Repubblica Ceca

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Repubblica Ceca
Repubblica Ceca – Bandiera Repubblica Ceca - Stemma
(dettagli) (dettagli)
"Pravda vítězí"
("La verità vince")
Repubblica Ceca - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Ceca
Nome ufficiale Česká republika
Lingue ufficiali ceco
Capitale Praga  (1.257.158 ab. / 2010)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente Miloš Zeman
Primo ministro Bohuslav Sobotka
Indipendenza 1º gennaio 1993 (divisione della Cecoslovacchia)
Ingresso nell'ONU 19 gennaio 1993
Ingresso nell'UE 1º maggio 2004
Superficie
Totale 78 866 km² (114º)
 % delle acque 2 %
Popolazione
Totale 10.512.419 ab. (2013) (79º)
Densità 129 ab./km²
Tasso di crescita -0,134% (2012)[1]
Nome degli abitanti Cechi
Geografia
Continente Europa
Confini Slovacchia, Austria, Germania, Polonia
Fuso orario UTC+1
UTC+2 in ora legale
Economia
Valuta Corona ceca
PIL (nominale) 195 657[2] milioni di $ (2012) (52º)
PIL pro capite (nominale) 28,975 $ (2012) (28º)
PIL (PPA) 283 647 milioni di $ (2012) (44º)
PIL pro capite (PPA) 27 000 $ (2012) (36º)
ISU (2012[3]) 0,873 (molto alto) (28º)
Fecondità 1,5 (2010)[4]
Varie
Codici ISO 3166 CZ, CZE, 203
TLD .cz, .eu
Prefisso tel. +420
Sigla autom. CZ
Inno nazionale Kde domov můj
Festa nazionale 28 ottobre
Repubblica Ceca - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente bandiera ČSFR
 

Coordinate: 50°N 16°E / 50°N 16°E50; 16

La Repubblica Ceca (in ceco Česká republika pronuncia[?·info]), più informalmente detta in italiano Cèchia o Cechìa (in ceco Česko), è uno Stato membro dell'Unione europea, situato nell'Europa centrale.

Confina a sud-est con la Slovacchia, a sud con l'Austria, a ovest con la Germania e a nord con la Polonia. È uno stato senza sbocco al mare. La sua capitale è Praga. È formata storicamente da tre grandi regioni: Boemia (ovest), Moravia (est) e Slesia (divisa con la Polonia).

La Repubblica Ceca è nata, assieme alla Slovacchia, il 1º gennaio 1993, dalla pacifica scissione della Cecoslovacchia, che già dal 1990 aveva assunto il nome di Repubblica Federativa Ceca e Slovacca.

La Repubblica Ceca fa parte della NATO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Situazione fino al 1918[modifica | modifica wikitesto]

La creazione della Cecoslovacchia nel 1918 rappresentò una lunga battaglia dei cechi contro i governatori austriaci e degli slovacchi contro gli ungheresi. Gli austriaci erano in Boemia e Moravia, gli ungheresi in Slovacchia; all'interno dell'Austria-Ungheria la Boemia era la parte più industrializzata dell'Austria e la Slovacchia dell'Ungheria, anche se a livelli differenti.

Nonostante le differenze culturali, gli slovacchi condividevano con i cechi le aspirazioni di indipendenza dallo stato asburgico. Con il cambiamento del secolo, l'idea di un'entità ceco-slovacca iniziò ad essere avanzata da alcuni capi cechi e slovacchi. Durante la prima guerra mondiale, nel 1916, venne creato il Consiglio Nazionale Cecoslovacco.

L'indipendenza della Cecoslovacchia fu proclamata ufficialmente a Praga il 28 ottobre 1918. Gli slovacchi si unirono ufficialmente al nuovo stato due giorni dopo nella città di Martin. Fu adottata una costituzione temporanea e Tomáš Masaryk fu dichiarato Presidente il 14 novembre. Il Trattato di Saint Germain, firmato nel 1919, riconobbe la nuova repubblica. La nuova nazione aveva una popolazione di più di 13,5 milioni di abitanti; la Cecoslovacchia era una delle dieci nazioni più industrializzate al mondo, anche se le terre ceche erano molto più avanzate rispetto alla Slovacchia.

