Storia della Grecia
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Storia della Grecia |
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| Civiltà minoica | |||
| Civiltà micenea | |||
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| Medioevo ellenico | |||
| Guerre persiane | |||
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| Magna Grecia | |||
| Età ellenistica | |||
| Alessandro Magno | |||
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La storia della Grecia comprende tradizionalmente lo studio del popolo greco, i luoghi che hanno governato in passato, e il territori che ora formano il moderno stato della Grecia.
La colonizzazione e, in seguito, il governo greco sono variati significativamente nel corso degli anni, e come conseguenza, anche la storia della Grecia è estremamente varia: ogni periodo ha, infatti, la sua relativa sfera di interesse.
Le prime tribù che parlavano un greco arcaico giunsero nella penisola intorno al III millennio a.C., dove numerose persone praticavano già l'agricoltura sin dal VII millennio a.C.
Durante il periodo di massima estensione, la cività greca comprendeva territori fino all'Egitto ed alle montagne dell'Hindu Kush in Pakistan. Da allora, minoranze greche sono rimaste in varie luoghi (per esempio in Turchia, Italia e Libia) e gli emigrati sono stati assimilati da varie società in tutto il mondo (Nord America, Australia, Nord Europa, Estremo oriente). Ancora oggi, la maggior parte dei greci vive nel moderno stato della Grecia (indipendente dal 1821) ed a Cipro.
Indice |
[modifica] Preistoria e Protostoria
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[modifica] Civiltà minoica e micenea
Al termine del III millennio a.C., due diverse culture si dividono il la Grecia insulare, seguendo per tutto il periodo del Bronzo Medio uno sviluppo distinto:
[modifica] Civiltà minoica
| Per approfondire, vedi la voce Civiltà minoica. |
[modifica] I palazzi
| Per approfondire, vedi la voce Architettura minoica. |
[modifica] Civiltà micenea
| Per approfondire, vedi la voce Civiltà micenea. |
[modifica] Periodo Arcaico
| Per approfondire, vedi la voce Grecia antica. |
[modifica] La migrazione ionica
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[modifica] Il periodo buio
| Per approfondire, vedi la voce Medioevo ellenico. |
[modifica] L'antichità classica
Dal punto di vista cronologico non esistono date certe e universalmente accettate per l'inizio e la fine del periodo greco antico. Tradizionalmente viene fatto iniziare con la data della I Olimpiade (776 a.C.), anche se molti storici propendono per retrodatare l'inizio della storia antica della Grecia verso il 1.000 a.C.. La data tradizionale per la fine del periodo greco antico viene generalmente fatta coincidere con la morte di Alessandro Magno, nel 323 a.C., o con l'integrazione della Grecia nell'Impero romano nel 146 a.C..
[modifica] La nascita della Polis
| Per approfondire, vedi la voce Polis. |
[modifica] Lo Stato Federale
La storia della Grecia è caratterizzata sin dal periodo arcaico dalla presenza, accanto alla polis di uno "stato federale", privo di implicazioni politiche ma da riferire piuttosto alle aggregazioni di tribù di una medesima etnia. Questo tipo di organizzazione era caratteristico delle aree più interne e periferiche della regione, principalmente centro-settentrionali, molto isolate dal resto della Grecia.
Nel IV secolo a.C., a seguito della decadenza delle città stato, il potere di questi stati federali crescerà esponenzialmente.
| Per approfondire, vedi le voci Filippo V di Macedonia e Alessandro di Macedonia. |
[modifica] Colonie greche in Italia
| Per approfondire, vedi la voce Magna Grecia. |
Tra l'VIII ed il VII secolo a.C., coloni provenienti dalla Grecia cominciarono a stabilirsi sulle coste del sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia fondando diverse città (come Rhegion, Kymai, Metapontion e Taras).
Anche la Sicilia vide diverse colonie greche (come Naxos, Zankle e Syraka), che però secondo i greci antichi non facevano parte della cosiddetta Magna Grecia, a differenza di quello che invece pensavano gli storici romani.
Verso il III secolo a.C., si cominciò a definire le colonie greche dell'Italia meridionale come facenti parte della Magna Grecia (Megàle Hellàs). Il riferimento si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia.
