Curon Venosta

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Curon Venosta
comune
Curon Venosta/Graun im Vinschgau
Curon Venosta – Stemma
Curon Venosta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Heinrich Noggler (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°48′30.17″N 10°32′31.77″E / 46.808381°N 10.542158°E46.808381; 10.542158 (Curon Venosta)Coordinate: 46°48′30.17″N 10°32′31.77″E / 46.808381°N 10.542158°E46.808381; 10.542158 (Curon Venosta)
Altitudine 1.520 m s.l.m.
Superficie 210,2 km²
Abitanti 2 447[1] (31-12-2010)
Densità 11,64 ab./km²
Frazioni Melago, Resia, San Valentino alla Muta/St. Valentin auf der Haide, Vallelunga/Langtaufers
Comuni confinanti Kaunertal (AT-7), Malles Venosta, Nauders (AT-7), Pfunds (AT-7), Ramosch (CH-GR), Sent (CH-GR), Sölden (AT-7), Tschlin (CH-GR)
Altre informazioni
Cod. postale 39020
Prefisso 0473
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021027
Cod. catastale D222
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 5 036 GG[2]
Nome abitanti Curonesi (IT); Grauner (DE)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Curon Venosta
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Curon Venosta (Graun im Vinschgau in tedesco) è un comune italiano di 2.452 abitanti della provincia autonoma di Bolzano.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Situato all'estremità nordoccidentale della provincia, confina a nord - attraverso il Passo Resia - con l'Austria, a ovest con la Svizzera (Engadina, Grigioni) e a sud con Malles Venosta.

Spesso il comune di Curon viene erroneamente chiamato "Resia" (Reschen), a causa della popolarità dell'omonima frazione.

Nel suo territorio si trova il lago di Resia (situato a 1.498 m s.l.m., con una superficie di 660 ettari), un lago artificiale per la produzione di energia idroelettrica, la cui realizzazione causò la scomparsa dell'antico abitato di Curon, che venne ricostruito più a monte (1950). Soltanto il campanile della vecchia chiesa continua ad emergere dalle acque, tanto da essere divenuto una delle principali attrazioni del borgo. Nel territorio comunale è ubicata anche la stazione meteorologica di San Valentino alla Muta, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale.

Sul Piz Lat - una parte del quale appartiene al comune di Curon Venosta - s'incontrano i confini di Svizzera, Austria ed Italia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Come già accennato, dal 1950 il vecchio villaggio di Curon è sommerso dal Lago di Resia, un bacino imbrifero artificiale atto alla produzione di energia idroelettrica.

Nell'anno 15 a.C. la Val Venosta, fino ad allora popolata da etnie celtiche, cadde sotto il dominio dei Romani, i quali costruirono la prima grande strada di comunicazione commerciale e militare, attraversante il Passo Resia: la Via Claudia Augusta. Tale strada, che collegava l'Italia con la Germania, nel Medioevo prese il nome di "Via Superiore" (in tedesco Oberer Weg) oppure di Via di Svevia (ted. Schwabenweg).

Dal 450 giunsero nella zona i primi evangelizzatori, provenienti dalla Val d'Adige e da Coira. Nell'alto Medioevo l'alta Val Venosta fu colonizzata da popolazioni provenienti dalla Germania, che divennero l'etnia dominante.

