternare le due lingue durante la funzione, lacosiddetta "messa bilingue". Anche le parrocchie si dividono in italiane e tedesche, ma si trovano anche parrocchie bilingui (a Bolzano sono 10 su 18). Bolzano è dal 1964 sede vescovile della Diocesi di Bolzano-Bressanone. Pur rimanendo una regione con un saldo legame con la tradizione cattolica, le provincie del Tirolo stanno muovendosi lentamente verso un processo di laicizzazione.[42]

A Bolzano è presente da più di un secolo la più numerosa comunità evangelico-luterana della provincia composta da circa 600 fedeli con una propria chiesa e un proprio pastore. La Comunità fa parte della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e il territorio della comunità di Bolzano va dal Brennero alla riva orientale del lago di Garda; ha a disposizione uno spazio sulla radio del Sender Bozen della RAI. La chiesa evangelico-luterana è il luogo di culto anche per la comunità veterocattolica di Bolzano, facente parte della Chiesa vetero-cattolica d'Austria; un'altra comunità vetero-cattolica, facente riferimento alla Chiesa vetero cattolica dell'Unione di Utrecht in Italia, è presente a Vandoies (nei pressi di Bressanone). A Merano la comunità evangelico-luterana conta circa 320 fedeli con una propria chiesa e un proprio pastore. Il territorio di competenza si estende dal passo di Resia sino alla costa settentrionale del Lago di Garda e dal Passo di Monte Giovo, includendo Nalles, fino alla foce del fiume Sarca nel lago di Garda. Sono presenti anche molti testimoni di Geova, con 12 congregazioni di lingua italiana e nove di lingua tedesca, e seguaci di altre confessioni libere come quelli della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, Chiesa Neo-Apostolica e della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni), tutte con una sede a Bolzano. Anche il buddismo è presente in provincia con circa 150 membri della Soka Gakkai, a Merano si trova anche un piccolo tempio tibetano.

La comunità ebraica più importante è quella di Merano (falcidiata negli ultimi anni della seconda Guerra Mondiale dai nazisti, con gravi complicità locali) dove è presente una sinagoga e alla quale fanno capo tutte le famiglie ebraiche dell'Alto Adige (circa 60 membri). A Bolzano si trova invece il più grande cimitero ebraico della provincia.

Con l'immigrazione sono giunte anche persone di fedi orientali e cristiano-ortodosse (una comunità russo-ortodossa storica è presente a Merano), ma la parte più rilevante è costituita dagli islamici che probabilmente superano le 10.000 unità (ossia circa il 2% della popolazione) rendendo la comunità islamica la più numerosa tra le fedi minoritarie. Non sono ancora ufficialmente presenti luoghi di culto stabili per musulmani.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Esempio di Scheibenschlagen

L'Alto Adige ha antiche tradizioni, principalmente ereditate dalla sua appartenenza al Tirolo. Alcuni esempi tuttora presenti sono i Scheibenschlagen (ovvero il "lancio di dischi ardenti"), Herz-Jesu-Feuer (ovvero i "fuochi del Sacro Cuore"), il Törggelen (ovvero la degustazione dei prodotti della natura a fine stagione) ed i Krampus che accompagnano San Nicolò.

Oltre a queste celebrazioni, esistono diverse leggende e saghe sulle diverse località altoatesine; tra le maggiormente note si cita la leggenda del Re Laurino, quella del Regno dei Fanes, con la principessa Dolasilla.

Altre antiche tradizioni sono i giochi di carte, come il Watten e il Mao Mao.

Molto importanti sono anche le ricette tirolesi, tuttora attuali nei migliori ristoranti. Tra le tipiche pietanze, le maggiormente note sono: i canederli, il Kaiserschmarren, gli Schlutzkrapfen, lo Speck, gli Strauben, lo Strudel ed i Tirtlen (vedi anche la cucina altoatesina).

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prodotti agroalimentari tradizionali del Trentino-Alto Adige.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

L'Alto Adige, per la posizione al centro delle Alpi e in particolare grazie al passo del Brennero – il più basso dell'intero arco alpino – è un fondamentale snodo viario.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Nel senso nord-sud è attraversato da:

Trasversalmente a ovest:

A est:

Da annotare che tutte le statali dal 1998 sono passate sotto proprietà e gestione diretta della Provincia autonoma, ma hanno comunque mantenuto la loro denominazione di "strade statali".