Nel corso del III secolo a.C. tutte le colonie greche in Italia, furono assorbite da Roma.
[modifica] L'età ellenistica
| Per approfondire, vedi le voci Ellenismo e Guerre macedoniche. |
L'evento cruciale dell'avvento della nuova epoca è la crisi della polis, che non fu affatto improvvisa. L'esasperazione dei cittadini nei confronti delle interminabili guerre tra le città portò alla convinzione che la pace e l'unità potessero essere raggiunte solo attraverso l'intervento di un principe straniero. Così Filippo II di Macedonia, la cui casa reale si era ellenizzata dai tempi delle guerre persiane, riuscì ad entrare nelle discordie tra i greci e ad imporre, nel 346 a.C., l'egemonia macedone.
In seguito alle conquiste del figlio Alessandro Magno, con l'unione della cultura greca con quelle dell'Asia Minore, l'Eurasia, l'Asia Centrale, la Siria, la Mesopotamia, l'Iran, l'Africa del Nord, l'India, nacque una civiltà - detta appunto ellenistica - che fu modello insuperato a livello di filosofia, religione (vedi, per esempio, le principali religioni monoteiste), scienza ed arte.Questa civiltà si diffuse dall'Oceano atlantico all'Indo. La cultura di età ellenistica dette anche un notevole impulso al diritto, all'economia ed alla politica che però troveranno la loro piena realizzazione nel mondo romano.
L'età ellenistica vera e propria si fa convenzionalmente iniziare con il 323 a.C., anno della morte di Alessandro, e terminare con la conquista romana dell’Egitto (battaglia di Azio del 31 a.C.).
[modifica] La dominazione romana
| Per approfondire, vedi la voce Grecia romana. |
Nel 202 a.C. Filippo si allea con la Siria di Antioco III contro i Tolomeidi e attacca Atene, Pergamo e Rodi, che invocano la protezione di Roma, che aveva appena concluso la Seconda guerra punica contro i Cartaginesi. I Romani hanno la meglio e costringono Filippo a restringere i propri confini al solo territorio della sola Macedonia. La Grecia divenne un protettorato romano nel 146 a.C., mentre le isole dell'Egeo entrarono a farvi parte nel 133 a.C..
La Grecia fu una delle province chiave dell'Impero romano. La cultura romana si ellenizzò e la lingua greca continuò a servire da lingua franca in Oriente. Roma dal canto suo portò in Grecia il proprio diritto, le proprie istituzioni politiche e la propria tecnologia civile (ponti, strade, anfiteatri ecc.) e militare. Molti intellettuali greci (Polibio, Dionigi di Alicarnasso, Elio Aristide, Plutarco), si recarono a Roma e ne celebrarono le glorie. Dal canto loro numerosi patrizi romani (primo fra tutti Cicerone) amavano soggiornare in Grecia attratti dal suo prestigioso passato e da una vita culturale che si mantenne viva durante tutta l'età imperiale. La pax romana permise alla Grecia di continuare a prosperare economicamente e socialmente fino alla vigilia delle invasioni barbariche. A partire dalla seconda metà del I secolo la Grecia e l'Oriente ellenizzato (Asia Minore in particolare) iniziarono a cristianizzarsi, anzi, nel giro di due secoli divennero le regioni più intensamente cristianizzate dell'Impero. A questo proposito ricordiamo che san Paolo predicò a Corinto e ad Atene e che il primo importante filosofo cristiano, Origene, pur essendo nato in Egitto, era di lingua e cultura greche.
Nel V secolo d.C., nel quadro del generale collasso dell'Impero, sottoposto alle invasioni barbariche, la Grecia fu invasa e saccheggiata. Sebbene rimasta all'interno dell'Impero romano d'Oriente, la Grecia assunse una posizione sempre più marginale e si impoverì, ed in molte sue città iniziò un graduale ed inarrestabile processo di decadenza.
[modifica] La penisola greca in età medioevale
La penisola ellenica nel medioevo fu l'epicentro dell'Impero Romano d'Oriente: qui si trovavano infatti le città più importanti (Atene, Tessalonica, Monemvasia e Mistrà) oltre alla stessa capitale, Costantinopoli. I Greci si consideravano ancora gli eredi dei Romani, infatti si definivano Romani (greco Ρωμαιοι).
