Santa Sede

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Gli emblemi della Santa Sede

Emblem of the Holy See, (official 2000).svg
L'emblema della Santa Sede è molto simile allo Stemma del Vaticano; durante la sede vacante viene sostituito dalla basilica.
Sede vacante.svg

La Santa Sede o Sede Apostolica è la sede episcopale di Roma e dunque il magistero del papa. Come tale, essa è il governo e la giurisdizione del romano pontefice, che rappresenta la Chiesa cattolica e ha personalità giuridica in diritto internazionale.

Storia e definizione[modifica | modifica wikitesto]

Relazioni diplomatiche della Santa Sede:

██ Relazioni diplomatiche dirette

██ Paesi con cui non ha relazioni

La Santa Sede è una delle antiche cinque sedi apostoliche, delle quali, secondo i cattolici, è la maggiore; fa capo al papa, attualmente il Sommo Pontefice Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, e nei periodi in cui la sede papale è vacante per morte o abdicazione del papa, la Santa Sede viene governata dal Collegio dei Cardinali presieduto dal camerlengo.

Secondo la definizione contenuta nel can. 361 del nuovo codice di diritto canonico:

« Col nome di Sede Apostolica o Santa Sede si intendono nel codice non solo il Romano Pontefice, ma anche, se non risulta diversamente dalla natura della questione o dal contesto, la Segreteria di Stato, il Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa e gli altri Organismi della Curia Romana. »

Sovranità sul Vaticano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Relazioni diplomatiche della Santa Sede e Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia.
Targa che proclama l'extraterritorialità dall'Italia del Palazzo del Laterano.

Dal punto di vista di diritto internazionale, la Santa Sede è un'entità distinta dallo Stato della Città del Vaticano, che è il territorio di 0,44 km² di cui la Santa Sede ha la sovranità. Lo Stato della Città del Vaticano ha natura di Stato patrimoniale con la finalità di dare indipendenza e sovranità alla Santa Sede e ha quindi funzione strumentale alla missione della Santa Sede. La sua sovranità è dunque limitata.[1][2]

Le ambasciate estere, infatti, sono accreditate presso la Santa Sede e non presso lo Stato della Città del Vaticano, poiché quest'ultimo non gode di piena sovranità internazionale. La Santa Sede gode della sovranità nelle relazioni internazionali quale caratteristica relativa alla sua natura in conformità alle sue tradizioni e alle richieste della sua missione. La minima base territoriale è detta necessaria per garantire una sufficiente autonomia dei suoi organi istituzionali.

L'Italia, in forza dell'articolo 3 del Trattato Lateranense stipulato nel 1929, riconosce alla Santa Sede la «piena proprietà esclusiva ed assoluta potestà e giurisdizione sovrana» sulla Città del Vaticano.[1]

Secondo una sentenza della Corte di Cassazione italiana la situazione giuridica della Santa Sede è espressa in questi termini:

« Alla Santa Sede, nella quale si concentra la rappresentanza della Chiesa cattolica e dello Stato della Città del Vaticano, è stata riconosciuta la soggettività internazionale ad entrambi i titoli e quest'ultima non è venuta meno neppure nel periodo in cui era cessata la titolarità di qualsiasi potere statuale. »
(Cass., S.U., 18 dicembre 1979, n. 6569)

La cattedra papale[modifica | modifica wikitesto]

La cattedra papale, nell'Arcibasilica lateranense: rappresenta simbolicamente la Santa Sede.

Dal punto di vista materiale, la Santa Sede è rappresentata simbolicamente dalla Cattedra papale o Soglio pontificio (o anche "soglio di Pietro") nella Basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma. Si tratta di una cattedra vescovile, in quanto il papa è vescovo di Roma.

Oltre a quella di Roma, viene chiamata Santa Sede anche la sede episcopale di Magonza, in Germania.

Gli emblemi della Santa Sede[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gonfalone della Chiesa, Stemma della Città del Vaticano e Armoriale dei papi.

