Storia della Danimarca

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1leftarrow.pngVoce principale: Danimarca.

La Danimarca preistorica[modifica | modifica sorgente]

I siti archeologici più antichi della Danimarca finora scoperti risalgono al 130.000 - 110.000 a.C., ovvero all'epoca del periodo interglaciale Riss-Würm. [1] La Danimarca cominciò ad essere nuovamente abitata a partire dal 12.500 a.C. circa, e sono state trovate prove di attività di tipo agricolo a partire dal 3.900 a.C. circa[2] L'età del bronzo scandinava (1.800 - 600 a.C.) in Danimarca fu caratterizzata dalla realizzazione di numerosi tumuli sepolcrali nei quali sono stati ritrovati svariati reperti, tra cui diversi lur bronzei e il famoso carro del sole di Trundholm.

Durante l'età del ferro pre-romana (500 a.C. - 1) alcuni gruppi originari della zona cominciarono a migrare verso sud. Le province romane più vicine mantennero relazioni commerciali con le tribù che si trovavano in Danimarca come provato dal ritrovamento di varie monete romane. In questo periodo nella zona esercitò una forte influenza la cultura celtica, della quale una delle testimonianze più importanti è rappresentata dal Calderone di Gundestrup con le sue elaborate decorazioni.[2]

I primi Danesi si stabilirono in Danimarca tra l'anno 1 d.C. e il 400 d.C. Prima dell'arrivo degli antenati degli attuali Danesi, che arrivarono dalla Scandinavia e parlavano una forma di proto-germanico, la maggior parte dello Jutland e molte delle isole erano state abbandonate dagli Juti che, insieme con gli Angli, si erano stabiliti in Gran Bretagna formando il popolo degli Anglosassoni.

L'esatta origine del termine Danimarca si è perduta con il tempo, ma alcuni ritengono che una breve annotazione[3] che sembra riguardare i Dani nel De origine actibusque Getarum scritto nel 551 dallo storico Giordane, sia un riferimento ai Daner[4], una delle tribù da cui discendono i danesi moderni.

La fortificazione difensiva chiamata Danevirke fu costruita in momenti diversi a partire dal III secolo in poi[5], e l'intensificarsi degli sforzi per la sua realizzazione del 737 sono attribuiti alla comparsa sulla scena di un primo Re di Danimarca. In questo stesso periodo fu usato per la prima volta il nuovo alfabeto runico e fu fondata Ribe, la più antica città della Danimarca.

L'epoca vichinga[modifica | modifica sorgente]

Le Pietre di Jelling viste da nord con sullo sfondi il Tumulo di Gorm il Vecchio

Tra l'VIII e il X secolo i Danesi furono conosciuti con il nome di Vichinghi. Insieme ai Norvegesi e agli Svedesi fondarono colonie, commerciarono e compirono incursioni e saccheggi in tutta Europa. Gli esploratori vichinghi furono i primi a scoprire per caso l'Islanda nel IX secolo mentre si stavano dirigendo verso le Isole Fær Øer e, probabilmente, giunsero fino a Vinland (La terra del vino), quella che ai nostri giorni è conosciuta come Terranova in Canada. I Vichinghi danesi furono i più attivi in Inghilterra e in Francia e riuscirono per un certo periodo a conquistare e controllare alcune parti di quei paesi, fondando il Danelaw in Inghilterra ed Irlanda e la Normandia in Francia. È stato trovato un maggior numero di monete anglosassoni risalenti a quest'epoca in Danimarca piuttosto che in Inghilterra, a testimoniare il dominio danese sull'isola.

Come testimoniano le Pietre di Jelling, attorno al 965 i Danesi furono uniti e cristianizzati da Aroldo I di Danimarca, il secondo ad essere riconosciuto re di Danimarca. Nei primi anni dell'XI secolo Canuto il grande riuscì a riunire sotto il suo dominio Danimarca, Inghilterra e Norvegia per quasi trent'anni.[6] I regni di Svezia, Danimarca e Norvegia si costituiscono intorno all’anno 1000, pressappoco quando i vichinghi che abitavano questi territori si convertono al cristianesimo. La Danimarca domina la regione del Baltico fino al 1600 circa, quando comincia l’ascesa dell'Impero svedese.

La Danimarca medievale[modifica | modifica sorgente]

La regina Margherita I
Hankehøj - Johan Thomas Lundbye - Paesaggio collinare danese. Da notare le caratteristiche post-glaciali del territorio e il kurgan, il tumulo sepolcrale al centro del dipinto

Durante l'Alto e Basso medioevo il regno di Danimarca incluse anche la regione svedese dello Skåneland (Scania, Halland e Blekinge) e i suoi re dominavano anche l'Estonia danese e i ducati di Schleswig e Holstein. La maggior parte di questi ultimi due territori fanno ora parte della Germania settentrionale.

