Sarentino
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| Sarentino | |||||||||
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| La frazione di Campolasta in inverno | |||||||||
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| Nome ufficiale: | Sarentino/Sarntal | ||||||||
| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 900 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 302 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 22 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Acereto (Agratsberg), Boscoriva (Unterreinswald), Campo di Ronco (Gebracksberg), Campolasta (Astfeld), Collerno (Glern), Gentersberg-Kandelsberg, Lana al Vento (Windlahn), Montenovale (Riedelsberg), Montessa (Essenberg), Mules (Muls), Pennes di Dentro (Innerpens), Pennes di Fuori (Ausserpens), Pozza (Putzen), Prati (Auen), Riobianco (Weissenbach), Riodeserto (Öttenbach), San Martino (Reinswald), Sarentino (Sarnthein), Selva di Vormes (Vormeswald), Sonvigo (Aberstückl), Spessa (Dick), Stetto (Steet), Trina (Trienbach), Valdurna (Durnholz), Vangabassa (Niederwangen), Villa (Nordheim) | ||||||||
| Comuni contigui: | Avelengo, Campo di Trens, Chiusa, Fortezza, Meltina, Racines, Renon, San Genesio Atesino, San Leonardo in Passiria, Scena, Varna, Verano, Villandro | ||||||||
| CAP: | 39058 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0471 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 021086 | ||||||||
| Codice catasto: | I431 | ||||||||
| Class. climatica: | zona F, 3927 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | sarentini | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Sarentino (ted. Sarntal) è un comune di 6.671 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano. Appartiene al comprensorio del Salto-Sciliar.
Il toponimo è attestato dal 1142 probabilmente ha un'origine preromana e si può forse collegare con il nome della popolazione dei Sarunetes che vivevano alle sorgenti del Reno. Si è anche ipotizzato che entrambi i nomi derivino da una radice preromana sar- col significato di "ghiaia".[1]
Indice |
[modifica] Appartenenza linguistica
La popolazione, al censimento del 2001, si è dichiarata per la quasi sua totalità di madrelingua tedesca:
| % | Ripartizione linguistica (gruppi principali) Fonte: Astat informazioni N.17 - 08/2002 |
| 97,44% | madrelingua tedesca |
| 1,45% | madrelingua italiana |
| 0,11% | madrelingua ladina |
[modifica] Geografia fisica
Si trova al centro dell'omonima valle, (attraversata dal torrente Talvera) e al centro delle omonime Alpi Sarentine. È abitato quasi esclusivamente da popolazione di madrelingua tedesca.
Malgrado la sua vicinanza con Bolzano, ha mantenuto fino ad oggi le sue forti tradizioni, grazie anche al suo isolamento perdurato fino agli anni '50 a causa della strada al tempo impraticabile, ma ora con 21 gallerie, talvolta interrotta per frane (da qui la costruzione di nuove gallerie).
Ad ogni interruzione della strada che la collega a Bolzano (s.s. 508), la strada per uscire dalla valle passa per il Renon; salvo d'estate, quando il Passo di Pennes (2.214 m s.l.m.) che porta a Vipiteno è libero dalla neve e dal pericolo di valanghe.
A San Martino (ted.:Reinswald), in Valdurna, si trova una località sciistica con impianti di risalita.
In cima alla Valdurna, a 1.570 m s.l.m., si trovano l'omonima frazione e l'omonimo ed affascinante lago di Valdurna.
Come superficie, Sarentino è il comune più grande dell´Alto Adige ed il 36° in Italia, e comprende 28 frazioni. Tutta la valle è circondata da 140 cime.
[modifica] Storia
La vallata è stata rinomata per il ricamo su cuoio, che si faceva (ma si cerca di mantenere viva la tradizione) con le rachidi delle penne di coda di pavone. Note rimangono anche la particolare arte di intagliare le pipe contadine Reggele, oltre alle tessiture a mano ed il lavoro a maglia.
Fanoso il tutto l'Alto Adige è il Sarner, ovvero una particolare giacca di lana, cucita a mano.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
- la chiesa di San Valentino sul Monte Genter, la più antica della vallata, con un particolare ciclo di affreschi. Si è calcolato che le opere murarie, risalgono al XII secolo.
- la chiesetta San Giovanni nel bosco nella valle Pennes, risalente al 1530. Si pensa che in anticipo fosse stato un luogo di culto pagano, dedicato al dio sole.
[modifica] Architetture civili
- il museo Rohrerhaus, uno dei masi più grandi della vallata e oggi museo con attigua sala convegni
- il castello Reineck (del 1230)
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate a Sarentino
- Franz Thaler, agricoltore e artigiano, nato nel 1925, fervente patriota amante della sua Heimat (terra natia) e convinto antinazista, fu internato dai tedeschi nel campo di concentramento di Dachau perché rifiutatosi di arruolarsi nella Wehrmacht dopo l'8 settembre 1943, avendo anche deciso durante le "opzioni" del 1939 di non emigrare in Germania, come invece fece buona parte dei Sudtirolesi, ma di restare in Sudtirolo, convinto che fascismo e nazismo prima o dopo sarebbero caduti. Tornato a casa, scrisse pagine di ricordi (Trad. italiana: "Dimenticare mai. Opzioni, campo di concentramento di Dachau, Prigioniero di guerra, ritorno a casa" - Ed. Raetia, 2004) ed è considerato un convinto pacifista e un sincero sostenitore della serena convivenza etnica in Sudtirolo.
- Leni Riefenstahl (1902-2003), diventata famosa per i film girati in Germania durante il Terzo Reich; nel 1932 diresse ed interpretò a Sarentino e dintorni, nel ruolo di protagonista, il suo primo film Das blaue Licht (letteralmente la «La luce blu», distribuito in Italia come «La bella maledetta»).
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Tradizioni e folclore
[modifica] Klöckeln
Durante il periodo d'Avvento, ogni giovedì pomeriggio, in questa valle vive tutt'ora un'antica tradizione popolare: i Klöckeln, personaggi (solitamente uomini) travestiti da maschere fantasiose, pelli di pecora, vestiti da contadini, con zoccoli di legno e cuoio duro e cappello di feltro a larga tesa. Solitamente questi strani personaggi girano per le vie dei paesi, con delle campane, e battendo queste (infatti Anklöpfeln" che in tedesco significa bussare, “klopfen”=battere e “Glocke=campana), cercano di allontanare i cattivi spiriti.
Esiste tuttavia un personaggio femminile, chiamata "Zussl", ma dato che solitamente solo uomini si travestono, allora anche essa è da tradizione un uomo, ma travestito. Altri personaggi di questa tradizione sono Zusslmandl e Zusslweibele, che personificano la lotta tra inverno e primavera.
L'origine di questa tradizione è pagano-germanica, ed ha lo scopo di propiziare la fertilità e il benessere dei campi contadini e delle loro abitazioni. Essa simboleggia la lotta tra gli spiriti malvagi ed il dio Donar, che come tradizione vuole, nei giovedì prima del solstizio d'inverno, prendeva il volo, trainato da due caproni.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Franz Thomas Locher (SVP) dal 09/05/2005
Centralino del comune: 0471 623121
Posta elettronica: info@gemeinde.sarntal.bz.it
[modifica] Escursioni in montagna
- Rifugio Sarentinese e gli uomini di pietra in cima alla montagna che sovrasta il paese
- Cima San Giacomo
- Il Corno Bianco sarentino anche detto il Cervino sarentino
[modifica] Note
- ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
[modifica] Altri progetti
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Borgate: Castelrotto · Ortisei
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