Vescovo
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Il vescovo, nel cristianesimo, è il responsabile (pastore) di una diocesi ed è considerato successore degli apostoli.
La parola viene dal greco επίσκοπος, che significa "supervisore", "sorvegliante". Alcune chiese cristiane usano la traduzione invece della traslitterazione della parola greca, in corrispondenza di un servizio simile a quello dei vescovi cattolici.
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[modifica] Storia
L'episcopato è uno dei ministeri citati nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere di Paolo. Nel IV secolo Costantino dette ai vescovi lo "status" di funzionari dello Stato romano, attribuendosi lui stesso il titolo di "supervisore/vescovo per gli affari esterni alla chiesa cristiana". Fu lo stesso imperatore Costantino a convocare e presiedere il primo concilio ecumenico della storia, quello di Nicea del 325.
Da allora non pochi sono stati gli stati in cui il vescovo ha mantenuto questo "status" di funzionario pubblico. Tra questi possiamo ricordare:
- la maggior parte dei paesi tradizionalmente a maggioranza ortodossi: Romania, Grecia, Bulgaria, ...
- il Regno di Franconia
- il Sacro Romano Impero di Carlo Magno
- i Paesi scandinavi (Danimarca, Norvegia, Svezia) e Islanda
- la Repubblica Popolare Cinese
Naturalmente non sono mancati nella storia momenti in cui i vescovi abbiano tentato di sottrarsi a questo stato di cose.
Per esempio, nell'ambito del così detto Sacro Romano Impero (di fondazione carolingia), e quindi anche nell'Italia medievale, questa lotta dei vescovi contro il potere statale viene definita lotta per le investiture.
[modifica] Nel cattolicesimo
Nel cattolicesimo l'episcopato è il primo e più alto grado del sacramento dell'Ordine. Gli altri due, in posizione subordinata all'episcopato, sono il presbiterato (sacerdoti) ed il diaconato.
La chiesa-edificio da cui un vescovo esercita il suo magistero è detta cattedrale.
[modifica] Ordinazione
Nella chiesa delle origini, il vescovo veniva scelto con l'intervento del clero e del popolo, che potevano testimoniare i meriti del candidato. Solo con il codice del 1917 si arriva ad affermare solennemente che il vescovo deve essere scelto dal Papa.
Per la legittimità dell'ordinazione di un vescovo è necessario il benestare della Santa Sede, ma per la sua validità è sufficiente l'ordinazione da parte di un altro vescovo. Nei tempi moderni gli ordinanti sono di solito tre vescovi. In tempi recenti, hanno suscitato clamore l'ordinazione di quattro vescovi senza le dovute lettere pontificie da parte di mons. Marcel Lefebvre nel 1988 e, nel 2006, da parte di mons. Emmanuel Milingo.
Per l'elevazione all'episcopato si richiede che il candidato: 1) sia eminente per fede salda, buoni costumi, pietà, zelo per le anime, saggezza, prudenza e virtù umane, e inoltre dotato di tutte le altre qualità che lo rendono adatto a compiere l'ufficio in questione; 2) goda di buona reputazione; 3) abbia almeno trentacinque anni di età (40 in Italia su decisione della CEI); 4) sia presbitero almeno da cinque anni; 5) abbia conseguito la laurea dottorale o almeno la licenza in Sacra Scrittura, teologia o diritto canonico in un istituto di studi superiori approvato dalla Sede Apostolica, oppure sia almeno veramente esperto in tali discipline.
Alcuni simboli presenti durante l'ordinazione episcopale sono: la consegna del Vangelo, dell'anello, della mitra e del pastorale. La consegna del vangelo indica il dovere di annunciare la Parola di Dio, il pallio esprime il legame con il pontefice romano ed è riservato agli arcivescovi metropoliti (cioè a capo di una metropolia, una circoscrizione ecclesiastica comprendente più diocesi), l'anello episcopale è simbolo della fedeltà all'impegno, la mitra (o mitria) è un richiamo allo splendore della santità verso la quale il vescovo deve aspirare, il bastone pastorale è un riferimento al ministero di pastore che il vescovo assume con la sua nomina.