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La principale strada ferrata è la linea ferroviaria del Brennero che collega Verona a Monaco di Baviera dalla quale si diramano, a Fortezza la ferrovia della Val Pusteria e a Bolzano la ferrovia Bolzano-Merano, tutte elettrificate. Quest'ultima prosegue come ferrovia della Val Venosta – a trazione termica – lungo la val Venosta fino a Malles. Chiusa nel 1991, è stata riaperta nel maggio 2005 e appartiene alla Provincia Autonoma di Bolzano, tramite la propria società di trasporto pubblico SAD.

È in costruzione la galleria di base del Brennero-BBT di circa 50 km che collegherà Fortezza ad Innsbruck ed è in progetto una nuova linea verso sud che realizzerà un sistema a 4 binari.

Una interessante linea di tipo tramviario è la ferrovia del Renon sull'omonimo altopiano, fino al 1966 collegata a Bolzano mediante un tratto a cremagliera e oggi servita dalla funivia del Renon.

La ferrovia marmifera di Lasa, a scartamento ridotto, è adibita a uso industriale.

Tra le linee storiche e ormai dismesse si ricordano: la ferrovia Bolzano-Caldaro, la ferrovia Brunico-Campo Tures, la ferrovia Lana-Postal, la ferrovia della Val Gardena, la ferrovia della Val di Fiemme e la ferrovia delle Dolomiti Dobbiaco-Cortina d'Ampezzo-Calalzo.

Funivie e funicolari[modifica | modifica sorgente]

L'Alto Adige, per la sua conformazione orografica, ospita un numero considerevole di impianti a fune.

Oltre alle innumerevoli realizzazioni di tipo turistico – in particolare di risalita per la pratica dello sci quali cabinovie, sciovie e simili – sono presenti vari impianti utilizzati per collegare gli abitati in quota con il rispettivo fondovalle.

Fra le funivie si citano quelle con stazione a valle presso la città di Bolzano:

  • Funivia del Colle: ristrutturata nel 2006, risale le pendici del monte Pozza fino alla località Colle di Villa (Bauernkohlern) a 1.134 m. Il percorso dura 7 minuti e supera un dislivello di 872 m. È la prima funivia per trasporto persone del mondo, inaugurata nel 1908.
  • Funivia del Renon: attiva dal 1966, raggiunge l'abitato di Soprabolzano ed è stata sostituita nel maggio del 2009 da una moderna cabinovia con portata oraria aumentata e frequenza di quattro minuti.
  • Funivia di San Genesio: realizzata negli anni trenta, collega il capoluogo con l'omonimo paese e l'altopiano del Salto (Salten).

Anche le funicolari sono ben rappresentate:

Appartengono al passato della città di Bolzano la funicolare del Virgolo – distrutta durante la seconda guerra mondiale – e quella del Guncina, dismessa negli anni sessanta.

Piste ciclabili[modifica | modifica sorgente]

Un tratto di ciclabile in Alto Adige
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piste ciclabili dell'Alto Adige.

L'intera provincia è percorsa da una fitta rete di piste ciclabili – cittadine ed extraurbane – in continuo ampliamento con prosecuzioni oltre i confini di Brennero, San Candido/Prato alla Drava e Salorno a sud. Negli ultimi anni in Alto Adige, è stato dato il via per una rete di piste ciclabili che colleghino tutte le principali vallate tra di loro e con le regioni confinanti.

Mezzi di informazione[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Fra i quotidiani, il più antico e diffuso è il giornale di lingua tedesca Dolomiten, seguito dall'italiano Alto Adige, del gruppo editoriale L'Espresso-Repubblica. Vi è poi l'inserto locale del Corriere della Sera, il Corriere dell'Alto Adige; in lingua tedesca troviamo anche la Neue Südtiroler Tageszeitung.

Tra i settimanali di lingua tedesca troviamo il ff – Südtiroler Wochenmagazin, il Katholisches Sonntagsblatt (a cura della diocesi di Bolzano-Bressanone), la Südtiroler Wirtschaftszeitung (settimanale di economia); in lingua italiana si trova Il Segno (anche questo a cura della diocesi di Bolzano-Bressanone).

La Union Generela di Ladins è editrice di un settimanale in lingua ladina, la Usc di Ladins (La Voce dei Ladini). Le pagine dedicate alle varie valli sono scritte ciascuna nei rispettivi ladini (non esiste infatti un ladino standard).

Radiotelevisione[modifica | modifica sorgente]

La sede RAI di Bolzano

La sede Rai di Bolzano trasmette programmi radiotelevisivi in tutte e tre le lingue della provincia, mediante il canale televisivo RAI Sender Bozen, che affianca Rai 1, Rai 2 e Rai 3.

