Ideologia
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Il termine ideologia si trova nell'opera Mémoire sur la faculté de penser del 1796 di Antoine-Louis-Claude Destutt de Tracy (1754-1836) [1] [2]con il significato di «scienza delle idee e delle sensazioni».
In seguito il termine ha assunto il significato traslato di "sistema di idee" più o meno coerente e organizzato, prendendo ben presto una connotazione negativa, soprattutto per opera di Karl Marx e della sua critica dell'idealismo.
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[modifica] Il significato del termine secondo Napoleone
L'ideologia appartenne originariamente agli "idéologues", (ideologi) rappresentanti della corrente filosofica che segnò il trapasso dall'empirismo illuministico allo spiritualismo tradizionalistico.
L'ideologia si riferiva principalmente al pensiero di Locke e Condillac e ricorreva anche ad una base fortemente materialistica utilizzando anche gli studi sulla fisiologia del sistema nervoso di Pierre Jean Georges Cabanis.
Per l'opposizione espressa dagli ideologi al suo sistema di governo, Napoleone trasformò in modo dispregiativo il senso del termine indicando negli ideologi i "dottrinari", coloro i quali avevano poco contatto con la realtà e scarso senso politico.
Fu a partire da qui che il termine perse la sua connotazione esclusivamente filosofica, acquisendo connotati sempre più vicini alla nozione moderna, assai vicina a quella di dogmatismo.
Il significato originario del termine infatti, come metodo del corretto ragionare, discorso razionale sulle idee assunse con Napoleone, che non aveva più bisogno di atteggiarsi a sostenitore delle idee illuministe di questi ideologi, progressisti atei e razionalisti,dei quali si era servito agli inizi della sua carriera, assunse un significato peggiorativo: egli affermava in un suo discorso del 1812:
«È alla ideologia, a questa tenebrosa metafisica che ricercando con sottigliezza le cause originarie, vuole su tali basi fondare la legislazione dei popoli in luogo di adattare le leggi alla conoscenza del cuore dell'uomo e alle lezioni della storia, che vanno attribuiti tutti i mali che ha provato la nostra bella Francia.» [3]
Il significato originario di ideologia come atteggiamento scientifico si perse così quasi subito come anche il legame al materialismo e al sensismo e il termine assunse per ragioni politiche il significato di una visione distorta della realtà con la fallimentare ambizione di voler dare un ordine razionale alla società, di voler fondare scientificamente l'ordine sociale [4]
[modifica] L'ideologia in Europa
[modifica] Carlo Cattaneo
Le concezioni degli ideologi francesi, sia pure con un certo distacco dalle premesse sensistiche, suscitarono interesse anche in Italia con Carlo Cattaneo che sosteneva il carattere sociale dell'esperienza umana considerata come il fondamento di una nuova psicologia sociale.
Osservava Cattaneo che se «l'atto più sociale dell'uomo è il pensiero», i risultati di questa attività speculativa presenteranno un «poliedro ideologico», una vastissima varietà di idee e di comportamenti legati alla civiltà, che potranno essere indagati e definiti da una «ideologia sociale» o «ideologia delle genti» intesa come «istoria delle idee nei popoli» così come avevano intuito sia Vico che Hegel.[5]
[modifica] Karl Marx
Il termine ideologia si trasmette con il significato negativo espresso dalla critica napoleonica di vuota espressione dottrinaria in Marx ed Engels.
Con l'analisi di Karl Marx (cfr. Sacra Famiglia, 1845; Miseria della Filosofia, 1847; Ideologia Tedesca, 1845) tutte le teorie filosofiche, politiche, morali, religiose non sono autonome ma, essendo prodotti umani, sono vincolate alle condizioni di vita degli uomini; per cui appaiono autonome solo in una società dove nei rapporti (Verkehr) di produzione, i mezzi per produrre, e l'uso di questi è diviso tra classi.
In altre parole, l'ideologia è il modo di vedere la realtà della classe sociale dominante.
Marx utilizza il termine ideologia anche nel suo significato letterale derivato dalla parola tedesca Ideenkleid, «vestito d'idee» per cui ideologica è ogni concezione che voglia rivestire di idee e principi astratti la concreta realtà dei fatti materiali mascherandoli e dandone una surrettizia giustificazione.