Nel 1397 la Danimarca, insieme alla Norvegia e alla Svezia, fece parte dell'Unione di Kalmar, voluta dalla regina Margherita I. Si trattava di un'Unione personale tra stati che mantenevano comunque la loro indipendenza nominale. La Scandinavia rimase unita grazie a questo patto fino al 1523, quando la Svezia decise di svincolarsene.

Verso il 1530 in Scandinavia si fece largo la Riforma protestante e, in seguito alla guerra civile detta Guerra del Conte, nel 1536 la Danimarca si convertì al Luteranesimo. Sempre nel corso di quell'anno, il paese stabilì una nuova unione con la Norvegia.

Storia moderna[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'unione con la Norvegia seguirono due secoli e mezzo di continue guerre contro la Svezia. Il re Cristiano IV iniziò la guerra di Kalmar, attaccando la Svezia, ma non riuscì a raggiungere il suo obiettivo principale di costringere la Svezia a rientrare nell'unione con la Danimarca. La guerra non comportò cambiamenti di tipo territoriale, ma la Svezia dovette pagare un'indennità di guerra di un milione di riksdaler svedesi d'argento alla Danimarca, una somma nota come il riscatto di Älvsborg.[7] Cristiano si servì del denaro ottenuto per fondare diverse nuove cittadine e fortezze, tra le quali le più importanti sono Glückstadt (fondata perché rivaleggiasse con Amburgo), Christiania (dopo che un incendio aveva in precedenza distrutto la città originale), Christianshavn, Christianstad e Christiansand. Fece costruire anche diversi importanti edifici come il Børsen, la Rundetårn, Nyboder, il Rosenborg, oltre a una miniera d'argento a Kongsberg ed una fabbrica di oggetti in rame a Kupfermühle.

Prendendo lo spunto dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, fondò un'analoga compagnia danese. Cristiano progettava in questo modo di proclamare lo Sri Lanka come propria colonia, ma la compagnia si limitò ad acquistare Tranquebar sulla costa indiana del Coromandel. Durante la Guerra dei trent'anni Cristiano tentò di porsi a capo degli stati tedeschi luterani, ma subì una disastrosa sconfitta nella battaglia di Lutter che finì con il saccheggio e l'occupazione dello Jutland da parte di un esercito Cattolico guidato da Albrecht von Wallenstein.

La Danimarca riuscì ad evitare di essere costretta a fare concessioni territoriali, ma l'avanzata militare di Gustavo II Adolfo di Svezia in Germania fu interpretata come un chiaro segnale di come la potenza svedese fosse in piena ascesa, mentre quella danese fosse invece in decadenza. Nel 1643 le armate svedesi invasero lo Jutland e nel 1644 la Scania. Nel 1645, con il Trattato di Brömsebro, la Danimarca cedette l'Halland, l'isola di Gotland, le ultime parti ancora in suo possesso dell'Estonia danese e varie province norvegesi.

Nel 1657 il re Federico III dichiarò nuovamente guerra alla Svezia e avanzò con l'esercito verso il Bremen-Verden. Questa mossa condusse ad una terribile sconfitta per i Danesi, e le armate del re Carlo X Gustavo di Svezia conquistarono lo Jutland, l'isola di Funen e gran parte di quella di Zealand prima di firmare nel 1658 il Trattato di Roskilde, con il quale la Svezia prese il controllo anche delle regioni di Scania, Blekinge e Trøndelag e dell'isola di Bornholm.

Carlo X Gustavo ben presto si pentì di non aver distrutto la Danimarca completamente e, nell'agosto 1658, pose Copenaghen sotto un assedio destinato a durare due anni, ma non riuscì a conquistare la capitale danese. Grazie ai trattati di pace che seguirono la Danimarca mantenne la propria indipendenza e riprese il controllo del Trøndelag e di Bornholm.

La Danimarca tentò di riprendere il controllo della Scania durante la Guerra della Scania (1675-79), ma il tentativo fallì. Negli anni che seguirono la Grande guerra del nord la Danimarca riuscì invece a riconquistare parti dello Schleswig e dell'Holstein, governati dalla casata dei Duchi Holstein-Gottorp.

Nel periodo delle Guerre napoleoniche inizialmente la Danimarca cercò di mantenere una politica di neutralità, continuando a commerciare sia con la Francia che con il Regno Unito ed entrando a far parte della Lega della neutralità armata insieme ad impero russo, impero svedese e Prussia. Il Regno Unito considerò però l'adesione alla lega come un segno di ostilità e per due volte, nel 1801 e nel 1807, attaccò Copenaghen. Con il primo scontro riuscì a sconfiggere la flotta danese, mentre nel secondo provocò l'incendio e la distruzione di ampie zone della capitale. Questi eventi portarono allo scoppio della cosiddetta Guerra delle cannoniere tra Danesi ed Inglesi: il controllo da parte inglese del tratto di mare tra Danimarca e Norvegia si rivelò infine disastroso per l'economia dell'Unione scandinava e, nel 1813, la Danimarca-Norvegia finì in bancarotta. L'Unione tra Danimarca e Norvegia si sciolse nel 1814 con il Trattato di Kiel. La Norvegia entrò a far parte di una nuova unione con la Svezia, che durò fino al 1905.

