Crauti

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CRAUTI
Crauti che accompagnano un Bratwurst insieme alle patate
Crauti che accompagnano un Bratwurst insieme alle patate
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige
Dettagli
Categoria ortofrutticolo
Riconoscimento P.A.T.
Settore prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
 

Il termine crauti, sempre usato al plurale, deriva dal tedesco Kraut "erba, erbaggio".

Mentre nella lingua d'origine tutti gli ortaggi a foglia, e persino alcune spezie, sono considerati Kräuter, l'italiano crauti corrisponde piuttosto a Sauerkraut, ovvero i cavoli acidi. Sono così frequenti nella dieta germanica che in Italia formano, insieme a patate e salsicce, il cliché nutrizionale generalmente attribuito ai tedeschi.

Nella ristretta accezione italiana, la parola indica dunque una preparazione a base di cavolo cappuccio, sottoposto a fermentazione lattica naturale controllata con aggiunte di sale da cucina. Il procedimento, usato principalmente come metodo di conservazione, modifica il profilo organolettico del vegetale e conferisce ai crauti il tipico sapore deciso e un po' aspro.
Il risultato è un alimento ricco di vitamine e sali minerali. I crauti favoriscono la digestione, poiché rinforzano la flora intestinale, allontanando così batteri e virus patogeni.

I crauti appartengono alla tradizione gastronomica dei paesi di lingua tedesca: Austria, Germania, alcuni cantoni svizzeri, Alto Adige, anche Slovenia ("kislo zelje"), Ungheria, Croazia, Polonia ("kapusta kiszona"), Russia (kvascennaja kapusta), Ucraina, Bielorussia, Cechia (zeli), Serbia (kupus). Crauti vengono usati nei piatti tradizionali anche in Romania, chiamati in lingua romena varză murată. Sono ovviamente molto diffusi nelle aree immediatamente confinanti, come l'alto Veneto, il Trentino, il Friuli e la Venezia Giulia.

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