Così sono dei puri ideologi i giovani hegeliani e i "veri socialisti" tedeschi i quali sostengono che lo scontro delle idee si rifletta nella situazione storica dove prevalgono gli ideali superiori.
Otto Bauer, Feuerbach, Max Stirner si illudono quindi che si possa modificare la realtà sociale tramite un'astratta critica delle idee in nome di un materialismo senza base economica e storica altrettanto metafisico quanto l'idealismo hegeliano.
L'ideologia dunque nasce dalla separazione di teoria e prassi che in un secondo tempo Marx approfondì nella concezione di sovrastruttura e struttura: queste sono legate da un rapporto di complementarietà secondo il quale se è vero che le sovrastrutture, teorie filosofiche, economiche, politiche ecc., nascono sulla base delle reali strutture storiche, materiali, della società è pur vero che queste formazioni ideologiche non rimangono isolate nella loro astrattezza ma possono tornare a modificare anch'esse la società esistente.[6]
[modifica] Antonio Gramsci
Una considerazione positiva dell'ideologia si trova in Gramsci che la intende come «concezione del mondo» a patto che essa non sia il risultato di astratte teorie individuali ma le ideologie come strumenti di organizzazione delle masse servono a raggiungere un compromesso tra interessi storici contrapposti.
[modifica] George Sorel
Anche Sorel nelle sue Considerazioni sulla violenza ritiene che l'ideologia sia un "mito" che tuttavia è utile come guida e stimolo all'azione politica delle masse eccitate e stimolate dalla esaltazioni di valori.
[modifica] Vilfredo Pareto
Con gli studi di Vilfredo Pareto [7] l'ideologia si contrappone alla scienza perché le due discipline fanno riferimento a campi opposti: la prima riferisce al campo del sentimento e della fede, la seconda a quello dell'osservazione e del ragionamento. Venne così stabilito un punto importante: la funzione dell'ideologia, che non è altro che la razionalizzazione di sentimenti ed impulsi, è in primo luogo quella di persuadere, cioè di dirigere l'azione.
[modifica] Karl Mannheim
Karl Mannheim distinse poi un concetto universale ed uno particolare di ideologia. In senso particolare s'intende per essa l'insieme delle contraffazioni della realtà, che un individuo compie più o meno coscientemente. In senso generale significa l'intera "visione del mondo" di un gruppo umano, per es. una classe.
La prima va analizzata dal punto di vista psicologico, la seconda da quello sociologico. [8] Ideologia e Utopia sono due realtà trascendenti distinte, delle quali solo la seconda è realizzabile.
[modifica] Note
- ^ Kennedy, Emmet (1979) "Ideology" from Destutt De Tracy to Marx, Journal of the History of Ideas, Vol. 40, No. 3 (Jul.–Sep., 1979), pp. 353-368 (l'articolo consiste di 16 pagine)
- ^ Hart, David M. (2002) Destutt de Tracy: Annotated Bibliography
- ^ M. A. Toscano. Introduzione alla sociologia, Franco Angeli ed., 2006, pag.266
- ^ R.Boudon, Ideologia origine dei pregiudizi, Einaudi, 1991 pag.37
- ^ N. Bobbio, Una filosofia militante: studi su Carlo Cattaneo, Einaudi, 1971, pag.161
- ^ L'illuminismo ad esempio è stato senz'altro la formazione ideologica della borghesia francese che aspirava al potere politico ma questo complesso di idee e valori non rimase separato dalla realtà ma esso stesso poi determinò la modifica della struttura storica reale con la Rivoluzione.
- ^ Cfr. Trattato di sociologia generale, 1916
- ^ Cfr. Ideology and Utopia, 1929, 1953
[modifica] Bibliografia
- Sergio Caruso, La galassia ideologica. Per un approccio storico-problematico ai significati di ideologia, Dessì, Sassari, 2002.
- Paolo Terenzi, Ideologia e complessità. Da Mannheim a Boudon, Studium, Roma, 2002.
- Ferruccio Rossi Landi, Ideologia, Meltemi, Roma, 2005.