Il papato ha utilizzato insegne, stemmi ed emblemi, in varie forme, sin dal tardo XIII secolo: venivano utilizzate la croce, le chiavi di San Pietro, la tiara, la basilica, le effigi di San Pietro e San Paolo.

All'inizio del Medioevo la Chiesa era solita identificare la provenienza e la proprietà dei propri documenti ed edifici tramite sigilli, in genere dalla forma di ovale appuntito (vesica piscis), per distinguerne l'uso non religioso dai classici sigilli rotondi.[3] Nei territori italiani l'araldica fu codificata solo a partire dal XVIII secolo e, a causa del grande numero di stati italiani, questo avvenne in modo non uniforme. La stessa denominazione di araldica non è un termine adeguato circa la simbologia papale, in base alle norme araldiche in vigore dal XV secolo nell'Europa occidentale e settentrionale: essendo generalmente gli attributi araldici di natura militare, il concetto di "araldica ecclesiastica" non può essere adeguato, se non per lo stemma, che abbandonando il carattere militare assunse forme puramente decorative. Questo spiega perché l'araldica ecclesiastica ha avuto il suo inizio solo alla fine del XIII secolo, quando l'araldica laica era già fiorente e si stava codificando.[4]

La prima blasonatura dello stemma della Santa Sede si ritrova nelle Chroniques di Jehan Froissart, nelle descrizioni degli eventi dell'anno 1383: vengono descritte due chiavi argento, decussate in croce di Sant'Andrea, in campo rosso.[5] La tiara si aggiunse poi nel tardo XIV secolo.[5]

Dall'inizio del XIV secolo, le due chiavi incrociate costituirono lo stemma del papato. Il campo dello scudo è generalmente rosso e il cordone è azzurro. Più spesso la chiave posizionata in banda è d'oro e quella in sbarra è argento; a volte entrambe le chiavi sono d'oro; meno spesso, entrambe argento. [6] Anche una pubblicazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali mostra uno "scudo della Santa Sede" con chiavi incrociate e tiara del XV secolo.[7] Tale emblema è riconoscibile anche nello stemma del papa Niccolò V.

Questa pratica di collocare una chiave dorata in banda ed una d'argento in sbarra si ritrova con certezza a partire da Papa Pio II (1458-1464).[8] La Heraldry Society inglese la descrive nel 1953, con le chiavi in uno scudo rosso, legate da un cordone d'oro, sormontato da una tiara argento e oro;[9] l'araldista ufficiale del Vaticano, arcivescovo Bruno Bernard Heim attua un'interpretazione di tale disposizione: la chiave d'oro, che punta verso l'alto sul lato destro, indica la potenza che si estende fino al paradiso; la chiave d'argento, che deve puntare al lato sinistro, simboleggia il potere su tutti i fedeli della Terra; le due chiavi due sono spesso legate da un cordone rosso, segno di unione delle due potenze; le maniglie sono rivolte verso il basso, perché sono nelle mani del Papa; i congegni puntano verso l'alto, poiché il potere di legare e di sciogliere è dato dal Cielo stesso.[10][11]

Stemma del Regno napoleonico d'Italia, che mostra lo stemma dello stato pontificio nel primo cantone.

Questa disposizione dello stemma attuale della Santa Sede lo distinguerebbe da quello della Città del Vaticano, che presenta un'inversa posizione delle chiavi d'oro e d'argento: la disposizione sarebbe stata decisa nel 1929, con lo scopo di distinguere il neonato Stato,[12] mentre negli stemmi papali la disposizione delle chiavi rimarrebbe quella dell'emblema della Santa Sede.[12] Lo stemma della Santa Sede è comunque oggi poco usato; ad esso si preferisce usare semplicemente l'emblema della stessa; nel primo caso il cordone che unisce le due chiavi decussate è solitamente d'oro, mentre nell'emblema è rosso[13].