Tra le due guerre[modifica | modifica wikitesto]

Lo stato cecoslovacco era una democrazia parlamentare e stabilì che il ceco e lo slovacco fossero lingue ufficiali; il nuovo governo fu caratterizzato dalla stabilità: la presidenza Masaryk durò ben diciassette anni, dato che egli venne succeduto nel 1935 da Edvard Beneš.

La Cecoslovacchia era l'unico stato dell'Europa centrale ad aver adottato una democrazia parlamentare e stava diventando il nuovo obiettivo di Hitler. La minoranza tedesca chiese l'unione dei distretti a prevalenza tedesca alla Germania. Minacciando la guerra, Hitler con la Conferenza di Monaco estorse nel settembre del 1938 parti della Boemia, della Moravia e della Slesia alla Cecoslovacchia. Dopo un ultimatum del 30 settembre, la Polonia ottenne la regione disputata di Zaolzie. Beneš, che alla conferenza non era stato nemmeno invitato, si dimise nel 1938 e fu sostituito da Emil Hácha.

All'inizio di novembre, con il Primo Arbitrato di Vienna, la Cecoslovacchia fu obbligata da Germania e Italia a cedere la Slovacchia meridionale (un terzo del territorio slovacco) all'Ungheria. La Repubblica cecoslovacca era enormemente indebolita e fu obbligata a maggiori concessioni anche nei confronti della Slovacchia. Il comitato esecutivo del Partito Popolare Slovacco nel 1938 formò un governo autonomo slovacco. Nel tardo novembre 1938 lo stato mutilato, rinominato Ceco-Slovacchia (la cosiddetta Seconda Repubblica, la prima cominciata con la proclamazione d'indipendenza del nuovo Stato) fu ricostituito in tre unità autonome: Cechia (Boemia e Moravia), Slovacchia e Rutenia.

Il 14 marzo 1939 la Slovacchia di Jozef Tiso ottenne l'indipendenza formale come stato satellite, fondando la Prima Repubblica slovacca. Hitler obbligò a cedere quel che rimaneva della Boemia e della Morava al controllo tedesco, stabilendo il Protettorato di Boemia e Moravia. Nello stesso giorno, la Rutenia dichiarò la propria indipendenza e fu immediatamente invasa e annessa dall'Ungheria. Infine, l'Ungheria invase e occupò ulteriori parti della Slovacchia orientale.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale si completa il processo di smembramento della Cecoslovacchia, che si può riassumere così:

Nel 1938 vennero occupati i territori conquistati da parte di Hitler. Con il Primo Arbitrato di Vienna andarono all'Ungheria dei territori di lingua ungherese e rutena. Nel 1939 Hitler occupò le zone di lingua ceca, trasformate in Protettorato di Boemia e Moravia. La Slovacchia resta in teoria indipendente, ma in pratica diventerà uno stato vassallo della Germania nazista. Gli esiliati cecoslovacchi a Londra organizzarono il “governo in esilio cecoslovacco” e negoziarono per ottenere un riconoscimento per il governo e l'abrogazione degli Accordi di Monaco. Il governo fu riconosciuto dal Regno Unito nel 1940, dall'Unione Sovietica e dagli Stati Uniti nel 1941. Le unità militari cecoslovacche combatterono insieme con gli Alleati e nel dicembre 1943 il governo in esilio giunse a un trattato con l'URSS, che prevedeva il trasferimento degli esiliati comunisti cecoslovacchi in Gran Bretagna per cooperare attivamente col governo.