La Danimarca mantenne le colonie di Islanda, isole Fær Øer, e Groenlandia. Oltre che sulle colonie nordiche governò anche sull'India danese dal 1628 al 1869, sulla Costa d'oro danese (Ghana) dal 1658 al 1850 e sulle Indie occidentali danesi (le Isole Vergini Statunitensi) dal 1671 al 1917.

Den Grundlovsgivende Rigsforsamling (I padri fondatori della Costituzione danese) - 1860-1864 - dipinto di Constantin Hansen.

Attorno al 1830 il movimento liberale e nazionalista danese prese un grande slancio e anche grazie ad esso, in seguito alle rivoluzioni del 1848, il 5 giugno 1849 la Danimarca diventò una monarchia costituzionale.

Dopo la Seconda guerra dello Schleswig (in danese Slesvig) del 1864, la Danimarca fu costretta a cedere lo Schleswig-Holstein alla Prussia, una sconfitta destinata a lasciare dei segni profondi sull'identità nazionale danese. A questo punto la Danimarca decise di adottare una politica di neutralità, in conseguenza della quale il paese riuscì a mantenersi neutrale nel corso della Prima guerra mondiale. Dopo la sconfitta della Germania, il Trattato di Versailles offrì alla Danimarca la possibilità di riprendersi la regione dello Schleswig-Holstein: temendo la reazione degli irredentisti tedeschi la nazione scandinava rifiutò la restituzione diretta dell'intera regione e volle che fosse indetto un plebiscito che riguardasse il ritorno sotto la propria influenza del solo Schleswig. I due plebisciti indetti si tennero il 10 febbraio e il 14 marzo. Il 10 luglio 1920, dopo il plebiscito e la firma del re (posta il 9 luglio) sul documento di riunificazione, lo Schleswig del nord (Sønderjylland) fu riannesso alla Danimarca, insieme ai suoi 163.600 abitanti. Il giorno della riunificazione (Genforeningsdag) viene da allora celebrato ogni anno il 15 giugno (Valdemarsdag). Nonostante il suo stato di neutralità continuasse, il 9 aprile 1940 la Danimarca fu invasa dalla Germania con l'Operazione Weserübung. Anche se le fu accordato il diritto di autoregolamentarsi (diritto che fu soppresso il 23 agosto 1943 perché il crescente movimento della resistenza danese stava mettendo in pericolo il comando militare tedesco), la Danimarca restò militarmente occupata per tutto il corso della Seconda guerra mondiale. La simpatia del popolo danese andava evidentemente verso gli alleati, ma la cooperazione economica tra Germania e Danimarca continuò nonostante tutto fino al termine della guerra. Nel 1944 1.900 agenti di polizia danesi vennero arrestati dalla Gestapo e mandati nel campo di concentramento di Buchenwald, dal quale molti non riuscirono a tornare vivi.

Durante la guerra l'Islanda reclamò l'indipendenza e, nel 1948, le Isole Fær Øer ottennero la devoluzione dei poteri.

Il 14 gennaio 1972 al re Federico IX succedette la primogenita Margherita II: era dai tempi di Margherita I che in Danimarca non regnava una donna.

Dopo la fine della guerra la Danimarca divenne uno dei membri fondatori delle Nazioni unite e della NATO. Nel 1973 aderì alla CEE e, più tardi all'Unione Europea.

Nel 1979 anche la Groenlandia ottenne la devoluzione federale dei poteri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Michaelsen (2002), p. 19.
  2. ^ a b Poul Otto Nielsen, Danimarca: Storia, Preistoria, Ministero degli esteri Danese, maggio 2003. URL consultato il 1 maggio 2006.
  3. ^ Giordane, Traduzione inglese di Charles C. Mierow, De origine actibusque Getarum, capitolo III, 22 aprile 1997. URL consultato il 1 maggio 2006.
  4. ^ Busck e Poulsen (ed.) (2002), p. 19.
  5. ^ Michaelsen (2002), pp. 122-23.
  6. ^ Niels Lund, Danimarca - Storia - L'epoca Vichinga in Denmark, Ministero degli esteri Danese, maggio 2003. URL consultato il 1 maggio 2006.
  7. ^ http://www.smb.nu/svenskakrig/1611.asp (SV)

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