Salorno

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Salorno
comune
Salorno/Salurn
Salorno – Stemma
Salorno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Giorgio Marco Giacomozzi (Lista civica Impegno per Salorno - Vorschlag für Salurn) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°14′00″N 11°12′00″E / 46.233333°N 11.2°E46.233333; 11.2 (Salorno)Coordinate: 46°14′00″N 11°12′00″E / 46.233333°N 11.2°E46.233333; 11.2 (Salorno)
Altitudine 224 m s.l.m.
Superficie 33,2 km²
Abitanti 3 536[2] (31-12-2010)
Densità 106,51 ab./km²
Frazioni Cauria/Gfrill, Pochi/Buchholz
Comuni confinanti Capriana (TN), Cembra (TN), Cortina sulla Strada del Vino, Egna, Faver (TN), Giovo (TN), Grauno (TN), Grumes (TN), Magrè sulla strada del vino, Mezzocorona (TN), Montagna, Roverè della Luna (TN), Valda (TN)
Altre informazioni
Cod. postale 39040
Prefisso 0471
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021076
Cod. catastale H719
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 740 GG[3]
Nome abitanti salornesi /
(DE) Salurner
salórneri[1]
Patrono Sant'Andrea apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Salorno
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Salorno (Salurn in tedesco; Salórn in dialetto trentino[1]) è un comune italiano di 3.530 abitanti della provincia autonoma di Bolzano, situato in Bassa Atesina (Bozner Unterland).

Nei pressi del paese la valle dell'Adige si restringe, venendo a formare la "Stretta di Salorno" o "Chiusa di Salorno" (Salurner Klause). Negli ultimi due secoli la stretta ha costituito una barriera simbolica tra la parte germanofona e italofona (oggi Trentino) del Tirolo storico e viene tradizionalmente considerata il confine linguistico tra l'area di lingua germanica e quella di lingua italiana in Val d'Adige.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La piana attorno a Salorno visto dal castello

Si trova all'estremità meridionale dell'Alto Adige al confine con il Trentino, presso il fiume Adige a 224 m s.l.m.

Presso la "Stretta di Salorno" la Valle dell'Adige si restringe a circa 2–3 km, chiusa tra il Monte Alto (Geiersberg, 1.083 m) a est (direttamente a sud dell'abitato di Salorno) e il Monticello (Wiggerspitz, 1.857 m) a ovest sopra l'abitato di Roverè della Luna, già in provincia di Trento.

Sulle pendici a est si trovano le frazioni Pochi (Buchholz) e Cauria (Gfrill). Buona parte del suo territorio comunale fa parte del Parco naturale Monte Corno. Un'altra area protetta è il biotopo Paludèl.

In cima al paese scende la cascata di Salorno che da alcuni anni porta acqua soltanto dopo intense piogge. Questo è dovuto a lavori dell'ufficio "Bacini montani" della Provincia autonoma di Bolzano che ha rimosso per errore uno strato di terreno stagno durante dei lavori nel greto del torrente che alimenta la cascata.

A nord confina con Laghetti (Laag), frazione del comune di Egna, il cui centro dista circa 12 km. A nord-ovest, sull'altro lato del fiume Adige si trova Cortina sulla strada del vino, mentre direttamente a ovest (sempre sul lato opposto del fiume) si trova Roverè della Luna.

Lungo la statale del Brennero che passa nei pressi del centro cittadino avvengono spesso degli smottamenti dei terra che superano anche le barriere di contenimento.[4]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Bolzano.

Salorno appartiene alla zona climatica E[5].

Sismologia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Classificazione sismica, il comune appartiene ad una zona con sismicità molto bassa[5].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Alto Adige e Storia del Tirolo.
La cascata di Salorno

Salorno faceva anticamente parte della diocesi di Trento, ma sin dal Duecento i Conti del Tirolo ottenero il controllo del borgo.[6] È del 1403 l'importante Weistum (statuto di regola) che definisce i diritti della comunità verso il potere asburgico, redatto interamente in lingua tedesca[7].

Fino alla Prima Guerra Mondiale Salorno fece parte dell'Impero austro-ungarico, in seguito alla vittoria italiana suggellata dal Trattato di Saint-Germain-en-Laye venne annesso al Regno d'Italia[8].

