Vratislao II di Boemia

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Vratislao II di Boemia
Vratislao II di Boemia
Vratislao II in un affresco del 1134, di autore ignoto, a Znojmo (CZ)
Re di Boemia
In carica 1061-1092
Incoronazione 1085, Praga
Predecessore Spytihnev II di Boemia
Successore Corrado I di Boemia
Altri titoli Duca di Boemia
Nascita Boemia, ?
Morte Boemia, 14 gennaio 1092
Luogo di sepoltura Vyšehrad
Dinastia Přemyslidi
Padre Bretislao I di Boemia
Madre Giuditta di Schweinfurt
Coniugi Maria
Adelaide d'Ungheria
Świętosława di Polonia
Figli Bretislao II
Giuditta
Ludmilla
Vratislao
Boleslao
Borivoj II
Vladislao I
Sobeslao I
Giuditta

Vratislao II di Boemia, in lingua ceca Vratislav II (... – 14 gennaio 1092), figlio di Bretislao I e Giuditta di Schweinfurt, figlia a sua volta di Enrico di Schweinfurt, fu il primo Re di Boemia, a partire dal 15 giugno 1085; il titolo reale fu, comunque, una concessione di Enrico IV, Sacro Romano Imperatore, e non era ereditario. Prima di essere elevato al rango di re egli governò la Boemia in qualità di duca sin dal 1061: fu uno dei più grandi governatori boemi medievali.

Alla morte del padre, avvenuta nel 1055, Vratislao divenne Duca di Olomouc. Egli entrò in lotta con il fratello Spytihnev II e fu esiliato in Ungheria; riuscì in seguito a riconquistare il suo trono ducale moraviano grazie all'assistenza ungherese ed infine si riconciliò con il fratello, succedendogli come Duca di Boemia.

Campagne con Enrico IV[modifica | modifica sorgente]

Vratislao era un alleato dell'imperatore Enrico IV: egli supportò Enrico sia nella lotta per le investiture che nelle ribellioni in Sassonia che dominarono il suo lungo regno. Papa Gregorio VII, dal momento che si era già guadagnato il supporto di Boleslao II di Polonia, era incline a cercare nel Duca di Boemia qualcuno che lo aiutasse a circondare l'Imperatore con avversari che combattessero per la Chiesa. Il Papa confermò quindi a Vratislao il privilegio di poter indossare la mitria e la tunica, come aveva fatto il suo predecessore; Gregorio VII espresse inoltre la sua gratitudine per i regolari pagamenti dei tributi alla Santa Sede.

Vratislao si trovò frequentemente in disaccordo con il fratello Jaromir, vescovo di Praga, ed egli indossava i suoi paramenti religiosi attorno al Vescovo per irritarlo; Jaromir, dal suo canto, ignorò la creazione di una nuova diocesi in Moravia da parte di Vratislao, nel 1063, e si spinse fino a recuperare con le armi le reliquie rimosse da Praga e portate in Moravia. Nonostante il sostegno del Papa per la nuova sede di Vratislao, il Duca di Boemia era incrollabile nella sua fedeltà all'imperatore.

Nel 1070 i sassoni si ribellarono sotto la guida del loro duca Magnus e di Ottone di Northeim, duca di Baviera, mentre Boleslao di Polonia attaccò la Boemia l'anno seguente. Nell'agosto 1073 Enrico IV rispose all'offensiva con un attacco alla Polonia, ma una nuova rivolta in sassonia lo costrinse a ritirarsi nel 1075. Vratislao si unì all'Imperatore ed insieme furono in grado di sconfiggere i ribelli il 9 giugno alla prima battaglia di Langensalza; le truppe boeme, in quell'occasione, dimostrarono molto coraggio. In seguito Enrico portò con sé Jaromir in Germania per farne il suo cancelliere e gli diede il nome di Gebhard, contribuendo a sollevare Vratislao da un problema.

Vratislao partecipò inoltre alle guerre contro gli antire che si opposero al governo di Enrico e furono eletti da una parte della nobiltà per rimpiazzarlo; alla battaglia di Flarchheim l'aiuto del contingente di Vratislao fu fondamentale per consentire alle armate imperiale di prevalere sui ribelli del pretendente, appoggiato dal Papa, Rodolfo di Rheinfelden, duca di Svevia. Vratislao riuscì ad impadronirsi della spada d'oro di Rodolfo e da quel momento, nelle occasioni ufficiali, veniva posta di fronte a Vratislao.

Relazioni con il Papato[modifica | modifica sorgente]

Vratislao formò un esercito per servire nella campagna militare di Enrico in Italia del 1081; nel 1083 Vratislao e i suoi boemi erano al fianco di Enrico quando egli entrò a Roma.

Nonostante il fatto che fosse al servizio di un imperatore scomunicato, Vratislao mantenne buone relazioni con il papato; ciononostante, Gregorio VII rifiutò a Vratislao il permesso di utilizzare la liturgia slava. In ogni caso, Vratislao non legò mai il suo destino a Clemente III, l'antipapa imperiale.