Nel 1944 firmò un accordo con i capi sovietici, affinché il territorio cecoslovacco liberato dall'Armata Rossa potesse essere posto sotto il controllo civile cecoslovacco. Da quell'anno in avanti, la Cecoslovacchia fu liberata. Nel 1945 fu firmato un trattato che cedeva la Rutenia subcarpatica all'URSS; la Conferenza di Potsdam stabilì l'espulsione dei tedeschi dai Sudeti. Nel 1946 il governo ungherese acconsentì al fatto che la Cecoslovacchia potesse espatriare tanti ungheresi quanti erano gli slovacchi in Ungheria che desideravano rientrare in Cecoslovacchia.

La Terza Repubblica (1945-1948) e la vittoria comunista[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 1945 venne fondata la Terza Repubblica. Il governo era formato da una coalizione del Fronte Nazionale, in cui vi erano i Comunisti, i Social Democratici e i Socialisti. Nella coalizione vi erano anche raggruppamenti non socialisti: tra di essi il Partito Popolare Cattolico (in Moravia) e il Partito Democratico.

L'entusiasmo popolare evocato dalle truppe sovietiche di liberazione andò a beneficio del Partito Comunista di Cecoslovacchia (KSČ). I cecoslovacchi, delusi dagli occidentali a causa della Conferenza di Monaco del 1938, risposero in favore sia del KSČ che dell'alleanza coi sovietici. Riuniti dopo la guerra, i cechi e gli slovacchi organizzarono le elezioni nel 1946. Gli elementi democratici, condotti dal Presidente Edvard Beneš, speravano che l'URSS avrebbe permesso alla Cecoslovacchia la libertà di scegliere il governo e di lasciare che la nazione diventasse un ponte tra est e ovest. I comunisti si assicurarono una grande maggioranza nel Comitato Nazionale eletto, il nuovo organo di amministrazione. Nelle elezioni del 1946, il KSČ vinse nella parte ceca del Paese, e gli anti-comunisti (Partito Democratico) vinsero in Slovacchia. A livello nazionale, comunque, fu il KSČ a vincere, con il 38% di media; Edvard Beneš continuò a detenere la carica di Presidente. Il leader comunista Klement Gottwald divenne Primo Ministro e anche se i comunisti detenevano pochi ministeri, erano in grado di controllare tutti i dicasteri chiave.

Tra le priorità affrontate dalle nuove autorità ci fu la sistemazione della questione etnica. A seguito della resa tedesca, circa 2,9 milioni di tedeschi furono espulsi dalla Cecoslovacchia con l'approvazione degli Alleati. Forti del via libera alla pulizia etnica concessa dagli Accordi di Pace del 1946, il governo decise il trasferimento in massa in Ungheria di tutta la minoranza magiara (600.000 persone) in cambio del trasferimento degli Slovacchi d’Ungheria in Slovacchia. Mentre 100.000 slovacchi lasciarono l’Ungheria, quasi tutti gli Ungheresi (eccetto 73.000) decisero di resistere e rimanere nei propri paesi natali. A 300.000 ungheresi venne imposta la nazionalità slovacca. Il clima di intimidazione, creato tra le minoranze, fece ridurre a 370.000 il numero di coloro che al censimento del 1950 si dichiarò ungherese.

Nel 1947 Stalin convocò Gottwald a Mosca e al suo ritorno la strategia del KSČ divenne più radicale. Nel 1948 diedero le dimissioni dodici ministri non comunisti, per indurre Beneš a indire nuove elezioni: il Presidente rifiutò di accettare le dimissioni e non indisse nuove consultazioni. Nel frattempo, il KSČ organizzò le sue forze: il Ministero degli Interni (controllato dai comunisti) dispiegò le forze di polizia nei punti nevralgici e organizzò una milizia popolare. A febbraio Beneš, temendo un intervento sovietico, capitolò. Accettò le dimissioni dei ministri dissidenti e ricevette da Gottwald una nuova formazione di governo che completò la presa del potere da parte del comunismo.

La primavera di Praga[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968, con la Primavera di Praga, il partito, con a capo Alexander Dubček, tentò di realizzare un "socialismo dal volto umano”, ma in agosto l'intervento sovietico mise fine al nuovo corso.