Durante il Ventennio fascista il comune di Salorno fu aggregato alla Provincia di Trento, assieme a tutta la Bassa Atesina, per facilitarne l'italianizzazione. L'uso del tedesco in pubblico e il suo insegnamento vennero vietati, ma la minoranza di lingua tedesca si organizzò istituendo classi clandestine in cui si insegnava la lingua tedesca (le cosiddette Katakombenschulen):[9] il salornese Josef Noldin fu tra i principali organizzatori e fu per questo deportato dal governo fascista sull'isola di Lipari[10].

Nel 1948 Salorno passò alla Provincia di Bolzano secondo quanto stabilito dal primo statuto d'autonomia del Trentino-Alto Adige, vista anche la volontà manifestata dalla popolazione di lingua tedesca della Bassa Atesina.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo è attestato come Salurnis nella seconda metà dell'VIII secolo[11], come Salurne nel 1184-1186[12] e come Salurn nel 1288[13] e deriva probabilmente da un tema preromano sala col significato di "palude"[14][15]. Un'altra possiblile teoria fa derivare il nome di questo paese da "Solis Urnae", tomba del sole. Questa tesi è avvalorata dal fatto che effettivamente Salorno vede il sole molto raramente d'inverno.

Le due frazioni sono attestate come Buchholcz nel 1547, e come Gaueril nel 1298 e ob Cafril nel 1340 e significano rispettivamente "faggeto" (Buche appunto in tedesco) e "stalla per capre" (caprile in latino)[16].

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma è costituito da una pila azzurra, su sfondo argento, e da un capo azzurro. È l’insegna dei Signori di Graland che possedevano il villaggio nel XIII secolo.[17] Lo stemma è stato adottato nel 1971[18].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Castello di Salorno[modifica | modifica sorgente]

Haderburg, il Castello di Salorno
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Salorno.

A sud del paese, sul fianco della montagna, poggia su uno sperone appuntito la Haderburg, il castello di Salorno. Il castello risale al XIII secolo, dopo essere stato in uno stato grezzo, tra il 2001 e il 2003 il Barone Ernesto Rubin de Cervin Albrizzi, ovvero l'attuale proprietario, ha voluto effettuare un restauro del castello, che è stato possibile anche grazie all'aiuto economico della Provincia Autonoma di Bolzano ed il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano. Al suo interno vengono sporadicamente allestite delle mostre d'arte.

La Haderburg è il luogo in cui recita la saga La vecchia cantina di vini vicino a Salorno, contenuta nella raccolta Deutsche Sagen (saghe tedesche) dei Fratelli Grimm (primo volume, saga numero 15)[19].

Il castello è raggiungibile a piedi in una ventina di minuti dal paese di Salorno lungo una comoda stradina.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[20]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 690, ovvero il 19,5% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[21]:

  1. Macedonia, 154
  2. Marocco, 124
  3. Bangladesh, 83
  4. Pakistan, 65
  5. Tunisia, 58
  6. Germania, 26

Ripartizione linguistica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua tedesca, Lingua italiana e Dialetto sudtirolese.

La popolazione di Salorno è in maggioranza di madrelingua italiana:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
37,74% madrelingua tedesca
61,85% madrelingua italiana
0,40% madrelingua ladina

Salorno è uno dei cinque comuni della provincia ad avere una maggioranza di popolazione italofona. La particolarità è che in buona parte non si tratta di discendenti delle immigrazioni organizzate dai governi italiani nel periodo 1919-1945, ma di gruppi di origine trentina che vivono nell'area da secoli. Nel censimento del 1921, due anni dopo l'annessione all'Italia, la popolazione si era dichiarata ancora di maggioranza tedesca. I dati furono successivamente rettificati da una commissione statale, modificando l'appartenenza del gruppo linguistico per le famiglie con nome italiano. Così a Salorno e in altri comuni della Bassa Atesina la precedente maggioranza tedescofona divenne minoranza[22][23]. Al censimento del 2011 la maggioranza degli abitanti si è dichiarata appartenente al gruppo linguistico italiano.

La stretta di Salorno (Salurner Klause) è considerata tradizionalmente il confine tra area linguistica italiana e area linguistica tedesca, e così compare anche nel Südtirollied. Inoltre il paese viene spesso indicato come località più meridionale di lingua tedesca. Questa affermazione è inesatta, dal momento che Zermatt in Svizzera si trova 25 km più a sud.