La penisola era divisa in 7 temi (considerati alla stregua delle regioni italiane attuali): il tema di Tracia che comprendeva Costantinopoli, il tema di Macedonia, il tema delle Isole Ioniche, il tema di Samo, il tema di Chio, il tema del Mar Egeo e il tema del Peloponneso, diventato in seguito il Despotato di Morea. Nel 1204 la penisola ellenica fu conquistata dalle armate crociate e annessa all'Impero Latino di Costantinopoli.
Nel 1261 fu tuttavia riannessa all'Impero Bizantino. Nel 1384 Murad I, sultano degli Ottomani, attraversò l'Ellesponto e in poco tempo conquistò tutta la Grecia tranne la Morea, che rimase in mano bizantina fino al 1460, un anno prima duecentesimo anniversario della restaurazione dell'Impero Bizantino. Così dopo mille anni di storia finiva l'Impero Romano d'Oriente.
[modifica] La Grecia in epoca moderna
| Per approfondire, vedi la voce Grecia moderna. |
La presa di Costantinopoli da parte degli Ottomani il 29 maggio del 1453 segna la fine dell'Impero bizantino e l'inizio della storia moderna della Grecia. Il paese rimase sotto la Sublime Porta fino agli inizi del XIX secolo. Nel 1821 i Greci si ribellarono e, con la Guerra d'indipendenza greca, dichiararono l'indipendenza del paese (a cui, in realtà, si arrivò ufficialmente solo nel 1829 per intervento delle potenze europee che sconfissero le forze del sultano nella celebre battaglia di Navarrino). Le élites delle maggiori potenze europee guardarono alla guerra d'indipendenza greca sotto una luce romantica, anche a causa delle atrocità perpetrate dai turchi (è il caso, per esempio, del quadro di Eugène Delacroix del 1824 che rappresenta Il massacro di Scio). Fu così che molti volontari europei decisero di battersi per la causa ellenica: tra questi Lord Byron e il conte Santorre di Santarosa del resto, fu solo grazie alla minaccia dell'intervento militare delle potenze europee (Francia, Russia e Inghilterra) che la lotta del popolo greco si concluse in modo positivo. Le tre potenze garanti dell'indipendenza greca si accordarono nell'offrire la corona del nuovo stato al principe Ottone di Baviera che divenne primo re di Grecia.
Ottone fu defenestrato dal colpo di stato del 1862. Gli successe il principe danese Giorgio della casa di Glücksburg che divenne Giorgio I di Grecia. Ancora una volta il nuovo re fu designato dalle tre potenze garanti dell'indipendenza greca senza consulto popolare. Per accattivarsi le simpatie della nuova casata, nel 1864 il Regno Unito donava a Giorgio I le isole Ionie. Sotto il lungo regno di Giorgio I (1863-1913) la Grecia si accrebbe territorialmente. Nel 1878 il Congresso di Berlino le riconobbe il possesso della Tessaglia e di parte dell'Epiro. Dopo le guerre balcaniche furono annesse parti della Macedonia e della Tracia. Creta costituitasi in stato autonomo sotto la reggenza del figlio di Giorgio I fu annessa nel 1913.
Alla conclusione della I guerra mondiale il trattato di Sèvres assegnava alla Grecia la Tracia orientale eccetto Istanbul e la zona di Smirne in Asia Minore. Si fece largo la concezione di una grande Grecia propugnata dal 1° ministro Eleftherios Venizelos che avrebbe dovuto rinnovare i fasti dell'impero bizantino. Il successivo conflitto con le forze nazionaliste di Kemal Ataturk avrebbe ridimensionato di molto le velleità di Venizelos. Con il trattato di Losanna del 24 luglio 1923 la Grecia rinunciava a Smirne e si ritirava dalla Tracia fino alla linea segnata dal fiume Evros. Perdeva anche le isole di Imbros e Tenedos e in più si accordava con la Turchia su uno scambio di popolazioni.
[modifica] L'età contemporanea
| Per approfondire, vedi la voce Grecia contemporanea. |