La televisione di stato austriaca ORF ha una sede distaccata a Bolzano.

La RAS (Radiotelevisione Azienda Speciale per la Provincia autonoma di Bolzano) garantisce la ricezione gratuita sul territorio provinciale delle reti radiotelevisive degli stati limitrofi: le austriache ORF1, ORF2 e ORF III, i canali germanici Bayerisches Fernsehen, Das Erste, KI.KA e ZDF, il canale franco-tedesco Arte, i canali svizzeri di lingua tedesca SF 1 e SF zwei e il canale svizzero in lingua italiana RSI LA1. Per quanto riguarda la radio in formato digitale (DAB) si ricevono: Rai Radio Uno, Rai Radio Due, Rai Radio Tre, Rai Sender Bozen; gli austriaci Ö1, Radio Tirol, Hitradio Ö3, FM4; i germanici Bayern 1, Bayern 2, Bayern 3, Bayern 4 Klassik, B5 aktuell, Radijojo; gli svizzeri Radio Rumantsch e Radio Swiss Jazz. A ciò si aggiungono le stazioni radio private (tra cui Südtirol 1).

Ci sono anche canali televisivi locali privati, di cui in lingua italiana Video 33 e Alto Adige TV, in lingua tedesca SDF.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il Hockey Club di Bolzano

Date le caratteristiche geografiche, in provincia di Bolzano prevalgono gli sport invernali. Tra gli sportivi di maggiore successo si ricordano il pluricampione di sci Gustav Thöni, l'alpinista Reinhold Messner, lo slittinista Armin Zöggeler e la pattinatrice Carolina Kostner.

In provincia hanno un buon seguito anche numerosi sport di squadra: esistono squadre di hockey su ghiaccio (per citare solo le squadre che si sono aggiudicate almeno una volta il campionato italiano: Hockey Club Bolzano, Hockey Club Gherdëina, Hockey Club Merano a livello maschile, Hockey Club Eagles Bolzano a livello femminile), di pallacanestro (Basket Club Bolzano), di football americano (Giants Bolzano), di calcio (Fussball Club Südtirol-Alto Adige, unica squadra nel calcio professionistico, e Football Club Bolzano 1996, già AC Bolzano, con un passato in serie B), di pallamano (hanno vinto degli scudetti: SSV Brixen Handball, SC Meran Handball, SSV Bozen Loacker).

A livello storico invece è ben radicato in tutta l'area del Tirolo il Ranggeln, un tipo di lotta, simile allo Judo.

Vigili del fuoco volontari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione provinciale dei corpi dei vigili del fuoco volontari dell'Alto Adige.

In ogni comune della provincia autonoma di Bolzano sono presenti corpi di vigili del fuoco volontari. A seguito della legge regionale del 20 agosto 1954 n.24 ogni comune del Trentino-Alto Adige deve dotarsi di uno o più corpi di vigili del fuoco volontari. Secondo la legge provinciale del 18 dicembre 2002 n. 15 spettano loro in particolare la protezione antincendi e in generale tutte le misure di soccorso necessarie in occasione di calamità di ogni tipo.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010

Persone legate all'Alto Adige[modifica | modifica sorgente]

Questo è un elenco di alcune personalità che per nascita o per la loro storia personale hanno instaurato un solido legame con l'Alto Adige. L'elenco comprende personaggi attivi nei più diversi settori: arte, cultura e scienza, sport, politica, religione.

Portali internet[modifica | modifica sorgente]