Religione[modifica | modifica sorgente]

A Salorno, come in tutta la regione, la religione principale è quella cristiano-cattolica; esistono tuttavia anche religioni minori quali: l'islam, i cristiani evangelici, i testimoni di Geova e altre minori.[senza fonte]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina altoatesina e Prodotti agroalimentari tradizionali del Trentino-Alto Adige.

Alcuni piatti caratteristici della cucina locale sono lo strudel, i canederli, i crauti, i Würstel, lo strauben e lo Speck.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • La "festa dei portoni" (in tedesco Torbogenfest), è la festa del paese che si svolge ogni anno per tre giorni, a Pentecoste. Le principali associazioni di volontariato del paese offrono gastronomia, spettacoli all'aperto, musica ed eventi culturali, ospitati nei cortili delle principali residenze del centro, che appunto per l'occasione aprono al pubblico i loro "portoni", rendendo possibile la visita delle dimore storiche di indubbio valore architettonico e culturale.
  • La sagra di Sant'Andrea, patrono del paese. Viene festeggiato il 30 novembre.
  • La sagra di San Giuseppe, patrono della chiesa sita nel cimitero di Salorno. Il mercato si svolge durante la domenica più vicina al 19 marzo, giorno di San Giuseppe.

Carnevale[modifica | modifica sorgente]

La tradizione carnevalesca a Salorno è molto antica. Fino al XX secolo, come da tradizione secolare in Bassa Atesina, si svolgeva la sfilata dell'Egetmann. Nel 1949 ci fu una sfilata imponente che contava circa 400 partecipanti, all'insegna della fiaba "le 1000 e 1 notte". L'interesse dei paesani andò scemando fintanto che le manifestazioni carnevalesche decaddero.

Nel 2010, si provò a far rivivere il Carnevale al paese. Tema principale della sfilata era il nano Perkeo, personaggio storico nato a Salorno, che dopo secoli passati a Heidelberg, in Germania, torna a casa. Qui riceve le chiavi del paese da parte del Sindaco il giovedì grasso, e regna su Salorno fino a martedì grasso. Il paese festeggia il ritorno del famoso nano e del suo seguito, ma soprattutto la fine della tirannia della vecchia amministrazione comunale, che nel sabato di carnevale, viene imprigionata durante la sfilata.

Persone legate a Salorno[modifica | modifica sorgente]

Le seguenti persone di rilievo sono nate o vissute a Salorno:

  • Perkeo, nome comune Clemens Pankert o in alcune fonti anche Giovanni Clementi (700), nano e coppiere alla corte di Heidelberg in Germania
  • Wilhelm III von Henneberg-Schleusingen, conte morto a Salorno nel 1480, di cui rimane il notevole epitaffio nel duomo di Bolzano
  • Feldmaresciallo-Leutnant Franz Philipp Fenner von Fennberg (1762–1824), combatté contro i Francesi e i Turchi, fondatore dei Tiroler Kaiserjäger
  • Viktor Anton Franz von Prendel (1766-1852), Generale dell'armata imperiale russa
  • Josef Noldin (1888-1929), avvocato, organizzatore delle Katakombenschulen
  • Theodor Freiherr von Kathrein (1842-1916), Landeshauptmann (de: presidente) del Tirolo storico (prima dell'annessione del Tirolo cisalpino all'Italia)
  • Hartmann von An der Lan-Hochbrunn (1863-1914), frate, compositore, organista, direttore d'orchestra austriaco
  • Karl Ferrari, Senatore della Repubblica nelle legislature 1992–1994 e 1994–1996
  • Hortense von Gelmini (* 14 aprile 1947 a Bolzano, gioventù a Salorno), pittrice, musicista e scrittrice tedesca
  • Tomas Ress (1980), cestista della Mens Sana Siena

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Salorno è attraversato dalla strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero. Per quanto riguarda i trasporti ferroviari, la località è servita dalla stazione di Salorno posta sulla linea del Brennero.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2000 2005 Giorgio Marco Giacomozzi Lista civica Impegno per Salorno - Vorschlag für Salurn Sindaco
2005 2010 Giorgio Marco Giacomozzi Lista civica Impegno per Salorno - Vorschlag für Salurn Sindaco
2010 in carica Giorgio Marco Giacomozzi Lista civica Impegno per Salorno - Vorschlag für Salurn Sindaco

