Etnia

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Un gruppo etnico (dal greco ἔθνος, èthnos = "popolo", "nazione") è una popolazione di esseri umani i cui membri si identificano in una serie comuni di attributi, il principale dei quali è il comune pssato. Un gruppo etnico può essere quindi formato da individui che si riconoscono in un comune ramo genealogico, una comune stirpe e si differenziano dagli altri come un gruppo distinto. Gli individui di un medesimo gruppo etnico hanno spesso in comune cultura, lingua, religione, usi, costumi e alcune caratteristiche fisiche (tramandate geneticamente e dovute in parte anche all'adattamento al territorio in cui il gruppo vive).

Etnia, nazione e razza e diversi caratteri somatici[modifica | modifica sorgente]

Un'etnia è un insieme di persone che condividono la stessa cultura. Un gruppo etnico può coincidere con una nazione, specialmente quando l'identità nazionale è definita soprattutto da una origine comune. I membri di una nazione possono anche identificarsi con gli altri, credendo in una comune stirpe, e generalmente si distinguono dagli altri gruppi con uno specifico nome. Le nazioni tendono ad avere caratteristiche comuni: cultura, lingua e religione. Un gruppo etnico che è anche una nazione può diventare uno stato nazionale. Alcuni gruppi etnici invece non hanno uno stato indipendente. I caratteri somatici si distinguono in diversi gruppi, come quello europoide e quello negroide.

Quando vari gruppi etnici convivono in uno stesso stato e le loro lingue, religioni, usi e costumi sono diversi si parla di stato multietnico. Alcuni esempi di stati multietnici sono la Svizzera, la Russia e gli Stati Uniti.

I membri di un gruppo etnico si rifanno spesso ad una lunga storia o tradizione, tuttavia storici e antropologi hanno dimostrato che molte pratiche culturali su cui si basano i gruppi etnici sono di invenzione relativamente recente.[1]

La differenza principale fra il concetto di etnia e quello di razza è che l'etnia si basa sulla storia comune di una determinata popolazione, resa più forte dall'avere una stessa religione, una stessa lingua e cultura, mentre le catalogazioni razziali sostengono di basarsi su comuni tratti fisici e genetici. In realtà classificare la specie umana in razze è uno sforzo inutile: non vi è una distinzione genetica poiché tutti i geni sono presenti in quasi tutte le popolazioni, anche se in proporzioni diverse. Nessun gene singolo è dunque sufficiente per distinguere delle razze umane. Gli studiosi ne hanno individuato infatti un numero che varia da 3 a 60, senza alcuna certezza. La grande variabilità genetica all'interno della popolazione di uno stesso stato testimonia la grande attività migratoria di individui e popolazioni nella storia umana. Non esistono, né ci furono mai confini genetici netti. Gli stereotipi più diffusi legati al colore della pelle o dei capelli, alla conformazione del viso riflettono differenze superficiali non confermate da analisi genetiche più appropriate, ma tali diversità sono molto recenti e dovute all'adattamento all'ambiente[2] [3] Nel 1950 l'UNESCO ha prodotto un documento ufficiale in materia, La Questione della Razza (The Race Question), sottoscritto da rinomati scienziati internazionali, in cui si afferma che: «Gruppi nazionali, religiosi, geografici e culturali, non coincidono necessariamente con gruppi razziali: e i tratti culturali di tali gruppi non hanno un dimostrabile collegamento genetico con tratti razziali. Poiché gravi errori di tale natura si compiono abitualmente quando si utilizza il termine 'razza' nel linguaggio comune, sarebbe preferibile espungere totalmente il termine 'razza' da discorsi che si riferiscono a razze umane, utilizzando invece il termine 'gruppi etnici'».[4]

In ambito scientifico il concetto di "gruppo etnico" è attribuibile a Max Weber[5], che definisce "etnici" quei gruppi umani che condividevano "la credenza soggettiva di una comune origine", a prescindere dalla sussistenza o meno di reali affinità parentali. Weber accostò, quindi, il concetto di gruppo etnico a quello di nazione; o meglio, il gruppo etnico - secondo la tradizione weberiana - sarebbe una "nazione senza stato". Dunque, la capacità di "autogovernarsi" caratterizzerebbe il solo concetto di nazione. Negli USA, il concetto di gruppo etnico assunse presto una connotazione diversa. La tradizione degli studi statunitense, avviata da Robert Erza Park, fondatore della Scuola sociologica di Chicago, definisce i gruppi etnici non sulla base di processi di rappresentazione della comunità, ma in relazione a dati oggettivi che li caratterizzano - razza, religione, origine nazionale - e al contesto urbano in cui sono inseriti[6]. È così che antropologi e sociologi statunitensi finiscono per raggruppare sotto la categoria "gruppo etnico": Neri (più recentemente Afro-americani, Ebrei, Irlandesi, Italiani, Portoricani... Enfatizzando le connotazioni originarie - come appunto il colore della pelle, la religione e la nazionalità - e seguendo un'impostazione fondamentalmente culturologica[7]. Negli anni Settanta si è affermato, soprattutto nei paesi anglosassoni, un nuovo concetto: etnicità, che sembrava contenere i molteplici aspetti della questione etnica: espressione di identità, fenomeno politico, dimensione cognitiva e affettiva, stratificazione sociale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Friedlander 1975; Eric Hobsbawm e Terence Ranger, L'invenzione della tradizione, 1983; Sider 1993
  2. ^ Fouberg Geografia umana
  3. ^ A. Metraux (1950) "United nations Economic and Security Council Statement by Experts on Problems of Race" in American Anthropologist 53(1): 142-145)
  4. ^ A. Metraux (1950) "United nations Economic and Security Council Statement by Experts on Problems of Race" in American Anthropologist 53(1): 142-145)
  5. ^ Weber M [1922] (1981), Economia e società, Milano, Comunità, 1961 (ed. orig. The Invention of Culture, Chicago, 1975)
  6. ^ Marta Claudio, L'altro nemico. Lezioni di Relazioni interetniche per la formazione a distanza, UNIPress, 2008
  7. ^ Marta C., (2005) Relazioni Interetniche. Prospettive antropologiche, Napoli, Guida

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