Con l'avvento di Dubček nel gennaio 1968 alla segreteria del partito venne formato un nuovo governo guidato da Černík. La deposizione dei vecchi dirigenti "conservatori" portò alla ribalta una nuova leadership di politici ed economisti. Il nuovo corso assecondò la liberalizzazione della vita politica, culturale ed economica in funzione di un programma inteso ad estendere il consenso popolare senza per questo mettere in discussione l'autorità del Partito Comunista e i vincoli militari e politici che legavano la Cecoslovacchia all'Unione Sovietica e agli altri partiti del patto di Varsavia. La legittimità delle "particolarità e delle condizioni nazionali" nell'edificazione del socialismo venne in un primo momento riconosciuta dai dirigenti sovietici, ma successivamente, allarmati dalle eventuali ripercussioni della cosiddetta "Primavera di Praga" sulla compattezza ideologica degli altri regimi comunisti, essi decisero di porre fine all'esperimento di Dubček con un intervento militare.

Dopo l'occupazione della Cecoslovacchia da parte delle truppe sovietiche non si ebbe alcuna resistenza armata da parte della popolazione, ma una ferma opposizione politica in tutti gli strati sociali [senza fonte]. Dubček e il presidente della repubblica Svoboda vennero costretti a recarsi a Mosca e ad accettare il ripristino della censura, la reintegrazione dei vecchi dirigenti, l'allontanamento degli intellettuali e degli uomini non graditi all'URSS.

Seguì, il 16 ottobre, la firma di un trattato per la permanenza delle truppe sovietiche a Praga. Ma alla successiva richiesta sovietica, avvenuta l'8 dicembre, di allontanare gli esponenti della primavera di Praga, si ripeterono le manifestazioni popolari contro l'occupazione. In seguito Dubček e i suoi collaboratori vennero destituiti da ogni carica del partito, del governo e quindi espulsi. Soltanto il presidente della repubblica Svoboda rimase al suo posto. Da allora continuò l'allontanamento dalla vita pubblica di sindacalisti, intellettuali e funzionari del partito compromessi con il tentativo del "socialismo dal volto umano".

La rivoluzione di velluto[modifica | modifica wikitesto]

La prima manifestazione anti-comunista ebbe luogo nel 1988 a Bratislava: fu un ritrovo pacifico non autorizzato di circa 2.000 (altre fonti dicono 10.000[senza fonte]) cattolici. Seguirono manifestazioni il 21 agosto a Praga, il 28 ottobre ancora nella capitale, a Bratislava e in altre città, nel gennaio 1989, il 21 agosto 1989 e il 28 ottobre 1989. La rivoluzione anti-comunista iniziò nel 1989 a Bratislava, con una manifestazione di studenti universitari slovacchi a favore della democrazia e continuò con la manifestazione degli studenti cechi a Praga.

Nel 1989 la polizia comunista soppresse una manifestazione a favore della democrazia, assaltando brutalmente molti studenti partecipanti. Nei giorni che seguirono, altri gruppi si unirono per formare il Forum Civico, il cui capo era lo scrittore dissidente Václav Havel. Questa nuova organizzazione ottenne il sostegno di milioni di cechi e di slovacchi (che formarono il Pubblico contro la violenza).

Dovendosi confrontare con il rifiuto della popolazione, il Partito Comunista crollò. Era la Rivoluzione di Velluto. I suoi capi si dimisero nel 1989 e Havel fu eletto Presidente della Cecoslovacchia il 29 dicembre. Fu formato un governo di coalizione, in cui il Partito Comunista ebbe la minoranza dei ministeri. Le prime elezioni libere dal 1946 in Cecoslovacchia si tennero nel 1990, senza incidenti. Come previsto, il Forum Civico e il Pubblico contro la violenza vinsero le elezioni nelle rispettive repubbliche, ma questa alleanza, anche se aveva ottenuto il principale obiettivo di rovesciare il regime comunista, era però inefficace come coalizione di governo: le dimissioni furono inevitabili. Con la fine del 1990 i "gruppi parlamentari" non ufficiali si evolvettero: il più influente di questi gruppi era il Partito Civico Democratico.