[modifica] Funzioni del vescovo nella Chiesa cattolica
Precisa il Codice di diritto canonico:
| « I Vescovi, che per divina istituzione sono successori degli Apostoli, mediante lo Spirito Santo che è stato loro donato, sono costituiti Pastori della Chiesa, perché siano anch'essi maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto e ministri del governo » | |
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(Can. 375)
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Secondo questo testo, e secondo le linee comuni della teologia, il ministero o servizio del vescovo si sviluppa lungo tre direttrici:
- Dimensione regale (governare, cioè servire): il vescovo è il responsabile dell'attività pastorale della comunità diocesana, il primo dei servitori del popolo di Dio.
- Dimensione profetica (insegnare): il vescovo è il maestro nella fede del popolo di Dio a lui affidato, ha la funzione di insegnare con autorità la dottrina rivelata da Dio.
- Dimensione sacerdotale (santificare): presiedendo la celebrazione dei sacramenti, è strumento di Dio per la santificazione del suo popolo.
[modifica] Insegne episcopali e abiti propri
Al momento dell'ordinazione il vescovo riceve le tre insegne episcopali prescritte dal Pontificale Romano; esse sono (in ordine d'imposizione) l'anello pastorale, la mitria e il bastone Pastorale. Oltre a queste e ai paramenti propri del presbitero, durante i vari riti liturgici il vescovo indossa la croce pettorale, solitamente in metallo e affrancata ad una catena o cordiglio di colore verde/oro e lo zucchetto di colore paonazzo. Nei pontificali il vescovo presidente indossa sotto la casula o pianeta anche la dalmatica. Se il vescovo è insignito del titolo di arcivescovo metropolita indossa, sopra la casula, il pallio. Per quanto concerne il significato di ciascun simbolo si rimanda il lettore ai collegamenti specifici.
In occasione di visite pastorali o se assiste (ovvero non prende parte diretta alla celebrazione) a riti religiosi, il vescovo indossa l'abito corale, mentre ordinariamente indossa l'abito piano. Per maggiore documentazione vedasi la voce abito talare.
[modifica] Gerarchia dei vescovi
Anche tra i vescovi stessi esiste una gerarchia: il grado più alto è quello di patriarca, a cui segue, nelle chiese cattoliche orientali, quello di arcivescovo maggiore; quindi gli arcivescovi metropoliti, che sono i vescovi a capo delle arcidiocesi metropolitane, sedi principali di una provincia ecclesiastica composta, oltre alla sede metropolitana, da una o più diocesi suffraganee. L'arcivescovo metropolita, oltre agli abiti episcopali comuni a tutti i vescovi, indossa il pallio che gli è proprio. Il pallio e il pastorale possono essere portati solo nel proprio ambito di giurisdizione. C'è inoltre da precisare che alcune sedi suffraganee sono comunque "arcidiocesi", non metropolitane. Il vescovo di tale sede suffraganea è dunque arcivescovo, senza essere metropolita e senza indossare il pallio..
In una diocesi grande possono essere nominati vescovi ausiliari per aiutare il vescovo titolare. Se hanno diritto di successione vengono chiamati coadiutori, e succedono alla cattedra del vescovo titolare.
Ad alcuni vescovi (anche latini) sono attribuiti il titolo di "Esarca" in riconoscimento di un'autorità più ampia, o di una tradizione illustre della propria sede episcopale.
I vescovi e gli arcivescovi hanno diritto all'appellativo di "Eccellenza Reverendissima", mentre ai Patriarchi di rito Orientale spetta quello di Beatitudine.
[modifica] Aspetto collegiale
L'insieme di tutti i vescovi prende il nome di Collegio episcopale.
I concili ecumenici sono riunioni di tutti i vescovi del mondo per trattare temi di fede e di morale.
A livello locale i vescovi sono organizzati in conferenze episcopali su base nazionale. Le cariche della conferenza episcopale sono elettive e a scadenza determinata.
[modifica] Voci correlate
- Tradizione cattolica
- Chiesa cattolica
- Clero
- Apostolo
- Successione apostolica
- Elenco delle diocesi italiane
- Lotta per le investiture