La distinzione tra l'emblema del papato e quello del territorio da lui governato risale almeno al XVI secolo.[14][15] Gli stemmi degli stati papali avevano infatti la basilica al posto della tiara come simbolo del potere temporale; un esempio è visibile nel primo quarto dello stemma del Regno napoleonico d'Italia. Il primo ad utilizzare l'ombrellone come simbolo del potere temporale fu il papa Alessandro VI.[16] come simbolo di interregno fu usato invece per la prima volta su monete coniate nel 1521, tra i pontificati di Leone X e Adriano VI.[17]

La chiave dorata è posizionata in banda anche nell'emblema della Sede vacante, dove il simbolo papale della tiara è sostituito dalla basilica, che rappresenta il potere temporale del Cardinale camerlengo, della Camera Apostolica,[18] e quindi per estensione, del Sarco Collegio cardinalizio e di tutta la Chiesa cattolica romana.

Stemma Nome Descrizione
Emblem of the Holy See, (official 2000).svg Emblema della Santa Sede Versione ufficiale.
Emblem of the Holy See, (usual 2012).svg Emblema della Santa Sede Versione non ufficiale, ma normalmente utilizzata dalla Santa Sede.[senza fonte]
Sede vacante.svg Emblema della Santa Sede durante la sede vacante Al posto della Tiara Papale è presente la basilica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Vitali
  2. ^ Secondo Arturo Carlo Jemolo se, per assurdo, il Papa decidesse di trasferirsi, lo Stato italiano si riapproprierebbe del territorio concessole, pur restando in vita la soggettività internazionale della Santa Sede.[senza fonte]
  3. ^ Ecclesiastical Heraldry, Catholic Encyclopedia
  4. ^ (EN) Philippe Levillain, The Papacy: Gaius-Proxies, Routledge, 2002, p. 688, ISBN 978-0-415-92230-2.
  5. ^ a b Galbreath 1930, Vol.1, p. 9
  6. ^ Philippe Levillain, Keys in The Papacy: An Encyclopedia, vol. 2, Routledge, 2002, p. 891, ISBN 978-0-415-92230-2.
  7. ^ "Simboli e Figure Emblematiche ed Araldiche della Chiesa" in Insegne e Simboli: Araldica Pubblica e Privata, Medievale e Moderna (Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma 1999), p. 337
  8. ^ John A. Goodall, "The Sovereign Pontiff has the oldest coat of arms" in The Catholic Herald, 1º giugno 1956
  9. ^ The Heraldry Society, The Coat of Arms, vol. 2, 1952-53, pp. 254.
  10. ^ Heim, p. 54
    « The symbolism of the keys is brought out in an ingenious and interpretative fashion by heraldic art. One of the keys is of or, the other of argent. The golden key, which points upwards on the dexter side, signifies the power that extends even to Heaven. The silver key, which must point up to the sinister side, symbolizes the power over all the faithful on earth. The two are often linked by a cordon gules as a sign of the union of the two powers. The handles are turned downwards, for they are in the hand of the Pope, Christ's lieutenant on earth. The wards point upwards, for the power of binding and loosing engages Heaven itself »
  11. ^ Bandiera, Stemma e Sigillo della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, Sala Stampa della Santa Sede. URL consultato il 17 dicembre 2013.
  12. ^ a b Vatican City (Holy See) - Part I, Flags of the World.
  13. ^ Araldica ecclesiastica, iagiforum.com
  14. ^ Galbreath 1930, p. 25
    « From the 16th century on, this, the third coat of the Papacy — which may be blazoned Gules a pair of keys crossed in saltire, one gold, one silver, tied gold, surmounted by a tiara silver, crowned gold — is taken to represent the Papacy as distinct from the Papal States »
  15. ^ Heim, p. 101
  16. ^ Galbreath 1972, p. 31
  17. ^ Galbreath 1972, p. 34
  18. ^ Anura Gurugé, The Next Pope, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]