Nel 1992 gli slovacchi chiesero maggiore autonomia, bloccando il funzionamento del governo federale. Nelle elezioni del 1992, il Partito Civico Democratico di Klaus vinse nelle terre ceche, avendo proposto una riforma economica. Nel luglio 1992 Havel si dimise. Nell'ultima metà dell'anno Klaus e Mečiar giunsero a un accordo, secondo il quale le due repubbliche si sarebbero separate alla fine dell'anno.

La nascita della Repubblica Ceca[modifica | modifica wikitesto]

I membri del Parlamento della Cecoslovacchia, divisi lungo le linee nazionali, cooperarono per la formazione della legge di divisione. Nel gennaio del 1995 furono fondate pacificamente e simultaneamente la Repubblica Ceca e la Slovacchia: entrambi i nuovi stati ottennero subito il riconoscimento degli Stati Uniti e dell'Europa.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Repubblica Ceca.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Il paese conta oggi poco più di 10 milioni di abitanti, con una densità media di 133 ab./km². La distribuzione della popolazione è ineguale, dato che in Boemia vi è un forte accentramento urbano: si passa da aree densamente abitate ad altre che hanno caratteristiche molto più rurali nelle regioni montuose, le quali hanno naturalmente una bassa densità abitativa a causa del territorio.

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti della Repubblica Ceca sono suddivisi in due gruppi etnici, che provengono dal medesimo ceppo slavo: i boemi, che rappresentano la maggioranza della popolazione, e i moravi, che rappresentano poco più del 30% e abitano nell'omonima regione. Sono modeste le minoranze: slovacche (poco meno del 2%), ungheresi, polacche e tedesche. Fino alla seconda guerra mondiale nei Sudeti abitavano 3 milioni di tedeschi (su 10 milioni di abitanti); finita la guerra, a causa del forte risentimento antitedesco, i tedeschi furono espulsi.  Seguono le percentuali dei dati del censimento del 2011:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica nella Repubblica Ceca.

Secondo il censimento del 2011, il 34,2% della popolazione non professa nessuna religione, il 10,3% è cattolico, lo 0,8% è protestante.[5] Secondo un più recente sondaggio, effettuato da Eurobarometro nel 2005, il 19% dei cittadini cechi crede che ci sia un Dio (il secondo risultato più basso tra i paesi dell'Unione Europea dopo l'Estonia con il 16%), mentre il 50% crede che ci sia qualche tipo di spirito o forza vitale e il 30% non crede che ci sia alcun tipo di spirito, Dio o forza vitale.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica Ceca è una Repubblica parlamentare e multipartitica.

Il Parlamento è bicamerale.
La camera bassa, la Camera dei deputati (Poslanecká sněmovna), è composta da 200 rappresentanti eletti per 4 anni con un sistema proporzionale basato su una suddivisione in quattordici circoscrizioni con soglia di sbarramento al 5% dei voti validi.
La camera alta, il Senato (Senát), è composta da 81 senatori, eletti con sistema maggioritario uninominale a doppio turno: il primo turno richiede la maggioranza assoluta, il secondo richiede la maggioranza semplice tra i primi due candidati. Il Senato viene rinnovato ogni due anni di un terzo dei suoi membri.
L'elettorato attivo è di 18 anni, quello passivo è di 21 anni per la Camera dei deputati e di 40 per il Senato.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato. Viene eletto direttamente dai cittadini e ha un mandato di 5 anni. Rappresenta la nazione e ha pochi e limitati poteri.
Può essere eletto Presidente un cittadino eleggibile al Senato. Non può essere eletto oltre due volte di seguito. Il Presidente della Repubblica nomina i giudici della corte costituzionale, il suo presidente e i vice presidenti; può sciogliere la Camera dei deputati; può porre il veto sulle leggi votate dal parlamento; nomina il Primo ministro sulla base del risultato delle elezioni politiche e, su proposta di quest'ultimo, nomina gli altri membri del governo.