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

La chiesa nuova della frazione di Resia.
  • 1140: Ulderico Primele di Burgusio fonda in località Muta (Haide) un ospizio per pellegrini e carrettieri, e costruisce una cappella in onore di San Valentino. Intorno a questo ospizio ed alla cappella sorge il paese di San Valentino alla Muta (St. Valentin auf der Haide).
  • 1147: per la prima volta viene menzionata per iscritto Curon, con il toponimo latineggiante Curun apud lacum.
  • 1317: Roia[cos'è?] viene indicata come Schafhöfe[sarebbe a dire?] ed è soggetto al versamento di interessi[di che tipo?] al Principato vescovile di Coira. Nello stesso periodo viene edificata, a 2000 m di altitudine, la chiesetta di san Nicolò.
  • 1326: gli abitanti delle Fischerhöfe (case dei pescatori) alla Muta vengono obbligati a inviare il loro pesce alla Certosa di Senales.
  • 1348: la peste provoca un grande numero di vittime nella zona.
  • 1393: in un documento si fa menzione di un maso di proprietà di un certo Resch o Riisch. Dall'estensione delle proprietà di questo maso sorgerà la frazione di Resia (Reschen in tedesco).
  • 1432: col Patto Giordano vengono regolati i confini ed i diritti dei comuni a nord e a sud dell'Alta Croce (Hohes Kreuz), sui prati della Muta.[un po' vago, cosa comportava?]
  • 1440: Curon viene separata dalla parrocchia-madre[che era...?] ed elevata a parrocchia autonoma, unitamente a Resia e Vallelunga.
  • 1499: gli Engadini saccheggiano e incendiano Resia e il centro di Curon.
  • 1519: viene nominato per la prima volta il comune autonomo di Resia.
  • 1521: viene benedetta, a Curon, la Chiesetta sul Lago, dedicata a sant'Anna.
  • 1635: i paesi dell'Alta Val Venosta vengono saccheggiate da truppe spagnole ed imperiali.
  • 1771: il Rio Carlino straripa e distrugge quasi totalmente Curon e le campagne adiacenti.
  • 1799: viene ucciso a Nauders, ad opera delle truppe francesi, il padre cappellano Fructuos Padöller, originario di Curon[3].
  • 1855: la rottura degli argini del lago di Curon arreca gravi danni alle località di Burgusio, Clusio e Laudes.
  • 1897: vengono fondati a Curon una cassa rrale consorziale ed un consorzio di allevatori di bestiame.
  • 1918: dopo la fine della prima guerra mondiale, il 7 novembre le truppe italiane occupano l'Alta Val Venosta.
  • 1919: col trattato di pace concluso il 2 settembre a Saint-Germain-en-Laye il Passo Resia diventa confine di Stato: Curon e tutta la regione dell'Alto Adige vengono annessi al Regno d'Italia. Il paese assume ufficialmente il nome di Corona alla Muta.
  • 1923: il comune riassume il nome di Curon.
  • 1928: i comuni di Resia, San Valentino alla Muta e Vallelunga vengono accorpati al comune di Curon, che prende il nome di Curon Venosta.
  • 1945: il 19 marzo Curon subisce un bombardamento aereo che causa la morte di quattro persone.
  • 1950: le località di Resia e Curon vengono allagate dal neocostruito lago artificiale. Tutti gli edifici sono rasi al suolo, eccetto il campanile della chiesa di Santa Caterina, protetto e tutelato in quanto monumento storico; il villaggio distrutto viene ricostruito sul lato orientale della valle e la popolazione vi viene trasferita. Il suddetto campanile, che a tutto il 2014 emerge dalle acque del lago, diventa un'attrazione turistica.
  • 1951: la sera del 13 agosto un autobus con 23 persone a bordo esce di strada e precipita nel lago di Resia: si registra un solo superstite.
  • 1952: hanno luogo, per la prima volta dopo la liberazione italiana, libere elezioni comunali
  • 1963: viene fondata la Comunità di Valle, per la mutua collaborazione tra i comuni dell'alta Val Venosta.
  • 1973: sul lago di Resia si tiene per la prima volta una regata velica internazionale.
  • 1976: a Vallelunga una valanga causa la morte di cinque sciatori.
  • 1980: sul finire di novembre sei persone annegano nel lago di Resia.
  • 1983: nella baia di Curon vengono guadagnati 15 ettari di terreno coltivabile. A maggio, piogge impetuose causano gravi danni in tutta la Val Venosta; in Val Roia la pioggia cade initerrottamente per 68 ore, causando una grossa frana che mette in pericolo il maso Hohenegger.
  • 1988: viene costruita la telecabinovia Piz-Belpiano, che entra in servizio il giorno di Natale.
  • 1989: una valanga distrugge la zona sciistica della Malga della Muta, a San Valentino.
  • 1990: viene ristrutturata la Malga della Muta e gli skilift distrutti nell'inverno precedente vengono ripristinati
  • 1995: è completata la telecabinovia da San Valentino alla Malga della Muta
Il campanile sommerso del Lago di Resia.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo è attestato nel 1140-1160 come Curun, nel 1164-1167 come Curunes, nel 1327 come Curaun e nel 1414 come Grawn e deriva dal retoromanzo curuna ("balza").[4][5]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma è troncato, di azzurro e di argento, separati da una sottile fascia verde. Al centro è raffigurato un campanile, con tre finestre, di colore grigio e cuspide azzurra. Il campanile è quello del XIV secolo che emerge dal lago di Resia. Lo stemma è stato adottato il 30 giugno 1967.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il campanile sommerso[modifica | modifica sorgente]