Espansionismo[modifica | modifica sorgente]

Vratislao desiderava da tempo ricevere le marche slave di Meißen e della Lusazia, ma, nonostante le promesse di Enrico IV ed i successi boemi contro i margravi ribelli, egli non le ricevette mai. Egli detenne la Bassa Lusazia tra il 1075 ed 1086, ma nel 1088, con l'insurrezione di Egberto II di Meissen, l'Imperatore garantì la regione ad Enrico I della Marca Orientale. Vratislao cominciò quindi a dimostrarsi piuttosto freddo nei confronti delle avventure militari di Enrico: anche se non venne mai alla sua lealtà, Vratislao smise di supportare militarmente il Sacro Romano Impero.

Affari interni[modifica | modifica sorgente]

L'incoronazione di Vratislao II

La tradizione della dinastia Přemyslide prevedeva che la Moravia venisse concessa al fratello minore del principe regnante; nel caso di Vratislao, i suoi due fratelli minori, Corrado e Otto, ereditarono invece Brno e Olomouc, mentre il più giovane, Jaromir, seguì la carriera ecclesiastica. Nel tempo crebbe l'inimicizia tra i fratelli: fu così che Vratislao fondò la Diocesi di Olomouc, suffraganea dell'Arcidiocesi di Magonza, per contrastare l'autorità di Otto nella regione. Sia il Papa che l'Imperatore intervennero in qualità di arbitri in questi conflitti, che vennero parzialmente risolti quando Enrico nominò Jaromir cancelliere nel 1077. Nell'aprile 1085, il reichstag si riunì a Magonza e soppresse la sede della Moravia, ma in seguito Vratislao la rifondò. Jaromir protestò a Roma con il Papa Urbano II, ma morì nel 1090, portando con sé nella tomba le sue rimostranze.

Gli ultimi anni di vita di Vratislao furono occupati da numerose dispute dinastiche: quando il fratello Otto morì nel 1086, il Duca di Boemia diede Olomouc al figlio Boleslao, e questa mossa venne vista come un atto contro gli interessi di Corrado. Vratislao formò quindi un'armata da inviare contro il fratello, guidata dall'altro figlio, Bretislao. Quest'ultimo, però, si rivoltò contro il padre e Vratislao lo escluse dalla successione e, secondo l'uso boemo, designò il proprio successore: Corrado. Questo aiutò a riconciliare i due fratelli: essi si unirono nello sconfiggere Bretislao, che fuggì quindi in Ungheria.

Vratislao morì il 14 gennaio 1092 per una ferita di caccia, dopo un regno durato trent'anni.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Vratislao si sposò tre volte nella sua vita. La prima moglie fu Maria, morta durante il parto di un figlio prematuro.

Si sposò in secondo nozze, nel 1057, con la principessa Adelaide, figlia di re Andrea I d'Ungheria. Essi ebbero quattro figli:

Adelaide morì nel 1061 e nel 1062 Vratislao convolò nuovamente a nozze con Świętosława di Polonia, figlia di Casimiro I. Essi ebbero cinque figli:

  • Boleslao (m. 1091);
  • Borivoj II, duca di Boemia (circa 1064 – 2 febbraio 1124);
  • Vladislao I, duca di Boemia (m. 12 aprile 1125);
  • Sobeslao I, duca di Boemia (m. 14 febbraio 1140);
  • Giuditta (circa 1066 – 9 dicembre 1108): sposò Wiprecht di Groitzsch.

Antenati[modifica | modifica sorgente]

Boleslao II di Boemia
 
Emma di Melnick
 
 
 
Bertoldo, margravio della Marca Settentrionale
 
Eilika di Walbeck
 
Otto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Oldrich di Bohemia
 
 
 
 
 
Božena (Křesinova)
 
 
 
 
 
Enrico di Schweinfurt
 
 
 
 
 
Gerberga
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Bretislao I di Boemia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Giuditta di Schweinfurt
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Vratislao II di Boemia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vratislav Vaníček, Vratislav II. (I.). První český král, Vyšehrad, 2004, ISBN 80-7021-655-7
  • Hans Patze, Die Pegauer Annalen, die Königserhebung Wratislaws v. Böhmen und die Anfänge der Stadt Pegau, JGMODtl 12, 1963, pp. 1-62
  • Percy Ernst Schramm, Böhmen und das Regnum: Die Verleihung der Königswürde an die Herzöge von Böhmen (1085/86,1158,1198/1203) (Adel und Kirche. G. Tellenbach z. 65. Geb. Hrsg. J. Fleckenstein-K. Schmid, 1968), pp. 346-364.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duca di Boemia Successore
Spytihnev II di Boemia 1061-1085 Titolo vacante
detenuto in seguito da
Corrado I di Boemia
Predecessore Re di Boemia Successore
Titolo inesistente 1085-1092 Titolo vacante
detenuto in seguito da
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