Ferrovia della Val Gardena
| Ferrovia della Val Gardena Grödnerbahn |
|
|---|---|
| Inizio | Chiusa |
| Fine | Plan |
| Stati attraversati | |
| Lunghezza | 31 km |
| Apertura | 6 febbraio 1916 |
| Chiusura | 28 maggio 1960 |
| Scartamento | 760 mm |
| Elettrificazione | no |
| Ferrovie | |
La ferrovia della Val Gardena fu una linea ferroviaria a scartamento ridotto bosniaco (in tedesco, Feldbahn) costruita dall'esercito austriaco durante la prima guerra mondiale per raggiungere facilmente il fronte. Dopo il passaggio all'Italia, la linea svolse servizio viaggiatori e merci tra le località di Chiusa e di Plan e fece parte del gruppo di ferrovie costruite attorno alle Dolomiti di cui erano parte la Ferrovia della Val di Fiemme e la Ferrovia delle Dolomiti.
Indice |
Storia[modifica]
La ferrovia nacque essenzialmente per esigenze belliche: venne costruita infatti dal genio ferroviario militare austriaco negli anni di guerra tra il 1915 e il 1916. Dati gli scopi e la brevità richiesta dei tempi di costruzione questa avvenne con metodi e materiali sbrigativi (i ponti e viadotti vennero costruiti in legno e solo in seguito realizzati in muratura) e con l'uso di prigionieri di guerra come manodopera[1]. In attesa di completare la galleria di Santa Cristina la linea venne temporaneamente fatta passare nel mezzo del paesino.
Dopo la guerra e il passaggio all'Italia la linea venne riordinata per renderla atta al servizio pubblico ma nonostante la sede ferroviaria fosse già predisposta per uno scartamento maggiore venne lasciato lo scartamento ridotto da 760 mm.
L'orario di servizio in vigore dal 22 maggio 1937 prevedeva 4 coppie di treni misti giornalieri, di cui una limitata al periodo 1 luglio-15 settembre, che impiegavano in media 2h 40' a compiere il percorso. Il primo treno partiva da Chiusa alle 6h 05' e l'ultimo arrivava alle 21h 02'.
Nel 1955 il trenino è stato oggetto di riprese cinematografiche per la realizzazione del film "Il prigioniero della montagna" (Flucht in die Dolomiten) del regista ed attore Luis Trenker. Sono immagini a colori splendide correlate di audio. A Luis Trenker oggi è dedicata la passeggiata a Ortisei dove è esposta una statua, una targa e la locomotiva R.410.004, immortalata nelle immagini del film. Il film è ispirato al romanzo "La fuga di Giovanni Testa" di Günther C. Bienek.
La trama del film si svolge inizialmente sul lago di Garda, poi nella val di Fiemme, a Penia in val di Fassa e sul cantiere della diga del lago Fedaia, allora in fase di costruzione. Date le origini del regista, alcune scene del film furono realizzate a Ortisei, in val Gardena.
Nonostante il costante aumento di traffico turistico non venne attuato alcun potenziamento; il 28 maggio 1960, nonostante fosse già stato rinnovato l'armamento (ma non il materiale di trazione obsoleto) venne decisa la soppressione del servizio sostituendolo con corse di autobus[2].
Nel 1969 il tracciato dismesso, nella parte che va da Chiusa a Ortisei, venne utilizzato per la costruzione di una strada di accesso alla valle in preparazione delle gare della Federazione Internazionale Sci del 1970[2]. La sede ferroviaria della parte alta della valle è invece diventata un sentiero di collegamento tra i diversi paesi.
Caratteristiche[modifica]
La linea fu una ferrovia a binario semplice a scartamento ridotto da 760 mm (scartamento bosniaco).
Percorso[modifica]
| Stazioni e fermate | ||||
|---|---|---|---|---|
| 0,00 | Chiusa/Klausen, Ferrovia del Brennero | 520 m s.l.m. | ||
| 0,60 | Viadotto di Chiusa | |||
| 1,00 | Galleria Gramphofen (92 m) | |||
| 3,80 | Viadotto Marzan o dell'Aquila | |||
| 6,81 | Novale di Laion/Lajen | 781 m s.l.m. | ||
| 11,45 | Viadotto Kubachgraben | |||
| 11,80 | Galleria Kubachgraben (82 m) | |||
| 13,26 | San Pietro/Sankt Peter | 1035 m s.l.m. | ||
| 17,00 | Roncadizza | 1175 m s.l.m. | ||
| 19,93 | Ortisei/St. Ulrich | 1224 m s.l.m. | ||
| 20,10 | Galleria Sant'Ulderico (140 m) | |||
| 23,00 | Soplases | |||
| 25,09 | Santa Cristina/Sankt Christina | 1396 m s.l.m. | ||
| 25,40 | Galleria Santa Cristina (202 m) | |||
| 27,00 | Castel Gardena/Fischburg | 1430 m s.l.m. | ||
| 28,00 | La Pozza | |||
| 29,90 | Selva/Wolkenstein | 1495 m s.l.m. | ||
| 31,41 | Plan | 1592 m s.l.m. | ||
Il grande dislivello da superare e la geografia della Val Gardena non furono semplici da dominare durante la costruzione della linea. Per avere minore pendenza infatti la linea non iniziava all'imbocco della valle, ma percorreva il fianco della valle Isarco fino a Chiusa.
La linea era dotata di diverse gallerie e di viadotti. Presso la stazione di partenza di Chiusa il tracciato faceva un giro attorno alla stessa stazione su un viadotto per prendere quota.
La stazione di Plan era la più elevata stazione ferroviaria italiana con i suoi 1592 m s.l.m.
Materiale rotabile[modifica]
Sulla linea prestarono servizio[4] in una prima fase una ventina di motrici eterogenee, tra cui almeno una Mallet. Successivamente sulla linea entrarono in esercizio 7 locomotive KuK HB IVc di rodiggio D costruite da Krauss & C. Erano munite del freno continuo automatico a vuoto sistema Hardy di uso comune nelle Ferrovie austro-ungariche. Dopo la presa in carico della linea da parte delle FS nel 1919, tali motrici fuono immatricolate come gruppo R.410.
Galleria[modifica]
Note[modifica]
- ^ Una gita in Val Gardena, i Treni 204/1999 p.28
- ^ a b Una gita in Val Gardena, i Treni 204/1999 p.29
- ^ Archivio Alex Moroder Radio Ladin de Gherdëina File dalla Mediateca.
- ^ Piero Muscolino, Ricordi ferrotranviari di viaggi per le Dolomiti, Calosci Editore, Cortona 1997 (terza edizione), p.237-242 ISBN 88-7785-000-0
Bibliografia[modifica]
- Elfriede Perathoner, Stefan Planker: Scibla mo 'n iëde. Museum Ladin, San Martin de Tor 2011, ISBN 978-88-89255-33-9. Catalogo di una mostra (LLD) (DE) (IT) .
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
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Collegamenti esterni[modifica]
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