Il potere esecutivo è esercitato dal Primo ministro e dai ministri. Il governo deve avere la fiducia delle due camere.

All'apice del sistema giudiziario del paese abbiamo la Corte suprema, con poteri simili alla Corte Suprema di Cassazione italiana, e la Corte Suprema Amministrativa, con compiti simili al nostro Consiglio di Stato. Accanto a queste abbiamo la Corte costituzionale che è garante della Costituzione. Essa è composta da quindici membri, nominati dal Presidente della Repubblica con il consenso del Senato. I giudici costituzionali restano in carica per dieci anni non rinnovabili.

La Repubblica Ceca ha aderito all'Unione Europea dal 1º maggio 2004. Dei circa 55,21% degli aventi diritto di voto che hanno partecipato al referendum, hanno votato per l'adesione circa il 77,33%, pari al 42,7% circa di tutti gli aventi diritto al voto.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni della Repubblica Ceca e Regioni della Repubblica Ceca.

La Repubblica Ceca è suddivisa in 14 regioni:

CZ-cleneni.png
CoA CZ regions.png
Regione Sigla Capitale Num. abitanti
(2001)
Praga PR Praga 1 160 119
Boemia meridionale JC České Budějovice 624 778
Moravia meridionale JM Brno 1 122 759
Regione di Karlovy Vary KA Karlovy Vary 303 761
Regione di Hradec Králové KR Hradec Králové 548 698
Regione di Liberec LI Liberec 427 418
Moravia-Slesia MO Ostrava 1 264 347
Regione di Olomouc OL Olomouc 637 401
Regione di Pardubice PA Pardubice 506 849
Regione di Plzeň PL Plzeň 549 369
Boemia centrale ST Praga 1 125 735
Regione di Ústí US Ústí nad Labem 819 442
Regione di Vysočina ("Alture") VY Jihlava 517 959
Regione di Zlín ZL Zlín 593 458

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Città della Repubblica Ceca.

La capitale è Praga (1.200.000 abitanti). Altre città sono Brno (400.000 abitanti) rilevante centro industriale e istituzionale della Moravia e Ostrava (370.000 abitanti), sede di importanti complessi metallurgici, meccanici e chimici.

La bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera della Repubblica Ceca.

Descrizione: Due fasce orizzontali uguali una bianca (superiore) e di colore rosso (inferiore) con un triangolo isoscele blu dal lato sinistro dell'asta (identico alla precedente bandiera della Cecoslovacchia). I colori sono derivati dallo stemma della Repubblica Ceca: il bianco dal leone d'argento; il rosso e il blu dall'aquila di Moravia. Questi ultimi due sono colori tipici dei popoli slavi.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Politica della Repubblica Ceca.

Relazioni con l'Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Europea.

Queste le tappe percorse dalla Repubblica Ceca nel processo di integrazione:

Data o periodo Evento
17 gennaio 1996 Presenta la domanda di adesione.
31 marzo 1998-13 dicembre 2002 Si tengono i negoziati di adesione.
19 febbraio 2003 La Commissione europea approva la domanda di adesione presentata dalla Repubblica Ceca.
14 aprile 2003 Il Consiglio europeo approva l'adesione della Repubblica Ceca.
16 aprile 2003 Ad Atene la Repubblica Ceca firma il Trattato di adesione
13 e 14 giugno 2003 Mediante un referendum popolare i cechi approvano la ratifica del Trattato di adesione.
1º maggio 2004 La Repubblica Ceca entra a far parte dell'Unione europea secondo il Trattato di adesione.
23 dicembre 2007 La Repubblica Ceca aderisce agli Accordi di Schengen.
1º gennaio-30 giugno 2009 La Repubblica Ceca ricopre la Presidenza di turno dell'Unione europ

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Repubblica Ceca.

