Ferrovia della Val Gardena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ferrovia della Val Gardena
Grödnerbahn
Inizio Chiusa
Fine Plan
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 31 km
Apertura 6 febbraio 1916
Chiusura 28 maggio 1960
Scartamento 760 mm
Elettrificazione no
Ferrovie

La ferrovia della Val Gardena fu una linea ferroviaria a scartamento ridotto bosniaco (in tedesco, Feldbahn) costruita dall'esercito austriaco durante la prima guerra mondiale per raggiungere facilmente il fronte. Dopo il passaggio all'Italia, la linea svolse servizio viaggiatori e merci tra le località di Chiusa e di Plan e fece parte del gruppo di ferrovie costruite attorno alle Dolomiti di cui erano parte la Ferrovia della Val di Fiemme e la Ferrovia delle Dolomiti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

28 maggio 1960, ultimo giorno della ferrovia della Val Gardena. Ultimo treno per Plan all'uscita della galleria Sant'Ulderico
Interno della galleria di Sant'Ulderico nel 2000
Treno sul viadotto Marzan ancora in legno
Stazione di Selva di Val Gardena con il trenino in transito

La ferrovia, nata essenzialmente per esigenze belliche, venne costruita dal genio ferroviario militare austriaco negli anni di guerra tra il 1915 e il 1916. Dati gli scopi e la necessità di realizzarla in tempi brevi la costruzione avvenne con metodi e materiali sbrigativi (i ponti e viadotti vennero costruiti in legno e solo in seguito realizzati in muratura) utilizzando prigionieri di guerra come manodopera[1]. La ferrovia entrò in servizio il 6 febbraio 1916 dopo cinque mesi di lavori[2]. In attesa di completare la galleria di Santa Cristina la linea venne temporaneamente fatta passare nel mezzo del paesino.

Finita la guerra, in seguito al passaggio all'Italia, la linea venne riordinata per renderla atta al servizio pubblico ma nonostante la sede ferroviaria fosse già predisposta per uno scartamento maggiore venne lasciato lo scartamento ridotto da 760 mm. Alla fine del decennio la ferrovia aveva acquisito una certa rilevanza economica: il turismo dolomitico aveva ripreso vigore e l´artigianato del legno era di nuovo richiesto. La ferrovia a scartamento ridotto permetteva agli ospiti di risalire la valle da Chiusa godendosi un tragitto panoramico. Anche i lavori d´intaglio raggiungevano con la ferrovia la stazione di Chiusa, dove con treni più veloci venivano trasportati fino ad Amsterdam e lì imbarcati per Inghilterra e Stati Uniti[senza fonte].

L'orario di servizio in vigore dal 22 maggio 1937 prevedeva 4 coppie di treni misti giornalieri, di cui una limitata al periodo 1º luglio-15 settembre, che impiegavano in media 2 ore 40 minuti a compiere il percorso. Il primo treno partiva da Chiusa alle ore 6:05 e l'ultimo arrivava alle 21:02.

Nel 1955 il trenino fu oggetto di riprese cinematografiche per la realizzazione del film Il prigioniero della montagna (Flucht in die Dolomiten) del regista ed attore Luis Trenker; le immagini a colori rappresentano, assieme alla colonna sonora, un prezioso documento dell'epoca. A Luis Trenker è stata dedicata la passeggiata a Ortisei dove è esposta una statua, una targa e la locomotiva R.410.004, protagonista delle immagini del film ispirato al romanzo "La fuga di Giovanni Testa" di Günther C. Bienek. La trama del film si svolge inizialmente sul lago di Garda, poi nella val di Fiemme, a Penia in val di Fassa e sul cantiere della diga del lago Fedaia, allora in fase di costruzione. Date le origini del regista, alcune scene del film furono realizzate a Ortisei, in val Gardena.

Nonostante il costante aumento di traffico turistico non venne attuato alcun potenziamento; il 28 maggio 1960, nonostante fosse già stato rinnovato l'armamento (ma non il materiale di trazione obsoleto) venne decisa la soppressione del servizio sostituendolo con corse di autobus[3].

La linea venne soppressa due anni dopo[4].

Nel 1969 il tracciato dismesso, nella parte che va da Chiusa a Ortisei, venne utilizzato per la costruzione di una strada di accesso alla valle in preparazione delle gare della Federazione Internazionale Sci del 1970[3]. La sede ferroviaria della parte alta della valle è invece diventata un sentiero di collegamento tra i diversi paesi ma nessun edificio ferroviario si è conservato nella sua forma originale.