Il "portale cultura in Alto Adige" è il calendario online della vita culturale altoatesina. Una piattaforma aperta e gratuita sulla quale vengono pubblicati gli appuntamenti culturali promossi dai membri della community. Dal teatro al party, dalla letteratura al folclore, sulla pagina iniziale sono visibili gli appuntamenti del giorno nel raggio di tutta la provincia.[44]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati provvisori del censimento 2011.
  2. ^ Tit. V., art. 116, cfr. Il Nuovo Statuto di Autonomia, Bolzano, Provincia Autonoma di Bolzano, 2009, pag. 45.
  3. ^ Cfr. per es. Aldo Gorfer, Flavio Faganello, Gli eredi della solitudine - viaggio nei masi di montagna del Tirolo del sud (Nordest, NS 4), Caselle di Sommacampagna, Cierre Ed., 2003, ISBN 88-8314-205-5; Fabrizio Bartaletti, Geografia, toponomastica e identità culturale: il caso del Sudtirolo. In: "Miscellanea di storia delle esplorazioni XXVII", Genova, 2002, pp. 271-315; Edoardo Mori, Il maso chiuso del Sudtirolo: la sua storia e la normativa vigente, Bolzano, Provincia autonoma, 2009; Paolo Ribichini, Da Sudtirolo ad Alto Adige: arrivano gli italiani, Edizioni Associate, 2008, ISBN 9788826704838
  4. ^ Cfr., ad esempio, Simone Ciccolone, Lo standard tedesco in Alto Adige: l'orientamento alla norma dei tedescofoni sudtirolesi, Milano, LED, 2010. ISBN 978-88-7916-463-4; John Cole, The Last Become First: The Rise of Ultimogeniture in Contemporary South Tyrol, in Hannes Grandits e Patrick Heady, Distinct Inheritances: Property, Family and Community in a Changing Europe, Münster, Lit Verlag, 2003, p. 263, ISBN 3-8258-6961-X: the South Tyrol is Südtirol in German and is officially known as Alto Adige in Italian, although Sudtirolo is becoming more common in vernacular Italian and even in print.
  5. ^ Lettera del ministro Sandro Bondi al presidente della provincia Luis Durnwalder (PDF)
  6. ^ Cfr. ad es. Theodor Trautwein, Wegweiser durch Süd-Baiern, Nord- und Mittel-Tirol und die angrenzenden Theile von Salzburg. Mit den Städten München, Augsburg, Salzburg, Innsbruck, Bozen und Meran, Monaco di Baviera, Lindauer, 1868.
  7. ^ Cfr. per es. Karl Höffinger, Gries-Bozen in Deutsch-Südtirol, als klimatischer, Terrain-Kurort und Touristenstation - Vademecum für Einheimische, Reisende und Touristen in Gries-Bozen und im Etsch- und Eisack-Gebiete, Innsbruck, Wagner, 1887.
  8. ^ Centro italiano di linguistica applicata, Rassegna italiana di linguistica applicata, 1987 volume 19, pag. 166
  9. ^ Toponomastica bilingue, illegali tre cartelli su quattro, Alto Adige, 18 gennaio 2010
  10. ^ Bolzano, riparte la campagna anti-italiani Corriere della Sera, 7 maggio 2009: "E anche nelle valli, in paesi come Montagna e Termeno, i voti del Südtiroler Volkspartei, il parti­to di maggioranza, vengono usati per cancellare la denominazione Alto Adige da docu­menti, timbri e cartelli comuna­­li, accontentando la Klotz e le al­tre formazioni di estrema destra."
  11. ^ Anche Termeno mette al bando l'Alto Adige, Video Bolzano 33, 5 maggio 2009
  12. ^ Affermazioni degli studiosi romani Plinio nella Naturalis Historia, III, 133 e Tito Livio in Storie, V, 33, 11.
  13. ^ Benedetto Masi, Introduzione poco riverente nel mondo dei sudtirolesi, ARCA, Lavis 2012
  14. ^ Martha Stocker, La storia della nostra terra. Il Sudtirolo dal 1914 al 1992. Cenni storici, Athesia
  15. ^ Regio Decreto Legge 2 gennaio 1927, n. 1
  16. ^ Gianni Bianco, La guerra dei tralicci, Manfrini, Rovereto 1963, pp. 42-43
  17. ^ Bolzano, riparte la campagna anti-italiani Corriere della Sera, 7 maggio 2009: Il presidente della Provincia Luis Durnwalder ammette: Sono preoccupato. È in corso un gio­co al massacro. La contrapposi­zione tra le due etnie è sempre più radicale.
  18. ^ Alto Adige libero articolo sul "L'Adige".
  19. ^ Fondamentale è il censimento storico-artistico di Josef Weingartner, Die Kunstdenkmäler Südtirols, 2 voll., Bolzano-Innsbruck, Athesia-Tyrolia, 1989-90.
