Stelvio

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Stelvio
comune
Stelvio/Stilfs
Stelvio – Stemma
Stelvio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Hartwig Tschenett (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°36′00″N 10°33′00″E / 46.6°N 10.55°E46.6; 10.55 (Stelvio)Coordinate: 46°36′00″N 10°33′00″E / 46.6°N 10.55°E46.6; 10.55 (Stelvio)
Altitudine 1.310 m s.l.m.
Superficie 141,63 km²
Abitanti 1 215[1] (31-12-2010)
Densità 8,58 ab./km²
Frazioni Gomagoi, Solda, Trafoi
Comuni confinanti Bormio (SO), Lasa, Martello, Prato allo Stelvio, Tubre, Val Müstair (CH-GR), Valfurva (SO)
Altre informazioni
Cod. postale 39020
Prefisso 0473
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021095
Cod. catastale I948
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 4 564 GG[2]
Nome abitanti di Stelvio (IT); Stilfser (DE)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Stelvio
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Stelvio (Stilfs in tedesco) è un comune italiano di 1.215 abitanti della provincia autonoma di Bolzano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune comprende la val di Solda e la val di Trafoi, due valli laterali della val Venosta.

Ivi si trovano alcune delle più alte montagne delle Alpi Orientali: in particolare l'Ortles (3.906 m s.l.m.), la vetta più alta del Trentino-Alto Adige. Ai suoi piedi si trova altresì il secondo valico più alto d'Europa, il Passo dello Stelvio (2.758 m s.l.m.), percorsa dalla Strada statale 38.

Il comune di Stelvio conta quattro stazioni sciistiche (due a Solda, una a Trafoi e una - estiva - sul passo dello Stelvio).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Poco frequentato perché troppo pericoloso, il suo territorio fu attraversato comunque da eserciti stranieri nei secoli XV e XVI, assumendo una limitata importanza durante le guerre della Valtellina.

Lo sviluppo c’è stato, poi, nella prima metà dell’Ottocento quando, tra il 1820 e il 1825, per decreto di Francesco I d’Austria fu costruita la strada dello Stelvio, con evidenti fini militari.

L’importanza strategica del territorio doveva confermarsi anche nel 1848, quando una colonna di volontari della Valtellina tenne il Passo per oltre quattro mesi, e fatti d’arme si sono ripetuti anche durante la prima guerra mondiale.

Nell’aprile del 1935 fu istituito il Parco nazionale dello Stelvio (ted. Stilfserioch Nationalpark).

L’architettura di valore storico o artistico è quasi tutta di carattere religioso, fatta prevalentemente di chiesette nelle varie località, come quella costruita sul valico nel 1938, in prossimità del monumento eretto in occasione del centenario della costruzione della strada.

Una chiesa neoromanica si trova a Solda, mentre risale all’epoca del barocco la cappella in fondo alla valle di Trafoi, dove sorge l’antico santuario che probabilmente ha preso il posto di un luogo di culto pre-cristiano.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è attestato come Stilvis nel 1090 e come Stilfes nel 1290 e probabilmente ha un'origine preromana.[3]

L’origine del toponimo è prelatina, e la forma italiana, che riproduce quella lombarda, rinvia a quelle documentate nel medioevo dal 1090 in poi: “de Stilvis”, “in Stilvis”, come Stilfes nel 1290, fino a Stilvio o Stilvia del 1322.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma raffigura un disco d’oro, al cui interno è una stella a sei foglie, su campo nero; le foglie della stella sono d’azzurro, verde e rosso alternato. La stella è il simbolo di un’usanza invernale che aveva luogo nelle ore notturne invernali. Lo stemma è stato adottato nel 1969.[4]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La sua popolazione è per la quasi sua totalità di madrelingua tedesca:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
98,46% madrelingua tedesca
1,54% madrelingua italiana
0,00% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Geografia antropica - Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Gomagoi[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo abitato di Gomagoi è situato a 1.275 m s.l.m., ha circa 100 abitanti e sorge all’imbocco della Valle di Trafoi, verso il Passo dello Stelvio.

