Vadena

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Vadena
comune
Vadena/Pfatten
Vadena – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Alessandro Beati (lista civica) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°25′00″N 11°18′00″E / 46.416667°N 11.3°E46.416667; 11.3 (Vadena)Coordinate: 46°25′00″N 11°18′00″E / 46.416667°N 11.3°E46.416667; 11.3 (Vadena)
Altitudine 243 m s.l.m.
Superficie 13,44 km²
Abitanti 1 003[1] (31-12-2010)
Densità 74,63 ab./km²
Frazioni Birti/Birtihof, Carnèl, Masetta/Wachsbleiche, Maso Stadio (Castelvarco)/Stadelhof (Laimburg), Monte/Berg, Mover/Mayrhöfe, Novale al Varco/Kreither Sattel, Piccolongo/Piglon
Comuni confinanti Appiano sulla Strada del Vino, Bolzano, Bronzolo, Caldaro sulla Strada del Vino, Laives, Ora, Termeno sulla strada del vino
Altre informazioni
Cod. postale 39051
Prefisso 0471
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021105
Cod. catastale L527
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 933 GG[2]
Nome abitanti vadenesi o vadenoti
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vadena
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Vàdena (Pfatten in tedesco[3]) è un comune italiano di 1.005 abitanti della provincia autonoma di Bolzano.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del comune si presenta allungato da nord verso sud e si trova ai piedi del Monte di Mezzo (Mitterberg) ad ovest e l'Adige ad est. È situato sulla destra orografica dell'Adige, presso la confluenza Isarco-Adige, a pochi chilometri a sud di Bolzano e altrettanti a ovest di Laives e Bronzolo.

È bene collegata a Bolzano con una pista ciclabile (sull'argine dell'Adige e Isarco).

A sud confina con il comune di Ora e a ovest (oltre il Monte di Mezzo su cui giacciono i due laghi di Monticolo) con i comuni di Appiano e Caldaro (il territorio comunale va oltre la collina e tocca la sponda orientale del lago di Caldaro, già situato nell'Oltradige).

Il vecchio e stretto ponte di ferro ad un'unica carreggiata (1928), che collegava Vadena con la riva sinistra del fiume, venne smantellato nel 1999 e, dopo opportuna restaurazione, rimontato più a monte per far passare le ciclabile verso Bolzano dalla destra dell'Adige alla sua sinistra, che è contemporaneamente la destra dell'Isarco.

Al posto del vecchio ponte ne venne costruito un altro che, benché palesemente più largo, ricorda la forma del precedente.

A fianco del ponte è stato restaurato l'antico porto fluviale di Bronzolo e ricostruite alcune forme di imbarcazioni e una zattera usate nei tempi passati.

Il borgo storico ospita il municipio, la scuola materna e i campi sportivi. La nuova zona di espansione (una decina di condomini) si trova leggermente più a est, tra l'Autostrada A22 e l'Adige.

Verso sud si trova Castelvarco/Laimburg (che dà il nome alle aree di servizio dell'autostrada) che ospita la scuola provinciale di agraria per la formazione professionale nonché il centro sperimentale agrario provinciale "Laimburg".[4]

Da queste case parte una ripida strada provinciale che oltrepassa il passo di Novale al Varco (Kreither Sattel), portando al lago di Caldaro.

Lungo la provinciale che attraversa il comune si trovano dei gruppi di case: Birti (verso sud) e Mover (Mayrhöfe, a nord del borgo).

Dal centro storico e dai Mayrhöfe partono dei sentieri molto ripidi che superano i 200-300 metri di dislivello e, oltrepassato il varco sotto le due colline (Col Priòl), portano al lago grande di Monticolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi del XX secolo il comune di Vadena rappresentava l'unico luogo dove i latifondisti trentini riuscirono ad acquistare terre coltivabili, terre sottratte all'Adige. Vadena rappresentava quindi un primo enclave trentino in terra tirolese sia per quanto riguarda il profilo sociale che nazionale.[5]

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo è attestato come Uatina nell'855-864, come Pfatena nel 1242 e come Pfetten nel 1296[6] e probabilmente ha un'origine preromana, ma è stata proposta anche una derivazione dal latino patina ("piatto") o vadum ("guado").[7][8]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma è troncato d’argento e di verde con una sottile fascia argentea sotto la divisione. Nella prima parte è raffigurato, in posizione centrale, un verde monte con le rovine di una torre; ai lati due mezzi monti più alti. Nella seconda è rappresentata una sottile fascia ondata d’argento. Lo stemma simbolizza la posizione geografica del comune: le rovina della torre raffigurano il Castel Varco, i due monti rappresentano il Monte di Mezzo, la sottile fascia l’Autostrada A22 e quella ondata il fiume Adige. Lo stemma è stato concesso nel 1969.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Presso il passo di Novale si trova il rudere di Castel Varco (Laimburg), a meridione, sulla sommità del promontorio sorge Castelchiaro (Leuchtenburg), così chiamato forse per il colore bianco della calce di cui era un tempo, rivestito.