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

È interessante notare che esistono alcune vie intitolate a questo paese (Salurner Straße, Salurnerweg o Salurnergasse), ad esempio:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Frana a Salorno, chiusa la statale del Brennero su Alto Adige
  5. ^ a b Comuni Italiani.it Clima e dati geografici. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  6. ^ O. Stolz, Neumarkt und Salurn, op. cit., pp. 292ss.
  7. ^ Testo completo del Weistum di Salorno del 1403
  8. ^ Antonio Scottà, La Conferenza di pace di Parigi fra ieri e domani (1919-1920), URL consultato in data 25 gennaio 2011
  9. ^ Milena Cossetto, Letizia Flaim, Scuole clandestine in Bassa Atesdina 1923-1939, Labdoc, Bolzano, 2011.
  10. ^ Storia di Josef Noldin. URL consultato il 7 settembre 2010.
  11. ^ Paulus Diaconus, Historia Langobardorum, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum Germanicarum, p. 118.
  12. ^ Alois Weissthanner, Die Traditionen des Klosters Schäftlarn, Monaco di Baviera, Beck, 1957, n. 258.
  13. ^ Oswald v. Zingerle, Das Urbar Meinhards II., in Fontes rerum Austriacarum, II/45, XXVIII n. 66ss.
  14. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  15. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 37. ISBN 88-7014-634-0
  16. ^ Kühebacher, op. cit., p. 64 e 125.
  17. ^ Martin Bitschnau, Burg und Adel in Tirol zwischen 1050 und 1300. Grundlagen zu ihrer Erforschung, Vienna, Österr. Akademie der Wissenschaften, 1983, sub voce Graland.
  18. ^ (EN) Heraldry of the World: Salurn-Salorno
  19. ^ Deutsche Sagen
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  22. ^ Comune di Cortina (ed.), Kurtinig - Ein Dorf an der Sprachgrenze in Vergangenheit und Gegenwart, Bolzano, Athesia 1998. ISBN 978-88-7014-983-8
  23. ^ Storia di Josef Noldin. URL consultato il 7 settembre 2010. "In seguito alla italianizzazione delle scuole della Bassa Atesina, molte famiglie sono costrette a mandare i propri figli nelle scuole italiane [...] Con la legge Gentile nel 1923-24 vengono abolite tutte le scuole in lingua tedesca, ha così inizio il progetto di italianizzazione dell’Alto Adige ad opera di Mussolini, Tolomei e del fascismo."

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Karl Finsterwalder, Die Flur- und Ortsnamen von Salurn, in «Veröffentlichungen des Museum Ferdinandeum», 18 (1938), pp. 643–694
  • (DE) Otto Stolz, Neumarkt und Salurn in ihren Beziehungen zur Tiroler Landesgeschichte, in «Der Schlern», 20 (1946), pp. 292–299
  • (DE) Raimund von Klebelsberg (a cura di), Salurner Büchl - Beiträge zur Heimatkunde von Salurn und Umgebung (Schlern-Schriften, 155), Innsbruck, Wagner, 1956.
  • (DE) Rudolf Noll, Das römerzeitliche Gräberfeld von Salurn (Archäologische Forschungen in Tirol, 2), Innsbruck, Wagner, 1963.
  • (ITDE) Albert Ceolan (a cura di), Salorno - la nostra gente, la nostra storia / Salurn - unser Volk, unsere Geschichte, Salorno, Biblioteca Comunale, 1994.
  • Hannes Obermair, Diritto come produzione sociale? Riflessioni su uno statuto rurale alpino della Val d’Adige del primo Quattrocento, in Corona Alpium II. Miscellanea di studi in onore di Carlo Alberto Mastrelli (Archivio per l’Alto Adige, 97/98), Firenze 2003-04, pp. 337–367, e in «Rivista Storica del Lazio», 21 (2005-06), pp. 171–191
  • Walter Landi, Haderburg - il castello di Salorno, Ratisbona, Schnell & Steiner, 2010. ISBN 978-3-7954-2164-9

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