Negli anni novanta la Repubblica Ceca ha vissuto una fase di crisi economica: l'apertura verso i mercati internazionali ha trovato impreparato un paese dalla scarsa produttività (un terzo rispetto alla media europea) e dalle infrastrutture arretrate. Per fronteggiare questa situazione il governo ha avviato un processo di modernizzazione e privatizzazione del tradizionale settore industriale, metallurgico e siderurgico. La crescita produttiva dovrebbe continuare il suo rafforzamento nel prossimo futuro nonostante sia penalizzata dalla recente crisi. Nonostante la buona produttività delle attività agricole, il paese è costretto a importare numerosi prodotti alimentari: la rigidità del clima infatti permette di coltivare soltanto alcuni tipi di cereali, patate, barbabietole da zucchero, cavoli e mele, ed è praticata nelle regioni pianeggianti. Altre risorse importanti sono la silvicoltura, l'allevamento intensivo, la pesca fluviale e l'acquacoltura. L'agricoltura è praticata soprattutto nelle zone della Boemia settentrionale e nei bacini Moravi.

L'attività industriale genera più del 42% del PIL della Repubblica Ceca. Il panorama industriale è differenziato ed è caratterizzato da piccole e medie imprese. Grande importanza hanno avuto gli investimenti tedeschi nel mercato ceco, quali l'acquisizione di importanti settori nel mondo della meccanica, della chimica e dell'elettronica. Tra i più rilevanti, l'acquisizione da parte del gruppo Volkswagen dell'industria automobilistica Skoda. L'industria è solida perché il paese dispone di buone risorse minerarie: carbone, uranio, piombo e argento. Presso le zone minerarie si trovano le industrie siderurgiche e metallurgiche; quelle meccaniche e automobilistiche sono invece nelle grandi città come Praga e Plzen.

I Monti Metalliferi sono ricchi di giacimenti di piombo, zinco, rame e uranio, e hanno permesso lo sviluppo delle industrie siderurgiche e metallurgiche. In crescita sono il settore chimico, tessile, calzaturiero (Bata) e alimentare, che affiancano l'affermata industria automobilistica Skoda e l'industria meccanica presente nell'area di Praga. Sempre famosa ovunque è la produzione di cristalli di Boemia.

Il settore dei servizi acquisisce sempre maggiore importanza a discapito dell'industria pesante,[6] anche se la crisi economica del 2008-2013 ha rallentato notevolmente la crescita economica del paese.[7]

In grande espansione è l'attività turistica: dagli anni novanta Praga e le località termali attirano ogni anno 10 milioni di turisti[senza fonte]. Situata nel cuore dell'Europa centrale, la Repubblica Ceca è al centro delle comunicazioni internazionali: da essa partono reti stradali che agevolano gli scambi commerciali con Italia, Svizzera, Slovenia, Polonia, Croazia, Germania, Russia e Austria.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castelli della Repubblica Ceca.

Nonostante la reputazione del turismo in Repubblica Ceca sia stata danneggiata dai furti che ivi si verificano, il turismo è importante per l'economia di questa nazione. Il turismo in Repubblica Ceca si concentra, in particolar modo, in quelle località di elevato interesse culturale e artistico che sono state dichiarate patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO: i giardini e il castello di Kroměříž, il centro storico di Český Krumlov, Praga, Telč, Holašovice, Kutná Hora, la Colonna della Santissima Trinità di Olomouc, il quartiere ebraico e la basilica di San Procopio a Třebíč, il castello di Lednice, il castello di Litomyšl, il Santuario di San Giovanni Nepomuceno a Zelená Hora, e la Villa Tugendhat a Brno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Human Development Reports
  4. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  5. ^ https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/ez.html
  6. ^ books.google.it
  7. ^ www.esteri.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Stati per indice di sviluppo umano Successore
Singapore 27º posto Regno Unito