A Stadelhof, dal 1938 si trovò fino negli anni '90 del Novecento il centro psichiatrico provinciale.[10]

Il porto di Vadena (archeologia)[modifica | modifica sorgente]

A valle di Maso Stadio (Stadelhof) sorgeva il porto sul fiume Adige, gli argini e le banchine d'attracco erano costruite utilizzando grossi massi squadrati di porfido (roccia locale) visibili tuttora vicino l'antiquarium della scuola agraria, ma altri sono tuttora interrati. Il porto risale alla secolare presenza dei Reti in regione (età del ferro), segue il riutilizzo della struttura in epoca romana e solo nell'alto medioevo conobbe il declino per interramento.

Il porto rappresentò per quei tempi un crocevia di culture europee, qui passarono gli etruschi, i Veneti ed i Celti.[11]

In questa zona, conosciuta da tutti gli archeologi, cercarono anche Paolo Orsi, Ettore Ghislanzoni, Reimo Lunz, Georg Innerebner ed altri ancora. I numerosi reperti si trovano sparsi in vari musei, Milano, Antiquarium, Bolzano ma soprattutto ad Innsbruck presso il Museo Ferdinandeum. Qui si trova il famoso monolito più noto come "Architrave di Vadena" dove è stata incisa una lettera ancora misteriosa per la scrittura retoetrusca del tempo. L'arte orafa degli artigiani del posto era sopraffine, considerando che provenivano dai numerosi castellieri (villaggi fortificati) del Monte di Mezzo (Mitterberg).

Società[modifica | modifica sorgente]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica sorgente]

È uno dei cinque comuni a maggioranza italofona della Provincia di Bolzano (gli altri sono Bolzano, Laives, Bronzolo e Salorno):

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
38,06% madrelingua tedesca
61,50% madrelingua italiana
0,44% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia locale si basa sull'attività agricola. La maggior parte delle persone lavora nei comuni limitrofi e a Bolzano, facendo di Vadena una sorta di quartiere dormitorio in mezzo ai meleti.

Presso Vadena è stato recentemente costruito un Safety Park, ovvero una pista per poter insegnare la guida sicura anche in condizioni avverse. Solamente nel 2013 i lavori sono stati conclusi per poter permettere ai blindati Lince, prodotti dall'Iveco Defense Vehicles nella vicina Bolzano, di testare le loro performance.[13]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Alessandro Beati lista civica Sindaco
2010 in carica Alessandro Beati lista civica Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 679.
  4. ^ Centro sperimentale Laimburg
  5. ^ Claus Gatterer, Italiani maledetti, maledetti austriaci, Bolzano, Praxis3, 2009.
  6. ^ Hannes Obermair, Bozen Süd - Bolzano Nord. Scritturalità e documentazione archivistica della città di Bolzano fino al 1500, vol. 1, Bolzano, Città di Bolzano, 2005, p.129 n. 125 (Gebhardus de Pfetten). ISBN 88-901870-0-X
  7. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 311. ISBN 88-7014-634-0
  8. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  9. ^ (EN) Heraldry of the World: Vadena
  10. ^ Stadelhof: 30 Jahre im Dienste der psychiatrischen Betreuung - anläßlich des dreißigjährigen Bestehens der Heilanstalt Stadelhof, Bolzano, Giunta Provinciale, 1968.
  11. ^ Leonhard Franz, Zur Chronologie des Gräberfeldes von Pfatten, in Natalicium Carolo Jax septuagenario a. d. VII. Kal. Dec. MCMLV oblatum, ed. Robertus Muth, Innsbruck, 1955.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Vadena, pista Iveco pronta per l’«assalto» dei blindati Lince su Altoadige

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ettore Ghislanzoni, Il sepolcreto di Vadena, Roma, 1940.
  • (DE) Reimo Lunz, Studien zur End-Bronzezeit und älteren Eisenzeit im Südalpenraum, Sansoni, Firenze, 1974.
  • (DE) Georg Tengler; Maria Luise Kiem, Pfatten. Landschaft und Geschichte, a cura del Komitee Dorfbuch Pfatten, Bolzano, 1991.

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