Il vecchio campanile di Curon - e la chiesa che vi era annessa - risale al 1357.[7] In inverno, quando il lago di Resia gela, il campanile è raggiungibile a piedi. Una leggenda racconta che in alcune giornate d'inverno si sentano ancora suonare le campane (che invece furono rimosse dal campanile il 18 luglio 1950, prima della formazione del lago).

Nel 2009 venne effettuato l'ultimo (al 2014) restauro della struttura: nel mese di maggio il livello dell'acqua del lago venne leggermente abbassato con degli sbarramenti posticci allo scopo di consentire gli interventi sulle zone sommerse, soggette a infiltrazioni dell'acqua e gelate invernali che avevano causato crepe e instabilità. Anche il tetto venne restaurato, per la prima volta dal 1899 (come risultava dalla data impressa sulle tegole). La spesa complessiva del restauro, che si concluse il 9 luglio 2009, si aggirò sui 130.000 €.[8]

Società[modifica | modifica sorgente]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica sorgente]

La sua popolazione è nella quasi sua totalità di madrelingua tedesca:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
97,34% madrelingua tedesca
2,66% madrelingua italiana
0,00% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Il torrente che scende dalla Vallunga (Langtaufers)

Abitanti censiti[9]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Curon Venosta[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

La frazione di Resia è costituita in comune catastale autonomo ed ha un'amministrazione autonoma dei beni civici, retta da un consiglio di 5 membri, sotto la cui responsabilità ricadono complessivamente 2900 ettari di cui 921 boschivi, circa 1884 d'alpeggio e 46 destinati al pascolo; il rimanente è improduttivo. Su questa superficie si trovano quattro rifugi per i pastori.

Durante l'estate le circa 60 famiglie locali dedite ad attività contadine portano al pascolo fino a 600 capi di bestiame l'una. L'attività è svolta materialmente da cinque pastori con alcuni aiutanti. Inoltre una dozzina di boscaioli è impiegata nei vari lavori del bosco. II ricavato di queste attività viene reinvestito nel finanziamento delle stesse.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2000 2005 Albrecht Plangger SVP Sindaco
2005 2010 Albrecht Plangger SVP Sindaco
2010 in carica Heinrich Noggler SVP Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Florian Eller, Vom Tiroler Schützenwesen: Schützenkompanie Feldpater Fructuos Padöller Graun/Vinschger Oberland, Egna, Effekt-Verlag, 2010. ISBN 978-88-9705-300-2
  4. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. I, Bolzano, Athesia, 1995, p. 137. ISBN 88-7014-634-0
  5. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  6. ^ (EN) Heraldry of the World: Graun
  7. ^ Articolo sulla storia del lago
  8. ^ Concluso il restauro del campanile del lago di Resia | Comunicati stampa | Servizio stampa | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Alexandra Stecher, Eingegrenzt und Ausgegrenzt - Heimatverlust und Erinnerungskultur: dargestellt am Beispiel der versunkenen Dörfer in der Gemeinde Graun (Vinschgau/Südtirol), Saarbrücken: VDM, Müller, 2008. ISBN 978-3-639-01257-6

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