La località è attraversata dalla Strada Statale 38 dello Stelvio (SS 38), che si trova in posizione centrale all’interno del territorio comunale di Stelvio, alla biforcazione tra la Val di Solda e la Valle di Trafoi.

La posizione strategica della frazione è testimoniata dai resti del forte austroungarico del 1860, attraversati dalla strada statale, parte del cosiddetto sbarramento di Gomagoi, sistema di fortificazioni eretto a difesa dell’accesso alla Val Venosta attraverso il Passo dello Stelvio.

I dintorni di Gomagoi si prestano ad escursioni a piedi od in bicicletta, oltre alla pratica della pesca sportiva nel laghetto, ed ad una visita alla riserva faunistica del Parco Nazionale dello Stelvio.

D’inverno, le piste da sci di Solda e di Trafoi distano solo pochi minuti, mentre d’estate, raggiungendo il Passo dello Stelvio, è possibile praticare lo sci estivo[6].

Solda[modifica | modifica wikitesto]

A Solda ha sede Alla fine del mondo, uno dei musei del progetto Messner Mountain Museum, curato dallo scalatore altoatesino Reinhold Messner, il quale ha importato nel paese alcune specie di Yak.

Trafoi[modifica | modifica wikitesto]

Trafoi è una frazione di Stelvio. Il suo nome deriva da una traslazione ladina di Tre fontane, che si trovano per l'appunto vicino a Trafoi, e si dica abbiano proprietà curativa. Le Tre Fontane Sante fanno parte di un santuario (eretto nel 1229), ma nell'antichità è stato studiato, i druidi celtici istruivano qui i loro successori.

A Trafoi è nato Gustav Thöni, uno dei più titolati sciatori nella storia di questo sport.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Variazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Stelvio[7] è stato sottoposto nell'ultimo secolo, nella prima metà del Novecento, ad un continuo mutamento storico, con ben sei variazioni amministrative:

  • 16 ottobre 1920: il comune di Stelvio viene annesso all'Italia, a seguito del passaggio, alla fine della prima guerra mondiale, di tutta la "Venezia tridentina" al Regno d'Italia, con la Legge n. 1322 del 26/09/1920;
  • 12 gennaio 1927, il comune di Stelvio cambia provincia di appartenenza, passando dalla provincia di Trento a quella di Bolzano, come indicato nel Regio Decreto Legislativo n. 1 del 02/01/1927, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 7 dell'11/01/1927;
  • marzo 1929: il Comune di Stelvio cessa di esistere. Viene istituito infatti il nuovo comune di Prato allo Stelvio (ted. Prad am Stilfser Joch), costituito con i territori dei comuni soppressi di Montechiaro (ted. Lichtenberg), Prato di Venosta (ted. Prad) e Stelvio (ted. Stilfs), con Regio Decreto n. 564 del 14/03/1929;
  • marzo 1929: il comune di Stelvio cede il suo territorio al comune di Prato allo Stelvio, appena costituito.
  • 23 maggio 1953: ricostituzione del Comune di Stelvio, a seguito del distacco del territorio dal comune di Prato allo Stelvio, il quale ultimo assume la nuova denominazione di Prato Venosta, in provincia di Bolzano, con L.R. n. 5 del 27/04/1953;
  • 23 maggio 1953: acquisizione di territorio.[senza fonte] Il Comune di Prato allo Stelvio cede il suo territorio al nuovo Comune di Stelvio, appena costituito, e quello di Stelvio riacquisisce così ancora una volta il suo territorio.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Josef Hofer SVP Sindaco
2010 in carica Hartwig Tschenett SVP Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004.
  4. ^ (EN) Heraldry of the World: Stilfs
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ www.suedtirolerland.it
  7. ^ Gemeinde Stilfs

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Della Rosa, Stelvio - Compendio di notizie, Gruppo Ricerca Fotografica, 1989.
  • (DE) Rainer Loose, Dorffbuech ainer Ersamen Gantzen Gemain deß Dorffs Stilffs, Beiträge zur Geschichte von Stilfs am Ortler, Stelvio, Comune di Stelvio, 1981.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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