Nel 2011 il Museum Ladin Ćiastel de Tor ha dedicato una mostra e un catalogo a questa opera.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il treno, suono originale registrato il giorno dell'ultima corsa[5]

La linea era a binario unico e a scartamento ridotto da 760 mm (scartamento bosniaco).

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
BSicon exKBHFa.svg 0,00 Chiusa/Klausen, Ferrovia del Brennero 520 m s.l.m.
BSicon exBRÜCKE.svg 0,60 Viadotto di Chiusa
BSicon exTUNNEL1.svg 1,00 Galleria Gramphofen (92 m)
BSicon exBRÜCKE.svg 3,80 Viadotto Marzan o dell'Aquila
BSicon exHST.svg 6,81 Novale di Laion/Lajen 781 m s.l.m.
BSicon exBRÜCKE.svg 11,45 Viadotto Kubachgraben
BSicon exTUNNEL1.svg 11,80 Galleria Kubachgraben (82 m)
BSicon exHST.svg 13,26 San Pietro/Sankt Peter 1035 m s.l.m.
BSicon exHST.svg 17,00 Roncadizza 1175 m s.l.m.
BSicon exBHF.svg 19,93 Ortisei/St. Ulrich 1224 m s.l.m.
BSicon exTUNNEL1.svg 20,10 Galleria Sant'Ulderico (140 m)
BSicon exHST.svg 23,00 Soplases
BSicon exBHF.svg 25,09 Santa Cristina/Sankt Christina 1396 m s.l.m.
BSicon exTUNNEL1.svg 25,40 Galleria Santa Cristina (202 m)
BSicon exHST.svg 27,00 Castel Gardena/Fischburg 1430 m s.l.m.
BSicon exHST.svg 28,00 La Pozza
BSicon exHST.svg 29,90 Selva/Wolkenstein 1495 m s.l.m.
BSicon exKBHFe.svg 31,41 Plan 1592 m s.l.m.

La difficile orografia della Val Gardena e il grande dislivello da superare non resero facile la costruzione della linea. Per diminuire la pendenza, altrimenti eccessiva, la linea percorreva il fianco della valle Isarco fino a Chiusa anziché iniziare direttamente all'imbocco della valle.

La linea richiese la costruzione di diverse gallerie e viadotti. Presso la stazione di partenza di Chiusa il tracciato faceva un giro attorno alla stessa stazione su un viadotto per prendere quota.

La stazione di Plan era la più elevata stazione ferroviaria italiana con i suoi 1592 m s.l.m.

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Sulla linea prestarono servizio[6] in una prima fase una ventina di motrici eterogenee, tra cui almeno una Mallet. Successivamente sulla linea entrarono in esercizio 7 locomotive KuK HB IVc di rodiggio D costruite dalla Krauss. Erano munite del freno continuo automatico a vuoto sistema Hardy di uso comune nelle Ferrovie austro-ungariche. Dopo la presa in carico della linea da parte delle FS nel 1919, tali motrici furono immatricolate come gruppo R.410.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Una gita in Val Gardena, iTreni 204/1999 p. 28
  2. ^ Elfriede Perathoner, Stefano Planker, Scibla mo n iede - Endstation Zukunft - Fine corsa futuro catalogo della mostra sul trenino della Val Gardena, p. 105, Museum Ladin, 2011
  3. ^ a b Una gita in Val Gardena, in "I Treni" n. 204, 1999, p. 29
  4. ^ Decreto del presidente della Repubblica 14 luglio 1962, n. 1265, in materia di "Soppressione dalla rete delle ferrovie dello Stato della linea ferroviaria Chiusa-Plan Val Gardena."
  5. ^ Archivio Alex Moroder Radio Ladin de Gherdëina File dalla Mediateca.
  6. ^ Piero Muscolino, Ricordi ferrotranviari di viaggi per le Dolomiti, Calosci Editore, Cortona 1997 (terza edizione), p.237-242 ISBN 88-7785-000-0

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elfriede Perathoner, Stefan Planker: Scibla mo 'n iëde. Museum Ladin, San Martin de Tor 2011, ISBN 978-88-89255-33-9. Catalogo di una mostra (LLD) (DE) (IT) .

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]