  20. ^ Cfr. al riguardo l'esaustiva monografia di Leo Andergassen, Kunstraum Südtirol - bildende Kunst im Spiegel europäischer Epochen, Bolzano, Athesia, 2007. ISBN 978-88-8266-231-8
  21. ^ Cfr. l'opera monumentale di Oswald Trapp (a cura di), Tiroler Burgenbuch, 9 voll., Bolzano-Innsbruck-Vienna, Athesia-Tyrolia, 1978-2010.
  22. ^ Cfr. il manuale di Hannes Obermair, Klaus Brandstätter, Emanuele Curzel (eds.), Dom- und Kollegiatstifte in der Region Tirol - Südtirol - Trentino in Mittelalter und Neuzeit / Collegialità ecclesiastica nella regione trentino-tirolese dal medioevo all'età moderna (Schlern-Schriften, 329), Innsbruck, Wagner, 2006. ISBN 3-7030-0403-7
  23. ^ Ma quanti pregiudizi sugli stranieri - Cronaca - Alto Adige
  24. ^ ASTAT, Annuario statistico 2010, popolazione e aspetti sociali, pag. 11
  25. ^ Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige - Istituto provinciale di statistica (ASTAT)
  26. ^ [Il gruppo 'w-l (o anche g-l) è ricorrente tra germani e slavi in parole che indicano i latini o le popolazioni in generale a occidente (confronta i termini: Walloon (vallone), Weltsch (guelfo), Wales (Galles), Gaulois (gallo), Galata, Valacco, ochy ('Italia' in polacco)]
  27. ^ Il «Walsch-Heft», Alto Adige, 20 marzo 2011
  28. ^ Sopra Naturno si arriva all'insulto, Alto Adige, 21 aprile 2011
  29. ^ "walsch in dialetto altoatesino: qualcosa di simile, ma più calcato, al nostro terrone", Alberto Asor Rosa, Letteratura italiana: storia e geografia. L'età contemporanea, Einaudi 1989, pagg. 864 ss.
  30. ^ Alessandro Costazza, Südtirol, in Atlante della letteratura tedesca. A cura di Francesco Fiorentino e Giovanni Sampaolo, Macerata 2009, pag. 266.
  31. ^ Ad esempio: Notiziario del comune di Bronzolo, 1/2007, pag. 13 e 14
  32. ^ Antony E. Alcock, The History of the South Tyrol Question, London, 1970, p. 77ss.
  33. ^ Annuario ASTAT 2011. URL consultato il 16-01-2013.
  34. ^ a b c P. Ribichini, Da Sudtirolo ad Alto Adige: arrivano gli italiani, Ed. Associate, 2008, p. 116
  35. ^ Dal sito Comuni-italiani.it. URL consultato il 16-01-2013.
  36. ^ M. T. Finetto, S. Fratemali, C. Zucal, Identità, persone, ambiente. Percorsi didattici per il biennio, FrancoAngeli, 2008, p. 275
  37. ^ In Alto Adige superato il mezzo milione di abitanti - Der Erker.it. URL consultato il 16-01-2013.
  38. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  39. ^ ted. Südtiroler Landtag, lad. Cunsëi dla Provinzia autonoma de Bulsan
  40. ^ Rapporto Alto Adige 5 dic. 2012 del Sole24ore: Da margine protetto a cerniera con l'Europa
  41. ^ PuntoInformatico.it - Bolzano: l'open-source irrompe a scuola
  42. ^ Euregio, Tirolo Alto Adige Trentino - Uno sguardo storico. Trento 2013, ISBN 9788890786020
  43. ^ Lilli Gruber telegiornalista
  44. ^ Oggi | Cultura in Alto Adige | Cinema, concerti, mostre, danza e teatro | Bolzano e provincia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Antony E. Alcock, The History of the South Tyrol Question, London: Michael Joseph, 1970. 535 pp.
  • (DE) Gottfried Solderer (a cura di), Das 20. Jahrhundert in Südtirol, 6 volumi, Bolzano: Raetia, 1999-2004
  • (DE) Hans Karl Peterlini, 100 Jahre Südtirol. Geschichte eines jungen Landes, Innsbruck: Haymon Verlag, 2012. ISBN 978-3-7099-7031-7
  • Carlo Romeo et al., Passaggi e prospettive. Lineamenti di storia locale, vol. 1: L'area tirolese dalla preistoria al tardo Medioevo, Bolzano: Athesia, 2010. ISBN 978-88-8266-741-2
  • Carlo Romeo et al., Passaggi e prospettive. Lineamenti di storia locale, vol. 2: Il Tirolo nell'età moderna, Bolzano: Athesia. 2011. ISBN 978-88-8266-742-9
  • (EN) Rolf Steininger, South Tyrol: A Minority Conflict of the Twentieth Century, New Brunswick, New Jersey: Transaction Publishers, 2003. ISBN 978-0-7658-0800-4
  • Rolf Steininger, La questione sudtirolese, in La regione Trentino-Alto Adige/Sudtirol nel XX secolo, a cura della Regione Trentino-Alto Adige, Trento, Temi, 2007, pp. 159–201.
  • Benedetto Masi, Introduzione poco riverente nel mondo dei sudtirolesi, ARCA, Lavis 2012. ISBN 978-88-88203-45-4

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